17.8.13

Recensione "Lars e una ragazza tutta sua"

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spoiler pesantissimi già dalla terza riga

L'errore più facile che si potrebbe commettere con questo piccolo grande film canadese è farsi irritare dal
buonismo di fondo, notare nell'architrave della sceneggiatura soltanto gli elementi standard di certo cinema nordamericano come ad esempio, in questo caso, l'eccessivo aiuto che la comunità dà a Lars, l'ambulanza che parte per la bambola (assurdo), i fiori e le foto al funerale e così via. E' vero, in questo senso c'è un eccesso molto pericoloso che rischia di portare il film talmente lontano dalla realtà da fargli perdere potenza. Ma a parer mio si dovrebbe guardare oltre quello. Perchè questo è ottimo cinema d'autore, quel cinema cioè dove le tematiche affrontate e, soprattutto, come vengono affrontate, sono mille volte più importanti e più "forti" di certi clichè e snodi narrativi zuccherosi.
Ed è un film importante anche per chi, come me, era dubbioso che Gosling fosse un attore. Beh, qui è straordinario.

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Ma quali sono queste tematiche?
La prima a mio parere è il concetto di felicità. L'argomento è spinoso e quasi tabù ma siamo sicuri che la felicità debba avere delle regole? O essere raggiungibile soltanto in determinate condizioni mentali? Lars, autistico, raggiunge la felicità con Bianca, una bellissima bambola in silicone. Lars ha una vita sociale inesistente, gli uomini gli fanno paura, tutte le loro dinamiche lo fanno sentire minacciato. Bianca invece diventa la ragazza ideale. Il problema è che per lui Bianca è totalmente reale, totalmente. Meglio allora essere felice attraverso modalità non socialmente accettate (il rapporto, non fisico attenzione, ma d'amore con una bambola) o essere infelici ma perfettamente inseriti nella società? Meglio essere felici dentro la propria malattia mentale o essere infelici da sani?
D'altro canto è indubbio come nel film, malgrado si narri con una tenerezza incredibile un rapporto "malato", venga fuori prorompente il concetto di calore umano. Calore nel vero senso della parola. Lars, infatti, quando viene toccato sente veramente quasi un bruciore, si ustiona con il calore umano altrui. E soltanto nel finale quando forse capirà che questo calore, quello lieve di un dito che si poggia nella sua mano o quello tropicale di un abbraccio, non è un calore ustionante bensì rassicurante, benefico, necessario, ecco che farà un primo passo per superare la propria malattia.

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Malattia, e qui passo alla terza tematica a mio parere importante, che può essere superata in alcuni casi anche grazie al potere terapeutico della comunità. Probabilmente, anzi sicuramente, qui il film eccede un pò ma pone l'attenzione sull'importanza che può avere l'ambiente intorno a te nel vivere bene, per poi magari superarla, la propria malattia.
Strepitoso il personaggio della dottoressa in questo senso (con una grande, sempre grande, Patricia Clarkson ma tutto il cast dei 5 attori protagonisti è magnifico, io sono rimasto affascinato dal fratello, forse il personaggio più ricco di sfaccettature).
Incredibile che nessuno gli vada contro, nessuno lo umili o lo prenda in giro, una roba mai vista al cinema in questo tipo di storie. Ma non è importante. Quello che è importante non è il susseguirsi delle vicende ma le riflessioni che portano.
Bianca rimarrà sempre importante, la sua storia d'amore con Lars in ogni caso sarà quella più decisiva e indimenticabile della sua vita. Perchè non è importante il mezzo ma il fine. Se Lars supererà la propria malattia, se sopporterà la bellezza di un abbraccio, non importa il modo in cui ci sarà arrivato.
Ma esser lì.


( voto 7,5 )

17 commenti:

  1. Non lo conoscevo, ma sembra molto interessante! bella recensione! Lo vedrò!

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    1. Grazie!
      Hai la sensibilità per fartelo piacere.

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  2. Porca pupazza, che signora recensione! Mi sa che quando lo recensirò ti fregherò un paio di passaggi...
    Comunque un gran bel film, una piacevolissima sorpresa. Lo avevo visto con degli amici convinto che fosse una commedietta leggera, e invece dentro di sé questa pellicola ha moltissimo. Davvero un picoclo gioiello!

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    1. Onorato!
      Puoi usare tutto quello che vuoi, te l'ho detto, è un onore.
      Sono contento ti sia piaciuto così tanto, merita.
      Aspetto la rece :)

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  3. carino e ben recitato. un film che traccia un percorso. che sia di guarigione (forse impossibile) o di maturazione (da parte della comunità anche se come dici tu è una cosa abbastanza forzata) poco importa.

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  4. commedia agrodolce intelligente ed originale e con un IMMENSO Ryan Gosling

    Un piccolo cult

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    1. ma perchè tutti la definite commedia?
      Anche i vari siti.
      Io non ho trovato niente di commedia.
      Gosling grandissimo, è vero

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    2. beh diciamo che alcune scene simpatiche non gli mancano, ma è vero è più drammatico però non ti lascia quel senso di amarezza o tristezza, a fine visione mi sentivo bene e il film pur con amarezza diverte.

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  5. Questo film è un piccolo gioiello. Amaro e poetico.

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    1. Sono contento, anche qua plebiscito di consensi.
      Eppure il rischio che risultasse un pò troppo politicamente corretto c'era...

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  6. eh ragazzi, gosling e' bravo non c'e' niente da fare. gli ultimi film me li sono fatti quasi tutti, e diciamo che sbaglia davvero poco. eeeh anche i giovani hercules maturano, meglio per noi spettatori. poi, se sei un attore bravo, e se reciti in una scrittura del genere, tombola. film bellissimo, alcune scene sono cosi' surreali, ma cosi' reali.

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    1. mi hai definitivamente convinto su Gosling :)

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  7. ritornando al concetto che affronti nella recensione, ovvero la felicita', aspetto che tu veda/recensisca her di jonze.

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    1. Ah, guarda, non ci sono problemi, il primo giorno che esce è mio, lo aspetto parecchio...

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    2. non ancora esce li'? ma come stai messo con l'inglese? riesci a guardarli i film senza sottotitoli direttamente in inglese?

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    3. Guardo i film in lingua originale sottotitolati più volentieri di quelli doppiati ma no, non ce la farei, credo assorbirei al massimo il 40% dei dialoghi.
      Ma anche se fosse il 90 sarebbe uno spreco, di un film non voglio perder nulla.
      Solo con il 100%, con la conoscenza perfetta dell'inglese insomma, lo farei.

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