31.3.17

Recensione "Nocturama"

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Un grande film francese che in maniera nuova racconta de clima di terrore in cui vive ormai l'Occidente da anni.
Un gruppo di ragazzi e il loro tentativo, a modo loro, di diventare storia.
E poi un Grande Magazzino che diventerà luogo di riparo, di paura e, forse, anche luogo simbolo di ciò che siamo.

Presenti spoiler sempre più grandi più la rece va avanti

Film disponibile nel Guardaroba



Emanuele viene ammazzato a calci, pugni e sprangate ad Alatri, nella profonda provincia italiana.
Il primo posto dove lo scopro è su fb, come spesso accade.
E leggo post durissimi verso questi albanesi che l'hanno ammazzato come un cane.
Un branco di albanesi.
Anzi no, ce n'erano 3,4, dicono ore dopo.
Anzi no, ce n'erano 2 forse.
Anzi no, erano tutti italiani.
Il fatto è che ci piace sempre pensare che il nemico sia l'altro, che quelli che fanno del male non siano uguali a noi, che mangiano i nostri stessi piatti, che parlano la nostra stessa lingua, che hanno le facce come la nostra.
Già.

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Parigi, appena dopo l'ora di pranzo.
Seguiamo ragazzi che entrano ed escono dalle carrozze, apparentemente quasi a caso.
Ogni tanto si sfiorano, la maggior parte delle volte fanno finta di non conoscersi, una volta si toccano la mano.
Arrivano messaggi nei loro cellulari, messaggi che qualcuno di loro manda e qualcuno riceve.
Dieci minuti di quasi solo montaggio, caratterizzato dal silenzio assoluto e da long take alla Elephant (mica lo dico a caso) dove seguiamo i protagonisti da dietro.
Hanno facce di tutti i tipi. Alcuni di origine nordafricana, altri francesi purosangue, alcuni vestiti in maniera anonima, altri in sgargianti abiti da scugnizzi di strada, altri ancora in perfetti completi eleganti.
Tante etnie, tante scale sociali diverse.
Ma qualcosa li ha messi insieme.
E quel qualcosa è quello forse di cui parla Nocturama, è quella noia, è quella voglia di fare qualcosa di grande e sbagliato, sono quelle nozioni spicce di politica usate come pretesto per combattere una democrazia sbagliata.
Non c'è religione sotto, non sono quelli diversi, non sono gli stranieri, non sono gli albanesi di Alatri.
Siamo "noi", sono i parigini che metteranno a ferro e fuoco Parigi, sono i parigini che vogliono mettere paura, terrore, ma in un modo nuovo, in un modo ancora più terrorizzante, perchè hanno le facce dei figli dei terrorizzati, perchè sono insospettabili, perchè non si troverà motivo ad una cosa del genere, perchè non c'è Allah, che fa sempre paura certo, ma almeno ci rassicura, ci dà un nome e un motivo ai gesti, ci dà il nome del diavolo.

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Nocturama presenta tre parti ben distinte.
La prima è quella muta e misteriosa degli spostamenti, poi ci sarà quella di preparazione dei luoghi per gli attentati e poi quella, lunghissima, del post attentati.
Sinceramente funzionano tutte anche se qualche lungaggine di troppo la trovi ovunque. A volte dispiace quando vedi film bellissimi che con solo un pò più di attenzione potevano essere perfetti per tempi.
Ma questa, ovviamente, è solo una considerazione personale.
Quando scoppiano le bombe ti accorgi di una cosa nuova, quei ragazzi non volevano uccidere, solo far qualcosa di "storico" e che avrebbe messo nel panico la società in cui vivono.
Macchine vuote parcheggiate, una statua (ecco, lì siamo davvero alla bomba simbolica, Giovanna d'Arco), un piano disabitato di un palazzo, una stanza praticamente mai usata al Ministero (perchè tra i ragazzi c'è uno talmente su nella scala sociale da poterlo frequentare).
A tal proposito non si capisce infatti la scena dell'attentato omicida di uno di loro, forse il capo, l'unico anche che non riuscirà ad entrare nel Grande Magazzino.
Su questo personaggio, su quell'attentato e su quello che può aver significato il suo non entrare nel luogo di ritrovo aleggiano i misteri più grandi e, forse, abbiamo la soluzione del finale (vedi anche incubo del piccoletto nero).
C'è una sequenza bellissima, quella in cui una delle ragazze aspetta lo scoppio della sua bomba nel palazzo. Quello scoppio che causerà una ferita nello stesso palazzo praticamente identica all' 11/9.
Come del resto perfetta è la sequenza appena prima su quel palazzo, con quello sparo in cui non si capisce chi ha sparato a chi (lo vedremo poi),
Ma, forse, nella prima parte la scena più bella e significativa è quel ballo dopo il briefing omicida. Tanti ragazzi che si muovono come sotto ipnosi, che forse realizzano cosa stanno per fare, che si abbracciano e danno la carica.

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Ma quasi tutto Nocturama racconta il dopo.
E non è tanto importante soffermarsi su come Parigi ha reagito a quelle bombe.
A Bonello interessa stare lì con quei ragazzi e farci vivere letteralmente le ore che passano.
E per far questo sceglie un luogo magnifico, un Grande Magazzino immenso, piani su piani.
Grazie alla complicità di uno della sicurezza i ragazzi passeranno la notte là, per poi uscire al mattino e ricominciare le proprie vite.
Probabilmente la mossa di Bonello è anche furba visto che raramente ho visto in un film degli anni 2000 tanta pubblicità. Ogni marchio (profumi, vestiti, articoli per la casa etc..) è inquadrato in maniera visibilissima e continuativa. Un modo geniale per unire un luogo perfetto per il film a soldi che entrano probabilmente.
E così Nocturama si trasforma ancora, anche se resta sempre un film sull'attesa e sulla minaccia. Se nella prima parte la minaccia veniva dai ragazzi adesso si rivolta contro di loro, terrorizzati come sono di esser stati scoperti.
Giriamo tra i negozi, tra i piani, i ragazzi si dividono, alcuni si divertono, altri sono solo preoccupati, altri ancora si riposano.
E solo qui capiamo quanto in realtà solo questo siano, ragazzi che hanno compiuto un gesto senza senso, che ora hanno paura, che si preoccupano se ci sono state vittime.
Solo uno, timidamente, tira fuori la questione religiosa del paradiso che lo attende, ma in maniera infantile.
Uno dei leader non ce la fa a star chiuso dentro e se ne esce, tra le strade di Parigi. Ci sono sirene ovunque, macchine della polizia che passano, la città è in stato di allerta quasi pre guerra. In realtà incontra persone tranquille che gli spiegano quello che è successo (che lui, ovviamente, sa, ma tasta il terreno per capire se si è raggiunta qualche pista per scoprire chi è stato).

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Nel Grande Magazzino si accendono le tv e si seguono i telegiornali.
E tv e gli schermi a circuiti chiuso saranno onnipresenti. ad esempio là dentro ci seguiremo parte del magnifico e terribile finale.
In questo senso mi ha ricordato l'incipit del bellissimo Violet o il finale di 11 minuti.
Purtroppo c'è un disastro di sceneggiatura e sono i due clochard fatti entrare. Non c'è alcun senso, se non l'ennesima cosa folle di una mente onnipotente e malata. Ma non c'azzeccano niente e, anzi, sono protagonisti di sequenze quasi ridicole.
Ma quello che ho adorato sono i manichini.
Almeno due personaggi si ritrovano davanti manichini vestiti identici a loro, dalla testa ai piedi. E altri si cambiano continuamente d'abito prendendo, appunto, vestiti dai manichini.
E' come se Bonello, in un modo superbo, ci abbia voluto suggerire un'identità tra questi giovani e quei manichini, ci abbia voluto far capire l'assoluta piattezza dei nostri protagonisti. E' un male banale il loro, pieno di abiti firmati e profumi costosi. Non c'è niente di profondo nelle loro menti, sono soltanto un prodotto in serie della nostra società, dei ragazzi standard senza alcuna personalità.
Dei manichini.
Del resto anche Greg, nell'incubo, non si trasforma in manichino?
In questo senso diventa ancora più grande la scelta della location.
E così tra una magnifica sequenza con My Way ("a modo mio", "a modo loro" fanno le cose, già, ma che modo?), tra un breve ma emblematico racconto su Iraq e bombe (anche gli animali a volte sono più intelligenti di noi) e tra tensioni che salgono arriviamo al finale.
E saranno 20 minuti di apnea, terribili.
Mi è tornato alla mente l'impressionante finale di Sto Lyko.
C'è poco da commentare, c'è solo sa riflettere, da ascoltare quegli spari.
C'è solo da aspettare la propria morte.
E da capire a che pro.
A che pro.













9 commenti:

  1. In effetti la parte di Greg è un po' fumosa, sia riguardo il suo ruolo nel piano che nella sua fine, se non mi è sfuggito niente.
    L' unica cosa certa è che lui era incaricato di portare il mezzo per incendiare la statua, forse il tizio a cui spara era l' operaio addetto. Nota curiosa: quando sono stato a Parigi, di fronte alla porta in cui esce dopo aver sparato ci stava uno stand ambulante di crépe, dove ho mangiato, quindi in quella scena ho avuto proprio un flash ahah.
    Come somiglianze, la parte finale mi ha ricordato Bullet Ballet di Tsukamoto, per come viene mostrata l' inedia dell' attesa della fine, anche se in contesti e con uno stile totalmente diverso. Poi c'è la parte di uno che chiama la madre, che è in entrambi e non credo sia un caso.

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    1. Mmm, no, non mi pare proprio che quello a cui lui va a sparare a casa possa essere uno che aveva visto lei.
      Cioè, oltre a non esserci alcun elemento in tal senso mi sembra anche assurdo. Anche perchè a quel punto gliel'avrebbe detto a lei, se erano preoccupati per quello si sarebbero detti che il problema era eliminato.
      Grandissimo flash!

      Tra l'altro sti giorni mi è venuto in mente quello che è probabilmente il motivo per cui vengono scoperti.
      O c'entra Greg (vedi incubo) oppure dipende dal fatto che quello ha ammazzato le guardie.
      Non a caso appena arriva la polizia Omar dice agli altri "non avevo legato le guardie, le ho uccise" come a scusarsi.
      E in effetti 3 guardie giurate con le quali non si riesce ad avere un contatto possono essere assolutamente un motivo che ti porta lì, in quel posto.
      Tra l'altro sempre in questo ambito è strano che Omar abbia detto che aveva disattivato tutte le telecamerine (tranne alcune in zone dove dice loro di non andare) mentre nel gabbiotto delle guardie è evidente che loro vengono visti in ogni stanza dove stanno.
      Molto molto strano, o sto Omar ha fatto due cazzate in una o non so

      grande riferimento finale, non l'ho visto ma mi piace molto la tematica che hai tirato fuori

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    2. Greg mi da' l' impressione che sia il più consapevole del gruppo, forse perché è il capo, ma è una supposizione dovuta solo al fatto che sembra il più grande di età e dal fatto che è il più freddo in fase di progetto dell' attentato (anche se poi si perde anche lui). Consapevole nel senso che sembra sapere già dall' inizio che sarà un attacco suicida, mentre gli altri se ne rendono conto solo alla fine. E forse anche Omar, come dici tu, uccidendo le guardie dimostra che non gli importava nulla di come sarebbe andata a finire. Le guardie imbavagliate o morte non avrebbero risposto comunque ad un tentativo di contatto esterno, quindi è solo una delle cause per cui sono scoperti dalla polizia. E in effetti se ci pensi, ognuno ha fatto qualcosa che li ha fatti scoprire, a dimostrare che sto piano perfetto lo era solo nella loro immaginazione: la tipa che ha incendiato la statua è stata vista mettere il liquido infiammabile, Greg si impalla con la pistola in mano, l' altro esce in strada, il ragazzino quando rimane chiuso nelle scale è visibile dall' esterno, e poi quello nell' hotel che si incontra con la guardia.

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    3. Anche a me ha sempre dato idea di essere il capo.
      Anche se quando vedono che non è arrivato dentro al grande magazzino non è che si strappino i capelli, ecco, mi sembra che chiunque fosse mancato sarebbe stato lo stesso.
      Vero, imbavagliate o morte è lo stesso, mi sono sbagliato.
      Però è strano che Omar lo comunichi, come dandosi la colpa, solo quando arriva la polizia.
      Tutti verissimi gli errori che citi (complimenti) anche se, fino a prova contraria, di nessuno siamo sicuri sia stato decisivo per essere scoperti. Ad esempio quello che esce dal magazzino boh, in teoria i loro volti non li sapeva nessuno, non dovrebbe aver influito. Come il bambinetto che si vedeva da fuori. Io ero convinto che quella scena potesse essere decisiva ma anche qui il regista non ci mostra nessuno che lo vede. Che poi, anche se l'avessero visto, in tutta Parigi se vedi un bambino perso in una scala pensi che è il terrorista che ha messo 4 bombe?

      non so, magari la soluzione è facilissima e ancora non ci siamo arrivati ;)

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    4. No, ma forse voleva proprio lasciare questo dubbio sul come e per colpa di chi fossero stati scoperti, che in fondo non ha nemmeno molta importanza (anche per scoraggiare rivoluzionari fai-da-te, forse :) ). Forse l' unica parte un po' debole della sceneggiatura del loro piano, è il fatto delle telecamere: il discorso dell' allarme che sarebbe scattato solo se le telecamere fossero state disattivate tutte, come se in un sistema di sicurezza fosse normale che ne rimangano attive solo 3-4 su una trentina. Per quanto ingenui, come potevano crederlo?

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    5. ma in quel discorso c'è anche quello che dicevo sopra. Omar gli dice che nei luoghi dove stanno le telecamere sono tutte disattivate, ce ne sono solo alcune in reparti illuminati.
      Eppure quando vediamo il gabbiotto con le guardie morte vediamo tutte le telecamere accese, anche negli spazi "safe" dove bivaccavano loro

      Insomma, sto Omar bugie su bugie.
      Stranissimo

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  2. Parigi ripresa dall'alto in tutta la sua bellezza, il rotore di un elicottero in sottofondo, l'immagine scende a livello del terreno e scivola nel sottosuolo, dove si muovono giovani in un'apparente giornata come tante altre, incroci, attese, sincronie che con il procedere dei minuti diventano sospette. Piani sequenza a renderci partecipi e testimoni di un qualcosa che lentamente si rivela. Ad una prima parte ossessivamente attiva ne segue una seconda assolutamente clustrofobica. Montaggio eccezionale, carte che si mescolano più volte, salti temporali, punti di vista riproposti, quasi ridondanti per dar piena enfasi a accadimenti estremamente drammatici. Escluso a Cannes dove la censura non ha permesso la sua proiezione, Nocturama ha avuto la sua proiezione in una marginale sezione del festival di Roma. Un agghiacciante quadro sull'instabilità della società europea, dove i giovani vivono un disagio tale da portarli a compiere atti senza nemmeno conoscerne i reali motivi, ma, come in una frase nel film "questo prima o poi doveva accadere ". Si punta il dito sulla morte della democrazia, la civilizzazione come boia della civilizzazione stessa, rifiuto di una società persa che non ha sbocchi se non la violenza incondizionata, e sulle immagini di Giovanna d'Arco in fiamme nella sua dorata rappresentazione equestre, resta senza risposta la domanda che sempre più spesso ci facciamo: chi sono i terroristi che tanto ci fanno paura ?"

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  3. ATTENZIONE: SPOILER.


    Visto ieri. Molto bello. Mi inserisco sul discorso di Greg e del suo "gesto", la persona da lui uccisa a sangue freddo sulla porta dell'appartamento. Sono abbastanza sicuro che si tratti del "capo" della banca HSBC. Quando vengono mostrate nelle tv i notiziari, oltre agli attentati incendiari si da' anche notizia dell'uccisione del direttore dell'HSBC. In precedenza, verso l'inizio del film, credo ancora durante i giri nella metro, da qualche parte si diceva che la banca avrebbe tagliato altri posti. Non so se Greg apparteneva ad uno di quelli che avrebbero perso il lavoro: questo lo sto solo ipotizzando, non ho riscontri dal film.
    Tutto sommato, resta la apparente "normalità" delle persone coinvolte e dei loro eventuali problemi: cercare un lavoro, avere l'impressione che manchi democrazia, aver studiato qualcosa che te lo fa supporre, ecc.

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    1. Ah, perfetto!

      Però un pochino stona secondo me, alla fine erano tutti atti dimostrativi presi con tante precauzioni, per non uccidere nessuno.
      St'omicidio ad personam, boh..

      Sul tuo periodo finale perfettamente d'accordo

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