13.7.18

Su Magnolia e sul saper scrivere personaggi

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Sono un malato delle sceneggiature.
Credo che la scrittura dei film, dell'intreccio, dei personaggi, dei dialoghi e di tutti i sottotesti che si spera vengano fuori sia una cosa affascinantissima, talmente affascinante da farmi rischiare, talvolta, di perdere di vista il "film", l'oggetto filmico come lo chiama qualcuno.
Non credo che un grandissimo film debba per forza aver dentro grandissimi personaggi.
Chè, sapete, un film può esser grande anche senza necessariamente esser completo e "perfetto" in ogni suo aspetto.

L'aspetto visivo, quello dell'intreccio, quello emozionale, quello cerebrale, quello dialogico (ci sono alcuni film che valgono la pena anche solo per questo), son tante le facce della medaglia.

E' anche vero che nella mia concezione di cinema è quasi impossibile prescindere, per farmi considerare un'opera un capolavoro, dalla scrittura di grandi personaggi principali.
Se prendiamo ad esempio i miei tre film preferiti, Shining, Oldboy e Synecdoche New York, vediamo a che i protagonistii e i primi comprimari sono straordinari, l'anima del film.
Poi in uno c'è anche una regia a una capacità di creare atmosfere uniche (Kubrick), in un altro c'è un intreccio straordinario e una maestria impressionante nel confezionare sequenze (Park), nel terzo c'è un sottotesto esistenziale devastante e una capacità di rendere la vita labirintica e inafferrabile come pochi (Kaufman).
Ma Jack Torrance, Oh dae-su e Caden Cotard sono almeno mezzo film.

Eppure se nella mia vita di spettatore dovessi scegliere un film solo per i personaggi che lo vivono non ci penserei nemmeno un attimo, Magnolia.
E' impressionante, per me, la quantità e la qualità di personaggi principali che ha quel film.
Ed è impressionante come quel mostro di P.T. Anderson sia riuscito a scrivere (tutto da solo, dal soggetto alla realizzazione) delle "persone" così vere.
Tante volte ho scritto quanto P.T. , come ad esempio succede con Dolan, mi dia la sensazione di amare da morire i propri personaggi. Credo che in questo senso il fatto che siano stati (in molti casi) loro stessi a scriverli acuisca questo aspetto.

Io sono uno scribacchino da 20 anni e credo che il livello di quello che scrivi prescinda dalle emozioni che lo scrivere personaggi ti crea.
Anche nelle mie cazzate (vedi I tipi da videoteca) io ho amato i miei personaggi, li sentivo "vivi" (e in effetti lo erano stati nella vita reale), quindi credo di conoscere la sensazione che si ha in questi casi.
Però, ecco, se l'atto dello scrivere e le sensazioni che porta tale atto sono uguali per tutti poi, i risultati, invece... no ;)
E quindi quando vedi i personaggi di Magnolia ti rendi conto di cosa sia riuscito a fare Anderson.

Sono personaggi a tutto tondo, tutti a loro modo molto fragili, tutti con un loro punto di rottura (nella recensione scrissi che questo è un film di collassi), anche i più forti.
Ognuno diverso dall'altro, ognuno per me indimenticabile, nessuno sottotono, nessuno inutile.

C'è il piccolo Stanley, un bambino innamorato della conoscenza, un prodigio, che si ritrova in delle dinamiche terribili per cui quella che per lui era solo una grande passione diventa un mezzo per far soldi. Un bimbo che vedi soffrire ma allo stesso tempo sai che tutte le cose che sa le sa perchè le ama. La pipì è simbolo di un corpo che si ribella a quello schifo, come i conati di vomito del torturatore di Act of killing.                                    

C'è Earl Partridge, un vecchio morente, stronzo, scostante, incattivito. E' forse il personaggio più monolitico del film, quello con meno sfumature. Eppure in punto di morte cerca quel figlio che l'ha sempre odiato.

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E quel figlio è il personaggio di Tom Cruise (alla sua più grande interpretazione di sempre), altro personaggio apparentemente monolitico ma che non riuscirà infine a dissimulare il suo punto di rottura, un dolore lontanissimo e che, a forza di sorrisi e fica, ha sempre fatto finta di non mostrare al mondo. Tutti i personaggi di Magnolia sono come sculture che vengono intagliate fino ad arrivare al loro cuore. E la scultura di Cruise è quella più dura, quella meno scalfibile ma, alla fine, a forza di scalpello e martello, arriviamo anche dentro lui.

Poi c'è Donnie Smith, l'ex concorrente interpretato da un sontuoso Macy. Probabilmente, tra tutti, è il personaggio più irrimediabilmente perso. Apparentemente lo sembrano quelli della Walters o della Moore ma no, loro sono "semplicemente" dentro un terribile vortice di vizio e dolore, ma sono vivi. Donnie, invece, è rimasto al bambino che fu, impossibile una redenzione.
La sua dolcezza, la sua malinconia, la sua bontà ti restano dentro.

Come del resto dolcezza e bontà sono le caratteristiche dell'infermiere dell'immenso PSH.
Come scrissi lui è l'unico personaggio unilaterale, l'unico che non è anello di una catena, avendo rapporti solo con Earl (ogni personaggio altrimenti è strettamente collegato a due altri). Quando lo vediamo ordinare anche riviste erotiche pensiamo che quello sia il suo piccolo segreto, il suo piccolo punto di rottura. E invece no, e invece in quelle riviste che lui ha ordinato con tanta difficoltà cercava solo un numero di telefono, quello di Cruise, per realizzare il desiderio del padre.

In questa scena P.T mette una frase di bellezza abbacinante:

"Faccio la figura dello stupido. Come se stessi girando la scena di un film dove il vecchio morente cerca il figlio, ma mi creda, siamo in quella scena, ora siamo in quella scena e io credo che mettano queste scene nei film perché corrispondono alla verità, perché succedono veramente e lei mi deve credere perché sta accadendo qui, in questa casa. […] Davvero questa è la scena del film in cui lei mie viene ad aiutare!” 

Una delle scene più belle che abbia mai visto. Insomma, l'infermiere non ha punti deboli, è patologicamente buono. 

E patologicamente buono è anche quello che, se proprio dovessi scegliere, è per me il più bel personaggio del film, quello del poliziotto di Reilly. Un pò tontolone, impacciato, ma anche convinto, risoluto, tanto da sparare un ti amo a Claudia. Impossibile non volere un bene infinito a Jim, impossibile non volere un bene infinito a Claudia, impossibile non volere un bene infinito a questa coppia che vorresti tanto non fosse solo finzione ma vera carne e veri occhi. Gli occhi di lei che alla fine, nell'ultima indimenticabile inquadratura del film, guardano in camera abbozzando un sorriso.

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E Claudia, che dire, pazzesca.
Le mani che le vanno dapertutto, il corpo elettrico, un corpo pieno di paure, ossessioni e dolori. Claudia che non fa mai finire di parlare Jim da quanto è tesa. Claudia che fa un caffè imbevibile, Claudia che trasforma in un solo giorno la paura di quel poliziotto in un affetto pazzesco, in una piccola possibilità di salvezza.
Potrei rivedere le loro scene all'infinito tanto son belle.

E poi c'è Linda, la Moore.
Un donna che non ha mai amato, che ha sempre tradito il marito (e a ragione dico io) ma che alla fine scopre un affetto imprevisto. E si vergogna allora di quello che è stata, si vergogna di prendere quei soldi. Una donna complessata e instabile, sotto cure. L'ennesimo personaggio scritto da Dio di Anderson.
E leggiamo, ascoltiamo la sua sfuriata in farmacia. 
Perchè fa accapponare la pelle.

Ho forse dimenticato qualcuno ma non voglio andar lungo. Se l'avessi voluto avrei scritto un intero articolo per ogni personaggio.
Quello che volevo dire è che trovare in un film così tante eccellenze, così tante "vite", così tante debolezze è un miracolo.
Ci sono film dove ti dimentichi anche del secondo personaggio più importante.
Qui ne hai 10 e non riesci a toglierti dalla testa nessuno.
Quello che è riuscito a scrivere Anderson è un qualcosa di unico.
E, come se non gli bastasse, anche l'intreccio, la costruzione temporale e la regia sono di eccezionale livello.
Ma Magnolia sarebbe stato un mezzo capolavoro anche solo e soltanto coi suoi personaggi.
Quei personaggi che li prenderesti uno ad uno, chiuderesti gli occhi e staresti lì ad abbracciarli per raccoglierne tutta la complessità e la grandezza.
Staresti lì ad abbracciarli, qualsiasi cosa accada.

Anche sotto una pioggia di rane

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questo l'omaggio che fece mio fratello a Hoffman.

L'inizio è la scena che citavo


18 commenti:

  1. Ciao.
    Riscrivo perché dal tablet non è partita la mia risposta sperando di non aver smarrito nel frattempo la suggestione della risposta di getto.
    Quando ti leggo oltre all'entusiasmo mi parte la preoccupazione per le tante affinità rispetto ai film, registi e attori che ti piacciono:Kubrick, Dolan, i tre film qui nominati, PSH E Magnolia su tutti perchè a memoria ora non me ne vengono altri.
    Quindi continua a scrivere perché quando esprimi il tuo sentire, indirizzi anche verso scelte filmiche per me soddisfacenti e quando ti precedo nella visione ho la conferma che anche i film meno popolari sono apprezzati non solo da me.
    Non vuole essere una pura lusinga, ma un'espressione di con-piacenza.
    Una curiosità:non ti ho mai sentito scrivere di America Oggi eppure quando vidi Magnolia non potei fare a meno di farne un parallelo per la struttura e i personaggi delineati pur riconoscendone le differenze nella storia. Solo a me sono parse queste analogie?

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    1. eh, ma alla fine chi viene qua ha sempre tante affinità, forse è proprio questo il motivo per cui viene qua ;)

      no no, so che pensi quello che scrivi, quindi posso solo ringraziarti davvero tanto

      per il resto scriverà finchè c'avrò il fuocherello dentro che mi dice di farlo, quando smetterò nessuno avrà rimpianti perchè se ho smesso vuol dire che quella cosa che noti leggendo non ce l'avevo più

      inutile scrivere "per forza"

      eh, non potevo fare quei riferimenti perchè... non l'ho visto

      però sì, il primo riferimento del cinema corale di Anderson (metto dentro anche Boogie Night) credo sia sicuramente Altman

      grazie ancora

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  2. film bellissimo, condivido con quello che hai scritto

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  3. Non bisogna avere grandi personaggi ma grande forza espressiva, e questo film ha questo ;)

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  4. per me un film sopravvalutato da non piu di 7.Anderson ha fatto meglio.

    Conta davvero tanto saper scrivere?
    Ho sempre trovato piu importante cio che si è scritto rispetto alla qualità del come.

    Poi Cruise migliore interpretazione di sempre?

    In Nato il 4 luglio è veramente impressionante altro che qui.

    All'epoca era una vera star sulla cresta dell'onda e vederlo cosi impegnato ,in una interpretazicone cosi sentita fu incredibile.

    Non sono riuscito a trovare la scena che cercavo ma anche questa non è male...

    https://www.youtube.com/watch?v=KQtNKVi9QLE

    N.C.

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    1. ahah, te ce sei quasi arrabbiato ;)

      figurati, tutto legittimo

      ma per me Magnolia è un capolavoro da 10 e Cruise impressionante

      e anche il "ciò" che Anderson ha scritto per me è straordinario :)

      gran bella scena

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    2. so lapidario ;)

      su Cruise siamo molto distanti.....

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    3. del resto cruise significa crociera, normale porti lontano ;)

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  5. Sostanzialmente son d’accordo con te .
    Bisogna amare i propri personaggi per poterli caratterizzare al meglio.
    Che comunque poi ti riescano ad arrivare o con un film o un libro forse è un altra cosa.
    Ci son tante variabili che entrano in gioco e il risultato non è mai lo stesso.
    Al di là dell’amore che uno ci mette.
    Di Magnolia te l’ho già scritto che non mi è piaciuto ma aldilà del gusto personale la descrizione che tu fai dei vari personaggi mi arriva ...ma sulla carta!
    Quindi è importante amare i propri personaggi ma questo non basta sempre per farli amare anche da lì chi guarda.
    Io non faccio testo però di Magnolia ricordo poco o niente tranne il personaggio di Cruise.
    Dei tuoi tipi da videoteca ricordo quasi tutto .
    Di Act of killing tutto! Del bambinetto di Magnolia niente.
    E grazie a quello che scrivi che magari riesco a focalizzare un po’ il film , a comporre il puzzle ...ma più leggo è più di nitido mi ritorna solo il personaggio di Cruise.
    Effettivamente la sua è stata un interpretazione superba , ricordo il suo voltafaccia a un certo punto del film .
    Come scrivi è un personaggio che si scopre strato per strato , tipo come quando si dice di vestirsi a buccia di cipolla;)
    Ma se dentro nebbia della mia mente mi rimane solo lui come ricordo nitido di quel film... la cosa mi fa pensare.
    È un po’ come te quando uno ti commenta un film non proprio recentissimo e scrivi che non ricordi niente del film ma sai che t’e piaciuto tanto -a suo tempo-
    Così è per me con Magnolia: ricordo poco e so che non me piaciuto.
    Allora la cosa logica che mi verrebbe di fare ,alla luce di quello che scrivi è di provare a rivedere il film..per verificare le sensazioni che descrivi se le ritrovo anche su di me.
    Ma avrebbe senso?
    Non credo , sarebbe come svolgere un compitino per casa..e aspettare il voto ( a proposito di voto posso segnalarti agli M I A come miglior sito di cinema?)
    Sarebbe una cosa poco spontanea , forse mai come nella visione di un film vale la regola di “buona la prima impressione”.
    È vero anche che per me è più facile entrare in sintonia con i personaggi della tua videoteca .
    Perché vivono nella carta.
    Perché te amandoli e caratterizzandoli con lo stesso amore riesci anche a darci un anima.
    Leggerli è come viverli , immaginarli o inventarli con la fantasia è una cosa quasi intima .
    Privilegio di chiunque li legga.
    Te non puoi farci niente .
    Tu li hai visti io li immagino entrambi grazie a come li scrivi , li viviamo.
    Tornando a Magnolia forse le immagini di un film non rendono giustizia a questa legge .

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    1. leggo un pezzo per volta, al solito

      1 assolutamente. Io parlavo dell'amore dell'autore che però, ahimè, poi di certo non dà per scontato l'amore del fruitore... Altrimenti tutti i libri e tutti i film sarebbero bellissimi per tutti ;)
      Però a volta "oggettivamente" si percepisce l'amore dell'autore per i propri personaggi (come qua), a prescindere poi se arrivino o no

      2 sì sì, se ti ricordi solo Cruise è evidente che il film non ti sia arrivato. Ed è giusto così. Anche io dei film che mi arrivano poco, al di là del valore e dei personaggi, non ricordo quasi niente
      Eh, però Act of killing sono persone, non personaggi, andiamo su un altro campo...
      Cruise sì, è il personaggio più duro ad arrivarci dentro. Ma poi ci si arriva...
      Grazie per i tipi da videoteca :)

      3 sono perfettamente d'accordo con te. Infatti ogni volta che uno mi dice "non mi è piaciuto il film ma visto che me ne parli così ci riprovo" gli dico sempre di lasciar perdere... Se la prima visione, quella più personale non ti è arrivato bisogna rispettare la sensazione, non forzarsi a riprovarci, tempo inutile. E' anche vero che ci sono film che alla seconda visione cambia tutto ma questo capita di solito in due casi, o visioni ad anni ed anni di distanza o film "difficili" che non si erano capiti e poi sì (o grazie ad altri o da soli)
      Ma in Magnolia non c0è niente da capire e l'hai visto da adulto, io lascerei perde ;)

      4 mi credi se non so cosa siano sti M.I.A? ma figurati, certo che puoi farlo, come fa a non farmi piacere. Anche se sarai solo te...

      5 eh, fai un'interessante distinzione tra libro e film, volendo o no. E sì, di solito i personaggi che si amano nella lettura uno li sente molto più "sui"

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    2. M.I.A Macchianera Internet Adward...li conosco da ieri .
      Ma è un premio importante del web.
      Lo so perchè Moz mi (ci)ha chiesto di aiutarlo votandolo.
      Devi compilare una scheda che contiene tipo 24 categorie : miglio Sito , miglior fascion blogger, migliore sito giornalistico , miglior commento , miglior sito letterario , miglior personaggio ,miglior sito di cinema , miglior sito musicale e cosi via...
      Piu voti ottieni su almeno 4 di queste categorie e più hai la possibilità di essere tra i candidati alla vittoria per categoria.
      E' dal 2003 che c'e sta roba ....ma per ogni categoria (ne scelgono dieci di siti o blog)ci sono veramente nomi impressionanti.
      Una vera e propria quasi notte degli oscar del web altro che le vostre assurde catene di S.Antonio con relativi premieti del cazzo (scusami, so che te le odi ma è per farti capire il senso).
      Perchè la scheda sia valida devi segnalare almeno 8 categorie.
      Moz ha chiesto di votarlo su 3 di queste il resto ho segnalato nomi di blog che conosco e che frequento.
      La cosa curiosa (ma parlo tra me e me perchè di sicuro non andrai a verificare)è che l'unico blog che conosco presente nella classifica fra i primi dieci della categoria cinema è quello che mi piace di meno , Pensieri cannibali , presente da ormai tre anni.
      Poi quest'anno lo fanno il MIA da te a Perugia , in novembre.
      Ti ho votato!!!

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    3. ah, i Macchianera, sì sì, li conoscicchio, ma non sapevo la sigla

      dico solo meno male che me avrai votato solo te, non parteciperei ad una serata de gala nemmeno pagato, ahah

      e nemmeno a Perugia ;)

      manderei il mio cartonato

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    4. Sei proprio na spocchiosa sagoma allora!!!
      ;) ;)
      Massimiliano

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  6. Per quanto tu osanni tutti i personaggi e il loro amore che l’autore ha riversato nel scriverli alla fine la maggior parte della gente che ha amato Magnolia quello che gli rimane ( e non credo di sbagliarmi) è Cruise e il suo personaggio.
    Poi leggo di film corali ( forse in risposta a uno dei primi commenti).
    Magnolia perché è un film corale?
    Perché ci son tanti personaggi che ruotano attorno alla sceneggiatura del film senza di fatto prevaricarsi?
    È così?
    Ho capito male io?
    Perché in Magnolia già il fatto che ricordi solo Cruise ( ma sinceramente anche fra chi elogia il film lo sfido a dire il contrario..) penalizza un po’ la tua affermazione.
    In un coro si ricerca l’armonizzazione delle voci , ci possono essere delle parti soliste ma alla fine nessuno prevarica.
    Nel cinema sostituendo i ruoli propri di una corale con film sceneggiati attori ecc..il risultato dovrebbe essere lo stesso.
    Sia in positivo che in negativo.
    Si film corali me ne vengono in mente solo due entrambi agli estremi per il risultato .
    La Isla minima mi sembra rispetti questa regola e anche La zona ( scusa sono tre allora) mentre la controparte in negativo ma sempre corale è.
    L’antenato dei moderni cinepanettoni italiani “Grandi magazzini “...so che stiamo parlando di un film da horror underground ma mi viene in mente solo quello!!!
    Ciao





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    1. 1 no, non credo.
      Credo che a chi NON ha amato Magnolia rimanga soprattutto Cruise...
      Chi ha amato Magnolia ama tutti i suoi personaggi, ne ho avuto riscontro più volte. E, anzi, quello di Cruise alla fine a qualcuno dà anche fastidio. Specie loro due, poliziotto e drogata, sono nel cuore di tutti

      2 sì, il film corale è quello e con Magnolia a me (e a tanti altri) questo è accaduto, adorare tutti i personaggi e tutte le vicende. Mai nessuno di "noi" direbbe che Cruise è il personaggio principale, anzi, secondo me viene dopo altri. Ma te 1 non hai amato il film 2 Cruise è di gran lunga l'attore più famoso 3 è il personaggio più debordante

      quindi normale hai quella percezione

      i film che citi non li definirei corali. Sono film con tantissimi personaggi ma noi seguiamo le vicende di un paio. I film corali invece di solito seguono tante vicende parallelamente o, anche se la seguono solo una, vedi About Elly poi hanno una decina di personaggi, come dicevi, allo stesso livello

      ne la isla minima e la zona direi che ci sono due coppie e una marea di personaggi che si incrociano alla storia.

      ecco, ricordo poco grandi magazzini ma credo che sì, sia esempio di film corale ;)

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3 ciao