31.7.16

NON Recensione "Primer"


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Perchè è bello provare a scrivere anche quando non si ha nulla da dire

Un pò di anni fa.
Vedo un bel film, abbastanza sconosciuto.
Si chiama Davanti agli occhi ed ha come protagonista addirittura la Thurman (doppiata in un modo indecente, fantozziano), nel periodo più felice della sua carriera tra l'altro. Ma nessuno lo conosce, vabbeh,
Insomma, vedo sto film, anche bello poi, molto particolare, ricco di piccoli dettagli, intelligente.
Arrivo alla fine, c'è una particolare scena e, letteralmente, NON CE CAPISCO UNA SEGA.
Cioè, finisce il film e non riesco minimamente a capì de che parlava (sempre alla luce del finale).
Chiamo disperato il mi fratello, Lui lo vede e lo capisce.
Cazzo! ecco cosa era! ora sì che torna tutto!
Ma niente, io da solo non l'avevo capito, non posso fare la rece, non è giusto.
Poco tempo dopo.
Vedo Antichrist.
Arrivo alla fine.
NON C'HO CAPITO UNA FAVA

Ero lì indeciso se aver visto un capolavoro o un film quasi sbagliato. E niente, provo a darmi risposte, me metto davanti al pc pronto per fa la rece ma niente, non riesco ad afferrarlo, a scriverci nulla.
Ieri, per la terza volta in questi 7 anni de blog, stessa cosa.
Vedo un film e NON CE CAPISCO UN CAZZO
(notare il trittico sega-fava-cazzo, molto sensato se ce pensate)
Potevo tranquillamente saltare anche questa recensione ma ho pensato che invece poteva essere l'occasione per citare queste tre non recensioni.
Primer è un film sui paradossi temporali, forse quello definitivo sull'argomento.
E non tanto per bellezza o qualità ma perchè è l'unico che si basa totalmente sugli stessi. Cioè, non costruisce altro al di fuori del paradosso, niente abbellimenti, niente romanzature, niente plot paralleli. E' il film "scientifico" sui paradossi.


Prendo in mano il mio blocchetto degli appunti live sul film.
C'ho scritto "4 scienziati", praticamente la prima scena.
Poi più NULLA.
Perchè i primi 20 minuti stavo là a cercà de capì che dicevano questi, de che parlavano, che volevano fa, che volevano costruì. Palladio, rame, gravità, nesonasegaio e altre cose.
Poi, quando il film comincia ad entrà, con la storia dell'ovo, nella sfera "paradossi temporali", niente, ho iniziato ad appassionamme (mi piace da morire l'argomento) e fino alla fine ho sperato de avè il colpo de genio che mi permettesse de capì.
Cioè, non so proprio grullo eh.
Anzi, sto blog in passato è stato anche un luogo dove la gente ha trovato risposte ad altri film sui paradossi. Però, ecco, era tutta farina del mi sacco. Io so uno che odia informarsi, trovà risposte altrove e poi fasse bello facendole sue. Quindi niente, in questo caso non troverete alcuna risposta, me dispiace.
Ma Primer resta un piccolissimo film da vedere quasi per forza se siete appassionati all'argomento.
Costato 7000 euro! è stato scritto, diretto, montato, prodotto, musicato!, addirittura interpretato!! da un'unica persona, tale Shane Carruth.
Nel suo piccolo il giovane regista è riuscito a realizzare un vero e proprio cult.
Colto, scientificamente accuratissimo, affascinante, asciutto, misterioso, Primer è un film che fa di tutto sia per non farti capire nulla sia nel darti invece risposte su risposte. Lo so, sembra un paradosso, ma del resto un film sui paradossi è.


C'è il tema del doppio, c'è quello di rivivere ore già vissute, c'è quello di poter conoscere il futuro (perchè in qualche modo lo si è già vissuto, come in Time Lapse). Tutto visto però in una cornice nuova, forse unica, in cui più mi sembrava di capir qualcosa più invece mi sfuggiva di mano.
Primer è uno di quei film che rende obbligatoria una seconda visione, probabilmente la visione che lo può ergere a gioiello indiscusso nel sottogenere.
Fatto veramente col nulla, basico nella regia e nelle location, il film si affida completamente alla sua struttura scientifica. Si perdono molti pezzi, non si capisce mai che "versione" dei due amici stiamo vedendo, non si capisce se qualcuno stia fregando l'altro, se qualcuno stia fregando addirittura sè stesso, se le azioni che fanno influiscono su tutte le altre "vite". Si resta affascinati, perplessi e incuriositi.
Potrei arrampicarmi sugli specchi e scrivere tante altre righe, che le cose da dì comunque ce l'avrei,
Ma niente, questa doveva esse una non recensione e una non recensione sarà.
Però, ecco, guardatelo

24 commenti:

  1. Questo me lo ricordo...lo vidi qualche anno fa...senza dubbio tra i film più indecifrabili. Un vero casino! Ricordo anche lo vidi 2-3 volte dopo aver letto informazioni, schemi, rece ecc. su internet...e finalmente riuscii a capirlo. Il fatto è che è passato troppo tempo e mi so scordato tutto ahahah
    Però vorrei spendere due parole su Shane Carruth che reputo un grandissimo artista, completo...sa recitare, sa scrivere, sa dirigere, monta, si produce, musica e soprattutto lavora solo quando ci tiene davvero a un progetto e lo dimostra il fatto he dopo primer ha fatto passare ben 9 anni prima di dirigere la sua opera seconda, a parer mio 10, 100 volte superiore all'ottimo primer, ovvero Upstream Color, una vera perla del cinema indipendente americano; non troverai un film che gli si avvicina, è unico. Una commistione tra il drama, il thriller, lo psicologico, il tutto con una regia e una fotografia di livello molto superiore rispetto all'esordio. Io a breve lo riguarderò, me lo sono promesso da tanto, anche perché è un film speciale di quelli che non scordi. Te lo consiglio col cuore.

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    1. Ho rivisto Upstream Color...devi vederlo!! Non lo ricordavo così potente e radicale. Non è catalogabile, è vero cinema delle sensazioni ;)

      (per il raduno non so ancora dirti, è che non so se partirò)

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    2. ahah, ecco, l'hai visto 2,3 volte e cercato informazioni, meno male, non sono scemo solo io ;)

      beh, sai che vedrò Upstream Color molto presto...

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  2. Ma è sullo stile di Pi greco, a livello di narrazione?
    Vabbé, faccio come gli antichi, me lo guardo e poi ti dico :)

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    1. Ok visto :) Sì, mi è piaciuto. Una seconda visione credo sia necessaria per ascoltare con attenzione i suoni e notare quando ripetono frasi o azioni, comunque provo a dire la mia. Più che il viaggio nel tempo riguarda gli universi paralleli secondo la fisica teorica della quantistica (probabilità). Un evento assume tutti i possibili esiti che si manifestano ciascuno in un universo parallelo. Lo vedi nella scena in cui fa un tiro a canestro, ci prende e non ci prende. Oppure quando guardano la partita e prevedono diversi scenari causa-effetto. Quello che fa la loro macchina è traferire materia in questi differenti universi: per questo l' "ovetto" pesa di meno, perché una parte ha cominciato ad "abbandonare" l' universo in cui lo stanno osservando. E per questo la crescita del fungo si accelera, perché ha vissuto tante "vite" quanti sono gli universi che ha attraversato, prima di raggiungere l' esito del loro universo. E qui sta il nocciolo della questione: se tu togli ad un universo per metterlo in un altro, quest' ultimo ha un surplus di materia, che nel loro caso si traduce nel "doppio" che si trova nella stessa situazione del gatto di Schroedinger, vivo e morto allo stesso tempo, finché non apri la scatola (altro riferimento). Loro la scatola l' hanno aperta e chiusa a piacimento ma il gatto non l' hanno trovato :)
      Il discorso dello sfasamento temporale mi rimane più ostico, probabilmente con tutto sto entrare e uscire hanno creato un loop o una compensazione di energia che si è manifestata tramite la discrepanza temporale, boh. La scena della fontana credo sia importante, non solo per il discorso del gatto, ma perché ricorda un pozzo gravitazionale, dove spazio e tempo sono distorti.
      La fisica teorica è già un casino di suo, in loop ti ci va il cervello a forza di ragionarci ahaha
      Son sicuro che ci sono un sacco di altri particolari rilevanti, comunque un plauso al regista per aver provato ad affrontare una materia così complessa e astratta in un film.

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    2. Ah ecco che poi gli spunti vengono a profusione. Riguardo lo sfasamento temporale. La fisica tradizionale non ammette il viaggio indietro nel tempo per via del "paradosso del nonno" (citato nel film), in breve: non puoi viaggiare indietro nel tempo, perché potresti uccidere tuo nonno, quindi non nascere come nipote, ma non essendo nato non potresti viaggiare nel tempo per ucciderlo. Con la teoria degli universi paralleli, questo paradosso è superato, perché esiste un universo in cui il nonno è vivo e vegeto :)

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    3. madò, sei un grande...

      no dico di aver capito tutto tutto ma complimenti, hai spiegato alla grandissima

      ma sei del ramo?

      è vero, il gatto di Schrodinger c'entrava molto

      ma non c'ho nemmeno pensato, orami doveva essere una non recensione e non ho quindi nemmeno provato ad accendere il cervello

      complimenti

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    4. Sì, e leggendo altri commenti, il viaggio del tempo è collegato. Subito non avevo pensato, ma essendo una dimensione anch' esso può essere anche percorso all' indietro. Quei 3 secondi di sfasamento alla fine, potrebbero essere dovuti alle perdite che non sono riusciti a limitare (lo dicono: "ci sono sempre delle perdite"), nel senso che vanno indietro ma quando ritornano alla dimensione presente non ritornano precisamente allo stesso punto.
      Ho frequentato con insuccesso ingegneria :) Diciamo che questo è il classico film da ingegneri ahah

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    5. C'è anche la versione teorica che viaggiando nel tempo non puoi cambiare nulla perchè qualsiasi cosa fai, o cambi, in realtà è già successa.
      Una sola linea temporale, che già la "prima" volta è esistita con il tuo, o i tuoi, viaggi.
      Nessun universo parallelo.

      (Poi è sempre buffo parlare di "film scientificamente corretto sui viaggi nel tempo" visto che son tutte speculazioni campate in aria, pure dai più fini teorici/fisici/testoni)

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    6. Ahaha i fisici teorici li vedo più come serial killer tolti dalla strada :D

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    7. avete rotto il cazzo, mi sento un coglione

      tra l'altro ho appena visto il secondo film del regista, Upstream Color

      e c'ho capito lo stesso, zero ;)

      no, scherzo, forse un pò di più

      vedetevelo, forse ne scrivo tra poco

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    8. Dai, in fondo ai commenti aggiungici un "come se fosse antani" e tutto torna :D

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  3. Il regista ha fatto un altro film mi pare un paio di anni fa, si intitola Upstream Color. Un altro delirio, un altro (mezzo?) capolavoro.

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    1. e' quello che diceva Pietro qua sopra

      e che mi ha mandato

      e che, credo, vedrò oggi ;)

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  4. non l'ho più rivisto, ma mi aveva colpito molto.

    sei anni fa avevo scritto questo:

    mica ho capito tutto, anzi, ma so che lo rivedo di sicuro.
    è affascinante, ha un ritmo che non ti puoi distrarre un momento,
    mi ha ricordato sia "Memento" che "Pi greco, il teorema del delirio", ma "Primer" ha una personalità incredibile, al confronto il primo è un filmetto (in realtà "Memento" a me non sembra granchè), con Aronofsky condivide il fatto che alla fine resti a bocca aperta, hai visto un film che resterà.
    tornando a "Primer", è un film molto parlato e con i sottotitoli ci vuole un'attenzione eccezionale, ma ne vale certamente la pena.
    appena lo rivedo aggiungo qualcosa nei commenti, e magari dopo la seconda volta proverò a guardare qualche spiegazione del film, dal punto di vista temporale.
    provateci.

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    1. ahah, praticamente è la mia stessa recensione (ossia, posso dir poco che c'ho capito poco) ma fatta con classe ;)

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  5. Davanti agli occhi siamo in quattro ad averlo visto.

    Questi film sui paradossi temporali mi affascinano un casino
    il problema, però, sta nel fatto che non capisco mai una SEGA-FAVA-CAZZO
    Quindi la mia autostima sulle mie capacità intellettive si abbassa drasticamente.
    Per farla risalire devo intavolare un dibattito sulla critica della ragion pura con la mia vicina di casa...
    Capisci che non è bello da parte mia far sentire a disagio una bimba di 9 anni parlando di Kant, vero?

    Magari provo a vederlo in compagnia.
    2 scemi is mej che uan

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    1. Ah, hai visto Davanti agli occhi?
      avevi capito che..??

      guarda, se vedi questo dopo devi fare tipo il giro dell'isolato e fare un porta a porta stile Geova per parlare di Kant

      famme sapè

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    2. Sisi, visto tanti anni fa su sky.
      Si, avevamo capito(mio padre in realtà) che...
      Però non è stato immediato, per almeno 10 minuti siamo rimasti spiazzati.

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    3. Io ricordo che il film finì chiudendo il cerchio del prologo con quelle due ragazze e non capii minimamente cosa c'entrasse con tutto il resto del film.
      Costrinsi mio fratello a vederlo (o lo aveva già visto, boh) e mi spiegò tutto

      ma io zero assoluto...

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  6. Ma dai che è chiarissimo!!
    Ti spiego in un secondo:
    Ci sono loro che viaggiano nel tempo, non è ben chiaro sul subito da quando ma poi dopo capisci, cioè sono in tanti e hanno già iniziato prima di quando sembra, cioè l'altro ha capito che c'eran più macchine quindi la usa e cerca di far andar le cose come vuole lui, cioè però non lo dice all'altro, insomma l'altro però lo capisce, o forse no, quando poi un non si sa bene chi spara oppure no a una non si capisce bene che tipa ad una festa e poi il padre dell'altra/o scopre la macchina del tempo non si sa come, allora tornano per aggiustare, poi uno vuole scappare da lì e fregarsene di tutto e si minacciano, cioè però l'altro tipo già sa tutto e da lontano forse sta facendo costruire un'altra macchina ancora più grossa perchè quelle lì sembra di essere una bara quando sei dentro però ha bisogno di aiuto perchè non sa più scrivere, e tutto questo perchè stavano creando un non si capisce bene cosa che addirittura crea energia ma poi dentro ci sono i funghi che crescono ogni 5 anni e il rosso controlla dal tipo che resta stupito gli portino della muffa che c'è ovunque ma loro la creano in laboratorio.
    E poi cambia la regia quando cambiano i tipi quindi è tutto chiaro.

    Non basta mica un montaggio frammentario con un percorso non lineare a rendere difficilmente usufruibile un facile film sui viaggi nel tempo!
    Eddai tu! 'gnurant!

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    1. vaffanculo stronzo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      ;)

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    2. Ghgh, rosica rosica che nun capisci i viaggi nel tempo.

      Chi era, Luis c.k. forse, aveva inventato la macchina del tempo: una scatola di cartone, ci entri dentro ed esci dopo 14 anni. Il mondo fuori è il futuro!! Di ben 14 anni.

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    3. beh, la macchina del tempo più stronza dell'universo, non guadagni tempo, lo perdi e basta

      preferisco vivere male ma vivere

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao