1.12.16

Due al prezzo di uno, recensioni "Cartel Land" e "The Boy"

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CARTEL LAND

Non nascondo un pizzico di delusione.
Questo era un documentario presentato come pazzesco, imprescindibile, vincitore di numero premi nonchè, mi pare, candidato all'Oscar.
Su un argomento poi che attira sempre moltissimo, quello dei Cartelli della droga.
La cosa buffa è che fin dal prologo mi è tornato alla mente il mio Terrorista Puttaniere (chi leggeva le mie vicende della videoteca lo conosce, gli altri lo trovano qui, le prime puntate). Mi sono venuti in mente i suoi racconti su come creare la cocaina, quelli sui Cartelli, quelli sulle teste tagliate (mi mostrò terribili foto). E mi ritrovo questo prologo con questi "cuochi" della droga. E poi quelle teste tagliate. Insomma, mi è sembrato di rivivere tutti quei racconti passati.
Cartel Land racconta la battaglia contro i Signori della droga al confine tra Stati Uniti e Messico.
E la racconta sia da una parte che dall'altra.
In una, quella americana, si è formato un gruppo di Vigilantes che cerca di difendere il proprio paese. L'obbiettivo è beccare tutti i corrieri della droga che attraversano il confine. Una zona desertica, senza nulla.
Dall'altra parte, in Messico, si è formato qualcosa di simile ma molto più strutturato. Quasi un piccolo esercito di gente comune, L'Autodefensas, che non accetta più la convivenza e le vessazioni (e, in molti casi, i delitti, gli omicidi) dei criminali dei Cartelli.
Qualcosa di molto più grande ed organizzato della controparte americana. E qualcosa che non sta là ferma al confine ma, a mò di guerra, avanza per liberare e conquistare sempre più città controllate dai criminali.

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Di cosa racconta quindi Cartel Land?
Del diritto all'autodifesa, del diritto ad armarsi ed attaccare per difendersi da dei criminali potentissimi e senza scrupoli.
Ovviamente la domanda da porsi sarebbe: "Ma non ci pensa lo Stato?"
No, lo Stato o non c'è o è colluso con i criminali.
E se pensiamo che questo sia incredibile forse abbiamo poca memoria storica anche del nostro paese...
Quasi impossibile capire chi ha ragione.
Uno la darebbe a questa gente che si arma e si difende. Ma poi il confine tra la difesa e la criminalità contro la criminalità è molto labile.
Se la parte americana del doc è veramente debolissima (statica, ripetitiva, interessante all'inizio e poi sempre uguale a sè stessa) quella messicana è a tratti veramente potente.
Il fatto è che più guardiamo, più sappiamo, meno capiamo le cose.
La sensazione fortissima che si ha è che il marcio sia dapertutto.
Il capo delle Autodefensas, il medico Mireles, sembra persona veramente retta, coraggiosa, rivoluzionaria, integra, uno che ha a cuore soltanto il suo paese e la lotta alla criminalità. Poi però fa strano vederlo in mega ville, piscine grandi come campi da calcio e flirtante con ragazzine quando, dice, ha come più grande valore la famiglia.
Quello che è sicuro che in questo triangolo Criminali - Cittadini che si difendono - Stato (Esercito) ognuno è colluso con l'altro. Ci sono spie, serpi, voltagabbana. 
Ci sono paesi che non vedono l'ora di essere liberati dai signori della droga e altri che vedono le milizie cittadine come un pericolo peggiore degli stessi criminali.
In mezzo a sequenze molto forti (il Doc ricorda moltissimo il gran film di Villeneuve, Sicario), altre forse un pochino sceneggiate, interrogatori, sparatorie, discorsi politici e momenti di cronaca vera, arriviamo alla fine sicuri di aver visto un doc molto interessante ma che, ad un certo punto, sembra un pò accartocciarsi su sè stesso.
Una cosa è sicura, il Cartello vincerà sempre, nessuno potrà mai contrastarlo.
Perchè, alla fine, povera gente a parte, dentro al Cartello ci sono tutti.

7

THE BOY

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presenti spoiler (il più possibile controllati per una volta) dopo l'immagine

Se con Cartel Land ho avuto un pizzico di delusione qua è successa la cosa opposta. Convinto di trovarmi davanti il solito horroretto mediocre e dimenticabile sono stato invece notevolmente sorpreso, in positivo, da questo The Boy.
Horror tremendamente d'atmosfera che ha un grandissimo merito, ovvero quello di non cercare una via originale ma prendere uno dei clichè più clichè del cinema horror, il bambolotto, e portarlo alle estreme conseguenze. Insomma, come diventare originali spingendo al massimo la non originalità.
Che poi di clichè The Boy ne presenta tantissimi altri eh. La grandissima villa semiabbandonata (a proposito, chi ama queste ambientazioni si veda il bellissimo e quasi toccante The Last Will and Testament of Rosalind Leigh ) che, non si sa perchè, all'inizio i protagonisti trovano sempre vuota e, mentre la visitano, arrivano poi i proprietari.
Poi tutti i trucchetti dei ghost movie, rumori, scricchiolii, oscurità, presenze/non presenze, soffitte e quante ne volete.
Ma in mezzo a tutto questo già visto ha moltissime carte vincenti.

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Ho apprezzato da morire il continuo, veramente continuo, indugiare sul bambolotto, specie sul suo viso, senza che questo si muova MAI (a prescindere dalla spiegazione finale che, fino a che non arriva, non possiamo sapere).
Stiamo ogni volta lì, convinti che un segno impercettibile arrivi, e questo non arriva mai.
Bellissima la scena della lacrima in tal senso.
Belli gli incubi della ragazza, bella la storia delle regole da seguire, bella la faccenda del bambolotto che sostituisce il bambino morto a soli 8 anni. 
C'è poco da dire, The Boy funziona. 
Inquieta, ti pone mille domande e tante risposte, ha anche una certa componente umana insospettabile.
Pieno di errori (veramente pacchiano quello di lui che non entra in casa la sera che lei è rinchiusa in soffitta quando TUTTE le altre volte entra da solo, avendo la chiave), personaggi e scene minori (tutte quelle riguardanti l'ex di lei) e con un colpo di scena finale che è sì molto riuscito ma che apre notevoli falle in sceneggiatura (potevano almeno mostrarci passaggi sui muri che dimostrassero come lui, in pochi istanti, faceva le cose che fa).
Tutto quello che volete ma alla fine il risultato finale, l'atmosfera che crea e la storia che racconta sono ben al di sopra delle magagne che presenta.
E, a posteriori, diventa molto interessante ripensare a come i due anziani genitori "sapessero" tutto, come accudissero quel bambolotto sapendo che il loro vero figlio li guardava e ascoltava dietro i muri. Suggestivo ed inquietante.
Insomma, al netto del già visto e delle ingenuità, un horroretto veramente ben fatto

7

6 commenti:

  1. Purtroppo non ho visto nessuno dei due ancora, comunque li ho già segnati ;)

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    1. Il primo sta girando sul canale 118 di sky ma è anche su netflix (non ho controllato lo streaming ma credo ci sia)

      il secondo si trova bene. Se sei appassionato d'horror credo sia comunque un filmetto sopra la media

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    2. cartel land è in lingua originale su netflix. Io l'ho visto lì

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    3. che fai, ripeti le cose che scrivo?

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  2. Molto carino The boy,e bello il colpo di scena!

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    1. Pensa che all'inizio pensavo fosse quello il colpo di scena, poi più il film andava avanti più credevo non fosse possibile ;)

      e invece...

      bello anche se apre un pò di problemini in fase di sceneggiatura

      ma possiamo fregarcene ;)

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due cose

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3 ciao