25.12.16

Recensione: "Enemy"

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Questo film è il numero 13 su 14 de La Promessa.
Per la prima volta sto pensando di farcela veramente.

Ed eccola la trasposizione de L'Uomo Duplicato.
E che potevo chiedere di più dell'averla vista affidare ad uno dei registi che più amo, Villeneuve?
E, infatti, Enemy è un bel thriller, d'atmosfera, interessante, ben girato e recitato.
Ma, oltre a 2,3 magagne di sceneggiatura, questo è un film devastato da un peccato originale imperdonabile.
Non l'aver colto l'anima del libro di Saramago ed aver appiattito in modo quasi miserabile le figure, meravigliose, delle due donne protagoniste.
E questa cosa non riesco a superarla.

 C'è una cosa, in Enemy, che m'ha deluso da morire.
Certo, lo ammetto, aver riletto appena l'altro ieri L'uomo duplicato -per quanto io sia uno che riesce a scindere libro e film ed avere, credo, sempre un atteggiamento equilibrato- non è stato di certo la miglior cosa da fare per approcciarmi ad Enemy.
Il problema è che, se per parecchie delle differenze che Villeneuve ha apportato nella sua trasposizione posso limitarmi a constatarne l'efficacia o la non efficacia, c'è una cosa che proprio non riesco a mandare giù.
Il fatto che uno dell'intelligenza di Villeneuve, uno che stimo così tanto, abbia potuto leggere quel libro e non coglierne minimamente l'anima.
Sì, ne ha colto l'ossessione, l'atmosfera, forse anche l'esistenzialismo, ma non l'anima.
Perchè l'anima di questa opera era, soprattutto, nel rapporto tra Maximo Tertuliano Afonso e Maria da Paz.

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Rapporto che nel film si è appiattito in un modo devastante, inconcepibile, limitandolo a due tre scene di sesso e poco altro.
Relegando Maria, la vera figura tragica del libro, a personaggio bidimensionale, senza pensieri, senza carattere, senza emozioni.
E, attenzione, questo madornale errore di Villeneuve non è solo l'errore che fa male, malissimo, ad un amante del libro, ma anche un qualcosa che non aiuta nemmeno il suo film e lo porta ad un finale, francamente, davvero debole e anche abbastanza inverosimile.

Diciamocelo subito, Enemy è un bel thriller.
Probabilmente per chi non sa niente della storia da cui è tratto anche un gran bel thriller.
Alla regia c'è Villeneuve, uno a cui ormai affidano il sequel di Blade Runner.
Uno che ha già girato 3,4 grandissimi film ma che, incredibilmente, è stato sempre o non distribuito o distribuito malissimo.
Nessuna distribuzione Polytechnique, nessuna distribuzione Enemy, pochissima per Incendies e Sicario, media per Prisoners.
(se aggiungete Maelstrom ed Arrival sono 7 film consecutivi col titolo di una sola parola, curiosità)
Insomma, se è vero che Villeneuve è -e a ragione- già nel Gotha mondiale è anche vero che, a leggerne la filmografia, almeno da noi è un regista quasi nascosto.
In ogni caso esultai quando seppi che la seconda trasposizione saramaghiana (dopo Blindness) fosse stata affidata a lui.
E poi c'è Gyllenhall.
Ed è molto particolare che dopo Animali Notturni me lo ritrovo ancora una volta in un doppio ruolo. Se là il doppio era giocato sul reale e il letterario qua abbiamo invece due personaggi reali e identici, praticamente gemelli omozigoti.
Già, l'uomo duplicato insomma.

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Enemy, infatti, per chi non lo sapesse, è la storia di un professore di Storia che scopre per caso di essere identico, assolutamente identico, ad un attore.
La sua vita cambia drasticamente e la stessa cosa accadrà anche all'attore quando verrà a sapere di questo incredibile, anzi, impossibile, fenomeno.
Villeneuve di sicuro ha coraggio e personalità per prendere un romanzo così importante e maneggiarlo più che può.
Intanto porta le vicende ai nostri giorni, me l'aspettavo e lo capisco.
Facendo così, però, cancella 1/4 del romanzo, ovvero la metodica, estenuante e malata ricerca del suo doppio che fece Tertuliano.
Adam (il professore) si accorge della somiglianza con l'attore.
Va su internet e lo trova, due minuti.
Altro che pagine e pagine, film e film, liste, appunti e cancellazioni.
E' il progresso baby.
Parte un thriller che ha il pregio di essere molto bel girato, di avere una bella atmosfera, di essere anche molto interessante per chi non sa nulla, ma che ha il difetto di avere dei passaggi tremendamente affrettati, meccanici.
E non venitemi a dire che tutti gli approfondimenti sui rapporti, sulle vicende e sulle psicologie che aveva il libro esistevano, appunto, perchè era il libro.
Perchè anche il cinema, e a volte in maniera pazzesca, è capace nella sua durata di arrivare a profondità e a creare intrecci pazzeschi.
Villeneuve compie anche dei cambiamenti molto interessanti.
Intanto mette la pulce al naso che i due uomini possano essere gemelli divisi alla nascita (con tanto di cicatrice).
Poi, ad esempio, la scena di Helen che va a cercare e conosce sulla panchina Adam, il doppio di suo marito.

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Scelta coraggiosissima perchè dà una svolta diversa e, ormai, completamente "irreparabile" alla sceneggiatura (rispetto al romanzo).
E' innegabile che questo sia un thriller con tutti i crismi, dall'inizio alla fine.
Villeneuve trasforma quindi un romanzo di genere e stile indefinibile in un genere cinematografico assolutamente codificato.
C'era da aspettarselo, era forse l'unico mondo per rendere filmabile L'Uomo Duplicato.
Il problema è che aggiunge una parentesi (l'incipit) a mio modo di vedere assolutamente disastrosa.
Incipit che poi si lega addirittura all'epilogo in modo ancora più disastroso.
Non c'è dolore, non c'è scavo psicologico, non c'è profondità in nessun rapporto.
E il finale ne è solo la triste conferma con quell'Adam che, solo per aver trovato quella chiave, diventa tutt'a un tratto un vizioso che sa dove passare la notte.
E Mary?
E la sua compagna?
Nulla.
Anzi, ci sorbiamo pure quel ragno gigante che, cosa voglia dire, solo Villeneuve lo sa.
(sì, si lega a 2/3 cose viste prima, forse all'ossessione, ma è buttata là)
Ma le magagne di sceneggiatura non finiscono qua.
Anthony va da Adam a comunicargli che passerà la notte, scoperà, con la sua ragazza.
E se nel libro il ricatto aveva un fortissimo senso (se Tertuliano non avesse acconsentito Antonio avrebbe detto tutta la verità a Maria da Paz) qua non c'è proprio alcun motivo per cui Adam non si opponga e accetti in due secondi la cosa.
L'unica motivazione è che Anthony lo accusa di essere andato a letto con la propria moglie, motivazione ed accusa debolissima per giustificare tutto quello che verrà.
Per non parlare della scena dell'anello, inverosimile come poche (di notte e durante il sesso selvaggio lei si accorgerebbe del piccolo cerchio di pelle più bianca al dito...).
Vi giuro, non ero qua col fucile puntato, anzi, non vedevo l'ora di esaltare questo film di Villeneuve, anche nel caso avesse stravolto tutto.
Perchè il 90% dei film che vediamo sono tratti da libri che non abbiamo letto.
Il problema è che Villeneuve ha sbagliato scene, sceneggiatura, meccanismi.

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Ma, soprattutto, il problema più grande di Villeneuve sta nel non amare le donne come le ama Saramago.
E aver così trasformato la grande moglie Helena in una Helen che, pur incinta, accetta di tradire il proprio marito facendo finta di nulla.
E Maria da Paz in una Mary di cui non riusciamo mai a cogliere la grandezza, la profondità, a percepirne l'amore e la dolcezza.
Villeneuve ha letteralmente distrutto i due personaggi femminili.
E non c'ha rimesso solo il confronto con il libro, no, che quello è un confronto quasi sempre perso, ma c'ha rimesso, e alla grande, il suo film e i suoi meccanismi.
Denis, mi dispiace, hai reso superficiale e un pò patinato un testo profondo e dolcissimo.
Hai tolto magia, umanità.
Abbiamo un bel thriller in più, magari.
Ma non mi basta, non mi basta



42 commenti:

  1. Fortunatamente ho visto prima il film e poi, dopo parecchio tempo, ho letto il libro, e così mi sono goduto alla grande entrambi e continuo a considerare il film di Villeneuve una pellicola fantastica.
    Col senno di poi posso darti ragione, il libro non ne esce bene e confermo che la mancanza della prima parte, a posteriori, pesa parecchio, e le donne, che nel libro sono protagoniste, nel film finiscono quasi in secondo piano e sostituite (forse) dai ragni e chissà da cosa altro, ma personalmente mi accontento, rendere il film pari pari sarebbe stato piatto e forse noioso, Villeneuve ha rischiato ricreando qualcosa di suo, con pregi e difetti, ma almeno ci ha risparmiato il clone di un libro, cosa che non mi interessa poi tanto, preferisco sceneggiature con un minimo di originalità e inventiva.

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    1. Comemnto perfetto Maurizio.
      E molto importante per me perchè mi dai conferma che siamo davanti ad un bel film (forse bellissimo) ma che ha avuto la colpa di appiattire o del tutto cancellare personaggi, scavi psicologici e vicende che lo avrebbero forse reso ancora più bello.

      Per me è un 7 che, magari, senza aver riletto il libro da poco era vicino all'8...

      condivido tutto quello che scrivi

      e anche io, come avrai letto, ho molto apprezzato che Villeneuve ci abbia messo del suo. Anzi, in piccoli aspetti ha anche migliorato il libro.
      L'unica cosa che mi ha fatto male è l'aver del tutto distrutto e appiattito i rapporti tra i 4 personaggi e le figure delle due donne

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  2. Come ho scritto le tue considerazioni sono giustissime, io ho solo avuto la fortuna di leggere il libro dopo e così non solo mi sono goduto alla grande le parti mancanti, ma mi si è pure aperto un mondo su alcuni passaggi che nel film sono effettivamente oscuri e poco chiari (difetto? pregio che rende la pellicola più affascinante?), probabilmente se avessi prima letto il libro avrei storto il naso come hai fatto tu.

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    1. Ci stiamo rincorrendo qua e là ;)

      a sto punto, per i lettori, copio incollo anche io ;)

      "No no, ma te l'ho scritto, il tuo commento è perfetto e anche interessantissimo perchè mi dà il punto di vista equilibrato e competente di uno che ha fato il mio percorso inverso. Villeneuve ha reso L'uomo duplicato quasi un Gone Girl. Operazione interessante ma che non capisco perchè non avrei mai creduto che uno come lui tra tutte le cose che poteva stravolgere del libro avesse potuto eliminare così le due donne e i rapporti con i rispettivi mariti. Facendola diventare una trasparente e l'altra addirittura una fedifraga consapevole. Mi chiedo come ha fatto a leggere il libro e non amare quelle due figure, ecco. Poi per il resto tutti i suoi cambiamenti ben vengano, amo il coraggio e la personalità"

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  3. Tra l'altro, tempo fa vidi Blindness e mi accingo a leggere Cecità durante le mie prossime vacanze, non è che mi devo aspettare la stessa cosa? :)

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    1. Guarda, là la trasposizione è (ancora) più debole.

      Ma con una differenza, ovvero che quel romanzo sia talmente tanto grande ed unico che nemmeno si poteva provare a stargli vicino

      hanno fatto, con onestà, tutto il meglio che potevano

      qua forse ci troviamo davanti ad un film più bello ma che, secondo me, poteva arrivare ancora più su :)

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  4. capisco la delusione, la prima volta ha fregato anche me, ma poi ho cambiato occhiali:

    http://markx7.blogspot.it/2016/01/enemy-denis-villeneuve.html

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    1. Oltre al tuo commento ho letto poi quel link a cui rimandi alla fine e mi sono accorto che, forse come mai nella mia vita fino a questo punto, non avevo capito niente del film.
      Tutto quello che dicono è assolutamente plausibile, anzi, ci sta.
      Ma avendo letto il libro questa lettura del singolom uomo o del sogno era quasi impossibile da avere

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  5. è bello capire che non si è capito.
    dopo aumentano i gradi della visione.

    mai come per questo libro le attese erano alte, e il film di Villeneuve non mi sembrava all'altezza.

    siamo noi a non esserlo, a volte, le aspettative ci fregano, questo film non è la trasposizione del libro di Saramagi, è solo ispirato a quel libro, ma è solo il punto di partenza, poi è altro, peggio per chi non si fida di Villeneuve :)

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    1. esatto, questo è un film di Villeneuve in tutto e per tutto.
      Ha preso quello spunto e ne ha fatto un thriller psicologico di un solo uomo.
      In questo senso anche l'incipit ed il finale hanno tremendamente senso

      e, lo ripeto, rendono la mia rece quasi "sbagliata", da cancellare ;)

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  6. Ho letto solo la parte iniziale della recensione perché il film lo vorrei vedere, lo bramo molto, però come sai non è mai uscito da noi, come Polytechnique sempre di Villeneuve, autore che anch'io amo moltissimo. Potrei in questo caso fare l'eccezione e vederlo in metodi alternativi ma non so minimamente come fare, se mai ci riuscirò sarò qui a parlarne.

    Detto ciò il tema è allettante e mi ha ricordato un'altro titolo sconosciuto ma uscito in direct to video: Il Doppio - The Double con Jesse Eisenberg e Mia Wasikowska, non male :)

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    1. ah, se lo vuoi te lo mando io, devi premere solo un bottone ed hai fatto ;)

      pensa, mi hanno consigliato questo tuo stesso film anche su fb

      me lo confermi pure te

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    2. Allora ti faccio un fischio quando sono pronto, grazie ;)

      Si ha delle debolezze, ma piacendoti il tema è da vedere :)

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    3. non c'è problema, non scappa ;)

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  7. Sono un po' titubante verso i film che richiedono grosse spiegazioni a posteriori per essere capiti, ma anch'io (forse mai come in questo caso) ho rivisto molto in positivo la mia opinione dopo aver approfondito un po'. In particolare questo video è davvero completo e mi pare inattaccabile nella sua logica.

    https://www.youtube.com/watch?v=v9AWkqRwd1I

    Grande Villeneuve, aspetto Arrival che promette davvero bene. Ha una versatilità di generi rara ad oggi.

    Comunque non ho letto il libro, pur avendo amato molto Cecità (visto dopo il film, nel mio caso quindi è servito a stimolarmi :)) ma vorrei farlo.

    Per quel che riguarda The Double con Jesse Eisenberg mi è parso più debole di questo, vediamo se a te piacerà di più...

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    1. Cecità libro letto dopo aver visto il film ovviamente

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    2. massimo 3,4 giorni e dovrei farcela

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  8. Ho letto solo la tua rece e azzardo un interpretazione.
    Se Anthony e Adam fossero la stessa persona? Non esiste un doppio fisico, ma solo un doppio dal punto di vista della personalità.
    Enemy di se stesso insomma.
    Da un lato uomo buono, tranquillo, con un posto di tutto rispetto e dall'altro uomo perverso, con l'amante, ambizioso, con il sogno di essere un attore?
    È la parte "cattiva" è la sua vera natura? Quella che prevale nel finale?

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    1. Sì sì, questo è chiaramente un film sulla schizofrenia, tutte le recensioni che ho letto lo dicono.
      Soltanto un pirla come me che il giorno prima ha deciso di rileggersi L'uomo duplicato poteva non arrivarci.
      Ma nel libro c'è la certezza che siano due persone diverse e, insomma, io c'avevo sta sicurezza in testa che m'ha rovinato tutto il film.
      In realtà questo è un thriller psicologico incredibile e anche le scene che contesto, come il prologo e l'epilogo, con la lettura giusta diventano perfette.
      Villeneuve ha preso Saramago e l'ha modificato a modo suo, e in maniera paefetta.
      Certo, la mia critica maggiore, ovvero il ruolo molto marginale che dà alle donne, rimane, erano straordinarie nel libro.
      Ma essendosi focalizzato sulla figura schizofrenica di un uomo con grossi problemi con l'altro sesso ci sta anche questo

      e la scena che lei lo vede a scuola che io avevo interpretato (andando al libro) come stupore per vedere un clone diventa invece stupore di accertarsi della malattia del marito

      altra aggiunta formidabile di Villeneuve

      comunque vediti il filmato che hanno messo qua sopra, prima o poi lo finisco anche io

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    2. Ma non l hai notata la scena della foto? Quella strappata, che è la stessa che ha nell'appartamento in cui vive con la moglie, però intera? O quando la madre parla del suo sogno di fare l'attore?
      Solo il ragno non riesco a collocare...
      Ma è in inglese!!!

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    3. quello abbiamo...

      c'era un'ottima recensione che spiegava tutto, la misi su fb, quando posso semmai la ricerco

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    4. forse questa:
      https://lennynero.wordpress.com/2014/07/25/enemy/

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  9. Ammazza com'è complicata!!! Non sono d'accordo con questa recensione comunque. Rimango dell'idea che non esist un doppio fisico, ma solo di personalità

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    1. No, era questa

      comunque la tua idea sulla quale rimani è praticamente l'idea di tutti, l'unico ciucco che per ora ho trovato a parlare con certezza di due corpi fisici sono io

      però da come mi dici ne parlano anche nella rece postata da ismaele
      altra cosa che devo leggere, solo su enemy sono indietrissimo di cose da recuperare

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    2. era questa e non l'avevo messa...

      http://www.cinetainment.it/enemy-la-spiegazione-ecco-cosa-sono-i-ragni/

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    3. Nella rece, postata da Edo, il tizio dice che è molto banale pensare ad una doppia personalità.
      Tante cose poi non le ho capite perchè sembr un trattato di filosofia non una recensione

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    4. ma che ne so, hai risposto proprio sotto Ismaele che te ne proponeva una.
      E soli 18 minuti dopo, credo che chiunque penserebbe che dicevi di quella

      quindi hai visto il video di Eddie (non Edo che è un altro utente), capito

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    5. No, volevo dì Ismaele e non so perchè ho detto Edo :/

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    6. in confronto a tutto quello che sta accadendo qua Enemy è lineare

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  10. Non sono d'accordo in generale con la premessa.
    Hai guardato il film paragonandolo continuamente con il libro. Consciamente o inconsciamente lo hai fatto e questo orienta terribilmente il giudizio e lo stesso film.

    Di fatto si suole dire che i libri sono generalmente migliori delle pellicole da cui sono tratti.

    Da parte mia penso che siano due media profondamente diversi. Prima di tutto l'obiettivo del film e del libro sono quasi agli antipodi. Poi la fruibilità, il tempo di narrazione ed ancora il genere.
    Insomma ce ne sarebbe da parlare. Penso che sia un ottimo film, a tratti sa di già visto e a tratti vuole fare il film d'autore più di quel che può (a proposito il ragno rappresenta la tessitura della tela, quindi della trappola. Il ragno è gigante perchè il pericolo nascosto è enorme) ma alla fine è un bel thriller, godibilissimo.
    Nulla di più, nulla di meno.

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    1. Ho sbagliato tutta la rece amico.
      Ho sbagliato a rileggere il libro il giorno prima.
      Ho sbagliato a paragonarli.
      Ma non per il fatto in sè, ma perchè pensando al libro non ho capito il film. Villeneuve l'ha fatto suo, cambiandolo radicalmente.
      In modo geniale

      Enemy è un grandissimo thriller psicologico che io purtroppo non avevo capito

      chiedo scusa a tutti

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  11. Scusate,sono un ragazzo di 15 anni, non ho mai letto il libro e mi sono solo soffermato a leggere la trama del film per capire che potesse piacermi. Ci sono state scene eccezionali, scene in cui ci ho capito poco, data la mia età suppongo. Ma vorrei un'unica risposta: Il ragno alla fine, mi ha rovinato TUTTO il film, cosa diavolo c'entra ? Per favore vorrei saperlo altrimenti non ci dormo la notte. Grazie

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    1. Ciao! guarda, forse qui nei commenti trovi qualcosa, sia di scritto che di link

      altrimenti scrivi "ragni enemy", troverai tante recensioni che provano a speigarli

      anche questa
      https://pianetacinemablog.wordpress.com/2014/09/03/speciale-tentando-di-decifrare-enemy-di-denis-villeneuve-2014/

      ce n'era una molto bella ma non la ritrovo

      comuqnue tranquillo, non conta l'età, è un simbolo difficilissimo per tutti ;)

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    2. Grazie mille, veramente

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    3. Figurati ;)

      e complimenti per la scelta dei film alla tua età

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  12. Film veramente senza senso! Nel corso del film ci sono spunti che pensi daranno un senso al tutto...invece compare nel bagno un'enorme vedova nera...senza senso e gli spunti rimangono senza senso...sento di aver buttato il mio tempo (peraltro sempre limitato) a guardare una cosa senza ne capo ne coda

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    1. beh, però dopo aver scritto in 3 righe 4 volte "senza senso" alla fine evolvi in un "senza nè capo nè coda", mica male ;)

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  13. La spiegazione non è corretta. La chiave di lettura è semplice e ce la fornisce direttamente e ufficialmente il regista e il protagonista in interviste ufficio repiribili online e verificabili da chiunque: il film è la storia del subconscio di un uomo che lascia l’amante e decide di tornare dalla moglie incinta. Quindi il film è il prodotto del subconscio del protagonista che genera un doppio per razionalizzare gli eventi, nulla è reale, è il modo del protagonista di instaurare un rapporto adulto e prendere le sue responsabilità con la società e la moglie incinta. . Analizzando più a fondo con l'aiuto del romanzo , la mente del protagonista è costituita da: Es (le pulsioni quindi Anthony l'irascibile è trasgressivo) , io (la coscienza quindi Adam il controllato studioso) , super-io (il controllo superiore quindi la madre/moglie/ragno). In pratica per lasciare l'amante voluta dal suo Es , l'io li elimina immaginando un incidente, appena dopo che la moglie gli chiede di rimanere così, come Adam.. la madre super-io lo redarguisce riguardo le sue fantasie di attore... il megaragno controlla la città ovvero la società.. e si rassegna infine ad obbedire al super-io madre/moglie/aracnide infatti poi nella scena finale la moglie che poi è anche una futura madre, è vista come un aracnide che peró non spaventa il protagonista ma anzi è spaventata e si ritrae sul muro perché sa delle intenzioni del marito di trasgredire ancora ma in effetti il protagonista a questo punto finale ha uno sguardo rassegnato e sospira arrendendosi alla moglie/madre/ragno/superio. . .

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    1. P.s. Per chi non lo avesse capito, il ragno è il Super-Io, il Controllo Superiore della coscienza cioè la società (quando controlla la città) la madre (quando vuole schiacciarlo) la moglie (quando alla fine si ritrae sul muro) etc.. il film tratta del prodotto del subconscio del protagonista e nulla è reale .. questa è la spiegazione ufficiale del film e del romanzo.. il doppio è il modo con cui il protagonista razionalizza la sua doppia relazione che poi elimina su richiesta della moglie dopo che la madre lo ha redarguito. In fondo ritorna con la moglie ma appena pensa di trasgredire e tradirla, lei madre/moglie/aracnide si ritrae sul muro spaventata, ma lui la guarda rassegnato e sospirando nell'ultima inquadratura si arrende.....

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    2. Ho già detto più volte che ho toppato la recensione ;)

      ma, ecco, preferisco trovarne alcune di mie che leggere quelle ufficiali ed avere letture filosofiche che solo pochi possono capire

      per me i film restano sempre un rapporto a due con lo spettatore, non mi piace saper cose nè fornire spiegazione conto terzi

      sicuramente lettura interessantissima ma, ecco, non mi apprtiene

      e che Saramago "ufficialmente" si fosse ispirato a Es, Super-Io e quant'altro non sono affatto sicuro

      ma tant'è

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  14. Riporto le prime parole del regista per chi non avesse tempo o voglia di verificare:"You know what, this movie is a very simple story, it’s a man who decides to leave his mistress and go back to his wife, and we see this story from his subconscious point of view.”

    Quindi niente elucubrazioni niente interpretazioni niente passato futuro niente fantascienza niente ragni nonsense... ma una semplicissima trama vista attraverso il subconscio... bel film costruito molto complicato infatti gran parte della gente comune non lo ha capito, comunque grande il protagonista nella interpretazione del doppio

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao