3.4.18

Recensione: "Tonya"

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Non puoi mischiare in questo modo lo sport, la cronaca nera, l'umanità ed il cinema.
Perchè così mi dai tutto quello che io amo, tutto quello che mi rappresenta.
Non puoi farlo così bene perchè altrimenti mi regali uno dei film più belli che io ho visto in questi anni.
Tonya, per me, è un capolavoro.
E se è una cosa solo mia non importa, lo terrò stretto ancora più forte.

Questo film fa parte de La Promessa ( 3 su 15 )

E' il 1994, ho 16 anni, non so niente dell'universo femminile, mangio tantissimo, faccio tantissimo sport.
Ma, soprattutto, guardo tantissimo sport, scrivo di tantissimo sport, li seguo tutti.
Solo due anni dopo, a 18/19 anni un -chiamiamolo- incidente (se qualcuno del mio paesino legge questo post -non credo- sa a cosa mi riferisco, quell'incidente fece epoca) mi costrinse a letto per quasi tutta l'estate.
Il ginocchio in condizioni pessime, io a letto, una videocamera puntata sul televisore.
Ci sono le Olimpiadi di Atlanta. 
Vedo oltre 200 ore di diretta, le commento tutte live, da solo, come uno scemo, con questa immagine fissa del mio televisore e la mia voice-off. Dal tiro con l'arco alla lotta libera, dall'atletica alla mountain bike.
Ricordo i brividi al record dei 200 metri di Michael Johnson, le mie urla ancora prima che arrivasse in fondo, quel 19.32 che cambiò il mondo.
E alle mie urla seguirono quelle di mia madre:

"Che cazzo urli????? ma sei impazzitoooo????"

Questo quello che era per me lo sport.
Ma torniamo a due anni e mezzo prima, febbraio 1994, Olimpiadi Invernali di Lillehammer, Norway.
C'è la gara di pattinaggio artistico.
E' il turno di Tonya Harding, americana.
Qualcosa non funziona, la Harding non si presenta sul ghiaccio. Le telecamere la vanno a pescare mentre mezza disperata è nella waiting room a cercare di mettere a posto i lacci delle sue calzature. Alla fine, per pochi secondi, riesce a presentarsi. Abbozza un sorriso stentato, in questo sport che, come ad esempio il nuoto sincronizzato, obbliga l'atleta non solo ad essere atleta, ma anche ad esser bello e sorridente.
Parte il programma. La Harding sbaglia subito il primo salto e, dopo pochi secondi, si ferma. Va dai giudici, mostra loro il laccio strappato, ottiene la possibilità di ripresentarsi. Lo farà ma ormai è andata, arriverà ottava.
Siccome tutto quello che racconto io e racconta il film è vita vera eccovi qua:


"Sarà il karma" dice qualcuno, forse lo stesso telecronista.
Sì, o.k, ma perchè il Karma?
Perchè la Harding meritava questo?
Sul podio una NON sorridente Nancy Kerrigan, sempre americana, vincerà l'argento.
Pochi mesi prima, nemmeno due, la Kerrigan era stata mezza gambizzata da un pazzo furioso durante una seduta d'allenamento.
Incredibilmente sul posto era presente una telecamera che in tempo reale, 4,5 secondi dopo "l'incidente", riuscì a filmare tutto.
Eccovi qua anche questo:


Tutto questo solo per raccontarvi da dove vengo.
Tutto questo per farvi capire cosa possono significare questi film per me.
Tutto questo per giustificare, forse, quello che sto per dire.
Per me Tonya è un capolavoro.

Tonya ha un nome orribile, inconsueto, tondo e quasi maschile, giusto quella piccola "a" che cerca, fin dall'anagrafe, a darle un pochino di femminilità.
Ma del resto a quel nome corrisponde quello che lei è, ovvero una ragazza sgraziatella, quasi un maschio, una che va a caccia, ripara automobili, taglia la legna e manda affanculo anche le nuvole troppo lente.
Ma se l'omen nomen funziona nel fisico e nel carattere sembra invece clamorosamente aver toppato nello sport scelto da Tonya (o dalla madre).
Ovvero il pattinaggio artistico, lo sport delle ragazze filiformi e leggere come piume, lo sport dei sorrisi, della grazia e della classe.
Tonya è pesantuccia, sboccata, bruttina, col sorriso forzato, diretta, stronza, incazzereccia.
Non si sa mica che ci fa là dentro. 
In effetti questa pare una storia opposta al talento, alla predisposizione.
E se fosse il contrario?
Se proprio questo fosse il talento, ovvero il riuscire, il trionfare, in qualcosa completamente opposto a quello che sei?
Non lo so, sta di fatto che Tonya da bambina è un prodigio. 
Entriamo un attimo nel film ma, d'altro canto, c'eravamo già in tutto quello che ho raccontato fino ad adesso, anche se partendo dalla fine.
La piccolissima Tonya ha solo 4 anni. La madre la porta da un'istruttrice federale perchè è convinta che la sua bimba possa spaccare i culi alle altre.
O.k, frase di raccordo giusto per arrivare alla madre.

La madre di Tonya, LaVona Harding è - sempre che gli esseri repellenti non si offendano- un essere repellente.
Anaffettiva, violenta, sboccata peggio di come diventerà per imitazione la figlia, frigida, non femminile, autoritaria, insopportabile.
Anch'io che vedo cose buone dove è tutto marcio stavolta non ce la fo, mi son messo lì con l'elmetto da minatore, sono andato giù giù giù in profondità dentro LaVona ma niente, c'ho trovato il nero assoluto.
O.k, si fa il culo e i pochi soldi che guadagna li usa per pagare il pattinaggio a Tonya.
E sticazzi potremmo dire, come se un essere umano sia formato dai successi sportivi e non dagli affetti, dalle cose e non dai rapporti.
Con un flash forward andiamo avanti avanti e, incredibilmente, troviamo una specie di "ti voglio bene" della madre. 
"Sono fiera di te", le dice.
Con una trasmittente nella giacca per incastrarla.
Cercate di immaginare una ragazza di 23 anni che non ha mai avuto un gesto d'affetto, cercate di immaginarla di riceverne uno, per la prima volta, dalla persona, suo malgrado, più importante della sua vita. E scoprire che quella frase era uno specchietto delle allodole, una carota mentre nella giacca si nascondeva un bastone.
Ma, del resto, una madre che offende e picchia ripetutamente la figlia per anni, una madre che paga il fratellastro per offendere la sorellastra poi, quella frase, poteva dirla anche sinceramente, rimane una madre indegna di esser tale.

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Quella madre, in questo capolavoro, la interpreta Allison Janney. Alcune volte si dice che un'interpretazione vale il prezzo del biglietto. E' una frase che usiamo spesso noi scribacchini, quasi di default. E invece in questo caso è anche poco. Io ho i brividi ancora adesso a ripensare all'interpretazione della Janney. Tra l'altro sia fisicamente che in alcuni lati del carattere ricorda un pò mia madre. Il problema è dentro, non fuori, la bontà di una opposta al pozzo nero dell'altra.
Son finito un attimo sugli attori, restiamoci, tanto lo sapete che vado a casaccio, in queste recensioni che sembrano sempre link nuovi che si aprono facendoti perdere l'home page.
A controbattere la Linney, nella parte di Tonya, c'è un'indescrivibile Margot Robbie ("conosciutissima" anche da me ma mai vista prima in nessun film).
Una ragazza dalla bellezza abbacinante nascosta nel viso e nelle movenze non certo femminili e sensuali di un'atleta che, proprio per la sua non avvenenza e i suoi modi bruschi, vinse molto meno di quello che meritava (in uno sport che non è solo meritocrazia ma anche immagine).
Voglio prendere Margot qui:

Risultati immagini per tonya film smile scene

in una delle ultime scene, poco prima della gara della vita, quella di cui abbiam parlato in cima, lassù, dove un 16enne era incollato davanti al televisore. In questa ragazza davanti allo specchio ci sono dentro anni e anni di violenze, anni di insuccessi, anni di lotte. E c'è quello che è successo due mesi prima, l'incidente, quel terribile peso morale che il mondo gli sta mettendo sopra.
Margot cerca di disegnare un sorriso in una faccia e in una vita in cui i sorrisi si disegnan tanto male, cerca di dare un pò di color rosso alle gote, chè magari i giudici vedranno più vita, vedranno più calore, in quest'atleta che odiano sin dal principio, boscaiola venuta a lasciare trucioli di legno nel nostro immacolato ghiaccio.
Margot Robbie disegna un sorriso in una tela di dolore.
Ma è grandissimo anche Sebastian Stan nella parte di Jeff Gillooly che sembra presenza marginale ed invece, probabilmente, è quella più importante di tutti, quella che ha realmente cambiato la storia di Tonya.
E grande anche Paul Walter Hauser nella parte del personaggio più grottesco di tutti, il più laido, il più ripugnante, un obeso che se non fosse tutto così dannatamente reale sarebbe personaggio straordinario da commedia americana di livello. Invece è tutto vero.
Ma per dire dell'incredibile livello recitativo a me son rimasti nel cuore anche l'allenatrice di Tonya, forse l'unico personaggio umano, realmente umano, del film. E anche l'attore che interpreta il pazzo che gambizzò Nancy. Cinque minuti per un volto e un'interpretazione che non ti levi di dosso.
E' incredibile pensare come un questa storia, manco fossimo dentro al pentolone di una grottesca strega, fossero confluiti così tanti personaggi disturbati, malati.
La madre di Tonya, della quale abbiamo già detto qualcosa.
Il marito di lei, un uomo bello e timido che poi si rivelerà un mezzo psicopatico.
Il suo migliore amico, l'obeso qua sopra, un ragazzo convinto di essere, seriamente, uno dei più grandi agenti segreti americani e che invece era solo un nerdone incapace di cambiarsi il letto.
Gli amici di lui, i due ridicoli "sicari" che vennero incaricati di metter fuori gioco la Kerrigan.
Incredibile, tutte persone reali, intervistate, analizzate, condannate. Nel mondo di Tonya, come una calamita, erano confluite persone dai gravissimi deficit mentali, non geni cattivi come un serial killer, ma un branco di ottusi che, in qualche modo, anche se in maniera amatoriale, ridicola e approssimativa riuscirono a cambiare la storia e diventare famosi nel mondo.
Cristo, non ho parlato quasi un solo secondo del film.
Perchè se considero quest'opera un capolavoro non è solo perchè ha dentro tutte le cose che io più amo al mondo (ovvero lo sport, la cronaca nera e l'umanità/disumanità) ma è anche un grandissimo film a prescindere da tutto questo.
Colonna sonora straordinaria, regia superlativa, specie nel ricreare in un modo quasi mimetico il mondo delle esibizioni in gara. E un modo di narrare che migliore non si poteva scegliere, con quel mix tra interviste (fatte dagli stessi attori anche se TUTTE ricalcate da interviste reali) e racconto per immagini. E questi attori che, ogni tanto, interpellano la telecamera, quasi a creare una crasi tra le interviste e la fiction.
Ovviamente tutto è possibile grazie ad un grandissimo montaggio.
La quantità delle cose che ha dentro Tonya è indescrivibile.
Intanto il mondo dei "piccoli" sport, quel mondo dove anche se arrivi quarto alle olimpiadi (quarto al mondo, quarto) non sei nessuno ma, anzi, devi andare a fare il cameriere in uno squallido pub. Sono sport che vivono quasi soltanto per quell'appuntamento, le Olimpiadi, l'unica possibilità di riscatto e vero successo che hanno. Non è un caso che la Harding tornerà in pista quando saprà che le prossime Olimpiadi non sarebbero state 4 anni dopo ma solo di lì a due anni. Tutto il resto, gli allenamenti, i campionati nazionali, i mondiali sono momenti che per la purezza dello sport rimangono altissimi ma, per il resto, non contano quasi niente.
E' anche un film, come Whiplash, come Il Cigno Nero, come, se vogliamo, anche Il Filo Nascosto, sulla ricerca della perfezione. Una ricerca ossessiva, inumana, faticosa e terribile.
E nel pattinaggio artistico la perfezione può essere rappresentata dal triplo axel, un salto impossibile che la Harding fu la prima americana a completare (mi pare solo tre in tutto in mondo nella storia ci sono riuscite). Lei, il brutto anatroccolo, che riesce dove nessun cigno è riuscito.
E anche qui vedere i veri filmati e paragonarli al film, che li ripropone in modo identico, è da brividi, con quel sorriso che non se ne va più via dal viso di Tonya, quel sorriso finalmente autentico


Ma questo è anche un film sull'ipocrisia di un certo mondo. La Kerrigan, la fidanzatina d'America, quella che davvero incarnava la grazia di quello sport (grandissima atleta e, in ogni caso, vittima delle vicenda, intendiamoci) era in realtà una molto più competitiva della Harding. E se il film, in questo senso, può sembrare un pò di parte (alla fine è Tonya che racconta, anche se con grande onestà) vi voglio ricordare che la Kerrigan fu beccata in degli audio in cui offendeva quasi tutte le sue avversarie.
E quel non sorriso per una medaglia d'argento può sì essere indice di una mentalità vincente ma anche di qualcos'altro...
Molto incisive anche le pennellate contro i media, ad esempio in quella scena dei furgoni delle tv che se ne vanno perchè ormai Tonya fa poca notizia, O.J. Simpson l'ha già soppiantata...
Ma Tonya resta soprattutto un film di rapporti umani, di fragilità, di soprusi, di dolore.
Per questo il film che secondo me più lo richiama è lo straordinario Foxcatcher. Anche lì uno sport minore, anche lì personalità disturbate, anche lì rapporti malati e morbosi, anche lì la cronaca nera.
E' indubbio ricordare che non tutto quello che vediamo nel film deve essere accaduto per come, appunto, ci viene raccontato.
Il film trae spunto da alcune interviste dei protagonisti, molto contraddittorie tra di loro.
Quello che è sicuro è che il mondo di Tonya è stato un mondo sbagliato, malato, perverso.
Dove tutti hanno sbagliato, dove di sole vittime non ce ne sono.
E lei, la Harding, lo stesso, non era uno stinco di santo e non ha mai detto di esserlo

Risultati immagini per tonya film

Ho 16 anni e vedo la Harding fermarsi sul ghiaccio.
Quella ragazza stava pattinando con un mondo di dolore, sospetti e odio sopra le spalle.
E quando hai tutto quello là sopra non ce la puoi fare a saltare.
La sua carriera finirà lì.
Anni dopo Tonya tornerà con lo sport più lontano dal pattinaggio artistico che esista, la boxe.
Ma del resto lei era una boscaiola prestata al ghiaccio, una popolana costretta ad esser principessa, un bruco obbligato a mostrarsi farfalla.
E o.k, non aveva l'avvenenza delle pattinatrici, la classe delle principesse, la leggerezza delle farfalle.
Ma riuscì a volare più in alto di tutte.
Perchè fu una pattinatrice che al posto della grazia usò la potenza, una principessa che al posto della bellezza usò il carattere, una farfalla che al posto della leggerezza usò la forza.
E volò più in alto di tutte.
E adesso eccola lì che sta atterrando da quel triplo axel, sta atterrando da quel volo impossibile, quasi fosse un k.o in un ring.
Ma una volta a terra il sorriso non gli si toglie dalla faccia.
Chè lei, lassù, c'è arrivata

9

29 commenti:

  1. Tu sai che io sono rompicoglioni, vero?
    C'è un refuso:

    Ma torniamo a due anni e mezzo prima, febbraio 2016, Olimpiadi Invernali di Lillehammer, Norway.

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    1. ahah, grande

      e grazie

      eh, ma era bello aver 16 anni due anni fa ;)

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    2. Prego, figurati!!! Se 2 anni fa avessi avuto 16 anni non avrei potuto guidare fino a Paciano però!
      A parte gli scherzi, io non vorrei tornare ai miei 16 anni, ero una sfigata da antologia!

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    3. beh, avresti tutto il tempo per recuperare

      no, scherzo, sono d'accordo, il passato è passato, quello che siamo stati siamo stati e va bene (o male) così

      sempre al futuro lo sguardo

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  2. Film pazzesco... quelle lacrime davanti al giudice non le dimenticherò facilmente... strazianti, soprattutto per chi fa sport
    https://youtu.be/PUvVjWR3zTQ
    (Link a una canzone)

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    1. Bellissimo pezzo e bellissimo link

      è la gara del triplo axel, forse l'unico momento veramente felice e senza ombre per Tonya

      sì, aver fatto sport o amarlo fa la differenza qua

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  3. Mi state facendo cambiare idea tutti su questo film, che volevo quasi bypassare di default...

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  4. film buonissimo, madre straordinaria che nessuno si sceglierebbe, se non è malato di mente lo diventerebbe

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    1. vivendo a così stretto contatto con lei sì

      in questo Tonya è stata anche forte e coraggiosa, andandosene via di casa a 19 anni (mi pare)

      certo che tanti danno a quel punto son già fatti

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  5. Recensione bellissima, come al solito. A me il film però non mi ha colpito così tanto, sono andato al cinema solo per il tuo 9.

    1 Non sono mai stato uno sportivo e questo sicuramente mi ha penalizzato in partenza.

    2 Ottimi Margot Robbie e Sebastian Stan, ma vi chiedo: sono credibili nei panni di impacciati ventenni?

    3 Le scene di violenza domestica hanno sempre un tocco "leggero", con un sottofondo accattivante. La scelta è in linea con lo stile del film, ma toccarne in casa da chi ti dovrebbe amare è una cosa terribile, che qui mi sembra venga quasi ridimensionata, la qual cosa mi ha fatto incazzare un po'.

    4 La faccia della Robbie è stata presa e appiccicata su una pattinatrice professionista, io questo scarto l'ho subito, e credo che non sempre l'effetto sia perfetto. Forse sono solo paranoie mie però.

    5 Bella l'operazione di clonatura dei personaggi, ma qualcosa è andato storto. La gamma emotiva dell'eccellente Robbie ci rende una Tonya che probabilmente non è mai esistita, sofistica una personalità semplice, vittima di esseri mossi dal caso e dalla loro pochezza.

    6 Vorrei aggiungere qualcosa sull'operazione di purificazione di Tonya, ma stacco qui!

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    1. Sei Alessio o Ivan Monti?

      a parte gli scherzi grazie per i complimenti e grazie per aver commentato qua. Ormai tutto, dal raduno al blog, si è spostato su fb e, sinceramente, ammetto che sia tutto più funzionale e facile ma a me non piace tanto. Ormai il profilo personale l'ho lasciato, fosse per me chiuderei anche altro ma ormai credo sia impossibile per rispetto alla gente

      niente, scusa lo sfogo ma l'ho scritto qua almeno quelli dell'altro mondo non lo leggono

      allora, il mio 9, l'ho scpiegato, è SOLO personale. Credo sia un film da 7.5/8. Dovevi fare la tara, ma credo lo sapevi da solo

      1 chissà perchè quando t'ho visto l'avevo immaginato non fossi mai stato uno sportivo. Vabbeh che anche io tutto paio tranne che un grandissimo sportivo ;)

      2 secondo me sono molto credibili. Lei poi è irriconoscibile dai, se non sapessimo che è Margot penseremmo che sia una in quella maniera ;)

      3 Grande Ale, sono con te. Il film ha una vena ironica che, bisogna dirlo, funziona alla grande. Ma secondo me doveva essere dosata con maggiore parsimonia. Leggo ovunque di black comedy, mi dà il voltastomaco sta definizione per Tonya. Io lo vedo come un film drammatico tout court a cui è stato dato un taglio un pò pazzo, come pazza è la storia
      Ma si è esagerato e la gente c'è cascata

      4 no, ripeto, per me è irriconoscibile. Ma era la prima volta che la vedevo in un film (di foto centinaia), quindi sto effetto per me era difficile averlo

      5 mi sono appena accorto che i punti 2,4 e 5 son quasi un unico punto. Niente, non te levavi dalla testa che era la Robbie ;)

      6 no no, ti capisco. In realtà io non credo sto film sia agiografico. Però, certo, se un pochino modifica le cose le modifica a favore di Tonya. Che resta una testa matta, maleducata, mezza violenta e che era consapevole che con la Kerrigan forse finiva male. Insomma, non se ne fa certo un santo

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    2. Ahahah sì sono Alessio, ho voluto scrivere qui proprio perché sentivo che subivi questa facebookazione della tua creatura. Sono contento quando leggo una recensione positiva di un film che mi è piaciuto, e ci trovo sempre spunti nuovi. Ma sono ancora più contento quando non siamo d'accordo! Baci!

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    3. purtroppo è demacrazia, non posso proibire di commentare là a chi vuol farlo

      è bello, gratificante, ma mi affatica e non piace

      sì sì, non essere d'accordo è sempre più bello. Peccato che qua capiti tanto di rado (altra cosa che amerei, che scriva chi la pensa diversamente da me, non tanto chi vuol fare complimenti e sottoscrivere tutto. Ecco, quello va bene su fb ;) )

      ciao matto

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    4. cioè, ho scritto demacrazia

      e la a nella tastiera non è vicina alla o

      niente via, meglio mi riposi ;)

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  6. Gran film, e gran cosa quando il Cinema si mescola alla vita.

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    1. in questi casi è davvero il massimo che si può chiedere ;)

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  7. Avevo quasi scritto tutto il commento, poi mi sono accorto che era formato da due parti: riferimenti a me e complimenti a te. In pratica, non dicevo nulla sul film nonostante abbia atteso di leggere questa recensione tanto quanto il film stesso. Quindi, insomma, utilità del commento: poca, superata in peggio forse solo da questa glossa al commento mai pubblicato :)

    Una cosa dico, per non perdermi. Dentro questo film, ma preferirei dire dentro questa storia, c'è tutto perché a mio avviso unisce due elementi fondamentali della vita: dramma e ironia. È una vicenda profondamente drammatica eppure non si può fare a meno di notare come l'ironia plasmi in continuazione le nostre vite e a volte ci lasci in sospeso, permettendoci di notare tutta la diversità di un'atterraggio dopo un salto e dopo una caduta. Se c'è, una diversità.

    Grazie, Giuseppe.

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    1. ma i riferimenti a te potevi lasciarli, i complimenti a me hai fatto bene a cestinarli ;)

      non ci sono commenti più o meno utili, certo ce ne sono di più o meno interessanti ma ogni commento, anche di una riga inutile è più utile di un non commento ;)

      giodissey, io se sono ancora vivo (forse letteralmente) è solo grazie all'ironia, l'unica carta che ho sempre trovato per distruggere le cose più brutte. Non che grazie a lei son stato bene, ma mi ha aiutato a renderle meno importanti, a sublimarle, a ridicolizzarle

      grazie a te

      (mi pare tu abbia già commentato, ma non ricordo dove. E non so se magari virtualmente ci conosciamo. Scusa ma è difficilissmo per me abbinare sempre nick a persone)

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  8. Ho scritto la prima e, fino a questa, unica volta in occasione della classifica dei migliori film del 2017. Non ci conosciamo virtualmente quindi non devi scusarti proprio di nulla :)

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    1. Ah, ecco, però avevo ragione che il nick almeno una volta era comparso...

      No no, è che quando leggo "giuseppe" (che preferisco al nick) ho sempre il beneficio del dubbio se conosco, anche se solo virtualmente, quella persona

      a posto così ;)

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  9. contento di conoscere il tuo blog, a cui mi iscriverò subito dopo aver lasciato questo commento, da questa recensione che trasuda passione da ogni parola...
    è bello quando il cinema si mescola ai ricordi, alle passioni personali... in quel modo anche film che magari a qualcuno non dicono nulla possono essere importantissimi per altri...
    intendiamoci: non che voglia dire che Tonya non sia bello, anzi... penso anch'io grandi cose di questo film, ma il fatto che tu abbia dei ricordi personali da legare a quest'opera la rende migliore ai tuoi occhi di quanto magari sia per me...
    pensa che per me un film straordinario è Stargate, non di certo un capolavoro, ma è il film che mi ha fatto innamorare del cinema da bambino e quindi ai miei occhi resta fantastico...
    ma vabbé, tornando a Tonya posso dire di concordare con molte delle cose che hai scritto... avevo visto alcuni video ma non quello dell'aggressione alla Kerrigan ed è abbastanza scioccante, con lei che urla sto Why??!!

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    1. ah, ma grazie mille

      in realtà conosco da un pò a voi tramite Paolo Parisini che invece qua da me bazzica da tempo

      sì sì, hai capito perfettamente, il mio giudizio è tremendamente inficiato dalla commistione film-giuseppe, non solo riguardo la mia vita ma anche le mie passioni e quello che cerco col cinema

      e il tuo esempio di Stargate è perfetto

      però Vincenzo il video col Why? si (intra)vede due volte anche nel film

      che poi, diciamocelo, la Kerrigan non si fece nulla, dopo 28 giorni era sui pattini. Una botta, niente di più

      lo dico sussurrando perchè non vorrei che mi si facesse passare per uno pro-Tonya
      però, ecco, le verità, tante volte, stanno nel mezzo

      e qui non ci sono un'orco e una principessa, no no ;)

      a presto ;)

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  10. film di grandi interpreti !
    solitamente vedo con un occhio molto critico i film biografici o come in questo caso , mockumentary; devo sempre costringermi a stare in allerta e una certa differenza la fanno gli interpreti ; in questo caso caro mio siamo di fornte a due attrici che hanno reso una interpretazione immensa , esageratamente coinvolgente e tanto basterebbe a far cambiare un voto sufficente in uno molto buono .
    Dicevo che devo stare in allerta perchè ci trovo spesso un chè di costruito associato quella presunzione di "documento vero" difficile da gestire, oppure al contrario la buttano in caciara romanzata .
    In Tonya è abbastanza calibrato ma , soprattutto , è ben descritto il contesto sociale della famiglia e dell'ambiente sportivo .
    E poi loro due !!!!!!
    a proprosito della Robbie vorrei dire che fino a d ora io l'ho vista alle prese con tre personaggi diversissimi ( la moglie giovane spregiudicata e bellissima , modello Barbie, in the Wolf of wall street e la psicopatica di Suicide squad ) ed ora Tonya perciò mi senbra una gran brava trasformista ; per me non è assolutamente vero che vedi solo la Robbie sulla faccia di Tonya ( e sai che io non regalo niente ;)... ha saputo entrare davvero nei personaggi ogni volta in modo molto convicente .
    forse non sai che un anno fa organizzai una paly list a cui diedi il titolo di Madre Padrona; ecco, questo film ci sta dentro giusto giusto !!

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    Risposte
    1. Come al solito film americani che raccontano l'america e recitati benissimo non possono non essere di tuo gradimento, sono la tua tazza di thè perfetta ;)

      sì sì, due interpretazioni (ma io ci metterei anche minimo il grassone) che valgono la visione, che farebbero arrivare a un 7 anche un film dalla trama appena sufficiente

      questa è un'operazione molto strana. Perchè è tutto basato su interviste vere (ogni finta intervista che vediamo ha frasi dette veramente nelle vere interviste) ma il fatto che siano interviste vere non significa che siano interviste con la verità dentro

      in questo senso leggere la didascalia iniziale, che non avendo ancora visto il film non sembra importante, diventa decisivo

      "questo film è basato completamente su vere interviste dei protagonisti. Ma interviste contrastanti, incoerenti"

      insomma, ci viene detto che tutto quello che vedremo non se la sono inventati "quelli del film" ma è tutto documentato. Poi che sia vero non lo sanno, anzi, dicono subito che per forza ci saranno falsità visto che ogni intervistatore dice cose diverse...

      per me era la prima Robbie e che dire, vale mezza carriera

      credo che ti riferisci a un lettore riguardo quell'appunto visto che per me è completamente scomparsa dentro Tonya

      ma sai che proprio l'altro ieri parlando di Kevin (e avendo appunto visto Tonya) con un amico avevo detto che mi sarebbe piaciuto fare una lista sui film con rapporti impossibili madre-figlia?

      magari porti qua la tua e ci metto dentro qualcosa di mio

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    2. ... ti ho inviato una mail così poi valuti tu se ti interessa perchè io ho fatto una play non tanto sukl rapporto impossibile tra madri e figli ma proprio sul predominio della madre tant'è che lìho titolata MADRE PADRONA
      qui tu citi Kevin ... ti riferisci al film e ora parliamo di Kevin ?
      se si non rientra nella mia ricerca
      tra l'altro quando lo vidi non mi convinse del tutto ... ci trovai certi punti deboli che mi lasciarono un pò così....

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    3. mail ricevuta

      sì sì, ma infatti sono due temi un pò diversi ma era buffa la coincidenza che avessi pensato proprio questi giorni ad una lista molto simile alla tua

      poi vedo con calma allora

      no, A proposito di Kevin magnifico... ;)

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    4. ... in Kevin interpreti magnifici e quella scena finale tra madre e figlio talmente forte da portarti via !!!!!
      purtroppo il regista scelse la via di un racconto che non prendeva in considerazione il contesto sociale lasciandosi prendere solo da loro due cosa che secondo me non era concepibile .
      Lo spiegai meglio nel mio commnento ... è un discorso un pò complesso ... alla dolly ;)

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    5. no cavolo, siamo lontanissimi allora

      secondo me invece la potenza di Kevin è proprio in questa sua universalità, nel farti riflettere sull'amore madre-figlio, sull'affetto, sulla natura umana, a prescindere da contesti

      poi magari vado a leggere il tuo commento almeno capisco meglio ;)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao