23.6.11

Recensione: "Vieni avanti Cretino"


Non posso negare di essermi approcciato alla visione di questo cult della commedia italiana con le peggiori predisposizioni. Un pò perchè quando vedo la faccia di Lino Banfi inizio sempre a sentirmi poco bene (anche se sono anch'io un addicted de l'allenatorenelpallone). Un altro pochino perchè il mio rapporto col comico è sempre un pò difficoltoso e diffidente, malgrado sia uno che su un'isola deserta si porterebbe probabilmente dietro la saga di Fantozzi rispetto alla filmografia di Kubrick, se non altro per ridere nella disgrazia.

Però mi attirava vedere un'opera della quale non sapevo assolutamente niente, se non l'esistenza e il "successo".

Definire film "Vieni avanti cretino" è come definire libro la raccolta di barzellette di Totti. Un filo conduttore che più esile e forzato non si potrebbe, l'assoluta assenza di sceneggiatura (se non quella delle singole gag), la sensazione di ritrovarsi in una sequenza di accadimenti che messi al contrario darebbero lo stesso identico film.

Per non parlare delle stucchevoli e mal riuscite scene di cornice, il prologo e l'epilogo, che mi danno la sensazione, quasi certezza, che siano state appendici messe successivamente per raggiungere la durata minima (chi sa parli).

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Eppure...

Eppure Vieni avanti cretino fa ridere, cavolo se fa ridere. Non sempre, non troppo, ma fa ridere. E, intendiamoci, la forza principale non sta in Banfi o nella costruzione delle gag, ma in una categoria ormai persa dal cinema italiano, quella dei caratteristi. Cioè, non proprio persa, nei film di Parenti ad esempio son tutti caratteristi ma il livello... mamma mia.

E così lo straordinario Gigi Reder (senza il quale fantozzi non sarebbe Fantozzi, è bene ricordarlo) e la sua entrata col mal di denti sono da antologia. E ottimo è Bracardi nella scena del mimo o la Schiavone in quello dell'esaminatrice (nell'episodio più debole, quello per il posto da ornitologo). E che dire poi di Nello Pazzafini nei panni del barista Gargiulo o del meraviglioso Alfonso Tomas nell'ultimo indimenticabile episodio, quello della fabbrica (dove anche Banfi dà il meglio di sè)?

Risultati immagini per bracardi vieni avanti cretino

Salce non ha nemmeno bisogno di dirigere. Basta una location per volta, Banfi e il caratterista di turno e il film è fatto. Se aggiungi poi la bellezza stratosferica di Michela Miti e butti là una Moana Pozzi e una Ramona Dell'abate il successo è assicurato. Penosa l'interpretazione del sosia di Benigni e fuori luogo la battuta metacinematografica che Banfi gli rivolge "Lei è quello toscano? Quello che ha parlato male del Papa? (con riferimento al Pap'occhio).

In fin dei conti Vieni avanti cretino è un film senza alcun senso e con numerosi momenti deboli, ma ha la forza grezza dell'artigianalità, si sente l'odore del legno del palco teatrale, si avverte la sensazione che ha dentro gente che sa fare un mestiere, quello dell'attore, dell'attor comico.

Soprattutto, è un film che sa prendersi per il culo da solo e anche soltanto per questo a mio parere vale tutto il rispetto che merita.

(voto 7)



12 commenti:

  1. Non lo rivedo da una vita, lo recupererò.

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  2. fa parte di quei film che forse ho visto in gioventù ma che non han lasciato alcun ricordo. oppure non li ho mai visti se non in alcune parti. umm. bu. cmq
    1. la frase "si sente l'odore del legno del palco teatrale" mi ha fatto un po' venire un brividino.
    2. va' come fa comodo il film comico sull'isola deserta! :-)
    3. nn userò mai + la parola "brividino", giuro.

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  3. Pensa che Banfi ha appena dichiarato che sti filmacci venivano girati per fare soldi per finanziare i capolavori cinematografici dell'epoca. Ma perché si è persa questa eccezionale iniziativa... oggi il cinepanettone serve a finanziare moccia che serve a finanziare i reality... mah!

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  4. *James: sono curioso!

    *Ciku: W il brividino. E viva il teatro!
    Fantozzi uber alles! (ahia, mi sto esponendo troppo su un prossimo uno di due...)

    *Eddy: Discorso perfetto. Il fatto è che spesso però sono rimasti più nell'immaginario collettivo questi filmacci rispetto ai capolavori dell'epoca. Due piccioni con una fava insomma....

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  5. l'episodio con Banfi e Gigi Reder è da comica antologia.
    Runes

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  6. L'entrata poi con il lamento è di devastante comicità.

    Runes, vuoi che ti aiuti a togliere l'anonimo? Ho pronta uan soluzione che ha risolto il problema a tutti. E' semplice e indolore.

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  7. Volentieri, tieni presente però che io non ho nessun blog o registrazione che dir si voglia. R

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  8. Avere un blog non conta nulla, anche perchè se si potesse commentare solo tra blogger sarebbe la fine...

    Sinceramente però credevo che tu fossi in qualche modo registrato e che l'Anonimo fosse dovuto a un problema del sistema.

    Se non sei registrato è normale che sia così.

    io sta registrazione ti consiglio di farla, alla fine ti richiedono solo una mail (se la fai con google ad esempio), però fai come meglio credi.

    Grazie comunque della visita, ciao!

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  9. Fatto, grazie per la dritta. Ciao

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  10. Lo danno proprio stasera in televisione per il compleanno di Banfi ahah Grande film (nel suo). A me le sequenze iniziale e finale non sono parse fuori luogo, questo film lo ritengo la "summa" delle commedie trash di quel periodo, e danno quel tocco di cinema "impegnato" (parola grossa eh :) ) senza minimamente prendersi sul serio, come del resto andrebbe valutato questo tipo di cinema. Concordo con le tue scene memorabili, sono indelebili come la scena del ristorante in Fracchia la belva umana.
    PS: Certo che la battuta su Benigni adesso assumerebbe tutto un altro significato :D

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    Risposte
    1. Ora non mi ricordo sequenza iniziale e finale!
      Però alcune scene divertentissime sì ;)

      Non sono un esperto e un amante di questo tipo di cinema (anche se adoro Fantozzi) ma sì, di film così ne vedrei volentieri...

      Benigni sta diventando un mistero insondabile per me...

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