9.9.17

Recensione (anzi, non recensione): "Vinyan", il film del raduno

Risultati immagini per vinyan poster

E' circa mezzanotte e mezza del sabato del raduno.
Ci accorgiamo che s'è fatto di tutto e, di conseguenza, non si sa più che cazzo fare.
Si pensa, estemporaneamente, a un film.
"Verso Orione!" propone il mitico Paco.
"No, Verso Orione no" dice qualcun altro.
Non ci sarebbe niente di male in questo dialogo se non fosse che quello a mettere il veto a quel film è lo stesso regista del film, Alessio Nencioni.
C'è da dire che il suddetto Nencioni in quel momento era in condizioni che nemmeno Mickey Rourke ha mai raggiunto.
Ma lo scopriremo di sopra.
Insomma, birillo o baralla non si sa che vedere.
Al che io propongo Vinyan, visto che bene o male tutti s'era amato il primo film di Du Weltz, Calvaire.
Tutti d'accordo saliamo al piano sopra.
Con mille difficoltà riusciamo a risolvere il problema col proiettore.
La cosa buffa è che quello che più si prodiga per risolvere i problemi tecnici è Nencioni. Uno pensa che tanto lavoro da parte sua nasconda un'immane voglia de vedesse il film.
Invece appena riesce a farlo partire il Nencioni si sdraia in terra, SCHIENA AL FILM, e comincia a dormire.
Resterà in quella posizione ben oltre la fine dello stesso. Probabilmente il tempo che ci voleva a proiettarsi nella sua mente, per intero, in fase r.e.m., Una Poltrona per due, vera sua ossessione della serata.
Comincia il film con un gran bel prologo, psichedelico.
E pure lo spunto sembra più che buono. 
Una coppia ha perso il proprio figlio in uno tsunami. Mesi dopo vede una videocassetta in cui, alla madre, sembra di riconoscere lo stesso figlio. Le immagini ritraggono un'isoletta thailandese quasi irraggiungibile. La coppia parte per questo viaggio della speranza.
Il problema di Vinyan è il suo essere un film praticamente anti-narrativo pur avendo una trama terribilmente lineare, narrativa, orizzontale, come può essere il racconto di un viaggio.
Un film fermo su sè stesso dall'inizio alla fine. Tanto che alcune scene dopo un'ora e 10 avremmo potuto trovarle dopo 20 minuti, interscambiarle pure.
Ad un certo punto sento che sto per cedere. Non capisco se sia un problema mio o del film.
E allora guardo gli altri.
Vicino a me c'ho Carmen che c'ha troppa classe per cedere. Ma pare che lo tsunami abbia colpito lei.
Mi giro dietro e vedo Giancarlo che ha due occhi che sono due fessure, tipo quelle dove metti gli spicci per pagare i parcheggi.
Vedo Vincenzo ridotto allo stesso modo anche se, va detto, Vincè c'ha quella faccia un pò così anche quando è sveglissimo.
Ad un certo punto Leonardo si alza, non so per che fare, poi torna e me dice
"Ho colpito per sbaglio Rachele, l'ho svegliata"
Vado a verificare.
Rachele conferma bellamente che stava dormendo.
A questo punto sono in una nuova zona di controllo e posso finalmente spiare la mia vittima preferita, Roberto.
E lo vedo oscillare continuamente la testa in avanti.
Non arriverà mai ai 90 gradi dell'anno scorso, ma si alterna tra i 35 e i 70.
Ogni tanto torna dritto e guarda il film.
Iniziamo ad inveire contro il film.
Ad un certo punto però vedo un essere umano che mi dà speranza, Ida.
E' protesa in avanti, sveglissima, con gli occhialini, sembra una critica dell'Herald Tribune.

"Oh, almeno una a cui il film piace e sta sveglia c'è" mi faccio io
"Il mio voto è zero" dirà Ida a qualcuno a fine film.

Per il resto il film va avanti, lentissimo. Ha tre/quattro sequenze formidabili, su tutte il movimento di macchina che fa il giro del rudere.
Una storia alla The Orphanage, una mamma che non accetta di aver perso il proprio figlio e, contro tutto e tutti, compreso il marito, è convinta di ritrovarlo.
E, come nel film spagnolo, anche l'alternanza tra realtà e fantasmi mentali la farà da padrone.
Purtroppo la potenza psicologica che Vinyan voleva raggiungere non è arrivata a nessuno.
Ah, non so se li hanno scelti apposta ma se i thailandesi hanno l'aspetto dei 3 protagonisti sono il popolo più brutto del mondo.
Alla fine avremo una specie di atmosfera a Il Signore delle Mosche, altre buone inquadrature ma niente, il film ci ha massacrato.
Torniamo disotto.
E io mi immagino di sopra il Nencioni che si sveglia, non trova più nessuno ed è convinto di aver visto un bel film.
Una poltrona per due, of course.

6

20 commenti:

  1. l'unica nota positiva del film è la responsabile del casting di tarantino che fa capire che vuole fare un pompino al protagonista (CHE RIFUIUTA!!!!!)...
    parlo di Julie Dreyfus (sofie fatale in kill bill) che in tutta la sua carriera avrà girato si e no 12 minuti di pellicola, ma ho ancora fisso in mente l'immagine di lei che (nei panni di Francesca Mondino in bastardi senza gloria) viene ingroppata a pecora da Goebbels. è una delle donne che più mi "ispira"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non c'ho capito una fava ma standing ovation per Gianca

      Elimina
  2. wow... non mi dire che ti sei perso l'unico volto espressivo di tutta la pellicola?!?! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, ora ho capito!
      Niente, leggendo di fretta pensavo che questa fosse la responsabile del casting.
      Invece qui recita e lo è con Tarantino.
      Ah sì sì, ricordo bene ;)

      Quindi ha fatto du mezzi film e in uno tenta la fellatio e nell'altro de fa ingroppà, hai capito...

      Elimina
  3. A me è rimasto impresso il frastuono. Ok che può dipendere dall' apparecchiatura del locale (ma il film del giorno prima non era così), ma ricordo sempre un rumore costante che mi ha lobotomizzato :D
    Ma secondo me vale il primo pensiero: dopo Possessione Demoniaca, tutto il resto viene messo in ombra :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molto interessante.
      Ora non ricordo sta sensazione ma se lo rivedo con calma ci faccio caso.
      Per la seconda parte del tuo messaggio sì, hai ragione, nemmeno Una poltrona per due avrebbe retto al confronto

      Elimina
  4. Sei stato anche più veloce del previsto! Anche se non siamo d'accordo su quanto scritto, apprezzo che tu abbia "seguito" il mio consiglio. Ieri sono andato al cinema a vedere The Devil's Candy, il nuov film del regista di The Loved Ones. Questo nuovo film è secondo me di gran lunga superiore all'opera prima. Te lo consiglio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Andrò a vederlo al cinema domani. Dovevo andare già ieri ma non ce l'ho fatta.
      L'unico problema è la mia completa avversione al metal ;)

      Un amico caro mi ha detto che l'ha deluso molto, parecchio inferiore a Loved. Ma come sai i giudizi altrui mi scivolano addosso, vedremo a chi sarò più vicino ;)

      Elimina
    2. Forse un pelo sotto a Loved Ones.
      Ma so quasi sicuro che sia il meglio horror uscito in sala quest'anno

      Elimina
  5. mi ero alzato per chiudere la porta. pensavo che il rumore costante provenisse dal piano di sotto. una volta data una ditata nell'occhio di rachele (fortunatamente chiuso) ho constatato che la porta era già chiusa e sono tornato in posizione di martirio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era chiusa sia la porta che l'occhio di Rachele insomma...

      Disotto di sicuro si divertivano de più

      Elimina
  6. Si, la cosa del rumore l'avevo notata anche io. Infatti non riuscivo a dormire bene. Dito a parte, che poi mi ha svegliato del tutto ovviamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io odierei Leonardo a vita solo per questo

      Elimina
  7. 35 - 70 - 90 Palermo, Torino, Venezia 1€ ambo, 1€ terno. Giocatevi 6€ in totale e potreste adorarlo se mai Vinyan vi dovesse portar bene.

    Lotto contro il sonno ma soccombo.

    RispondiElimina
  8. Eppure io questo film l'ho apprezzato moltissimo, ha l'effetto, vediamo se riesco a rendere l'idea, dei tappetoni musicali dei Pink Floyd, un rumore sommesso, basso che non ti accorgi nemmeno di sentire. L'ho apprezzato soprattutto per quella sensazione di magia tribale, di animismo e panteismo che trasmette. Credo che la potenza di alcune scene, al limite della psicosi -
    una su tutte la scena del sesso - si stata un'idea è stata portata sullo schermo, sicuramente in modo lento, ma con sicurezza e con poche sbavature. La perdita del figlio ha aperto la strada a potenze oscure (psicologiche o demoniache?) e questo graduale ritorno alla natura dove c'è un simbolismo forte, ancestrale ma del tutto sconosciuto - non riusciamo a capire cosa stia succedendo, neanche noi spettatori - ma acciuffiamo qualche informazione. I bambini sono la natura e sembrano avere una coscienza collettiva, come nel villaggio dei dannati, oppure sono solo "selvatici"? Perdita di identità, possessione, espiazione, si intrecciano.
    So che è un film che non puoi vedere dopo le 23, perché è molto melmoso, ma io l'ho trovato molto bello e per niente banale. Ricordo che mi lasciò interdetta al tempo, appena lo vidi, e invece a distanza di tempo l'ho apprezzato tantissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. solito gran commento Luisa

      ma io son quasi sicuro che il film sia molto più vicino a questo che a quello che abbiamo visto noi. Questa era la recensione che avrei voluto scrivere.
      Ma secondo me il contesto ci ha fregato

      a leggerti andrebbe rivisto ;)

      Elimina
  9. Anche io ti consiglierei ti rivederlo, ad un orario accettabile ed in un contesto più tranquillo. Diciamo che Vinyan non è propriamente un film da vedere a certi orari

    RispondiElimina
    Risposte
    1. lo so, ma per uno che non rivede mai nemmeno le cose che ama rivedere quelle dove ha faticato così è durissima

      mi fido di voi, non sono ironico

      Elimina

due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao