24.5.18

I Corti de Il Buio in Sala - 19 - Tre proposte di "amici"




CANTI DELLA FORCA

Avevamo già incontrato Stefano Bessoni agli albori del blog con l'imperfetto ma tanto tanto umile e pieno d'amore per il proprio lavoro Imago Mortis.
E ora dopo circa 7,8 anni, su segnalazione del grande amico Tommaso Ferrero (se ho capito bene allievo di Bessoni) ritrovo un autore che, ancora una volta, mi trasmette una grandissima passione e un amore sconfinato per le cose che fa.
Canti della Forca è un ibrido tra la stop motion e il live action, un'opera fortemente metacinematografica perchè racconta e mostra anche tutta la parte creativa (la lettura, la scrittura, il disegno dei personaggi).
In questo mi ha ricordato anche un certo Nichetti.
Una specie fiaba gotica che, ovviamente, ricorda tanto Burton o altri esponenti recenti di tale tecnica (penso a Boxtrolls).
Disegni bellissimi, pupazzi lo stesso, filastrocche orecchiabili e piacevolissime.
E' il racconto di alcuni strambi personaggi, accomunati dall'esser stati impiccati.

Musiche originali notevolissime e un finale molto malinconico che al tempo stesso pare un voler raccontare il diventare tutt'uno con i propri personaggi ma, fors'anche, una triste metafora della condizione di alcuni tipi di artisti, come Bessoni




SELVAGGIO DESERTO

Indovinate di chi è questo corto?
Nientepopodimeno che del grande Giorgio Neri, il curatore in questo blog della rubrica malata Boarding House.
E solo così, estreamamente malato, poteva esse il suo corto.
Lui lo definisce il trait d'union tra il vecchio e il nuovo Maniac (vedere la citazione del nome dell'attore...).
Quello che è certo è che Giorgio omaggia quel mondo che, forse, nessuno conosce bene come lui in Italia. Un corto che ritrae una persona disturbata, un degrado fisico, ambientale e morale, un misogino in preda ai suo vaneggianti e violentissimi attacchi contro le donne (voice oggi notevole).
Giorgio alterna molte immagini statiche, molti dettagli a qualche movimento di macchina più mosso. Tutto quello che vedrete ricorda tantissimo i film visti da Giorgio, il suo background.
Un film di solitudine, malattia, buio esterno ed interno.
Con una sequenza finale secondo me riuscitissima, questo mix tra la quotidianità del vivere e il "pensiero laterale" dell'omicidio

Bravo amico

(ma nella realtà non sei così vero?)





SETE RIMANE SETE

Bellissimo.
Diretto (insieme ad altri) dall'amico Nicola Pertino, Sete Rimane Sete è un piccolo viaggio esistenziale di straordinaria forza visiva e, forse a causa di alcune vicende personali, di grandissimo impatto per me.
La fine di un amore non accettato, la voice off di una donna che manda messaggi vocali a lui che non c'è più.
Tutto questo sopra immagini di qualcosa che ormai è finito, deserti, scheletri, scogliere spoglie, polvere, ruggine, tronchi d'albero mangiati da formiche, edifici distrutti, detriti, ruderi, vetri rotti, muri scrostati, fratture nel suolo.
Un'incredibile sequela di immagini di abbandono, di resti di qualcosa che ora non c'è più, di piccola morte.
Un film che è un sommesso ma perentorio e deciso grido d'amore, un non accettare l'abbandono, un sentirsi prosciugati come un frigo spento lasciato a perder acqua.

"Vaffanculo te e la libertà"
Stupendo









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