30.6.17

Recensione. "Whiplash"

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Un coming of age di una originalità e forza pazzesca. 
Invece che gang criminali e pistole abbiamo musica e bacchette da batteria.
Ma lo stesso sangue, lo stesso istinto di sopravvivenza, la stessa necessità di crescita


Film di sangue e sudore.
Non avrei mai detto che a me, completo incompetente musicale, questo Whiplash potesse prender così tanto.
Tutta quella musica, tutti quei tecnicismi, tutte quelle dinamiche ero convinto potessero mettere un muro tra me e lui.
Eppure più il film andava avanti, più restavo quasi intontito dalla musica dentro al film e dal chiasso nel locale in cui lo vedevo, più sentivo che ci entravo dentro, che in mezzo a tutto quei suoni, diegetici e non, c'era una forza gigantesca che mi stava rapendo.
Whiplash è uno dei più originali, spietati e particolari coming of age che abbia mai visto.

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Andrew è un giovane batterista che vuol diventare grande.
Ma per diventare un grande batterista deve prima diventare un uomo.
Non solo un uomo, ma un uomo capace di resistere a tutto.
Non c'è differenza tra Whiplash e quei film criminali di giungle urbane, di gang e di sparatorie dove un semplice ragazzino deve in fretta diventar grande, imparare a difendersi, sapersi muovere, acquisire quella cattiveria che gli permetterà di sopravvivere.
La gang rivale è uno spietato maestro di musica, le pistole le bacchette.
Ma il sangue e l'istinto di sopravvivenza sono gli stessi.
Film bellissimo, un conflitto a due che lo fa quasi sembrare un western metropolitano, una riflessione sulla vita, sul talento, sul successo come poche ne abbiamo viste questi anni.
Un film che va avanti quasi a sequenze, a scene staccate, quasi autoconclusive, una più bella dell'altra.
Un film a tesi probabilmente, che usa ogni singola scena come dimostrazione di un concetto per arrivare poi alla conclusione finale.
Probabilmente uno di quei film manifesto, uno di quelli da far vedere per spiegare cose.
E di cose che racconta ce ne sono tantissime.
Inutile dire che il personaggio di Fletcher, interpretato da un favoloso Simmons, sia l'asse portante di tutto.
Cattivissimo, ambiguo, spietato, inumano ma anche terribilmente amante del proprio mestiere, ma anche virtuoso in quello che cerca, ma anche coerente, ma anche portatore sano di meritocrazia.
Un adulto notevole che, per certi versi, potrebbe rappresentare la fortuna di parecchi ragazzi.
Ma solo dei più forti, solo dei più determinati.
Già, i migliori membri della gang.
Io l'ho amato da morire sto personaggio, anche nei suoi lati più meschini e inumani.
Ho sempre visto una coerenza, un fine, uno scopo.
Quello scopo che, del resto, lui racconta ad Andrew in quel localino nel finale.
Quello scopo che porterà a quella sequenza finale talmente bella, emozionante e vorticosa da restarci secchi.

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Sì, per me Fletcher è personaggio positivo. Io, come il 90% delle persone, ne sarei rimasto ucciso. Ma che esistano istruttori così, che esistano.
Tra l'altro la scena delle lacrime ricordando l'allievo ucciso (che scopriremo poi essersi ucciso per ragioni molto diverse a quelle che racconta lui...) valgono un'intera costruzione di un personaggio.
Ma è Andrew, in ogni caso, il personaggio più importante, quello che rappresenta "noi" spettatori.
Assistiamo in tempo reale ad ogni suo cambiamento.
All'euforia, alla disperazione, all'orgoglio, alla rabbia, alla gioia, al dolore, alla determinazione, alla violenza, alla maturità, alla resa, all'affronto, al trionfo.
C'è veramente di tutto in Whiplash, tutto.
Come detto questo non è un film fluido ma jazz anche nella sua struttura.
Una scena più riuscita dell'altra.
Quella dello "stonato" che richiama tanto Full Metal Jacket (ma tutto il film è un lungo Full Metal Jacket).
Quella dei 10 errori consecutivi di Andrew culminati con gli schiaffi.
Quelle delle scene di sangue, piaghe e sudore.
Quella della cena in cui lo sport di terza fascia adombra la grandissima musica.
Quella del racconto della morte dell'allievo.
Quella, magnifica, dello scontro a 3 batteristi.
Quella dell'incidente, dell'ennesima umiliazione e dell'aggressione.
Quella del dialogo al locale, che insegna più cose della vita che 10 film messi insieme.

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E poi gli ultimi 10 minuti che sono un inno alla bellezza scenica, di scrittura ed emozionale.
"So che sei stato tu"
Il pezzo non conosciuto.
L'umiliazione.
La fuga.
Il ritorno.
E poi l'orgoglio, e poi il talento, e poi il coraggio, e poi la sfrontatezza.
Eccolo il cazzo di assolo più grande che poteva venir fuori.
Eccolo qua.
Un assolo che è figlio di un percorso terribile.
Un assolo che è merito di due uomini, uno che fu ragazzo e uno che a vederlo sembra terribile.
Un sorriso compare nella bocca di Fletcher.
Hai trovato il tuo Charlie Parker.
E adesso parte Whiplash.
Schermo nero.
Brividi



48 commenti:

  1. Questo è diventato in assoluto uno dei miei film preferiti di sempre. Ho il dvd, periodicamente vado a riguardarlo... e ottima rece come sempre! ;)

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    1. Ti dico la verità.
      Lo rivedrei stasera stessa anche io.
      Sia per quanto mi è piaciuto sia perchè almeno metà l'ho visto in condizioni limite, in un locale dove 5,6 persone intorno a me facevano un chiasso enorme

      grazie mille Valentì

      mi sto specializzando in recensioni corte la metà di prima, sarà il periodo ;)

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  2. Lo vidi in anteprima al Torino Film Festival del 2014, spinta dal passaparola della gente in coda, perché di Chazelle avevo visto anni prima "Guy and Madeline on a Park Bench" e quindi ero intenzionata a tenermi alla larga anche da Whiplash. Per fortuna ho cambiato idea. Il Fletcher di JK Simmons è un personaggio fantastico, quasi quanto i suoi insulti, che in v.o. sono magnifici.

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    1. io, come mio solito, sono riuscito a non dire il nome del regista in tutta la rece. E Chazelle poi, quello sulla bocca di tutti

      personaggio impressionante Fletcher

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  3. Moltissimi brividi, un film davvero di grande potenza, come del resto anche La La Land. Le colonne sonore di Hurwitz sono ormai diventate una sicurezza.

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    1. Ne capissi qualcosa di colonne sonore...

      Ecco, no, La La Land so che è un meraviglioso musical, ma mi servirebbero almeno 317 euro per convincermi a vederlo

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  4. Come sottolineava Poison è un film che vale di più in lingua originale soprattutto per il sound design; curatissimo in maniera maniacale. Se ti appresti ad una seconda visione fai uno sforzo e veditelo con i sottotitoli

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    1. molto volentieri

      ieri non avevo scelta, era in tv

      ma ringrazio che lo abbiano trasmesso, da 3 anni volevo vederlo e non lo facevo mai

      hanno scelto loro per me, l'ho vista come un'occasione

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  5. Stupendo. Anche io, come te, ero piena di remore per manifesta ignoranza musicale ma un film simile trascende i generi e riesce a parlare veramente a tutti. E quel finale, santo cielo, quel finale!

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    1. direi perfettamente in linea siamo su tutto ;)

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  6. Bellissimo. Un giorno vedrai anche La La Land senza rompere le balls, pfff. :)

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  7. Mamma mia quei 10 minuti finali.
    Non ricordo di aver provato una tensione così forte durante la visione di un film. Spettacolo.

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  8. "Non esistono due parole più pericolose di: buon lavoro"
    Un film che è una sinfonia, magari di cacofonie spirituali, ma sinfonia è.
    Una scena più bella dell'altra. Meravigliosa, per non ripetere quelle già citate da te, la mano che entra nella brocca di ghiaccio e si lascia dietro il sangue.
    E il finale.
    Il finale che è potenza pura.
    Un'esperienza unica

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    1. Niente, sto finale è pazzesco

      me giravo verso mi fratello e ridevo per l'adrenalina e la bellezza

      vero tutto quello che dici, sulla sinfonia e sulla scena della brocca

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  9. Quell'insegnante purtroppo no, che non è in gamba e coerente. Predica qualcosa che non riflette nel suo comportamento, durante la visione ricordo di averlo notato più volte.
    E a parte l'aprire un poco gli occhi ai non addetti sul duro lavoro che richiede, il film rende un'immagine distorta di quel che è la musica.
    Il film è godibile certo, come una solita agiografia americaneggiante accostata a un tema a caso.

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    1. No Edo, non sono d'accordo

      tutte le incoerenze di Fletcher, per me, fanno parte della sua coerenza. Ad esempio alla fine svela ad Andrew che tutte le volte che lo denigrava e sceglieva altri era solo per farlo incazzare e reagire

      attenzione, io non ho detto che i maestri di vita devono essere così, dio ce ne scampi. Ho detto però che è giusto che esistano anche questi. Perchè per alcuni allievi, per quelli più forti, potrebbero essere decisivi

      poi sì, la musica viene vista da un lato pericoloso, lì concordo

      agiografia?

      mmm, e di chi?

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    2. Dice così, ma mica l'è vero.
      Non dimenticare che nel film stesso lui porta 'sto batterista a mollare. Non a crescere, ma a lasciare tutto.
      Poi per caso lo rivede, per vendetta lo fa suonare, ed esce il bel finale comodo.

      Lui insegna in una scuola. Non privatamente. Quindi no, non scuso i suoi atteggiamenti in favore di alcuni da lui prescelti.

      Agiografia di un tema a caso. Prendi un argomento, favoleggiaci intorno, fama talento successo merito, film completato!

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    3. No, non sono d'accordo.

      tutto vero ma fceva parte tutto del suo gioco. Umiliare, arrivare a far mollare, denigrare.
      Per poter tirare fuori il migliore.
      Certo, Andrew avrebbe potuto non tornare indietro.
      E allora non sarebbe stato il Charlie Parker della batteria

      punti di vista

      insegnamento quasi fascista e inumano sì, ma in casi così ristretti secondo me virtuoso a volte

      ah, agiografia di argomento, o.k

      l'ho sempre abbinato a persone fisiche

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    4. Provo a seguirti e arrivare comunque alla mia conclusione: ecco perchè è brutto, porta chi guarda il film a quella conclusione.
      (conclusione: "Umiliare, denigrare, per poter tirare fuori il migliore".
      E come scusa chiamare in campo Parker)

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    5. Non brutto, orribile

      ho solo detto che ci sono dei casi in cui chi è arrivato al top lo ha fatto con questi metodi

      prendi le grandi ballerine del classico

      ripeto, è un maestro che io non avrei mai voluto, ma per l'allievo giusto, per l'allievo più forte e pronto a questo inferno, potrebbe essere il miglior istruttore possibile

      del resto la formazione militare esiste e per quanto io possa odiarla porta spesso ai risultati migliori

      certo, la musica vista come disciplina militare non va bene, ma secondo me è un aspetto interessantissimo

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    6. Il brutto intendevo non della situazione, ma del fatto che il film porta a quella conclusione, una storia narrata apposta per farti tirare quella conclusione.

      "tutto vero ma faceva parte tutto del suo gioco. Umiliare, arrivare a far mollare, denigrare.
      Per poter tirare fuori il migliore."
      Ma non è quello che ha fatto nel film no? L'ha mandato via perchè è arrivato in ritardo e poi fine.
      Spingere a superare i propri limiti, usare la cattiveria per far reagire, ordinare tutto spingendo a ossessione di meticolosità.
      Check! Ok, si può non concordare ma può funzionare.
      Il comportamento del tipo -secondo me- però non riflette questo.

      Uno ti dice: "Su di me potrai contare sempre"
      Uau. Frase forte, molto bella, ti avvicina a chi l'ha detta.
      Ma quello è. Una frase.
      Acquisterà senso solo quando ti capiterà di verificare nei fatti se questa persona ci sarà o meno.

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    7. Mmm, secondo me invece - ma lo abbiamo capito - il comportamento di Fletcher è perfettamente coerente con quello che racconta nel locale.
      Tra l'altro alla fine i due si son persi per l'aggressione del ragazzo, solo per quello.
      E poi è lo stesso Fletcher a richiamarlo

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  10. Ma su questo direi che ognuno ha spiegato il suo punto di vista, comprensibile, e noi due non stiamo parlando per farci cambiare idea. Quindi inutile insistere, ho messo già un messaggio di troppo. ;)


    Credo che Fletcher mi stia particolarmente antipatico perchè, come abbiamo fatto qui noi, si concentra tanto l'attenzione sul suo metodo in funzione del protagonista, e si distacca lo sguardo dal fatto che ci vadano di mezzo TUTTI gli altri.
    Per la sua ricerca del migliore, l'ideale del genio, tutto viene buttato al fuoco. Che diritto c'è in ciò?
    Non può essere un personaggio positivo Fletcher.
    Non c'è alcuna morale in ciò che fa.
    Perseguire un ideale devastando, senza alcun rispetto che per il fine, è un atteggiamento orribile.

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    1. Sì sì, ma infatti sti maestri come sono panacea (dolorosa) per pochi son distruzione per tanti

      però alla fine, insomma, aveva un'orchestra coi controcoglioni di una ventina di ragazza, non è che se la suonava da solo in cameretta

      una via crucis per avere i migliori

      ma sì, il mio positivo era riferito soltanto al percorso che ha scelto di intraprendere Andrew, concordi con me che senza Fletcher non avrebbe mai avuto nè il carattere nè la tecnica per diventare quello del finale

      altrimenti altro che positivo, io ste persone le ucciderei all'istante tanto mi fanno paura

      dico solo che un loro posto al mondo secondo me, piccolino, è un bene che l'abbiano

      ciao!

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    2. funzionale più che positivo, ecco

      comunque Whiplash poteva funzionare solo con due personaggi così, sai che noia sennò ;)

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    3. Il film in sé non posso negare funzioni. La mail, ti invio due idee. Abbi pazienza.

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  11. che simmons avesse un talento nell'interpretare dei ruoli da vera merda si sapeva, chi ha visto la serie carceraria oz sa di cosa parlo.

    Qui però si supera con una prova eccezionale. oscar strameritato.

    Un personaggio inqualificabile,disgustoso,orribile che se incontrato per strada mentre sta andando a fuoco non sarebbe degno neanche di pisciargli addosso(cit.).

    Personalmente la penso come Edo ed il fatto che qualcuno riesca a vederci un briciolo di positività mi fa ribrezzo.

    Questo vale de meno di un buco nella neve fatto col piscio(cit. tanto per restare in tema.....)

    Ma è proprio questo che rende il film tremendamente affascinante:al di la del finale,per me è pure esagerato(dopo un botto del genere uno fa fatica a star in piedi figuriamoci a suonare la batteria)rimane il fatto che senza di lui il ragazzo(che lo va anche a addirittura a ricercare) non avrebbe tirato fuori il meglio di se.

    Opera sgradevolissima che a fine visione lascia quel sapore di posacenere in bocca,che fa male all'anima.

    A me è piaciuto da matti!

    P.S.
    Personalmente eviterei come la peste tra la lla e se proprio ti è venuta voglia di musica(e ce ne è tanta) mi fionderei su un film decisamente più leggero, a tratti anche comico, ma che non nasconde una certa dose di amarezza

    THE COMMITTMENTS di Alan Parker,mica l'ultimo arrivato!!

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    1. Quindi ti faccio ribrezzo ;)

      "Ma è proprio questo che rende il film tremendamente affascinante:al di la del finale,per me è pure esagerato(dopo un botto del genere uno fa fatica a star in piedi figuriamoci a suonare la batteria)rimane il fatto che senza di lui il ragazzo(che lo va anche a addirittura a ricercare) non avrebbe tirato fuori il meglio di se."

      io questo dico, il positivo dovete vederlo in quel senso

      ma se c'è un allievo che accetta questo percorso di formazione dobbiamo semplicemente accettarlo, sai quanti ce ne sono?

      però forse ti confondi, il botto non è nel finale eh

      no no, non mi è venuta nessuna voglia di film musicali

      ma sai?

      The Committments è il PRIMO FILM che vidi nel cineforum della prima liceo, in aula magna

      sono sicuro quasi al 100%

      ed essendo io del 77 dovrebbe quindi essere tipo del 91 ma non controllo perchè non vorrei aver preso una topica e rovinare un rcordo che ho quasi sicuro ;)

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    2. ehehh, mi fa ribrezzo il pensiero tuo o di chiunque altro di sicuro non te come persona. Sai l'ora tarda....;)


      di positivo non c'è niente:
      primo è finzione e non realtà(inutile ripetere quanto scritto da Edo)e poi per uno che ce l' ha fatta un altro è morto.

      IO non ho mai sentito di nessuno vessato in quel modo accettare quel processo di formazione e purtroppo ho sentito di gente farla finita per molto meno.

      Poi ripeto son proprio questi contrasti che mi hanno fatto piacere il film .Finalmente qualcosa di profondamente scorretto

      Sicuramente hai ragione te, l'incidente è la scena prima di quando si picchiano (comunque pure li mi pare faccia una corsa per arrivare in tempo per suonare la batteria...)


      si si è del '91
      spero tu ne abbia un ricordo positivo;)
      io ogni volta che lo rivedo mi faccio sempre grosse risate

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    3. Ci sono, ci sono...

      nella ginnastica artistica si arriva a ben di peggio, specie in Russia

      per non parlare di alcuni addestramenti militari

      sì sì, infatti che l'accettiamo o no la potenza del film è qua

      sì, dopo l'incidente anche io ho trovato assurdo che si alza e va a suonare ma dopo poco non ce la fa più

      non ho alcun ricordo, 26 anni...

      ma mi piacevano tutti i film che facevano vedere

      pensa che il signore che li faceva vedere ha due cinema. E si ritrovò quello studentello a gestire una videoteca al suo paese e a chiedergli, dopo 20 anni, che film poteva programmare ;)

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    4. sui militari concordo specie in alcuni paesi, però direi
      che siamo un po fuori dal tema.

      conoscevo gli addestramenti disumani ai quali erano sottoposti i futuri olimpionici cinesi,

      della ginnastica artistica in Russia non sapevo niente invece.

      Titanicamente parlando -Mi fido di te-;)


      Molto carino questo aneddoto,deduco che questo signore abbia avuto il suo piccolo ruolo nella tua passione verso il cinema...

      Non vedo motivo migliore per riguardarsi il film e farsi un bel tuffo nel passato

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    5. sì, credo abbia avuto influenza, anche perchè fino a 14 anni erano quasi tutti horror coi fratelli

      poi rtrovarselo a chiedermi consigli in videoteca è stato veramente bello

      vero, gran bel tuffo ;)

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  12. Non c'è storia, Mr "not quite my tempo" è un personaggio riuscito, che divide, come vedo dai commenti sopra, proprio per la sua cattiveria, la sua spietatezza, ma tutte motivate da quello che lui crede un fine superiore.
    E per questo coerenti, e per questo ancora più da brividi.
    Non ci sono parole più pericolose di "buon lavoro".
    Ha ragione in fondo, qui si afferma la verità dell'arte, che non è solo suscitare emozioni, prima c'è la tecnica, la fatica, il sacrificio, solo con quelle poi si può arrivare, mentre oggi è tutto sul "mi dà emozione" anche se stona, anche se si improvvisa.
    Infatti Andrew risponde "no, è oggettivo", c'è sudore e sangue dietro ogni grande artista.

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    1. Tulli è ancora più radicale di me riguardo Fletcher ;)

      io dico solo che come ci sono i maestri umani credo che per alcuni allievi, quelli che ce la fanno a sopportarli, che esistano anche i disumani ci sta

      alla fine è una scelta no? uno può interrompere quando vuole

      ora non so se è del tutto come dice Tullia (ma il commento mi piace molto), credo che, come sempre, la verità stia nel mezzo

      ma io sto film che racconta di un'educazione spietata per tirar fuori il fenomeno non l'ho trovato così negativo come messaggio

      ripeto, io sarei durato un'ora con lui, e probabilmente non accetterei mai che mia figlia avesse un maestro così

      ma ad ognuno i suoi

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    2. -"Ha ragione in fondo, qui si afferma la verità dell'arte, che non è solo suscitare emozioni, prima c'è la tecnica, la fatica, il sacrificio, solo con quelle poi si può arrivare, mentre oggi è tutto sul "mi dà emozione" anche se stona, anche se si improvvisa.
      Infatti Andrew risponde "no, è oggettivo", c'è sudore e sangue dietro ogni grande artista."-

      Yeah!
      No, aspetta, la conclusione è sbagliata! Yeah, l'arte è duro lavoro, sacrificio, ossessione, abnegazione.
      MA qual è il FINE di ciò!??! Quelli sono strumenti necessari, non l'obiettivo, mai fare confusione.
      NO. Non è oggettiva.
      Non lo sarà mai.

      Cercare di rendere visibile quello che, senza di te, forse non potrebbe mai essere visto.
      Bresson



      Poi per vedere il tutto da un altro lato, la fatica e il duro lavoro sono scelte personali (non mi riferisco più a Fletcher neh...) perseguite per i svariati motivi.
      NON si ha il diritto dell'arte; come dello sport.

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    3. Non riesco ad essere d'accordo, l'obiettivo è l'arte, è indubbio, ma l'arte è anche oggettività, è padronanza degli strumenti, è tecnica, è aver raggiunto un livello di tecnica cosi alto da poterci mettere dentro tutto te stesso e generare emozioni.
      È la differenza tra un Leopardi e un Fabio Volo (ok sto un po' esagerando...)
      È la differenza tra una Fracci e una Rossella Brescia, stiamo più bassi va
      Non basta il sacrificio, ci vuole il talento, ma il talento da solo porta alla mediocrità, ci vuole studio e passione.
      Che poi i metodi di Fletcher siano esasperati ed esasperanti è fuor di dubbio, che ci sia un limite è fuor di dubbio. Il film lo oltrepassa di proposito, in questo il parallelismo di Giuseppe con full metal jacked lo trovo molto calzante.

      Sono d'accordo con la frase di bresson, ma per renderlo visibile lo devi tirare fuori e se non sudando come?

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    4. Il problema non è: Leopardi - Volo.
      Ma: Hugo - Tolstoj; Furtwangler - Karajan..
      Per lo meno, penso che qui stiamo cercando di parlare come se fossimo già oltre tutta una serie di preamboli. Sennò sul concetto di padronanza siamo d'accordo e fine discorso.

      Ora sparso:
      Quel lavoro distruttivo è scelta personale. Motivata, sostenuta o pungolata ok, ma personale.
      Poi 'st'ossessianeggiamento per "il migliore"..
      Il migliore non vale nulla se non per mettere un'etichetta.
      Non esiste solo la crème. Non potrebbe mai, per fortuna.
      Charlie Parker viene citato durante il film. Quanti non musicisti - e musicisti, sanno, capiscono, -Perchè- Parker è Parker?
      Cosa l'ha reso tale? Il suo uso dell'armonia, il suo significato storico, quanto fama dovuta all'aneddotica, il carisma, etcetc.
      Quanti hanno interesse a scoprirlo, ascoltarlo con impegno per arrivare a capire quello che ha fatto e quanti lo ascoltano perchè si dice che sia tra El Top?

      Quanti di quei studenti in quella scuola potrebbero suonare uno, due, dieci pezzi meravigliosamente. Non tutti, non tutto, magari senza il pelo sullo stomaco dell'affrontare pubblico e critica. Ma potrebbero far musica.
      E Sbang falciati via da un cafone che parla di bellezza e non ne ha alcun rispetto.

      Ripeto, l'arte non è un dovere verso il pubblico.
      E sarà sempre nella ricerca dell'eccellenza, non nell'eccellenza stessa.

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    5. Certo che non esiste solo la creme, ci sono anche dei buoni gregari e sono utili, molto utili.
      Tu intendi il migliore come se fosse una gara, quello che vedo in fletcher è il migliore per sè stesso, per un fine più alto.
      È la differenza, come dici tu fra fare musica, va benissimo farla per il piacere di farla, la possono fare tutti certo, ma se cerchi di eccellere non ti basta.
      E sinceramente trovo avvilente questo livellamento verso il basso di tutto solo perché non si ha voglia di far fatica, di spingersi oltre il proprio limite.
      Guarda io poi in fletcher rivedo qualcosa di una mia insegnante (non arrivava a certi estremi ovviamente), mi ha spinto avanti, mi ha fatto mollare, ma mi ha dato anche il senso del sacrificio e del fatto che la mediocrità non basta, o meglio, basta se ti accontenti.

      Ma credo che, alla fine, siamo più vicini di quel che sembra, la tua ultima frase la trovo perfetta!

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    6. scusate se mi intrometto

      ma il fatto che molti musicisti\artisti siano autodidatti e abbiano dalla loro il genio e non il duro lavoro alle spalle non rende il personaggio di Simmons meno importante di quello che il film vuole mostrarci?

      l'arte non è un dovere verso il pubblico

      straquoto; chi la fa,la fa in primis per se stesso perché ne è un estensione della sua personalità .Un miserabile insegnante del genere puo soltanto che far del male

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    7. Scusa ma il mito del genio che non fa fatica proprio non lo reggo, perché non esiste, esiste solo ora che basta andare su un palco con una storia pietosa e strappare applausi. Quanti geni ha visto la storia che non si siano anche applicati?
      Mozart sarebbe Mozart senza suo padre? Leonardo sarebbe Leonardo senza il continuo migliorarsi e studiare?
      L'essere autodidatti non comporta meno lavoro o meno sacrificio, anzi, comporta ancora più passione studio

      Poi il personaggio di Simmons è ovviamente esagerato, io ho detto solo che è un personaggio ben riuscito, intendevo dal punto di vista cinematografico. Logico che non è un personaggio positivo, logico che lo si odia, serve alla storia , serve a farne un racconto di formazione, ma serve anche a ricordare che certe cose si ottengono solo col sudore.

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    8. be, ma io mica ho detto che non faticano.Che apprendano in modo molto piu facile è un dato di fatto.Poi Mozart è stato unico, il padre ha contribuito in seguito,lui stesso ammise che suo figlio era un miracolo.Parliamo di un bambino che iniziò a suonare a 3 anni che compose le sue prime opere a 5!

      Sugli autodidatti,la mia era una provocazione a sminuire il mito del maestro leggendario e lo studente che non si abbatte difronte alle alle difficoltà(ovviamente mi riferisco al messaggio del film)è chiaro che il loro lavoro\impegno è superiore dato che fanno tutto da soli.

      Poi dal lato cinematografico siamo d'accordo,anche io l'ho scritto qualche commento più sopra.

      Del resto dove sta scritto che un film per essere bello debba contenere un messaggio positivo?

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    9. siete troppo bravi e ho già detto la mia più volte

      volevo solo dire a Edo che, con i miei tempi, arrivo sulla mail eh...

      ma del raduno hai proprio capito poco ;)

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    10. No problema per la mail;
      dici? Ahah bene allora! )

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  13. Sono tutti personaggi orribili. Persino il padre che in realtà non è interessato ai desideri di affermazione del figlio ma vuole solamente "il suo bene". Lo stesso Andrew per vanagloria annichilisce un tenero amore. Fletcher è quello più manifesto ma anche gli altri studenti musicisti hanno un atteggiamento di competizione anziche "armonizzare" fra loro. Sono tutti personaggi orribili ed antieroi. E forse ciò (e tutta la splendida cornice musicale) decreta whiplash unico nel suo genere. Per quanto riguarda alcuni miei amici è stato anche motivo di scoprire un genere musicale al quale non si erano mai avvicinati. E non è poco

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  14. Condivido il commento di Leonardo qui sopra... Sono tutti personaggi negativi...
    Certo poi quello di Simmons (cioè Fletcher) non entro nel merito (l'avete già fatto voi sopra con Edo :) ) e non voglio giudicarlo, è un bastardone ma l'ho adorato (nel film) e Simmons si stramerita anche solo un'altra visione (una soltanto? Ma và...) in lingua originale come ti han già detto altri, proprio per apprezzare ancora di più il film e la sua (grandissima) prova d'attore.
    Fortuna che non ho visto il (brutto a dire di Daniela Poison e voglio crederle :) ) film d'esordio di Chazelle perché sono andato a vedere La La Land (e calcola che come a te, salvo rare eccezioni, non mi piacciono i musical, ma secondo me non lo è davvero, è solo un grandissimo film, punto.) sulla fiducia di quanto mi era già piaciuto Whiplash.
    Devo dire che non son rimasto deluso, anzi mi è piaciuto ancora di più, e spero un giorno davvero lo vedrai senza preconcetti, anzi secondo me con Whiplash ha fatto le prove generali per l'altro, diversissimo da questo ma pure lui zeppo di scene pazzesche e di una delle più emozionanti sequenze finali che io ricordi, tanta roba.
    Tra le splendide sequenze di Whiplash che dicevi forse non hai citato solo lo sguardo finale (da applausi!) che chiude il film, in quei due personaggi, così diversi ma anche così simili, c'è tutta l'essenza del film.
    No dai, ditemi quel che volete ma uno che a soli 32 anni ti fa due film così non posso che applaudirlo fino a spellarmi le mani e dargli tutta la mia stima e fiducia e ritenerlo tra i migliori registi della sua generazione.
    Aspettando il suo nuovo progetto su Neil Armstrong (e non Louis, stranamente... :)) su cui a 'sto punto sono curiosissimo.
    E come diceva Giulietta94 su, ho scoperto un grandissimo compositore come Justin Hurwitz che ora adoro e di cui ho consumato le orecchie a furia di ascoltarne i brani, che è riuscito anche nell'impresa, come notava Leonardo, non da poco di farmi avvicinare a una musica che credevo molto più ostica e calcola che è una materia in cui son molto più ignorante di te, ma qui conta non la cultura ma solo le vibrazioni ed emozioni che la stessa sa darti.
    Mitici, Hurwitz e Chazelle, ma pure tu Giuse', che al solito hai scritto una recensione ottima, come Whiplash meritava. :)

    Anonimo musicale il cui nome comincia con la R e finisce con la O e che giorni fa a Umbria Jazz creava palloncini, anche dedicati alla bella musica, a chi la ascolta e a chi la suona. :)

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