12.8.13

Recensione "The Jacket"

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presenti spoiler

C'è un genere che piace tanto dire alla gente, thriller psicologico. Soprattutto a chi di cinema ne vede poco e magari dicendo "thriller psicologico" è convinto di dire chissache e avere buoni gusti.
Mi ricordo che in videoteca ogni 5 persone 3 mi chiedevano "voglio un thriller psicologico".
E io che mi arrabattavo per ricercar nella memoria qualche titolo all'uopo calcolando:
1 chi avevo davanti. A volte cercavano un thriller psicologico persone che mi chiedevano lumi su uno snodo narrativo di Fast & Furious.
2 la bellezza del film. Preferirà un film bello ma poco psicologico o discreto ma perfettamente nel target?
3 La produzione recente. Se va bene ne uscivano 3,4 l'anno
4 l'aveva già visto o no? Sono talmente pochi i "thriller psicologici" che in un mese li facevano fuori tutti. Vedendone uno a settimana poi.

Ecco, peccato che all'epoca non avessi visto questo ottimo The Jacket, sarebbe stato il mio salvagente in centinaia di casi sia perchè talmente dentro il target da non poter sortire lamentele, sia perchè così difficile che magari scremavo la clientela da qualche rompicoglioni che diceva "thriller psicologico" per fare il ganzo con la ragazza a fianco.
Che poi in realtà non è così tanto difficile in sè, soltanto soggetto a più interpretazioni.
Comunque...

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Ottimo film,al tempo stesso solidissimo (quale è un film solido? quello a cui è difficile rompere i coglioni più di tanto) ma così arzigogolato da lasciarti qualche dubbio sulla propria solidità :)
Il tema dei viaggi nel tempo è trattato in un modo molto affascinante, non c'è che dire.
Lui che ritrova quella bambina diventata ragazza, se ne innamora, e quando capisce che i suoi viaggi non possono salvarlo decide a quel punto di salvare lei.
Quello che è particolare è il trattamento (subito nel 92) che lo aiuta a viaggiare nel tempo, quella camicia di forza e quell'isolamento in una specie di loculo.Non sono riuscito perfettamente a capire cosa in realtà si volesse raggiungere con quella cura e se quei dottori in qualche modo sapessero o prevedessero quei viaggi temporali. Fatto sta che per Jack quella che era una tremenda tortura diventa ben presto un metodo, un modo (condanna che si trasforma in salvezza?) per arrivare ogni volta che vuole da lei, Jackie (una splendida Knightley) , vivere una breve ma intensa storia d'amore, capire meglio quello che gli accadde (o stava accadendo) nel 92 e trovare la chiave giusta per regalare un'esistenza migliore alla ragazza.
Il film mi è sembrato una specie di strana unione tra Memento (la ricerca di qualcosa attraverso il ricordo/ il montaggio parallelo/se vogliamo anche la storia del bimbo curato, simile a quella del signor Jankis) e Shutter Island, visto che entrambi narrano di una cura "particolare" per curare un disturbo psicologico portando il protagonista a una progressiva presa di coscienza.

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Ma un lostiano come me non può non richiamare alla memoria Faraday e Charlotte ad esempio.
Ottimo Brody non ancora giallizzato da Argento. Kristofferson, il dottore, è una copia spiccicata di Carlo Cracco con 10 anni in più.
Quello che lascia più di un dubbio nello spettatore è la prima sequenza, che torna poi alla fine, quella morte non morte in guerra. E' solo un espediente narrativo per non farlo condannare in tribunale, un primo assaggio di morte che ha dato a Jack qualche "potere" o una cosa ancora più importante?
Resta il fatto che gli ultimi minuti sono magnifici.
La carezza di lui a lei bambina, lui che morente decide di tornare per l'ultima volta nel loculo solo per rivedere ancora lei e soprattutto quella magnifica scena, che mi ha letteralmente tolto il fiato,della madre che va dalla figlia e l'accarezza, da pelle d'oca.
No, lui nel futuro non ci sarà, la sua proiezione, in carne ed ossa, è lì per l'ultima volta.
Lei è salva.
E allora si può morir felici.
Tanto morti lo eravamo già.

( voto 7,5 )

10 commenti:

  1. l'ho visto al cinema, a suo tempo.
    è uno di quei film per i quali una seconda visione è necessaria, ancora sono alla prima, ricordo che mi era piaciuto abbastanza

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    1. La seconda visione è obbligatoria ma aspetterò un annetto... :)

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  2. Abbastanza sottovalutato, è piaciuto parecchio anche a me:)

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    1. Sì, forse per la sua eccessiva difficoltà è rimasto un pò nascosto.
      Avesse avuto la campagna marketing di Donnie Darko non sarebbe poi tanto lontano come livello...

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  3. recensione impeccabile come sempre. anch'io mi ero promesso di riguardarlo (sopratutto perché ci avevo capito il giusto)... Mi ricordo che avevo aspettative abbastanza alte quando le vidi, che però furono soddisfatte soltanto a livello della realizzazione, mentre la storia non mi convinse particolarmente (forse perché non ci avevo capito una sega ;-) ).
    La scena finale però è bellissima.

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    1. Ma no dai, una rece da minimo sindacale direi

      ma grazie vittorio :)

      ah ah,a me ha aiutato un tantino sulla comprensione una mia amica che l'aveva già visto due volte

      per vedere se la storia regge necessita anche per me di una seconda visione

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  4. lo rammento poco, ma da quel poco che ricordo mi era abbastanza piaciuto e poi ADORO Adrien Brody ;-)

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    1. però Giallo scommetto che non l'hai visto...

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    2. l'ho visto, filmettino senza infamia e senza lode, sicuramente meglio del cartaio e terza madre e credo anche di Dracula (dico credo perchè non l'ho visto), in Giallo Brody non è certo al suo massimo, ma dipende dal film che appunto è deboluccio

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    3. Sì sì, era una provacazione e basta.
      Poi non è nemmeno tutto da buttare, mi sembra gli misi 5 in effetti.

      Ma si chiama Giallo perchè c'ha l'ittero...

      dai...

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