12.11.15

Al Cinema: Recensione "Alaska" (2015)



L'ultimo film di Cupellini è un'opera a tratti bellissima ma anche piena di scelte, snodi narrativi e dinamiche che facciamo fatica a comprendere fino in fondo.
In ogni caso un film da vedere.

Buffo come uno che abita a Perugia e lavora (molto saltuariamente) alla Perugina abbia visto tutti i
film di Cupellini (sì, anche 4-4-2 di cui però ricordo pochissimo) tranne quello che proprio a Perugia e alla Perugina è ambientato, ovvero Lezioni di cioccolato.
Ma non è certo a 4-4-2 o a Lezioni di cioccolato che si rifà questo stranissimo nuovo film del regista veneto, Alaska, quanto, semmai, al notevole Una Vita tranquilla, anno 2010 e penultimo film del regista.
Curioso intanto come anche qua ci sia la scelta dell'italiano all'estero, come fu Servillo ristoratore in Germania adesso abbiamo Germano cameriere in un hotel di lusso a Parigi.
Ma, vedremo poi -sempre che mi ricordi di scriverle- non sono certo queste le uniche analogie tra i due film.

L'incipit è ottimo, notevole la scena del casting in cui ci viene presentata la bellissima Astrid Berges-Frisbey (d'ora in poi abbreviata in "lei"), una ragazza che per tutto il film faremo fatica ad inquadrare, dolcissima, tenerissima, romantica, la classica vittima designata della vita, una che sembra vivere con il dolore dentro e con un passato oscuro che non ci viene dato sapere. Ecco, il passato inconoscibile od oscuro dei personaggi è un altro punto in comune con il film precedente (avete detto anche Le Conseguenze dell'amore? ecco, quella tecnica).


Lo è, inconoscibile, anche il passato di Fausto (un sempre ottimo Germano), cameriere dal pugno facile che incontra lei, Nadine, nel terrazzo del super albergo dove lavora. Ed iniziano 5 minuti di marpionaggio molto particolare e, alla fine, incisivo. Curioso come questo incipit sia praticamente identico a quello del bellissimo Hungry Hearts di Costanzo. Due persone, una del luogo e una straniera, (Parigi come fu Londra) che si incontrano per caso, in una situazione particolare e imbarazzante (il bagno di là, la terrazza con lei mezza nuda di qua) e solo parlandosi 5 minuti in qualche modo si troveranno legati per sempre.
Comincia così con questo particolare ma anche drammatico incontro (vedrete perchè) Alaska, un film che a tratti pare anche bellissimo ma così strano nelle sue dinamiche e nei suoi snodi narrativi che più di una volta ce ne stiamo lì, confusi, incapaci di comprendere del tutto quelle stesse dinamiche o le scelte che hanno portato a crearle.
Sì perchè questa è una sceneggiatura apparentemente molto lineare, semplice, ma in realtà troppo piena di cose, troppo piena di avvenimenti e troppo piena di andate, ritorni, assurdi ripensamenti, comportamenti insensati ed iperboli emotive di cui non riusciamo a capire la genesi.
Anche gli stessi personaggi ci paiono poco coesi, troppo variabili, inafferrabili per questo.
Per tutto il film ho creduto Fausto come uomo squallido, immorale, approfittatore. E poi in un paio di scene sembra l'opposto, così. senza sfumature.
Già all'inizio questo amore nato in 10 minuti in una terrazza e in una suite ci sembra un pò forzato, una ragazza meravigliosa che aspetta lui per 2 anni, anni in cui sin presume abbia avuto centinaia di approcci, così, forse solo per senso di colpa.
E lui che avanza su di lei pretese assurde, forse per farle acuire quel senso di colpa.
E si va avanti, con allontanamenti e ritorni, tradimenti e drammi, in una storia che ci sembra sempre verosimile sì, ma anche quasi incomprensibile a tratti.


Alaska, come già accadde col bellissimo Nebraska. è il nome di uno stato americano che in realtà è metafora di altro. Qui è anche il nome di una discoteca sì, ma da intendere come simbolo e luccicante insegna di un possibile successo, di una possibilità, di una svolta di vita uguale a quella dell'eschimese che divenne re dopo che cadde la neve in Polinesia.
Ma la neve in Polinesia è un caso, un momento, e quando poi comincia ad esserci di nuovo sempre e solo un abbacinante sole il re è destinato a cadere.
Una storia che ha dentro tanto destino, (il loro primo casuale incontro, l'incidente, lui che conosce Sandro e la riccona, l'omicidio finale riconciliante) e che ha comunque all'interno della sceneggiatura dei piccoli passaggi notevoli, come quel sogno di maitre iniziale che dopo un percorso completamente diverso a quello previsto riuscirà a realizzarsi, come quella frase di lei "io sto bene quando tu stai male e viceversa" che diventerà vero e proprio leitmotiv di tutto il film (e forse chiave di lettura di tutto, un amore in cui non si riesce a star bene insieme o soffrire insieme è perennemente in pericolo) e con personaggi secondari, Sandro su tutti, umanamente scritti benissimo.
Una di quelle storie d'amore allo stesso tempo completamente sbagliate e distruttive ma anche indispensabili e salvifiche.



Cupellini è bravo, la regia è attenta, la direzione degli attori ottima (tutti, veramente) e ottima è anche la sua capacità di crear tensione pure col niente, sensazione che mi aveva dato anche ne Una vita tranquilla. Il problema è che tutto il coinvolgimento intellettuale ed emotivo che il film più di una volta ti dà molto spesso scema con questa, ormai detta e ridetta, incapacità di comprendere fino in fondo quello che stai vedendo.
Per arrivare ad un finale poi che è la summa di tutti questi possibili difetti, un "turning point umano" che sembra troppo netto, troppo affrettato, in un film che fa della fretta dei cambiamenti, acuiti forse da molte ellissi narrative, un suo marchio di fabbrica.
Resta un film da vedere, e subito, qualcosa di particolare ed inconsueto.
Anche perchè è un film che, forse, potrebbe racchiudere gran parte della sua particolarità e della sua forza proprio nelle incomprensioni che ha dentro, nelle zone oscure.

39 commenti:

  1. aspettavo che qualcuno ne parlasse, perchè dal trailer non sono riuscita a capire se potrebbe piacermi o meno. Al momento sono più orientata sul "o meno". E comunque non sono ancora pronta per rivedere Elio Germano... :P

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    1. Il trailer, come sempre, non l'ho visto.
      Ma quella sensazione che hai avuto secondo me è la stessa che potresti avere vedendo il film.
      Sai? mi sono dimenticato di scriverlo in rece ma volevo appunto scrivere che Germano sta esagerando, troppi film, e il rischio più grande di queste sovraesposizioni sono alti, poi non ce la si fa più a sopportare un attore.
      Io credo, a occhio, che nell'ultimo anno ne ha almeno 5

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    2. No, ho controllato, ne ha fatti solo 3 in due anni.
      Forse è l'uscita simultanea di questo e Suburra ad avermi fregato.
      Mi scuso poi per la frase a cazzo qui sopra "e il rischio più grande di queste sovraesposizioni sono alti".
      Ero partito per dire una cosa e poi in 3 secondi ho cambiato ;)

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  2. In casa del cacciatore non si mangian lepri...

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    1. Quanto tempo mi dai per capirla?

      Provo entro 3 giorni dai.

      E io che oggi volevo passare una giornata di merda tranquilla senza tanti pensieri

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    2. Mi riferivo all'introduzione sulla Perugina e il cioccolato!
      Un po' come uno che fa l'informatico e non ha mai avuto un cellulare decente (tanto per dire eh)

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    3. Eh, vabbeh, ma nemmeno tra 3 anni ci arrivavo, io pensavo solo al film e non mi veniva niente ;)

      in realtà moltissimi operai della Perugina odiano il cioccolato, quell'odore ti ammazza prima o poi

      ma nel mio caso il non aver visto Lezioni di cioccolato non deriva da idiosincrasia verso quello, ma per le commedie ;)

      io non ho mai avuto un cellulare decente, ma di informatica e tecnologia so quanto di seconda divisione canadese di softball

      sarò l'eccezione che conferma la regola ;)

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  3. Credo che questo fine settimana andrò a vederlo. Mi incuriosisce parecchio e poi c'è Elio Germano e Astrid Berges-Frisbey che adoro.
    Pensa che non sapevo manco chi fosse Cupellini...solo l'altro giorno, con il tuo post, ho scoperto che ha fatto 'una vita tranquilla' e lezioni di cioccolato che vidi parecchi anni fa per caso.

    Ripasserò di qui per dirti come mi è sembrato ;)

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    1. Io lei non l'avevo mai sentito.
      Qua secondo me è straordinaria.
      Ho visto ora la sua filmografia e sono certo l'hai beccata in I origins, no so se anche altrove...

      Guarda che non dovevi per forza aggiungere "per caso" eh? non è che rovinavi il curriculum ;)

      farammi sapere

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    2. Sì, in I origins...li è meravigliosa.

      Ahahah...ma è vero! Lo vidi da piccolo quando ancora non conoscevo nulla

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    3. E l'altra di I Origins è la stessa Brit Marling, non so se mi spiego...

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    4. Eh...la Marling è veramente grande. Dato che Another Earth lo hai già visto, non posso non consigliarti Sound of my voice...dopo quel film la Marling non sarà più la stessa...

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    5. Però non si capisce se lo dici in senso negativo, positivo o come semplice dato di fatto ;)

      non lo conoscevo...

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    6. Si scusa, mi sono espresso male...in senso assolutamente positivo! Il "non sarà più la stessa" è perché ha un ruolo completamente diverso in SoMV rispetto a Another Earth. Un ruolo di una potenza unica; in SoMV la Marling è ipnotica e mistica...devi vederlo! Mi sa che te lo avevo scritto anche nella mail con tutti i titoli consigliato, ma capisco che benissimo che è fisicamente impossibile visionare tutto quello che ti consigliano :D

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    7. Comunque ho visto Alaska ;)
      Mi trovo d'accordo con la tua rece quasi in tutto tranne quando dici che il film è troppo pieno di scelte e avvenimenti che portano a non comprenderlo totalmente. Sarà che non mi succedeva da tanto che un film mi coinvolgesse così tanto, ma non ho trovato difetti nel film di Cupellini; guarda l' unica cosa che mi ha fatto minimamente storcere il naso è l' attesa di lei durata 2 anni, poi il resto l' ho trovato di una bellezza unica, mi ha ricordato, come hai detto te, Hungry Hearts. Il finale l ho trovato riuscito, inversamente legato (passami l' espressione) all' incipit. (Finiva così pure L'Enfant dei Dardenne vero?)
      Il mio complimento più grande va a Cupellini che si è dimostrato un ottimo regista direttore di attori (ma quanto è bella lei?)
      Comunque per me totalmente promosso, ma credo dipenda dalle aspettative non altissime che avevo e da quanto ci si lascia coinvolgere. Oggi mi è capitato così... mi sono fatto trasportare e ho trovato i tanti 'snodi narrativi' come normali situazioni che ogni essere umano può subire e vivere. Può essere che il prossimo film lo vivrò in modo differente, quello dopo ancora in un altro modo e così via. I film son belli proprio per questo, con ogni pellicola ognuno di noi ha un rapporto speciale...

      Ora il prossimo che vedo è Una Vita Tranquilla;)

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    8. Guarda, solo il Visti per voi ha 40 titoli, le liste che avete mandato non ne parliamo...
      Sono liste che mi dò una vita intera per vedere, non dovete aver aspettative.
      La tua poi è di qualità e impegno molto grande.

      Alaska.

      Guarda, ho letto recensioni questi giorni molto discordanti. Molti, come te, hanno parlato di un coinvolgimento incredibile, come raramente gli capita. Io invece l'ho vissuto tutto molto di testa, cercando di capire le dinamiche psicologiche più che facendomici trasportare. Ed è per quello che poi in analisi ho tirato fuori difetti eccessivi.
      Grande la citazione de l'Enfant, mi sembra proprio tu abbia ragione sul finale. Ma, in ogni caso, di analogie ne trovo lo stesso.

      Lei è impressionante, credo che con con Rooney Mara, la Johansson e la Mulligan possa entrare tra le mie preferite (chissà quante ne dimentico ora).
      Ah, la Exarchopulos cazzo.
      E sto chiaramente parlando di un mix tra bellezze incredibili e capacità recitative.
      Tornando a sopra anche la Marling...

      Troppe cose, sottostorie e fatti grossi (l'incipit, l'incidente, l'omicidio, lui che conosce la riccona) in troppo poco tempo mi hanno un pò confuso e fatto storcere il naso, preferisco storie più minimali.
      Però sì. son cose che nella vita accadono tranquillamente.

      Anche nelle vite tranquille ;)

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  4. Io invece ho visto solo lezioni di cioccolato... ;)
    potrei rimediare con questo.

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    1. Beh, mica devi rimediare nulla ;)

      E l'hai visto per Argentero l'altro, hai fatto bene

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    2. dunque è così superficiale che mi fai ;)

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    3. Beh, se ti consola io lo vedrei per la Placido...

      ;)

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    4. Ma guarda un po'! Ne sei proprio convinto! ;)
      Ti assicuro che non l'ho visto per lui. Dovessi scegliere un film per l'attore andrei su altro ;) e anche per l'attrice... violante placido, suvvia!

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    5. Suvvia na sega...

      E poi sei te che parli di "rimediare" eh, sei te che ti sei data la "colpa".

      La Violante è bella in maniera direttamente proporzionale a quanto mi sta sulle palle il su babbo

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    6. Quando si parla di certe cose diventate tutti volgari ;)

      Per rimediare intendevo recuperare qualche film italiano di livello un po' migliore... i film italiani li vedo quasi sempre per caso. Così è stato per quello, ad una serata in cui non sceglievo io il film

      Sarà bella, ma non sa recitare

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    7. Devo ricordarmi che il mio lato trash, volgare, maschio e terribilemente stupido che ho ogni tanto con te non attacca.

      Però ste "lezioni" mi fanno bene, hai ragione!

      il prossimo sceglilo te e prendilo qua

      perderai amicizie

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    8. Nah, non attacca.
      Per le amicizie non c'è problema, chi doveva perdersi si è già perso in maniera tragicamente fisiologica... dato che ora si contano su un dito o due, continuo a far scegliere agli altri i film ;)

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    9. Si vede che quegli uno o due almeno non guardano film di merda ;)

      Mi sembra la trama di Highlander, con i film brutti al posto delle spade

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    10. O guardano gli stessi film di merda che guardo io ;)

      Nessuno è stato decapitato

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  5. sì, è un'opera a tratti bellissima. e a tratti no. ma perché la storia è così, loro sono così. a tratti bellissimi e a tratti no. ci sto pensando molto perché è un film di quelli da cui non si esce indenni. e penso che quando noi non "capiamo" qualcosa degli altri, di chi amiamo, di coloro per cui a volte soffriamo è perché quelle stesse persone (e noi insieme a loro) siamo a tratti bellissimi e a tratti no. e le stranezze o ciò che noi non capiamo appunto sono proprio quelle incongruenze che effettivamente esistono nei personaggi di fausto e nadine, sono gli scarti bruschi, quelli che ci lasciano spiazzati e ci fanno fare cose spiazzanti di conseguenza. perché noi non siamo "sceneggiatura" coerente, siamo quello che siamo.

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    1. Sai Elena?
      Volevo fare un discorso molto importante in rece, poi mi sono completamente dimenticato.
      Volevo dire che questa montagna russa di sentimenti e accadimenti che è Alaska alla fine non è nient'altro che la vita, come dici te.
      Non solo nella mia vita privata ho provato tutto quello che dici, ma io sono fortmente convinto del tutto e niente che è l'uomo, abisso e cielo. Figurati tra l'abisso e il cielo quanti stadi intermedi ci sono.

      L'incoerenza per eccellenza,
      Se leggi la mia rece su Ruby Sparks, nemmeno a farlo appost,a c'è praticamente quello che scrivi nell'ultima riga.
      O almeno credo, vado a memoria.

      Il fatto è che in Alaska secondo me son gestiti male i tempi. Che alla fine le 2 ore del film rimangono 2 ore, ovvero il tempo che noi siamo stati su quelle poltrone a guardarlo. Un tempo minimo nella vita vera, di solito un tempo che non porta a cambiamenti.
      Il cinema è diverso, ovvio, e in 2 ore può raccontare anche 3 secoli. Ma io quei mesi loro li ho visti troppo compressi, e in quella compressione troppi cambiamenti.
      E troppe cause, troppi effetti, troppi fatti "grossi".

      mmm, frecciatina a Favino eh ;)

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    2. Ah, ovviamente se non l'ha ancora fatto ti consiglio vivamente Ruby Sparks.
      E a quel punto leggi dopo.
      Credo che te hai la testa giusta per capirlo a fondo come merita

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    3. sono andata a leggere e ricordavi bene!
      ruby sparks lo vidi al torino film festival ed è delizioso. anche nell' essere maliziosamente insinuante nell'affrontare temi seri in punta di camera per così dire. e naturalmente la scelta di vederlo fu la logica/istintiva conclusione del rcordo di little miss sunshine. dayton+faris possiedono una grazia speciale.

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    4. Ah, ecco, la tua frase mi aveva riportato quelle mie infatti, ricordavo bene ;)

      Hai ragione, una grazia e una classe incredibile. Ruby ha lati forse più feroci ma anche LMS non scherzava in quello ;)

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  6. ah volevo aggiungere che per quel che mi riguarda elio germano non corre il rischio di una sovraesposizione... anzi... ! (mica è favino!)

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  7. Recuperato il film di Cupellini, avendo ancora nella mente e negl'occhi il suo precedente film Una Vita Tranquilla che vidi al cinema... bhe che dire, il suo film precedente lo reputo superiore a questo anche se ha delle similitudine interessanti che legano ed evidenziano la poetica del regista.

    Alaska è un film che cambia pelle continuamente, nasce come una cosa, diventa un'altra, si trasforma in un'altra ancora e poi torna ad essere quello che era inizialmente. E' un'opera italo-francese e si vede, ha influenze col cinema francese. Se lo dovessi definire direi che è un mèlo-noir sulla vita e sull'amore, insolito ma per me riuscito, non perfetto ma coraggioso e vitale. Coppia d'attori bravissimi, sia i principali che i collaterali, con una buona fotografia e una sceneggiatura che può avere delle forzature che potrebbero minare la credibilità del tutto ma che per me non influiscono così tanto sulla riuscita finale. Probabilmente il film per apprezzarlo appieno e coglierlo per come l'autore lo ha creato bisogna non cercare analiticamente una ragione per tutto ma "viverlo" per quello che è, per quello che le vicessitudini ci portano ad emozionarci, proprio come la vita ci riserva. Puntualizzo che per me tutte queste sbavature nella sceneggiatura non ci sono, al massimo "forzature" e cambi forse repentini di situazioni che non vengono delineati al meglio. Ma pellicole così nel panorama italiano per me ce ne dovrebbero essere di più. Cupellini si conferma cmq è un regista italiano da seguire, ce ne fossero come lui.

    Io sto sul 7,5 :)

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    1. Come avrai visto sono anche io per la superiorità de Una vita tranquilla...

      "Alaska è un film che cambia pelle continuamente, nasce come una cosa, diventa un'altra, si trasforma in un'altra ancora e poi torna ad essere quello che era inizialmente. E' un'opera italo-francese e si vede, ha influenze col cinema francese. Se lo dovessi definire direi che è un mèlo-noir sulla vita e sull'amore, insolito ma per me riuscito, non perfetto ma coraggioso e vitale. "

      perfetta descrizione del film, la condivido in toto

      in realtà condivido tutto il tuo commento/recensione, forse in alcuni passaggi sono stato più duro io, ma ho avuto le stesse sensazioni. E credo che sì, per apprezzare al meglio Alaska devi semplicemente entrarci e viverlo, senza fare troppo caso alle dinamiche, a volte molto forzate, degli eventi

      guarda che siamo lì eh, per me stesso voto o mezzo indietro

      per me sorprendente Binasco

      Cupellini si conferma, altrochè

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  8. Visto ora. Fiero che sia un prodotto nostrano - ha una regia raffinatissima, un taglio internazionale - e i due, anche se non così bene assortiti all'apparenza, sono bravissimi. Lui piccolo, manesco, tenerissimo. Lei (dove la fabbricano?) d'altri pianeti. Però c'è all'interno tanta, troppa roba... Possibile lamentarsene? Condivido in pieno, comunque, la tua chiusa. ;)

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    1. Se mi trovi dove la fabbricano porto curriculum per almeno un anno, tutti i giorni.
      Mi sembra siamo d'accordo su tutto amico mio.
      Se hai recensito linka ;)

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  9. un film mozzafiato, ecco solo per vederlo in buona qualità. Chi ha visto, ad esempio tramite questo sito web http://www.altadefinizione.vip/ ?

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    1. manca l' prima di "ha"

      non so come altro rispondere agli spam ;)

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due cose

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3 ciao