24.10.15

Al Cinema : recensione "Suburra"



presenti spoiler

Forse alla fine il vomito che da anni, quasi decenni, il cinema italiano si vede arrivare addosso, adesso, grazie a film come Suburra, inizierà a finire. Vomito pieno di grumi di incompetenza, pregiudizio, faciloneria e pigrizia. Vomito di chi confonde continuamente la produzione dei film con la distribuzione non capendo che di film belli ne facciamo a valanga.
E' solo che non te li fanno vedere poi.
Che mica ci sono solo i Sorrentino, i Garrone, i Crialese e i Diritti, ce ne son tanti.
Ma abbiamo bisogno di film come questi, straordinari esempi di cinema worldwide, per ripulirci un pò la nomea. La speranza è che grazie a sti esempi macroscopici poi anche quelli micro comincino ad esser portati avanti, apprezzati, ricercati.
Suburra è un filmone che travalica i confini italiani, pur trattando in maniera scientifica solo e soltanto dell'Italia, e va a sfidare senza alcun timore i migliori polar francesi, i meglio crime hollywoodiani e chiunque altro gli si pari davanti.

E' "La Grande Bellezza" meno astratta, egotica e patinata.
E' "Non essere cattivo" meno vero e disperato.
E' la terza parte di quella che io, a questo punto, considero una trilogia romana di livello così alto che il resto del mondo deve solo guardare ammirato e, come dicono laggiù, non cacare er cazzo.


Trilogia di un regista che tutti dicono sopravvalutato, Sorrentino, di uno che tutti dicono sottovalutato, Caligari e di uno che ha la rarità di essere apprezzato per quello che vale, Sollima.
Già autore del cinematograficamente ottimo A.C.A.B (a prescindere dalle letture e dalle critiche piovutigli contro per i contenuti) e delle due serie cult Romanzo Criminale e Gomorra, Sollima all'opera seconda raggiunge già quello che a volte, per alcuni, può rappresentare l'apice di una carriera.
Suburra è un film formidabile, quasi inattaccabile.
A meno che non lo giudichi qualche "nazista" storico (come i grammar nazi ci sono anche quelli storici) che, dimenticandosi di trovarsi davanti un'opera di finzione, inizi a fargli le pulci per tutto quello che con Mafia Capitale c'entra nulla.


Come se la sparatoria al supermercato (superba scena) o il massacro al centro massaggi (ecco, questa narrativamente è la scena più incomprensibile) rappresentino fatti realmente accaduti.
No, Suburra è Mafia Capitale con ettolitri di sangue in più.
Suburra è morte, di tutti i tipi, quella di una giovane prostituta minorenne per overdose, quella di un uomo disperato per suicidio o quelle, tantissime, per omicidio.
Morti su morti in un'escalation di violenza (compressa in soli 5 giorni) che sono il manifesto del cinema che è stato aggiunto ai veri fatti di cronaca.
Ma godiamoceli sti film senza storicizzarli troppo, che un tale mix di prove d'attore, regia, musiche e intrecci è roba da esserne orgogliosi.
Brindiamo alla nascita di un nuovo grande attore, quell'Alessandro Borghi già fenomenale in Non essere cattivo (sempre ad Ostia stava, incredibile).
O alla scoperta tardiva di attori come l' Adamo Dionisi che interpreta il capo dei "Casamonica" (dai su, è evidente il riferimento a quella famiglia) in modo impressionante, roba da far rimpicciolire gli zebedei anche in sala.
O la sorpresa di Amendola, l'unico personaggio del film sotto le righe, doverosa scelta poi, vista la "potenza" che deve suscitare a prescindere.
O le due ragazze che oltre ad essere notevolissime sono, Greta Scarano soprattutto, davvero perfette.


E Favino che non tenendo fede al suo cognome ne impalma due insieme come non ci fosse un domani.
Tutti figli di mignotta in mezzo alle mignotte.
Anche qua, per la direzione degli attori, il grande merito è di Sollima, il film precedente e le due serie sono troppo indicative in questo.
Il prologo nel Vaticano, la pioggia mista a fuoco della gambizzazione, le scene di sesso di Favino, specie quella in montaggio alternato con la morte della baby squillo, il suicidio sul Tevere in campo lunghissimo (pioggia, fiumi e mare, questo è un film d'acqua come pochi), la straordinaria scena di Numero 8 che disegna sul vetro lo skyline della Ostia che (non) verrà, le già citate sparatorie, la morte di Numero 8 vista dalla mente quasi inerme e sconvolta dalla droga della sua ragazza, il finale.
Cinema con la C che più maiuscola non si può.
E io che delle colonne sonore non parlo mai non posso tacere stavolta perchè siamo su livelli vertiginosi.
Molti, già lo vedo, storceranno la bocca su questa sceneggiatura a episodi e incastri che invece, secondo me, in due ore lega tutto che meglio non si può.



Certo, magari le coincidenze son tante, che è strano vedere vicende che alla fine riguardano in tutta Roma sempre le stesse persone no? ma meglio ste coincidenze che dei vuoti narrativi.
E a scrivere ci sono Rulli e Petraglia (tra gli altri), non so se mi spiego.
C'è, a dire il vero, un eccesso per la violenza, le già citate millemila morti di sopra appaiono esagerate, specie in un periodo di tempo così breve.
E per quanto mi riguarda una sola vera scena sbagliata, per quanto suggestiva (quella del Casamonica e del cane finale).
Ma in questo grandissimo film ho trovato un vero colpo di genio non qualcosa che c'è, ma qualcosa che manca.
Le forze dell'ordine, i poliziotti, i magistrati, qualsiasi istituzione che potesse combattere questa infinita, violentissima e senza fine ondata di criminalità, beh, non la vedrete mai.
Mai, nemmeno per un singolo istante. Malgrado morti, pistole che sparano, droga e prostituzione.
E in questo film senza legge alla fine la legge, senza che l'abbiamo mai intravista prima, arriverà a fermare tutto in pochi attimi.
Il Governo cade.
Il Papa della Chiesa si dimette.
Il Papa della criminalità viene ucciso.
Dall'ultima delle ultime poi, come il suddito delle più remote province che entra nel palazzo ed uccide il Re.
















Roma è a terra.
E la pioggia che è caduta ininterrottamente per una settimana inizia finalmente ad uscire dai tombini.
Non si sa quale significato abbia.
Se esca a ripulire questa Sin City ormai in ginocchio o se serva per far uscire finalmente fuori tutta la merda che c'era sotto.
Non ce ne frega niente.
Stavamo ancora pensando a una vecchietta che mangiando un pezzettino di torta dice a suo figlio, al Re di Roma: "Non uscire, piove troppo"

49 commenti:

  1. Grande merito al regista e a tutto il cast.
    Me le sono proprio goduto in occasione del cinemadays, sparato senza la solita pausa 1-2 tempo (dovrebbero farlo una volta al mese).

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    1. Ma sai che a me la pausa al cinema manca davvero tanto
      Non la fanno mai dove vado io.

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    2. Lucien, secondo te lo capiranno?
      Grande iniziativa, ci vuole tanto a capire che va fatta sempre?
      Ci guadagnano tutti, tutti.
      E non dico solo di soldi eh, anche di "rapporto".
      Se i cinema iniziano a fare così, anche i multisala, poi uno si ammorbidisce anche, inizia ad odiarli meno.
      Ad esempio io ho fatto la tessera Uci, multisala che odio e che quest'anni mi ha visto solo due volte.
      Beh, 1 euro l'ho pagata e già per cazzi vari ce ne ho guadagnati 8.
      E magari quando c'è un film interessante ora ci torno pure, ancora più sconti.

      Filì, la fanno quasi esclusivamente ai multisala (quelli grossi in franchising, poi noi a Perugia ne abbiamo uno anche d'essai ad esempio).

      A me non manca per niente ;)

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    3. Pensa che la sala era tutta piena, quando di solito di mercoledì ci si riempirà giusto qualche fila.

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    4. A parte le sale piene che ho notato anche io so solo che del gruppo di amici/mezzi conoscenti che ho tutti sono andati quei 4 giorni a vedere un film o due.
      Ho moltiplicato per tutti gli altri e fatto due conti ;)

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  2. Settimana scorsa ero a Roma, ed una sera mi sono ritrovato, da solo e senza impegni a camminare per le sue strade con il tramonto che investiva piano la città.
    La mia meta era un cinema, la mia scelta era Suburra.
    Prima volta nella mia vita da solo in sala.
    Finito il film rimango folgorato dalla potenza visiva di Sollima e come in uno stato confusionale ritorno a casa a piedi attraversando Roma, passando lungo il Tevere e arrivando al Quirinale, li mi fermo un po'.
    Circondato dalla notte e da strade deserte, la storia si unisce alla realtà, lo schermo del cinema è stato trapassato, l'incanto del buio in sala è costante ed ancora fortissimo.
    E rimango li, schiacciato dal fascino e dal potere di quella città.
    La visione più coinvolgente della mia vita.

    La tua comunque resta una recensione da brividi.

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    1. Finalmente hai scoperto la bellezza del cinema da solo.
      Non che uno debba cercarla sta solitudine eh, ma quando accade, ossia quando non ti ci viene nessuno, non rimandare, vacci da solo.

      Da brividi non è la mia rece ma il tuo commento semmai, ti invidio, ho capito perfettamente la magia della serata.

      Ho sempre pensato che le esperienze in gruppo siano le più esaltanti, quelle in coppia le più emozionanti ma quelle da solo le più indimenticabili perchè quelle che ti entrano più dentro, anche se non lo vuoi.

      Credo che sia ora che tu vada su blogger e anche senza ancora farti leggere da nessuno iniziare a scrivere due cose

      pensaci


      (grazie...)

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    2. Sì l'esperienza da solo mi ha convinto a rifarlo, però difficilmente eguaglierò quel coinvolgimento, troppi fattori azzeccati casualmente (un film su Roma visto a Roma) e difficilmente riproducibili, ed inoltre era la prima volta.
      Irripetibile.

      Quella del blog è un'idea che mi piacerebbe, magari ....

      Comunque due robe sul film:

      1.cosa ha di sbagliato la scena del boss e del cane?

      2. la ricorrenza dell'acqua che dici tu è geniale, mi hai fatto pensare che Sollima lo utilizzi spesso oltre che in questo film anche nelle sue serie (Romanzo Criminale 1 ha una chiusura sotto un diluvio, mi sa che non l'hai visto per cui non aggiungo altro)

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    3. Filippo t'avevo fatto na risposta lunghissima ma poi m'è partito un aggiornamento, spento il pc, riavviato, ripristinato la pagina me senza testo...

      che palle infinite ste cose...

      riassumo

      1 la scena è solo cinema purtroppo, più di qualsiasi altra

      2 se hai il coraggio e l'incoscienza di uccidere un boss in quella maniera, uno che ti taglia la testa senza problemi, lo uccidi, stop

      3 se proprio non vuoi finirlo non lo metti nella gabbia del SUO cane (anche se c'hanno detto sempre più rabbioso) ma al massimo lo butti morente nel Tevere. C'è caso che il cane riconoscenndolo come padrone lo lecca e via. E anche se l'attaccasse non è detto che riesca ad ucciderlo

      3 con questa trovata senza alcun senso invece che essere sicuramente quello che uccide rischi di diventare solo quella che viene ucciso. Il boss si è anche "svegliato" e t'ha visto, se sopravvive (sempre e solo perchè tu hai voluto far cinema) sei finito

      al massimo questo comportamente, ma proprio al massimo, poteva accadere a parti invertite, un boss può giocare con te, tanto poi t'ammazza lo stesso

      2 è un film d'acqua incredibile, abbiamo pioggia, fiume e mare uno più protagonista degli altri.
      E anche il valore metaforico e apocalittico della vicenda diventa ancora più suggestivo

      pensaci a quella cosa, ora clicco pubblica il prima possibile via ;)

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    4. Proprio tu che mi hai insegnato il copia-incolla dei commenti prima di fare invia cadi nella trappola.

      Comunque per la scena: capisco il tuo punto di vista, è una scena di esclusivo godimento regalato allo spettatore che vede un'inaspettata vittoria della vittima.
      Forse un po' in sintonia con il finale, l'ultimo dei discepoli che uccide il re di Roma, la criminalità che offre un potere enorme, al di sopra delle cariche dello Stato ma tuttavia molto precario e mortale.

      Credo sia un po' la visione di Sollima del potere e in particolare del crimine, che si ripete sia in Gomorra sia in Romanzo Criminale.
      Il potere ha un prezzo enorme, e la vita del re è tutt'altro che invidiabile.

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    5. No no, non mi hai capito.
      A me è partito l'aggiornamento del pc mentre scrivevo.
      E poi riavviando non c'era più una fava ;)

      No no, ma quello va benissimo eh.
      La vendetta di Germano nel film ci sta alla grande, subisce per troppo, era quasi doverosa in sceneggiatura.
      Come quella finale.
      Gli ultimi che uccidono i primi.
      Ma è proprio lì il problema.
      Se gli ultimi trovano il coraggio di uccidere i primi li uccidono (come fa Viola in maniera efferata), non fanno i registi e creano una situazione così a rischio.
      Non solo perchè rischi che non lo uccidi ma perchè in questo caso quello morto sei te.
      E chi affiderebbe la propria vita a un cane (dai, ti prego, mordilo!)
      Nella realtà una cosa del genere è fuori da ogni grazia di Dio, fidati.

      Ma sti cazzi. il succo è quello che dici te.
      Non qui ma altrove ho "discusso" sul fatto che secondo uno questo film è l'apoteosi del marcio e della criminalità, che trionfa senza che nessuno intervenga.

      Ma i fatti sono che:

      il governpo cade per una indagine
      Samurai muore
      numero 8 muore
      Manfredi muore

      il crimine trionferà ma manca fisicamente chi alza la coppa allora...

      no, il male perde e in modo clamoroso

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    6. Intervengo qua dopo aver visto il film stasera... a proposito del cane penso che, anche se Manfredi era il padrone, teneva l'animale sempre in gabbia, aumentandone la ferocia, e - se prendiamo per buona la frase che lo stesso Manfredi pronuncia ("ha mezzo staccato un braccio a mio nipote") significa che il cane non riconosce nè teme il padrone, quindi, una volta che glielo infili in gabbia incosciente, sanguinante e legato, col cazzo che il cane non lo attacca, ma qua ci vorrebbe il bradipo che ne sa senz'altro più di me.
      Poi, lasciando stare che l'espressione "il più sano c'ha la rogna" qua diventa riduttiva, il personaggio di germano sarà anche "vittima", ma è anche il più viscido, vigliacco e senza palle di tutta la baracca, e il fatto che arrivi vivo alla fine del film è forse la cosa che mi ha infastidito di più.

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    7. No no, ma non discuto poisonetta...
      Dico solo perchè creare una morte così cinematografica, perchè prenderti il 20% di rischio che non muore quando tu sei un povero pirla che ha avuto il coraggio di ammazzare un megaboss.
      Non sta nè in cielo nè in terra, fidati...

      Guarda, non ci avevo pensato, sai che c'hai ragione. E' il personaggio più ipocrita, gli altri almeno la rogna la mostrano bene.
      E' anche vero che si trova immischiato in un giro in cui rischia fortemente la vita.
      E a tal proposito la scena del cane ha ancora meno senso, ahahah

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    8. Ah, non so, sai bene che in fondo io di cinema capisco una sega! :)
      Comunque sì, scena forse un po' forzata, comunque se vogliamo più "coerente", rispetto al mio personalissimo momento WTF, ovvero la scena di Viola che irrompe nel centro estetico e io sono ancora qua che mi chiedo come faceva a sapere dove e quando...
      Comunque ne parlerò domani. :)

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    9. Eh, ma qualcuno lo aveva già scritto in rece ;)

      "o il massacro al centro massaggi (ecco, questa narrativamente è la scena più incomprensibile) "

      e specificato anche nella risposta a Xibalba qui sotto

      sì, quella è il WTF per eccellenza, un errore purissimo, l'altra invece semolicemente una scelta cinematografica per una scena che doveva essere più verosimile

      aspettiamo ;)

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    10. eccoti il link:

      http://viaggiandomeno.blogspot.it/2015/10/suburra.html

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  3. Interessante, anche se lontano dall'essere perfetto.
    Ma forse è giusto così.
    Ne parlerò anch'io a breve.

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    1. Pensa, questo invece avrei detto che l'avresti amato senza riserve.

      Leggeremo allora ;)

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  4. a me è piaciuto non poco, anzi moltissimo, affresco e storia potenti

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    1. Molto bene.
      Specie detto da te che sicuramente avrà visto i Rosi and company di una volta

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  5. Potensissimo: tra le sorprese più grandi di quest'anno.
    Perché io non amo il genere, odio i ritatti gratuiti di questa Italia buia e violenta, ma Sollima quanto è bravo. Scorre come un hard boiled, ma ha una fotografia di una grazia assoluta. Perfetto oggettivamente non è - e troppo pieno, qualche sottotrama si perde nel vuoto - ma tra la Roma dark in cui piove sempre, gli ottimi attori e la colonna sonora firmata dai meravigliosi M83 c'è tanto di bellissimo. Magnifico Amendola, che mi ha ricordato il Gus di Breaking Bad.

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    1. Non ti mettere a correggere Ink, di errori di battitura se ne fanno tutti e blogger non ti dà possibilità di emendarli, lasciamoli lì.
      Poi te che non sai scrivere eh..

      Senti.
      Forse il mio "inattaccabile" può esser letto come sinonimo di perfetto. No, non lo è. Inattaccabile perchè i piccoli difetti sono così piccoli rispetto al resto che attaccarlo, per me, è solo volersi far del male e non sapere godere delle cose.
      Amendola straordinario, come Dionisi del resto.
      E' da ieri sera che mi ascolto questi M83, io non li conoscevo.

      Ci siamo rifatti di Roth ;)

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  6. Mi dispiace fare sempre la parte del bastian contrario rompiballe... :) però non ho condiviso tutto questo entusiasmo
    A me è piaciuto a metà: ottimo come confezione, struttura, ritmo e interpretazioni (Amendola e Borghi bravissimi, la Scarano una rivelazione) parecchio meno dal punto di vista dell'analisi socio-politica: paragonare le dimissioni di Berlusconi con l'Apocalisse mi pare un tantino esagerato... per non parlare della plausibilità di certe situazioni (mi riesce difficile immaginare che un boss mafioso arrivi a minacciare di morte un cardinale dentro il Vaticano, così come possa essere così facile per un rozzo criminale irrompere nell'abitazione privata di un parlamentare...)
    Ad ogni modo al film va riconosciuto un grosso merito: aver contribuito a rinverdire una tradizione di cinema popolare e militante che da troppo tempo mancava nel nostro paese.

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    1. Sauro, non è che la pensiamo in modo diverso, semplicemente ci interessano cose diverse.
      Vedi, io il film l'ho preso come cinema, soltanto per quello.
      Certo, racconta magagne italiche, certo si riferisce in modo molto esplicito a Mafia Capitale.
      Ma è cinema.
      Tutte le scene che critichi tu mi pare abbiano una matrice comune, ovvero l'inverosimiglianza socio-politica delle stesse.
      Guarda, io faccio coming out, non ho mai votato in vita mia, non mi interessa nulla della politica (e nopn voto per questo, non per schifio o velleità anarchiche), quindi mi sono goduto il film senza mai pensare minimamente alla veridicità o meno.
      Ma neanche Sollima vuole secondo me (anzi, gli sceneggiatori, Sollima c'entra poco).
      Allora, come ho scritto, anche le scene della sparatoria son finte, quella al supermercato, dieci minuti di spari in mezzo alla gente, è roba mai vista in Italia (al massimo mettevamo bombe noi).

      Quindi non è questione di essere d'accordo o meno, solo approcci profondamente diversi ;)

      (se fosse stato un doc o un biopic ufficiale allora era un altro discorso..)

      sempre bello qualcuno che rombe le balle, ce ne fossero

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    2. prima di leggere qui sopra avevo scritto, non sapendo di essere d'accordo con Caden e in disaccordo con Kris Kelvin:

      "si legge qua e là che ci sono imprecisioni, esagerazioni, forzature, ma questo è solo un film da due ore, mica un saggio storico-antropologico-politico."

      http://markx7.blogspot.it/2015/10/suburra-stefano-sollima.html

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    3. Beh, dire che concordo è dir poco.
      Ma in realtà non ci sono posizioni giuste o sbagliate, solo approcci, aspettattive e analisi che prendono in considerazioni cose diverse.

      vengo a vedere

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    4. qui "non ci sono posizioni giuste o sbagliate", sono ancora d'accordo, anche se non sempre è così, ma la maggior parte delle volte sì

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    5. Diciamo la maggior parte delle volte tipo 90% eh...

      Sempre se ai due lati ci siano persone senzienti

      poi il restante 10 oh, qualcosa di oggettivo ci deve essere anche nel cinema no?

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  7. La regia è di un livello altissimo, un livello che in Italia non si vede altrove, ma anche a me non mi ha lasciato lo stesso tuo entusiasmo, raccontato alla maniera di Sollima che ti lascia con l'amaro in bocca poiché ogni personaggio sembra un po' lasciato a se stesso, (alcune interpretazioni non mi sono piaciute per niente, amendola in primis, favino e il boss degli zingari sono quelli meglio resi su schermo) come se ci volesse il format della serie tv (che aspetterò sicuro con ansia dato che sollima da il meglio in "quel campo") per poterlo sviluppare al meglio, insieme all'intera trama del film, sceneggiatura che scricchiola e ha poco da dire (azzarderei che non è riuscito secondo me a sintetizzare argomenti/tematiche del genere in due ore), e dei personaggi tagliati malamente con l'accetta (viola la tossica, è un terminator XD)

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    1. Ecco, a differenza che con Sauro che ha portato le critiche su un campo dove io non so combattere e nemmeno voglio imparare a farlo (mentre lui è molto competente) con te parliamo solo di cinema, quindi posso dire due cose in più.

      Strana la cosa di Amendola, ma molto interessante. Io l'ho trovato formidabile.
      Sul discorso dei personaggi non "portati a termine" ti capisco benissimo e capisco anche che dici come una serie in questo possa essere al contrario perfetta per dipanarli.
      Però sai, a volte io non ragiono su cosa manca ma se con il tempo che avevi hai fatto il meglio. E a me pare di sì. Anzi, credo che allargare troppo i personaggi e le vicende poteva appesantirlo.

      Anche sulla sceneggiatura stesso discorso, ti capisco benissimo ma anche qui, secondo me, ha fatto il meglio possibile nele due ore.
      Io credo che più che critiche le tue siano "mancanze" che non vedi di colmare con un0'eventuale serie tv. Insomma, conoscendo il mondo delle serie bene poi su questo tipo di film ti sembra sempre che qualcosa sia poco sviluppato.

      Guarda, secondo me il finale è bellissimo e non la terminatorizza per niente. Una ragazza abbastanza devastata, veramente innamorata e senza più niente (in più una che conosce bene quel mondo di morti e pistole) una cosa del genere può farla.
      Invece la scena del centro massaggi concordo con te, troppo, troppo, troppo.
      Tra l'altro lei parte con quello e va là sicura di trovare i due. Come sia possibile non lo so...
      (per questo l'ho definita incomprensibile nella rece)

      ciao!

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    2. ci sono un sacco di errori, addirittura 2,3 parole mancanti.
      Accidenti a me e al mio non ricontrollare mai

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    3. tranquillo per gli errori, leggendo/scrivendo dal lavoro anche velocemente neanche ci faccio caso XD anzi grazie sempre per le tue risposte belle esaurienti ciao!

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    4. come sempre grazie a voi ;)

      ce risentiamo per la serie và

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  8. Film splendido ed angosciante che, con tutti i suoi difetti, mi ha coinvolta dall'inizio alla fine, facendomi sentire sporca ed impaurita. Cinema ad altissimo livello!!

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    1. Grande Babol...
      Ma devi imparare a mettermi i link delle tue rece, come Poison, che io sennò mi scordo quasi sempre.
      Gran film ;)

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  9. Mamma mia Caden! che film! Sono andato oggi pomeriggio.
    Complimenti per la recensione in cui mi trovi d'accordo su tutto. Sono contento del fatto che hai sottolineato la soundtrack...da brividi! E gli attori? Ma che se so presi?!
    Le mie aspettative erano medio alte, ma non mi aspettavo tanta bellezza soprattutto dalla parte tecnica curata egregiamente.
    Comunque so di parte...non sai che effetto mi ha fatto vedere sul grande schermo i luoghi che ogni anno frequento più di una volta...il centro commerciale, il lungotevere, le spiagge e il mare di Ostia...bellissimo!! (non è che non ti avevo mai detto che so di Roma ?)
    Volevo tornare sulla recitazione e dire che, a parte i nomi più famosi Amendola, Favino, Germano ecc., mi hanno seriamente impressionato Borghi e Dionisi e il resto degli 'zingari' (hai ragionissima, il riferimento ai Casamonica è ovvio) i quali, per più di una volta durante la visione, mi hanno fatto dubitare sulla finzione della recitazione.

    P.s ma ci sarà una volta che sbagli la chiusura di una rece? L'ultimo paragrafo è fantastico ;)

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    1. Per una volta non ho potuto glissare sulla soundtrack ;)

      Non sapevo minimamente che tu fossi de roma, sono molto contento perchè mi sento almeno 1/4 romano e mi ritrovo tsantissimo nel carattere dei romani (e nei primi a tavola, faccio sempre quelli...)
      Avrei detto che eri del nord.

      Roma, specie in passato, è una città in cui sono venuto spesso, anzi, è senz'altro la città italiana dove sono andato di più.
      Ma Ostia, se ricordo, mai.

      Beh, ma anche io ho esaltato alla grande Borghi e Dionisi no?
      Anzi, mi pare che li ho citati anche io come i migliori-
      E Borghi lo rivedrai in Non essere cattivo...

      AHah, punto molto sui finali, ma non tanto per "voi", ma per me stesso. Dai film che amo più non riesco ad "uscire" mentre ne scrivo. Quindi i finale sono importantissimi per me, se non li faccio così mi sembra di esser ancora dentro al film e alla rece,
      Non so come spiegarmi ;)

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  10. Pensa un po'...tanti, tantissimi commenti e non ti avevo mai detto che so di Roma (che poi non è proprio Roma centro, sto un po' più fuori). Inoltre aggiungerei grande tifoso giallorosso (ho appena vinto er derby...puoi capire come sto) e amante del calcio ;)
    Lo sai che te lo volevo chiedere se eri legato in qualche modo a Roma, perché a volte scrivi proprio in romano...e me fai taja ahaha

    Ho capito benissimo;)

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    1. Beh, qualcuno di voi mi considera esperto di cinema malgrado ho dimostrato e dichiarato più volte di non esserlo.
      Beh, di calcio e di sport in generale credo di saperne molto più ;)

      Volevo anche aprire un blog di sport dove raccontavo storie un pò come i film, ma già ne faccio troppe...

      Sì, il mio amico storico, treantennale, è di Roma e praticamente ho sempre sentito parlare e parlato io stesso a volte il romanesco.
      Magari non puro ecco, ma lo conosco abbastanza ;)

      meno male che hai capito
      ecco, diciamo che quei finali riescono a farmi buttare definitivamente fuori l'emozione, mi svuotano e appagano

      (ogni riferimento sessuale non è voluto)

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    2. Guarda, almeno per quanto riguarda il calcio penso che potrei reggere un confronto con te...so preparato bene ;)
      A proposito, tifi Perugia immagino...

      E aprilo sto blogsport!!...scherzo...immagino quanto sia faticoso tener "vivo" un blog; pensa due.

      ahahah (per il contenuto della parentesi)


      p.s. mo piano piano comincio a passare per i vecchi post che ho saltato (non volutamente...(eh si Suburra l' avrei visto prima, sì)...quindi tieni calda la tastiera ;)

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    3. Ascolta, Pischellè, regge il confronto con me?

      ahah, me sa che non mi conosci...

      ho 20 anni precisi si esperienza sul campo più di te, centinaia di quaderni passati a riempire le classifiche marcatori anche di malta e cipro

      e ancora adesso se mi chiedi l'attacco dell'Atromitos o dove gioca il gigante Akinfewa ti rispondo al volo

      io son malato, io di calcio internazionale so veramente tanto, scusa l'arroganza
      e credo anche di capirci di pallone, non solo perchè c'ho giocato 30 anni, ma anche perchè mi piace molto

      insomma, non solo numeri, credo di conoscere molto bene caratteristiche tecniche di centinaia di giocatori. Guarda, cinema no, ma giornalista sportivo secondo me potevo farcela

      la serie B poi vita, morte e miracoli

      ma hai tempo per crescere!
      è sul cinema che sei troppo avanti, io ti sto già dietro ;)

      la tastiera è sempre bollente, specie per rispondere a voi

      ciao!

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    4. Eh, lo immaginavo, d'altronde da uno che si ricorda nominativo e numero di tessera dei clienti della videoteca...sbaglio? ahah
      Guarda non è un' offesa, ma sì, sei proprio malato. Ma il bello è che pure io so così, fin da piccolo. Sono sempre stato ossessionato dai dati e dai numeri (al mio quinto compleanno espressi di volere "i numeri" come regalo...pensa un po' come stavo ahah). Ad esempio da piccolo(ma ancora oggi anche se in forma minore) ero veramente appassionato di macchine, ero abbonato a un giornale mensile che studiavo da cima a fondo, sapevo una quantità smisurata di modelli, prezzi, cilindrate, cavalli, dimensioni, km/l ecc. Poi il calcio con il quale ho una storia che dura ormai da più di un decennio e pure lì caratteristiche, date di nascita, presenze e gol, altezza e peso ecc. (ma te col cipro, malta e i 20 anni in più mi asfalti completamente ahaha). Ora il cinema...un rapporto un po' diverso, oserei dire più maturo e passionale, un vero amore, in cui non (mi) serve a nulla essere un' enciclopedia vivente...(mi) basta (e avanza) viverlo con genuina passione ;)

      p.s. te comunque resti un fenomeno paranormale, stai a livelli impensabili, da Guinness World Record :DD
      Ah...su akinfenwa ero preparato anch'io tiè ;)

      Alla prossima!

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    5. Ricordi bene...

      Ahah, allora abbiamo questa stranissima particolarità in comune. Anche se di solito io uso i numeri e le statistiche in maniera "virtuosa", ossia con uno scopo. Nella vita faccio statistiche di tutto (involontariamente eh) e spesso mi servono a capire meglio il mondo. Ma anche negli sport tutto quello che facevo non era mera enciclopedia, ma un modo per conoscere meglio quegli sport. Vedi, io ad esempio nel golf e nel biathlon so veramente parecchie cose, Ma quelle che so mi aiutano ad amare più quegli sport. Anche seguire tutti i camoionati esteri, i marcatori e le squadre, lo vedo come un conoscere, appunto, giocatori e squadre, una cosa "viva", non morta. Le tue mi sembrano più invece, per adesso, quelle capacità mnemoniche da "malati" di diverso tipo ;)

      Date di nascita, altezze, persi sono cose che per esempio io non ho mai saputo, e che mi dimenticherei un minuto dopo. Come le date ad esempio, non ne so una. Ho bisogno che la statistica sia, appunto, viva, non un dato freddo e morto.
      Credo che a questo punto non ci sia un superiore o un inferiore ma la stessa passione usata in maniere leggermente, ma solo leggermente, diverse.

      Ah, le macchine le odio però, non so nemmeno il modello della mia ;)

      grande Akinfewa!
      però st'anno sta a fa un pò de panchina

      sono legatissimo al Wimbledon, la squasra di matti di 20 anni fa con Fashanu sarà irripetibile ;)

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  11. Finalmente ho potuto leggere questa tua grandissima recensione che ha messo in evidenza cose che io non avevo colto. Verissimo il riferimento alla mancanza di polizia, ad esempio. Che poi, io ci ho visto cogliere l'eredità del cinema dei tempi che furono come quello di Lenzi o Di Leo però qui, appunto, c'è il Gomorra (la serie) e tutti questi personaggi negativi che però derivano da Romanzo Criminale (la serie) perchè ce l'hanno un background umano, alcuni hanno persino ideali (Numero 8 è un personaggio perfetto in questo senso, così come la sua ragazza). Ma soprattutto Suburra è un film italiano (a me certe scelte della fotografia hanno ricordato proprio La Grande Bellezza ma rese quasi in negativo) che potrebbe benissimo essere un film americano perché le dinamiche sono tra l'action e il gangster movie. Siamo lontano da una perfezione stilistica irraggiungibile, siamo dalle parti di risoluzioni forse troppo facili (farli fuori tutti, per me, lo è) ma alla fine c'è un contenuto di fondo che emerge benissimo. La strada è quella giusta se parliamo di cinema di genere.

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    1. Credo che Numero 8 sia l'unico che abbia ideali, a cazzo o malavitosi come vuoi, ma sogni e ideali.
      Gli altri son tutta gente che vole magnà sul piatto del potere e del denaro.

      La Grande Bellezza in negativo riguardo alla fotografia è fenomenale come trovata.

      Hai scritto la rece?

      in realtà sto commento lo è, esaltato e allo stesso tempo equolibrato

      io forse sono andato un gradino oltre ma la penso esattamente come te a freddo

      grazie mille, sempre dannatamente troppo buono ;)

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    2. Numero 8 ne ha, ne ha la sua fidanzata (l'amore per lui la spinge a fare molte cose, compresa la decisione finale), ne ha persino lo zingaro (il rispetto per il più forte, per chi "ha le palle"). Forse persino Samurai che fa parte della vecchia scuola... in fondo in fondo ce l'ha anche il politico che potrebbe sacrificare la escort e decide di non farlo. Tutti hanno un idea, un sogno, qualcosa (almeno così la vedo io) per quanto possano essere malvagi, egoisti... perché sono umani! comunque sì, pubblicata oggi la mia pseudo recensione.

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    3. No, ecco, ci siam capiti male forse nel significato di ideali.
      Te l'hai usato più come valore, io come idea o sogno.
      E in questa accezione secondo me solo Numero 8 ne ha.
      Gli altri sono tutti vermi attaccati alla terra e a rubarne tutti i frutti possibili, lui va oltre, lui sogna.
      Quindi sì, con la seconda parte del tuo commento un pò discordiamo, ma sti cavoli ;)

      oggi vengo a leggere!

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