21.1.16

Al Cinema (1): recensione "The Revenant"



Location impressionanti.
Una regia da iniziati.
Una fotografia da stropicciarsi gli occhi.
Ma anche la sensazione di trovarsi davanti ad un cinema grande che non riesce completamente, però, a farsi grande cinema.

presenti spoiler

Trovo stucchevole, banale e assolutamente senza senso leggere anteprime di recensioni (recensioni intere ancora non l'ho lette) commenti e giudizi su The Revenant tirando sempre fuori la questione Di Caprio-Oscar.
Anzi la maggior parte delle volte ho letto solo questo, come se il film, il film cavolo, fosse in secondo piano in confronto.
Ecco, a me degli Oscar frega quasi nulla, mi piacciono a livello umano, mi piacciono alcune storie che raccontano, ma come premio, insomma, esticazzi.
Eppure...
Eppure nel film si passa da quella laguna iniziale che sembra tanto il Titanic quando cominciò a riempirsi e si finisce con un'interpellazione alla macchina da presa.
Ecco, The Revenant m'è sembrato una metafora della carriera de sto povero ragazzo, degli sforzi che ha fatto, della fatica, dell'impegno che ha profuso.
Dal Titanic iniziale a quello sguardo in camera che sta come a dire, ecco, io ho fatto questo, io vengo da qua, ora sta a voi.
Come Glass merita la vita Di Caprio merita l'Oscar. E non è la fine del suo percorso a farmelo dire ma il percorso tutto.

Torniamo al film che siam qui per questo.
Cinema grande, di quelli che te ne stai lì rimpicciolito sulla poltroncina a vederne la magnificenza.
Cinema grande di scenari mozzafiato, di fotografia impressionante, di regia che ormai, con Inarritu, che te lo dico a fa.
Cinema grande sì, ma con più di una sbavatura che, forse, non ne fanno necessariamente grande cinema.


The Revenant ha più di un problema.
Il primo è quello di esser troppo ripetitivo.
Le location sono magnifiche, roba che in 3,4 occasioni sgrani persino gli occhi.
Ma non puoi starmi 2 ore e mezza là.
Perchè l'occhio prima o poi si assuefà alla bellezza.
L'occhio, per restar sveglio, non ha bisogno del bello, ma dell'interessante.
Se prendessimo qualsiasi scena dell'ultima ora del film e la mettessimo all'inizio ci sembrerebbe magnifica et interessante.
Poi però i volti sono sempre quelli, i luoghi sempre quelli, le dinamiche quasi sempre quelle.
Perlopiù prevedibili.
E il bello a quel punto va a farsi friggere, diventa cartolina.


Ma quello che più manca al film sono le motivazioni che stanno alla base delle vicende o, volendo, la confusione che si fa con le motivazioni.
Fatichiamo a capire perchè Hardy-Fitzgerald rompa così tanto le palle a Glass.
Gli dà la colpa di ogni singola cosa, insomma, perdonatemi la battuta, lo tratta quasi come un Di Caprio Espiatorio.
O.k, non lo sopporta, o.k, non sopporta il figlio meticcio, ma da qui ad impostare il film quasi del tutto su questo dualismo per me ce ne passa.
Potremmo anche tralasciar questo e soffermarci solo su Glass.
Ed è qui che avviene la mancata magia di The Revenant.
Non soffriamo con lui.
Soffriamo per lui, soffriamo quasi fisicamente in certe scene sì, ma un film che basa tutto sulla sopravvivenza dovrebbe creare un'empatia pazzesca con il protagonista.
Non solo.
Arriviamo a fine film quasi convinti che la lotta di Glass sia stata una lotta contro la morte, una lotta per la vita.
E in questo The Revenant eccelle, l'attaccamento di Glass all'esistenza è straordinario.
Eppure alla fine sembra che l'istanza principale sia invece la vendetta.
Ecco, due bisogni confusi tra loro che non fanno altro che depotenziarsi l'un l'altro.


The Revenant è un film in cui la potenza delle immagini sovrasta quella delle emozioni.
Eppure, per tornarci sopra, a me visto come film sulla disumana forza che ti porta a sopravvivere è piaciuto moltissimo. E mi ha ricordato più di tutti un piccolo cult che, secondo me, sull'argomento, è qualcosa di unico, Alive-Sopravvissuti.
Col mio amico Rocco citavamo in realtà anche Essential Killing, ci sta.
Con il rischio però che il film di Skolimowski sia addirittura superiore, e proprio grazie alla sua asciuttezza.
Sembra quasi che io stia parlando di un film sbagliato.
No, assolutamente.
Però un filo di delusione c'è.
Poi, certo, se ripenso al primo attacco indiano all'accampamento, alla lotta con l'orso, talmente perfetta e magnifica da farci stare quasi in apnea ad osservarla, se ripenso a Glass che arriva in cima al dirupo e guarda l'orizzonte, a lui che incontra i bufali, a quelle cascate, all'impressionante caduta nel vuoto col cavallo, alle palpebre che infine si chiudono alla richiesta di Hardy, a quel respiro che appanna l'obbiettivo mentre abbraccia il figlio morto, potentissima immagine con quel viso quasi deforme e ghiacciato, ecco, siamo davanti a qualcosa di grande.
Se ripenso poi alla terribile scena del cavallo sventrato, alla fuga appena precedente con lo stesso, alle frecce che entrano nel fiume mentre Glass scappa nuotando, al magnifico, virile, definitivo, disperato scontro finale con la sua nemesi Fitzgerald ecco che sì, lo dico, The Revenant ha le stimmate del capolavoro.
Ma le stimmate di solito si associano alla sofferenza mentre qui, almeno in parte, sembrano esser inferte dall'esterno, dalla regia.


Inarritu cita anche sè stesso in quell'incontro metafisico tra padre e figlio.
Là, in Biutiful, era un bosco innevato, qua una chiesa diroccata (bellissima).
E basterebbe questa scena per capire quanto questo film giri intorno al nostro cuore senza colpirlo mai.
Una location ancora più bella di quella di Biutiful, una vicenda ancora più drammatica (un giovane figlio ucciso è il non plus ultra del dramma) eppure, se paragoniamo le due scene, quella di Bardem e del giovane padre fanno sembrare questa qua quasi una commedia.
L'epico senza pathos diventa epico da letteratura.
E il rischio che Glass diventi personaggio letterario anzichè qualcuno che per almeno due ore e mezzo ci sembri vivo e non cinematografico è alto.
Forse le sue vicende famigliari, la sua vendetta, il suo dramma umano di padre distrutto non riusciamo a viverlo fino in fondo è vero.
Ma la sua voglia di vivere invece la percepiamo tutta.
E la sua forza.
E il suo essere quasi indistruttibile.
Da uno che si chiama Glass non era scontato aspettarselo.
Non c'è niente che vada più facilmente in frantumi del vetro, del cristallo.
Nomen omen dicevano i latini.
Glass, se li avesse davanti, riderebbe di gusto.
Come con quell'indiano, con la lingua di fuori.
Una sola, unica, meravigliosa risata.

( voto 7.5)

128 commenti:

  1. Direi che abbiamo avuto e stesse impressioni, anzi, te ci sei andato ancora più severo su certi aspetti e hai individuato un dualismo interessante.

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    1. In effetti "io-severo" è già un'accoppiata strana

      io "più-severo" al confine dell'inedito ;)

      ho salvato la tua, sai che arrivo, prima o poi ;)

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  2. hai, come sempre, argomentato perfettamente il tuo punto di vista, che è rispettabilissimo
    premetto che io l'ho visto prima in lingua originale quando uscii in streaming, poi sono andato a rivederlo al cinema e per me è un capolavoro di Inarritu, la storia è già appassionante da sè, l'interpretazione e la dedizione per girare il film di Di Caprio è impressionante (http://www.ilpost.it/2015/12/26/dicaprio-the-revenant/), la scelta di regia, i movimenti della telecamera, l'ambientazione, la fotografia, la sensazione di freddo che si sente da casa propria, la luce, insomma tutto magistrale...ecco perché il mio 9 come voto finale
    ora, io mi sono sentito partecipe di questo film, può prendere come no...però stilisticamente è veramente impeccabile, per questo non si può considerare MAI un prodotto scadente o noioso

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    1. Come sai adoro gli entusiasmi.

      Quindi vedere questo tuo mi piace moltissimo. Anche perchè poi se vai a vedere i singoli aspetti che citi è così, tutto eccellente.

      Interessantissimo il post che hai messo, l'ho letto tutto.

      Il tuo finale dice tutto, questo è un film che deve partire da 7 in su, c'è poco da fare.
      Io avrei voluto godermelo come te lo sei goduto te.
      Magari una seconda visione più fredda mi aiuterà ;)

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    2. https://www.youtube.com/watch?v=pJfTfsXFbLk
      Questo è mooolto interessante

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    3. Azz, tre quarti d'ora...

      2 ore e mezza di film
      2 ore di risposte ai commenti
      ora se vedo il video un altro 45 minuti

      sta a diventà na scenggiatura tipo quella der film

      ottima segnalazione, se avrò tempo ci provo marco

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  3. appena pubblicato anch'io, e mi sa che siamo d'accordo, anche se io con meno parole :)

    http://markx7.blogspot.it/2016/01/revenant-alejandro-gonzalez-inarritu.html

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    1. Beh, sul meno parole ci avrei scommesso sai?

      salvata anche la tua, arriverò

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  4. Questo film l'ho aspettato per mesi e mesi. Veramente ogni volta che vedo un nuovo film con DiCaprio aspetto con ansia per mesi e mesi il successivo. Lo trovo un attore eccezionale, uno dei migliori parlando di tempi moderni. E amo i film che parlano della sopravvivenza. Quell'attaccamento alla vita, quel voler lottare a tutti i costi per rimanere su questo mondo. Li trovo estremamente emozionanti. E quale film migliore di questo, parlando di sopravvivenza? Pellicola mastodontica, girata magistralmente (ovvio, stiamo parlando di Inarritu). Eppure, superata l'euforia post visione, è subentrata la riflessione. Che cosa mi ha lasciato questo film? A malincuore, poco. Ho empatizzato davvero poco con l'intera pellicola (a parte le innumerevoli scene di uccisioni di animali che per me sono sempre un tuffo al cuore). Ho empatizzato davvero poco con il protagonista. Anche se, mio parere personale, più che Glass in questo film la vera protagonista è la natura. A mio parere Glass è solo una minuscola macchietta che tenta di sopravvivere alle insidie di qualcosa che fondamentalmente lo ha creato, e poi ha tentato di distruggerlo. La natura. Come hai detto tu, ho sofferto più per lui che con lui. Non ho sofferto per il suo dolore interiore, ma per le sue ferite esterne. Personaggi, a mio modo di vedere la situazione, poco delineati. Insomma, non si è creata una vera empatia fra me e i personaggi. Fra me e la pellicola. Però, che dire, penso sia il film con la fotografia più bella che abbia mai visto. Davvero, una fotografia che mi ha fatto rizzare i peli più di una volta. Poi, parlando di regia, alzo le mani per quanto riguarda la scena dell'aggressione dell'orsa, che mi ha stretto un nodo nello stomaco. Alzo le mani per la scena dello smembramento del cavallo, e alzo le mani per quello sguardo finale. Che ci vorrà dire?

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    1. Beh, se adori Di Caprio e i film sulla sopravvivenza mi immagino con che aspettative sei arrivata ;)

      Io sarò ripetitivo ma la tua scrittura e quello che dici con la scrittura fanno impressione ripensando alla tua età.
      Cercherò di non dirlo più ma è davvero impressionante

      (appena sotto di te c'è un altro mezzo fenomeno, solo 3 anni più grande di te)

      Anche a me è rimasto poco purtroppo.
      Anzi, oggi, a due giorni dalla visione, non mi sento quasi più niente addosso.
      Eppure è un gran film, non riesco a trovare una scena sbagliata.
      Quindi il problema deve essere "dentro" di noi.

      Molto interessante il discorso sulla natura, da me colpevolmente glissato

      esatto, quando parlo delle stimmate intendo questo, sembrano tutte ferite esteriori, inferte, quelle "dentro" il corpo e nell'anima non colpiscono come dovrebbero

      la fotografia è roba da top dell'anno già a Gennaio.
      C'è una scena notturna che quasi lacrimavo dalla bellezza.
      E pensa Sofia, è tutta fotografia a luce naturale, quasi inesistente nel cinema

      ogni frase che leggo te la firmo col sangue, credo che con lui non avremo avuto empatia ma tra noi sì (non pensare male eh!" le due visioni sono quasi sovrapposte

      complimenti

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  5. Hai capito, già te sei sparato il Redivivo. Non ho letto niente ovviamente, visto che devo andare ancora a vederlo, spero da qui a una settimana ;) Però ho visto il voto ed ho capito che non ti ha garbato poi così tanto e, forse, quanto speravi. Vero?
    Ti dirò che io ho aspettative altissime, sento odore di filmone lo devo ammettere. Mi hai fatto venire una voglia di legge la rece che non ti dico...voglio scoprire cosa non ti ha convinto. Io spero di potergli dare minimo un voto in più rispetto al tuo ;) Quindi il peggior Inarritu secondo te?
    Ci risentiremo ;)

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    1. Hai visto che brava la sedicenne qua sopra?

      avrà commentato 4,5 film e scrive sempre cose interessantissime, scritte benissimo e soprattutto tremendamente personali

      cavolo, quasi mi ci riconosco se non fosse per il fatto che con più di 20 anni in meno mi sembra già al livello che sono io adesso, ahahah

      ecco, "quanto speravi" è la cosa giusta

      diciamocelo, io volevo il capolavoro

      e c'è tutto per esserlo eh, ma manco io dentro di lui

      non ce la faccio a dire che è il peggiore, per certi versi è addirittura il migliore

      però sì, quello che forse mi è entrato meno dentro

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    2. Si, ho letto. È molto brava. Ora mi hai fatto venire la curiosità di leggere anche gli altri 4,5 commenti...però valli a trovare...Anche Alessandro99 mi ha impressionato tantissimo. Sono contento della partecipazione offerta da ragazzi giovani, più vicini a me ad età. Immagino la soddisfazione che puoi avere te sapendo che riesci a interessare e in qualche modo a riunire qui in questo spazio tutte le fasce di età. Dai giovincelli ai più anzianotti. ;)

      Eh, inutile negarlo, anche io mi aspetto un capolavoro. Oramai le aspettative non posso più abbassarle. Ora la mia paura più grande è proprio non "entrarci", come invece sono solito fare con questo regista. Non so, entro domani comunque ne riparleremo perché vado a vederlo oggi pomeriggio, in una sala iSense !! ;)

      P.s. Incredibile...proprio ieri ho scoperto che da appena un giorno Mad Max è ritornato in sala, almeno qui da me. Sono al settimo cielo e curiosissimo di vedere quel film. Dovrei andare martedì credo;) Spero possano recuperarlo anche da te.

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    3. Sì, non c'è soddisfazione maggiore che quella di vedere giovanissimi che commentano.
      Cioè, commentano...
      Siete in 4,5 e tutti a livello altissimo, è questo che spaventa.
      Oh, anzianotti a chi ti riferisci?
      Mica a me spero, te magno la testa sennò (espressione umbra)

      Volendo i commenti di Sofia li ritrovo in 55 secondi, dall'editor commenti è un attimo

      Non conosco sta cosa dell'ISense ma dovrebbe esse na cosa grossa...

      E già il film tecnicamente è una cosa grossa che parte minimo da 7, te ne fruirai partendo quasi da 8 credo

      vedi che ho ragione? mai disperare, i cinema recuperano cose. Anche se credo sia ormai impossibile qua...

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    4. Scusa il ritardo...

      Eh sì oh, anzianotto era riferito a te in primis ahahah

      Guarda si sale iSense ce ne sono solo 6 in Italia se non erro, e già questo è un dato importante. Le altre caratteristiche sono uno schermo panoramico abnorme di oltre 200mq, delle poltrone spaziali, un impianto audio e una qualità dell'immagine di gran lunga superiore al normale. Ah e poi la sala è enorme, quasi 500 posti!

      Comunque non è per questo che ho amato The Revenant ;P
      Oh, l'avevi detto che con me partiva da 8...ma come hai fatto?? ahah
      Vabbè è ovvio che sta volta non mi trovo molto d'accordo con le tue parole. Il film per me è un quasi capolavoro.
      E mi dispiace che in fondo non sono poi in tanti (non solo qui da te eh) ad averlo amato. La maggior parte dei commenti parla di 'buon film'.
      Sai, quello che mi fa pensare, è che forse anch'io non ho poi così tanto sofferto CON lui, però credo che anche volendo non avrei potuto; io con Hugh Glass non ho nulla in comune. Quindi il soffrire CON lui non mi è sembrato poi così importante. A livello emotivo poi non lo ritengo affatto un film 'freddo', io mi sono emozionato eccome! I flashback li ho trovati magnifici e (ahimè si abusa sempre di questo termine) malickiani.
      Non mi trovi d'accordo neanche sullo scontro finale tra Hugh e Fitz. Sopravvivenza e vendetta vanno a braccetto in questo caso. Citi anche la scena dell'incontro padre figlio. Sì ok, quella di Biutiful è pazzesca e irrangiungibile ma a me questa di The Revenant ha emozionato e non poco, poi la location come dici tu è pazzesca, a me ha ricordato Tarkovskij (Andrej Rublev e Nostalghia).
      Ah e poi riguardo al 'visivo'...vabbe è stato già detto e ridetto tutto il possibile sulla bellezza estetica del film, ma annoiarsi davanti a così tanta bellezza, almeno personalmente lo trovo impossibile. Sarei andato avanti per altre 2 ore o più, giuro. Ogni inquadratura mi toglieva il fiato, e aspettavo sempre di vedere la prossima senza che la precedente svanisse.
      Sul finale secondo me non c'è tanto da parlare, a parte dire che quello sguardo è semplicemente lo sguardo di chi voleva ottenere qualcosa ma che alla fine, sbagliando metodo, se ne va a mani vuote. Arrendersi alla Vita.
      (guardati I Saw the Devil!!!)
      Ho scritto un po' in fretta e furia, perdonami. Magari se ho tralasciato qualcosa o non ho ben argomentato, ripasso per essere più preciso ;)

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    5. Ah, ieri ho visto Mad Max...porca troia che spettacolo!!!

      (Scusa la volgarità, ma calza a pennello)

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    6. tu ragazzo stai rischiando...

      e quando ci incontreremo non vorrei che sia io a debba darti dell'anzianotto... ;)

      kmi devo informare su ste sale megagalattiche

      almeno una volta nella vita va fatto...

      sono molto contento che mi parli così bene di quei flashback. Perchè il tuo feedback sui flashback (scusami, mi diverto) dimostra che allora è solo un fatto di fruizione, non sono necessariamente sbagliati o depotenziati come ci sembrava a quasi tutti qua
      E fai benissimo al proposito a citarmi l'incontro nela chiesa. Formidabile visivamente ma per me un pò freddino. Per te no. E' anche interessante però ricordare la tua età, tu sei un figlio figlio, non solo un figlio (come lo siamo tutti) come me.
      Potrebbe incidere.

      su malick scrive qualcosa qua sotto Giovanni Rui

      io ho trovato lo scontro finale bellissimo...
      e quei due bisogni semmai li ho trovati confusi nella seconda ora, non certo in quella scena che personalmente trovo perfetta

      "a mani vuote?" nel senso che tanto comunque nessuno gli ridarà il figlio oppure nel senso che non ha ottenuto ciò che voleva?

      ne stiamo dando tante di interpretazioni a quello sguardo, io ancora ci rifletto

      il tuo commento, come sempre, è perfetto. Ed è quello che avrei voluto scrivere io.
      Amarlo così


      (Credo a sto punto che lo vedrò in streaming in hd. Ma a fine anno, ancora ho speranza nella mega rassegna estiva. Lo so che è na bomba)

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    7. Bella la cosa del figlio figlio, non solo figlio :)

      Si ho letto Giovanni Rui. Non credo che le immagini di Revenant siano archetipali. E non vedo neanche poi così tanto Malick nelle riprese naturalistiche (anche se, non scordiamolo, Lubezki è il direttore della fotografia di Malick dal 2005). Io ho visto Malick solo in alcune scene (all'inizio, in qualche flashback), quei frammenti in cui la scena sembra quasi sospesa, trascendentale, spirituale, ed è accompagnata dalla voce fuori campo.

      A mani vuote nel senso che non riavrà suo figlio, ma anche che dovrà rimanere ancora in vita in questo schifoso mondo (quando gli appare la moglie, per me lui desidera andare con lei, seguirla).

      Porca miseria, vedere Mad Max sul pc è sacrilego! Però se non ci so soluzioni...

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    8. Direi che sulla questione Malick hai detto tutto...

      Sul finale di The Revenant comincio a rinunciarci, ogni volta ho un'idea diversa

      eh, pietro, lo so, ma dopo un anno e mezzo (aspetto l'estate) non avrò altro modo

      però c'è in hd e collegherò il pc al televisore. Insomma, sarà un'ottima qualità su schermo nemmeno piccolo

      ma speriamo ancora in una sala

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  6. il film mi ha dato più omeno le tue stesse sensazioni... stroppicciamento degli occhi, forse un tocco di delusione e freddo :-)

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    1. Ti adoro cinepillole, un commento di "riposo" in cui posso soltanto dire che in una riga hai detto tanto

      (oh, adoro anche più i commenti lunghi eh, ma uno di riposo serve sempre. Del resto ti chiami CinePillole... ;) )

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  7. Voglio commentare un punto per volta.

    Leonardo.
    Leonardo è il mio attore del cuore. Lo vidi per la prima volta,al cinema, nelle vesti di Jack Dawson. Me ne innamorai. Avevo 8 anni, ed uscì dalla sala piangendo tutte le mie lacrime. Povero Leo, cosi bello su quelle scale mentre aspettava la sua Rose.
    Da allora, ho visto tutti i suoi film ( tranne revolutionary road e J.Edgar. Quest'ultimo per una forma di antipatia non giustificata per Eastwood).
    Non c'è stato un solo film che mi abbia deluso. Il merito, probabilmente, il suo.
    L'ho capito con Romeo + Giulietta. Non avevo una cotta per l'attore biondo ,con il viso da eterno ragazzino, pulito, dolce, quasi un angelo ( ho cambiato gusti nel corso degli anni;)), avevo una cotta per l'artista che era quel ragazzo.
    La passione che metteva in ogni scena, le sue urla( come urla lui nessuno), l'intensità dello sguardo e la capacità di far emozionare con le sue interpretazioni.
    Ho sperato con tutta me stessa che Revenant fosse il film giusto per far vincere l'oscar a Leonardo, perchè io un po gli voglio bene, e quando vuoi bene a qualcuno desideri il meglio per questo, no?
    E, quando il mio compagno di sala è rimasto deluso dall'interpretazione, perchè, secondo lui, altro non ha fatto che trascinarsi per tutto il tempo e fare sgrunt,ronf, ouch e altri suoni onomatopeici, io ci sono rimasta male.
    Come poteva non vedere la grandezza di quell'interpretazione? Saper recitare significa forse solo imparare un copione e delle battute? Non è soprattutto riuscire a parlare con gli occhi,il corpo le espressioni, la fronte corrugata e tanto altro?

    Il film.
    È il mio primo Inarritu. Fino a birdman non sapevo della sua esistenza. Shame, shame, shame (non capirai, ma volevo scriverla almeno una volta nella vita, pubblicamentexD)
    Ora sono assolutamente affascinata da quest'uomo. Ha creato un opera d'arte. Quella fotografia perfetta ed emozionante, la natura nella sua immensità che fa sentire l'uomo piccolo, quelle scene oniriche estremamente delicate, la battaglia iniziale, quella con l'orso, la caratterizzazione degli indiani, l'immagine dello sporco, del dolore fisico. È stato entusiasmante guardare per 2h e 26 minuti tutto questo. E come se non bastasse ,il giorno dopo l'ho rivisto in lingua originale. E no, non mi sono annoiata. Anzi, ho avuto la possibilità di riflettere e di soffermarmi su qualcosa che al cinema mi era sfuggito.
    Glass che alla fine risparmia Fitzerarld con la frase "la vendetta è nelle mani di Dio", lasciado che fossero gli indiani a finirlo.Quel Dio, che a mio avviso, è la natura, e gli indiani rappresentano quella natura, che era stata violata dall'uomo bianco.

    Fitzgerld.
    Giusè, Fitz ce l'ha con Glass e suo figlio, che è un indiano, perchè gli indiani gli avevano fatto lo scalpo. Sfido io a non odiarli;)
    Riuscitissimo anche il personaggio di Hardy.La pazzia negli occhi.
    Ho trovato fantastico il racconto che fa al compagno di viaggio( mi sfugge il nome del ragazzo) sul padre che era rimasto senza cibo e vede Dio in uno scoiattolo. In inglese il monologo non rende. Il doppiaggio lo modifica ed è molto più interessante.



    L'empatia.
    È vero, non si prova empatia per il personaggio di Glass, probabilmente perchè è lui stesso a non compatirsi. A parte il momento della morte del figlio e la disperazione nei suoi occhi, non ci sono scene in cui piange, si dispera o altro. Però, la scena finale, quegli occhi azzurri e bagnati che si girano verso lo spettatore, è quello il momento in cui si soffre per Glass. È finita, ha sconfitto l'uomo che ha ucciso suo figlio, ma suo figlio non ritornerà, non ha più nulla in quella vita a parte le cicatrici lasciate da un orso.


    Il film ha viaggiato tutto il tempo sull '8.5, la scena finale gli è valsa un punto.

    Ps: seconde te, come va letto il finale?

    Non mi va di rileggere il commento. Troppo lungo. Se ci sono errori chiedo venia, prof;)

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    1. ora che abbiamo appurato che non sono una personcina a modo posso dirle ogni tanto, vero?
      Un cazzo di tema ho scritto!!! ahahahahhaha

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    2. Sto creando un mostro, e mi riferisco all'abuso (da me sempre ben accetto, A PAROLE, di "cazzo" e dello scrivere a punti)

      1 il tuo atto d'amore non ha bisogno di commenti

      dico solo che nel divertente finale vorrei dar ragione al tuo compagno (di visione o anche altro non so ;) ) ma invece mi tocca darla a te. E' anche vero però che c'è un eccesso di onomatopee da sofferenza, un pò ad un certo punto m'ero rotto i coglioni anch'io

      2 il tuo primo Inarritu????
      Il tuo primo Inarritu???

      non sapevi della sua esistenza?????

      complimenti, viva la sincerità, sapessi io i buchi che c'ho

      Molto bello ciò che scrivi e sì, ci sta tutto. Ma troverai caratteristiche di Inarritu motlo più marcate in altri suoi film. Amores Perros, 21 grammi, Biutiful, hai cose bellissime da vedere.
      Ma che fanno soffrire troppo forse.

      quella frase in realtà è un rimando, l'aveva pronunciata l'indiano che l'aveva aiutato col bufalo


      ma il significato è quello che gli dai splendidamente te

      3

      o.k, ma è un odio secondo me esagerato. Come se io odiassi un bambino italiano marocchino perchè mi stanno sul cazzo i marocchini adulti.
      Mai sentito che un doppiaggio migliori, interessante.
      Incredibile, non ho scritto nulla di Hardy, uno dei miei 3,4 attori preferiti. Questo dimostra quanto io scriva a caso, inizio e non so dove finisco

      4 dovremmo fare un post apposito per quello sguardo in macchina me sa.
      CI devo riflettere. Intanto tengo la tua interpretazione

      gli è valsa un punto in più o in meno?

      perchè se è in più sei sul 9.5? sorbole!

      ah, mi chiedi ora del finale (scusa ma rispondo a pezzi, non leggo tutto il commento prima)

      ci penso questi 3 minuti che mi separano con quando ne parlate qua sotto

      scrivi benissimo, non sbagli manco volendo

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    3. Rachele Tommaso23 gennaio 2016 00:51

      Oh Giusè, ma prendi per buono che Fitz sia un "indianofobo" e basta.
      Se i marocchini ti facessero lo scalpo li odieresti anche te ;)
      Comunque, ricollegandomi alla risposta che hai dato a Revu, Fitz decide di restare con Glass perchè aveva già in mente di ucciderlo, guadagnando cosi i 300 dollari. C'è poco da capire. Stiamo parlando di un personaggio fuori di testa e con un odio viscerale nei confronti degli indiani e tutto ciò che si ricollega a loro, vedi Glass e suo figlio.

      Il complimento migliore della mia vita:)
      Erano 7 anni che non scrivevo niente di diverso dagli sms.
      Grazie al buio in sala sono tornata a scrivere.

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    4. Rachele Tommaso23 gennaio 2016 01:00

      Ah, ovviamente 9.5 :)
      A me è piaciuto. Ammetto che un po il voto è pompato grazie alla presenza di Leonardo. Però, con un altro attore saremmo stati sull'8 abbondante

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    5. Niente, sta cosa dell'esagerazione sul dualismo non riusciamo a trovare un punto d'incontro...

      Ma m'hai preso per coglione??

      e certo che ho capito i motivi del suo odio, e certo che ho capito che lui resta per i soldi, l'ho anche scritto, ma un film che ci presenta un Fitzgerald che ha come UNICA ragione di vita prima rompere il cazzo a Glass e dopo ucciderlo mi sembra assolutamente esagerata come cosa...

      Cioè, per farti capire...

      Se dovessi quantificare i due odi, non ri sembra che dal film sembra più grande quello di Hardy verso Glass perchè questo c'ha un fijo indiano che quello di Glass verso Hardy perchè gliel'ha ammazzato?

      ecco, mi torna poco ma chiusa qua

      complimenti meritati e onorato ti sia servito a questo

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  8. Quindi l'unico a cui lo sguardo in macchina finale ha fatto ribrezzo sono io? Sinceramente l'ho trovata una mossa furba ,gratuita e solo di moda. Lo sguardo in macchina se lo possono permettere in pochi. Per il resto la cosa che mi ha colpito di più è stato l'uso del grandangolo, veramente figo.

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    1. Rachele Tommaso22 gennaio 2016 10:15

      Perdona l'intromissione.
      Chi sono questi attori, che possono permettersi lo sguardo in macchina?

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  9. Lo sguardo in macchina è un elemento linguistico del cinema e della recitazione cinematografica, e non è così raro. Non discuto il fatto che Dado l'abbia trovato fuori luogo, ma «se lo possono permettere in pochi» non significa niente.

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    1. Rispondo qua a tutti i 5 commenti sull'argomento....

      Allora, Sorrentino ha scritto un romanzo, si chiama "Hanno tutti ragione"

      ecco, così accade con voi

      Dado ha scritto una cosa molto vera e che quoto, non tutti possono permettersi l'interpellazione. O meglio, se la possono permettere tutti, ma sono poche quelle veramente notevoli e riuscite.
      Notevoli anche gli esempi che cita. Io aggiungerei Magnolia, magnifica. Tra l'altro anche lì scena finale.
      In Old Boy per me è un pò diverso, lui trova la telecamera, lo sguardo su di lei c'è, ma non l'ho trovata, appunto, come un'interpellazione, un ricercarla, una metalinguaggio.
      Ma il discorso sarebbe lungo

      Rachele. Tu hai ragione ma secondo me Dado, anche se poi non lo specifica, più che di attori parlava proprio di film, di registi.
      Ovvio che Di Caprio può permetterselo, figuriamoci un personaggio cui siamo sempre stati vicini a soffrire.
      Vedi, c'è stata anche la cosa del respiro.
      Una ragazza su facebook mi ha detto che quella scena secondo lei è la conferma del "muro" che ci divide col protagonista.
      Buffo che io la pensi esattamente al contrario.
      Il suo respiro nell'obbiettivo è qualcosa del suo mondo che entra nel nostro. E' la diegesi filmica che in un lembo di schermo arriva dentro la nostra vita.
      Credo che anche il finale sia così.
      Ovvero un "venire da noi" per un personaggio con il quale abbiamo sofferto (avremmo dovuto soffrire) dall'inizio alla fine.

      Ma ci voglio riflettere di più.
      Sulle tue parole su OldBoy glisso

      Gianni e Rob: hai, avete, ragione. Ma Dado credo che non si riferisse al fatto di permetterselo o no tout court ma di come con la maggior parte dei registi che usano questo "trucco" noi non avvertiamo le emozioni che una tale tecnica dovrebbe dare.

      Ecco, lo sguardo in macchina deve essere una cosa potente, anche perchè è quasi un'Apocalisse delle regole cinematografiche

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  10. Ciao Rachele, intendevo gli sguardi in macchina nel finale, che a volte trasmettono empatia o suscitano emozioni fortissime, tipo ne "l'odio" o "old boy" o "i quattrocento colpi". In questo film l'ho trovato gratuito, non mi ha trasmesso nulla. De gustibus, eh!

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    1. Rachele Tommaso22 gennaio 2016 11:23

      ...disputandum est, eh?;)
      Dei film citati conosco solo old boy, che ho trovato molto grottesco e con un personaggio al limite del reale.
      Non sono d'accordo, lo sguardo finale di Glass è il fulcro del film. Reso magnifico da Leonardo.

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  11. Il tuo punto di visto sul film è davvero molto ponderato Caden, ti faccio i complimenti, perchè io ti confesso che uscito dal cinema ero esaltato dalla pellicola e completamente rapito da tutto, e avevo l'idea del capolavoro a caldo, e forse il vederlo al cinema qui davvero me lo ha fatto pensare perchè tutto è esaltato, tutta quell'abbondanza di virtuosismi tecnici visti al cinema valgono tanto e ti riempiono gli occhi fino ad esplodere. Inutile stare a ridire tutto ciò che sia registicamente che fotograficamente è impeccabile, lo hai elencato tu, da questo punto di visto il film si merita il massimo dei voti. Però poi a freddo (ed è per questo che ti dico che hai ponderato bene), elaborando il tutto è vero che al film gli manca un pò di "cuore", di un'anima che ti sappia prendere e che tu lo possa decretare autentico capolavoro, che forse non è. Cmq io stò più alto di te col gradimento, all'8,5 arrivo in un lampo, al 9 ci devo ancora pensare.

    Sui difetti che gli hai trovato non sono molto d'accordo; non ho percepito questa ripetitività di ambienti o cmq l'ho percepita ma non mi ha dato fastidio, per il fatto che quella bellezza me la puoi far vedere per ore ma non riesco a stancarmi, anche e non solo perchè per me il cambio di situazioni e di storia mi ha sempre cmq coinvolto.

    Poi non sono d'accordo sul fatto del dualismo tra Di Caprio e Hardy, io non ci ho visto problemi in questo e anzi per me tutto è giustificato; sia perchè Hardy è acerrimo nemico degli indiani che gli hanno fatto lo scalpo, sia perchè appunto il figlio di Di Caprio è indiano e sia perchè Hardy si vuole sbarazzare velocemente del corpo/palla al piede che era diventato Di Caprio in quanto ha alle calcagna proprio quegl'indiani che ce l'hanno con lui e che gli hanno fatto appunto lo scalpo.

    Poi la mancanza di empatia in parte è vero, anche se per me non è così necessariamente importante trovarla così tanto.

    Inoltre sono d'accordo che il regista ha mischiato i due bisogni sopravvivenza/vendetta, ma per me non li depotenzia, invece all'opposto hanno una bella sinergia, per me il secondo (la vendetta) e la forza che gli dà riesce ad alimentare il primo (la sopravvivenza), avendo una carica che non gli fa temere nulla nell'andare a ricercare Hardy e scovarlo nel pre-finale.

    Insomma forse è vero che la potenza delle immagini è superiore a quella delle emozioni, ma anche le emozioni sono tantissime. Probabilmente gli manca come dici un pò di asciuttezza, che è l'unica cosa che veramente gli posso imputare insieme al non equilibrio tra tecnica ed emozioni, ma per me anche qui Inarritu ha centrato il bersaglio.

    P.S. A questo giro per me Di Caprio vincerà l'oscar, non tanto perchè forse se lo meriti per questa interpretazione, probabilmente ne ha fatte altre di superiori, ma questa volta lo vincerà.

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    1. Ottima tutta la tua prima parte.
      Ti dirò, ho scritto dopo 24 ore, tante, forse troppe per me.
      Ma anche a caldo, e ricordo i discorsi con i miei amici, non è che avessi gli occhi brillanti.
      Anzi, credo che bene o male la rece (non bella, molto incompleta, dovevo mettere il doppio di cose) era stata scritta già tutta durante il film.
      Sul voto ci mancherebbe, io sono stato basso, per me è un 8 che va giù per un filo di delusione ;)

      Bravissimo, mi piaci quando "mi vai contro", siamo qui per questo.
      Io no, io alla fine all'ennesimo paesaggio magnifico non avevo più gli occhi dei primi. Era, come ho scritto, assuefatto. Cioè, trovavo tutto magnifico ma senza più la sorpresa

      sul dualismo la pensi come Rachele. Io capisco perfettamente l'odio di Hardy verso Di Caprio ma il vederlo come una questione di vita e di morte lo trovo esagerato.
      Ad esempoio trovo forzata la scelta di Hardy di restare con Glass. O.k i soldi ma che ne so, sembra quasi che per soldi sceglie tutto quello che ha odiato fino a quel momento (star con lui, essere rallentato, rischiare con gli indiani, non tornare alle pelli).
      Solo letture diverse

      l'empatia non è importante di per sè eh
      ma in un film di sopravvivenza in cui per due ore un uomo ti soffre davanti ci deve essere, credo

      molto interessante la cosa dei due bisogni
      non posso rinnegare come li ho vissuti durante il film e quello che ho scritto ma interessante

      come ho detto sopra a Marco io sono un amante di chi ama i film, anche quando la pensa diversa da me

      sì, lo vincerà perchè come ho scritto in rece conta il percorso tutto

      ciao!

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    2. Evidentemente ci emozioniamo per cose diverse o almeno non allo stesso modo, io sono stato completamente rapito da tutto quell'immenso paesaggio e movimenti di macchina mentre a te rivedendo gli stessi in continuazione ti hanno stancato, ci sta benissimo, seppur ne riconosciamo oggettivamente la qualità tecnica globale, secondo me è quello che conta, il resto lo fanno le abitudini diverse che abbiamo, le attitudini e i gusti ;)

      Il contradditorio è bellissimo ed "edificante", purchè fatto tra persone intelligenti e che sanno andare oltre il classico bello/brutto ma sanno articolare e dare motivazioni a ciò che dicono, non ne può che uscire un confronto che arricchisce entrambi! E con te tutto questo c'è eccome!

      Sul dialismo Di Caprio-Hardy ti rimando alla risposta più su di Rachele, la penso in sostanza come lei.

      Sull'empatia in parte è vero.

      Ciao amico! :)

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    3. No no, stancato è un parolone...
      Diciamo che più il film andava avanti più riconoscevo il bello ma non ne venivo più meravigliato come all'inizio, è normale.
      E anche riguardo alle emozioni non ci sono regole, probabilmente su 100 cose 90 ci emozionano allo stesso modo, 10 no. Però non credo ci siano, appunto, regole.
      Anzi, i paesaggi nei film mi emozionano molto, e anche qua è successo.

      I contrasti, lo dico sempre, sono mille volte meglio delle sintonie, vengono fuori le cose più interessanti

      sul dualismo ti rimando anche io alla mia risposta data 2 minuti fa a Rachele, da qualche parte

      ciao!

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  12. A sorpresa, invece, la pensiamo allo stesso modo. Impossibile negare la bellezza del film, esteticamente perfetto, ma mancano contenuti che colpiscano, che emozionano, ed è una pecca non da poco.

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    1. QUindi dopo Giacomo e Ismaele devo venire da te.
      Son d'accordo con quello che scrivi.
      Vabbeh, lo sai ;)

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  13. Ho letto solo l'attacco (perchè il film non l'ho ancora visto) ed ho pensato: finalmente un approccio non-ideologico, non-militante al film. E che palle, oh.

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    1. Non è che son bravo io, è che per quelle cose non saprei manco da dove cominciare... ;)

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  14. I commenti, quasi, sono più lunghi del post: dico giusto che concordiamo e scappo a studiare. ;)

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    1. ahahah, ma sei troppo bravo, smetti di studiare via

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  15. mi interessa vederlo, e siccome ne ho letto male in molte sedi, ho le aspettative talmente basse, che forse mi piacerà

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    1. discorso che non fa una grinza ;)

      e credo proprio sarà così Patalice...

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  16. O.k, facciamoci coraggio e cominciamo a rispondere ;)

    qualcuno mi faccia un thè nel frattempo

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  17. Finito di vedere da poco.
    "Sembra quasi che io stia parlando di un film sbagliato". Si. Su più livelli.
    Forse ne scriverò anche io (anche io ho il mio "quaderno di sala" su cui scrivo alla cieca le cose che mi vengono in mente durante la visione!). Uno fra tanti? L'utilizzo della musica talmente enfatico e, come dire, sottolineante, da farmi detestare persino il grande sakamoto. E per l'uso delle percussioni al di là dell'ovvio (una fra le cose più irritanti), vedi alla voce whiplash.

    So di essere assolutamente controcorrente.

    Detto ciò condivido tutte le tue critiche, soprattutto una certa qual gratuità nella motivazione dello scontro tra i due.

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    1. Dai, fammi leggere qualcosa!

      eheh, stessa tecnica

      ottima l'osservazione sulla musica, anche io di solito sopporto poco quella troppo enfatica

      anzi, ti dirò di più, io adoro la colonna diegetica quando e se possibile

      ora mi prendi alla sprovvista però, la ricordo pochissimo quella di The Recentant, brutto segno...

      oh, qualcuno che m'appoggia quella cosa...

      damme er cinque

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  18. è un film senza cuore, sì. ma descrive un mondo senza cuore. un mondo selvaggio dove dominano gli istinto più animali. non per niente i momenti più deboli sono quelli più umani, quelli legati al ricordo della famiglia. è un film totalmente incentrato sulla vendetta. e la sopravvivenza è solo un mezzo per arrivarci. e la mia impressione è che lo sguardo che alla fine glass fa in camera sta a dire: ce l'ho fatta, ora posso pure schiattare. e secondo me poi schiatta : )

    a me è piaciuto assai.

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    1. Ecco, questo è l'intervento sull'argomento senza cuore più interessante. Così tanto che un pizzico mi fa rivalutare la cosa e Ciku sa quanto io ritenga valide tutte le interpretazioni ma quante poche volte cambio idea sulle mie...

      Esatto, le immagini (o flash back o metafisiche) sui legami famigliari son deboli dai.
      E questa è una pecca oggettiva, capisco il mondo senza cuore ma quelle scene dovevano emozionare a bestia sulla carta e secondo Inattiru.
      Ripeto, prendi la scena del bosco di Biutiful, molto simile, e questa vince 6-1 6-1

      sul finale ancora ce sto a pensà

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    2. non ho mai visto un film suo prima d'ora... volevo cominciare : )

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    3. Ma davvero?

      non so che consigliarti, sono tutti allo stesso tempo bellissimi e "rischiosi" con te...

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    4. definisci "rischiosi"

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    5. Definisci lo diceva il pilota grasso di Wall E, non so se era una citazione

      Ciku, questo è il film più trasversale di Inarritu. Gli altri sono molto più piccoli, con un pubblico molto più esclusivo, nel senso etimologico del termine.
      Film molto dolorosi, potresti anche odiarli

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  19. Ciao. Non l'ho visto e non lo vedrò fino a che non uscirà in dvd ma vi confesso che leggere i vostri commenti (tutti) sulle varie tematiche presenti nel film non solo risulta interessantissimo e probabilmente mi farà vedere il film con occhi già intrisi di "saggezza" ma credo sia anche meglio rispetto alla visione del film stesso :) altro che inarritu di 21 grammi. I differenti piani temporali dei commenti, delle risposte e l'intrecciarsi di più fili conduttori intrippa il cervello! Hanno definito le inquadrature naturalistiche come Malickiane. siete d'accordo? Se così fosse mi interesserebbero parecchio.

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    1. beh, un complimento più bello alla "comunità" del blog non potevi farlo

      lo ammetto, sono orgogliosissimo dei lettori che ho, il livello è altissimo e l'impegno anche

      mmm, per malickiane intendi in qualche modo quasi trascendentali? in realtà credo che il film sia molto "fisico", anzi, quando prova ad essere metafisico non va mica tanto bene

      però l'uso impressionante della fotografia con luce naturale 3,4 inquadrature che avvicinano il cinema a Dio te le regala...

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    2. Per Malickiane, sempre che coloro che lo hanno scritto la intendano come me, io vedo delle inquadrature che cercano di trasmettere l'archetipo di una cosa. Un pò come in The tree of life ogni inquadratura della Chastain cercava di trasmettere l'idea di "Madre" a tutto tondo. Mi risulta difficile esprimere il concetto a parole, perdonami. Vedo ciò che voglio trasmettere ma le parole sfuggono.
      Inquadrature che sono una sorta di ricerca dell'iperuranio. Se un paesaggio innevato vi devo mostrare che sia il più magnificente e "puro" possibile. Se di un'alba si tratta, che sia "l'alba di tutte le albe". Se di colori della fotografia devo sceglier la tavolozza che sia quella quanto più vera ed evocativa.
      Mi pare di capire che qualcosa del genere in Revenant ci sia...o no?

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    3. No no, ti sei espresso benissimo...

      In parte credo collimi con quello che avevo scritto io, ma solo in parte.
      Ecco, secondo me no.
      Secondo me in Revenant ci sono inquadrature bellissime, se vuoi pure universali, ma sempre molto contingenti al film. Io sta sineddoche dell'infinito oppure sto senso archetipo (si può usare anche come aggettivo) non ce l'ho vista.

      Insomma, qualcosa c'è e, ripeto, la luce naturale credo aiuti in questo, ma io in ogni paesaggio c'ho visto quel paesaggio, non IL paesaggio

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    4. Thx. Puntualissimo e gentile come sempre! Buona serata

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    5. Yes my friend! With pleasure!

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  20. Fermi tutti!!!
    Penso di aver capito il finale (nemmeno wikipedia c ' è riuscita ahahhaha)
    Allora, il commento di Ciku mi ha fatto rifettere... ed è esattamente il contrario di quello che lei/lui dice.
    Perchè?
    1) Glass alla fine non si vendica. Non è lui che uccide Fitz ma gli indiani. Quindi tutta la storia della vendetta non regge più,ad un certo punto cambia idea. Non può esserci soddisfazione in quello sguardo, perchè, ripeto, non si è vendicato.
    2) si sente in sottofondo la voce della moglie in lingua pawnee,che racconta la storiella dell'albero. Cioè, Glass è come quell'albero: sembra debole dai rami ,ma in realtà ha un tronco (che potrebbe essere non solo il fisico ma anche lo spirito di Glass) resistente.
    3) la moglie nella visione onirica si allontana (non vedo perchè dovrebbe allontanarsi se il marito sta morendo)
    4) lo sguardo è assolutamente sofferente, come quello di una persona che ha perso tutto, e che nemmeno può morire ( "Non ho paura di morire, sono già morto")
    Insomma, Glass sopravvive con la consapevolezza che non ha nulla in quella vita per cui vivere,combattere e morire.
    Beh? Funziona come spiegazione? O mi sono fatta un film tutto mio? XD

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    1. stai ad alzà la cresta me sa

      intanto Ciku è la lettrice (donna) numero 1 di sempre, c'è praticamente dal primo mese, quasi 6 anni e mezzo.
      Te sei solo quella del mese (anzi, dei mesi)

      scherzo eh ;)

      1 Spetta. Intanto lo massacra, gli fa anche l'harakiri. Non è che se fosse morto 2 minuti prima (come non solo era probabile ma doveva esse per me) diceva "no, fermi tutti, io non lo volevo ammazzà. torna in vita Fitgerald, scusa! te devono ammazzà gli indiani!"

      insomma, lui ad ammazzallo ce prova, e parecchio

      poi sì, vede gli indiani, se ricorda della frase del magna bufalo e lascia tutto a loro
      Dai, vendetta c'è stata...
      E parecchia per mano sua

      2 sì sì, ci avevo fatto caso anche io. In realtà dalla prima volta che si era sentita credo già fosse chiaro si riferisse a tutta la vicenda di Glass nel film

      3 oddio, questa è troppo intelligente, te la lascio senza commentare

      4 dai, si è capito che Di Caprio per te non deve mai morì...

      (in realtà anche io credo che non muoia, o comunque che provi a non farlo, a tornare. ragazzi, metaà film ha lottato per la vita e la morte che ancora il figlio c'era, mica sopravvive solo per lui...)

      alla tua ultima domanda direi che siamo su una via de mezzo...

      (oh, mi ricordo di Another Earth eh, ma tra fabbrica e tutto il resto davvero sto a faticà. Anche di post ne sto facendo pochi secondo me, film visti ancora meno)

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    2. Rachele Tommaso23 gennaio 2016 21:35

      1)No, non c'è vendetta. Quando può ucciderlo non lo fa più. La vendetta non si è consumata per mano di Glass. Ad un certo punto cambia idea, anche per la frase che dice Fitz

      3) mi stai pigliando per il culo???

      In realtà sopravvive solo per il figlio. La frase "sono già morto" che dice al capitano, si riferisce ad una morte dell'anima,non fisica.

      Me stai mettendo in coda, altro che lettrice del mese/mesi ;)

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    3. 1 no, non sono d'accordo, tropo facile... Ripeto, Glass ha provato ad ucciderlo per un quarto d'ora, ha anche girato il coltello nel ventre (harakiri), tecnica se ce n'è una di omicidio.
      Poi vede loro e si affida a loro. Altrimenti l'avrebbe squartato con le sue mani.
      Ci sono stati almeno 3 momenti in cui se Hardy fosse morto sarebbe stato nell'ordine delle cose

      3 no, non ti prendo in giro

      anche qui ripeto, per la prima ora lui sopravvive di suo, perchè è attaccato alla vita. Che poi invece sopravviva solo per vendicarsi è un passaggio, se c'è, molto confuso

      ma credo non saremo mai d'accordo su questo

      t'ho risposto, non piagne

      (e ora vo a letto che so tornato da 2 ore dal lavoro e domattina alle 5, DOMENICA, ci devo tornare di nuovo)

      a demain!

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    4. Rachele Tommaso23 gennaio 2016 21:52

      No, non saremo mai d'accordo.
      Buonanotte

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    5. è che io la vedo come la vendetta estrema, rachele. fitz odia gli indiani. lasciandolo a loro, glass compie il gesto estremo. fitz muore per mano loro ma solo perché glass glielo concede. la mano indiana è cmq la mano di glass.
      però la cosa che hai detto della moglie è molto interessante. dovrei rivedere il finale.

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    6. Rachele Tommaso23 gennaio 2016 22:30

      Beh,detta cosi c'hai ragione mi sa.
      Cavolo, il finale mi sta impallando il cervello.
      Sul fatto che alla fine non muore son sicura.
      Sulla vendetta inizio a dubitare della mia idea.
      Grazie per la spiegazione:)

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    7. Molto interessante Ciku.
      Te l'appoggio ma restando però della mia idea molto più pragmatica. Ossia che gli ha detto culo, lui voleva ammazzallo molto prima e c'ha provato in tutti i modi.
      Poi quando era ormai spacciato so spuntati gli indiani.

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    8. vi mancavo? visto sabato, pensavo peggio (avevo letto cose che mi avevano terrorizzato, ovvero le parti oniriche, che, come sai, mi fanno venire le bolle) ma tutto sommato non mi è dispiaciuto. Poi, se posso dire, visto che Glass, per quanto non se ne sappia molto, è davvero esistito, e il film si ispira moooolto liberamente - romanzandola a pacchi - alla sua vita, non muore in quell'occasione....
      Anche se, a dire il vero, non riuscirà nemmeno a vendicarsi di Fitzgerald.
      Che, probabilmente, non gli ha nemmeno ammazzato il figlio.
      Insomma, stringi stringi, l'unica cosa vera è l'attacco dell'orso.
      Vabbè, vado.

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    9. sei sempre la numero 1

      sei riuscita a fare un intervento completamente diverso dai 75 che ti avevano preceduta

      e anche se con modi cialtroni hai arricchito ancora di più la discussione ;)

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  21. Credo che tu abbia individuato un problema di sceneggiatura che condivido.
    Un po' di confusione sul vero motore della storia tra sopravvivenza e vendetta, ma soprattutto un desiderio di vendetta che non sono riuscito a reggere per due ore e per giustificare tutti i casini di Glass.

    forse perché credo che un sentimento positivo invece di uno negativo sia molto più forte e motivante per spaccare il culo al mondo.

    Su un altra roba son d accordo, cioè che la meraviglia del film è rinchiusa in stanze enormi addobbate in modo regale ma uscendo dalla casa e vedendone l insieme mi sembra che il tutto si ridimensioni ad un grazioso cottage in campagna.

    Forse proprio perché non entra a far parte di questa casa, la mia scena preferita è un po' slegata da tutto: una valle, il silenzio, una valanga, forse pericolosa, forse no, ma è troppo bella per muoversi.

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    1. Ma poi c'è anche un'altra "confusione" per me.
      Glass nella prima ora lotta per la soravvivenza con il figlio vivo. Poi lui muore e lui lotta lo stesso. Quindi a chi dice che Glass sopravvive per vendicare il figlio rispondo che lui già per molto tempo aveva resistito e lottato. Insomma, non si vedono mai i confini delle cose.

      La scena della valanga è bellissima.
      Tutto sullo sfondo.
      E' quasi identica a quella di Forza Maggiore.
      Ma là cambierà la storia del film, qua no, rimane una piccola, inutile, perla

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  22. Ho letto la tua recensione ieri sera, appena tornata a casa dopo aver visto il film al cinema.
    Tralasciando il fatto che la maleducazione della gente è arrivata a punte disarmanti (del tipo: dietro di me, ad un certo punto, ho sentito voci strane... mi sono girata e una stava guardando un video - col volume - sul suo cellulare. Al mio ad alta voce "SIGNORA! MI SCUSI SA!!!" mette via il cellulare con uno sguardo talmente acido... oppure le due tizie davanti che, per tutto il film, hanno scritto messaggi su whatsapp incuranti che la luminosità dello schermo desse fastidio agli altri...), il cinema fosse una merda di cinema (un cinema in città... niente a che vedere coi multisala...) ed il fatto che la pausa a metà primo tempo fosse durata 3 minuti (con una fila al cesso lunghissima, tanto che mi sono persa i primi 5 minuti del secondo tempo!!!), direi che mi ritrovo PERFETTAMENTE nella tua recensione.
    Anche se io, forse, sono un po' meno indulgente sulla "banalità" della storia: il film è prevedibilissimo, nessun colpo di scena, nessuna curva narrativa che ti permetta di stupirti.
    Concordo sulla sofferenza distaccata dello spettatore nei confronti di Glass. Si soffre PER lui, non CON lui. Mi sarei aspettata, da una simile storia, un moto di emotività improvvisa, per me che sono molto emotiva ed empatica con il cinema (ma anche con le storie in genere), tanto più che questa era comunque ispirata ad una storia vera.
    Il tutto viene banalizzato in una vendetta che sai già si compierà a fine film, così come sai già che Glass verrà salvato dalla ragazza che lui aveva precedentemente aiutato.
    Non so, da Inarritu mi sarei aspettata MOLTO di più.
    In tutti i suoi film il dolore è l'elemento fondamentale, la base su cui si sviluppa l'intera vicenda. Un dolore che ti penetra nelle ossa, che ti costringe a rivedere la tua posizione, a valutare i tuoi errori, la tua vita, le tue scelte.
    In questo, francamente, è semplicemente la base per poter valutare le doti recitative di Di Caprio che, pure, non mi ha entusiasmato. Nel senso: da un attore bravo come lui, il minimo che ti aspetti è che sappia interpretare una scena di dolore.
    Io invece volevo vedere il trasporto emotivo, volevo sentire dentro il freddo che si prova in quella natura talmente bella da toglierti il fiato.
    Per qualche momento, mi è sembrata una regia più simile a quella di Penn.

    In ogni caso, complice che erano mesi che non andavo al cinema a vedere qualcosa che non fosse un cartone animato, e complice il fatto che abbiamo un amico che ha una braceria straordinaria nelle vicinanze (e ci è bastato un messaggio per farci salvare dalla fame atavica alle 22.30) è stata una bella serata.

    Comunque... per me REVENANT vincerà gli oscar:
    - migliore regia
    - miglior attore protagonista
    - migliore fotografia
    - miglior attore non protagonista (ORSO!). :D

    Non sono una specialista di recensioni, ma questa è quello che, ricordo, ti avrei scritto ieri se non fossi stata con il cellulare a letto, in preda ad un attacco di sonno compulsivo! :D

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    1. Beh, maleducati mi sono capitati tanti ma gente che vede video sul cellulare mai...
      E poi non una ragazzina, mah...

      allora

      1 film prevedibilissimissimo sì. Ed è un difetto. Ma ci sono anche tanti film che ho amato che non avevano alcun colpo di scena o svolta narrativa notevole. Però, ecco, su film grandi come questo poi il minimalismo di sceneggiatura stona un pò in effetti

      2 dici di te emotiva? io forse peggio. Infatti esser restato così impassibile alle emozioni non me lo sarei mai mai aspettato. Da Inarritu poi... Le cose più belle l'ho provate "cinematograficamente", con le scene ed i paesaggi

      3 come dicevo a Ciku qua sopra sì, il dolore è il must di Inarritu. E qui ce ne sarebbe tanto, quello fisico onnipresente e quello emotivo della perdita del figlio.
      Il primo è benissimo realizzato (ma l'ho trovato comunque non empatico), il secondo invece per me è quasi un totale fallimento purtroppo

      4 ah, anche la mia eh... è un film che rivedrei 100 volte e sempre al cinema (cioè, non che lo vedrei 100 volte, nemmeno due, dico è una scelta che rifarei al 100%)

      5 degli Oscar non parlo, ho un'interesse poco sopra lo zero ;)

      ahahha, direi che siamo d'accordo in tutto

      ed entrambi adoriamo Inarritu, è quello il problema...

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  23. Raskolnikov 81
    Cavolo, super dibattiti qui sopra sul film... Per me il vero protagonista del film è il dualismo, quasi leopardiano, tra lo spettacolo della natura e le vicende piccole, spietate e violente dell'uomo. In tutto il film c'è lì fuori lei, la natura vero attore protagonista, che fa da magnifico contenitore a tragici scazzi tra americani e francesi, varie tribù di indiani e le loro piccole e poco poetiche beghe per il commercio delle pelli. Vedo una scala di giudizi morali sulle figure del film: in fondo troviamo gli uomini guidati dalla sola cupidigia e bassi istinti (Fitz e i francesi), poco sopra quelli con un barlume di "umanità" (il capitano, il ragazzetto che rimane con Fitz),poi gli indiani "cattivi" che comunque vengono dipinti come caratterizzati da un elevato senso dell'onore, a dire "siamo così perché ci avete tolto tutto", poi sopra gli indiani "buoni", ma che comunque sono in guerra con gli altri indiani, poi al di sopra di tutto l'uomo solo, davanti alla natura che deve sopravvivere e che, in questa condizione primordiale e liberato da bandiere, senso di appartenenza a un gruppo e superfluo, riesce a mostrare il proprio lato più umano e solidale...perché, vi dico, non mi ha toccato più di tanto l'attaccamento del padre verso il figlio, simile a quello dell'indiano vecchio per la propria credo "figlia" e a quello dell'orsa per i propri cuccioli, mentre mi ha colpito molto di più il momento tra l'indiano solitario e Glass e la fine che fa l'indiano solitario è, per me, l'affossamento di ogni residua speranza, anche per i "buoni", purtroppo...Per il resto concordo sul voto e sugli elogi alla fotografia e regia del film, mentre per quel che riguarda trama, sceneggiatura ed emozioni, niente di eccezionale a mio avviso...

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    1. Avevi già commentato una volta credo perchè Raskolnikov è un nick troppo bello per dimenticarsi...

      sei arrivato tardi ma per quanto mi riguarda hai tirato fuori il commento definitivo.

      Straordinario Rask, originale, profondo, intelligente ed interessante.

      E quella cosa che dici riguardo la "superiorità" della "coppia" Glass- Indiano rispetto a tutte le scene Glass-Figlio è verissima.

      Spero che ti abbiano letto tutti questi qua sopra, sinceramente ti condividerei anche su facebook ;)

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    2. Raskolnikov81
      Non farmi troppi complimenti che non li reggo,..ti ricordi bene, infatti avevo già scritto commentando un tuo post su un film di Villeneuve e dicendoti che aspettavo più che il tuo commento, la tua interpretazione di "Enemy"...l'hai messo in calendario?

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    3. te che dici? ;)

      http://ilbuioinsala.blogspot.it/2016/01/la-promessa-2016-ovvero-i-15-film-che.html

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  24. Pierluigi Tronchetti25 gennaio 2016 17:08

    Paradossalmente ciò che penalizza Revenant e' anche il suo punto di forza: la bellezza estetica.
    Inutile provare a spiegare ciò che i miei occhi hanno ammirato; impossibile dar loro una voce le cui parole possano esternare ciò che la bellezza di ogni singolo fotogramma ha scolpito dentro di me.
    Mi limiterò solo a riconoscere ad Inarritu il merito di aver dipinto esteticamente il suo quadro migliore, omaggiando con maestria, grazie all'ausilio di finissime e meticolose pennellate, la magnificenza della musa che tanto generosamente si prestava al suo sguardo: la natura.
    Insomma, la bellezza estetica di Revenant ne fa l' opera cinematografica più impressionante a cui personalmente abbia mai assistito.
    Ma la bellezza, per quanto innegabilmente sia un pregio, trascina dietro a sé anche ogni sensazione che esuli da ciò che iride ,pupille, bulbo oculare e cristallino trasmettono al nervo ottico, cosicché tutte le altre emozioni, una volta giunte al nostro cervello, vengono sistematicamente annegate dalla consapevolezza del bello percepito dagli occhi . Ciò impedisce di vedere oltre. Quella bellezza, nel processo di elaborazione inconscia, inebria il nostro spirito critico, appagato com'è nel contemplare la magnificenza offerta da quel prezioso senso che e' la vista. La bellezza ammalia e' indubbio, ma ahimè, come riflesso, ha l'inconsapevole "colpa" di nascondere tutto il resto. Una sorta di patina che per molti ha ovattato il lato più spirituale, intimo e profondo di questo splendido affresco su poliestere. Fitzgerald e' un uomo segnato, nel corpo così come nello spirito. La sua intolleranza, il suo razzismo, hanno origini lontane, instillate nella sua testa dalla cultura, dal tempo e da tremende cicatrici. Vederlo in bilico tra le inquiete acque di quel fiume d'inverno e la neve affrescata dal sangue della lotta, ha innescato in me una sensazione di rivincita. Di rivalsa. Quando viene lasciato da Glass in balia della corrente, le precedenti due ore e venti di visione subiscono una sorta di rewind. A quel punto la mia mente è tornata indietro. Un percorso a ritroso, tra situazioni, gesti, silenzi e parole: "Dio e' uno scoiattolo". Grazie a questa frase, pronunciata da Fitzgerald, tutto ha avuto un senso e ogni espediente utilizzato per giungere sulle sponde di quel fiume, compresi i più estremi ed improbabili, aveva finalmente trovato la giusta collocazione. E così ho ripensato al terribile attacco del grizzly. Quel suo accanirsi contro un corpo esanime, agonizzante, mentre si erigeva imponente su quel volto costretto tra sangue e terra. Un fotogramma questo, che mi ha ricordato, se mai ce ne fosse bisogno, quanto noi uomini siamo in realtà piccoli ed impotenti al cospetto di molte altre specie che vivono in natura. Una natura capace di calpestare, di mostrarsi ostile, rigida come un inverno dal cuore di ghiaccio. E poi ho ripensato agli uomini, alla loro natura. Una natura contrassegnata da crudeltà indicibili. Costantemente animati da avidità, egoismo, odio, intolleranza e da ogni altro metabolita sociale a cui lo scorrere del tempo non ha saputo trovare ne' antidoti, né cure. Ma poi ho rielaborato la bellezza di quei raggi di sole. Sole che, nel gelo dell'inverno, si affacciava timidamente e generosamente a riscaldare il corpo esausto di Glass, ancora fradicio delle gelide acque che lo avevano aiutato a fuggire dai suoi persecutori.

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    1. Pierluigi Tronchetti25 gennaio 2016 17:11

      Allo stesso modo ho pensato al cadavere di un cavallo, un cadavere ancora caldo che, per chi ha perduto tutto, può voler dire rifugio, o più umanamente, vita. E di umano ho percepito la condivisione di un pasto; un pezzo di carne lungamente agogniato, pazientemente atteso dal lascito del ciclo della vita che vige in tutto il regno animale. E in quel banchetto, avidamente ingurgitato secondo la gerarchia dei lupi , ho rivisto inequivocabilmente il dualismo del genere umano : mentre alcuni tolgono, altri, altruisticamente donano. Ed un sorriso, una risata sincera, possono essere il dono più grande per riscaldare anche il cuore più freddo e cristallizzato dal gelo dell'odio . Glass e' così che vive. Il suo percorso esteriore, così come quello interiore, sono un'interminabile saliscendi di distese ghiacciate. L'odio questo infligge: Conduce gli uomini lungo le pendici sterili ed innevate di un calvario, perennemente in bilico tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. L'occhio di Inarritu ci proietta in una sorta di terra di mezzo. Una terra di nessuno, dove l'odio diviene il respiro che tiene in vita il corpo e contemporaneamente il veleno che uccide l'anima. In quest' ade interiore, oniriche visioni ci rimandano ad un passato incompleto, impalpabile, frammentario come solo i ricordi, sbiadendo, sanno essere. Poi scorgiamo nitidamente le persone amate. Coloro che la brutalità dettata dalla natura dell'uomo ha strappato prematuramente alla vita, ma che ciononostante continuano a vivere in ogni cosa, perché l'amore ha radici così profonde da intersecare eternamente intere esistenze . Un meteorite( un chiaro omaggio a Birdman) squarcia il cielo, precipitando in fiamme nelle gelide acque in prossimità di una figura umana: Fitzgerald .

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  25. Pierluigi Tronchetti25 gennaio 2016 17:14

    Qualcuno cadrà. Qualcuno morirà.
    "Hai fatto tutta questa strada per una vendetta?". E' in questa domanda che si cela il messaggio del film: Non può esserci vendetta nel lungo viaggio terreno e spirituale di Glass, così come non può esserci vendetta nelle vicissitudini di nessun altro essere vivente. Perché l'uomo, così come gli animali e la natura intera, non hanno nessun potere nel decidere chi deve vivere e chi deve morire. L'orsa, il cavallo, il gelido inverno, i tiepidi raggi del sole, gli uomini vili o quelli d'animo buono, l'odio , l'amore, così come un semplice scoiattolo, miscelati perfettamente nel sottile gioco che la vita ci impone con le sue spietate regole del dare e avere, non sono che gli strumenti di cui Dio si serve per sceneggiare il suo magistrale kolossal qui sulla terra. Glass, alla fine lo ha capito. Ha compreso ancora più profondamente la piccolezza del suo essere uomo dinnanzi a Dio. E l'uomo non può sostituirsi a Dio. Ha capito che nella sua sopravvivenza non c'era alcuna volontà personale, né desiderio di vendetta per cui valesse la pena vivere. Glass e' sopravvissuto solo perché da lassù, dalla cabina di regia, qualcuno ha deciso così. Quel supremo che, beffardamente, ha deciso anche per le persone a lui care. E così abbandona Fitzgerald al flusso della corrente, che non e' più semplicemente solo acqua, ma lo strumento con cui un' entità superiore ha già predeterminato la vita di un' essere umano indipendentemente dalla volontà di chicchessia. Inarritu ci insegna che nel gesto di Glass, c'è l'umiltà di cui ogni persona dovrebbe forgiarsi e non la sua cieca vendetta personale. Non e' mai chiaro il disegno di Dio, non lo e' per nessuno. Così, in quel preciso momento, mentre le fredde acque accoglievano il corpo di Fitzgerald , un gruppo di indiani assisteva alla scena sornione . Considerando la terribile odissea di Glass, decifrare se il corso di quel fiume avrebbe condotto Fitzgerald verso la vita , o verso la morte, per noi comuni mortali, così come per Glass stesso, era tutt'altro che un compito semplice. E' Dio che devia il corso delle nostre esistenze, decidendone l'andamento dalla sorgente sino alla foce. E a noi, superstiti travolti dalla furia delle acque, non rimane altro se non la speranza che il tragitto che ci separa dal mare sia più lungo e meno impervio possibile . A Glass e' riservato quell'ultimo primo piano. Il primo piano di un volto umano, che in mezzo a tanti uomini che si arrogano poteri divini, ha scoperto una verità importante: la sua umanità.

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    1. Amico, sei un maestro.
      E a questi commenti non si può rispondere, vanno letti e portati a casa.

      L'unica cosa che cito è quel tuo riferimento all'acqua e al corpo di Fitzgerald. In effetti tutti abbiamo dato per scontato che il fiume lo portasse agli indiani che l'avrebbero finito quando in realtà adesso che ci ripenso mi sembra che non si veda niente di tutto questo (dovrei ricontrollare). Quindi è vero, paradossalmente della fine dell'uomo non sappiamo nulla.

      Fantastico tutto quello che hai scritto, grazie

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    2. Tronchetti Pierluigi27 gennaio 2016 14:40

      Grazie a te, per tutto il tempo che hai speso nel leggere me.
      A presto...

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    3. E' un grandissimo piacere Schwartznhegel ;)

      ah, metti il commento di Innkeepers sulla mia rece perchè sul blog non salto un giorno, con le mail la prendo troppo comoda...

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    4. Pierluigi Tronchetti29 gennaio 2016 14:42

      SchwarzenHegel.. Ahh ahh

      Ok, ma in virtù delle mie rinomate capacità ermetiche , non posso assicurarti che mi basterà dividerlo in sole tre parti ;-)

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    5. In questo periodo di rubriche ti ricordo che SchwaerzenHegel, appunti filosofici di un culturista è sempre una proposta viva eh...

      L'hai messa, bravissimo, entro domani leggo per forza

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  26. Per quanto mi riguarda quello sguardo finale mi è sembrato proprio come a dire 'ecco, sono sopravvissuto ma alla fine che mi è rimasto?'. Si ok, ha avuto la sua vendetta ma poi non gli è rimasto niente in vita per cui lottare.
    Comunque per quanto riguarda le altre scene una che mi ha proprio colpita è stato quando Fiz ha ucciso suo figlio e lui lì completamente inerme e impotente.. in questa scena avrei proprio avuto voglia di spaccare lo schermo ed andare ad uccidere Fiz..Inoltre mi ha colpito tantissimo la scena dell'orso! È proprio vero che in questo film si soffre più fisicamente.. per il resto un buon film, ma non lo rivedrei mai una seconda volta se non per ammirare il paesaggio.. l'ho trovato un film in parte anche vuoto e poco realistico perche scusate, ma come fa un essere umano a sopravvivere a tutte le sfighe a cui è andato incontro Glass? Mi sembra un po surreale, ma comunque è sempre un film. Infine per quanto riguarda il finale mi hanno sicuramente colpito gli occhi di Leonardo con quel suo sguardo intenso ma cioè.. mi fai proprio capire che stai recitando! Nel complesso non do più di 7 perché a livello empatico non ho sentito quasi nulla.. avevo più empatia cll silenzio delle montagne che con il protagonista!

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    1. Rachele Tommaso26 gennaio 2016 09:36

      Oh, finalmente qualcuno che la pensa come me sullo sguardo. Solo su quello però:)

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    2. La maggior parte di tutta questa selva di commenti è assolutamente concorde nel dire che purtroppo il film emoziona pochissimo, che le cose più belle siano le location e alcune scene e che il voto finale debba essere più un gran bel voto oggettivo che altro.
      Guarda, io mi sono chiesto quello che ti sei chiesto te sulla scena dell'orso. Non capivo come il grizzly non potesse finirlo o ucciderlo in due secondi. Ma, insomma, è vero che siamo su un film ma la vicenda (e finalmente qualcuno qua sopra l'ha detto) in teoria è vera e documentata.
      Mi piace il tuo entusiasmo nelle scrivere le frasi, sei simpatico/a

      sei già il terzo che dice di aver provato più empatia con i luoghi rispetto ai personaggi

      ciao!

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  27. Mi spieghi il passaggio "l'epico senza pathos diventa epico da letteratura"? Cosa intendi?
    E cosa intendi per "personaggio letterario"?
    Comunque ho appena visto il film: di elementi estetici belli ce ne sono, ma questa volta, in generale, Inarritu non va.
    E poi che ripetitività: in alcuni momenti mi è sembrata gratuita (anche in modo diverso naturalmente) come quella di "The Wolf of W.S."

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    1. Sì, ci provo.
      Ovviamente nella mia visione.
      L'epico nel cinema non può prescindere dal pahos, dal coinvolgimento, dalla sofferenza.
      Un epico senza pathos, nel cinema ripeto, diventa un epico letterario, una di quelle storie che ti limiti a leggere e seguirne le vicende.
      Di conseguenza Glass, senza pathos, diventa un personaggio letterario di cui seguiamo le gesta e disavventure

      mi appoggi la ripetitività, credo sei il primo che lo fa

      sì, ormai sembra che i grandi film debbano superare le due ore e venti. E ci sta eh, ma non dev'esse n'obbligo

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    2. Ecco, non riuscivo ad interpretare l'aggettivo "letterario". Quindi secondo te nei libri è molto più facile incontrare, rispetto al cinema, gesta e disavventure da seguire senza coivolgimento?

      Sì assolutamente, l'ho trovato ripetitivo; per dire, dopo che cade col cavallo (scena ripresa magnificamente, ci sono rimasto di sasso!), riprende a fare le stesse cose fatte fino ad allora (trascinarsi nella neve, ecc ecc). Non mi è piaciuto per niente questo aspetto.

      Comunque sottoscrivo la tua recensione in toto. Ho detto praticamente le stesse cose in macchina, di ritorno dal cinema, alla mia ragazza.

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    3. Anche a te rispondo dalla fabbrica con tutti gli annessi e connessi...
      No no, assolutamente, trovo di solito i libri, quelli che ti prendono molto più coinvolgenti dei film.
      Ma per quanto riguarda l'epica credo che nel cinema sia imprescindibile il pathos mentre nell'epica letteraria questo non c'è quasi mai.
      È proprio un discorso solo di genere e tremendamente personale.
      Sì si, il film asciugato di mezz'ora ne avrebbe giovato alla grande. Anche perché di azioni vere e proprie ne accadono pochissime.

      Povera la tua ragazza se ha vicino uno che ragiona come me...

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    4. Hai ragione: ha un alto livello di sopportazione :)

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  28. visto anche io settimana scorsa è ho la tua stessa opinione
    in gergo da forum "ti quoto" a bestia,
    frega un cazzo dell'oscar non oscar, anzi ho trovato tom hardy come al solito una bestia (per me meglio di dicaprio in originale) anche se al povero leo non gli si può negare la bravura di trasmettere/recitare, almeno in questo film, con due righe di dialogo, per il resto, credo sei l'unico che abbia centrato il vero problema della trama (Arriviamo a fine film quasi convinti che la lotta di Glass sia stata una lotta contro la morte, una lotta per la vita.
    E in questo The Revenant eccelle, l'attaccamento di Glass all'esistenza è straordinario.
    Eppure alla fine sembra che l'istanza principale sia invece la vendetta.
    Ecco, due bisogni confusi tra loro che non fanno altro che depotenziarsi l'un l'altro. (cit.) per il resto, assolutamente fotografia, e immagini fantastiche e son sincero due ore e mezza, per me almeno volate, ne facessero di film cosi cmq, non un capolavoro ma un buon film.

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    1. direi siamo quasi da copia incolla, veramente ;)

      ecco, forse l'unica cosa che ci differenzia è che io una ventina di minuti stavo faticando, il tempo che passava lo sentivo tutto

      son contento che mi quoti quella cosa, affatto scontato

      ciao!

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  29. Devo dire che il film mi è piaciuto molto,a tratti puó essere noioso e scontato ma un paio di cose mi hanno colpito molto.In primis quando Glass si ritrova in quel cunicolo nella neve scappando dagli arikara donde,ancora dolorante e distrutto,trova la forza per scrivere sulla neve sopra di lui " Fitzgerald killed my son".Questa per me è il fatto che descrive le vere ragioni di Glass.Non smette mai di pensare al figlio come nella parte dopo che incontra l'indiano pawnee,nelle rovine di quella che sembrava una chiesa (?)avendo un allucinazione abbraccia un albero pensando fosse il figlio.In questo film ci vedo phatos e píeta (con l'accento sulla i).Di caprio coi suoi versi e i suoi grugniti esprime mille parole.L'incoerenza non mi va molto a genio...per esempio quando glass raggiunge l'accampamento francese e salva Powaka.Il modo in cui sale a cavallo e scatta è inverosimile vista la sua situazione fisica.Lo sguardo alla camera concordo pienamente con rachele.Glass si è attaccato alla vita come un paguro alla conchiglia solo per potersi vendicare e il fatto che non dia il colpo di grazia a Fitzgerald è un segno di pentimento e di consapevolezza.Consapevolezza di aver fatto un lungo viaggio,aver sofferto le pene dell'inferno per un motivo futile come la vendetta,sapendo che aveva comunque perso ogni cosa.Lo sguardo di di caprio mi rimanda ad un film di uno dei miei attori preferiti...nicholas cage ne "Il prescelto" (spero fosse questo il titolo).Scusate il lunghissimo commento e cerco risposta se avete pazienza di leggere.Grazie ;)

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    1. Grazie per appoggiare la mia idea :) oh, ti sei letta/o 100 commenti? Complimenti! Nemmeno io riesco a fare tantoxD perchè dici che è incoerente quando salva la donna indiana?
      Tranquilla/a , Giuseppe ( il padrone di casa) ti risponderà al 100% :)

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    2. Rachele Tommaso23 febbraio 2016 12:30

      Non riesco a trovare alcun tipo di richiamo tra lo sguardo di Di caprio e il prescelto.
      Cioè, sono due film che camminano su linee parallele, che non si incontreranno mai. Neppure sforzandomi ci riesco ;)

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    3. Prova a pensare all'ultima scena de il prescelto...quando si trova ad abbracciare la famiglia.Puó sembrare a me.(mannaggia ai ricordi) ma mi pareva che nic guardasse nel vuoto davanti alla telecamera.Se sbaglio scusate ;).Incoerente perchè leo era distrutto come diamine ha fatto a saltare sul cavallo (notare l'atleticitá di leo ahah).Diciamo che io anche volessi non potrei sedermi sul divano appena sveglio ahah.

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    4. Rachele Tommaso23 febbraio 2016 13:15

      Di sguardi rivolti nella cinepresa, nella storia del cinema, ce ne sono davvero tanti. Dado, per esempio, ne cita altri 2. Ah, non avevo capito a cosa si riferisse la contraddizione. Vabbè, sarà stata l'adrenalina ;)

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    5. Sono reduce da tre giorni di fabbrica massacranti.
      Devo andare a letto subito anche stasera che ho la sveglia due ore prima dell'alba.
      Non ho letto nulla ancora, o meglio, non ho letto il commento principale, solo le brevi risposte.
      E vedo che Rachele si è praticamente presa il posto di segretaria a cui ambiva senza passare dal casting

      va bene, accetto

      a domani pomeriggio

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    6. Caro anonimo intanto grazie del commento che, tra l'altro, non è affatto lungo, figuriamoci lunghissimo (so abituato a papieri 10 volte più lunghi, alcuni anche della ragazza qua sopra...)

      1 Sulla faccenda Glass-figlio inutile accapigliarsi, qualcuno l'ha vissuta con molta empatia (tipo te), qualcuno purtroppo non ce l'ha fatta (tipo io). La scena della chiesa la cito anche in rece, proprio perchè in tal senso (quello del rapporto filiale) doveva essere La Scena. Invece io oltre alla bellezza visiva e scenografica l'ho vissuta poco

      2 Intendi la pietas no? e certo, quella voleva trasmettere il film. Anche qui c'è chi l'ha vissuta molto e chi no ;)

      3 La cosa del cavallo, ovvero come è salito, se alla Olio Cuore o arrancando, non l'ho notata ;) mi fido di te

      4 sullo sguardo in camera ci sono un'ottantina di commenti, da parte mia non so più che aggiungere. Però la tua lettura è esauriente e molto buona

      5 non ho visto Il Prescelto!

      6 Ciao!

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  30. ..buongiorno carissimo ...come avevo già detto su fb , l'incipit della tua rece è perfetta e la condivido completamente ...
    ..stesso discorso sul totooscar ed aggiungerei però che a questo punto se gli daranno la statuetta sarà proprio per una sorta di risarcimento o ...alla carriera ...un pò prima dei soliti settanta/ottant'anni ..ma su questo come ormai sappiamo tutti l'oscar è anche un fatto di " scambi commerciali" e , anche pensando bene , un fatto di combinazioni ...essere al posto giusto nel momento giusto ...personalmente gli avrei dato il premio in alcune occasioni ( non proprio tutte..) ma se la doveva giocare con altri davvero grandi ...quindi non è che poi gli abbiano sempre " fatto le scarpe "...

    ...il film ha rischiato di diventare " cartolina " ...esattamente ..di fatto lo è stato spesso...

    Hardy/Fitzgerald non sopporta Glass essenzialmente per due ragioni secondo me : le motivazioni che spingono l'uno e l'altro a vivere ( Glass , come chiunque abbia amato davvero e perduto l'amata vive col calore di quel ricordo e il figlio ...altro che sprone a vivere ...è la sua vita, uno scopo che va oltre la sopravvivenza ; Fitzgerald vive di rancore ; sentimento altrettanto forte ma che egli stesso avverte come inferiore e fine a se stesso se confrontato all'altro ) ;l'altro motivo è dato semplicemente dall'avidità , niente di più , e d il fatto che Glass sia un uomo forte e motivato è di ostacolo sempre per gli arroganti .

    ...Glass inizialmente pensa solo ed esclusivamente a proteggere il figlio ( io ho parlato di una delle più belle figure paterne che abbia visto al cinema ...ruvida e grezza ma appassionata e sincera , struggente , la più belle scene sono state quelle con il figlio e quello sbattere le palpebre ....
    ..poi gli resta solo la vendetta ..,.altrettanto forte come motivazione ..che può darci una forza inesauribile ...quindi per me sono ben distinti i due momenti e direi ...giustificati...
    ..purtroppo , come dici benissimo anche tu, sono le immagini a sovrastare i sentimenti , le emozioni, e non so spiegarmelo ; nel senso che pur avendo di fronte un signor interprete la natura e tutto il resto sovrastano sempre di un poco il personaggio e come dici tu " soffriamo per lui non con lui " , è tutto roboante , anche il dolore , forse per questo troppo distante , quasi divino , distante dai comuni mortali ...

    ...se poi ci mettiamo quella scena assurda con le frecce che beccano tutti fuorchè lui..ed il volo col cavallo con planata sull'albero come fosse un prato di erba medica .....in un film del genere ...diobono ...mi è arrivato uno schiaffone in faccia da stendermi ....eccheccazzo ...
    ..ma lasciamo stare
    ...tu dici che in questo modo Inarritu ha creato un personaggio letterario anzichè qualcuno che per due ore e mezzo ci sembri vivo ...giusto ....perchè è questo che dovrebbe fare il Cinema .... anche se ovviamente pure in letteratura ...quando leggi certi autori ...vedi prendere forma i personaggi .e senti gli odori ...i colori...ma questa è un'altra storia ;)
    ...quindi non è riuscito a farsi grande cinema .
    Un saluto dalla Dolly



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  31. ...ok ...arrivo in ritardo sugli oscar ...pensa te quanto sono sul pezzo :)))) e quanta smania mi danno 'ste notizie ...scopro ora che tutti sapevano già ... hi hi hi
    vabe' ...allora il Leo ha avuto la sua statuetta e via ...
    ho letto su fb che sei contento per Il Figlio di Saul e che ....nonostante non ti interessino gli oscar ecc ecc ecc ecc....
    posso capire il tuo pensiero però sai i maneggi sono dietro a qualsiasi prodotto .almeno io la penso così ..ed una volta appurato ( ti parlo di tanti anni fa ...quando ancora ero ingenua ahahah..) che non esiste babbo natale restano due scelte , non filarsi più niente e nessuno , piccolo , grande , povero , ricco ( parlando in termini di prodotti cinematografici ) oppure fare finta di nulla e stare al gioco concedendosi un poco di sana e fanciullesca ingenuità e continuare a scommettere e tifare per il proprio candidato , anche per il semplice fatto che alla fine , maneggi a parte , i film che arrivano ad essere candidati son per la maggiorparte dei signor film e gli interpreti pure .
    Quindi son contenta per te ed il tuo Saul e son contenta per me ed il mio Mad Max !!!!!
    Ciao nanì ...

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    1. 1 Ahah, infatti era buffo che la mattina del 29 mi parlavi dell'eventuale Oscar quando in realtà l'aveva preso da 6,7 ore... Ma non ti credere, anche io non vado oltre che qualche post riepilogativo di premi. Anche se con Di Caprio è incredibile che la mattina del 29 non avessi letto nulla, dio bono, era anche nel caffelatte

      2 riguardo Saul son contento perchè grazie a questa vetrina sarà visto, è una cosa molto diversa del tifare Mad Max o simili. Insomma, un premio che è un grosso aiuto in questo caso ;)

      3 sui motivi che descrivi perfettamente concordo. Ma il fatto è che sto film in quasi tutti gli aspetti, dall'empatia alle motivazioni del plot, mi è sembrato inferiore a quello che voleva essere. E non sai quanto mi dispiace, io adoro Inarritu (ah, lo considero un gran film comunque eh)

      4 Vedi, ad esempio a te la figura di lui padre è piaciuta tantissimo. Ecco, io avrei voluto viverla come te. Specie perchè sulla carta anche a me piace in questa versione così grezza, animale, istintuale

      5 ma, malgrado te hai empatizzato più di me poi hai avuto le stesse impressioni. Io ho proprio faticato a trovare quell'empatia, te l'hai trovata ma poi è stata sovrastata da tutta la magnificenza del cinema che aveva intorno, sopra e sotto. E cavolo, che cinema eh. Ma il film non riesce, per me e anche per te, a bilanciare le due cose

      6 no no, attenzione amica mia. Io ho parlato di epico letterario, non di letterario tout court. I personaggi letterari, i migliori, sono vivi come mai, e l'empatia (uff, uso sempre sta parola) a volte è superiore a qualsiasi personaggio cinematografico. Ma, ecco, nel genere epico invece è un'altra storia, si vivono le vicende egli eroi come grandi storie, grandi vicende, grandi accadimenti e tanta simbologia ma, insomma, raramente si soffre per loro

      questo dicevo ;)

      ciao!

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    2. ...sul genere epico ok ho inteso benissimo cosa intendevi e sono d'accordo con te al 100%

      ...invece torno sulla questione Oscar perchè mi rendo conto che pur trattandosi di un puntiglio se non con te con chi potrei meglio aver voglia di andare in fondo a 'sta cosa ...
      ..io capisco benissimo cosa intendi quando mi parli di un opportunità per un film come Il Figlio Di Saul di essere visto e quindi uscire da un angolino , cosa che diversamente sarebbe difficile ; quello che intendevo io , e lo dicevo un po ridendo un po no e speravo mi avessi inteso, è che se critichiamo questa " vetrina " nel suo complesso , nel suo essere " fuffa " , poi non possiamo farcela piacere a nostro comodo ...il fine giustifica i mezzi ?
      io credo di si ...è non è un male a volte ...basta ammetterlo ...resta il fatto che non puopi venirmi a contestare il fatto che io abbia tifato per un film più che pubblicizzato ...la mia prmessa era ben chiara ...o prendi questa rassegna per quello che è , in toto, pensando che prima o poi torni appunto utile ad una piccola produzione , oppure la lasci sempre perdere e non le dai mai credito ...perchè come dicevo e ribadisco convinta ....se maneggi ci sono potrebbero esserci ovunque e per chiunque anche per un Figlio di Saul ...parlando rispetto ad altro suoi "simili"...
      ..e ..per la cronaca ...se avessi visto il film molto probabilmente avrei tifato per lui...io ti ho citato per chi ho tifato ragionando tra i film che avevo visto e per cui potevo dare un mio giudizio..grande o piccola produzione ...indifferentemente ..perchè ribadisco ...o 'sta vetrina la teniamo in considerazione sempre o mai .

      questo dicevo ;)

      ciao !

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    3. No, non sono d'accordo Dolly ;)

      Non credo che una rassegna debba essere presa tutta in considerazione o per niente.
      Non sarebbe il primo caso dove a qualche rassegna c'è qualche premio interessante ed attendibile e altri no.
      Io credo che nel miglior film tout court partecipino sempre grosse produzioni, film grandi, quasi mai effettivamente i migliori.
      Mentre ho sempre notato, e se vai sull'Albo d'oro lo vedi, che sui film stranieri ci sono davvero piccoli grandi film. Io credo che in questa categoria si voti realmente la qualità, in quella grande no.
      Detto questo vado molto più sul concreto.
      Serve a qualcuno l'Oscar per conoscere Revenant o Mad Max? no

      serve a qualcuno l'Oscar per conoscere 5 film non americani di indubbio valore?


      quindi sì, a me degli Oscar frega nulla ma su quella voce, film stranieri, mi hanno sempre aiutato a trovare bei film.

      anche alle feste di paese c'è Miglior Pecora o Miss Campagna.

      io guardo Miss Campagna e l'altra no

      e ringrazia che tecnicamente ci capisco poco in alcune componenti filmiche altrimenti probabilmente troverei molto interessanti anche le categorie del suono, del montaggio e tutto il resto

      sì, ci sono cose che mi interessano e altre no, cose che credo abbiano dietro meno maneggi e altre più

      non me ne volere

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    4. ...non te ne voglio ;) va bene così ...era per sapere esattamente quale era il tuo pensiero , ora è chiaro .
      Ciao

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  32. A me Revenant è piaciuto molto, anche se sono evidenti i continui rimandi al cinema "elevato" (Tarkovskij, Tarr, Leone, addirittura, di sfuggita Bergman). La cosa bella è che Inarritu li sa utilizzare molto bene i rimandi e pur restando una produzione hollywoodiana, è uno di quei film, con tutti i difetti annessi e connessi, che ti fanno amare il cinema.
    Anche la colonna sonora di Sakamoto è in perfetta sintonia con il film. Sakamoto tende un po' troppo a imitare se stesso, ormai, ma il risultato musica immagine, quando lui attraversa il lago ghiacciato o nella sequenza onirica dove ioncontra il figlio morto tra le rovine della chiesa, mi hanno emozionato. Sono riuscite a superare la barriera della critica per diventare pura esperienza.
    Ciao Caden Dae - Soo

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    1. Bravissimo Massimo, hai trovato l'essenza di tutto.
      A prescindere da emozioni personali, difetti o non difetti, giudizi buoni o no, questi sono i film che ti fanno amare il cinema. Magari non la scrittura cinematografica (non perchè qui sia debole, solo perchè l'apoteosi di quella la trovi nelle cose più essenziali) ma la macchina cinema di sicuro.
      Ed è anche perfetto come descrivi quelle emozioni che arrivano da sè, che travalicano il giudizio critico. A volte arrivano anche in pessimi film, sono loro ad arrivare da noi, non noi a cercarle.
      Io in revenant quelle emozioni non l'ho trovate così intense nè loro hanno trovato me.
      Però ecco, l'emozione estetica quella sì, l'ho provata

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  33. "- miglior attore non protagonista (ORSO!). :D "

    Ecco l'elemento con cui maggiormente concordo.
    Ma alla fine hanno premiato - se non lui - almeno il suo insegnante di recitazione?

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    1. Eheh, più che il suo insegnante di recitazione dovevano premiare il curatore degli effetti visivi ;)

      e forse l'hanno fatto, ma non credo

      però quegli eventuali oscar l'ha scritti una lettrice non io

      poco cambia

      ciao Sandro!

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    2. Me lo dici così?!?
      Non ci credo, dài: è proprio l'orso che sa "scazzottare per finta" a mo' di Bud Spencer e Terence Hill, senza far del male al collega.
      Attore-stuntman (sarebbe stuntbear, vabbé) sublime; statuetta strameritata.

      O.K.: serio.
      Diventano sempre più bravi a ricreare azioni terribilmente realistiche, anche grazie alla tecnologia, ovvio.
      Quello che sarei curioso di vedere è il COME si giunga a quei risultati.
      Intendo dire: visionarne i vari passaggi.
      Ricordo quando mi prestarono i Dvd de "Il Signore degli anelli": rispetto al film in sè apprezzai molto di più il contenuto del secondo dvd, ricco di interviste, spiegazioni ed esempi - appunto - di come erano state realizzate determinate scene.

      ...

      Riguardo la querelle "soffrire CON lui - soffrire PER lui"...
      Sono un dannato insensibile: né l'uno, né l'altro.
      Ho avuto l'impressione di assistere a un (bel) documentario sulla natura e sugli animaletti che la popolano, per lo più umani.
      Citando (molto) forzatamente W. Allen:
      "Per me la natura è... Sai... I ragni, le cimici, e il pesce grosso che si mangia il piccolo, e le piante che mangiano altre piante, animali che mang... È un enorme ristorante: così la vedo."

      Poi ci sarebbe il tema della (inutilità della) vendetta, che mi pare un po' buttato via.


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    3. beh, in quel caso altro che Oscar... Avrebbe preso contemporaneamente sia quello per il debutto sul grande schermo che quello alla carriera ;)

      sì sì, verissimo. Anche a me piacerebbe molto capirne più di computer grafica. E come te oltre che qualche speciale sui dvd non vado. Sarebbe bello un documentario definitivo su questo aspett, 2 ore incentrate solo su questo. E magari con dentro anche l'orso di the revenant ;)

      ahah, beh, non ho raggiunto quei livelli ma sono più vicino a te che a chi l'ha trovato magnifico e terribilmente coinvolgente

      eh, anche io ho scritto che il tema della vendetta secondo me è svolto molto male...

      vedi, per me rimane un film oggettivamente grande. Ma se fosse stato cinema "piccolo" ecco, sarebbe stato quasi completamente un film "sbagliato"

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  34. Ecco, dimenticavo.

    Poi mi sono visto "21 grammi".
    Hai ragione: tutt'altra profondità, coinvolgimento, suggerimento di temi intessanti.
    Soprattutto: la pluralità dei punti di vista dei vari personaggi, ciascuno con una sua validità.

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    1. siamo su 2,3 piani superiori per me, c'è poco da fare...

      e sì, uno dei film manifesto sulla pluralità dei punti di vista (e una perla di sceneggiatura e montaggio)

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  35. ...Che poi mi chiedevo:
    Ma Inarritu sarà (stato) a conoscenza delle vicende familiari di Tex Willer-Aquiladellanotte?

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    1. magari tarantino sì, lui impossibile

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    2. La mia era - ovviamente - una citazione forzata, tanto per. Le analogie sono pochine.

      Solo che...
      Solo che oggi pomeriggio ho notato che andava in onda*, su Rete 4, questo:

      https://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_bianco,_va%27_col_tuo_dio!

      http://www.mymovies.it/pubblico/articolo/?id=654421

      ... e ho avuto la conferma di essere proprio un gran distratto, per essermi accorto della sua esistenza solo in quel momento, nonostante la gran quantità di parole lette riguardo "The revenant".

      *Con questo non sto dicendo che mi sia fermato a vederlo).

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    3. incredibile...

      sono queste le curiosità che mi piace tanto sapere ;)

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    4. 'Spetta: mi stai dicendo che non lo sapevi neppure tu?

      (Non è che poi salta fuori che non lo sapeva nemmeno Inarritu, eh!?!).

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    5. Ma io sono l'omo che sa meno cose de tutti

      cioè, io me guardo i film, non leggo mai una riga prima e tante volte nemmeno dopo

      a volte non so manco chi è il regista

      e notizie così "collaterali" solo se me capitano sott'occhio pe sbaglio

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  36. Sì, mi era già piuttosto chiaro il tuo tipo di approccio.
    Ma io ho letto svariati commenti e diverse recensioni, anche quelle più "ufficiali" e "paludate".
    In tali recensioni, se la sceneggiatura di un film ha origine da un libro (racconto-romanzo...) e se esiste già un altro film, generalmente tali informazioni vengono fornite per prime, non ignorate.

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    1. no no, ma infatti secondo me hai scovato una chicca che non sa praticamente nessuno...

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    2. Mi sento un po' ridicolo a mettermi a disquisire nei particolari di un argomento che non mi sembra poi così importante, riguardo un film che ritengo ancor meno importante nell'economia dei miei interessi, perdendoci pure del tempo per effettuare qualche ricerca... Ma tant'è: ho dato inizio alle danze, tanto vale ballare.
      Forse pretendo troppo da chi si occupa professionalmente di un'attività (nella fattispecie, la presentazione e la recensione di opere cinematografiche)?
      Ho notato che in molti (anche semplici appassionati) citano la storia vera e il romanzo da cui trae ispirazione il film.
      Quindi tali informazioni qualcuno le ha (correttamente) reperite e poi han cominciato a girare.
      Invece del vecchio film non ne parla nessuno.
      Strano.

      Epperò sbagliato.

      In realtà qualcuno ne ha parlato:

      http://docmanhattan.blogspot.it/2016/01/revenant-redivivo-recensione.html

      Uhm... Quali saranno state le fonti di quel qualcuno?
      Verrebbe da chiederglielo.
      Anzi, gliel'ho chiesto.

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    3. Sì sì, è vero, della storia vera ne parlan tutti.
      Ma, sai, già quando uscì il famoso trailer in anteprima venne fuori che il film si ispirava ad uno storico fatto vero...bla bla bla...romanzo...bla bla bla

      Insomma, ste informazioni ci sono proprio piovute addosso, pure a me che da sta pioggia me riparo sempre.
      Invece questa "tua" andava ricercata

      poi si crea ovviamente una rete. Uno mette l'informazione, chi la legge a sua volta la mette nel proprio etc...
      Cioè, credo che anche Manhattan l'abbia letta e, giustamente o non (io credo giustamente, anche se io cose che leggo altrove non le riporto, ma sono malato io) l'ha riportata.
      Ma sarebbe bello sapere se qualcuno, leggendo di Glass, ha ripensato a quel film "da solo"
      beh, in quel caso complimenti vivissimi...

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