15.7.13

Recensione "Ruby Sparks"

O.k, sono passati 15 giorni dall'ultimo film recensito, se ne lasciavo passare altri sarebbe stato sempre più difficile ricominciare. Tra l'altro ho abbandonato nel "miglior momento" di sempre del blog, si dice così? Ora non mi interessa se si riparte con 4 gatti perchè semmai quei 4 gatti saranno 4 gatti che valgono oro.
Anche se, e qui è curioso il richiamo a Truman show quando il creatore afferma che la schermata con le trasmissioni interrotte avrebbe avuto più audience dello show in sè, il post con la pausa in soli 9 giorni è stato praticamente il più visto del mese. Vacce a capì qualcosa... :)
Mi scuso con Gianluca per la promessa di ricominciare con la 25° ora ma in questi giorni un pò più difficili sono andato al cinema più volte e provo a recuperare nella memoria alcuni film (credo 3) dei 5,6 che ho visto. La 25° ora sarà il primo nuovo film dopo questi recuperi. Mi scuso per il post patetico della pausa, in realtà aveva lo scopo opposto a quello che si è percepito. L'ho postato proprio per dire che qualsiasi pausa si fosse notata prima o poi avrei scritto di nuovo e non per comunicare la decisione di abbandonare perchè quella, almeno razionalmente, non ci sarà mai. Insomma, mi ero un pò parato il culo se non si vedevano post per troppo tempo.
Perchè ricomincio? Perchè mi va. E, anzi, dopo 400 recensioni ecco la prima (o seconda) commedia romantica del blog. Mi ispirava, la davano in un cinema all'aperto, sono andato. Non sbagliavo.
Grazie a tutti amici, non sapete quanto siete importanti.
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Certo, sono forse l'ultima persona al mondo che può dir questo (non vedo commedie da anni) ma credo di
non andar troppo lontano nel definire Ruby Sparks come il tentativo più riuscito di avvicinare quella che, a mio parere, è la massima vetta del genere nella prima decade degli anni 2000, vale a dire l'immenso Se mi lasci ti cancello. I punti in comune tra i due film sono moltissimi ma incastrati in una struttura completamente differente.
Qui alla regia c'è la coppia Dayton-Faris, gente che di cinema sa scrivere come pochi e che con soli due film, Little miss Sunshine e questo Ruby Sparks, potrebbe già fermarsi e aver dato alla commedia indipendente americana più di qualche registuncolo che sforna porcherie da decenni.
Si può scrivere l'amore ideale? Fino a che punto è lecito modellare la persona che ami a tuo piacimento?
Commedia dolcissima, tenera, ma allo stesso tempo molto profonda e quasi cattiva nelle tematiche che affronta.
Calvin è un grande scrittore che a 19 anni ha avuto un successo incredibile e poi per 10 anni non è più riuscito a scrivere. Manca l'ispirazione, ispirazione che certo non può venire dalla vita che fa, rintanato in casa e incapace di instaurare il benchè minimo rapporto con chicchessia. Una notte però l'ispirazione arriva. E' Ruby, una bella ragazza, molto semplice e solare. Calvin la sogna, la "inventa" e inizia a scriverne voracemente. Finchè Ruby non appare davvero, in carne ed ossa, a casa sua.
Se voi poteste scrivere l'amore della vostra vita lo fareste? Avete un foglio bianco e potete scrivere là sopra tutto quello che volete, come e quanto lei vi ama, come vi guarda, cosa vi dice, modellarle il corpo, sceglierne i sogni e le aspirazioni, renderla vostra per sempre.

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Tutto bellissimo no? Sì, ma poi, pensandoci bene, siamo sicuri che si possa veramente raggiungere la felicità in questo modo? Sapere di essere amati, sapere che si è perfetti per l'altra, ma saperlo perchè sei tu che l'hai deciso e imposto non è una condizione più simile all'infelicità? Calvin smette di scrivere, cerca di capire se la ragazza che ha creato può amarlo a prescindere dalla magia che l'ha generata, per quello che è. Ma piano piano arrivano i primi problemi perchè nessuna persona scritta nero su bianco può avere la complessità di una reale, perchè le passioni, gli amori, gli umori e le complicità sono montagne russe della vita in cui tutti prima o poi dobbiamo salire,vanno su e giù tra discese ardite e risalite, perchè anche Califano lo diceva, tutto il resto è noia, o comunque ci sono momenti in cui lo sarà di sicuro.
E allora Calvin ricomincia a scrivere perchè si accorge che rischia di perderla.
La scena del confronto a due davanti la scrivania è di una bellezza e violenza devastante perchè metafora geniale e terribile di quei rapporti non liberi,quei rapporti in cui uno dei due (quasi sempre le donne) devono modellarsi agli occhi dell'uomo, stare alle sue regole, perdere completamente la propria identità per lui.

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E, più sotto le righe, c'è anche una forte critica a quei "geni" che si rintanano nel proprio mondo e nella loro (presunta) grandezza e non riescono ad abbassarsi al livello delle persone normali (vedi anche il confronto con l'ex ragazza).
Il film è brillante, divertente (soprattutto grazie al personaggio del fratello, tra l'altro interpretato da un attore strepitoso -Chris Messina -) ma sotto questa patina è di una crudeltà e malinconia incredibili.
La prima parte è molto dolce, con quel personaggio creato da zero, Ruby, che dice a Calvin "E' come se ti avessi sempre aspettato" (quando semmai è invece vero il contrario), quel blocco di vita finalmente divelto dall'arrivo dell'amore, quella perfetta simbiosi tra i due.
Ma, ahimè, simbiosi artificiale.
E in un finale praticamente identico ad Eternal Sunshine vediamo forse la genesi di quello che da artificiale può diventar naturale ed autentico.
Perchè nessuna condizione umana è mai definitiva.

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La nostra vita non è un libro in cui provano a darci pagina dopo pagina tante sfaccettature perchè noi quelle sfaccettature ce le abbiamo in ogni pagina, in ogni rigo.
Noi siamo tutto e niente ogni secondo, esseri capaci di amare ed odiare quasi allo stesso tempo.
Noi siamo uomini, non personaggi.
Siamo esseri miserevoli e meravigliosi, miserevoli e meravigliosi, difficile mettere una "o" nel mezzo.
Amiamoci per quello che siamo.
Ruby, sei libera.

( voto 8 )

30 commenti:

  1. bravo dae, son contento che sei tornato ;-)
    Il film in questione non lo conosco, ma ricordati che tra i film che devi recensire c'è anche Freddy vs Jason, ci conto ;)

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    1. Ma scherzi?
      I film che mi sono stati chiesti li vedrò tutti, anzi, più ce ne sono più la rubrica dura.
      Tranquillo boss :)

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  2. ma allora quella dell'addio al blog era solo una strategia di marketing...
    bravo, bravo ;)

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    1. Ma non ho mai detto che era un'addio cazzo! :)

      c'era scritto PAUSA grosso così!

      ah ah, che marketing del cavolo...

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  3. Non ti preoccupare Dae: l'importante era che tornassi, con quale film era relativo ;)

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    1. Ho 2 film di Park Chan Wook da commentare e poi arrivi te.
      Grazie caro.

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  4. Un ritorno con il botto con uno dei film più carini dell'ultimo anno! L'ho adorato, trovando anch'io parecchie somiglianze con Joel e Clementine :)

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    1. Ciao Lisa, grazie!

      Se lo hai commentato mi metti il link?

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  5. checcazz, tante menate sulla contessa olenska e poi ti spari una ruby spark con gli occhioni lacrimosi solo perché non è in costume?

    film non convincentissimo al 100% ma decisamente una delle migliori cose viste negli ultimi mesi.

    (ah, se messina avesse 20 cm in più...)

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    1. No, ma io proprio le storie d'amore classiche non le sopporto, non ti rendi conto. Se poi in costume davvero mi sento male.
      Qui altro che classica Ciku, dai non rompere il cazzo.

      Ma Messina 20 cm in più ce l'ha già, fidati...

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    2. E poi sinceramente non ho pianto nemmeno qua.
      Strano...
      Ma questo mi ha affascinato.
      Non perfetto però, hai ragione.
      E molto derivativo benchè originale.

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  6. oh! bentornato! aspettom ancora che mi chiami...:) Ruby Sparks è uno dei migliori film del 2012!

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    1. Ma no!
      Mi hai chiamato e ti ho detto "meglio mi chiami domattina..." :)

      eri te a dovermi chiamare!

      gran film

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  7. Povero me! Nemmeno lo conoscevo...:-( da recuperare senz'altro. La trama sembra decisamente interessante, specialmente per un "romanticone" come me! Grazie!

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    1. Non conoscerla non è un delitto, è passata davvero in sordina.
      Ma credo meriti molto anche se per tante cose è molto derivativa di Eternal Sunshine...

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  8. (off topic)

    Ciao Giuseppe, una curiosità tecnica: mi piacciono particolarmente le riprese girate con la macchina da presa a mano libera (ultimamente l'ho apprezzata in "Ruby Sparks" appunto e, soprattutto, in "Nemico pubblico" di Micheal Mann): so che dipende dai film, ma secondo te ci sono dei messaggi più o meno codificati che si incanalano con questa tecnica?

    Grazie :)

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    1. La domanda è molto interessante e la risposta è senz'altro sì.
      Però tranne in rarissimi casi la tecnica della camera libera ha essenzialmente due funzionalità, banali a dirsi ovviamente.
      La prima è la verosimiglianza. Mi riferisco ad esempio ai mockumentary che prendendo spunto dai veri e propri documentari soltanto con la camera a mano potevano "scimmiottare" il vero documento.
      Ovvio che qualsiasi inquadratura classica o "statica" (statica di base, poi può carrellare o fare panoramiche ad esempio) è già cinema, l'effetto documentario sarebbe perso.

      Il secondo uso più diffuso è per il coinvolgimento dello spettatore, specie nelle scene più frenetiche. Mi riferisco ad esempio a scene di battaglia, lotta, inseguimenti etc etc.., scene dove la velocità d'azione se accompagnata dalla velocità di camera dà allo spettatore un effetto magnifico che un campo medio non darebbe mai.
      Un altro uso (anche se a volte può essere sostituito dalla steady cam, la famosa camera che inventò Kubrick per Shining) è per le soggettive. Il nostro sguardo non è quello di un robot, ha dinamiche che una camera a mano rende meglio.

      Ma la tua domanda era più intelligente di questa mia risposta.
      Tu mi chiedevi, credo, se a volte dietro la ripresa a mano ci possa essere una poetica, un messaggio che il regista vuole veicolare.
      Questa domanda ha sicuramente una risposta:"sì" ma ho bisogno di tempo per pensarci :)

      scusa delle banalità, a presto!

      P.S: ma ti è piaciuto Ruby?

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    2. No che banalità: i tre usi - mockumentary, coinvolgimento emotivo, soggettive - li avevo intuiti, ma tu me li hai confermati.
      Per la poetica: quando avrai tempo, se vorrai, mi
      risponderai ;)

      "Ruby Sparks" mi è piaciuto parecchio perchè:
      - ha per protagonista uno scrittore: figura la cui vita e i cui processi mentali mi intrigano a prescindere;
      - si esprime, tra gli altri, su un tema importante, quale quello del mantenimento dell'identità individuale nel rapporto di coppia, con originalità; dimostrando come si possano ancora girare pellicole d'"amore" senza necessariamente incappare in copie banali ed inutili;
      - spinge al limite il confine tra realtà e finzione, ottenendo risultati che, in quanto paradossali, portano a riflettere (in alcuni casi mi ha ricordato "Vero come la finzione", film che amo, dove ad interpretare la scrittrice c'è una Emma Thompson in grande forma);
      - il fratello è davvero bravo;
      - la scena in cui lui le svela il proprio potere è di una potenza e di una violenza inaudite (basta solo pensare a quel "sei un genio, sei un genio, sei un genio"): credimi, ho provato pietà prima per lei e poi, soprattutto, per lui;

      Dopo averlo visto, l'ho consigliato alla mia ragazza; che l'ha apprezzato parecchio (lei già adorava "Eternal sunshine of the spotless") e che, a sua volta, l'ha consigliato a due nostri amici; dei quali, una l'ha visto ed apprezzato: insomma, nel mio piccolo lo sto diffondendo perchè, secondo me, merita.
      Avrei voluto scrivertene prima, ma lo sai che ho bisogno di un po' di tempo per metabolizzare certi film ;)

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    3. Ma certo che sapevi quegli usi, e bene :)

      beh, praticamente di Ruby abbiamo scritto le stesse parole e apprezzato le stesse scene, sono contento, addirittura hai citato il fratello...

      la scena della scrivania è devastante, la donna oggetto e burattino per Antonio Masia (un mio amico) :)

      di solito alla videoteca consigliavo io i film, era il mio lavoro, ma sai quante volte i clienti mi hanno consigliato Vero come la finzione? e a quel punto lo riconsigliavo anche io senza averlo visto :)

      riguardo la camera a mano...

      sti 5 giorni ho proprio abbandonato il blog, anche mentalmente, e non ci ho pensato.

      certo che l'esempio più lampante di una poetica dietro la camera a mano può essere il Dogma di Von Trier e soci.

      Con la camera a mano, con l'assenza di scenografie, musiche e qualsiasi elemento cinematografico volevano creare un cinema naturale, che rispecchiasse del tutto la realtà.
      E' molto diverso da un mockumentary, il documentario è comunque qualcosa che ha bisogno di tecnica cinematografica, inquadrature, montaggio, volendo anche colonna sonora.

      Per i Dogma la camera a mano erano una parte della loro poetica.

      ma anche questo lo sapevi già di certo :)

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    4. Ah no vedi, non ci avevo pensato ai Dogma; ne ho sentito parlare qualche volta ma, non avendoli approfonditi, non mi sono venuti in mente. Grazie.

      Sì: il fratello, oltre che essere bravo a recitare, interpreta un ruolo importante nel film.

      "la donna oggetto e burattino per Antonio Masia", che ridere :)

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    5. Eh sì, quello che dice il mio amico Antonio diventa sempre legge.
      I Dogma sono molto famosi ma spesse volte se ne parla a sproposito, nel senso che molti film dei due registi fondatori Von Trier e Vinterberg (quello del capolavoro Il Sospetto di quest'anno) sono considerati Dogma quando in realtà mi pare che ufficialmente lo sia solo uno a testa.
      Poi entrambi hanno mantenuto alcune regole del decalogo, tra cui la camera a mano, presente in tantissimo Von Trier, ma di film ufficialmente Dogma, ripeto, credo solo uno a testa.
      Poi io sia in rece che nei commenti vado sempre a memoria e con quello che so, informarsi e dire non mi piace.

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  9. Aggiungo alla lista di film che parlano dell'intreccio tra realtà e finzione "Sette psicopatici"; non saprei esprimere un'opinione, ma è di certo un film parecchio incasinato. Sicuramente potrai apprezzare un Sam Rockwell più schizzato che mai ;)

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    1. non so come ho fatto a perderlo al cinema in effetti...

      è un recupero sicuro

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  10. E questo è un altro film che ho scoperto grazie al tuo blog.
    È di sicuro un film interessante, in particolare se analizzato da un punto di vista più "profondo".
    Nella tua (ottima) recensione parli di rapporti non liberi, in cui uno dei due perde la sua identità. È un ottima osservazione e personalmente anche io la penso così ma secondo me il punto centrale di "Ruby Sparks" è il rapporto tra il creatore e l'oggetto creato. Ruby è un personaggio creato dalla fantasia di Calvin, è stata pensata e descritta come la donna ideale per lui. In un certo senso mi è sembrato quasi che Calvin si sentisse in diritto di "manipolare" Ruby perché la percepiva come un "suo" personaggio. Da questo punto di vista il film mi ha fatto tornare in mente "Opus", un bellissimo fumetto giapponese scritto e disegnato da Satoshi Kon. Anche in Opus si parla del rapporto che si crea tra un'artista e la sua opera, stessa tematica che io ho percepito in Ruby Sparks. Certo, si tratta di due opere diverse quasi in tutto; in Ruby Sparks abbiamo un personaggio che "esce" fuori da un racconto mentre in Opus avviene l'esatto contrario, ovvero un fumettista "entra" nel suo fumetto e ne diviene a sua volta un personaggio. Eppure, secondo me, potremmo benissimo paragonare queste due opere, nonostante le loro diversità.
    Bel film, anche se forse non mi ha preso al 100%.



    Alessandro.

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    1. Tu non hai 15 anni.

      Fidati, non ce l'hai.

      E se ce l'hai sei il fratello di Pietro le Gars.

      E se ce l'hai allora c'è un domani.
      Ma non ce l'hai



      (ma Satoshi Kon, quello dell'appena commentato Tokyo Godfathers? grande...)

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    2. Sì, proprio lui. Kon era anche un fumettista e il suo "Opus" è un opera semplicemente geniale. Una vera e propria perla nel panorama fumettistico giapponese. Assolutamente consigliato (e poi sono solo due volumetti).

      Fidati, ho 15 anni.

      A presto.


      Alessandro.

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    3. Ci credo ;)

      Mannaggia, non so se ormai in questa vita riuscirò a diventare un lettore di fumetti (o a suonare uno strumento), mi sarebbe davvero piaciuto tanto.
      Io vengo da centinaia di Topolino da bambino, da circa 150 Dylan Dog da adolescente e poi il solo Watchmen da adulto.
      Sono assolutamente convinto che quell'opera di Kon sia una perla.
      Che poi definire Opus un'opera è buffo

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao