4.11.13

Al Cinema: recensione "La Vita di Adele"

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Non so cosa abbiano scritto altri su questo film, non leggo mai un rigo prima di non averne parlato personalmente.
Ma io non riesco ad analizzare La Vita di Adele solo in quanto film perchè non ce la faccio a staccarlo completamente dall'interpretazione immensa, incredibile, unica, della sua protagonista, la giovanissima Adele Exarchopulos.
Ma se non ci fosse stata lei, se ci fosse stata un' attrice normale questo film varrebbe così tanto?
Non è un caso che Adele, l'attrice, abbia lo stesso nome della protagonista perchè mai prima d'ora avevo visto un tale mimetismo, una tale capacità di restituire allo spettatore tutte, ma proprio tutte, le emozioni che una storia così può suscitare.
L'imbarazzo ai primi sguardi dei ragazzi, con quegli occhi che non vorrebbero andare a cercarli  ma poi ci vanno lo stesso.
L'impaccio della prima chiacchierata con uno di essi con quelle frasi troppo veloci per dirsi tutto e niente.

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L'indescrivibile sensazione della prima volta che, per caso, vede lei, con quelle gote che arrossiscono, lo sguardo che continua a cercarla per strada, l'improvvisa destabilizzazione di tutto, il colpo di fulmine se ne esiste uno.
La confusione di non sapere cosa si è, con quella prova di un bacio a quella ragazza e il vagare nei locali gay a cercare una risposta.
La nascita dell'amore con quelle prime parole al bancone, quel tentativo di sembrar distaccata e a proprio agio mentre il cuore e l'anima urlano dentro.
L'attesa del primo bacio, con quei movimenti impercettibili della testa che vuole resistere ma non ce la fa.
L'estasi del sesso, infinito, incontrollabile, la prova provata che è questa la sua dimensione.
La sottile vergogna di vivere una storia che difficilmente gli altri, e forse anche sè stessa, possono accettare.
La gelosia che arriva quasi d'improvviso, in quella festa, con lei che sta sempre con l'altra, l'altra col pancione, simbolo opposto di quanto sono loro, eppure sta con lei, sempre
Lo smarrimento di non capire più cosa è giusto e cosa è sbagliato, se si sta bene oppure no, se quella è veramente la strada da prendere oppure no.

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La tremenda sofferenza e il violentissimo dolore quando Emma l'abbandona, la insulta, la manda via, con quegli occhi che si bagnano di lacrime e il tentativo, vero ma allo stesso tempo incerto, di difendersi.
La disperazione finale in quel bar, ultimo tentativo di provare a recuperare qualcosa o tutto, la disperazione che porta a un gesto insensato, la disperazione di capire che dall'altra parte non c'è più niente, la disperazione e la rabbia da dover celare nello scoprire che l'altra è quella della festa.
La finale sconfitta alla mostra, nel vagare tra i quadri in cerca di una decisione definitiva, la voglia di andarsene e l'orgoglio di restare, vince il primo, Adele si allontana di spalle
Quest'attrice ha saputo restituirci tutto quanto, con quel volto magnifico, quegli occhi che raccontano tutto.
Ed è incredibile come per almeno 2 ore e mezza delle lunghissime 3 totali la regia sia stata solo nel suo primo o primissimo piano, sempre, come mai avevo visto prima. Saper raccontare a 19 anni tutte quelle emozioni, saperlo fare con la macchina da presa sempre, ma proprio sempre, a un palmo di naso, fanno dell'interpretazione della Exarchopulos qualcosa di eccezionale, talmente grande da oscurare il film stesso.
Film che nella sua bellezza ha comunque i suoi difetti con quelle scene sempre portate allo sfinimento, specie le feste (si potrebbe ricavare tranquillamente un film da 2 ore), con alcuni personaggi, vedi il maghrebino, buttati un pò là, con la sensazione di trovarci davvero dentro una vita vera e vissuta ma tutto narrato un pò troppo linearmente.

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E anche la famosa scena di sesso, esplicito come raramente si era mai visto prima, è sì necessaria, assolutamente necessaria, perchè se lo spettatore non capisce fino in fondo la passione delle due protagoniste non potrà vivere allo stesso modo il film, ma comunque a mio modo di vedere leggermente esagerata, supera cioè il punto in cui può apparir lecito chiedersi se il regista cercasse lo scandalo oppure no.
Magnifica anche la Seydoux, molto più osannata della Exarchopulos anche se, a mio parere, non raggiunge affatto la capacità di raccontare il proprio animo della seconda.
E non so se è solo una mia lettura o quella più banale e scontata, ma ho avuto la sensazione che Emma non sia stata mai innamorata di Adele, che l'abbia quasi sfruttata per divertirsi.
Sono troppi i segni, quella chiacchierata alla festa con Lise -alla luce del finale affatto disinteressata- quella violenza nel cacciare Adele senza nemmeno cercare di ascoltarla, quella "freddezza" nel bar nel dirgli che è tutto finito. Freddezza che scompare solo nel tentativo maldestro di far sesso.
Ognuno interpreterà questa storia come crede ma non darei per scontato che la persona in difficoltà o non convinta di quell'amore fosse Adele e non Emma.
Perchè gli occhi di Adele in quel bar e in quella mostra sono occhi che parlano da soli.
Basta guardarli.

( voto 8 )






37 commenti:

  1. Non ho resistito alla tentazione di leggere tutto, ma si, dai... Anzi, ora la curiosità per questo film accresce oltremodo, visto anche il tuo votone. Purtroppo, anche stavolta, difficilmente riuscirò a vederlo in sala... Dovrò pazientare in attesa di altre vie ;)

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    1. è nelle tue corde Frank

      qui l'ha recuperato un cinemino d'essai che mi salva sempre il culo in questi casi

      ieri gli ho consigliato di recuperare The act of killing e Miss Violence, speriamo bene :)

      il voto, per una volta, mi sa è pure basso

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    2. ah, ovviamente, qualora non me ne accorgessi, fammi sapere della rece :)

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    3. Eh, bravo. Miss Violence è un altro che aspetto di poter vedere e che da fonti a me certe, so già che apprezzerò sicuramente. Al contrario di tutti quelli che lo stanno distruggendo... :p
      Comunque ti farò sapere la mia impressione su Adele, vai tranquillo!

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  2. Sono molto curioso, in fondo Kechiche è uno dei registi europei che preferisco!

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  3. Adele c'est moi, direbbe qualcun altro.
    per me un film grandissimo, e Adele è aldilà, per me oltre Emma.

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    1. per me non c'è nemmeno paragone caro Ismale.

      Ma leggendo in giro vedo parlare molto più della Seydoux e del suo personaggio.

      Adele è tutti noi, vero, sarà per questo che dopo 20 minuti mi ero addirittura dimenticato che fosse una storia omosessuale.

      E' il racconto di un amore universale

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  4. Sono d'accordo sull'interpretazione della Exarchopulos, molto meno sul voto al film: l'ho visto ieri e devo ancora riordinare le idee prima di scrivere qualcosa... però francamente la Palma d'Oro e le critiche entusiaste che ho letto finora mi sembrano esagerate. E' un buon film ma siamo ben lontani dal capolavoro. Kechiche è sempre lo stesso, sa raccontare benissimo le storie ma non ha il senso della delicatezza: è come un elefante in un negozio di cristalli. Se lo avesse diretto una donna, allora sì che poteva essere memorabile...

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    1. Mannaggia Kelvin, stavolta non ti appoggio proprio.
      Per me invece ha raccontato l'amore con una grazia e un tatto unico.
      Poi che il film non sia il capolavoro che tanti dicono o.k, ma sulle motivazioni stavolta siamo all'opposto :)

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  5. Beddu.
    Son d'accordo con te, (hai confuso i nomi nell'ultima frase vero?) Beh, non è che Emma abbia sfruttato Adele solo per divertirsi, iniziava però ad essere stufa, le differenze di interessi-cultura-visione delle cose erano troppo forti per lei.. Quella rabbia e voglia di non spiegarsi quando scaccia Adele di casa sono un paravento dietro cui rinnega la propria colpa nel lasciarla.
    E sulle scene esplicite di sesso, non l'ho visto come assenza di delicatezza. "La vita di Adele": era anche quello, come era la scuola prima, com'era lavorare coi bambini, com'era affrontare entrambe le famiglie; altrimenti mi troverei a obiettare anche a scene come il dettato fatto in classe, troppo lunghe.. Troppo lunghe? No, quello era la sua vita, allo stesso modo non si può negare che il sesso fosse importante. E di sesso si parla, non vellutate immagini patinate di due donne che compenetrano le proprie anime in un'intesa blablabl...
    Un film sincero ho trovato, ecco, sincero. Da ringraziare certamente la scelta del regista sui primi piani, non sono sicuro di ricordare bene ma se non altro mi son restati in memoria inquadrature in cui la si vedeva da dietro: all'inizio quando usciva di casa e si dirigeva a scuola, quando da scuola si è allontanata insieme ad Emma la prima volta, nel finale quando ci lascia. Ogni volta indicava qualcosa di importante, segnavano il ritmo.
    Grandi entrambe le attrici, che impresa!

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    1. No, non ho confuso i nomi.
      Il plot con quel tradimento di Adele poteva suggerire a qualcuno che almeno inizialmente fosse lei quella che non amava l'altra o aveva più dubbi.
      Per me invece è sempre stata Emma l'anello debole.

      "Quella rabbia e voglia di non spiegarsi quando scaccia Adele di casa sono un paravento dietro cui rinnega la propria colpa nel lasciarla."

      perfetto

      Mmm, non sono d'accordo Edo.
      Anche io credo, come scritto, che quelle scene di sesso siano indispensabili, assolutamente.
      Ho solo detto però che vanno così tanto lunghe, diciamo anche solo un minuto in più, che un pò la sensazione o il sospetto che un pò vogliano scandalizzare e far parlare di sè c'è.
      Un dettato in classe può durare anche 3 ore ma può solo portare uno spettatore ad andar via e non crea nessuno scandalo, per questo il paragone secondo me non ci sta.

      Meravigliosa la tua analisi sulle scene di spalle, fosse così sei un genio.

      Sulle attrici non dico nemmeno più niente....

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    2. L'inversione dei nomi a cui mi riferisco è qua "Ognuno interpreterà questa storia come crede ma non darei per scontato che la persona in difficoltà o non convinta di quell'amore fosse Adele e non Emma."
      Perchè quello che dici mi pare l'opposto, no?

      Sul sesso mi rivolgevo a Kelvin, sulla mancanza di delicatezza; quanto a durata e voglia di scioccare, beh, probabilmente hai ragione, non ne sono sicuro.

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    3. Sì sì, avevo capito ce fosse quella frase ma ti confermo che non ho invertito. In realtà è una frase un pò ambigua messa lì, forse dovevo metterla in cima. Perchè in realtà non mi riferisco all'amore in generale tra le due ma al momento della rottura. Nella scena dell'abbandono una visione superficiale (e ne ho sentite fuori sala) darebbe l'idea che il tradimento di Adele fosse la prova che fosse lei quella non innamorata. Non è così. Insomma, sta frase è la summa di tutto quello che dico sopra, può confondere, hai ragione.

      Ah, non avevo capito parlassi a Kelvin, scusami :)

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    4. Ah capito, misunderstanding.. Vero, quel -in difficoltà- avrebbe dovuto chiarirmi!
      Ti ho chiesto perchè dopo quella, le ultime frasi che scrivi, esemplari, guadagnavano una stonatura che non comprendevo. Ora son tornate perfettamente intonate :)
      Ciao!

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    5. No no, hai perfettamente ragione te, fila male il discorso

      vabbeh, se posso lo imposto meglio, grazie della segnalazione :)

      ciao!

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  6. Sapete se esiste una versione 'italiana' del film "La belle personne"?
    Ne ho sentito parlar bene, ma non riesco a recuperarlo.

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    1. Se intendi doppiato in italiano no...

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    2. E neanche con i sottotitoli?

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    3. Ma scaricato ovviamente sì Gianluca.
      Io sono una capra ma scrivi "la belle personne sub ita" e ne trovi un pacco credo

      Su canali ufficiali ci sono solo edizioni estere senza sub ita

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  7. Ok grazie, speriamo di trovarlo.

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  8. Concordo pienamente su tutto quanto hai scritto.
    Ricordo che inizialmente le scene di sesso così esplicite mi hanno turbata (ho pensato che fosse più che altro ''fan service'') e la scena del bar dove si ritrovano dopo anni è stata straziante.
    Ora mi è venuta voglia di riguardarlo.
    È vero, l'interpretazione della protagonista è spettacolare.

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    1. Io l'ho votata come più grande interpretazione 2014, pensa te.

      Sì, forse lo rivedrò anche io, farei un favore a un amico poi

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  9. Le labbra sporche di sugo, il muco che cola, i capelli sempre scompigliati di Adèle, le bocche aperte in spasmi di piacere e le teste reciprocamente fra le gambe, la quasi insignificanza della presenza maschile, la messa a fuoco alternata su Adèle e sullo schermo su cui proiettano un film, lo sguardo perso di Adèle e quello curioso, prima, e troppo assente, dopo, di Emma, Adèle che fa il 'morto': sono le immagini che più mi rimarranno impresse di un film che, come pochi, mi ha fatto naturalisticamente seguire e sentire nascita, mantenimento e morte di un amore, e con esso della propria identità personale, della propria volontà.
    Il problema de "La vita di Adèle" è stato, per me, quello tipico dei film preceduti da grande pubblicità: le aspettative. Oltre ad aver capito che c'erano scene di sesso esplicito, mi era parso di capire che il film avrebbe analizzato una condizione umana, quella dell'amore omosessuale, in tutti i suoi aspetti; così non è stato ("non è un oggetto didattico e militante" ha scritto Giulio Sangiorgio sulla rivista "duellanti"), e comunque non mi è dispiaciuto, ma non posso non ammettere che l'aspettativa delusa mi abbia spiazzato.

    curiosità: il film proiettato sullo schermo è "Lulù - Il vaso di Pandora", che "ha introdotto al cinema uno dei primi personaggi coinvolti nell'amore saffico, o forse il primo in assoluto" (Ivan Moliterni, "duellanti")

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  10. "Emma appartiene a una classe borghese, intellettuale e progressista; la sua identità sessuale liberata è un'espressione di sè e un'impressione sul mondo, il suo atteggiamento figlio di un privilegio, quello di una persona la cui scala dei bisogni è colma e soddisfatta, e la cui necessità ultima, l'unica residua, è di affermare se stessa all'esterno. Nessun compromesso. A casa la madre e il patrigno si cibano d'ostriche e buon vino, discutono d'arte e coccolano Emma d'amorevoli cure, mentre rispondono alla volontà professionale (diventare maestra) di quella che riconoscono come la sua compagna con subdola bonomia, con frasi di ripiego rubate al buon senso, mai pensate, solo indossate all'occasione ("almeno sai cosa fare"). Adèle ha origini più umili e conservatrici, rifugge gli intellettualismi, adora la letteratura ma non le analisi dei professori, non s'inventa mai una cultura che non ha, figlia com'è di chi l'ha voluta pragmatica, con i piedi per terra, di chi a tavola mangia pasta alla bolognese con molto sugo e parla con la bocca piena, di chi crede sia meglio fare il grafico che dipingere, di chi non accetterebbe mai la sua omosessualità, di chi non l'aiuta comunque a scoprire se stessa. Kechiche osserva tutto questo stretto al corpo, al volto di Adèle e a quello degli altri, come da sempre fa il suo cinema, pervicacemente contro lo sguardo pregiudiziale sul reale..." (Giulio Sangiorgio, "duellanti")

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    1. 1 "Le labbra sporche di sugo, il muco che cola, i capelli sempre scompigliati di Adèle, le bocche aperte in spasmi di piacere e le teste reciprocamente fra le gambe, la quasi insignificanza della presenza maschile, la messa a fuoco alternata su Adèle e sullo schermo su cui proiettano un film, lo sguardo perso di Adèle e quello curioso, prima, e troppo assente, dopo, di Emma, Adèle che fa il 'morto'"

      bellissimo.
      L'amore e la passione nè più nè meno raccontate in instantanee

      2 ti capisco, le aspettative possono distruggere. Come le albe di cui pochi giorni fa

      3 fantastico l'estratto, complimenti al critico

      resta un film che più che spaccato di vita è spaccato di un sentimento
      e spaccare qualcosa di etereo è quasi impossibile
      ci vanno vicino


      (ciao gianluca)

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    2. Sì infatti, questo mi sembra un film per immagini, di quelli che se provi a raccontarli a parole non rendono (tipo "La grande bellezza" o "Moonrise Kingdom" o, che ne so, "Vita di Pi"): devi guardarli e basta.

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    3. Non ho visto MK mannaggia.
      Credo potrebbe essere il mio Anderson preferito

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    4. Avete scritto quello che credo sia il cuore del film, un cinema di immagini ed emozioni, la trama che viene ricamata intorno è solo un pretesto, una storia delle tante, ciò che conta è la vita, la pulsione che scorre nel corpo e nello sguardo di Adele.

      Giuseppe in un commento sopra hai scritto "Adele è tutti noi", sono completamente d'accordo.

      L'analisi del critico che ha riportato Gianluca è incredibile.


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    5. La vita che scorre.
      Stili completamente diversi, ma forse non è nè più nè meno che un capitolo esteso di Boyhood

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    6. Sì, molto precisa l'analisi di Sangiorgio (e pensare che la rivista l'avevo comprata quasi per caso, per vedere un po' come impostasse la critica cinematografica uno come Gianni Canova).

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    7. Giuseppe: è vero, immagina estendere a tutta la struttura di Boyhood una profondità ed una durata come ne La vita di Adele.

      Gianluca: dove si trovano questi tipi di riviste? ho cercato il sito dei dullanti ma non è aggiornato. Ne conosci anche altre italiane?

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  11. Io quella dei "duellanti" l'ho trovata alla Feltrinelli di Milano; di solito nel reparto delle riviste c'è. Ho seguito anche "Ciak", ma mi è sembrata un pò meno approfondita. Altrimenti dovresti provare a documentarti (anche tramite internet): quasi sicuramente ci saranno delle riviste di cinema specializzate.

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  12. Finalmente sono riuscito a vedere questo film e poi a recuperare questa tua recensione che, come accade spesso, mi sento di abbracciare completamente: una grande, grande prova della protagonista (fra l'altro una ragazza bellissima) che sa regalare, con quasi tre ore di primi piani, tante emozioni con i suoi sguardi inquieti, i suoi sorrisi e le sue lacrime.
    Film forse troppo lungo per una trama un po' troppo banale, a cui il tema dell'omosessualità aggiunge qualcosa ma non troppo (tutto avrebbe funzionato anche se al posto di Emma ci fosse stato un ragazzo): inizio di una storia, la passione, la gelosia, il tradimento e il dolore della perdita.
    Paradossalmente le scene che funzionano meno sono proprio quelle di sesso: qui al posto dei primi piani il regista sceglie rappresentazioni più plastiche (e un po' scontate) ed esplicite degli amplessi: l'interpretazione della protagonista mi e' sembrata più impacciata e meno naturale (ma magari sono rimasto influenzato da un'intervista in cui lei raccontava di quanto difficile sia stato girare quelle scene).

    Odiosi i dialoghi da intellettuali alla festa degli artisti (cose del tipo: "ma secondo voi esiste l'amore condiviso?"): il mio sogno sarebbe quello di imbottirmi di esplosivo e farmi deflagrare nel bel mezzo del banchetto.

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    1. Grazie!
      Ragazza bellissima sì, non sono riuscito a non metterla al primo posto delle interpretazioni dell'anno scorso.
      Incredibile come a quell'età abbia gestito 3 ore di primi piani, incredibile.
      Ricordo ancora qualche sguardo, impressionante.
      Se hai fatto caso in questa lunghissima recensione non ho praticamente detto nulla dell'amore omosessuale, proprio perchè, come dici, questa è una storia universale, il racconto di un amore e di una passione per nulla legati all'eterosessualità o all'omosessualità.
      Sulle scene di sesso capisco quello che vuoi dire.
      E mi dai una nuova chiave di lettura.
      Io vedevo Adele un filo impacciata ma credevo facesse parte del personaggio, quella ragazza che stava scoprendo un sesso nuovo, appassionato e diverso (da quello con uomini).
      Invece forse quei piccoli imbarazzi che si notano nei movimenti e negli sguardi erano naturali.
      Guarda, non mi parlare di intellettuali, convenSCION, e cose così, andrei là con il mitragliatore.
      Perchè vuoi morire anche te? ammazza loro e basta no?

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  13. Sarò breve. Il film è troppo lungo per me, qualche sforbiciatina e mi sarebbe stato a pennello:)

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    1. Sì, concordo ;)

      poi ti rispondo anche sugli altri due

      me sa che hai fatto parecchi compiti a casa per il torneo eh?

      grande

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao