15.1.12

Recensione "Shame"


Piccolo excursus. Chi volesse passare direttamente alla recensione vada oltre la linea di separazione.
Per entrare nella ristrettissima scuderia di Oh Dae-Soo bisogna presentare le caratteristiche sottoelencate.
1 Avere qualcosa nel viso, negli occhi, nei tratti somatici, che mi emoziona a prescindere.
2 Essere grandi attori.
3 Avere fatto la gavetta o comunque avere offerto interpretazioni meravigliose in piccoli film.
4 Stare più lontano possibile dal cinema fracassone e mainstream, fare scelte coraggiose e di qualità.

Annunciamo l'arrivo nel club di Michael Fassbender, già mezzo colpo di fulmine in Fish tank, conferma in Eden Lake e amore definitivo in questo  Shame.
Sam Rockwell e Philipp Seymour Hoffmann lo accoglieranno nel migliore dei modi, ne sono sicuro. Ricordiamo che il club non potrà avere più di 5 membri.
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(piccoli spoiler presenti)

Non nascondo un pizzico di delusione...
Shame sarebbe potuto essere un film straordinario ma forse non c'è riuscito proprio per questo motivo, l'aver tentato di essere un film straordinario.
Brandon è un sex addicted, un sesso dipendente. L'arrivo in casa sua della sorella Sissy, una ragazza molto fragile e incapace di badare a se stessa, costringerà Brandon a uscire dalla sua (malata) routine.

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Il pregio più grande di Shame è la straordinaria cura nella caratterizzazione psicologica del suo personaggio principale. Credo che mai nel cinema si sia affrontata e resa così protagonista una "malattia" così particolare, l'assoluto bisogno di sesso (anche "privato", ovviamente) . Brandon non riesce a controllarsi, il bisogno di soddisfare le sue fantasie, reali o virtuali che siano, è incontrollabile. Il suo è un sesso rapido, sfuggente, improvvisato, occasionale, senza nessun'altra implicazione. Non è un caso che l'unica volta in cui c'era qualcosa di "programmato" e il rischio di raggiungere un coinvolgimento più serio (mi riferisco alla storia con la collega di colore) Brandon abbia fatto cilecca. Il suo è un sesso usa e getta, semplice bisogno fisiologico.
Sua sorella, all'opposto, è alla disperata ricerca dell'amore, per lei anche una sola notte di fuoco porta ad un incredibile coinvolgimento. In modo forse inconsapevole e (quasi) tragico riusciranno in qualche modo ad aiutarsi l'un l'altra.
Il problema di Shame è la ridondanza.
E' ridondante nel mostrare i nudi, quasi sempre integrali (anche di Fassbender e della Mulligan). E' vero che la tematica affrontata dal film doveva giocoforza passare per un eccesso, ma credo che si sia passato il limite inutilmente.
E' ridondante nelle singole scene, assurdamente dilatate al massimo. 

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Emblematica la sequenza in cui la Mulligan canta New York New York per intero, 5 minuti di primissimo piano. Se non fosse per gli straordinari 30 secondi di piano di ascolto di Fassbender (che attore ragazzi....) ci troveremmo davanti a un esercizio di stile davvero esagerato (bastava poco meno, forse un minuto, per renderla una grandissima scena). Stessa cosa per la sequenza del ristorante o per quella del dialogo sul divano tra i due fratelli, entrambe sequenze che da ottime (specialmente la seconda, gara di bravura tra Fassbender e la Mulligan) per un pelo, ma un pelo decisivo, rischiano di diventare quasi noiose.
Ed è ridondante la ripetitività con la quale si susseguono le stesse scene. Solo quelle di sesso sono almeno 7 (3 con prostitute, la ragazza in tailleur, la collega, il "colpo di scena", l'allegro trio), senza contare le 3,4 di masturbazione. C'è rischio che il film diventi un pochino monotono e perda troppo del suo tempo nel mostrare sesso tralasciando snodi narrativi che potevano essere più importanti.
Attenzione, parliamo comunque di scene girate alla grande, la regia è pazzesca. La carrellata laterale su Brandon in corsa nella notte ad esempio è strepitosa. Ed è potentissima la colonna sonora.
A livello di sceneggiatura ho trovato magnifica la scena della metropolitana in cui sembra accaduta una specifica tragedia (anticipata ad inizio film dalla Mulligan, troppo vicina al bordo della banchina) mentre la tragedia è sì avvenuta, ma in un'altra maniera, anche questa con un proprio rimando (il dialogo tra Sissy e il datore di lavoro di Brandon), segno davvero di una scrittura notevolissima.


E nel prefinale, in quel Brandon in lacrime per terra, ecco che il titolo, Shame, acquista un'altra possibile interpretazione alle due che ci aveva già offerto la pellicola.
Brandon si vergogna della sua malattia?
O si vergogna della sua vera natura (quella del colpo di scena sopracitato) così che tutto il sesso che ricerca, e quasi si costringe a soddisfare, non è altro che un tentativo di nascondere a se stesso la verità?
Oppure, e il finale ce lo ricorda, Brandon potrebbe solamente vergognarsi della sua vita, una vita in cui non è riuscito a costruire niente sentimentalmente, in cui ogni rapporto interpersonale, compreso quello con la sorella, non ha saputo gestirlo, una vita che, oltre un buon stipendio e una bella casa, rischia di non lasciargli nulla.
Cinema d'autore che, probabilmente, avrebbe solo bisogno di una piccola asciugatura.

( voto 7,5 )

11.1.12

Recensione: "Primal"


"Scusi Chef, la sua Bernese è ottima, veramente strepitosa con questo bollito, ma mi sembra comunque che manchi qualcosa"
"Ne è sicuro?"
"Sì, sento il dragoncello, anche il pepe di Cayenna, c'è la panna, il giusto sale e tutto il resto ma... manca qualcosa, lo sento"
"Le assicuro che si sbagl..."
"L'uovo! porca zozza Chef, non c'ha messo l'uovo! Mi sa dire che cazzo di Bernese è senza l'uovo?"
"Ha perfettamente ragione"
"Certo che ho ragione, cazzo!"
" Le ho detto che ha ragione, ora se può smettere di dire parolacce nel mio locale mi fa un favore, grazie"
" Oddio, mi scusi, il fatto è che sto scrivendo in un blog, non sono effettivamente nel suo ristorante altrimenti non l'avrei mai fatto, anzi, probabilmente non le avrei nemmeno detto che mancava l'uovo"
" Dunque lei sta mangiando nel mio ristorante attraverso il blog, mi sta dicendo questo? Quindi vuole dire che non vedrò una lira?"
" E' proprio così caro Chef, e ci aggiungo un altro cazzo alla fine per dimostrarle che siamo in un mondo assolutamente virtuale. Comunque il bollito era ottimo"

Ora fate una cosa, sostituite a Bernese--> Primal e a Uovo--> Coerenza .
Perchè questo horroretto australiano "nature" non era affatto male se non avesse avuto tremendi difetti di coerenza. E non parlo solo di coerenza narrativa (sulla quale poi magari torneremo) ma anche di una coerenza meno orizzontale e più verticale, quella della costruzione dei singoli personaggi.
Un passo indietro. Il solito gruppo di ragazzi da macello dell'horror moderno questa volta ha a che fare con qualcosa di primitivo, una forza oscura che si nasconde in una caverna sconosciuta all'uomo da millenni. Siamo insomma dalle parti del grande The Descent e del buon Rovine, Uomo vs Natura Minacciosa. Ma se negli altri due film la minaccia era ben individuabile, qua mica se capisce tanto.

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E' l'acqua? Sono gli insetti? Sono le creature animalesche? O il Vermone Merolone? Sembra che si siano mischiate 3,4 sceneggiature diverse. La coerenza dicevamo, già. E parlavamo di personaggi. La prima infetta, quella ragazza che passa rapidamente dalla ninfomania all'animalità predatrice è la summa dell'incoerenza.
-Fa balzi di 20 metri alla velocità della luce ma quando gli pare corre goffa e non raggiunge una ragazza a 6 km all'ora.
-Attacca quasi sempre furtivamente e improvvisamente ma alcune volte si piazza dietro alla vittima ferma in piedi alla Michael Myers e finchè il malcapitato di turno non si gira aspetta e non muove un ciglio.
- Morde e azzanna come un animale (quale è) ma altre volte si mette in sciopero come Pannella o semplicemente di dimentica di essere un animale (quale è).
- Prende 10 badilate in faccia da Mr Olimpia e non gli fanno un baffo ma prende uno schiaffetto da una ragazza e quasi sviene per terra

Peccato, perchè Primal ha anche tante qualità. Una trama minimamente originale (e già è tanto), delle belle location, ottimi effetti, buoni mostri e una cattiveria mica da ridere.
Chi l'ha visto non potrà mai dimenticare la figura di Chad, Il Ragazzo Più Innamorato Della Storia Del Cinema, uno che anche quando la ragazza uccide e sbrana le viscere di 3 suoi amici, ancora crede nell'Amore e alla possibilità che sia soltanto un pochino malata.
E allora da penoso sceneggiatore quale sarei, io avrei fatto così, scritto questa scena e per quello che sarebbe stato un finale veramente tosto, ditemi se ho ragione.

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La ragazza alla fine, dopo aver resistito al tentativo di stupro del Vermone Merolone, arriva dall'altra parte del tunnel? Arriva anche la prima infetta? Bene. Sarebbe stato meraviglioso se la ragazza infetta fosse tornata normale. Due piccioni con una fava ( i famosi Siamesi). Per prima cosa si sarebbe capito che il Maleficio che albergava nella natura era solo dall'altra parte del Tunnel, come fosse un'altra dimensione.
Seconda cosa, il povero, insopportabile Chad avrebbe avuto ragione: la sua ragazza era ancora là dentro, poteva veramente essere ancora salvata. E tutti gli spettatori che hanno odiato Chad durante tutta la durata del film si sarebbero ricreduti e avrebbero detto:
"Cazzo che finale!"
"Le ho detto di non dire parolacce!"
"Le ho detto che siamo in un blog! Comunque il bollito era buono."

( voto 6 )

10.1.12

Recensione: "Hanna"



So che non c'entra niente col film, ma oggi rovistando tra l'usato ho notato uno slasher con una bella copertina, Summer's moon. Quando ho letto il sottotitolo sono rimasto basito : "il sangue sporca più dell'acqua". Egraziealcazzo! Ma che sottotitolo è? Non potevano mettere anche "il coltello taglia più del cucchiaio" allora? Mah. Me lo sono segnato, arriverà presto.
Hanna...
Ottimo film, non grandissimo proprio per colpa di quello che in realtà fa finta di essere, un action killers-vs-killer d'autore. Se avesse prestato meno il fianco a sparatorie, corse in macchina e scazzottate avrebbe avuto sì forse ancor meno pubblico ma sarebbe stato veramente un grande film.
Soprattutto perchè è una pellicola "pensata", costruita, intelligente, piena zeppo di scene ben scritte, alcune davvero notevoli.
L'incipit è terribile ma non nel senso qualitativo del termine, bensì per quello che mostra. Hanna, una ragazzina cresciuta nei boschi (per motivi che sapremo poi) ed allenata per diventare una killer perfetta, uccide, con tanto di colpo di grazia, un cervo inerme. Scena forse eccessiva ma atta a caratterizzare in pochi secondi l'indiscussa protagonista del film e ad aprire un cerchio che si chiuderà perfettamente con il finale, altrettanto cinico e spietato. Come Oh dae-soo, ma a differenza sua in modo assolutamente consapevole, Hanna dopo 15 anni è finalmente pronta a mettere in atto la sua vendetta, uccidere la donna che ha assassinato sua madre.




La bravissima Saoirse Ronan, già utilizzata dal bravissimo regista Wright nell'ottimo Espiazione, interpreta magnificamente Hanna, una ragazzina incattivita in cattività :) che vuoi per geni (non anticipo niente) vuoi per l'educazione avuta non conosce niente del mondo di fuori, nè i buoni sentimenti che, a volte, lo contraddistinguono ( l'amore, l'amicizia etc..) nè aspetti molto meno astratti come l'elettricità o la musica.
La struttura base del film è molto semplice. Hanna vuole uccidere la sua "matrigna" mentre la sua matrigna, pezzo grosso dell' Intelligence americana, vuole uccidere Hanna.
A questa base però Wright, con misura e umiltà, cerca di aggiungere molto altro: un delicato rapporto padre-madre-figlia, la scoperta delle emozioni, la diversità, la natura, il destino.
Il fatto è che poi ci sono alcune scene clichè del genere action che fanno crollare tutto.
Io mi chiedo perchè in questo genere di film l'eroe riesca sempre a sgominare gli avversari, anche in rapporto 5 contro 1.



Se poi  ci aggiungiamo il personaggio dell'omossessuale ( da specificare perchè volutamente e fortemente caratterizzato in questo senso nel film) che dovrebbe essere il capo dei capi... ehm, il killer dei killer e invece, prima di essere messo a tacere, si limita soltanto a fischiettare e guidare la macchina, allora qualcosina non torna. (c'è da dire però che tale personaggio, malgrado inutile e alla fin dei conti quasi inoffensivo, è comunque dannatamente riuscito)
Restano un numero di buone scene davvero impressionante -l'attacco alla baita, l'omicidio in flash back della madre, l'incontro con la ragazzina nel deserto, l'omicidio della nonna, il piano sequenza di Eric alla stazione, il finale- che dimostrano come Hanna sia un film tutt'altro che superficiale o abbozzato.
Hanna è una favola nera come una di quelle dei Grimm così tanto "presenti" nella pellicola.
E come le "vere" favole dei fratelli Grimm, quelle non ancora edulcorate da Disney, il finale di Hanna è molto cattivo e solo fintamente consolatorio.

( voto 7,5 )

4.1.12

Le classifiche de Il Buio In Sala 2011: I migliori 15 film dell'anno

Eccoci finalmente dopo le 10 chicche, le 10 interpretazioni migliori, le 15 scene più indimenticabili e i 10 peggiori film alla classifica più importante, quella delle 15 migliori opere che ho visto visto in questo ottimo 2011. Sa tanto di excusatio non petita ma mi piace ricordare come in questo blog si preferisca quasi sempre il significato al significante, il contenuto al contenitore, l'emozione provata all'elemento che l'ha provocata.
La classifica contiene tutte le mie visioni 2011 a prescindere dall'anno di uscita. Sono ESCLUSI però quei film che pur essendo stati recensiti quest'anno o erano alla seconda visione (tipo The Orphanage) o sono dei cult straconsolidati del cinema (Le ali della Libertà, Halloween, Strade Perdute e decine di altri).
Insomma, sono tutti mie prime visioni e film recentissimi o comunque ancora non entrati nella storia di questa magnifica arte.
(i titoli rimandano alle recensioni)



Uno dei migliori film di sempre sul mondo dello Sport, probabilmente il migliore sul calcio. Un personaggio incredibile, Brian Clough, raccontato nei 44 giorni passati alla guida dell'odiato (odio reciproco) Leeds United. Interpretazione di Sheen incredibile, due, tre, sequenze strepitose e l'occasione per saperne di più su quello che, Mourinho se ne faccia una ragione, è stato il più grande allenatore-personaggio della Storia del calcio.




Visione freschissima del blog, questo film italiano quasi dimenticato fa in tempo ad entrare in classifica proprio in extremis. Il tema del diverso e quel processo di accettazione che in certe realtà non riesce nemmeno a partire. E alla fine una morte che rappresenta la sconfitta di un intero paese, di un'intera comunità. E l'occasione, per chi ancora non l'avesse ancora fatto, di conoscere un regista italiano coi controrazzi, Giogio Diritti.




Se cercate un film sull'aborto credo che questo sia quello definitivo. Nessun fronzolo in quest'opera, tutto asciutto ed essenziale. E quel feto per terra non si dimentica facilmente. Attrici strepitose. Se amate le grandi pellicole che fanno riflettere.




Questo è oggettivamente tra i più bei film italiani usciti nell'ultimo decennio. Come in Sorrentino c'è il rischio che la straordinaria maestria tecnica e registica lasci un pò sullo sfondo il contenuto dell'opera ma averne di film così potenti. Se non fosse per gli ultimi minuti,un pochino ripetitivi, parleremmo di capolavoro senza se e senza ma.




Opera incredibile, devastante. Un uomo che non ha più nulla da perdere, niente più da spartire con il mondo. O forse no... Proprio quando tutto sembra finito, quando il più terribile dei gesti pare compiuto accade qualcosa. I 10 minuti finali sono leggenda.




Il soggetto (tratto da un famoso libro) vale da solo la visione. Film unico nel suo genere fa della sottrazione delle emozioni la sua componente più emozionante. Profondissimo, e con 3 giovani attori che fanno faville. Sottovalutato.




Il più bel film italiano visto quest'anno. Piccola opera che racconta senza nessun pietismo e nessuna retorica come a volte l'handicap possa diventare un dono. Dolce, misurato, poetico. E con una sequenza finale indimenticabile.




Quasi sicuramente il più bel survival che abbia mai visto, un incubo lungo più di un'ora che mi ha suscitato un'angoscia incredibile. Non mi era mai capitato di entrare così in empatia con la protagonista di un horror e soffrire così tanto per lei da, alla fine, desiderarne la morte. Fa davvero paura perchè racconta l'orrore del quotidiano, un orrore tremendamente possibile.




Probabilmente il più bel omaggio che il Cinema abbia mai fatto alla morte. Film di una poesia e leggerezza unica. Sfiora più volte il rischio melassa, è vero, ma si ha comunque la sensazione che tutto il lirismo che lo pervade sia assolutamente parte del film, nessun trucco. Per chi vuole affrontare un tema tabù in una maniera dolce e delicata.




A livello di sceneggiatura è probabilmente il vincitore dell'anno. Una scrittura incredibile che mischia il giallo, il thriller, il drammatico, il sentimentale e lo storico in maniera mirabile. Una storia affascinante lunga una vita intera. Ed anche a livello tecnico ed interpretativo non siamo da meno.





Credo che sia indubbiamente il film più potente dell'anno. Qualcosa di unico, una vera e propria esperienza. Regia e colonna sonora da primo posto incontrastato, personaggio principale magnifico. Gli manca una sceneggiatura un pochino più curata per renderlo perfetto.




Si è dibattuto tanto su questo straordinario film. Soggetto strepitoso (l'idea di aspettare la fine del mondo-e che fine del mondo poi- concentrandosi solo su 3,4 persone), atmosfera nel secondo tempo indescrivibile. Lo ripeto per l'ultima volta, Von Trier, e Melancholia con lui, non lo si deve condividere, non lo si deve accettare, non lo si deve amare, bisogna solo restare ammirati e affascinati da quello che la sua malattia riesce a produrre. Io lo odio, ma ne sono rimasto tramortito.




Se non fosse per la componente paranormale assolutamente inutile ci troveremmo davanti ad un'opera mastodontica che affronta la tematica della malattia, della morte e dell'amore filiale e paterno in un modo che mette i brividi addosso. Inarritu ci offre un cubo di Rubik che ha già tutte le sei facce nere senza che precedentemente si sia avvalso di tutti i magnifici incastri dell'inseparabile Arriaga. La scena finale è per profondità e lirismo qualcosa di indescrivibile.




Pellicola straordinaria, devastante, praticamente perfetta. Un viaggio nella memoria e nel passato per arrivare alla più sconvolgente delle verità. Attrici strepitose, sceneggiatura che gioca con il tempo e con i luoghi in maniera impeccabile, due, tre scene da antologia e un finale da pelle d'oca. 1+1 può fare 1? Brividi.




Sì, vince Dogtooth perchè è un film unico, una pellicola che rende brutale anche il nulla. Chiaramente ispirato da Haneke, Lanthimos forse riesce anche a superare il maestro. Soggetto sconvolgente che mette in crisi qualsiasi nostra certezza. Basta poco per realizzare una pellicola spietata. Intellettualmente credo sia uno dei film più belli della storia recente del cinema. Finale sì bastardo, ma perfetto. Vince Dogtooth perchè è uno dei pochi film che mi sia capitato di vedere in vita mia che non somiglia a nessun altro.

3.1.12

Le classifiche de Il Buio in Sala 2011: I peggiori film

Questo non è un blog come gli altri...
Nessuna presunzione, al contrario, con questo intendo solo dire che i film brutti che passano di qua non ce l'ha nessuno (solo blog o siti specializzati).
Per questo avete la certezza che tutti gli obbrobri presenti in questa classifica (sì, stavolta una vera e propria classifica) sono davvero brutti, diciamo inguardabili.
Tra trash allucinanti (roba che il cestino del trash rigetterebbe fuori) e presunti capolavori autoriali che istigano all'omicidio, cominciamo a vedere, citando il meraviglioso blog dell'amica Lucia, qual è Lammerda dell'anno:



Questo non è un film, questo è il ritorno dello zio Sam che vuole te nell'esercito. Unica megaproduzione di questa classifica World Invasion è un vergognoso video di reclutamento mascherato da film.




Altro filmettino che non è costato sicuramente 2 lire. Marc Caro si stacca da Jeunet e tenta il colpaccio della vita con un fantascienza mistico che vorrebbe parlare dell' Origine delli Uomo, di Religione e altri massimi sistemi. Non provoca nessuna riflessione, solo una voglia sfrenata di farla finita (col film intendo). La scena finale è qualcosa che non ce se crede.




Cosa succederebbe se la lobby dei doppiatori italiani decidesse di saltar la barricata ed inventarsi sceneggiatori, registi ed attori? Succederebbe questo.




Qui non è questione di bello o brutto. Qui è solo che hanno rotto le palpebre co sti z-movies con protagoniste creature modificate di tutti i tipi. In compenso il film mi ha ispirato la prima rece non in prosa della carriera.




Ecco il caso italiano dell'anno (il regista (?) è umbro poi). Dal trailer sembrava stocazzo e invece stocazzo che era come il trailer. I 3 attori protagonisti vincono 1°, 2° e 3° premio dei tre peggiori interpreti dell'anno. Si salva, oltre Stivaletti, soltanto il grande Blitch, qui nei panni di un sadico e colto macellaio lettore di Baricco.




Andate a casa, toglietevi il cappotto e le scarpe e mettetevi seduti in poltrona. Fatevi preparare un thè. Ecco, ora, tazza in mano, iniziate a fissare il muro. Fatelo per un'ora e 27. Perfetto, potete recensire il film anche voi.




Andate a casa, toglietevi il cappotto e le scarpe e mettetevi seduti in poltrona. Ora LEGGETE LA MIA RECENSIONE. Poi, fatevi preparare quello che vedete.. Ecco, ora, PIATTO in mano, iniziate a fissare il muro. Fatelo per un'ora e 25. Perfetto, potete recensire il fim anche voi.




Antonio Zequila, il Maestro Mazza, Antonella Mosetti e altri personaggi indimenticabili della nostra televisione (li trovate in rece) in una pellicola che non ha un minimo senso dall'inizio alla fine. Ripeto, il MINIMO senso. Poteva esser battuto solo dai primi due.




Questo è probabilmente il più brutto film della storia del cinema. Soltanto altre questioni, non strettamente cinematografiche, potevano non farlo vincere. Questa è la storia di un uomo brutto come la fame che con la scusa di farle partecipare a un film, riesce a battezzare 5,6 ragazze deficienti.
Abominio.

1 PARC 



La mia nemesi. L'unica volta in vita mia che ho provato un istinto omicida fortissimo. Come scrivo in rece: " In confronto un nano che vuole giocare in Nba è meno presuntuoso". Ho sfidato chiunque a tentare l'impresa di vederlo fino alla fine. C'è riuscito solo un utente, Al Pacino. A lui dedico questa classifica.

2.1.12

Le classifiche de Il Buio in Sala 2011: le 15 scene indimenticabili (Parte 2)



Ed eccoci alla seconda parte della rassegna-non classifica delle scene più belle di quest'anno di visioni. Forse sono qua i 3 cavalli migliori, magari dico quali, magari no. (Ri)Cominciamo.

8 LA RECITA FINALE IN ROSSO COME IL CIELO


Poche volte mi è capitato di vedere una scena senza vederla. Per rispetto a quel capolavoro che è, anch'io ho voluto privarmi degli occhi e lasciarmi incantare dalla magia dei suoni e delle voci. Scena che da sola compendia tutto quello che viene prima. Scena che non dovete vedere senza aver visto il resto della pellicola. Speriamo che questo piccolo estratto vi faccia capire la poesia di un film come questo.

9 IL MASSACRO DI PIRANHA




In un film che ha davvero poco senso (beh, per noi maschietti un pò ce l'ha) una scena resta però indimenticabile, questa (che in verità dura mooolto di più). Un massacro come non si era mai visto prima, una qualità di effetti splatter impressionante. Meno male che l'atmosfera di Piranha era quella del mezzo-cazzeggio altrimenti c'era da star male.



Ragazzi, questa è una scena che soltanto chi ha visto il film probabilmente può capire. Un'esperienza kafkiana di 7 minuti incredibile. Quell'inquadratura stretta, quei corpi uno vicino alll'altro, quelle mani e quelle portate che si muovono continuamente, tutto questo mentre lei, la ragazza al centro (e noi con lei) stiamo pensando solo ad un'altra cosa, a una possibile tragedia che sta avvenendo. Io l'ho vista in completa apnea.

11 LA MORTE DI PLATE IN SCANNATI VIVI




In quel capolavoro trash che è Scannati Vivi non potevo omaggiare la morte del suo personaggio più assurdo, forse best character 2011. Riposa in pace Plate.

12 L'ASCENSORE IN DRIVE


Sì, lo so, la citano tutti, e allora? Ci sarà qualcosa di oggettivo nella vita no?

13 IL FINALE DI DOGTOOTH


Quella macchina ferma. Ed arriva la fine. Straordinario.
Non trovando la scena (in realtà pochi secondi) ne metto un'altra. Questo è Dogtooth.

14 IL FINALE DI MELANCHOLIA


Eh sì, il Finale con la F maiuscola. Momento indimenticabile per chi, come me, ha amato così tanto questo film. E lei che all'ultimo millesimo di secondo fa per alzarsi è un brivido che non dimenticherò mai.

15 IL FINALE DI BIUTIFUL


Va bene, è vero, questa non è una classifica. Però questo è il mio primo posto e non solo del 2011. Quello che c'è in questi 5 minuti è qualcosa che non bastano pagine a raccontarlo. Quel "papà? papà? PAPA'?" sempre più disperato mentre Inarritu passa da una scena di rapporto padre-figlio(a) all'altro è qualcosa di inarrivabile. E quell'incontro, chissà dove, con il padre più giovane di te, quel sorriso, forse i 5 minuti più intensi mai regalatami in cinematografia. Solo altri 5 minuti gli stanno vicini. Culminano con un occhio che si chiude. Ma quella è un'altra storia.

1.1.12

Le classifiche de Il Buio in Sala 2011: le 15 scene indimenticabili (Parte 1)



Dopo la rassegna di 10 piccoli film assolutamente da vedere e dopo aver segnalato quanto di meglio ho visto quest'anno a livello interpretativo, eccoci qua con questa particolarissima classifica. Si dà sempre tanta importanza al film ma si dimentica molto spesso quanto siano decisive le singole scene. A livello anche puramente inconscio spesse volte è proprio grazie alla presenza di una, due, al massimo 3 scene che il nostro giudizio su un film si cementa o, addirittura, si ribalta. Ripeto, questo avviene senza che ce ne accorgiamo. Ho voluto segnalare addirittura 15 scene perchè la magia del cinema si misura in tanti aspetti, nell'eccellenza tecnica, nella resa visiva, nella carica emozionale, nella perfezione di scrittura, nell'interpretazione attoriale etc... e tutti questi aspetti sono più facilmente riscontrabili nelle singole scene che nell'intero film. Tempo fa lanciai una discussione su filmscoop riguardo la scena perfetta, discussione che portò ad un'adesione insperata e ad esiti interessantissimi. Magari un giorno tenterò questa discussione anche qua. Intanto beccateve queste:

(anche questa, malgrado la chiami tale, non è una classifica ! )

( rischio spoiler ovviamente, ma neanche tanto)

1 LA DANZA NEL BAR IN CALVAIRE


D'improvviso, senza alcuna spiegazione parte questa scena. Se ancora non volevate dare un'occhiata a questa lurida perla, speriamo che adesso vi convinciate.

2 LA PARTENZA DELLA NAVE IN NUOVOMONDO

In un film che è una meraviglia tecnica (e non solo) continua, niente c'è di più bello della straordinaria partenza della nave nel porto quando quelle due masse di teste si staccano una dall'altra. Non l'ho trovata, consoliamoci con la scena più celeberrima ed evocativa del film.


3 IL FINALE DI DEAD SET



In un film bello, intelligente e spietato come Dead Set non poteva esserci finale più bello, intelligente e spietato. "Sei tu il vincitore del Grande Fratello", meraviglia. E poi, ciliegina, quel viso finale che guarda l'ennesima telecamera.

4 IL PIANO SEQUENZA DE IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI

Questa è pura storia del cinema, non c'è niente da aggiungere. Tra l'altro qui c'è soltanto l'inizio della sequenza.

5 L'OMICIDIO DELLA FIGLIA IN SEUL CONTRE TOUS

Quasi quasi sono contento di non aver trovato il video giusto...
Scena terrificante, non nascondo un certo malessere fisico durante la visione. E quando a causa di quella scena stavo per odiare profondamente questa perla di Noè ecco che accade qualcosa...
Vi metto quest'altro spezzone giusto per capire l'atmosfera della pellicola (vedere e ascoltare fino alla fine)

6 L'OPENING DE LA DONNA CHE CANTA



Un film che comincia così secondo voi come potrà essere? Capolavoro assoluto.

7 IL FINALE DI EDEN LAKE

Anche qua preferisco limitarmi al trailer. Il finale è, come del resto tutto il film, da pelle d'oca. Magistrale perchè tutto l'orrore che emana scaturisce dal NON mostrare. Quella porta che si chiude, quelle urla, non c'era bisogno d'altro.