6.7.16

Il nostro poster, i nostri 25 film più belli

Tranquilli, non è ancora arrivato il momento di sapere il regolamento e votare
Ma di vederli sì



120 commenti:

  1. Al solito grazie alla lettrice Manuela per le locandine bellissime (tra l'altro tutte cambiate per l'occasione)

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    1. E' stato un piacere! Ho cercato di impegnarmi, un paio sono così belle che non ho avuto il coraggio di cambiarle :)

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  2. splendidi e profondi...Manuela...grazie...

    Sergej

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  3. dai, ne ho visti sedici su venticinque e mi sono piaciuti molto praticamente tutti a parte inception che suvvia dai, parte con dei buoni presupposti ma poi secondo me non ci siamo proprio

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    1. Ahaha.
      Per me è un grandissimo film ma ad "odiarlo" siete veramente in parecchi...

      dai, vediti gli altri 9!

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  4. Ultimo? Dovrebbe esser voto segreto per evitar strategie... Ma ti salteresti un ghiotto post! ;)

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    1. Impossibile fare strategie nell'ultimo turno, non ha senso. Ma ne parleremo...

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  5. Ma s'intende i 25 migliori di chi periodo?

    Sta presenza massiccia di Nolantini è un po' un segno (della decadenza) dei tempi e del Cinema contemporaneo per me. A meno che, beninteso, non sia una lista dei "migliori tra i più sopravvalutati"... ma non penso, non vedo che ci azzeccherebbero alcuni titoli molto belli... (tra l'altro, roba di cui si parla benissimo tipo Synecdoche, oppure Jagten, ehernal sunshine e altri li devo ancora vedere).

    Memento, mannaggia a me, cretino che sono, invece ho fatto la cretinata di vederlo. Per non parlare di quell'altro. Brrr...

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    1. Beh Marco, stare ora qui a spiegarti che è stato sto torneo è troppo lunga...

      erano 216 film, i più belli dagli anni 2000 in poi (ovviamente moltissimi capolavori non visti da nessuno non potevano partecipare ad un torneo popolare, gli abbiamo dedicato una sezione apposta)

      questi sono i 25 rimasti dei 216

      trovi tutte le fasi nell'etichetta qui a destra "film del millennio" ma non ti conviene andarci, perderesti un giorno

      io amo il cinema nascosto, guardo praticamente solo quello

      il mio film preferito di sempre, Synecdoche, è uno dei più "laterali", ambiziosi e difficili che io conosca

      ma amo anche altro cinema, per esempio quello di Nolan

      per me qua sopra di intrusi, insomma, ce ne son pochi

      e poi il pubblico votante era di grande livello per me, il giusto mix tra grande competenza e una giusta, ma non pacchiana, popolarità

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    2. Ok :) Beh, magari ci do un'occhiata con calma alla storia del torneo.

      Si beh, ma io penso che a maggior ragione si possa proporre film poco conosciuti, sperando che magari la gente se li vada a vedere. Personalmente cerco di non avere pregiudizi (anche se poi, nei fatti, ne ho, anche perché i blockbuster seguono regole che non c'entrano nulla coi piccoli film indipendenti, che permettono, teoricamente, di esprimersi liberamente e fare opere di un certo valore), ma più vedo come praticamente tutti, anche cinefili che si son visti la filmografia di Tarr sottotitolata in armeno mentre leggevano la biografia di tutti i più misconosciuti registi nord-Europei ed orientali degli ultimi 60 anni (roba che io comincerò a conoscerli bene tra 20-30 anni, coi miei ritmi), considerano Tarantino un gran regista rimango esterrefatto.
      Oh, nulla da dire. E' un gran regista. Tecnicamente inattaccabile. Ma, di certo non dovrebbe esser così sopravvalutato, un po' perché a livello di scrittura i suoi film sono elegantissimi esercizi di stile semi-vuoti (nel senso che non servono a nulla), un po' perché alla fine, per sua stessa ammissione, lui fa elegantissimi film d'intrattenimento. Mi si spiegasse, per esempio, il grande valore artistico, culturale o sociale che ha un pastice grottesco pulp anti-storico (e un po' immorale) come Bastardi senza Gloria... Boh

      Vabbé, Nolan lasciamo perdere. In realtà guarda, ho visto solo, Memento, e i tre Batman. E l'unica cosa che ritengo interessante, oltre a diversi aspetti della regia (ma vale il discorso di Tarantino, non si vive di soli exploit registici, sennò facessero pubblicità o trailer per le agenzie turistiche ad alto budget e basta), è il Joker...
      ma che lo dico a fare. Per quanto fosse un film nel complesso noioso e senza molto d'interessante da dire, me lo son guardato diverse volte per vedermi tutte le smorfie di Ledger (sono uno di quelli.. e non è che ne vada fierissimo. Ma tant'è).
      Mentre Interstellar non lo guardo perché persone di cui non mi fido per nulla ne han parlato bene! E allora no... qualcosa mi dice che scade nella retorica Hollywoodiana.

      Tra l'altro, il "mondo è bello perché è vario", ma in realtà non è così, una certa industria sta appiattendo il Cinema in maniera sempre più sfacciata. S'appiattisce il Cinema e s'appiattisce il pubblico.
      io credo che il termine "popolare" dovrebbe esser sinonimo di grande qualità artistica... altrimenti a cosa serve una forma d'Arte così potente? Per rincoglionire la gente ?
      Alla fine l'unico motivo per cui me la prendo... ma neanche tanto... è quello.


      PS - ci sono alcuni film che sono molto curioso di vedere, Synecdoche è uno di quelli, certamente.

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    3. Considero anche io Tarantino il regista più spravvaltato del mondo. E con pensieri molto simili ai tuoi. Nel senso che ne riconosco tutti i pregi, nel senso che tutti i suoi film mi sono piaciuti (un paio da morire) ma che trovo incredibile come lo si possa mettere tra i più grandi registi del pianeta o addirittura del cinema contemporaneo.
      Anzi, importanti sì, che l'importanza può essere anche un dato oggettivo, ma ecco, tra i migliori 3,5, 10 degli ultimi 50 anni mi sembra assurdo.
      Di converso amo Nolan e credo che i suoi film e le sue sceneggiature siano quanto di più lontano dal mainestream possa esistere...nel cinema mainestream (quello del secondo Nolan).
      Io rimango basito, a volte, da come lui e suo fratello sappiano scrivere.
      Ma, lo sai, fare scontri su Nolan è tempo perso ;)

      Nel torneo ho messo almeno 40 film "laterali", moltissimi sono stati recuperati durante il torneo, molti altri, Castaway on the moon, Sny, Dogtooth, Mr Nobody e altri già questi anni per chi leggeva il blog erano ormai diventati film di cui si parlava e parlava, visto quante volte li nomino.
      Ma, ecco, c'erano film troppo laterali, immensamente di nicchia, che non aveva senso mettere in un torneo così, ci avrebbero solo rimesso.
      E allora li abbiamo "esaltati" in dei post chiamati Controfestival

      sul significato di popolare potremmo parlare per anni, ho capito il tuo punto di vista

      ma tu hai un punto di vista virtuoso di quello che il termine dovrebbe significare

      altri ce l'hanno vizioso

      la mia accezione era puramente "numerica", in un torneo così partecipano film e più un film è stato visto. più è diffuso, più ha chance. Ma che bello vedere come piccoli film hanno distrutto grandi film.

      Tra l'altro i circa 80 votanti sono di gran livello, insomma, se facevamo un torneo del genere in un gruppo fb era la fine, lo sai, lo so io e lo sanno loro

      un abbraccio

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    4. Su Tarantino te l' appoggio pure io ahahah come dici tu, i film son belli, non puro intrattenimento come può essere un cinecomic, un livello superiore indubbiamente. Però ecco, non aggiunge nulla in originalità, e non mi riferisco alle citazioni (che fanno parte dello concetto pop), ma chissà come mai il nome di Godard raramente esce fuori.

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  6. Noooooo, io stavolta aspetto Massi!

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    1. Chi sei?
      Cosa sei?
      Parli di me?
      Ora non posso risponderti...devo guardare "un posto al sole"
      A presto

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    2. Grande!
      Mi hai fatto venire in mente il mitico Troisi.
      Chi siete?
      Cosa portate?
      Un fiorino!

      Anch'io guardavo Un posto al sole, tantissimi anni fa e mi piaceva. Ma alla lunga non reggo, mi annoio e finisco per abbandonare tutte le serie. E' capitato anche con Lost, abbandonato dopo la seconda stagione e per tutti questi anni non ho mai saputo com'era andata a finire. Poi per "colpa" di Giuseppe, mi è venuta la curiosità, ho comprato tutti i cofanetti dvd ed ho fatto una full immersion. Esperienza unica!

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    3. Beh, ma sei una lostina?
      E quando me lo dici?
      Sta cosa ti fa tipo scalare un botto di posizioni sulle lettrici preferite ;)
      A parte gli scherzi, per me Lost rimane l'esperienza più bella e totalizzante mai provata tra cinema e tv

      e non aggiungo altro e non voglio nemmeno discuterne ;)

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    4. Ciao Dak.
      Preferivo ti venisse in mente qualcun altro...Troisi, pace all'anima sua non mi piace proprio.
      E non so neanche a che film ti riferisci!
      Spero di non esserti diventato antipatico di colpo!
      Però di "Non ci resta che piangere "confesso che ne conservo qualche frame nella memoria
      Poi con Troisi mi ci vogliono i sottotitoli ...per guardare un suo film.
      Di sicuro il suo ricordo è vivissimo nei cuori di chi lo ha amato.
      Mi sono emozionato quando a Jennifer Beals in un una recente intervista le è stato chiesto cosa ricordasse di "Flashdance" e ha risposto :"il Cane".
      Poi le sono scese le lacrime quando ha ricordato Massimo ,con il quale aveva lavorato tanti anni prima in un film (sai il titolo?)
      Ciaoooo

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    5. Ahahah, ma io ho sempre preferito la retroguardia. So già come ritornare alla mia comfort zone, d'ora in poi ti chiamerò Beppe, o meglio Bepi come si dice qui da noi.

      Beh certo, qualche gusto in comune ce l'abbiamo, ma solo qualche, eh, altrimenti forse non ti leggerei. O invece anche sí, perchè mi piace la tua scrittura, la trovo semplice ma al contempo colta, ma non di quel colto spocchioso. Poi c'hai quella tua vena grottesca, ironica, boh non trovo le parole. Insomma ho appena finito di leggere tutti i tuoi tipi da videoteca ed è stato un po' come tornare ai tempi della scoperta di malaussene (scusa, non so se ho scritto giusto).
      Molto, ma molto più avanti, quando ti sarai un po' riposato meritatamente, che ne dici di una rubrica Tipi da Blog?

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    6. Ahaahha so già che la prima puntata sarà dedicata a Massimiliano.
      Ciao Massi!!!!!

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    7. Ciao Rachele!!!

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    8. Beh, Dak, tanti complimenti tutti insieme non li reggo...
      Ma se sulla maggior parte, a parte un "grazie infinite" non voglio aggiungere altro ecco, non sai che piacere leggere quel nome, Malaussene.
      Sì, lo ammetto, la saga Malaussene è una delle "cose da lettore" a cui tengo di più in vita mia. E ammetto che mentre scrivevo quelle cazzatine ecco, sì, la mente mi andava continuamente a Pennac e a Malaussene.
      E ammetto che se è vero che tutti sti anni tanti mi hanno detto di scrivere qualcosa di lungo sì, l'unico sogno che potrei avere è un libro incentrato sulla videoteca, tragico e comico (nelle intenzioni!). Praticamente sarebbe un lungo "tipi da videoteca" con una serie di delitti che insanguano Castiglion del Lago.
      Insomma, il punto di riferimento è Malaussene (mi ci ritrovo troppo, sia in lui che nella sua capacità di vedere in modo così grottesco l'umanità che lo circonda).
      Insomma (quanti insomma ho scritto) sì, l'unico punto di riferimento che avrei è quello.
      Poi son troppo scarso per provarci, ma è così

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  7. Un dialogo molto interessante il vostro e scusate se mi intrometto.... Secondo me non si può fare di tutta l'erba un fascio anche per i film che Giuseppe definisce laterali. Jagten e Castaway on the moon sono film che per dna Hollywood non avrebbe mai saputo fare, mentre SNY i Mr.Nobody che sono comunque prodotti bellissimi sono l'apoteosi dell' hollywoodiano se me lo concedete. È la stessa differenza che passa tra un balletto del Bolshoy e un musical di Brodway. Mentre su Tarantino sono assulatemente d'accordo sul fatto che sia lui sia i suoi film siano sopravvalutati da sempre... Per me lui è il vuoto spinto holliwoodiano. Intrattenimento puro che non aggiunge niente alla crescita culturale di una persona. Capisco possa piacere, ma come piace lo zucchero filato... Tanta fuffa e poca sostanza.

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    1. Per prima cosa ci tenevo a dire che "intromettersi" in discussioni è la cosa più bella che possa chiedere un blog ;)

      per il resto...

      Giovà, ti quoto tutto, ma, davvero, non posso appoggiarti quando dici che Nobody e Sny sono l'apoteosi dell'Hollywodiano.

      Il primo, tra l'altro, è un film completamente europeo e questo fa un pò già decadere la cosa in partenza ;)
      In più credo che la sua costruzione poco si confà ad Hollywood. Magari a livello visivo sì ma per il resto non concordo.
      Su Sny poi secondo me ci troviamo davanti al film più antihollywoodiano, antinarrativo, complesso e coraggioso che abbia mai visto uscire da quelle latitudini.
      Non è un caso se persino in America nessuno lo conosce. Non è un caso che Kaufman sia stato completamente boicottato, ovunque. Siamo al film opposto all'industria cinematografica, quasi all'esistenzialismo puro

      anche se il tuo paragone coi balletti è molto suggestivo ;)

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    2. So che probabilmente parte di quel tuo accostare quei due film ad Hollywood sia dovuto alla loro parte "visiva". Insomma, sono due film "grandi", grandi scenografie, grandi spazi, grandi ambizioni, grandi scene.
      Ma non è che dobbiamo definire un film hollywoodiano (o addirittura apoteosi di Hollywood) se si mostra come un gigante, magari anche presuntuoso.
      Di questi giganti bisogna vedere come camminano, non quanto sono grossi.
      E la loro anima

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    3. Nello scrivere ciò che ho scritto sapevo che le mie parole sarebbero sembrate criptiche o insensate :-) ovviamente mi riferivo alla rappresentazione visiva holliwoodiana. Sono d'accordo che SNY e Mr nobody non siano i classici blockbuster americani, li non ci piove, ma ereditano da hollywood l 'estetica visiva. Che non è quella di cinecittà , scandinava o del far east, e nemmeno quella dei film britannici o francesi. è data da una sensibilità diversa (non migliore o peggiore). Kaufmann sarà anche antiholliwodiano ma la sua sensibilità affonda li le sue radici e a certi atavismi non si sfugge. Io la penso così. Mentre Mr. Nobody che io adoro è stato pensato in modo da strizzare l'occhio anche a chi ama i blockbuster americani... Forse questo lo puoi condividere con me ;-)

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    4. Mi inserisco:D : SNY poteva fare una finaccia in una scena in particolare, e mi riferisco alla morte della figlia del tizio . Dal mio punto di vista se l' è cavata facendo passare tutto per un conflitto interiore, quindi spezzando il messaggio che sia morta perché ha troieggiato. Rimane la sensazione che abbia voluto dare un colpo alla botte e uno al cerchio però, nel senso che quella scena fa contenti pure i bigotti hollywoodiani (che sono anche stupidi) che continueranno a pensare che sia morta per colpa dei tatuaggi. E questo Kaufmann lo sa :D

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    5. No no Giovanni, se la metti così ti quoto tutto eh...

      Infatti avevo anticipato che probabilmente te ti riferivi all'estetica visiva (e anche a tante altre piccole cose, convengo). Ma, ecco, se lo stampo è quello poi per me nella sostanza siamo lontanissimi da Hollywood. Pensa ad esempio ai famosi due termini "blockbuster" e "mainstream" (che significano due cose molto diverse ma che hanno punti in comune). Ecco, Sny è la cosa più lontana che possa esistere da questo

      Claudio: Sai che ho visto il film 4 volte e mai mi è venuta in mente sta cosa che lei sia "morta per colpa dei tatuaggi?" cioè, sta lettura tua proprio non la capisco nè l'ho mai pensata.
      Ma questo è un film che in ogni singola scena può avere letture personali diversissime

      veramente, ogni scena

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    6. Ho ricontrollato: quando dice "my flower tatoos have become infected and they are dying, and so do i". Ho pensato quello per il fatto che abbia usato la parola infetti, anziché appassiti e che subito dopo lui dia la colpa a Maria . Però appunto è tutto nella sua testa, perché poi passa subito al discorso dell' omosessualità.

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    7. Molto interessante la tua citazione, ora nemmeno ricordavo la frase. Ma, vedi, io quella scena l'ho presa tutta in senso meteforico, a sta lettura così letterale e quasi "medica" non avevo proprio pensato. Kaufman è omosessuale, ma uno di quelli secondo me che vive male la cosa. Ma non nel senso che vorrebbe essere altro ma che sente il disagio e l'emarginazione.
      Io quella scena l'ho letta tutta in maniera tra l'esistenziale e il metaforico (riguardo l'omosessualità). Tra l'altro, alla luce del finale, ho sempre pensato che è soprattutto da quella scena che possiamo identificare lui con lei (la vecchia). Non è un caso che la figlia gli citi proprio il nome del marito di lei...
      Ecco, ora non ricordo bene che idea mi fece dei tatuaggi (la scena rimane bellissima), ma di sicuro non ho mai pensato che fosse tutto così esplicito, letterale.
      Del resto lo svanire è fil rouge del film. Tutti muoiono, scompaiono, diventano altri.

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    8. Sì, esplicito più che altro nel senso: ti capita una disgrazia e l' istinto ti porta a cercare un colpevole, prima nella figlia e compagnia bella, e poi in sè stesso. Quando portano gli auricolari è esplicito (ecco, per rimanere nella polemica, un Tarantino li avrebbe messi solo perché "fa figo") che ci sia una contaminazione: le parole non sono più solo della persona, ma anche del personaggio e di come è stato sceneggiato. Poi tutto il film si porta dietro questa ambiguità, però ecco quando fa mettere gli auricolari credo lo voglia rimarcare.

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    9. scusa, per chiarire non "di come è stato sceneggiato", ma "di chi lo ha sceneggiato"

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    10. Mi spieghi meglio sta faccenda degli auricolari?

      sembra molto interessante

      io l'ho trovata una scena fantastica, mi sembra che mutuando il film della coppola chiamai questa scena "death in translation"

      ma, ecco, non ho capito perfettamente ciò che dici claudio

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    11. Il tuo omonimo sta dirigendo uno spettacolo: rappresenta scene della sua vita, con gli auricolari ti fa capire esplicitamente che in quel momento sta rappresentando qualcosa in cui, pur essendo un fatto vero, le persone coinvolte in realtà stanno rappresentando sè stesse seguendo un copione. Il copione però è stato scritto da Caden, quindi, nel caso della morte di figlia, anche le parole di lei sono "contaminate" dal suo autore. Se non sbaglio (aiutami tu che l' hai visto più volte :) ) la figlia non poteva sapere dell' omosessualità (vera o presunta) di Caden, quindi in quella parte lui si sta autocolpevolizzando per l' abbandono della moglie e figlia.
      Nella scena finale la tua osservazione è valida per lo stesso motivo.
      Il discorso si può ancora ampliare e includere lo stesso Kaufmann, visto che in teoria questo discorso varrebbe per tutto il film, però in quelle particolari scene lo vuole mettere in risalto.

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    12. Spero di essere stato più chiaro, nonostante il mio superpotere di non farmi capire e di lasciare sempre qualche ripetizione e errore di battitura anche dopo aver riletto il messaggio :D

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    13. Ah, ma che bella cosa che hai scritto...
      Sì sì, capisco perfettamente quello che dici.
      E ci sta alla grande, un uomo che scrive lo spettacolo della sua vita in qualche modo è autore e contamina anche tutte le "battute" degli altri ruoli.
      Però, vedi, io vedo Sny in un senso ancora più alto.
      Cioè, per me nemmeno lo stesso Caden esiste.
      Per me il personaggio chiave di tutto, la vera protagonista, è Ellen (si chiamava così la donna).
      Caden è, forse, la sua parte maschile, la figlia la figlia che non ha mai avuto (e che aveva "promesso" alla madre nel flash back), l'omosessualità di cui l'accusa è proprio quella che è stata causa nel non concepirla.
      Son discorsi complessi, ma qui più che un uomo che sta allestendo lo spettacolo della sua vita abbiamo forse una donna che analizza la propria vita diventando mille altri personaggi. Il discorso finale che tutti sono tutti forse vuol dire anche questo.
      Ma è lei che genera Caden, non il contrario per me.
      E non è un caso che l'ultima scena veda sua madre, la madre che ha "tradito".

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    14. Ah ecco, non avevo pensato a questa ipotesi: in tal senso il diario che si continua a scrivere non sarebbe più un artificio narrativo (dello spettacolo all' interno del film), ma un artificio mentale. Interessante :)

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    15. Credo che tutto il film sia puramente un "viaggio" mentale.
      Dentro sè stessi, dentro il proprio ruolo nel mondo, dentro la società

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  8. Aiutoooooooo!
    Appello a tutti gli amici di Giuseppe. (Cadenza Cotard) e scusate se uso questo spazio per un messaggio privato ma non so come fare a contattarlo subito!
    Chi ha il suo numero di telefono lo chiami immediatamente (io a memoria non lo ricordo) dicendogli che Roberto (io) ha scordato il cellulare da lui e non può contattarlo in nessun modo o raggiungerlo dove lui sa più tardi.
    Grazie a tutti voi anime Poe (sarebbe pie ma Edgar Allan è un genio e piace sia a me che a Giuseppe quindi va bene così), avete sin d'ora la mia semiseria gratitudine!
    Ciao a tutti e scusate l'intrusione per casini personali.
    Grazie di cuore!
    Roberto

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    1. Roberto, sti commenti li vedo prima io che i lettori...

      Il problema è "come cavolo faccio ora a contattarti?"

      ricorda semmai Minimetro Pincetto e scendi a Madonna Alta

      oppure metto qui il cel e mi chiami con quello di qualcuno, ma certo che mettere il numero qua....

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    2. Robè, qui come fai sbagli

      L'UNICA maniera intelligente che possiamo avere è che te QUANDO STAI PER PARTIRE COL MINIMETRO, QUALSIASI ORARIO SIA. prendi il cel de qualcuno e me lo scrivi qua (a me arrivano notifiche live)

      io a quel punto vado alla fermata di MADONNA ALTA e ti aspetto

      non trovo altri modi

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  9. P.S. Caden e non cadenza come ha scritto la tastiera del cellulare che mi han prestato.
    Grazie ancora!
    Roberto

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  10. La mia gratitudine è serissima e sempiterna.
    Di semiseria c'è soltanto la tastiera di cui dicevo prima...
    Roberto

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  11. Guaglio ,qui ci sono troppe critiche ideologiche concentrate a Tarantino. Per me un genio del cinema popolare, e il cinema popolare è fico e importante come il cinema di nicchia, di genere, contemplativo e di questo e quell'altro. I dialoghi di grindhouse, la sceneggiatura di bastardi, le musiche, i cast...tutto assolutamente cazzuto! Non farà crescere (!) ma fa arrapare la mente e tutti gli altri sensi!
    http://courtbouillon.it/?p=8108 (non sono io ma è una cazzuta come Quentin)

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    1. Beh, anche i cinepanettoni sono film geniali, espressioni purissime della "cultura popolare" .

      Il termine "popolare", è qualcosa che andrebbe rivisto completamente, dato che dai film popolari, dipende in parte la coscienza collettiva, e l'evoluzione della razza umana.

      Essi non sono vuoti simulacri che catalizzano le espressioni del nostro presente, ma contribuiscono a formare il nostro futuro.

      Detto in altri termini, non mi stupisce di quello che accade in Italia, in Grecia, in Siria, o in Usa, in un mondo dove milioni di persone associano
      Tarantino al termine "genio".


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    2. Mi piace molto il senso che dà Marco a "popolare", ne avevamo già parlato. Lui lo vede come causa, non come effetto.
      Per quanto riguarda Tarantino il mio problema non è assolutamente ideologico (io veramente non so nemmeno cosa siano le ideologie, te caro Mauro in questo sei moooolto più avanti di me ;) ).
      Il problema è che io con tarantino spesso ho goduto, quasi sempre mi son detto "cazzo, questo è saper girare, questo è saper scrivere, questo è saper disegnare un personaggio". Ma poi, appena finito il film mi resta un vuoto cosmico. Ecco, non ci sono film di Tarantino che mi si attaccano alla pelle, ma probabilmente nemmeno devon farlo. Ed è per questo che ad esempio in questo torneo non l'ho mai votato, anche in film a cui darei più di 8 (vedi Kill Bill).
      E c'è poco da fare, il fatto che sia uno dei registi più amati del pianeta (il più amato) un pò mi fa paura, mi dà l'idea, come dice Marco, di trovarmi in un mondo un pò superficialotto.
      Che si ami Tarantino è normale, lo farei io stesso. Ma che sia lui il regista espressione principale dei nostri tempi ecco, potevamo avere esempi migliori.
      In ogni caso nessuna prevenzione da parte mia, anzi, credo ci sia molta oggettività (in un pensiero comunque soggettivo).
      Se gli metto 8 a raffica credo non ci sia niente da aggiungere.
      E vedrò ogni cosa che fa, sempre

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    3. Marco, con parole tue sei riuscito ad esprimere il mio pensiero come io non saprei fare. Grazie!

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    4. Marco, per me è una delle più grandi stronzate mai sentite.

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    5. Mi fa piacere pure per te (se sei uno che ci capisce di Cinema, sto un po' impanicato, in caso contrario solo un pizzico inquieto, ma in entrambi i casi le mie felicitazioni ) :)


      "E c'è poco da fare, il fatto che sia uno dei registi più amati del pianeta (il più amato) un pò mi fa paura, mi dà l'idea, come dice Marco, di trovarmi in un mondo un pò superficialotto.
      Che si ami Tarantino è normale, lo farei io stesso. Ma che sia lui il regista espressione principale dei nostri tempi ecco, potevamo avere esempi migliori.
      In ogni caso nessuna prevenzione da parte mia, anzi, credo ci sia molta oggettività (in un pensiero comunque soggettivo)."

      Il punto è proprio questo. E sfido chiunque a cercare di argomentare efficacemente in senso opposto.


      PS - riguardavo Suspiria, gran film (nonostante avesse in sé molti "germi" dell'attuale decadenza - più che altro caduta libera - Argentiana, triste metafora di sto Limbo d'ItaGlietta, primi fra tutti una sceneggiatura solida nel genere, ma contenente molte "scialberie", scarsa attenzione per i dettagli, una messa in scena e una direzione attoriale approssimativa, ecc.), inquadrature meravigliose, bellissime composizioni e movimenti, un sorbetto d'estetica. E scritto in maniera efficace,
      ma, capiamoci, se qualcuno avesse indicato D. Argento come uno dei 3 più grandi Cineasti dell'epoca, credo gli avrebbero fatto un TSO!

      Con Tarantino è uguale... non capisco cosa ci sia di così difficile da capire.

      Oggi semplicemente... è tutto il mondo ad essere impazzito! (e il TSO rischiano di farlo ai pochi sani rimasti)

      Ma se non siete d'accordo convincetemi con delle argomentazioni. Sennò, va da sé, significa che ho ragione io (essendo pazzo, son abituato a sentirmi dare ragione. )! :)

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    6. Son di fretta cribbio.

      Giudicare la gente in base alle preferenze che mostra è un errore.
      Amare il bello non ti rende bello.
      Emozionarsi proviene da fonti differenti.
      Comprendere e avere la pazienza di amare cose "complesse" non è un dovere.
      Forme d'arte ce ne sono molte, a non tutte reagisci con la stessa intensità.
      Tarantino, a me, nun me piace... Più.
      Il mondo non è impazzito, va come sempre.
      La gente che guarda i cinepanettoni non è direttamente gentaglia cribbio. Cribbio!

      "Ma se non siete d'accordo convincetemi con delle argomentazioni. Sennò, va da sè, significa che ho ragione io."
      Fallacia logica bro.

      Son d'accordo con alcune cose che dici, meno con altre, però il tono porta un po' a sentirsi ostici, suoni spaccioseggiante. Magari è così, magari vuoi solo esprimerti senza compromessi, non ti conosco.

      Saluti scappo buon sabato a tuttiii!!

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    7. Interessante (il meccanismo della proiezione), quindi stai dicendo che TU consideri chi guarda i cinepanettoni e tarantino come della gentaglia...
      Perché qui nessuno ha mai espresso questo concetto, manco di striscio. A me personalmente non mi passava manco per l'anticamera del cervello sta cosa che dici... :)

      Buono a sapersi.
      Mi fa piacere (e siamo a tre) :)

      Quanto alla "fallacia logica", forse t'è sfuggito che la frase era vagamente scherzosa, forse dovevo rincarare di più la dose, darmi del pazzo non rendeva abbastanza l'idea... la prossima volta metto un alert di qualche tipo.
      L'invito ad argomentare era serio, naturalmente.

      "Comprendere e avere la pazienza di amare cose "complesse" non è un dovere."

      Ma non esistono le "cose complesse", come non esistono le persone frivole. Esiste l'Uomo. Ed esiste la Notte.

      Inoltre La responsabilità sociale e culturale del Cinema non è argomento che si possa liquidare con un discorso tipo "i gusti soggusti"...
      riusciamo a riconoscere una barbarie universalmente accettata solo quando collettivamente usciamo dalla barbarie.

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    8. "Detto in altri termini, non mi stupisce di quello che accade in Italia, in Grecia, in Siria, o in Usa, in un mondo dove milioni di persone associano
      Tarantino al termine "genio".

      Sono rimasta molto colpita da questo pensiero, tuttavia, credo di non essere in grado di comprenderlo.
      O meglio, di dare la giusta interpretazione.

      Detta molto, ma molto alla buona:

      Il cinema ha come fine quello di formare l'uomo, la sua personalità insomma.
      Il cinema di Tarantino è un cinema violento, misogino e privo di contenuti, ed è anche un cinema "popolare" ,inteso come cinema accessibile ad un maggior numero di persone. Fin qui ci siamo?

      Poichè il cinema di Tarantino è violento, etc, ed essendo cinema, però, diventa anche elemento formativo dell'animo umano. Pertanto milioni di persone che lo considerano genio diventano persone violente e misogine?
      Qui il riferimento alla Siria, Italia, USA e Grecia?
      Cioè, a me sta cosa pare talmente assurda che sono sicura di aver capito male quello che intendevi!!!
      Spiegati!



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    9. Sto pippone che l'arte, il cinema, la narrativa e il the del pomeriggio debbano """far crescere""" è un discorso banale e moralistico. Moralistico perchè impone (o diciamo vorrebbe che fosse così per tutti, più "sottilmente" ma con altrettanta intolleranza) una visione delle cose ...non so nemmeno come definirla...pseudocostruttivista? basata su considerazioni del tutto personali e soggettive; banale perchè non riesce ad apprezzare, tanto per dirne una, che nella rappresentazione di un mondo, di un personaggio, di un linguaggio, ci può essere appartenenza, riconoscimento, sia sociale che politico, ed è proprio da quel riconoscersi, accettarsi, narrarsi, amarsi, anche e soprattutto nei lati più sporchi e bui, che prende corpo il senso politico di un lavoro come quello di Tarantino (e di tanti altri come lui); la base del proletariato globalizzato e il contesto storico entro cui sopravvive, somiglia molto a quello dei film di QT, il quale altro non fa che metterci un sacco di salsa, cioè dargli lustro, spessore, musicalità espressiva, secondo gusto e tramite strumenti propri della nostra cultura materiale popolare. un po' come la pop art decenni fa, o un certo fumetto, e via dicendo. E questo riconoscersi è una bussola, nel bene e nel male, che aiuta a riconoscere i fratelli dai nemici, per esempio. I tempi sono questi, chiedere di più a un regista che sa cantare a tutti è anacronistico e autospeculativo, è fuffa dietro la tastiera o uno scaffale di biblioteca, la merce è dappertutto, qual è la strada che l'Uomo (lo scrivo provocatoriamente con la maiuscola, che io di solito riservo per altro non concendendo tutta questa importanza alla nostra avventura nello scorrere delle cose) deve percorrere, lo devi proprio chiedere a Tarantino? Non è mica Lenin!
      E a proposito di musicalità...Popolare...portiamolo sul musicale: la musica popolare è la musica tradizionale o quella che viene ascoltata in maggioranza oggi? E' la pop di Anastacia o la tecno? E' quella delle risaie e di Violetta Parra perchè sono socialisti mentre i canti da osteria no perchè parlano male delle donne e inneggiano al cazzeggio? Hai mai ascoltato Brassens?
      Usciamo dall'idea che l'oggi sia il centro dell'universo e che noi e il CCCinema dovremmo essere dei prodi eroi in cerca di Giustizia Sociale: il mondo del 2016 non è particolarmente più una merda di quello di ieri, basta chiederlo ai nostri nonni o alle donne e bambini di un paio di secoli fa; le conflittualità ci sono sempre state e bisogna scegliere come sempre da che parte stare. E' una merda, ma evitarla, fare proclami, e/o piagnuacolare addosso a chi racconta delle belle storie e a chi le ascolta che potrebbero essere più così e cosà fa pensare che il bisogno di crescere sia dalla parte opposta a quella che dicevi tu.

      Per chiudere: hai fatto delle buttate arroganti e offensive (non tanto per chi ti legge ma soprattutto per quei conflitti che hai citato a vanvera) e poi dici "argomentate o ho ragione io" con un'ironia che cogli solo tu; ti vengono ribattute delle cose, a te fa piacere ma poi sfotti..Ma da dove sei uscito, dal mondo di Panda Kopanda?

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    10. ...porca miseria!...Clap..Clap!...e ancora Clap+Applause...

      Sergej

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    11. Mio dio l'eristica Marco, vabbuò come diceva qualche duno (quelli che aspettano di vedere le dune sole nel deserto) "è così difficile guardare le cose in faccia, così comodo attenersi ai problemi"!

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    12. @ Rachele : no, naturalmente non intendevo quello.

      Quello che io (ma anche Giuseppe) abbiamo detto in realtà è molto meno arzigogolato.

      Che piaccia o no esiste un profondo rapporto tra i film, la musica, i libri e di programmi televisivi che vanno per la maggiore ed il grado di evoluzione dell'umanità (che è piuttosto basso... certo, potremmo discutere all'infinito anche di questo, ma non mi sembra si possa dire che narcisismo, ipocrisia, ignoranza ed odio NON siano particolarmente diffusi su questo Pianeta. Chi pensa il contrario probabilmente vive in Islanda... ).

      In realtà il Cinema di Tarantino non è nemmeno totalmente "vuoto". E' apprezzabile e pieno di spunti, se lo si guarda coi giusti occhi. Naturale che sia così, è un grande regista.
      In realtà, anche una puntata di X factor o un film dei Vanzina (specie quelli datati) sono estremamente interessanti, e meritano di essere valutati con occhio attento.
      Ma che succede quando diventano cultura mainstream, quando milioni di persone li considerano un punto di riferimento?
      O meglio, PERCHE' capita che milioni di persone li considerino un punto di riferimento?

      Quelli che molti scelgono di ignorare, è che esiste un rapporto profondo tra quello che vediamo nella vita di tutti i giorni, ed i grandi accadimenti che influenzano la vita di tutti.
      La storia la facciamo noi, e le grandi masse hanno la piena responsabilità di tutti i loro affanni e sofferenze; a mancare è la coscienza d'esser parte di una collettività.






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    13. Allora Marco, mi sembra più corretto affermare che sono i film, la musica e i libri ad ispirarsi al genere umano e non il contrario.
      Guarda, io sono totalmente d'accordo sulla questione della natura dell'essere umano come tu la descrivi e , più volte mi è capitato di parlarne con Giuseppe anche sul blog, però di una cosa sono certa, ossia la consapevolezza che l'uomo ha di se stesso.

      Quando dici
      "Ma che succede quando­ diventano cultura ma­instream, quando mili­oni di persone li con­siderano un punto di ­riferimento?
      O meglio, PERCHE' cap­ita che milioni di pe­rsone li considerino ­un punto di riferimen­to?"
      Ma perchè mai le persone dovrebbero considerare punto di riferimento i film di Tarantino, x factor etc?
      I punti di riferimento sono altri!!!
      Il cinema e la televisione hanno il compito di intrattenere in primis e poi, al massimo, di far riflettere, ma io non utilizzerò mai un film, anche il più educativo di questo mondo, come punto di riferimento.
      Secondo me è sbagliato l'utilizzo di "punto di riferimento" in questo contesto.

      Ti riporto l'esempio di mio padre ( a detta di molti non un uomo, ma un santo e non per la pazienza!)
      Mio padre quando si piazza sul divano ed accende la tv (e ti posso assicurare che trascorre veramente tante a guardare film e programmi vari), ha bisogno di rilassarsi e svagarsi, i film di Tarantino riescono in questo, così come x factor, c'è posta per te, amici, etc. Più volte mi è capitato di discutere sui suoi gusti in fatto di cinema, definendoli superficiali e vuoti, perchè non lasciano nulla, non hanno la capacità di riflessione dei film di Herzog, Kaufmann, kim ki duk, etc, insomma.
      Ecco, da quello che dici, mio padre dovrebbe essere la persona più vuota, superficiale, aggressiva e insensibile di questo mondo. Eppure, strano ma vero, non lo è! È molto più riflessivo, intelligente e attento, di tante persone che passano giornate intere a leggere trattati di filosofia, vedere film di nicchia e fare la prosa alle poesie di Leopardi.
      (Papà, se mi leggi, voglio 50e dopo sta sviolinata:D)
      Per ritornare al punto della questione, mio padre ,cosi come gli altri novecentonovantanovemila persone che seguono Tarantino, lo fanno per puro piacere personale e non perchè viene elevato a "punto di riferimento".
      Se questo avviene è perchè l'uomo sceglie questa strada, ma non è il cinema che gliela fa imboccare.
      Di base è l'uomo che decide se essere egoista, violento e ignorante, non possiamo dare la colpa al cinema per questo. Al massimo i registi riportano sullo schermo la realtà sotto forma di finzione.
      Ecco, il cinema(non tutto) è lo specchio dell'uomo o meglio, della visione che il regista ha dell'uomo.
      Mi scoccia rileggere, se dovessero esserci errori, "imputali" anche a Maria De Filippi, che da 20 anni allieta i miei pomeriggi all'insegna dell'ignoranza e superficialità :D




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    14. Ci sarebbero molte cose da dire, inizio dicendo che ho visto migliaia di film e quelli che sono in grado di riportare su schermo la realtà, si contano sulle dita di una mano. Ma è anche un problema di linguaggio (negli anni, in diversi modi vari artisti hanno provato a rendere il Cinema meno artefatto, servendosi, paradossalmente, di espedienti cinematografici, o imposizioni grammaticali... vedi Dogma 95, che trovo molto ma molto interessante per cercare di riflettere sul rapporto tra Cinema e reale).

      "Di base è l'uomo che decide se essere egoista, violento e ignorante, non possiamo dare la colpa al cinema per questo"

      Capito. Ma a chi lo stai dicendo? Chi è che sta accusando il Cinema?

      Immagina, lo so che è difficile, di vivere in un paese completamente esautorato di ogni sovranità, una democrazia dove non si vota, un paese dove non si riesce a vedere il confine tra Istituzione e crimine organizzato, ecc.ecc., poi accendi la tv: e vedi la parodia fininvestiana, veline, tg4, ecc...
      Ora, cosa riflette del paese, e di OGNI INDIVIDUO, quel tipo di televisione?
      E quanto la cultura di quel paese è influenzata da quel modo di fare televisione (dico televisione, ma può valere per tutto, scuola, educazione, Cinema, libri, tutto...).

      Ciò che va nella cultura mainstream determina un circolo vizioso, per cui diviene ad un tempo indice, termometro della situazione generale, e concausa dell'atteggiamento generale.

      Sulla prima cosa direi che concordiamo tutti (per quanto alcuni magari non considerino la situazione disastrosa come la considero io, ma non cambia. Come dici tu: tv, Cinema, ecc, riflettono ciò che siamo).
      Sulla seconda, e rispondendo anche a quello che scrivi tu, ti rispondo molto semplicemente:
      tu dici che si può sbattersi davanti alla televisione per ore ed esser al contempo persone brillanti e colte. E' ovvio che sia così.
      Ma scusa, pensi che il modo in cui trascorriamo il nostro tempo non abbia effetto su di noi?

      Fai una prova, passa 8 ore al giorno a leggere solo un giornale di partito. Per mesi.
      Vuoi scommettere che la tua visione del mondo, per quanto tu sia colta e brillante, sarà un po' influenzata da questo ?

      E scontato che ciò che "introduciamo" nel nostro corpo determini ciò che diventiamo. Che si tratti di cibo, di informazioni, di immagini, e concetti, poco cambia.


      Specifico che le mie riflessioni partono da ciò che osservo OVUNQUE . Dentro e fuori di me... non è che sto lanciando invettive perché mi senta superiore (sbaglierò qualcosa nel modo di parlare sicuramente, perché incontro qualcuno che mi dà del "professorino", ma sinceramente se uno risponde con supponenza o attaccando, o lo ignoro o rincaro la dose, se questo mi fa sembrare arrogante, poco male...)

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    15. "Ci sarebbero molte c­ose da dire, inizio d­icendo che ho visto m­igliaia di film e que­lli che sono in grado­ di riportare su sche­rmo la realtà, si con­tano sulle dita di un­a mano. Ma è anche un­ problema di linguagg­io (negli anni, in di­versi modi vari artis­ti hanno provato a re­ndere il Cinema meno ­artefatto, servendosi­, paradossalmente, di­ espedienti cinematog­rafici, o imposizioni­ grammaticali... vedi­ Dogma 95, che trovo molto ma molto intere­ssante per cercare di­ riflettere sul rappo­rto tra Cinema e real­e)."

      Secondo me è tutto il contrario. Nei film viene riportata la realtà, modificata ovviamente, tramite storie inventate, però la realtà è la base di fondo. Vuoi dirmi che non ti sei mai rivisto in un film? O non hai mai rivisto in un film un accadimento reale? Le cose sono 2, o hai un'idea di realtà diversa dalla mia o io non sto capendo quello che vuoi dire. Ho appena letto dogma 95 e, seppur l'idea sembra essere delle migliori, non credo di condividerla. Perchè mai eliminare gli espedienti quali musica, luci, etc dai film? Perchè rendere i film asettici? Sono anche e soprattutto queste cose che fanno emozionare durante la visione di un film. Ricorderò per sempre la scena di mommy , durante la quale si ha un flashback della la vita del protagonista da adulto con luci e musica da pelle d'oca!
      Insomma, rendere un film il più spoglio possibile da tutto ciò che lo rende tale per me non ha senso. Menomale che sto movimento non ha preso piede, avrebbe significato la morte del cinema!

      "Di base è l'uomo che­ decide se essere ego­ista, violento e igno­rante, non possiamo d­are la colpa al cinem­a per questo"
      "Capito. Ma a chi lo s­tai dicendo? Chi è ch­e sta accusando il Ci­nema? "

      Ma di cosa stiamo parlando se non della tua convinzione che il cinema è importante per formare le menti delle persone?:/
      Per me non è cosi,poi è normale, ci saranno sempre i coglioni con il quoziente intellettivo di una medusa che vedranno gomorra e ambiranno a diventare affiliati del crimine organizzato.
      Ma la maggior parte delle persone, almeno spero, riuscirà a distinguere cio che è giusto da ciò che è sbagliato in un film.

      "Democrazia in cui non si vota" è un ossimoro.
      "un paese dove n­on si riesce a vedere­ il confine tra Istit­uzione e crimine orga­nizzato". Ci viviamo.

      Quindi se io passassi 8h al giorno a leggere il mein kampf diventerei razzista?
      E la formazione mentale dei miei ultimi 26 anni, che fine fa? Le mie idee e i miei ideali per cui mi batto da 26 anni e hanno fatto di me quella che sono, dove andrebbero a finire?
      Essere esposti solo a singoli stimoli per molto tempo, può avere effetti solo su menti non ancora formate. Un bambino, ad esempio.
      Ma non su persone che hanno personalità già ben delineate.
      Per questo ritornando al discorso cinema, io ( sono quello che viene definito "l'uomo medio", e quindi chi rappresenta la maggioranza) posso anche trascorrere tutta la vita a guardare un certo tipo di film o di programmi televisivi,leggere solo certi libri, etc., ma appena chiudo la tv e i libri, le mie idee non saranno modificate da quello che ho appena visto o letto.









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    16. A Rachele: sono molto più d'accordo con il tuo discorso che con quello di Marco però lasciami l'illusione che un film, un programma TV, un libro, possono aiutare anche noi adulti, già formati, a continuare un percorso di esplorazione, di comprensione, di espansione mentale. Purtroppo però certi prodotti non ci aiutano in questo ma spingono verso l'anestetizzazione.

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    17. Ciao Dak:) certo che un libro, un film o un programma aiutano a continuare il percorso che tu dici.
      Ma aiutano a far riflettere, a porci delle domande, a capire, non di certo a formarci come persone. E meno male aggiungo!
      Immagina fosse così, saremmo il prodotto di quello che vediamo.
      Ed io, giuro, guardo tutta la spazzatura che c'e in tv, ma ho comunque la capacità di non farmi anestetizzare il cervello, perchè comunque insieme al gf, uomini e donne, temptation island( vi prego non giudicatemi :D ) guardo cose più interessanti e stimolanti, leggo, mi informo, mi pongo domande, cerco delle risposte. Il problema sta tutto qua, la capacità di non lasciarsi condizionare da questi prodotti di cui siamo invasi e, anche se la tua frase è molto giusta, per me va ribaltata. La tv non crea persone lobotomizzate, ma sono le persone senza materia grigia ad essere attratte SOLO da questo genere di prodotti.

      Ps: grazie per l'appoggio :)



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    18. È normale, se l'unico stimolo della mia vita è acquistare l'ultimo libro della youtuber di turno, o correre al cinema il 25 dicembre per vedere l'ennesimo cinepanettone, o aprire la tv per vedere le tette e i culi delle ballerine di ciao Darwin ( che sono un bel vedere detto anche da me), allora qualcosa non va.
      Ma è sempre colpa nostra, mica di Endemol, o della casa editrice che pubblica i libri di youtubers o di Vanzina. Loro ci danno quello che noi vogliamo e se la maggioranza vuole questo, allora siamo messi male, molto male.

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    19. Eh già, brava, adesso vorrai anche dire che i politici, i manager delle major, i personaggi dei cartoni animati mainstrsem sono espressione del nostro modo di essere e che in fondo ce li meritiamo. ...io sento una gran puzza di gomblotto invece!!!

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    20. Emmeggì, dici a me?
      Non capisco sinceramente questo messaggio.

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    21. Sìiiii cara. Era ironico! sei ormai frullata dal palinsesto mediaset mi sa :-) :-)

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    22. Beh, Rachele, secondo me stiamo parlando di due piani un po' diversi.

      Quando dico che rarissimamente il Cinema è in grado di rappresentare la realtà, mi riferisco al linguaggio Cinematografico. Dogma, per esempio, ha deciso di vedere cosa succedeva se si toglievano gran parte di quegli orpelli, fondamentalmente disonesti, che fanno del Cinema una forma d'Arte così coinvolgente.
      Non sto dicendo che non ci si immedesimi, nel Cinema. Succede quando i personaggi son scritti bene.
      Anche nella Letteratura, succede. La letteratura "alta", spesso funziona per archetipi, va a scavare nel quotidiano e ne trae qualcosa di universale. ORa il Cinema usa tantissimi artifizi, forse anche troppi.
      Tu dici che il Cinema riprende la realtà. Allora ti rispondo: quando fai l'amore parte la musica, e arrivati al culmine c'è una dissolvenza?
      Il punto è il linguaggio.
      (per favore non mi rispondere che sto dicendo che il Cinema così è sbagliato o che è merda... sto solo facendo una considerazione sulla natura del Cinema, che tra tutte le forme d'Arte è la più ostica, la più "finta", e la più pericolosa).

      Quindi quello che dici tu non è in contrasto con quello che dico io.

      "Ci viviamo"
      Eh, lo so. Ero sarcastico Rachele. E comunque, se per te "democrazia dove non si vota è un ossimoro", scusami tanto, consideri l'Italia altro da una democrazia, giusto?
      Non votiamo per scegliere un governo da ... boh... non ricordo... 5 anni?

      "E la formazione mentale dei miei ultimi 26 anni, che fine fa? Le mie idee e i miei ideali per cui mi batto da 26 anni e hanno fatto di me quella che sono, dove andrebbero a finire?
      Essere esposti solo a singoli stimoli per molto tempo, può avere effetti solo su menti non ancora formate. Un bambino, ad esempio."

      E scusa, da cosa deriva la formazione degli ultimi 26 anni se non da TUTTO quello che hai letto, sentito, vissuto, visto in tv, al Cinema, ecc.ecc.?
      Quello che ho detto è solo questo. Che siamo ciò che mangiamo. Ed abbiamo una responsabilità, nello scegliere ciò che mangiamo.
      (cerco di essere ancora più esplicito: non sto attaccando nessuno, non sto dicendo che se TU guardi tv spazzatura fai qualcosa di male. Sto dicendo che, che tu ne sia consapevole o no, la tv spazzatura entra a far parte della sua formazione, come QUALUNQUE altra cosa. L'importante è esserne coscienti. ).
      E qui ti faccio un altro esempio, uso mio padre al posto del tuo. Mio padre è di sicuro una persona molto colta. Però s'informa esclusivamente leggendo UN giornale (vicino al PD) e guardando tg nazionali.
      Per forza di cose, quando gli si parla di questioni di cui quei giornali non parlano, o che censurano, si alza un muro.
      Ma questo è normale.

      Leggere solo UNA FONTE, tutti i giorni per anni, sicuramente condiziona la nostra visione del mondo. Se tu pensi che non sia così, va bene. Dovremmo fare un bell'esperimento di psicologia-sociale per vedere chi di noi due ha ragione.

      "Per questo ritornando al discorso cinema, io ( sono quello che viene definito "l'uomo medio", e quindi chi rappresenta la maggioranza) posso anche trascorrere tutta la vita a guardare un certo tipo di film o di programmi televisivi,leggere solo certi libri, etc., ma appena chiudo la tv e i libri, le mie idee non saranno modificate da quello che ho appena visto o letto."

      Allora, t'invito a fare un altro ragionamento!

      Pensa alle tue più grandi convinzioni. Sai determinare da dove arrivano?
      Pensi di esserci nata, con quelle tue convinzioni, o che derivino da ciò che hai vissuto?
      E, nel secondo caso, pensi che ciò che hai letto di abbia formato quanto ciò che hai vissuto, oppure non credi a nulla se non per esperienza diretta?

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    23. L'illusione della nostra identità, delle nostre convinzioni, ecc, è dovuta a TUTTO ciò di cui ci siamo nutriti, tg, giornali e Cinema inclusi.

      Tra parentesi, è la seconda volta che qualcuno scrive "Tu Marco parli in base a delle tue convinzioni personali"...
      Ehm... Certo! Che sono illusorie quanto le vostre, se vogliamo.
      Come potrebbe essere altrimenti.

      Personalmente ritengo di essere un buon osservatore della realtà, e per quanto possa prendere tante cantonate, "rivedo" queste cose di cui sto parlando nell'esperienza quotidiana.

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    24. Dak, è tanto vero e ovvio quanto sacrosanto quel che dici. Fino a qualche tempo fa era piuttosto in voga la definizione di "educazione permanente".
      Non credo che il consumo di prodotti culturali particolari abbia un effetto di per sè anestetizzante, inteso come "decerebrante" (il discorso andrebbe fatto per la la violenza, il porno, ecc), se contemporaneamente vi è lo sviluppo di una coscienza critica solida. Ovviamente la musica cambia se una persona già piuttosto "spianata", nella vita si spara otto ore al giorno di tv spazzatura in solitaria, macchinette al bar, ecc ecc.
      Personalmente, sono convinto che nulla più dell'esperienza educativa diretta insegna quanto importante sia non evitare o stigmatizzare, ma educare, ovvero sviluppare conoscenza e competenza critica.


      PS Ora che ci penso, potrebbe starci pure un parallelo con le sostanze psicoattive :)

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    25. "L'illusione della nostra identità, delle nostre convinzioni, ecc, è dovuta a TUTTO ciò di cui ci siamo nutriti, tg, giornali e Cinema inclusi"

      Ti sei dimenticato il PD

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    26. Si, intendiamo la realtà "filmica" in modo diverso.
      Riprendo il tuo esempio.
      Il fatto che in un film ci sia una scena di sesso, per me altro non è che la rappresentazione della realtà, poi ovvio, la musica di sottofondo non parte, ma per me quello è l'abbellimento che il film dà alla scena.
      Quindi, si, se devo considerare i film fittizi perchè fanno uso di espedienti che invece la vita reale non ha, allora ti do ragione.
      Però, per me, il concetto di realtà cinematografica è diverso.

      DOGMA95.
      Ma perchè mai gli spettatori dovrebbero avere interesse a guardare in tv o al cinema qualcosa che possono vedere uscendo semplicemente di casa?
      Tu vedresti film che raccontano solo di storie normali? Senza musiche, luci, effetti, etc?
      Perchè togliere la magia al cinema? Sinceramente non capisco.
      E qui ritorniamo sempre alla stessa questione. Il cinema è intrattenimento più che rifessione ( sempre secondo me, eh?), se vengono a mancare gli elementi che danno vita a questo, viene meno il cinema stesso. Anche perchè, se ho voglia di riflettere e basta, non mi serve vedere delle persone che recitano, prendo un testo di filosofia e lo leggo.
      A voglia di riflessioni che escono.


      Io mi riferisco al significato di democrazia che si trova in tutti i libri di diritto costitizionale. Poi, è chiaro, in Italia la democrazia è soltanto sostanziale, ahimè.

      Io sono più che certa che la mia formazione mentale non sia dipesa dalla tv o dal cinema, perchè se cosi fosse, dovrei essere la persona più stupida e superficiale di questo mondo visto quello che vedo ( tra l'altro ho iniziato ad interessarmi di cinema più "alto" da quando leggo Giuseppe e, la mia forma mentis non è mica cambiata in meglio, è rimasta uguale)

      Questi fattori esterni che citi possono influenzare, ma non formare ( sarà la trentesima volta che lo dico)
      La famiglia è la prima vera fonte di formazione, poi la scuola e in fine le esperienze.
      Supponiamo allora una città dove nessuno guarda la tv o legge, chi forma il pensiero delle persone che ci abitano?


      Sulle letture sono d'accordo con te, ma per letture non intendo i romanzi di narrativa, eh? Mi riferisco a cose più complesse.
      Io credo di aver modellato il mio pensiero, al liceo, con la filosofia, non ho mai ragionato così tanto sull'uomo, la religione, la vita, etc come in quegli anni.
      Ecco, la filosofia mi ha dato le basi per la mia formazione,( secondo le mie inclinazioni, eh?)che era iniziata con la mia famiglia, e che è continuata con le esperienze di vita e le persone che ho incrociato durante questi anni.
      Ma il cinema e la tv no.






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    27. Non credo che, ormai, posso avere più il tempo e la forza di entrare nei vostri interessantissimi discorsi (devo rispondere tipo a 40 commenti e scrivere 3 rece, alcune cose salteranno) però, ecco, riprendo solo questo

      "Ma perchè mai gli spettatori dovrebbero avere interesse a guardare in tv o al cinema qualcosa che possono vedere uscendo semplicemente di casa?"

      mangiato pesante Rachè? ;)

      dio bono, in un secondo hai cancellato buona parte della storia del cinema

      viva il cinema verità, viva il cinema del nulla, quello delle piccole cose, quello delle nostre cose, quello che quasi annulla la differenza tra la vita reale e sè stesso.
      E viva Dogma

      appena posso leggo tutto meglio, non credo risponderò per tempo e perchè tanto siete troppo bravi da soli

      ma, insomma, che il cinema debba essere solo spettacolo non lo reggo ;)

      (adoro, ad esempio, anche la colonna solo diegetica, lo trovo bellissimo)

      voleteve bene!

      e sennò anche no, scannateve

      ma tutto molto interessante ;)

      Elimina
    28. Tu vedresti film che raccontano solo di storie normali? Senza musiche, luci, effetti, etc?

      sììììììììì

      magari sempre!

      ahaah, meglio che non vado avanti perchè finora ho letto solo 1/4 di commento, di un solo commento su una trentina poi e già ogni riga direi qualcosa

      non posso ;)

      è da tre giorni che me trascino recensioni non scritte e tantissimi commenti da rispondere

      mortacci mia ;)

      non leggo oltre (letto 10 righe), semmai solo quando sono a pari

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    29. Ahhahah
      Io non ho mai visto un film che ha fatto la storia del cinema e forse sono di parte per questo, E comunque non riesco ad immaginare un cinema diverso da quello di oggi.
      Non so nemmeno che cos è una colonna sonora diegetica ( mo la cerco).
      A volte (il più delle volte) è proprio una certa canzone piazzata in una certa scena a farti emozionare.

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    30. Ma il cinema di oggi è pieno di film del tutto ancorati alla realtà, privi di colonna sonora, inverosimiglianze, ralenti, luci sovraesposte, azioni notevoli, flash back e tutto il resto che è cinema spettacolo.
      Degli ultimi 10 film che ho recensito più della metà sono così, ad esempio. Anzi, secondo me mai come in questi anni, c'è un proliferare del cinema povero, spoglio.
      E viva anche l'altro cinema, quello per antonomasia.
      Ma, insomma, viva tutti i tipi di cinema

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    31. "Il fatto che in un film ci sia una scena di sesso, per me altro non è che la rappresentazione della realtà, poi ovvio, la musica di sottofondo non parte, ma per me quello è l'abbellimento che il film dà alla scena."

      Sì, quello (come centinaia di altri) è un artifizio, per rendere la scena coinvolgente, per rappresentarla.
      Ma nella rappresentazione il reale si perde. (nel Dogma o nel neo-realismo se ne perde un po', in tanti filmetti hollywoodiani si perde quasi tutto, spesso scadendo in bieca retorica).
      Se leggi su, mi pare d'aver usato l'espressione "riportare su schermo la realtà", intendendo che, attraverso il linguaggio del mezzo, la realtà di perde.
      Questo è difficile da contestare. Poi, uno può dire: "se il film è coinvolgente, a me non interessa", però non credo si possa godersi veramente il Cinema senza riflettere a fondo su che cosa sia il Cinema, e come funzioni.

      "Quindi, si, se devo considerare i film fittizi perchè fanno uso di espedienti che invece la vita reale non ha, allora ti do ragione.
      Però, per me, il concetto di realtà cinematografica è diverso."

      Ecco. Ma io apprezzo anche film che fanno un abbondante uso di artifizi cinematografici. Mi stavo limitando a sottolineare il punto che il Cinema spesso non coglie la realtà, la trasfigura.
      (esistono, tra i cinefili più accaniti, quale io non sono, per fortuna, dibattiti interessanti su come potrebbe il Cinema rappresentare la realtà senza filtri, ad esempio alcuni non apprezzano i film in cui si "recita", ma ritengono che si dovrebbe mostrare solo quello che esiste... non sono del tutto d'accordo, ma capisco perché lo dicono).

      "Ma perchè mai gli spettatori dovrebbero avere interesse a guardare in tv o al cinema qualcosa che possono vedere uscendo semplicemente di casa?
      Tu vedresti film che raccontano solo di storie normali? Senza musiche, luci, effetti, etc? "

      Devo davvero rispondere?
      Beh, non c'è da metterla in condizionale. Io guardo e apprezzo i film, a prescindere da questi elementi. Difatti ho apprezzato tantissimo diversi film che non hanno musiche (anche se, credo che la musica sia se usata bene un elemento costitutivo del cinema), senza fotografia (vedi Dogma, che vieta l'uso di luci artificiali, a meno che la sorgente luminosa non sia parte del profilmico, se non per potenziare la luce già presente), e... cavolo... devo fare la lista dei bei film che non hanno effetti speciali, o che ne hanno pochi? (sono migliaia)
      Ma in realtà il mio discorso andava anche oltre questi aspetti.

      Inoltre il tuo discorso è pericoloso. Tanta gente non apprezza i film se non sono visivamente spettacolari (quindi NON apprezza i film fatti con pochi soldi... non mi venir a dire che sta cosa è normale eh :) ).

      " Anche perchè, se ho voglia di riflettere e basta, non mi serve vedere delle persone che recitano, prendo un testo di filosofia e lo leggo.
      A voglia di riflessioni che escono"

      Come dicevo : ogni cosa che ci capita contiene magia, e ogni cosa può indurci a profonde riflessioni, da un dialogo con un amico, a un film, a una camminata sul parco.
      Questo tuo voler porre un limite tra intrattenimento spicciolo e intrattenimento "profondo", non lo capisco.

      Nasciamo, e cinque secondi dopo siamo nella tomba.
      Non vedo perché la Bellezza la si debba limitare ai libri di filosofia o a qualche museo o biblioteca piena di ragnatele dove non va mai nessuno. Tutto è collegato.

      " Poi, è chiaro, in Italia la democrazia è soltanto sostanziale, ahimè."

      Sostanziale? Intendevi formale? No perché, nella sostanza non mi pare che lo siamo tanto...



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    32. "Io sono più che certa che la mia formazione mentale non sia dipesa dalla tv o dal cinema, perchè se cosi fosse, dovrei essere la persona più stupida e superficiale di questo mondo visto quello che vedo ( tra l'altro ho iniziato ad interessarmi di cinema più "alto" da quando leggo Giuseppe e, la mia forma mentis non è mica cambiata in meglio, è rimasta uguale)"

      Ho come il sospetto che tu stia prendendo tutti questi discorsi un po' sul personale.
      Guarda che tu puoi esser convinta che non cambi nulla, ma è ovvio che cambi qualcosa.
      E' come per il cibo.
      Solo che noi non siamo in grado di cogliere esattamente in che modo e come faccia la differenza, perché , come dicevo, la nostra identità è TUTTO ciò che abbiamo assimilato.

      Ecco allora che un film che hai visto 20 anni fa, o un libro, o un 'esperienza, sono parte di quello che sei.

      Tu dici che vale solo per l'infante. Ma non è vero, di sicuro vale MAGGIORMeNTE per l'infante o l'adolescente. Ma una persona adulta nasce e muore ogni giorno, e quello che fa/dice/legge/vede/ascolta, diventa parte di quello che è.
      come potrebbe non essere così scusa?

      "Questi fattori esterni che citi possono influenzare, ma non formare ( sarà la trentesima volta che lo dico)
      La famiglia è la prima vera fonte di formazione, poi la scuola e in fine le esperienze."

      Anche la formazione è un insieme di influenze. Che si sono impresse più profondamente di altre. TUTTO forma e tutto influenza.
      Quanto alla famiglia. Ma che cos'è la famiglia?
      E loro, chi li ha formati?

      Le ESPERIENZE, come dicevo, riguardano tutto, e quindi comprendono tutto.
      Non è che se parli con un amico stai avando un "esperienza", e se stai due ore davanti alla tv stai "spegnendo il cervello".
      ll cervello è sempre attivo. SEMPRE. immagazzina quello che sente, e si forma opinioni e convinzioni in maniera, se vogliamo "automatica".

      "
      Sulle letture sono d'accordo con te, ma per letture non intendo i romanzi di narrativa, eh? Mi riferisco a cose più complesse.
      Io credo di aver modellato il mio pensiero, al liceo, con la filosofia, non ho mai ragionato così tanto sull'uomo, la religione, la vita, etc come in quegli anni."

      Ovvio che la maggior parte della nostra formazione riguardi infanzia o adolescenza.
      Ma in realtà la formazione non finisce mai, continua anche in età adulta.
      Soprattutto per quello che riguarda le opinioni che ci formiamo sulla società e sul mondo.
      Secondo me ti stai ingannando se pensi che romanzi di narrativi, cinema e tv non influenzino la nostra visione della vita.

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    33. La presenza di un osservatore è di per sè un aspetto turbativo dello status quo, figuriamoci di un autore. Questo è un dato di fatto della ricerca scientifica e anche dell'arte. Ci sono diverse modalità di fare arte (e anche di fare ricerca), ed ognuna va conosciuta per quella che è, nella sua natura e nei suoi limiti. I (pre)giudizi moralistici sullo stare di qui o di là e sul dovrebbe essere così e cosà, come dicevo nel commento su, chiamano fuori (come chi getta il sasso e poi nasconde la mano) e non fanno crescere nè il singolo nè la comunità. La libertà, dicono i saggi, è consapevolezza e partecipazione.

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    34. Mi fate un esempio o tu o Giuseppe di film conosciuto ( e che quindi,con molta probabilità, ho visto anch io) che faccia parte di questo movimento? Perchè mi sa che non sto capendo un cazzo leggendo i commenti di entrambi.

      "Inoltre il tuo discor­so è pericoloso. Tant­a gente non apprezza ­i film se non sono vi­sivamente spettacolar­i (quindi NON apprezz­a i film fatti con po­chi soldi... non mi v­enir a dire che sta c­osa è normale eh :) )­. "
      Sta frase mi ha messo un po' in crisi.
      Io non sono una fan sfegatata del cinema spettacolare, anzi!
      Ed è per questo che, forse, non ho capito un cavolo di quello che volevi dire:D perdonami.

      Eh, io uso il termine sostanziale inteso come diritto sostanziale. Il diritto scritto non applicato e per formale quello procedurale e quindi ,nel caso di democrazia italiana, ( sempre riferendomi al significato da un punto di vista giuridico) è sostanziale perchè esiste una definizione, ma non formale perchè non viene applicata.Niente, deformazione mia, tra l'altro mi sono spiegata malissimo. Ovviamente intendiamo la stessa cosa.

      Guarda, Marco, io ti riporto la mia esperienza, che credo possa riguardare tante altre persone, poi, non sono una che ha studiato sociologia o antropologia o ste materie che hanno come oggetto l'uomo, e non so effettivamente dove sta la ragione.
      Però, parlando di me e considerandomi sempre quel famoso "uomo medio", mi viene da dire che il cinema e la tv non mi formano, o almeno non mi hanno formato coscientemente.




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    35. Mi fate un esempio o tu o Giuseppe di film conosciuto ( e che quindi,con molta probabilità, ho visto anch io) che faccia parte di questo movimento? Perchè mi sa che non sto capendo un cazzo leggendo i commenti di entrambi.

      "Inoltre il tuo discor­so è pericoloso. Tant­a gente non apprezza ­i film se non sono vi­sivamente spettacolar­i (quindi NON apprezz­a i film fatti con po­chi soldi... non mi v­enir a dire che sta c­osa è normale eh :) )­. "
      Sta frase mi ha messo un po' in crisi.
      Io non sono una fan sfegatata del cinema spettacolare, anzi!
      Ed è per questo che, forse, non ho capito un cavolo di quello che volevi dire:D perdonami.

      Eh, io uso il termine sostanziale inteso come diritto sostanziale. Il diritto scritto non applicato e per formale quello procedurale e quindi ,nel caso di democrazia italiana, ( sempre riferendomi al significato da un punto di vista giuridico) è sostanziale perchè esiste una definizione, ma non formale perchè non viene applicata.Niente, deformazione mia, tra l'altro mi sono spiegata malissimo. Ovviamente intendiamo la stessa cosa.

      Guarda, Marco, io ti riporto la mia esperienza, che credo possa riguardare tante altre persone, poi, non sono una che ha studiato sociologia o antropologia o ste materie che hanno come oggetto l'uomo, e non so effettivamente dove sta la ragione.
      Però, parlando di me e considerandomi sempre quel famoso "uomo medio", mi viene da dire che il cinema e la tv non mi formano, o almeno non mi hanno formato coscientemente.




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    36. Quale movimento intendi, il Dogma?
      Beh, posto che come dicevo quello è uno dei tanti possibili tentativi d'innovare il linguaggio cinematografico (ed rappresenta per me, qualcosa di decisamente importante in tal senso, ma, nel Cinema come nella musica, le possibili innovazioni che fossero anche riflessioni sulla natura del linguaggio, sono state tante, e si spera saranno ancora di più in futuro),
      i titoli più noti sono sicuramente quelli dei suoi fondatori, quindi: Idioti, il Re è vivo, Festen e Mifune.
      Su internet poi trovi la lista completa, tra cui ci sono lavori un po' da ogni parte del mondo. H. Korine ha diretto un film seguendo, QUASI alla lettera, il manifesto. C'è anche un film italiano che mi son ripromesso di vedere il prima possibile.

      "Sta frase mi ha messo un po' in crisi." Beh, era una risposta a quello che hai scritto.
      Personalmente penso che la prima cosa nel Cinema sia la scrittura. L'assenza di effetti speciali (tranne che in casi di assoluta esigenza, per esempio "riprodurre" un incidente o una sparatoria o altro per fini di trama) è per me ininfluente, le musiche possono esserci oppure no, ed è importante che non siano usate in maniera troppo sfacciata (seguendo un'estetica tipicamente hollywoodiana, che a volte ti porta a piangere, ma non per coinvolgimento emotivo, ma perché eccessivamente retorica), e la fotografia è importantissima, ovviamente, ma un buon film può esser fatto anche senza (per questo ho citato Dogma, che è la prova empirica di questo).

      "Eh, io uso il termine sostanziale inteso come diritto sostanziale. Il diritto scritto non applicato e per formale quello procedurale e quindi ,nel caso di democrazia italiana,"

      Eh ma tu mi vuoi confondere allora... Ci vorrebbe Massimo a sottolineare come le donne fan tutto al contrario.

      "Però, parlando di me e considerandomi sempre quel famoso "uomo medio", mi viene da dire che il cinema e la tv non mi formano, o almeno non mi hanno formato coscientemente."
      Beh, quasi tutto quello che ci influenza e ci forma, lo fa in maniera subdola.
      Ad esempio, se io adesso vedo un documentario che parla della situaizone lavorativo in Cina, e la descrive come un inferno (non è che ci voglia molto), e domani vado a discutere con un amico della schiavitù da lavoro e quello mi dice che le multinazionali in Cina portano benessere, io avr un'opinione leggermente diversa, avendo visto il documentario.
      Vale per ogni riga d'articolo, per ogni film, libro, per ogni cosa che ci viene detta (pensa, per esempio, a quando una persona che odi ha una data opinione, e tu finisci con l'avere l'opinione opposta... )
      L'identità è un insieme di condizionamenti, e non è pensabile esser selettivi ("quello che dice la mia famiglia entra a far parte di me, quello che vedo in tv no ", non funziona così).
      Secondo me non fa una piega sto discorso.

      Ma se non sei d'accordo. Mica son qui per fare proselitismo :)

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    37. Ho appena trovato una lista di vari film appartenenti a questo movimento.
      Visti: zero!
      Dancer in the dark forse ci può stare, anche se non viene riportato, che ne dici?

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    38. No.
      Gli unici film editi e conosciuti che hanno seguito il Dogma sono quelli citati da Marco (a parte tutti gli altri sconosciuti ed introvabili).
      Poi Trier si è portato avanti molti punti del manifesto per parecchi altri film, ma non l'ha mai più seguito alla lettera

      è come se dici che te segui i 10 comandamenti però ogni tanto uccidi qualcuno, uno ne trasgredisci

      no, di altri film Dogma famosi non ne troverai

      Dancer in the dark poi credo ne infranga almeno la metà di regole

      tra tutte quella della colonna sonora essendo quasi un musical

      buffo comunque, per Dogma la colonna sonora dev'esse solo diegetica (dentro il film) e, se vogliamo, un musical è uno strano ibrido visto che chi recita il film canta anche.

      Rimane comunque una colonna sonora fuori dal film

      ora dovrei andare ad analizzare anche tutti gli altri punti ma no, Dancer in the dark con Dogma c'entra poco

      però in alcuni punti, vedi la camera a mano, Trier c'ha costruito una carriera

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    39. ... che poi, in realtà, nessun regista ha seguito alla lettera il manifesto, almeno così riporta wikipedia.
      Quundi un completo fiasco la prova di riportare il cinema alle sue origini.

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    40. "buffo comunque, per Dogma la colonna sonora dev'esse solo diegetica (dentro il film) e, se vogliamo, un musical è uno strano ibrido visto che chi recita il film canta anche."

      E' interessante questa questione. Dancer in the Dark lo ricordo appena, l'ho visto appena uscito, e poi più nulla. Però ricordo che la colonna sonora parte come diegetica, no?
      Ovvero sia, quando la Bjork inizia a cantare lo fa su suoni presenti in scena (il treno, la fabbrica), poi probabilmente interviene una musica e dei suoni extra-diegetici.
      (Bisognerebbe anche vedere come hanno fatto i campionamenti e tutto il resto).
      Comunque sì, è quasi auto-ironico rispetto alle regole che lui stesso s'era dato.

      "... che poi, in realtà, nessun regista ha seguito alla lettera il manifesto, almeno così riporta wikipedia.
      Quundi un completo fiasco la prova di riportare il cinema alle sue origini."

      Ma, penso che molti l'abbiano fatto. Ora non mi ricordo il Manifesto a memoria, ma è probabile che molte violazioni delle regole siano dovute al tipo di formato utilizzato, Cosa se ci si pensa non gravissima.

      Le regole più importanti riguardano la colonna sonora, il modo di girare (camera a spalla) e soprattutto la luce, (non è un caso che molti d.p. non apprezzino particolarmente il movimento, visto che non permette loro di fare granché), poi altre sicuramente che ora non ricordo.

      Non direi che è stato un fallimento, anzi, come dicevo, ha dimostrato che il Cinema può andare oltre certe regole, imprescindibili per l'industria, ed innovarsi nel linguaggio.

      Citavo prima il Cinema non narrativo, per quanto io preferisca guardare "una storia" piuttosto che un film astratto, che non racconta nulla in termini squisitamente narrativi, lo trovo molto affascinante.


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    41. in festen la violazione riguardava un abito che non era del protagonista. Una stronzata, insomma.

      si, la musica in dancer in the dark è come dici tu, non ricordo se in tutte le scene prende il via da suoni interni alle scene, però. Tra parentesi è l'unico film di Trier che non mi è piaciuto.
      Proverò a vedere gli idioti, anche se dal trailer, e non vorrei essere blasfema, mi è sembrata una puntata di jackass.

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    42. Ahahah, diciamo che è una spanna sopra a Jackass, dai.

      A me, una cosa (una delle pochissime) che m'ha un po' infastidito del film, è lil fatto che grammaticalmente le scene di sesso sono un po' troppo indulgenti verso un'estetica quasi pornografica.
      Mi spiego meglio, E' sacrosanto rappresentare il sesso senza fronzoli, e cercare di mostrarlo per quello che è. Ma mostrare, per esempio, il primo piano di una penetrazione è già di per sé una sorta di espediente. Spesso poi, l'aggiunta di controfigure e protesi, rende tutto un po' assurdo e "diversamente finto".
      A questo punto meglio "selezionare" cosa mostrare, ma quello che si mostra mostrarlo per davvero, senza filtri. Non so se mi spiego.

      Mi viene in mente le scene de "La vie d'Adele", che vogliono esser ultra-realistiche, ma nei fatti non lo sono. (a tratti, diciamolo, finiscono col diventare pure una simulazione un po' spicciola). Per quanto il film sia interessante, ci mancherebbe.

      Vabbé, per ovvi motivi, molti dei quali pragmatici, il sesso è sempre stato una delle cose più difficili da rappresentare con un minimo di realismo, al Cinema.

      Comunque guardati anche gli altri.
      Idioti è bellissimo. Festen forse ancora meglio.

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    43. a lei

      1 beh, se un fiasco ci ha regalato Festen e gran parte del know how (come dice Marco Garden) che Trier si è portato avanti negli anni allora ben vengano i fiaschi, mille volte meglio di Magnum di champagne stappate ai gran gala che oltre ad ubriacarti e farti spender soldi non servono a na sega ;)

      2 beh, idioti è un film inconsigliabile, c'è poco da fare. Che Dancer sia l'unico che non te sia piaciuto ce sta, in effetti è abbastanza unico nella filmografia di Trier.

      a lui

      sì sì, c'è il trucco dei rumori in scena, ma la colonna ovviamente è assolutamente fuori dal film (cioè, a meno che non sia di soli rumori, non mi pare mica). Ma il paradosso è ancora più forte perchè sono loro a cantare. Insomma, siamo alla diegesi più estrema (musica e voce dentro il film) ma, in realtà, siamo solo in colonna classica.
      Ma, del resto, questa è la regola dei musical ;)

      Quando Rachele ironizza amorevolmente sui dogmatici non sa che ad esempio nel suo film preferito, Revenant, la luce è naturale (o almeno lo è negli scorci più belli). Insomma, se il suo Hollywood in questo caso non avesse seguito la linea dei colleghi poveri non avremmo quella meravigliosa fotografia del film (e di quel fenomeno che la cura)

      Il cinema non narrativo (qui nel blog scrive, commenta e interviene forse uno dei massimi esperti italiani in merito, Frank Viso - di Visione Sospesa- è un cinema dalla bellezza abbacinante.
      Certo, poi, a mio modo di vedere, quella storia di cui parla Marco andrebbe sempre un minimo curata.
      La crasi delle due cose può portare a capolavori

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    44. Il sesso e lo sport al cinema vengon quasi sempre male

      sarebbe meglio farli in vita

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    45. Marco, credo di non aver capito a quale film ti riferisci quando dici che le scene di sesso sono un po' troppo indulgenti.
      si parlava di dancer in the dark, ma li scene di sesso non ce ne sono. O forse si? comunque tutto trier è così, ricordo la scena della doccia di Antichrist.
      guarda, senza aver letto l'altra parte del commento, ho subito pensato alla vita di Adele ( che mi è piaciuto da morire), infatti mentre guardavo il film non riuscivo a capacitarmi di quelle scene,non tanto per quello che rappresentavano, cioè il sesso si fa in quel modo piaccia o meno! ma per il coraggio delle due attrici, poi leggendo sul web si è scoperto che erano finte! doh!
      comunque io sono per il sesso vero nei film,come viene fatto dalle persone reali, e quindi puoi inquadrare quello che ti pare che a me non disturba. A proposito, hai visto Love di Noè? Quel film si regge tutto su espedienti sessuali :D

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    46. Sul sesso subentra la parentesi giapponese :) Que simpaticone di Nagisa Oshima in fase di casting per L' impero dei sensi specificò che le scene di sesso sarebbero state reali. Ovviamente si sono presentate solo persone non attori professionisti. Anche perché la tipa del film vendeva frutta e verdura, quindi sì, anche quello :)

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    47. A lui, quello del blog

      lo so benissimo che in revenant la luce è naturale.
      Ma infatti io non ironizzo amorevolmente sui dogmatici. anzi, il lavoro fatto da Inarritu è magistrale. Nessuna luce artificiale può avere i colori, la magia e la poesia di quella naturale, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi. infatti Revenant mi è piaciuto anche per questo!
      ironizzo sul fatto che non vedo il motivo di eliminare ogni singolo espediente come se fossero trucchi di Satana(oddio, sta frase non mi suona granché, vabbè), prima fra tutti la musica.

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    48. "Il cinema non narrativo (qui nel blog scrive, commenta e interviene forse uno dei massimi esperti italiani in merito, Frank Viso - di Visione Sospesa- è un cinema dalla bellezza abbacinante.
      Certo, poi, a mio modo di vedere, quella storia di cui parla Marco andrebbe sempre un minimo curata.
      La crasi delle due cose può portare a capolavori"

      Assolutamente. Tra l'altro buono a sapersi che scrive un esperto, è una forma di Cinema che voglio e "devo" (sono vivo e credo d'essere umano, quindi ho una responsabilità in merito :) ) approfondire.

      "Sul sesso subentra la parentesi giapponese :) Que simpaticone di Nagisa Oshima in fase di casting per L' impero dei sensi specificò che le scene di sesso sarebbero state reali. Ovviamente si sono presentate solo persone non attori professionisti. Anche perché la tipa del film vendeva frutta e verdura, quindi sì, anche quello :)"

      Mi par di capire che sei ferrato in materia di Cinema Giapponese.
      In effetti è una questione non da poco, se vuoi far delle scene di sesso reali, al 99% devi lavorare con porno attori o non professionisti, quindi è una bella sfida!

      Sai che bello se nascesse una sorta di neo-realismo 2.0 in tal senso?

      "Marco, credo di non aver capito a quale film ti riferisci quando dici che le scene di sesso sono un po' troppo indulgenti."

      Nono, mi riferivo ad Idioti naturalmente.

      Ma infatti, ho scritto che è meglio selezionare ciò che si mostra. Per esempio, NON mostrare scene di nudo integrale, diciamo così, durante l'atto, Perché se lo si fa, e se l'atto è simulato (malamente, come avviene di solito), il risultato è "troppo finto" (come vedere una scenografia che si piega, non rovina l'opera d'Arte in sé, ma se non si fa è meglio )

      In tanti film moderni si è arrivatati ad una via di mezzo. Atti simulati, con protesi, primi piani che mostrano penetrazioni ad opera di controfigure, ecc.ecc.
      E' un compromesso interessante, ma che spesso produce, come nel caso di Adele, e altri, dei film che inseguono una rappresentazione patinata, che paradossalmente fa emergere ancora di più i limiti della messa in scena.

      In la Vie d'Adele, se lo paragoni al fumetto (bellissimo), c'è la volontà di rendere il film scabroso a tutti i costi, anche dal punto di vista psicologico la protagonista è completamente diversa.
      Io mi ricordo d'aver pensato che, a parte che chiaramente non è lesbica ma bisessuale (cambiamento che ci sta, ma che tradisce un po' lo spirito del fumetto),
      nella prima scena tra loro due una ragazzina di 19 anni, che va con una di 30, al suo primo rapporto lesbico, che fino a 5 minuti prima era intimorita, di colpo diventa una furia e prende quasi il controllo della situazione. Boh...
      Non lo so... E' ovvio che il sesso così si fa. Ma hanno voluto proprio esagerare, come se la "spettacolarizzazione" dell'atto fosse primaria rispetto alla caratterizzazione che loro stessi han dato al personaggio...
      Senza contare che, come dici tu, per ottenere quell'effetto han dovuto portare le attrici a livelli di simulazione assurdi, con tanto di protesi inguinale e compagnia. In un'intervista mi pare che una delle due ha detto che è stata una delle esperienze più tristi e gelide della sua vita... (e qui si potrebbe aprire un'altra parentesi: conta solo l'effetto che il film vuole avere, o il COME viene realizzato? ).

      Il film che citi non l'ho visto. Di lui ho visto solo Irreversible. Me lo metto nell'infinita lista di film da vedere semmai.

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    49. Anche se per la questione sesso, da persone che hanno parenti o conoscenti che hanno frequentato gli Actors Studio (veramente solo 2, però insomma 2 su 2), ho saputo che appena finito il percorso di formazione, le prime persone che si presentano sono produttori di porno. Quindi magari, chi volesse prendere quella strada, potrebbe benissimo inserirsi anche in questa tipologia di film. Certo non attori navigati, ma perlomeno con qualche base.

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    50. irreversible è l'unico che mi manca di Noè.
      allora aggiungi anche "Solo contro tutti" e soprattutto "ENTER THE VOID".


      No, purtroppo ho scoperto dell'esistenza del fumetto solo qualche mese fa.
      in effetti molti lo preferiscono al film, io non posso esprimermi al riguardo.

      "una ragazzina di 19 anni, che va con una di 30, al suo primo rapporto lesbico, che fino a 5 minuti prima era intimorita, di colpo diventa una furia e prende quasi il controllo della situazione. Boh... "
      ahahhah, non ricordavo questa cosa. Boh, una certa indole per il sesso lesbo? ahahah
      Comunque la prima parte è prettamente sessuale in effetti, la seconda invece diventa molto più "classica" e intima (si, ho trovato, paradossalmente, più intima la seconda parte che la prima).
      Ovviamente a film finito ero un fiume di lacrime.

      Elimina
    51. E già che ci sono, @ Edo:

      "Mio dio l'eristica Marco, vabbuò come diceva qualche duno (quelli che aspettano di vedere le dune sole nel deserto) "è così difficile guardare le cose in faccia, così comodo attenersi ai problemi"!"

      Proviamo a ricominciare daccapo, ti va?

      Forse ho risposto in maniera un pizzico sopra le righe, parlando del meccanismo della proiezione. Non rinnego quello che ho detto (nel senso che se uno legge in ciò che scrivo una cosa che non vi ho messo io, probabilmente proviene da lui), ma l'ho detta in maniera eccessivamente provocatoria. E me la potevo tranquillamente risparmiare.
      C'è anche da dire che avevo confuso i nick, e pensavo fossi tu ad aver liquidato arrogantemente un commento argomentato con "tutte stronzate", senza nemmeno spiegarsi.

      Comunque che l'eristica non so bene cosa c'entri. La questione è che tu hai scritto, giustamente , che questa:
      "Ma se non siete d'accordo convincetemi con delle argomentazioni. Sennò, va da sé, significa che ho ragione io (essendo pazzo, son abituato a sentirmi dare ragione. )! :) "
      E' una fallacia logica. Ma era evidente che non fosse seria questa parte del commento. Tutta qui la questione...

      "Giudicare la gente in base alle preferenze che mostra è un errore.
      Amare il bello non ti rende bello."

      Con questo sono d'accordo. Ma una volta ancora, visto che stavi rispondendo a me ti devo dire: quand'è che avrei giudicato la gente in base alle sue preferenze?

      A volte quello che passa per il tentativo di comprendere ciò che ci circonda ed il giudizio è sottile.

      Posto che TUTTI giudichiamo, consapevolemente o inconsapevolemente gli altri (personalmente mi sforzo di farlo il meno possibile, ma è insito nella nostra natura, etichettare, presumere, giudicare insomma), il dire che c'è un rapporto diretto (e son convinto che ci sia) tra le preferenze che la gente esprime in campo artistico (ma anche in tutti gli altri), ed il grado di consapevolezza ed evoluzione dell'umanità non significa giudicare qualcuno, ti pare?

      Cercare di capire il proprio tempo non significa credersi superiori agli altri... visto che ci i sguazziamo tutti. E non c'è protezione che tuteli dall'esistenza.

      Su una cosa che dici non sono d'accordo. Credo che il mondo si stia "polarizzando" sempre più. Il potere ed il capitale sono in mano ad una percentuale sempre minore di persone, l'omologazione, con la globalizzazione, non è mai stata così importante, il narcisismo credo che non sia mai stato così diffuso, ecc.
      Quindi, al limite, potremmo dire che il mondo di oggi fa schifo quanto prima, in una maniera totalmente nuova. Forse ancora più subdola e pericolosa.



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    52. "ahahhah, non ricordavo questa cosa. Boh, una certa indole per il sesso lesbo? ahahah
      Comunque la prima parte è prettamente sessuale in effetti, la seconda invece diventa molto più "classica" e intima (si, ho trovato, paradossalmente, più intima la seconda parte che la prima).
      Ovviamente a film finito ero un fiume di lacrime."

      Beh... alla fine certe dinamiche son proprie del sesso, non importa tra chi e chi (magari, tra uomini e capre, o tra uomini e bambole di silicone, cambia tutto... chi lo sa!).
      Immagina se facessi una scena con un ragazzino 12 enne impacciato che viene sedotto dalla sua insegnante di 25 anni, e dopo 5 secondi lui si trasforma in Rocco Siffredi ed il tutto si riduce ad una sequela di "elegantissime" posizioni con lui che ci dà dentro come un matto e lei che gode alla follia.
      Ora, tutto può succedere, ma a parte la leggera idiozia di mettere in scena una roba tanto improbabile, almeno non si dovrebbe "spiegare", o "mostrare" il motivo di questa metamorfosi?
      Vabbé, rimane un bel film, comunque . Ci mancherebbe.
      Ma il fumetto è più bello, secondo me.
      Eri in lacrime alla fine? Io invece mi limitavo a pensare: "Anvedi sta stronza..." Sono un po' intollerante verso certi comportamenti. E poi sono un macho io, piango solo se guarda Van Damme mentre mi sale la scimmia (cit. "colta")

      @ Claudio: mmm... beh, certo, guardando Trentalance non si direbbe, ma lui è bravo quasi quanto De Niro! :P

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    53. si, hai ragione
      tra l'altro non ho mai conosciuto nessuno che fosse, alla sua prima esperienza, un dio del sesso.

      eh, io sono estremamente romantica. Detesto quando una storia d'amore finisce. Le persone dovrebbero stare insieme per sempre...

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    54. "Le persone dovrebbero stare insieme per sempre..."

      Non so, c'è qualcosa di profondamente gotico in questa frase... Vuoi venire con me la prossima volta che mi vado a rilassare facendo una passeggiata al cimitero monumentale?
      Lì, in effetti, viene da pensare a tante cose riguardanti l'amore, la vita e i nostri strani desideri irrisolti...

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    55. "Le persone dovrebbero stare insieme per sempre..."

      Non so, c'è qualcosa di profondamente gotico in questa frase... Vuoi venire con me la prossima volta che mi vado a rilassare facendo una passeggiata al cimitero monumentale?
      Lì, in effetti, viene da pensare a tante cose riguardanti l'amore, la vita e i nostri strani desideri irrisolti...

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    56. Ahahaha
      Un invito un po' insolito;)
      Preferisco riflettere, non lo so, sotto un bel salice o in un bel giardino pieno di fior;)

      Ma perchè gotica? È solo romantica:)

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    57. Beh, perché tutto finisce.
      E una storia d'amore o d'amicizia che finisce non è altro che un' "anticipazione".

      Viviamo una vita all'insegna dell'impermanenza, ma vorremmo che tutto durasse "più a lungo" (non dico in eterno perché l'eternità è un concetto astratto), una condizione decisamente peculiare,
      per questo mi pareva gotico.

      "Preferisco riflettere, non lo so, sotto un bel salice o in un bel giardino pieno di fior;)"
      a livello microscopico, i giardini son luoghi fin troppo agitati, sopra gli alberi, o sotto i manti erbosi, succede il fin di mondo... :)

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    58. Anticipazione de che?
      Ovvio che tutto finisce... con la morte, ma io parlo della vita! E gli innamorati si amano quando sono in vita. Tra l'altro, quando si ama, è al "per sempre" che si ambisce, o no?

      Allora preferisco riflettere sul divano di casa mia, va ;)

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    59. Ma la morte, nostra e di chi amiamo non è l'unica cosa che rappresenta un lutto, per noi.
      Un lutto, può essere, per esempio, il separarsi da qualcosa che amavamo (un luogo, un oggetto, o altro), o naturalmente da qualcuno che amavamo (tante relazioni finiscono senza un perché... già quella è una specie di morte. L'altra persona è ancora in vita, ma non la rivedrai mai più).
      Le storie d'amore poi, la prossima volta che sento una frase d'amore eterno (anche rivolta alla mia persona), faccio finta di nulla. Perché quasi mai significano qualcosa di vero (o meglio, significano qualcosa di vero ma non nascono più dall'emotività del momento che da altro... una frase del genere un mese dopo potrebbe non valere più nulla per chi l'ha pronunciata).

      Non sarebbe sufficiente amarsi per davvero, per il tempo che dura la storia?
      Tendono tutti al "per sempre", e guarda che roba.
      - "ti lascio perché non sei come credevo..."
      - "Ah, ok... quindi non ti eri innamorata di me, ma di un'immagine nella tua testa... " (tanto per fare un esempio, di una roba che accade ogni 3X2)

      Tutti dovrebbero amare Dafne. E nient'altro che Dafne. (=sei come sei, e non ti vorrei in nessun altro modo) (cit., questa è colta per davvero) :)

      Anch'io sono tremendamente, romantico, di natura, ma lo stato delle cose mi porta ad esser pragmatico, e il meno idealistico possibile.
      Pensiamo ad amare davvero, non ad amare "per tutta la vita".
      Che poi, le cose belle andrebbero vissute momento per momento, non con la paranoia di vedere cosa succederà in futuro :)

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    60. Allora Marco, mi sa che non ci siamo capiti.
      Inutile dire che il tuo commento non fila liscio, di più.
      Ed è anche inutile dire che alla nostra età( immagino tu sia più o meno mio coetaneo) , non usiamo parole, con i nostri partner, come "ti amerò per sempre".
      PERÒ, quando iniziamo una storia e questa si evolve, quindi passiamo dall'infatuazione, al desiderio, all'innamoramento e infine all'amore, mi sembra più che logico pensare che con quella data persona , voglio costruire un futuro e quindi stare insieme il maggior tempo possibile.
      Perchè mai iniziare una storia sapendo che finirà?
      Io inizio una storia sperando che sia quella di una vita!

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    61. "Ed è anche inutile dire che alla nostra età( immagino tu sia più o meno mio coetaneo) , non usiamo parole, con i nostri partner, come "ti amerò per sempre". "

      C'è chi lo fa, chi lo dice senza pensarlo davvero e chi lo pensa senza rendersi conto di cosa significhi... Pessima abitudine secondo me :)

      Le storie che durano una vita ci sono. Sono una rarità talmente rara che è un po' come, che ne so, sentire una frase intelligente pronunciata da Renzi. Ma ci sono.
      Ovviamente, intendo escludendo quelle storie che durano per abitudine e/o senso del dovere e/o altre motivazioni.

      Beh... sperare non costa nulla. E non è detto che non succeda... :)

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    62. Con 75 commenti da recuperare credo che non riuscirò mai più a inserirmi in questi discorsi.
      O, se lo farò, sarà a bocce ferme.
      Però, ecco, mi piacerebbe che Garden veda Seul contre tous ed Enter the void, molto

      (il pezzo ancora non l'ho letto, spero di mettermi in paro presto, lo leggerò e andremo di pubblicazione immantinente)

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    63. Attenzione Caden, there's a New Kid In Town (cit. Eagles) ��.

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    64. Sono Dak, non so perchè il precedente commento è uscito come D, comunque sono io, non voleva essere un'avvertimento anonimo!
      Invece ho capito che le faccine del telefonino non le devo più usare, è stata la prima e ultima volta.

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    65. Dio bono, ho capito la crisi ma mi passi da Dakota, a Dak, a D, quanto vuoi risparmiare ancora?

      almeno sapevo di quelli che chiamavano Tone il loro figlio Gastone per risparmiare il Gas, ma te non c'è bisogno!

      detto questo qui non c'è solo un nuovo ragazz in città

      qui c'è uno che, tipo Joker, la città potrebbe prendersela ;)

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  12. MG.... Nessuno toglie a Tarantino di essere un grande regista (da un punto di vista tecnico) ciò che invece io non riusciro mai a conferirgli è il titolo di grande Artista. È un eccelso mestierante ma in alcun modo un genio. È questo che Marco ed io contestiamo.... L'abuso del termine genio ed il considerare capolavori cose di dubbio valore artistico (nonostante di fattura tecnica pregevole). Non perché io me la tiri ma non cambierei un low budget come Castaway on the moon con nessun tarantino (neanche kill bill che è quello che preferisco). Perche? Perche dopo un opera di tarantino non mi resta nulla. 5 minuti dopo averlo visto non lo degno di un pensiero. Altri film invece mi macerano e fermentano dentro. I loro effetti su di me sono percepibili a giorni di distanza. Mi stimolano a pensare. Per il puro in tra tre monumento mi basta fare una partita a Track&field su Mame a 35 anni dalla prima volta che lo ho fatto. L'arte deve stimolare. Poi se diverte è meglio. Ma non il contrario. Parlo per me e non voglio offendere nessuno ovviamente. Mandi mandi

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    1. Inutile dire che son d'accordo con quello che dici.

      Strano come molti tendano ad ergersi a difesa di quello che non ha bisogno di essere difeso, perché vive già una condizione immensamente privilegiata (come il talento dalla folgorante carriera, ricoperto letteralmente d'oro e di riconoscimenti)...

      Mah... secondo me ci si lega un po' troppo ai propri idoli, finendo con il perdere la calma quando qualcuno ce li tocca.

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  13. "dopo un' opera di Tarantino non mi resta nulla. 5 minuti dopo averlo visto non lo degno di un pensiero"

    Punti di vista...

    Per esempio, "Le iene" mi ha totalmente coinvolto e "lasciato" molto, mentre di "Kill Bill" proprio non ne voglio sapere...

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    1. Kill Bill pure x me è molto poco comunicativo

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  14. Evvai senza gerarchia:

    BASTARDI SENZA GLORIA
    THE WOLF OF WALL STREET
    LA GRANDE BELLEZZA
    KILL BILL
    GRAN TORINO
    FERRO 3
    MULHOLLAND DRIVE
    LE VITE DEGLI ALTRI
    MOMMY
    BIG FISH

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao