17.2.18

Recensione: "The Shape of Water"

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The Shape of Water è un film con troppi elementi lontani da me per farmelo amare del tutto.
Anche se avrei voluto farlo in tutti i modi.
Resta comunque un gran film, una favola che racconta di esseri viventi a cui manca qualcosa per sentirsi tutt'uno col mondo che vivono.
Non resta allora che stare insieme, amarsi, superando ogni clichè, ogni tabù.

presenti spoiler

Lo dico sin da subito, non è scattato il colpo di fulmine.
In realtà l'avevo largamente previsto.
Il fatto è che The Shape of Water presenta tanti, troppi elementi lontani da me.
Per prima cosa non sono un amante viscerale del cinema fantastico. Anche se nella mia vita ho incontrato più di un film di questo genere capace di rapirmi.
E uno è proprio di Guillermone, ovviamente Il Labirinto del Fauno.
Secondo, l'immaginario di TSOW, questo mondo di acqua (onnipresente, in mille forme diverse) e esseri anfibi, è ancora più lontano dal mio gusto. E non ci posso far niente.
Anche nella sua parte più "omaggio" al cinema (in un film che questo è, un continuo omaggio al cinema) ho avuto la "sfortuna" che tale omaggio fosse quasi interamente dedicato al musical, genere con cui non riesco mai a legare. Ad esempio la potenzialmente splendida scena in cui lei riesce a parlare a lui, a dirgli finalmente quello che prova, ecco, rimane per me una scena solo potenzialmente immensa, rovinata dall'espediente musical.
Ma, e lo ripeto ancora, questi sono problemi di "me e Shape of Water", non di Shape of Water.

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Quarta cosa la struttura.
The Shape of Water è una favola e, in quanto tale, ha alcuni meccanismi rassicuranti delle favole.
Attenzione, nei fatti in questo film ci sono anche molti elementi veramente "duri" (penso alle torture), ci sono conflitti, ci sono tematiche e risoluzioni che di rassicurante hanno ben poco.

Però, ecco, io ho vissuto tutto il film con la sensazione che qualsiasi cosa accadesse, anche la più terribile, saremmo arrivati alla soluzione cui siamo poi arrivati.
Ma del resto Del Toro ci fa intuire la fine già nel prologo, non bisogna esser geni per arrivarci. Scelta onesta, non c'è dubbio.
Eppure questa scelta e, come detto, la netta sensazione di trovami dentro i meccanismi di una favola, mi hanno portato a soffrire meno di quanto avrei potuto e a non "credere" ad alcuni fatti come, ad esempio, la doppia morte finale.
Altro problema di questo comunque bellissimo film è quello che non mi ha fatto mai pensare. E difficilmente mi innamoro di film che non mi fanno pensare.
Ma l'elemento più importante, che niente c'entra con tutti quelli elencati qua sopra (o forse sì?) è che questo film lo puoi amare se ti lasci travolgere e prendere dalla storia d'amore che racconta, c'è poco da fare.
E a me non è successo. Eppure ci ho provato in tutti i modi ad emozionarmi, ma non mi è riuscito.

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Incredibile in questo senso che la scena che mi abbia dato più brividi sia quella del F-O-T-T-I-TI, davvero bellissima per me.
Ed emblematica nel tratteggiare quello che forse è il vero punto di forza del film, ovvero il personaggio di lei.
Del Toro è stato bravissimo nel "costruirla".
Una donna sola, probabilmente vergine, muta.
C'erano tutti gli elementi per farne una creatura solo da compatire, dolce, remissiva.
E invece no, e invece Elisa (interpretata da una magnifica Sally Hawkins, praticamente la versione donna di Noah Taylor) è sì una donna sola, dolce e anche un filo remissiva, ma anche una con un caratterino mica da ridere, una che se ne frega delle regole, una mezza ribelle, una anche un filo pruriginosa e, vedi la scena che cito sopra, una che sa anche reagire verso persone molto più potenti di lei.
Ma è proprio la parte se(n-s)suale quella a mio modo di vedere più coraggiosa. Vederla masturbarsi, vederla spogliarsi e fare un rapporto completo con un essere che, pur nella sua "fantastica" bellezza, rimane comunque un qualcosa di viscido e coperto di squame, ecco, trovo che sia stato straordinario, un superare un tabù, un varcare il limite di cui dare solo merito a Del Toro.
Ma di cose belle ce ne son tante. I personaggi sono sì abbastanza stereotipati ma tutti assolutamente riusciti, da quello di Shannon, egocentrico, cinico e cattivo a quello bellissimo interpretato da Jenkins, un uomo colto, divertente ma tremendamente malinconico, quasi morto.
Non ho per niente amato il logorroico personaggio della Spencer, anche se l'ho un pò rivalutato nella parte finale.
Bellissima la location, formidabile l'uso delle diverse tonalità del verde (non è un caso, forse, il dialogo sulla Cadillac), davvero superbe alcune scene, come quella dell'incontro d'amore sulla stanza allagata.
Il plot scricchiola più volte specie in un punto sì marginale, ma gestito malissimo.
Mi riferisco all'accesso da parte di Elisa alla stanza del "mostro", accesso che delle volte sembra protetto dai più importanti protocolli e codici di sicurezza e altre volte invece vede entrare lei con una facilità disarmante, anche da sola.
Anche se la cosa che veramente non ho capito di questo film è perchè per restituire la creatura all'oceano si dovesse aspettare l'innalzamento del canale. Non c'era in tutta la città un accesso all'oceano??

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In ogni caso questo è un film che anche se non lo ami riesci comunque a volergli bene, come del resto è impossibile non voler bene al suo regista.
Chi lo massacra (lui o film) o soffre di egocentrismo patologico ("faccio vedere a tutti come sono bravo a massacrare") o ha qualche problema di umanità a mio parere. Possiamo criticare i suoi film, possono non piacerci, ma questo è un regista che va per la sua strada, che mette passione in quello che fa, che ha il suo mondo (anche se ormai -è già il quarto film su quattro in questo senso- questa unione fantastico-Storia è troppo battuta).
Io, lo ripeto, non l'ho amato.
Un film che inizia come finisce Gatta Cenerentola (quello sì che l'ho amato, ma c'entra poco), che ha una prima mezz'ora che pare un Amelie più gotico, che presenta scene di tortura veramente dure, che racconta del diverso in un modo già visto ma davvero riuscito.
Ma, soprattutto, questo è un film che racconta di esseri viventi socialmente considerati handicappati.
A ognuno manca qualcosa.
A lei la voce.
A lui la forma umana.
A Jenkins il passo con i tempi.
Nessuno può integrarsi con il mondo che vivono, sono tutti destinati a rimaner soli.
A meno che non si incontrino.

Lei appoggia l'orecchio sul cuore di lui.
Il battito è forte, quella creatura sa amare.

Ma insieme al battito si sente il rumore dell'oaceano.
Questi 3 secondi sono il mio Shape of Water

28 commenti:

  1. Mi accorgo solo ora di non conoscere a fondo i film di G. Del Toro, anche se mi sento molto vicino a lui, ai suoi mostri, alle sue fantasie da bambino cresciuto. Questa volta, da vero amante del cinema, cura in modo maniacale la messa in scena, sontuosa, armoniosa, con un gusto retrò che meraviglia. Le ambientazioni (soprattutto fuori dalla base bunker) sono una delizia per gli occhi, così come il colore (virato sul verde/blu … ops “turchese”) e la fotografia dai forti contrasti. I personaggi sono tutti ben interpretati, ben scritti, ben interpretati, tutti perfetti per il ruolo a loro assegnato (Shannon è un C…attivo fastidioso). Valida l’accusa della società che ….non accetta il diverso e preferisce eliminarlo piuttosto che conoscerlo (ora il nero o il gay, domani un immigrato o un uomo pesce). Belle le musiche, anche se a parte il tema principale (poetico) risulta un po’ monotono. Del Toro si conferma visionario e osa costringendo lo spettatore ad accettare la favola dove tutto si sviluppa troppo velocemente, con situazioni funzionali alla trama, ma davvero poco credibili (ma ci sta è, appunto, una favola). Tutto bello, peccato che sia anche (o soprattutto?) una storia d’amore e Del Toro ha la delicatezza e sensibilità di un Nerd cresciuto a cartoni animati, robot e mostri. Non sono di certo io a poter giudicare (mai emozionato in un film d’amore), ma ho la sensazione che questo “amore” non sia “ne carne ne pesce” :-D (passatemi la battuta). Un rapporto sì insolito, ma privo di emozioni. Per assurdo è proprio il “mostro” anfibio (copiato dal suo “Abe”, compagno di ventura di Hellboy) a deludere e a risultare poco empatico. Infine il finale alla “Hurricane Polimar” è deludente.

    VOTO ***+

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    1. Anche a me piace moltissimo Del Toro, quel suo essere un bambino cresciuto come lo definisci.
      Poi, però, dipende quale immaginario mette dentro.
      Ovviamente quando sta sull'horror (tipo la spina del diavolo) o in ambientazione comunque mostruose e gotiche come il fauno mi trovo benissimo.
      Un pò meno in fumettoni come Hellboy (comunque grande film) e ancora meno in questo mondo acquatico e anfibio di Shape of Water.
      A me come ambientazioni invece è piaciuto soprattutto il bunker.
      D'accordo sui colori, sugli attori, sulle tematiche.
      La colonna sonora un filo troppo romantica per me ma tant'è.
      Tutta la tua seconda parte è il fulcro del film.
      Come me la storia non ti ha preso troppo ma conosco centinaia di persone che sono state rapite e "innamorate da quell'amore".
      Ed è bello così.
      Anche a me lui, l'anfibio, non mi ha fatto impazzire ma, ripeto, è un problema solo mio

      comunque gran bel film

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  2. Ma secondo te Gosue’ ...si son iNspiRatti un po’ a quel CAPOLAVORO di Eel girl? :):):):

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    1. ti giuro volevo scriverlo

      ma avevo scoperto che in realtà esiste un corto che è veramente identico a Shape of Water, tanto che si è parlato di plagio (almeno nell'idea)

      non ricordo il titolo però

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  3. come in Arrival, il vetro separa/unisce i diversi...

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    1. eh, però qua quello che si instaura tra i diversi è un pochino...diverso

      ma neanche tantissimo ;)

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  4. Ne parlerò anch'io domani, quindi non voglio sbilanciarmi.
    Diciamo solo che, fosse stato per me, le nominations sarebbero state da limare. ;)

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    1. ti vengo a leggere

      ah, io sono completamente fuori dalle dinamiche Oscar, se ne vince 1 o 13 sono contento lo stesso

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  5. Film imperfetto e dalla narrazione prevedibile... ma mi ha davvero messo in pace col mondo *.*

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    1. sì sì, un film che fa bene, indubbio ;)

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  6. Sono d'accordo quando dici che non ti sei innamorato del film, ma comunque gli hai voluto bene. Idem per me! Non mi ha emozionato per come avrei voluto, ma al tempo stesso ho vissuto 2 ore di magia :)

    Non mi spiego il colore verde, però. Come mai tanti riferimenti a quel colore?

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    1. Beh, credo sia a metà tra scelta estetica (alla fine in ogni film la scelta dei colori è importante) e "semplice" richiamo al mondo dell'acqua di cui parla. Un mondo che non è d'acqua azzurra e limpida e rassicurante ma più sul verde, come la laguna da cui viene lui.
      Credo che le varie tonalità del verde richiamino appunto questo immaginario

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  7. L'ho apprezzato molto, un film di sicuro più forte nel "come" - la fantasia di Guillermo e la maestria nella messa in scena, l'atmosfera fiabesca e un po poetica ma non stucchevole - che nel "cosa" - la tematica del diverso - molto "Freaks" di Tod Browning in chiave contemporanea. Tematica che comunque è sempre buona cosa rispolverare. C'è qualcosa in questo film che a pelle mi ricorda delicatessen di Jean Pierre Jeunet, ma non so cosa, approfondirò.
    Mi ha fatto straridere la tua frase "Elisa (interpretata da una magnifica Sally Hawkins, praticamente la versione donna di Noah Taylor)" in effetti è la prima cosa che viene in mente guardandola: ma..questa l'ho già vista...ha fatto Shine! ah no, quello era un uomo ;-) Lei mi è piaciuta moltissimo, quel -fottiti-, glorioso.

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    1. Vero, il come è molto più forte del cosa.

      Grande cavolo, quando all'inizio mi sembrava tutto francia (e, ovviamente, tanto Amelie) nel mio cervello una voce mi diceva "ma c'è altro Francia"

      Delicatessen, perfetto

      no, ma ci sono 5,6 inquadrature che non c'è differenza con Noah Taylor

      tra l'altro ho scoperto che hanno fatto pure un film insieme, Submarine

      per me quella è la scena più bella

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  8. Per me questo film è legato ad un momento "epocale" pertanto lo ricorderò sempre con piacere: prima volta al cinema, dopo 5 anni, con mia moglie :)
    Coi figli ti limiti ai DVD ed ai BR.....

    2 ore di piacevole atmosfera da favola.

    A mia moglie la Hawkins ha ricordato Amelie, a me Noah Taylor con un bel paio di tette; indipendentemente da ciò di sicuro la sua interpretazione è stata credibile e ispirata. Ma il migliore per me è stato Shannon, perfetto "cattivo" da fumetto noir americano degli anni 50. Come attore mi piace un sacco; Bug, Take Shelter.....

    Penso che la paletta dei colori si sia ispirata al videogioco Fallout 4, da quì i colori tendenti al verde e le ambientazioni atomiche da 2 minuts to midnight.....se una cosa vende sfruttane i pregi, e Del toro questo lo sa.

    Non merita tutte le candidature ottenute ma sappiamo che gli oscar sono solo marketing; ciò nonostante si guarda facile, trasmette delle emozioni fanciullesche ed è da un punto di vista tecnico encomiabile.

    Per me la scena più bella, anche se in CGI è la goccia che corre lungo il vetro dell'autobus.....mi ha ricordato il sacchetto di american beauty. Notevole anche la scena intro sott'acqua

    Mandi Mandi

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    1. direi che siamo stramaledettamente d'accordo ;)

      io ho parlato di Amelie e Noah Taylor, manco a fallo apposta. Sta cosa de Taylor me la stanno ad appoggià tutti. In realtà se metti le foto dei due non si vede tanto ma nel film è impressionante

      Shannon è tra i 5 più grandi al mondo. Ricorderei anche My Son My son, Mud e specialmente Animali Notturni dove è grandissimo

      eh, mai visto Fallout ma molto interessante, magari è così

      Poi d'accordo su tutto, sugli Oscar marketing, sulle due orette piacevolissime, sulle emozioni basiche ma sempre belle da provare e sul lato tecnico

      sull'ultimo capoverso non dico niente perchè tanto non puoi crederci

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    2. Dimmi pure, magari ti credo :)

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    3. avevo scritto american beauty sul taccuino a quella scena

      ora puoi crederci o no ;)

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    4. La cosa può solo che lusingarmi Giuseppe!

      :)

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    5. no, ma è che la cosa m'ha inquietato

      e siccome me giravano i coglioni che non l'avevo messo in recensione ormai me scocciava dillo ;)

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  9. io l'ho adorato, se vuoi leggere la mia rece eccola :)
    https://lafabricadeisogni.blogspot.it/2018/01/premiere-week-shape-of-water.html ;)

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    1. talmente adorato da considerarlo già a febbraio film dell'anno vedo ;)

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  10. Allora, vediamo se mi sono perso qualcosa

    Amelie
    Delicatessen
    LaLaLand (Audition)
    Il Mostro della Laguna Nera
    The Artist
    Pulp Fiction
    La Bella e La Bestia
    Let me Hear Your Whisper..

    ...sono a 8...me ne mancano almeno 2..

    A parte questo, film carino ma non emozionante, come spesso accade a me per i film "fantastici".

    Ma con mia moglie ci siamo diverti molto a giocare alle "citazioni"!

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    1. eh, l'ultimo gli ha fatto anche causa...

      direi che almeno il corto The space between us vada citato

      sì, il cinema fantastico solo nei suoi apici ti rimane dentro

      questo, per me, non lo è

      ma per tanti lo è stato e, alla fine, sono contento sia per loro che per Del Toro

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  11. Come lo vedete un accostamento tra questo e il Mononoke di Miyazaki? A me sembrano abbastanza sovrapponibili, solo che qua il ruolo della foresta lo fa l'ecosistema acquatico dell'Amazzonia

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    1. eh, ci credi che non l'ho visto?

      credo di aver visto 6-8 Miyazaki ma qualcuno mi manca ;)

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  12. L'ho perdutamente adorato - tutto - completamente -....ma il "mostro" di spalle, incantato in quel vecchio bellissimo cinema, a guardare quel grande magico schermo?

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    1. eh, invece qui io sono tra quelli che l'ho trovato un bel film ma molto sopravvalutato

      non sono mai riuscito ad entrarci veramnente dentro

      e anche quella scena l'ho trovata prevedibile e tanto già vista

      ma contento che sia amato così,stimo molto Del Toro

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