19.6.13

Recensione: "Monsieur Lazhar"

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Ammetto un pizzico, forse anche più di un pizzico, di delusione...
Questo era uno di quei film che avevo appuntato da mesi convinto che fosse un piccolo gioiello viste alcune ottime recensioni, la tematica che affrontava e la provenienza, coproduzione Francia-Canada.
Invece si è rivelato un buon film, molto umile e compassato nel porsi ma incapace di decollare sia nello script che emozionalmente.
La Francia ce l'ha proprio con la scuola, moltissimi suoi film in maniera più o meno diretta sono ambientati nel mondo scolastico o comunque mettono forte l'accento sull'educazione e l'insegnamento. Mi vengono al volo in mente La Classe di Cantet, Nella Casa di Ozon, Il Piccolo Nicolas e Les Choristes.
Sarebbe bello analizzare e fare un confronto tra tutti perchè ognuno racconta la realtà scolastica e dell'insegnamento con basi e finalità diverse.
In questo Monsieur Lazhar si pone l'accento sull'elaborazione del lutto di un'intera classe dopo che la loro maestra "preferita" si è impiccata proprio nell'aula dove insegnava.

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Bashir Lazhar è il loro nuovo insegnate, un uomo di origine algerine dal passato misterioso che cercherà di portare un pò di tranquillità nei ragazzi, specie nei due che in un certo senso erano più legati alla maestra, in particolare Simon, il bambino che l'ha vista impiccata e che forse più o meno direttamente è causa di quel gesto.
Il film è molto semplice, non cade mai nella retorica o nel sensazionalismo e questo è sicuramente un pregio. Però sembra procedere un pò stancamente e senza nessuna buona trovata di sceneggiatura che possa catturare realmente lo spettatore. In questo senso anche il passato di Lazhar viene forse rivelato in maniera un pò troppo affrettata. E come si sia instaurato quel bellissimo rapporto tra lui e la classe viene raccontato in  maniera un pò confusa, manca del tutto una scena madre che racconti questo "innamoramento".Fa impressione venire a conoscenza di alcune regole scolastiche come quella assurda dell'assoluto divieto per gli insegnanti di toccare gli alunni in qualsiasi modo, anche solo per aiutarli a fare la cavallina ad educazione fisica.

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Il personaggio del bambino è forse il più riuscito e quel suo "Non è colpa mia! Non è colpa mia!" il momento più emozionante della pellicola.
Molto interessante come Lazhar parli sempre in maniera molto dura della maestra suicida, probabilmente quello che gli è successo in Algeria e la consapevolezza del valore inestimabile della vita non gli fanno comprendere un gesto così assoluto, glielo fanno odiare, specie se avvenuto nel posto sacro per un bambino, la scuola,
Il film aveva tutte le carte per piacermi un sacco ma mi è scivolato troppo freddamente addosso,peccato.

( voto 7 )

8 commenti:

  1. 'na schifezzuola. :)
    sei stato ancora generoso!

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    1. Vedi Ciku sotto...
      Pensa che l'ho visto perchè in alcuni siti altro che schifezzuola, aveva voti dal 7 al 9 senza problemi.

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  2. non è vero, non è una schifezzuola, cannibale, su. è un film pulito e forse un po' superficiale ma nell'insieme dei film ambientati a scuola s'è visto assai di peggio.

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  3. a me è piaciuto parecchio!sono stato molto meno tiepido di te...

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    1. Mamma mia, sono andato a leggere e commentare...

      8,5?

      sono contento, ci può stare se ti prende, a me ha emozionato troppo poco forse

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  4. Per me questo film è stata una piacevole sorpresa. Non mi aspettavo niente di che (anzi, diciamo che sono proprio partito con delle aspettative molto basse) eppure, nella sua semplicità, mi ha stupito.
    Come hai detto tu è un film molto semplice ma è proprio questo il suo punto di forza. Ha la capacità di entrare dentro lo spettatore senza che quest'ultimo se ne accorga.
    Il finale per me è stato il momento più emozionante: quell'abbraccio ha un significato enorme.
    So che non è un titolo perfetto ma, personalmente, sono questi i film che mi emozionano di più.



    Alessandro.

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    1. Hai scritto una cosa quasi incredibile.
      Sai perchè?

      Perchè di ragazzi sensibili e a posto ce n'è pieno il mondo ma qui è un altro discorso.
      Perchè la tua è l'età, i 15 anni, nella quale è quasi impossibile riconoscere ed amare la semplicità, tutto è eccessivo, le aspettative, la percezione del disagio, i dubbi, la stessa vita. il mostrarsi.
      E' un'età in cui tutto è overload, non so come spiegarmi.

      Quindi amare film come questo, in cui accade poco o nulla, in cui il togliere, l'essenziale è mille volte più importante del mettere e del ridondante, amare film come questo e riconoscere la potenza di un abbraccio è una cosa che a 15 anni è difficile da trovare.

      E non significa crescere vedendo e apprezzando già da adesso il buon cinema, ma vuol dire crescere bene, in generale.

      Non c'è niente di più grande che dentro il piccolo.
      E non c'è emozione più grande di quella che cogli, non di quella che ri sbattono addosso.

      A presto

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