2.4.18

Recensione: "El Metodo"

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Dalla Spagna un altro gran bel thriller psicologico.
Interamente ambientato in una stanza El Metodo racconta di un colloquio di lavoro dove i sette candidati ben presto si renderanno conto che la selezione sarà molto anomala.
Nessuno dell'Azienda si presenterà, saranno sempre soli.
Comincerà una competizione senza scrupoli, quasi disumana, un mors tua vita mea per avere quel posto.
Intanto Madrid è semi-distrutta da una protesta No Global.
Il macrocosmo di fuori e il microcosmo di quella stanza inizieranno sempre di più a diventare una cosa sola.
Peccato per due piccoli problemi che lo allontanano dall'eccellenza.
Ma, insomma, da non perdere

Sta diventando una vera e propria passione quella per i film ad unica ambientazione (ne feci una lista QUI), in una stanza o poco più. Poco tempo fa, non ricordo in riferimento a quale film, un lettore mi scrisse che quel dato film -a unica location- non gli era piaciuto perchè privo di sceneggiatura. Purtroppo è errore comune quello di confondere la sceneggiatura con il susseguirsi degli accadimenti, con il plot, con le "cose che succedono". In realtà una delle componenti più importanti dello script sono i dialoghi. Tanto che quel giudizio dell'amico lettore diventò quasi paradossale per quel film visto che, un film dove accade quasi nulla ma è un continuo dialogo per 120 minuti è, all'opposto, da definire proprio un film di pura sceneggiatura.
Ed è chiaramente un film di sceneggiatura anche questo El Metodo, film spagnolo di chiara origine teatrale, interamente ambientato in una stanza (più un bagno).

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Siamo a Madrid, nelle strade imperversa una violenta protesta No Global contro il Fondo Monetario Europeo (mi pare ma, insomma, una cosa del genere).
Nel frattempo in un grattacielo cittadino 7 candidati che ambiscono al posto di importante Dirigente si ritrovano in un'unica stanza dove, presumono, avverrà il colloquio finale (hanno già superato altre selezioni).
Il fatto è che non si presenta nessuno dell'Azienda, i 7 rimangono soli. Ben presto capiscono che il criterio di valutazione usato dall'Azienda è molto particolare, un fantomatico Metodo Gronholm per cui avverrà una sorta di selezione naturale portata avanti dagli stessi candidati, senza inferenze esterne.
Parte una specie di gioco al massacro.

El Metodo è un gran bel film, benissimo scritto, ben recitato, dalla discreta tensione, dal montaggio pazzesco (di solito trovo errori di montaggio anche in film molto facili da gestire, qui ci sono 7 teste che guardano continuamente le altre 6 e non ho mai trovato mezzo errore nel passaggio da un'inquadratura all'altra, incredibile).
E, da non sottovalutare, ha un forte grido di denuncia.
Purtroppo ci sono un paio di aspetti che, per me, lo allontanano dall'eccellenza, ma ne parleremo.
Non siamo dalle parti di The Cube o, per citare una visione recente, The Circle, ovvero quella in cui i protagonisti del film non sanno perchè si trovano in un dato posto e devono capire come uscirne. No, qua i personaggi sanno perfettamente perchè si trovano là, anzi, l'hanno scelto loro. E sanno qual è il loro obiettivo. Quello che li destabilizza è il ritrovarsi in una situazione non preventivata, anomala ma, in ogni caso, non così assurda.
(ah, chi amerà questo film recuperi subito Exam)
E' molto verosimile, infatti, che dopo pochi minuti i candidati accettino le condizioni, anzi, che le trovino addirittura un metodo buono e geniale.

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Quello che magari non si aspettavano è che ogni scelta dipendesse solo e solo da loro. Ovvero che il Metodo Gronholm più che un metodo di "osservazione" da parte dell'Azienda (che poi in base a ciò che ha osservato decide) fosse un vero e proprio "mors tua vita mea" un "homo homini lupus", ovvero una competizione senza regole per far fuori tutti gli avversari e restare per ultimi.
I 7 vengono subito messi sull'allerta da un messaggio (hanno tutti un pc davanti in cui arrivano comunicazioni) in cui viene loro detto che uno dei candidati è una talpa. Sta a loro decidere chi. E a prescindere dal fatto che la cosa della talpa sia vera o falsa, a prescindere dal fatto che loro l'abbiano davvero individuata o no, il nome che sceglieranno sarà, con loro sorpresa, il primo eliminato.
E' quindi chiaro, sono loro a decidere tutto.
Intanto Madrid è al collasso, la protesta No Global violentissima (e davvero bello il fatto che loro da quella finestra non possano vedere niente, solo sentire).
Ben presto quindi capiamo che quello che sta accadendo fuori non è altro che il macrocosmo di quello che sta accadendo nella stanza dei candidati, ovvero una fortissima accusa al capitalismo, al profitto personale a discapito degli altri, alla concorrenza spietata e, anche, a questa "finta" democrazia del Metodo Gronholm per cui "tutti insieme", democraticamente, decidono cose che alla fine uccideranno tutti tranne uno.
Intanto la situazione tra i 7 si fa sempre più tesa. Si arriva ad una prova all'apparenza quasi "divertente", quella del decidere tra i 6 rimasti chi sarebbe il più inutile dentro a un bunker post-atomico.
Situazione che degenererà in una deriva fortemente sessista. E quel "io almeno posso essere scopata, tu daresti via il tuo culo?" dimostra quanto ormai il Metodo Gronholm abbia completamente modificato il carattere e i comportamenti di 7 irreprensibili professionisti.
Ci saranno altre eliminazioni, altri momenti in cui i candidati verranno fortemente messi alla prova (il cibo scaduto), altre frizioni.
E poi la scena del bagno, un pò ridicola nel suo aspetto da vaudeville (la giacca scambiata) ma davvero ottima per quel rapporto sessuale tra lei e l'arrogante "maschio iberico". Scena che meriterebbe mille analisi ma non c'ho voglia.
In ogni caso sequenza praticamente decisiva per tutto quello che seguirà.
Ci sono però due piccoli problemi per me.
Il primo è l'eccessivo didascalismo. Il film è parlato, parlatissimo, e funziona alla grande. Ma tutto quel lunghissimo discorso tra Marco Branca (è uguale dai) e il belloccio su ricchi e poveri, su aziende e sindacalisti, su diritti e doveri, è davvero ridondante, evitabile e, in più, rende meno forte, perchè troppo evidente, la metafora in e out, dentro e fuori, tra quella stanza e quello che sta accadendo a Madrid.

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Il secondo problema è di climax.
Fino a 3/4 è perfetto, poi c'è la scena del gioco della palla che secondo me porta il film indietro, lo tranquillizza. Gli stessi personaggi sono divertiti, sembra quasi che quello che hanno vissuto fino a quel momento non ci sia stato. Intendiamoci, anche quella poteva essere una scena molto forte (come il sapere più lingue possa umiliare gli altri) ma l'ho trovata troppo leggera nella gestione.
Per fortuna El Metodo avrà un finale davvero convincente.
Un finale che è perfetta conclusione dell'assunto iniziale, quel mors tua vita mea di cui parlavamo.
Un finale dove viene fuori fortissimo il confronto uomo-donna, le differenti sensibilità, il saper mettere davanti da parte di una le vere cose importanti della vita, dall'altra parte no.
E quel camminare tra le macerie di Madrid (che prima non avevamo mai visto o percepito, grazie al fatto che la loro finestra precludeva lo sguardo), quel camminare tra le macerie di Madrid mentre un'altra persona se ne torna su con l'ascensore, avida, meschina ma trionfante, è un finale straordinario, sia per effetto che per metafora.
Francamente, il migliore possibile.

7.5


8 commenti:

  1. io ero stato più sintetico:)
    "Girato quasi tutto in una stanza, con una prova d'attori maiuscola. Ti tiene attaccato allo schermo fino alla fine. Parla di piani alti e di quello che succede nelle strade. Suspence fino alla fine. Se lo guardi non te ne penti. Promesso."

    è ambientato a Madrid, ma regista e attori sono argentini

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    1. ah! ecco perchè quei riferimenti all'Argentina...

      guarda, me l'hai consigliato te sto film, quindi...

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  2. Sbaglio o la premessa e' "vagamente" simile a Exam del 2009?Cmq lo vedro' di certo ,e' una tipologia di film a cui non so resistere.Dello stesso genere ti consiglio il film spagnolo 7 anos di Roger Gual (presente su Netflix da un paio di anni),davvero interessante.

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    1. Similissima ;)

      infatti l'ho nominato a metà recensione come film più affine

      però giusto la premesse, poi lo svolgimento e anche la metafora (questo è un film molto sociopolitico) sono davvero diversi

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  3. Ciao ti seguo da molto anche se non mi sono mai registrata.Non riesco a trovare questo film,per caso hai il link?

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    1. sì Noemi, posso mandartelo per mail già pronto da scaricare

      scrivimi in privato, cercami su fb oppure lascia qua la tua mail

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  4. da frequentatore assiduo della "lista" non potevo perdermelo. d'accordo con la tua analisi, con il richiamo ad "exam" ma soprattutto con la clamorosa similitudine tra uno dei protagonisti e Branca ;))

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    1. è uguale ;)

      ma praticamente el metodo, anche se partito da ismaele, me lo hai ricordato te

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao