17.7.16

Recensione: "Musaranas"


RAGAZZI, STANOTTE FINISCE IL TORNEO!


VI PREGO, VOTATE ENTRO LA MEZZANOTTE, ALMENO STAVOLTA!


Questo film fa parte de La Promessa (7/15)


Misery non deve morire in salsa spagnola (solo nello scheletro del soggetto però).

Una prima parte drammatica, perfetta. Una seconda, invece, che esplode letteralmente e scaraventa Musaranas nel cinema del terrore.
Una Macarena Gomez impressionante.
La sofferenza genera mostri.


presenti spoiler, anche se ho cercato di evitare quelli proprio rovina-film


Quando si parla di horror spagnoli, a mio parere, alcune volte si è esagerato nelle lodi.
Perchè se è vero che i paellani rimangono, insieme ai francesi, la vera avanguardia europea nel genere, è anche vero che un pò per moda, un pò per miopia, un pò per confronto con lo sconfortante panorama a stelle e strisce, si è esaltata oltre ogni limite questa filmografia.

Resta il fatto che da The Others in poi, passando per Rec e The Orphanage  gli spagnoli di grandissimi film ne hanno tirato fuori.
Oserei dire, almeno nei 3 casi qua sopra, che addirittura di capolavori di genere dovremmo parlare.


Ricordo che in una recensione di non so quale film avevo rimarcato l'ossessione che hanno gli spagnoli con i bambini. Ragazzi, nel 90% dei loro horror ci sono bambini come protagonisti, o assoluti oppure raccontati, come in questo grande Musaranas, attraverso dei flash back.
Ecco, devo aggiungere la loro ossessione per gli appartamenti, le case.
Rec, Bed Time, Para entrar a vivir, La habitacion del nino, The Orphanage, The Others, La Spina del diavolo, Musaranas e, vi assicuro, tantissimi altri vedono le loro vicende svolgersi quasi totalmente in spazi chiusi, case o appartamenti che siano.
Nel caso di Rec, Bed Time, Para entrar a vivir, Musaranas e La Habitacion del nino (e chissà quanti altri) gli spazi diventano poi strettissimi, praticamente piccole unità di luogo.
In questo senso questo Musaranas è forse addirittura il più radicale.
Ma c'è un perchè affatto "vezzoso", molto inserito nel plot.
Il film racconta infatti della storia di due sorelle, abbastanza diverse d'età (direi almeno un 12/15 anni di differenza) rimaste sole dopo la morte dei genitori.
La madre durante il parto della più piccola, il padre in guerra.
Cioè, forse ;)
La più grande, Montse, è una ragazza tremendamente disturbata, timorata di Dio, devastata da tutto quello che è successo nella sua infanzia e adolescenza. Una vittima insomma, una ragazza che ha vissuto momenti terribili, imbevuta di religione e rimasta sotto le grinfie del padre orco.
Ma al tempo stesso è una donna capace di essere molto carismatica, almeno verso la sorellina. Il problema più grande di Montse è che non ce la fa, letteralmente, ad uscire di casa (splendida la scena del tentativo). Troppa paura del mondo, troppa paura degli uomini (che, per colpa del padre violento, vede tutti come mostri).


La sua sorella più piccola, 18enne, sta invece lentamente uscendo da quest'aura castrante e repressa nella quale Montse la fa vivere. Lei esce di casa, lei frequenta un ragazzino, lei sente che questo tipo di religione così totalizzante è qualcosa da cui fuggire.
Un uomo cade dalle scale proprio davanti al portone di casa delle due ragazze.
Montse lo soccorre, lo "cura", lo mette in camera propria.
Sente che quell'uomo è diverso, sente che quell'uomo non deve lasciarselo scappare.
Musaranas è un film divisibile in maniera nettissima in due parti.
La prima, perfetta, lo vede andare avanti come un intenso film drammatico con leggere venature di thriller.
La seconda, invece, ha un'esplosione tale che lo scaraventa senza alcun indugio nell'horror tout court.
Difficile dire quale sia la parte migliore.
Io, come indole, preferirei la prima. Ma è forse grazie alla seconda che il film acquista una sua potenza, in un modo francamente non preventivabile fino a quel punto.
Macarena Gomez nella parte di Montse è un qualcosa di straordinario. Fa paura, fa tenerezza, le vogliamo bene e la odiamo. Chiusa in gesti raccolti e in incolori vestiti spersonalizzanti, restituisce tutto quello che il personaggio richiedeva. Una donna con un'infanzia terribile, una ragazza per molti versi straordinaria (per come ha subito restando in piedi, per come ha tirato su sua sorella, per il dolore e lo squallore che ha nascosto per anni) ma ormai talmente devastata nella psiche da non aver, probabilmente, più alcuna possibilità di salvezza.
Quell'uomo arrivatole in casa rappresenterà per lei un punto di svolta, la possibilità di vivere cose diverse, il tentativo, timido ma anche risoluto, di cancellare per sempre la figura del padre che la tormenta. E non la tormenta solo come semplice ricordo ma come una specie di reale fantasma che le parla, umiliandola di continuo. In una scena la Macarena Gomez che riguarda sè stessa bambina umiliata dal padre, risulta quasi straziante. Se già rivedere noi stessi nel passato è un qualcosa, molto spesso, di devastante malinconia, "rivederci" soffrire in quella maniera è davvero terribile. (ah, a proposito, lui è Tosar...).


Per quanto riguarda il plot impossibile non richiamare alla mente Misery non deve morire.
Il film ne è, almeno nello scheletro di sceneggiatura, quasi una copia in carta carbone (il sequestro di un uomo, il rapporto morboso di amore/odio che si instaura, l'essere al tempo stesso salvatrici ed aguzzine, la gamba, cristo, la gamba, che roba....), anche se per millemila componenti poi se ne discosta.
Ed è proprio in uno di questi scarti che si nasconde, secondo me, una delle due mega magagne che, pur non riuscendo minimamente ad affossare il film. certamente lo ridimensionano non poco.
Se in Misery, infatti, la "coppia" era introvabile e nascosta a tutti, è incredibile come in questo film la sorellina, che a metà film diventa vera e propria antagonista della sorella e, perdipiù, sembra avere una cotta per l'uomo, non dica niente alla polizia. Esce di continuo, ogni volta rientra e si limita a dire all'uomo "Devi andar via! lei è pazza!". Se solo una volta fosse tornata con la polizia non avremmo avuto Musaranas (tra l'altro la sorellina non vuole assolutamente coprire il tutto, basti dire che confida immediatamente alla moglie dell'uomo che lui è a casa sua).
Ma non è questo l'unico big mistake purtroppo.
Eh, fa rabbia perchè questo è un grandissimo horror.
Atmosfere perfette, storia torbida e dark, approfondimento psicologico della protagonista perfetto. Difficile che per un personaggio nei fatti così negativo si provi tale empatia e compassione (ma il merito, lo ripeto, è di una sublime Gomez. Abbastanza anonimi, invece, gli altri attori).

Risultati immagini per musaranas

Anche quando Musaranas esplode in un efferato film quasi splatter il livello non scende. Certo, se la prima parte poteva avere un pubblico vastissimo, la seconda screma questo numero di brutto, è vero, ma il film rimane comunque un signor film.
Alla fine credo che questo sia un film sulla pazzia, a prescindere da quali matrici possa avere.
E, in questo caso, la pazzia di Montse ha cause così devastanti e umanamente pietose che non possiamo non capirla. La sua confessione finale, più o meno sorprendente, aggiunge orrore all'orrore anche se, inutile negarlo, regala momenti abbastanza emozionanti.
Peccato che anche qui si commetta un errore francamente pacchiano. Nel passato ci viene mostrata la giovane Montse con, ovviamente, un viso completamente differente (la interpreta una ragazzina). Quella foto trovata non raffigura una Montse "successiva" ma, addirittura. precedente (almeno di 6/7 anni, l'età minima che darei alla sorella il giorno dell'omicidio del padre).
Insomma, nella foto vediamo una foto di una Montse che pare molto più grande di quando la vedevamo nei flash back, quando in realtà era addirittura molto più piccola. E, per completare un errore quasi madornale, gli mettiamo adesso il viso della Macarena Gomez, quel viso che 6 anni dopo, nei flash back, non c'è più.
Un disastro.
Musaranas resta uno dei migliori horror degli ultimi 5 anni, un gioiello di drammaticità, tensione e "umanità". E, come nel caso di The Orphanage, è proprio questa componente umana a renderlo un film che definirlo "solo" horror un pò lo tradisce.
Una storia di abusi, sofferenze e orrori indicibili..
Una di quelle storie che, splatter o no, parla dell'unico vero orco che può esistere nel mondo.
L'uomo.


3 commenti:

  1. Nel mio periodo cinematografico "ante Giuseppe" (eh, si, ormai esite un prima e dopo te. Per quanto riguarda i film sia chiaro:D)
    Questo, insieme all'ahimè mai cagato found ,finiva nelle 2 visioni migliori del 2014/15.
    Non ricordavo una mazza se non la bravura allucinante della Macarena.
    Che memoria di merda!

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    Risposte
    1. Beh, strano, io credo invece che questo sia uno di quei film di cui anche dopo anni ti ricordi tutto

      anche perchè, diciamocelo, non c'è praticamente nulla da ricordare, le cose che succedono son 2,3 eh...

      gran bel film

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    2. Non se ti chiami Rachele ed hai la menoria di un pulcino.

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

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3 ciao