1.4.19

Recensione: "Durante la tormenta" - Su Netflix - 23 -

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Oriol Paulo, dopo i due precedenti splendidi thriller, fa un notevole passo indietro.
C'è la sensazione che sia in qualche modo prigioniero di sè stesso e del suo dover per forza stupire lo spettatore con i suoi twist.
Stavolta crea una sceneggiatura con maglie troppo larghe (lo stesso genere, fantascienza con loop temporali) e ci si perde dentro regalandoci un giocattolone che funziona e non funziona.
Peccato perchè le tematiche c'erano e il discorso di come i nostri futuri possano differire di piccoli dettagli solo in base ad eventi del passato era molto interessante (anche se abusato).
Un film che parla delle scelte della vita ma che non ha la sobrietà e la verosimiglianza (anche nell'inverosimiglianza) che avremmo voluto

presenti spoiler circa a metà recensione

E così anche quest'anno il film del raduno c'ha deluso.
Alla fine di brutti film non ne abbiamo mai visti eh, ma quasi sempre hanno deluso rispetto alle aspettative.
Va a finire che il migliore resta quello del mio amico Davide Montecchi, visto insieme a lui (regista) nella notte del primo raduno, alle 2.
Mi riferisco a In a lonely place per chi fosse interessato.

Io un pò di puzza di bruciato ce l'avevo.
Intanto dopo El Cuerpo e Contratiempo era quasi filologico un calo. 
In più quando sali ai quartieri più alti (budget e fama) spesso ci rimetti. 
In più il vestito fantascientifico e di loop temporali è sempre affascinante ma anche sempre tanto rischioso.
Resta il fatto che il film di Oriol Paulo è un netto passo indietro rispetto ai suoi due grandiosi thriller d'esordio.
I problemi sono più d'uno, primo tra tutti la sensazione, a mio parere, che Paulo sia in qualche modo vittima di sè stesso. 
Lui, il re del twist, imprigionato in questo...loop mentale di doverne fare sempre di più strabilianti. 
Mentre, però, le sue precedenti sceneggiature erano sì complesse e "mirate" (tanto da perdere in verosimiglianza) verso il twist ma comunque non molto rischiose, qui il bravissimo regista spagnolo ha voluto fare una "paulata" in un contesto troppo grande in cui, mi sembra, si è un pochino perso.

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"Durante la tormenta" ha dentro tanti richiami a opere precedenti sui viaggi nel tempo, per citare una delle più recenti e presenti direi Dark.
Secondo me nell'incipit ci sono due piccolissimi dettagli che potremmo prendere come metafora del film.
Prima quel bimbo che canta "Time after time" di Cindy Lauper.
Pensateci, il tempo dopo il tempo, una specie di eternità che possiamo tranquillamente abbinare al concetto di infinito loop temporale.
Poi quel Tg che parla della caduta del Muro di Berlino e del passaggio dall'Est all'Ovest.
Anche qui, se vogliamo, possiamo già intravedere un'altra metafora del film, ovvero quella del passaggio da un mondo all'altro, l'est-ovest, il passato-il presente.
E come succederà nel film, specie nel finale, questo passaggio coinciderà con la disperata speranza di trovare dall'altra parte un mondo migliore, una vita migliore.

Ecco, erano passati solo 10 minuti, mi ero già segnato sul taccuino queste due possibili chiavi di lettura ed ero speranzoso di ritrovarmi davanti un film molto bello.
In più, bisogna dirlo, l'incipit non è affatto male anche se questo continuo revival degli anni 80 sta diventando leggermente troppo abusato.
Prologo che ricorda molto anche l'immortale "La finestra sul cortile" (altro film che ha creato una situazione filmica viste centinaia di volte) e che in quell'incidente con il furgone è identico, identico, al recentissimamente da me visto Aterrados.
Comunque dopo questo incipit parte il film, film che sarà poi giocato in due temporalità, 1989-2014 e che si basa sul concetto dell'effetto farfalla, ovvero quello per cui se nel passato cambia anche un solo piccolo elemento il futuro ne può essere enormemente modificato.
In questo senso ci terrei a dire una cosa, ed è il fatto che ho trovato molto interessante  di come i futuri (ne avremo 3) siano solo di poco diversi uno dall'altro, come se il battito d'ali della farfalla nel passato non abbia stravolto completamente il futuro, solo modificato di piccoli dettagli (lei lavora sempre nello stesso ospedale, le persone intorno a lei sono le stesse, la casa è la stessa etc...) .
In realtà l'effetto farfalla ha mille possibili letture e non per forza, ad esempio, riguarda il passato e il futuro ma anche soltanto le distanze (una farfalla sbatte le ali qua e causa un uragano a 10000 km di distanza).
Ma, insomma, sticazzi.

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I problemi più evidenti di "Durante la tormenta" stanno nella poca credibilità del tutto, in un'emozione che arriva davvero col contagocce, in un susseguirsi degli eventi confuso e nemmeno troppo interessante e, personalmente, nell'aver intuito il finale non solo prima del dovuto ma appena visto "quel" personaggio.
Molti, ad esempio, avevano intuito quello di Contratiempo ma secondo me, in quel caso, averlo intuito non inficiava le emozioni.
Il paradosso semmai è un altro.
I primi due film di Paulo erano marchingegni perfetti ma che avevano davvero poca profondità. Grandissimi film di genere, anche emozionanti, ma che non sollevavano quasi nessuna tematica importante.
Questo è forse il film col vestito più maestoso e, se possibile, ancor più di genere (sia thriller che fantascienza) ma anche il film che umanamente ed eticamente osava di più, scatenando riflessioni mica da ridere...
"Durante la tormenta" è infatti un film di scelte, e di come ogni persona possa mettere davanti cose piuttosto che altre.
L'amore, gli affetti, il lavoro, la figlia, sono tanti i pezzi del puzzle diversi che si ritrova davanti la nostra protagonista.
Preferendone uno rischia di andare a perdere tutti gli altri.
In questo il film poteva essere molto interessante ma, ahimè, non raggiunge l'emotività richiesta.
La scelta (per me in modo ovvio) ricade sulla figlia, a costo di perdere un grandissimo amore (quello che percepisce lei toccando l'investigatore, tipo La Zona Morta) o un prestigioso lavoro.
Devo ammettere però che il finale in questo senso è molto bello.
Lei che si uccide accettando qualsiasi conseguenza.
Lui che per non farla morire definitivamente accetta di modificare il passato, pur sapendo di perdere il loro amore.
E lei che poi nel terzo futuro riesce nel jackpot, sua figlia è finalmente lì, il marito è sempre un bastardo (lo capisce dagli accendini) e quel corpo nel mattatoio da far scoprire per poi poter conoscere di nuovo (una cosa alla "Se mi lasci ti cancello") l'uomo che probabilmente l'amerà da morire (come fa lei a pensare che quell'uomo ci sarà ancora ed è sempre un investigatore è un mistero).
O.k, bel finale ma c'è un problema, niente ha senso.
La faccenda della tormenta e delle connessione temporale è debolissima, il fatto che ci sia la "scadenza" quasi ridicolo (da filmetto), quello poi che lei pensi che cambiando ancora il futuro possa aver tutto non ne parliamo.
Il film tratta un mistero incredibile e imponderabile alla stregua di un giochino di cui si conoscono le regole, incredibile.
Poi che loro abbiano la certezza che la cosa possa funzionare, dai, non regge. Lo sanno perchè l'ha detto loro quella scrittrice, personaggio quasi ridicolo (la Rueda è invecchiata tanto mannaggia).
Insomma, tante forzature, tanti trucchetti che con i veri grandi film c'entrano poco e che rendono "Durante la tormenta" più un giocattolone di fantascienza che altro.
Tra l'altro non ho amato quasi nessun attore, ma questo è forse un mio problema.
Belle inquadrature (tante god view), delle scene molto convincenti (specie nella prima parte), discreto ritmo ma tante, troppe cose che non vanno bene.
Potrei fare un elenco infinito.
Lei che all'inizio del film crede subito al varco temporale, suo marito che nel secondo futuro non riconosce la dottoressa che l'ha operato (incredibile, dopo 5 minuti se ne esce con un "era nell'equipe di quando mi sono operato"), la sequenza della polizia che si ferma, il discorso già affrontato di come questi sembrano avere il manuale di istruzioni sul come gestire i Varchi Temporali durante le tormente, lui che diventa ispettore di polizia passando venti anni della sua vita seduto su una panchina e tante altre cose ancora.
Vorrei scrive de più ma c'ho altri due film da recensì in questi giorni, quindi la chiudo qui e faccio un thè.

6.5

12 commenti:

  1. "aver intuito il finale non solo prima del dovuto ma appena visto quel personaggio"... esatto, e non solo quel "personaggio" ma quasi qualsiasi sviluppo di trama, il che ha reso la visione poco entusiasmante e lo spiegone finale abbastanza noioso. Non lo boccio ma lo relego alla categoria dei "film da domenica sera sul divano". Non ho visto gli altri film del regista ma gli darò una possibilità dato che comunque mi piace il genere e mi pare di capirne la netta superiorità su questo.

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    1. vero, sembra uno di quei film per la famiglia da domenica

      un pochino drammatico, spettacolare, abbastanza televisivo anche nei personaggi e nella recitazione

      peccato davvero

      sì sì, vai sugli altri due

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  2. Speravo che alla fine l'ispettore non riconoscesse la saltatrice di loop temporali e la arrestasse. In fin dei conti, nessuno fa un buco in una proprietà abbandonata e ci trova un cadavere, se non è coinvolto nel crimine. Sarebbe stato un gran finale : chi troppo vuole, nulla stringe. :)

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  3. Essì, un po' di delusione c'è. Accidenti, El Cuerpo e Contratiempo erano due gioiellini memorabili, sempre un po' sopra le righe, ma precisi e ansiogeni come cronometri. Con quell'atmosfera costruita in modo magistrale e sempre un po' magica in cui lo spettatore si può adagiare bello comodo mentre si spreme le meningi per venire a capo dell'intreccio. "Dentro la tormenta" ha sempre un'ottima atmosfera, almeno all'inizio, ma cambia un po' rotta rispetto ai film precedenti, gioca a carte scoperte con le citazioni da Ritorno al futuro (poche ma evidentissime :D) e pretende di costruire un giallo mischiandolo alla struttura classica dei film anni '80 "Uso macchina portentosa che però mi incasina la vita, devo ritrovare macchina portentosa per sistemare tutto". Io credo che Paulo volesse come veri protagonisti la madre e la sua capacità di sacrificarsi oltre ogni limite immaginabile per ritrovare la figlia (a proposito, secondo me l'attrice e il personaggio che interpreta sono la cosa migliore del film). Penso che puntasse a raccontare questo e se ci fosse riuscito meglio, con tutti gli ingredienti che aveva a disposizione, avrebbe fatto un signor film. Magari non un vero giallo, ma qualcosa di memorabile. Invece la situazione evidentemente gli è sfuggita un po' di mano (il personaggio della Rueda è emblematico di questo, è inqualificabile e pure un po' sviante) e tutto rimane un po' ordinario e poco convincente. Comunque, se questo è il peggior film di Paulo, non siamo messi così male ecco :)

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    1. come al solito perfetto ;)

      e la penso come te, l'ho scritto anche, questo film aveva la profondità per essere grande, paradossalmente anche più dei due thriller puri precedenti

      ma come dicevo e come dici anche te si è ritrovato in maglie talmente larghe che ci si è perso e non è assolutamente riuscito a tirare una riga precisa e dritta

      il personaggio della Rueda è il classico, e terribile, personaggio strumentale che serve a giustificare l'ingiustificabile mezz'ora finale, quella tutta basata su "se facciamo così ci salviamo"

      sì sì, se fosse stata l'opera prima poi c'era da esultare :)

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  4. ciao ho seguito il film ma quindi alla fine si è rimesso tutto a posto. ad esempio..le sigarette del marito trovate nel giardino che le ha prese all'hotel. in quell'altra dimensione stava con quella bionda all'hotel. è successo anche nel presente, rimettendo le cose a posto?

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    1. lei da quei fiammiferi, o sigarette, non ricordo, capisce che anche in quest'altra dimensione il marito la tradisce

      e per questo fa trovare il corpo del delitto, per conoscere l'ispettore di polizia con il quale spera di cominciare una storia, sapendo che con lui ne ha già avuta una in un'altra dimensione ed è andata benissimo

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    2. si. questo fatto succede anche nella dimensione "originale". rivedendo alcune scene all'inizio il marito era andato fuori ed era tornato dal viaggio. all'ospedale anche l'infermiera amica bionda della protagonista era appena tornata da un viaggio e quando,con una battuta, gli viene detto se era inciampata su un bell'uomo, lei cambia discorso. credo sia chiaro che il marito e l'infermiera bionda avevano fatto il viaggio insieme. dimensioni diversi,forse in modi diversi ma simili per situazioni. scoprendolo,come dici la protagonista vuol far succedere la situazione dell'incontro tra lei e l'ispettore che già sa che andrà bene con lui.

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    3. assolutamente, lei capisce che in tutte e 3 i futuri il marito la tradisce, l'ha sempre fatto

      nel primo non se ne accorgeva, nel secondo l'ha beccato, nel terzo capisce dai cerini che lui quella relazione ce l'avrà sempre

      e sì, il finale significa quello :)

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  5. El Cuerpo è uno dei thriller più riusciti di sempre. A cinque minuti dalla fine ancora ti frullano in testa diverse, possibili piste, ma non ancora quella giusta.
    I film successivi (soprattutto Contratiempo, dove il fatto di impegnare parte dello stesso cast - Coronado - non aiuta ulteriormente) pagano un po' il fatto di utilizzare, seppur in parte, la stessa...come dire..."strategia di depistaggio". Insomma, per chi ha già visto e apprezzato El Cuerpo, è difficile farsi coinvolgere appieno da Contratiempo e Durante la Tempesta. Quest'ultimo però l'ho trovato più intrigante del precedente.
    E poi c'è Adriaaaaanaaa! Particolare non da poco.

    Comunque, adoro i film spagnoli, soprattutto quelli a tinte thriller.


    Lee.

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    1. sì sì, diciamo che a te è successo già dal film numero 2 quello che a me è successo dal 3, ovvero avere la sensazione che Paulo sia un pò prigioniero dei suoi meccanismi. Ma tanto Durante la tormenta non funziona anche per altri motivi mentre, per me, contratiempo era magnifico

      insomma, l'unico su cui concordiamo alla grande è El Cuerpo

      e come potrebbe essere altrimenti...

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