10.7.19

Recensione: "Animals" (Tiere) - 2017


Se vi piacciono quei film in cui non potete spegnere il cervello Animals (Tiere) fa proprio per voi.
Una coppia in crisi va sei mesi nelle Alpi.
Cominciano a succedere cose strane, le realtà iniziano a mischiarsi spazialmente e temporalmente, i sogni iniziano a confondersi con la realtà.
Una specie di commedia tragicomica che poi diventa sempre più insidiosa, con forti richiami a Polanski, Mulholland Drive, Eyes Wide Shut e altri.
Il viso dell'amante di lei è ovunque, c'è un incidente con una pecora, c'è un gatto parlante, ci sono sogni dentro i sogni.
Più che una recensione questa è la mia pippa mentale per cercare di ricostruire il film.
Accidenti a me.

 Bellissimo.
Tiere è uno di quei film di quasi pura sceneggiatura e scrittura, colto, ostico, complesso.
Ma al tempo stesso capace di esser leggero, per almeno metà della sua durata quasi sull'orlo della commedia grottesca o tragicomica.
Resto sempre affascinato quando incontro film così, "divertenti" e densi allo stesso tempo.
In ogni caso uno di quei film da doppia visione.

Anna e Nick sono una coppia profondamente in crisi.
Lui, cuoco, ha un'amante, lei lo sa o quantomeno ha forti sospetti della cosa.
Partono per un viaggio di 6 mesi nelle Alpi Svizzere, non si sa se con la speranza di ritrovarsi o magari capire invece di farla finita una volta per tutte in un luogo "altro" che quello di casa propria, casa, tra l'altro, che lasciano da custodire a una donna, non si capisce se loro conoscente (non posso dire altro).
I due, in "vacanza", vivono in una baita.
Un giorno durante uno spostamento in macchina hanno un incidente, investono una pecora.


Lui rimane del tutto illeso, lei ha una specie di trauma cranico.
Anche la governante, nel frattempo, è incidentalmente caduta riportando lo stesso trauma.
I piani fisici e temporali cominciano a confondersi, i due luoghi - le due abitazioni - sembrano essere in qualche modo comunicanti tra loro, il passato si fonde al presente e al futuro, la realtà ai sogni.
Insomma, il cortocircuito è completo, spaziale, temporale e sogno/realtà.


Del resto il film comincia con una galleria irrealmente "troppo rossa".
Quella galleria la rivedremo anche poi, quando i due sono in macchina.
Entrano che è giorno, escono che è notte.
Sin da subito uno spettatore accorto potrebbe quindi pensare che questo sia un film di più "dimensioni", che giochi con i simboli e che esca più volte dal reale 
Poi più il film andrà avanti più gli elementi di stranezza e di fuga dal reale si faranno frequenti, tanto che alla fine si manifesteranno in maniera completamente esplicita.
La fregatura di Tiere sta quindi nell'essere una di quelle opere in cui il tentativo di interpretazione degli eventi da parte dello spettatore è quasi obbligato, vietato spegnere il cervello.

Proviamo a dire qualcosa al riguardo.

Verso la fine del film vediamo quello che, IN TEORIA, dovrebbe esser stato il vero incidente con la pecora.
Non quindi un semplice trauma cranico per lei (e nessun problema per lui) ma leggeri problemi per lui e gravissime conseguenze per lei, tanto che la donna si ritrova in coma.
Ecco così che potremmo leggere gran parte del film come visioni della donna in coma.
Tra l'altro in questo caso sarebbe molto affascinante che sia lo stesso film a darti la chiave per essere capito dopo solo mezz'ora, quando la donna dice al marito "non è che sono in coma e tutto questo non è reale?"

SPOILER GIGANTESCO SU ALTRI FILM

in questo il film potrebbe ricordare da morire l'immenso The Crescent e anche il bel horror Ghost Stories. E non solo per la faccenda "ospedale-coma-sogni-realtà alternativa", ma anche per come alcuni elementi della realtà vengano poi rielaborati nel sogno, vedi il dito amputato al medico

FINE SPOILER



La donna era ossessionata dalla gelosia e quindi in questa realtà alternativa che si crea nella sua testa sarà proprio lei, la Gelosia, il pittore che comporrà l'intero quadro.
Ecco allora che la governante che le accudisce la casa avrà il volto dell'amante del marito, ecco allora che anche in vacanza, dove in teoria si dovrebbe esser "liberi", una ragazza della gelateria avrà lo stesso volto.
Un'ossessione insomma.
(scambi di persona, interni, gelosie, puro Polanski)
Tra l'altro è molto simbolico che, mentre loro sono via, nella loro casa - casa che in teoria dovrebbe rappresentare l'intimità e l'inespugnabilità di un amore e di una coppia - ci sia per l'appunto questa donna uguale all'amante del marito, metafora se ce n'è una di "invasione" di una privacy e di "sostituzione" della moglie.
Entrambe le case (quella dove vive la coppia e la baita) hanno una porta che non si deve aprire.
E quell'uscio probabilmente è proprio il portale di comunicazione tra le due case, tra le due dimensioni (con quel gatto parlante specie di Caronte - o Virgilio - tra i due mondi).
Tra l'altro le due abitazioni hanno corridoi molto simili, in un film in cui i corridoi - da sempre simbolo di multidimensionalità e dedali mentali- la fanno spesso da padrone, vedi anche quello nel ristorante dove la donna va un giorno a cercare il marito.
Potremmo quindi anche immaginare queste due case come due "luoghi" della mente della donna in coma, donna che si sente completamente assalita, sia in città sia nell'immensità delle Alpi (a proposito, MERAVIGLIOSE le location), da questa ossessione.
La donna è una scrittrice ma il libro che deve scrivere è sempre fermo al primo capitolo, senza che riesca a scrivere una sola riga.
(Alla fine però vedremo il libro completamente scritto, ci torneremo)
L'elemento più ricorrente nel film è sicuramente quello della morte, anche se l'atmosfera grottesca della pellicola riesce a non farlo venire fuori troppo.
Ma c'è morte, ovunque, specialmente di animali, quelli che danno titolo al film.
La morte del pesciolino rosso a casa, quella della pecora investita, quella dell'uccello che si schianta sul muro.
Tutto è presagio.
Ma non basta, più volte la protagonista sogna di essere uccisa dal marito o, viceversa, di uccidere lui.
Ed è proprio in questi "doppi sogni" (che buffo, "Doppio sogno" era il racconto da dove venne tratto Eyes Wide Shut, film che in certe cose richiama Tiere), dicevo è proprio in questi doppi sogni che il film rivela la sua più importante peculiarità.
Perchè è qui che allo spettatore arriva un atroce dubbio.
Chi sogna chi?
Più volte quello che pensavamo fosse sogno della moglie si rivela invece del marito.
Ed ecco che Tiere ci offre un'altra possibile chiave di lettura, ovvero quella che tutto quello che vediamo non sia un "parto" mentale di lei ma di lui.
Non è un caso che ci sono almeno 2,3 scene (compreso il finale) in cui il "pazzo" sembra proprio Nick, Nick che si immagina una moglie che non esiste per poi vedersela comparire altrove.
Ed ecco che mi butto in un'altra ipotesi.
Se, come ho scritto prima, potremmo interpretare Tiere come un sogno ad occhi aperti di una donna in coma ossessionata dalla gelosia, potremmo anche vederlo invece come parto mentale del marito, dovuto al senso di colpa per aver tradito la moglie.
Anche in questo caso la "tripla" Andrea (la vicina, la governante, la gelataia) avrebbero il suo perchè, l'uomo non riesce a liberarsi del senso di colpa.
Magari questo, il senso di colpa dico, parte proprio perchè la moglie è in coma, non lo sappiamo.
E in quest'altra lettura, questa dalla parte di lui, ecco che il libro è completamente scritto. E racconta di loro, racconta tutto quello che abbiamo visto nel film, ne è praticamente la sceneggiatura.


Ma io vado oltre e penso persino un'altra cosa, ovvero che questo film sia una specie di sogno condiviso di due persone, ovvero la realtà alternativa non di due esseri viventi staccati ma di una coppia, coppia vista come entità singola.
E' come se tutto Tiere raccontasse le ossessioni, le paure, i sensi di colpa e il tentativo di ritrovarsi di una coppia, senza che necessariamente si debba porre l'attenzione su di uno o sull'altro.
E' la rappresentazione visiva dei tormenti di un Amore, vero, finto, disperato, recuperabile o finito che sia.
L'altra donna, Andrea, è il fil rouge di tutto, quella che compare sempre, come quelle altre donne che, anche non volendo, minano la serenità di una coppia.
Più volte viene fatta morire (suicidare), più volte viene sostituita alla figura della moglie (pensate alla benda in testa o al dito che si brucia, oppure a come si pone molta attenzione anche ai vestiti, al guardaroba, vestiti che troviamo più volte nelle varie donne), più volte viene nominata.
Siamo in un'altra dimensione in cui 12 giorni possono sembrare 2, in cui i luoghi si mischiano, in cui i coniugi scompaiono e ricompaiono.
E il futuro a volte viene prima del passato, vedi quel medico che perde un dito dopo che lo avevamo già visto senza un dito all'inizio, prima che conoscesse la donna per cui lo perderà (avete capito?)..
C'è una scena magnifica, forse a livello di scrittura la più bella.
Lei trova finalmente il coraggio di dire a lui "ti lascio" ma lui le risponde solo frasi riguardanti il gatto fuori di casa.
Surreale, bellissima.
Ma anche questa scena ha, probabilmente, una lettura, ovvero quella per cui questo film racconta di una coppia che non riesce a separarsi (o almeno lei non ce la fa) e quando decide di farlo in realtà dice soltanto altre frasi (lei pensa di avere trovato il coraggio ma in realtà non ce la fa, dice altro).
Una completa dipendenza, una prigione dalla quale è impossibile uscire.
E alla fine vediamo finalmente cosa si nasconde dietro la porta proibita.
C'è la stanza di Andrea, a rendere tutto ancora più maledettamente complicato (ad un certo punto ho immaginato addirittura che la protagonista del film fosse proprio questa Andrea, e il film il suo sogno, un pò come avvenne con la donna anziana in Synecdoche New York, di cui Tiere riprende tra l'altro delle tematiche).
La porta da non aprire è la stanza dell'amante, il nostro incubo più grande.
Ma, forse, è anche l'ultimo luogo da affrontare per poter ancora stare insieme, dopo aver completato ed espiato le proprie colpe.
Lei è morta, anzi, no, appare sulla porta.
Magari hanno superato tutto.
Domani è un altro giorno, dicono.
Già



14 commenti:

  1. Amando molto questo genere di film, appena me ne ritrovo uno tra le mani mi ci fiondo.
    Normalmente mi fermo per 5 minuti dopo la visone e cerco di collegare i fili, elaboro una potenziale lettura/teoria e giusta o sbagliata che sia me la digerisco (magari dopo poco ci ripenso, me la distruggo da solo e ricomincio).
    A sto giro ammetto con grande rammarico di aver lasciato perdere, ci sono veramente troppi elementi e troppe realtà distorte, tanto che ogni soluzione può essere smentita anche da un solo singolo dettaglio.
    Aspettavo la tua recensione per provare a venirne a capo, ma per quanto tu abbia formulato varie ipotesi potenzialmente valide, non riesco proprio a sceglierne una che dia un senso a tutto...rimane sempre fuori qualche dettaglio.
    Credo proprio che questa volta una lettura coerente nemmeno ci sia e che in realtà non per forza debba esserci...

    La vera domanda che mi faccio però è:

    Si può dire di aver apprezzato un film, senza averne colto il significato e senza neanche esser riusciti a dare una propria interpretazione?

    Boh

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    1. sai gianluca?

      io l'ho visto due volte

      non tanto perchè pensavo la cosa fosse necessaria ma perchè a una settimana dalla visione non ne avevo ancora scritto e ricordavo poco alcuni passaggi

      per la tua gioia ti dico che vederlo due volte, a differenza di quanto pensavo, cambia poco, ahah

      questo magari perchè ci avevo già riflettuto tantissimo la prima eh, ma non so

      comunque sì, io sono abbastanza sicuro delle mie interpretazioni ma come la giri la giri - come dici - manca sempre un pezzo

      però a me piace molto quando i pezzi mancano, mi accontento di poter formulare ipotesi e vivere una bella atmosfera

      quindi la risposta finale è "sì, maledettamente sì"

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    2. E pure la risposta che mi do infatti è sì, anche solo concepire e riuscire a realizzare su schermo idee del genere basterebbe come motivo per apprezzare i film di questo tipo.
      È solo che quando non trovi il bandolo della matassa, ti rimane quel piccolo vuoto che ti fa credere di non averlo apprezzato fino in fondo, quando in realtà non è così.

      Forse averlo visto poco dopo aver fatto la maratona di Dark prima e seconda stagione, non ha aiutato...ci voleva qualche giorno per recuperare un po' le forze mentali.

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    3. dark + tiere = manicomio

      te sei matto...

      esatto, forse è proprio in quel che manca che il ricordo sarà ancora più bello

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    4. La seconda stagione é anche più contorta della prima, ma decisamente all'altezza.
      Se mai la vedrai in bocca al lupo per la recensione ;)

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    5. il fatto che per vedere la seconda dovrei quasi sicuro rivedere la prima mi allontana molto ;)

      ma vediamo...

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  2. Risposte
    1. se lo hai trovato è merito nostro, lo abbiamo sottotitolato e condiviso noi ;)

      (ma te non essendo su fb de ste cose non sai nulla, ahah)

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    2. di solito cerco su opensubtitles o su Subtitle Cat

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    3. sì sì, dicevo solo che i sub che hai trovato su opensubtitles sono i nostri ;)

      come con un'altra 50ina di film recensiti questi ultimi due anni qua sul blog :)

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  3. Ciao caden, vorrei segnalarti che cliccando sulla rece di the signal 2007 appare la scritta "not found". Potresti controllare? Tra l'altro chissà, il problema che potrebbe riguardare anche altri film.

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    1. dovrei aver corretto

      grazie mille, se ne trovi altri scrivi

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  4. ... ma siamo sicuri che esista una spiegazione plausibile per ogni dettaglio? Questo è ciò che mi chiedo ogni volta che vedo un film del genere. Magari ci si arrovella per attribuire significati e incastri che in realtà non esistono ... solo l'idea di questo vano sforzo neuronale mi irrita, mentre tu, ne sono sicura, ti diverti un casino :)

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    1. ahah, diverti no, ma è uno sforzo intellettuale che mi viene spontaneo, non è per "capire per forza" il film

      tiene la testa allenata ;)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao