9.4.18

Recensione: "A Quiet Place - Un posto tranquillo" 2018

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Un grande soggetto iniziale per un thriller/horror che avrebbe potuto essere grandissimo.
E che per tutto il primo tempo questa sensazione, questa sensazione di poter essere veramente grande, ce la dà.
Peccato che poi tutte le premesse vadano a naufragare, che tutta la possibile autorialità della cosa coli a picco, che da un film di silenzi e tensione si passi ad un survival troppo canonico e mostrato.
A mio parere un'occasione persa.

Direi che non posso trovare miglior incipit di questo:


Fantozzi si prende una tranvata sul dito incredibile, ma del resto si sa, Filini non è che ci veda molto bene.
Il Ragioniere sa che non può turbare il silenzio e la serenità del camping. Allora, con un'etica e una forza pazzesca, se ne corre lontanissimo, cercando un luogo dove poter sfogare tutto il suo dolore.
Ecco, se Fantocci ( Fantozzi!!!) fosse stato dentro questo film, dentro A Quiet Place, poteva corre ovunque, ma dovunque fosse andato non sarebbe cambiato niente
Perchè in qualsiasi posto avesse urlato in quella maniera, anzi, anche se si fosse limitato a un poco più che sussurrato "accideborlina" un'orribile creatura simile ad Alien sarebbe sopraggiunta e l'avrebbe fatto fori, dilaniandolo.
Questo è l'incredibile, originale (nel senso che mai era stato portato così alle estreme conseguenze) assunto di questo film. Nel mondo non è più possibile far rumore, che sia parlare, sbattere una forchetta in un piatto (la scena della cena mi ha tremendamente ricordato quella della colazione in Il Filo Nascosto), camminare in modo troppo rumoroso e qualsiasi altra azione nella nostra vita non avvolta dal silenzio.
I nostri protagonisti se ne vanno in giro sempre scalzi e io non ho potuto non immaginarmeli colpire di notte lo spigolo di un mobile.
E quel "porcama...!" che chiunque di noi urlerebbe che non può uscire fuori, pena la morte, un'atroce morte.

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Film molto ambizioso, molto coraggioso e dalla quasi impossibile coerenza (veramente, ci sono cose che non hanno alcun senso. Immaginate un peto non voluto di notte, sareste morti. E non è nè provocazione nè sarcasmo eh, ma incontestabile dato di fatto).
Siamo dalle parti di quei post apocalittici che partono già nel "dopo" e non danno praticamente alcuna spiegazione del come si è arrivati a quel punto. E' un tipo di scelta che amo molto ma, del resto, lo sapete, meno cose so meglio sto.
Quello che è sicuro è che ad un certo punto nel mondo ad ogni nostro minimo rumore sono iniziate a venir fuori queste terribili creature ad ucciderci. E' facile immaginare che il 90% della popolazione mondiale se ne sia andata in poche ore visto che tutti nella propria vita fanno un minimo rumore e che prima di capire quale fosse la causa di morte saranno passati giorni.

La famiglia Abbott (cognome che a me rimanda a quello di uno scrittore e teologo britannico autore di quell'assurdo libro che fu Flatland, un testo dove si immaginava l'umanità a sole due dimensioni, con uomini e donne ridotte a semplici linee o forme geometriche) è tra i pochi sopravvissuti. Anche qua si fa fatica a credere che se è esistito un punto 0 dopo il quale si moriva facendo rumore non solo è difficile che ci possano essere stati sopravvissuti ma che in una famiglia tutti lo siano stati.
In ogni caso, poco male, la sospensione dell'incredulità è obbligatoria.
Alla regia c'è John Krasinski, se non sbaglio compagno anche nella vita della bravissima e bellissima Emily Blunt, protagonista del film insieme proprio a lui, il regista, anche attore quindi.
E Krasinski tira fuori un horror/thriller che aveva tutte le caratteristiche pe esse grandissimo.
Intanto il coraggio dell'operazione. Per 3/4 della pellicola i nostri protagonisti useranno solo il linguaggio dei segni visto che anche solo parlare è rischiosissimo. Ne viene fuori così un film molto atipico, forzatamente sotto le righe. Un film che racconta di un'esistenza impossibile (in questo riesce alla grande, raramente avevo mai pensato quanto potrebbe essere inumana una vita senza rumori), di persone terribilmente legate alla vita e, per questo motivo, obbligate a dei comportamenti obbligati e sacrificati. Giocare senza poter far rumore, far sesso, mangiare, ridere, tutte le cose più belle della vita completamente modificate o sacrificate in nome della vita stessa.
Krasinski è bravissimo a girare le scene, offre inquadrature e squarci davvero suggestivi e ci dà l'idea di un horror molto autoriale.
E invece, ahimè, tutte le premesse del primo tempo naufragano in un secondo che diventa non solo la fiera del già visto ma che sostituisce a tutto il togliere della prima parte un mostrare eccessivo, tanto da rendere A Quiet Place un (quasi) hollywoodiano survival, un gigantesco hide and seek secondo me abbastanza evitabile.
Sono due le cose che dispiacciono di più.
La prima è che il film inizia a presentare una serie di incoerenze e assurdità dietro l'altra.
Quei mostri che arrivavano al minimo rumore e poi se ne andavano col silenzio adesso sono creature che danno la caccia anche per mezz'ora, anche se in quella mezz'ora non si commette più il minimo rumore. 
Una famiglia che in queste condizioni decide di mettere al mondo un figlio si fa fatica a crederlo. Un bimbo che piangerà per anni e anni... E la cosa della stanza insonorizzata è un maldestro modo di salvare la cosa. La stessa scena del parto è veramente un cazzotto ad ogni credibilità. E non si capisce come quei bimbi (attori per me abbastanza mediocri) a soli 100 metri da casa siano disperati dalla paura di non essere trovati. E o.k, non tornano per paura ma, insomma... Poi il modo in cui torneranno, con quel pick sfrenato che percorre quei 100 metri è al limite della follia.
Molto suggestiva ma anche quella ai confini del verosimile la scena del silos e del frumento. Scena che poi porterà all'ennesima incongruenza. Creature che bucano come carta un intero silos poi non riusciranno ad entrare dentro un'automobile.
Potrei andare ancora avanti ma mi dispiace farlo.

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Perchè anche in mezzo a tutto questo casino, a questo aver fatto diventare un film con grandissime potenzialità come un survival qualunque, ecco, in mezzo a tutto questo le cose belle ci sono. Come la scena con l'acqua a luci rosse, come le cascate, come le sequenze in mezzo al grano...
Grano già...
Perchè è il grano che ci rimanda a Signs. E allora ti viene in mente che questo film è completamente shyamalyano. Signs, The Village, E venne il giorno. E anche qui, allora, inizi a dispiacerti, perchè se è vero che M.Night esagera sempre con le sue morali, se è vero che tenta sempre il colpo grosso, qui invece Krasinski fa l'opposto.
Ovvero tira fuori un soggetto formidabile, che avrebbe potuto portare a chissà quali letture, a chissà quali metafore. 
L'umanità ridotta al silenzio.
M.Night ci avrebbe regalato qualcosa, sicuro, qui ci limitiamo invece ad un secondo tempo che pare un horror senza un obbiettivo, senza un senso, se non quello di genere soltanto.
E in quello scoprire il punto debole delle creature (in 500 giorni NESSUNO si era mai accorto che soffrivano alcune frequenze di rumori?) e in quello scoprire il punto debole delle creature e ricaricare il fucile abbiamo la conferma di tutto quello che ho scritto.
Non c'era alcuna volontà di librarsi in alto, di fare qualcosa di non solo bello ma anche importante.
C'era solo un contesto, solo uno status quo per poi girare un bel survival.
Con un'ultima inquadratura che puzza di sequel.
Peccato cazzo, peccato.
Ma mi limiterò a sussurrarlo.
Anche se la voglia di urlarlo sarebbe tanta

6.5/7






18 commenti:

  1. Che film del catsooo!! Lo vedetti au cinema domenica, conseguenza a uno street food esageratamentissimamente costoso, da cui siamo scappati al più presto.

    Insensatezze da capo a fondo. Davvero troppe troppe troppe. Troppe.
    Ma su ogni singola cosa: rapporti umani, mostri, sopravvivenza, insonorizzazioni, morti, elettricità, coerenza, soluzione finale, chiodi in su a metà gradino su scale di legno ? alzati con una tela di caucciù a forza ? che poi per il resto del film ti fanno pensare che se lo prenderà nel piede pure il mostro e scapperà a cristonare come il fantozzi del video da te inserito.

    Ma come si fa?

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    1. Te sei un pò troppo stronzo però ;)

      comunque 8.2 su Imdb, sui critici di Rotten, ovunque

      credo l'horror con la media più alta degli ultimi 10 anni

      e tanti lettori che ne stanno parlando come un capolavoro. Per me è un bel film, e poteva esse bellissimo. Ma troppe cose, come diciamo, non vanno bene. E anche se fossero andate bene il dispiacere comunque per avere reso questo soggetto un film quasi di cassetta è grande

      la cosa del chiodo pensata anche io, identica. Tanto che ho detto al mi fratello "ora il chiodo lo prende il mostro, bestemmia e arriva n'altro ad ammazzallo"

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    2. Ma c'è un limite all'insensatezza no?
      Posso apprezzare la sospensione dell'incredulità ma ci sono dei limiti oltre cui non puoi goderti un film, come fai a lasciarti prendere da quello che sta succedendo quando quello che sta succedendo e succederà è follia.
      Strada di sabbia creata a mano per non far rumore. Mostri ciechi, (scusate: non vedenti) che attaccano i suoni, qualsiasi suono sia. QUALSIASI?! Ettari di campi coltivati da un uomo solo a mano. Eh? No ma davvero ci sono così tante castronerie che non riesco a dirle o metterle in fila. E in silenzio poi. Voglio vederlo zappar la terra.
      I mostri di prima sono in una foresta e attaccano ogni suono?! Ma scherziamo?! Se avessimo visto ogni attacco a vuoto poteva diventare una commedia.
      6 o 7 fattorie che attaccano i fuochi di segnalazione poi un giorno d'emblée TUTTE scomparse. bimbi che dopo 3 minuti dicono non c'è più speranza scappiamo non verranno a prenderci. Bimba che si emoziona a vedere quanto ha lavorato suo padre per le sue orecchie ma se te l'ha detto a voce (pardon, gesti) poco prima! In un secondo capisce come uccidere i mostri, bastan frequenze e un fucile. L'unica in America. E per giustificarlo scrivono che i mostri han l'armatura. Mostro che sente un "puf" a miglia di distanza e sa di dover accorrere poi non sente i vagiti di un bimbo a 2 passi. Stanza insonorizzata con un materasso resto della casa aperta, elettricità ovunque (come!?) in altri posti solo candele, acqua a catinelle da dove! -beh forse me lo son perso- ma comunque nessuno la sente. Padre che urla per farsi attaccare (dopo esser stato attaccato mentre era in silenzio), sacrificio emozionante e necessario. Ma se rincorrono ogni pirla di suono devi proprio urlare per distrarli?!

      Lasciando stare i non sense troppo estremi come: il parto, il silos, la cascata, il primo bimbo, il vecchio, il furgone, il parto l'ho già detto?

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    3. Tra l'altro 'sta cosa dell'impianto per le orecchie c'era già in Feast.
      Il santone che teneva lontani i mostri con la sua fede mentre era il suo orecchio bionico che ogni tanto fischiava...

      ........l'horror con la media più alta degli ultimi 10 anni.....

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    4. Ahah, che spettacolo, hai elencato tantissime delle cose che avevo notato anche io. Poi ne ho messe solo un pò perchè voglia di distruggere e basta non ne avevo.

      Edo, se c'è un giorno 0 in cui ad ogni minimo rumore sei morto io son sicuro che tempo 20 ore, tranne quelli in come all'ospedale, non c'è più nessuno in vita. Cioè, anche solo dirsi guardando il telegiornale "oddio, che sta succedendo?" sei morti

      tra l'altro è buffo vedere tutti quei giornali quando, per fare un giornale, sono sicuro morti tutti in fabbrica, voglio vederti a farlo in silenzio

      l'unica spiegazione è che non ci sia stato un giorno 0 unico, che magari è morto tutto il giappone, negli usa han saputo la causa e quindi da lì silenzio!

      2 anche quella scena, che nel film fanno passare per la più emotiva, non ha alcun senso. Il padre da anni le dice cosa fa laggiù (e se non glielo dice peggio ancora), che cosa avrebbe scoperto di così incredibile? ma se ogni volta ti dava un apparecchio nuovo second te li ordinava per posta?

      3 lo scoprire come ucciderli altro errore. Nessuno nel mondo ne aveva ucciso uno, aveva scoperto la cosa? poi i giornali dicono che sono inditruttibili, invece ora muoiono con una fucilata. Ma questo forse dipende dal cranio aperto. E prima in tutte le battaglie mai avuto un cranio aperto?

      4 sul comortamento dei mostri non dico niente, è talmente incoerente che si fa fatica a crederci

      5 no, l'urlo ci sta, stai morendo, è l'ultima cosa che farai in vita, tutti urleremmo. La gente tra l'altro urla sempre poco prima di morire, anche se sa che quell'urlo non cambia le cose in molte situazioni

      non lo so, incredibili quelle medie

      in ogni caso io voglio bene ai film, quindi contento per "lui"

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  2. (l'attore sembra un po' uno degli hobbit vero? Cresciuto e ispessito)

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    1. Oddio, è vero ;)

      rimane un bell'uomo però eh

      con una bellissima donna a fianco

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  3. Per me le incongruenze da te citate sono abbastanza spiegabili.

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  4. E appena ho due minuti in più provo a esporre ciò che ho pensato durante e dopo la visione.

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    1. va bene ;)

      ma alcune sono indifendibili per me, qualsiasi cosa dirai ;)

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    2. Niente di eclatante ciò che dirò, ma ho vissuto questa esperienza al cinema ed è stata sotto l'influsso totale delle emozioni dall'inizio alla fine, dico questo perchè è raro che accada nel mio caso. Ora:
      -la questione dei rumori, come sapete bene, viene specificata più volte nel corso del film, proprio per evitare fraintendimenti tipo "ma se tossisce o starnutisce?". Devono essere ben peggiori di tutto questo, infatti all'inizio il bambino rovescia una lampada ma nessun mostro si avvicina alla casa, stando in cantina. All'aperto invece tutto diventa logicamente più problematico.
      -nessuno ha trovato una soluzione per abbatterli? Non si sa. Lì vediamo una famiglia di 4 persone non sappiamo se in Azerbaijan invece ci sono riusciti, mancano i modi per tenersi in contatto, è tutta una brodaglia primordiale che torna ad affogare l'uomo che ha rimasugli di tecnologia in parte inutilizzabili.
      -i fuochi durano un tot poi improvvisamente si spengono tutti. È solo uno stratagemma per potenziare il senso di solitudine e secondo me funziona alla grande
      -i mostri cambiano comportamento. Bhè penso essendo una specie predatrice di alto livello(visti i risultati) abbiano capito di avere a che fare con un luogo abitato da più esseri viventi per via dei rumori continui provenienti dalla casa.
      -il padre non vuole che la figlia scenda in quella determinata stanza per non farle vedere i suoi tentavi illimitati, la figlia è già frustrata da suoi continui tentativi a vuoto.
      -non è vero che in un secondo capisce come stordire i mostri. Vi è un primo episodio nel campo, un secondo nel silos e un terzo nella macchina. In uno di questi casi una sua ipotetica comprensione sarebbe risultata insensata, ma dopo 3/4occasioni no.
      - il parto. Francamente ho associato la ricerca di un nuovo figlio legandola alla scomparsa dell'altro. Una sorta di modo per attutire il dolore di una perdita immensa con una nuova grande gioia. Discutibile come scelta familiare ma pur sempre realistica, guardatevi intorno.
      Il parto velocizzato e semplificato ma pur sempre possibile, come facevano in antichità? Loro avevano qualche mezzo di sussitenza almeno.
      Visione personale ;)

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    3. allora, eccoci ;)

      ancora non ho letto tutti, leggerò punto per punto ma a occhio mi sembra un commento intelligente, sensato e condivisibile

      c'è da dire che il fatto di quanto ti abbia emozionato incide tanto quanto a me non ha fatto altrettanto. Insomma, punti proprio in comune non ce ne saranno, quando uno è avvocato difensore e l'altro d'accusa impossibile

      resta il fatto che A Quiet Place resta un gran bel film, questo ci tengo a dirlo...

      preferivo mettessi i numerini almeno ci ritrovavamo facilmente

      1 No Mattia, nel film ci viene presentato un mondo dove con uno starnuto sei fottuto. Uno starnuto è molto più forte di un sussurro. Il tuo esempio regge a posteriori, non a priori. Se ricordi quando cade la lampada sono terrorizzati, sicuri che arriveranno le creature. Quindi loro (e noi con loro) eravamo convinti che un rumore del genere bastasse. E quindi hanno vissuto almeno un anno sapendo di non poter emettere starnuti o peti ;)
      Che poi la creatura non sia arrivata non cambia niente, è solo una nuova informazione semmai

      2 Assolutamente. Ma sta di fatto che i giornali in America sono usciti per giorni (e, ache qua, nessuna fabbrica può produrre giornali nel silenzio) e che quindi almeno negli Usa non ne hanno abbattuti. Lui ha centinaia di giornali se ricordi, compresi quelli con scritto "cono indistruttibili!". E che quindi scopra la soluzione per sbaglio la figlia... Cioè, la cosa degli ultrausoni per me era la prima

      3 non ho capito se intendi i fuochi di posizionamento o gli artificiali

      4 Qui secondo me l'errore più grande. Nel primo tempo ci vengono presentate ste creature che sono tipo delle "sentenze". Se fai rumore sei morto, stop. E infatti io speravo anche in qualcosa di metaforico, se fai rumore ormai è andata. Nel secondo tempo non solo abbiamo la conferma che il film non vuole andare in profondità (e c'erano le basi) ma che queste creature non sono assolutamente infallibili, diventano da morte certa a predatori che ti cercano. Ma anche "fisicamente" c'è un errore. Quando il bimbo nel prologo o il vecchio nel bosco fanno rumore arrivano sti razzi ad ucciderli. Questo malgrado dal rumore fossero passati 20 secondi. A dimostrazione che c'è poco da fare, dove c'è stato il rumore c'è morte. E invece vedendo come si comportano dopo è implausibile che ste creature arrivino a razzo dove c0era stato il rumore, perchè son cieche

      5 non mi convince per niente ahimè... Tra l'altro lei sapeva benissimo dei numerosi tentativi (gli dice proprio "basta, ci abbiamo provato troppe volte") non vedo cosa cambi vedere in che modo li costruiva

      6 sì sì, verissimo. Forse ho esagerato in questo. Intendevo che una bimba in un'ora pare essere arrivata dove l'umanità in un anno non è arrivata

      7 no, ma assolutamente, la scelta di un nuovo bmbino avviene perchè si è perso l'altro. Non ci piove. Ma non cambia il problema di fondo, come si fa a pensare di far nascere e crescere un bimbo nel silenzio?

      8 No, il parto in silenzio, senza niente per tagliare il cordone, in quelle condizioni, in pochi minuti no ;)

      però lo abbiamo detto, siamo avvocati di parti avverse

      la verità starà nel mezzo ;)

      un abbraccio

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  5. Horror perdibilissimo, peccato. Sono andato al cinema senza sapere praticamente niente e, all'inizio, per l'atmosfera, mi ha ricordato un po' The Road. Salvo i primi 10 minuti, poi è tutto una forzatura: tra bambini idioti che hanno comportamenti stupidi e innaturali e genitori che compiono il gesto più senza senso ed egoista che abbia mai visto al cinema: mettere alla luce un bambino in quel contesto, ma che davvero? Ad un certo punto mi sembrava così insensato il fatto che potessero davvero tenere il bambino che ho pensato che, appena nato, la mamma lo avrebbe ucciso soffocandolo per non fargli fare rumore (e quella sì che sarebbe stata una scena forte, ma contestualizzata al clima di terrore che quel silenzio forzato imponeva). Per il resto condivido tutte le inesattezze e incongruenze che sono già state citate sottolineando anch'io la becerità del finale.

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    1. Beh, se pensiamo che a medie sto film OVUNQUE è nettamente oltre The Road c'è da star male...

      per me è un bel film, che avrebbe potuto essere bellissimo ma ha una sceneggiatura mezza disastrata e, per ragioni commerciali credo, non ha portato sino in fondo quello che poteva essere

      sugli errori però concordo alla grande e quella del figlio è assurda. E poi la vedi incinta dopo 10 minuti, cioè, per tutto il film so stato a pensà che stronzata che era ;)

      finale talmente commerciale che fa veramente dispiacere

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  6. Parlo freschissimo di visione, contrariamente al mio solito, e ti dico che i buchi di sceneggiatura ci sono tutti, pure di più, e che questo è un film le cui scelte ti sembrano quasi demenziali dopo un secondo di riflessione.
    Però.
    Però c'è qualcosa che mi ha colpito e che in gran parte secondo me riscatta tutta l'operazione, ed è la grande lode del film alla determinazione umana, alla capacità di adattarsi alle difficoltà. Quelle che a tutti sono sembrate (giustamente) delle illogicità si spiegano soprattutto nel campo del metaforico; perché crescere un bambino, perché vivere normalmente, con porte aperte e tutto, invece di chiudersi per il resto della vita in un bunker insonorizzato? Perché l'uomo cercherà sempre di adattarsi per cercare di vivere piuttosto che sopravvivere, e insomma, l'ho trovato un punto di vista interessante che secondo me giustifica queste scelte "assurde". Non sacrificare la nostra umanità fatta di parti, colazioni e Monopoli neanche di fronte all'Apocalisse. Poi è vero, la seconda parte è inferiore alla prima ed estremamente più convenzionale, ma anche nei limiti di un cinema di intrattenimento secondo me non va sottovalutato. (rimangono sempre moltissime implausibilità, ma secondo in questo genere di film sono quasi un vizio intrinseco)

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    1. Il problema è che il messaggio si esaurisce in se stesso se non lo rendi plausibile.
      Bastavano allora queste tue righe ed evitare il film, o farne uno con questi significati ma basato su un'altra idea.
      Perchè questa l'idea di base: un film basato sul silenzio. Bella, ma molto difficile da realizzare se voluta portare nell'interezza della visione.
      E secondo me non ci sono riusciti proprio perchè non riescono a renderla quel minimo credibile per portarti poi a soprassedere a piccole (o grosse) falle logiche che però meno incidono sulla storia.

      Sono d'accordo su quello che dici riguardo alla nascita del bimbo ad esempio, e credevo che la mascherina fosse per sedarlo appena nato così da non farlo piangere. Estremo e da telefono azzurro, tirato per i capelli, ma avrei potuto sollevare un sopracciglio (anzi entrambi) e continuare una sospensione d'incredulità positiva.
      Ma se invece con il mostro a due passi una donna da sola fa nascere il bambino in una vasca da bagno senza nessun attrezzo o aiuto e senza fare il minimo rumore poi aspetta il marito che arriva la prende la porta in cantina un materasso insonorizza il tutto e voilà, capisci come non possa sentirmi partecipe.
      E soprattutto, come non senta la minima tensione per quello che accadrà dopo.

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    2. Mah sì, ripeto, le falle ci sono a ripetizione, credo che la nostra capacità di sopportarle sia proporzionale a quanto poi il film sia riuscito a colpire la sensibilità di ognuno. Io personalmente la tensione l'ho sentita dall'inizio alla fine e mi sono pure divertito molto, però se il film non è piaciuto per quei motivi ci sta tutto, figurati ;) Per dire a me un film come Man in the Dark non è piaciuto proprio per le molte forzature e assurdità, ma in realtà le avrei sopportate se ci avessi trovato qualche idea originale dietro, una prospettiva a cui aggrapparmi, quindi alla fine la cosa è molto soggettiva

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    3. il commento di Enrico, al solito, è molto interessante

      è un aspetto che era piaciuto molto anche a me, l'avevo sintetizzato così

      "Un film che racconta di un'esistenza impossibile (in questo riesce alla grande, raramente avevo mai pensato quanto potrebbe essere inumana una vita senza rumori), di persone terribilmente legate alla vita e, per questo motivo, obbligate a dei comportamenti obbligati e sacrificati. Giocare senza poter far rumore, far sesso, mangiare, ridere, tutte le cose più belle della vita completamente modificate o sacrificate in nome della vita stessa."

      l'attaccamento alla vita, il voler vivere a tutti i costi al posto di sopravvivere. Se ci pensate è un metaforone gigantesco. In quel "non posso fare rumore" ci possiamo mettere dentro qualsiasi cosa, sia una condizione esistenziale (la solitudine, la depressione o qualsiasi condizione in cui già se riusciamo a vivere a modo nostro al posto di sopravvivere è un passo avanti) sia l'handicap (alla fine questo è un film sull'handicap e di come con forza di volontà anche handicappati possiamo portare una vita se non normale surrogato del normale)

      E sono d'accordo anche con Enrico quando parla di vizio intrinseco, io l'avevo scritto così

      "Film molto ambizioso, molto coraggioso e dalla quasi impossibile coerenza "

      e sono d'accordo anche con tutti quelli che trovano A Quiet Place un gran bel tentativo di fare un horror diverso

      ma di sicuro Enrico mi ha dato uno spunto nuovo, quello riguardo il figlio, forse non plus ultra di questa sorta di "sfida" che fa quella famiglia ai mostri, al non vivere

      molto bello

      i due problemi giganteschi di questo film, lo ripeto, rimangono però

      il primo è un secondo tempo chiaramente scritto su logiche commerciali. Tanto che mi viene quasi il dubbio se sia più un horror d'autore che si è dovuto prostituire al commerciale o un progetto commerciale di suo che ha avuto una buona idea dietro
      Però questo è un difetto "personale", non oggettivo. Cioè, probabilmente se A Quiet Place non fosse stato così nemmeno lo distribuivano. E' solo un problema mio. Ma ce ne fossero di horror commerciali così

      Il secondo problema sono le infinite scene non plausibili o, peggio, completamente sbagliate

      Perchè ho capito la metafora, ho capito la quasi impossibile coerenza generale, ho capito la tensione che smorza le falle ma ce ne sono troppi e quasi tutti EVITABILI. E' questo che fa incazzare. Non ci sono tanti errori "vizi intrinsechi" (penso, davvero, a peti, starnuti o altro) ma scene mal scritte o inverosimili nella stessa inverosimiglianza del film

      quindi la mia domanda è

      al netto di tutto A Quiet Place poteva essere migliore? caspita, sì

      e capisci allora la delusione per un film pensato così, girato così, metaforizzato così, che poi mi sbaglia troppi abc

      però, lo ripeterò sempre, avercene

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao