8.7.14

Recensione: "La Demora"


La Zona...Lo vidi precisamente 5 anni fa. Mi colpì in modo incredibile. Terminata la visione invece che davanti al solito pezzo di carta mi trovai davanti al pc. E decisi allora di scrivere là. Dopo un'ora era nato Il Buio in Sala, piccolo blog che per 2 anni ha letto solo mio fratello. E adesso gli amici con cui scambiare due opinioni non sono tantissimi ma comunque più di quanti potessi mai sperare. E,soprattutto, di grande livello.
Dopo 5 anni noto questo nuovo film di Plà, il regista de La Zona, e, come con quello inaugurai il blog,scelgo quindi questo regista per inaugurare (anche se avevo fatto una prova il giorno precedente) Il Buio in Sala Streaming, ossia il "servizio" che ci permette di vedere film insieme in contemporanea e magari commentarli live. Il sistema funziona alla grande, ovviamente ieri eravamo pochi e ci sono stati problemi di connessione per alcuni, ma quello che contava era capire se funziona. E funziona.
( per vedere di cosa sto parlando ci sono i due post precedenti. Ah, adesso è possibili invitare ANCHE TRAMITE MAIL).
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Risultati immagini per la demora film

La Demora non è ai livelli del meraviglioso La Zona, questo bisogna dirlo subito.
Se devo trovare un film che gli somiglia basta andare indietro di un solo giorno, a quel Wendy and Lucy recensito ieri, ossia dalle parti di quei piccoli film che raccontano dei semplici spaccati di vita nel modo più asciutto, essenziale e semplice possibile.
Come in Wendy anche La Demora (o almeno tutta la seconda parte, la più importante) si svolge nell'arco di un solo giorno o poco più.
Un vecchio probabilmente affetto da Alzheimer inizia a pesare sulla vita di sua figlia, stanca di accudirlo e doverlo controllare nei suoi tentativi di "fuga". Cerca di piazzarlo in una casa di riposo ma la domanda non viene accettata. Lo abbandona.
La prima parte del film racconta semplicemente la vita di famiglia, le difficoltà nel gestire quell'anziano e il crescere di una certa tensione e malcontento. Plà si prende i suoi tempi, non inserisce nessuna azione notevole o nessun cambio di ritmo, il film procede stancamente, forse troppo.
Poi la figlia chiede al padre di sedersi in una panchina e se ne va, lasciandolo lì.
E qui il film cambia, magari non nel ritmo ma riusciamo finalmente ad interessarci per le vicende e cominciare ad empatizzare.
La Demora, ossia Il Ritardo.

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Ma inizialmente credevo che il significato fosse La Casa e già mi immaginavo una lettura in tal senso. Un vecchio che un tempo aveva una casa tutta sua (e che ricorda più volte nel film), che adesso aveva la casa della figlia, che avrebbe anche la casa dell'altra figlia, che hanno tentato di mandare in una casa di riposo, e alla fine sei lì, in una panchina abbandonato, in quella che qualcuno ha fatto diventare la tua nuova casa.
"Se non riesci a ricordare dove abiti è come non avere una casa" sussurra il vecchio ad un passante.
Frase malinconica che attraverso il filtro della sua malattia, l'Alzhaimer, racconta di qualcosa che si è irrimediabilmente perso, e non solo nella memoria.
Agustin è come un bambino, aspetta lì sulla panchina il ritorno della madre, anche se in questo caso la madre è sua figlia. I vecchi, i bambini, le persone con deficit mentali, spesso sono quelle prive di sovrastrutture, quelle che non riescono a vedere trame e orditi ma si fidano ciecamente del prossimo. E Augustin sta lì, non si muove, non vuole andare con nessuno, sa che la figlia (madre) tornerà. La sua figura è meravigliosamente tragica, le sue parole sommesse, il suo viso buono e speranzoso.
Poi la figlia si pente e passa tutta la notte a cercarlo, specie nei ricoveri e case per anziani.

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Ma Augustin è rimasto sempre là dove lei gli ha detto, lo cerca dapertutto ma lui non si era mai mosso.
Forse lo troverà. O forse no.
Ma poi arrivano i titoli di coda e scopro che quel La Demora significa Il Ritardo.
E tutto cambia, l'ho trovato un titolo magnifico.
Il ritardo, il troppo tempo che ci mette lei per tornarlo a prendere.
Il ritardo, il troppo tempo che ci vuole a capire le cose, a rendersene conto.
Il ritardo, quello che a volte non ti fa fare più in tempo a recuperar qualcosa mentre altre volte hai la fortuna di essere ancora in tempo per rimediare.
Il ritardo, quello che a volte può anche non esser tale.

( voto 7)

14 commenti:

  1. Avevo cominciato a vederlo un bel pò di tempo fa, ma si vede che non ero nella serata giusta e ho abbandonato la visione. Ricordo che effettivamente l'inizio si trascinava alquanto stancamente. Però, visto che a quanto pare la seconda si rianima (il vecchio abbandonato nella panchina) lo riprenderò per mano. Peccato solamente per la mancanza di sub ita, almeno all'epoca in cui tentai di vederlo, dovrò ricontrollare...

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    1. -Non serata giusta
      - Questo film
      - Niente sottotitoli italiani

      è un mix mortale, io non sarei arrivato al decimo minuto

      comunque sì, nel secondo tempo migliora molto ed acquisisce il suo perchè

      noi, come avrai letto, l'abbiamo visto con la saletta di mymovies che alcune volte ha sottotitoli italiani (o addirittura gli stessi film) che ancora non esistono in rete. Non credo sia questo il caso ma capita.

      Peccato per la tua connessione altriemnti posso "inviartelo" in qualsiasi momento vuoi tu.

      Ciao!

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    2. Trovati sub ita :D
      Stasera lo ripesco dall'hard disk di archivio "film in dubbio" e lo riguardo. Se le impressioni saranno positive, domani ripasso da queste parti ;)

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    3. Ah ah, la cartella dei "film in dubbio" bene o male ce l'ho anche io...
      Va bene, casomai ti aspetto e poi vengo da te :)

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    4. Si, con la seconda parte il film prende una piega molto più interessante e ci sono un paio di momenti che anche sotto il profilo estetico (eccetto la doccia all'inizio) ho trovato d'impatto, esempio quando nell'attesa, vediamo la mano di lui che batte un sassolino sulla panchina. E poi, tutta la ricerca notturna della figlia, per le strade, gli ospizi, mi ha ricordato in parte quel vagare nel finale di "4 mesi, 3 settimane e 2 giorni" di Mungiu. Insomma, nel complesso non mi è dispiaciuto affatto 'sto film. Aggiudicato!

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    5. Credo che abbiamo avuto le stesse sensazioni e lo stesso giudizio finale Frank.
      Assolutamente, è vero,quella parte per atmosfera richiama il capolavoro di Mungiu, bravissimo.
      Ma siamo su altri livelli lì eh.
      Se ne scrivi fischia!

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  2. Ero uno dei fortunati ospiti del tuo esclusivo salotto: guardare il film insieme e commentare in chat e' stato molto divertente! La qualità dello streaming era ottima.
    Il film "alla Ken Loach" e' abbastanza pesante e lento, ma ben realizzato.
    La seconda parte più piacevole della prima.
    Fa parte di quella tipologia di film che guardo con piacere perché ne percepisco il valore ma che non vedo l'ora finiscano: un po' come le medicine :-)
    Bella la scena della doccia iniziale e, come al solito, belle le tue interpretazioni.
    Al prossimo film!

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    1. Ah ah, salotto esclusivo de che????

      Io vado a torta al testo e salsicce, al massimo è una bettola!

      Grazie a te della compagnia e dell'aiuto in 1,2 scene in cui mi stavo confondendo.
      Per il resto quello che ho scritto oggi l'ha praticamente letto ieri live :)

      Alla prossima, e grazie

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  3. mi sa che lo vedrò!
    e per fortuna so lo spagnolo :)

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    1. Ma credo che ormai i sub ita ce li avrà, se ce l'aveva mymovies è molto probabile siano arrivati in rete.
      Comunque fortunato (e bravo) te.
      A presto!

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  4. spiego agli alunni che le lingue servono, quando lo capiranno sarà tardi :(

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    1. Speriamo almeno che imparino la nostra, de sti tempi è già tanto :)

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  5. Risposte
    1. Sì, non un capolavoro ma interessante di sicuro.
      Ma se devi scegliere vedi La Zona se non l'hai visto.
      Ah, mi sono accorto che non sei in blog roll, rimedio :)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao