29.6.15

I Peri-Patetici, passeggiate con mio fratello disquisendo sui Massimi Sistemi ai minimi sindacali (N°2): Automobili per ovviare al problema del fiatone (poi comunque presentatosi una volta scesi), pastori erranti, islandesi (non riferito ai pastori eh, islandesi tout court, a parte), Giainisti (????) e meravigliosi luoghi d'altura.


Oggi, ed è il primo anno che me ne accorgo, è il compleanno del blog.
6 anni
Potremmo azzardare un rapporto di 1 a 8 con la vita umana.
2 anni di blog (16) ti fanno quasi sentire grande, 4 anni (32) adulto da tempo, 6 anni (48) e sei ormai uno navigato che ha detto quasi tutto e via dicendo. Pochissimi blog, ad esempio, arrivano ai 10 anni, ed è un'utopia anche per me questa. Ma si va avanti, il fisico ha retto bene, c'è ancora voglia di tenersi in forma e raccontare. E, quasi fosse una cosa esterna da me, voglio ringraziare il blog anche io per la compagnia che specialmente questi due anni è riuscito a darmi.

Tornato dall'esilio sono ripassato dal paesino e non potevo non approfittarne per fare la seconda
puntata della rubrica che, tra quelle intitolate Peri-Patetici, è la più amata de Il Buio in Sala.
Vi prometto che le faremo molto più di rado in futuro.
Per saperne di più vi rimando alla prima puntata.

Due parole su questa:

1 (tragitto in macchina) Agriturismo di Mia Nonna (non è ovviamente questo il nome) - Cima Pausillo
(a piedi) Pineta della Cima Pausillo

2 (argomenti affrontati) Di nuovo Leopardi e poi ancora Leopardi, ma con spruzzatina finale di Sartre. Ah, e poi quei pazzi malati dei Gianisti

3 (persone incontrate) 4, un gruppetto di turisti sulla cima che avrà scambiato me e mio fratello per una coppia gay che non solo si andava ad appartare, ma aveva anche la telecamera per riprendere le loro cosacce

4 (special guest) Josè, portato apposta per Frank

(note) la prima parte, in macchina, la riprende mio fratello che è ancora più sdatto di me. Però in cima c'è un luogo veramente bello, vi consiglio di arrivarci.
Cliccando in fondo a destra "youtube" la potete vedere direttamente nel canale, con tutti vantaggi del caso



22 commenti:

  1. No vabbeh, ste coincidenze mi fanno paura...

    Oggi non è solo il giorno in cui è nato il blog.
    E' il giorno in cui è nato anche Leopardi.
    E io ho messo sto pezzo.
    Assurdo.
    Ma anche se non avessi messo questa cosa (che rende la coincidenza impressionante, una possibilità su 365) era anche incredibile che il buio in sala fosse comunque nato il giorno di Leopardi.
    Tutte e 3 le cose insieme non so come spiegarmele.

    Sarai stato te Giacomino, a guidarci da lassù

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  2. https://www.youtube.com/watch?v=NrV2odnL68c

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    1. conscio di abbassare il livello mi è venuto in mente sto pezzo, sentendo i giainisti! cmq bravi, bravo soprattutto il tu fratello ad evitare il finale positivo a tutti i costi, contravvenendo alle dittature del regista!

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    2. E questi dove li hai scovati?

      so ste citazioni che mi emozionano, perfette, originali e quasi geniali

      che dire, grande pezzo e grande testo

      "mi fa sentire bene darvi l’amore e la morte insieme solo per sentire il suono"

      e il titolo poi? Dio del suolo, perfetto

      semmai l'hai alzato il livello!

      ah, ma certo, bravo è lui, io sono un ignorante passante che funge a malapena da spalla comica

      e il finale positivo con Leopardi era più impossiible che con Von Trier!

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    3. Mazza che roba!! Non li conoscevo. Bachi da pietra, che roba!!

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  3. Vi faccio i complimenti anche questa volta moltissima "carne al fuoco". Vorrei mettere in luce un aspetto di cui ha parlato Ieio (spero si scriva così), ovvero il fatto che Leopardi non immagina la risposta della natura, non la personifica, ma ne coglie le leggi nell'osservazione della realtà. Questo è abbastanza vero, però solo fino ad un certo punto secondo me. Se ci immaginiamo un osservatore, ci immaginiamo per forza un punto trascendente sul campo orizzontale dell'esistenza. Cioè, Leopardi nel dire che la realtà e le forze della natura operano secondo un senso, avrebbe loro conferito un senso, il suo, quello del soggetto che legge la realtà e la trova senza senso. Forse allora ci sarebbe ancora troppo volontarismo, troppo "occidente" per dirla con Ieio (se sbaglio mi corigerete). L'abbandono della volontà corrisponde al massimo della sua affermazione, c'è sempre l'attuazione di una volontà di potenza dietro il non volere, ovvero l'attuazione della vita passiva e reattiva dell'ultimo uomo. Levi Strauss postulava un modello di antropologia che si bassasse su scienze umane che si spossessassero della categoria di umanità, "studiare gli uomini come formiche" diceva appunto. Ma lo sguardo dell'osservatore non è immerso dentro lo stesso campo di osservazione che osserva? La sua volontà di non agire non è Volontà?. Contro tutto ciò, a mio parere la ginestra si presenta, invece, come il canto postumo per eccellenza, palco d'azione in cui ogni volontà è già avvenuta e condannata poeticamente e, quindi gioiosamente, a ritornare. Magma e catastrofe ci sono state e ritorneranno, cantiamole gioiosamente affinché il loro miracolo catastrofico possa ritornare.

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    1. Dunque dunque dunque dunque dunque dunque dunkue..... Quanti dunque servirebbero per dare l'idea di voler allontanare da me questo calice? Ma dai sto soltanto cercando di prendere tempo per rispondere ad un intervento talmente ben calibrato da apparire inconfutabile! Spinto(sollecitato) da mio fratello mi lascio cadere in quest'acqua gelida sperando, come spesso succede, che dopo qualche istante dall'immersione, non risulti più così fredda come sembrava. La mia non è una confutazione ma un subcommento al commento, un nuotare nelle acque, o meglio un galleggiare. (mi si perdoni il ricorso ricorrente a parentesi e due punti.) Non si può uscire da "un punto trascendente sul campo orizzontale dell'esistenza.". Tutto l'universo ci appare(anzi, quel che posso dire con certezza è che a me appare), e quest'apparire deve giocoforza fare i conti con la mia interpretazione. Se non ci fossi io, nulla più apparirebbe. Leopardi afferma quel che vede(quel che a lui appare): "non si può giudicare le cose avanti alle cose". Lui non lo sa se quest'universo è l'unico possibile o meno, anzi: in certi pensieri afferma che provenendo tutto dal nulla e in virtù del caso(=non senso), ci saranno, debbano esserci, esserci state o venir fuori, altri universi, altri "campi orizzontali d'esistenza", anche se, vista l'origine, non credo abbia il minimo dubbio che anche questi siano insensati.(=privi di motivo, di finalità ecc.) La "ragione" è un aborto immondo della natura che permette a chi la possiede due cose sostanzialmente: -Emergere e dominare sulle altre forme d'esistenza. -Accorgersi di essere parte di un gioco senza senso e patire angosce indicibili. La conseguenza di ciò è volersi innalzare sopra questo gioco ed inventarsi tutti i sensi\significati possibili per rendere più accettabile il suo esserci e il suo partecipare a tutto ciò. L'uomo riesce a vedere l'annientamento e non l'accetta, perchè sa che allora tanto vale annientarsi subito, visto che ad essere eterno è il nulla, e 80 anni o 20 al suo cospetto non cambiano niente. La natura, attraverso l'evoluzione(si badi: casuale!!), ha "fregato" l'uomo, impedendogli di porre fine alla sua stirpe: L'espediente selezionato che di fatto si è rivelato efficace, funzionante, è il piacere sessuale. L'uomo avrebbe la capacità di ribellarsi al giochino insensato, e anche se tutti prima o poi ci passano per l'idea che sarebbe meglio non mettere figli al mondo, prima o poi li fanno tutti lo stesso, convinti pure di essere loro a volerli.(l'istinto genitoriale è un altro espediente della natura che domina sull'uomo e sulla sua "libertà".) Torno a dire dunque che Leopardi descrive quel che vede "nulla al ver detraendo" L'unica evidenza è il divenire delle cose, è il magma che cola su ogni cosa, e anche il magma che cola sul magma che era colato su ogni cosa. E' pertanto evidente ai suoi occhi l'inesistenza\illusorietà degli eterni\immutabili. Ci vuole coraggio e onestà ad affermare che non c'è altro da questo, se non lo stesso effimero affermarlo(poeticamente).

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    2. ...Anche Schopenhauer sapeva bene che il suicidio fosse l'affermazione decisa di una volontà, anche se era appunto teso a distruggere la stessa tirannica volontà. Però auspicava ciò malgrado la nouluntas, perchè era l'unico modo di "metterglielo in c..". Ma il paradosso che tu hai sollevato è sublime. Però Leopardi, osserva Severino, non si preoccupa di affermare l'esistenza del paradosso(che poi equivale all'esistenza del non senso). Arriverà infatti a dire esplicitamente, e inauditamente, che "le cose non sono cose", che in filosofia equivale all'affermazione "gli enti\essenti non sono enti\essenti." E' da qui che partirà la grande confutazione di Severino al cuore del pensiero leopardiano. E così, analogamente si affaccerà il problema della volontà: Se la volontà è imprigionata da un destino\determinismo\eterno ritorno identico ecc.., come può essere libera? Grazie come sempre Rocco, e ciao!

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    3. Direi che l'hai messa in un modo perfetto e non posso essere che d'accordo. Quello che volevo dire, infatti, è che l'esistenza di un soggetto pensante all'interno di un campo non significa per forza il ripristino di un giudizio sintetico a priori della realtà, per cui la stessa vita è giudicata, giustificata e sottomessa ai valori dello stesso soggetto. In Leopardi, al contrario, assistiamo alla ricerca di un punto di vista sulla realtà che sia quanto meno individuale possibile. Ricerca però che non può evolversi che in uno scacco, dal momento che ci si rende conto che è impossibile uscire da se stessi. In questo senso, assistiamo alla formulazione di una sapere prospettico che è causa del male stesso, nella misura in cui ogni principio di individuazione è renitenza alla natura e alle sue forze. La ginestra è allora, in questa prospettiva, l'affermazione poetica e insieme gioiosa della catastrofe, il ricongiungersi attraverso di essa con le potenze impersonali della natura. Per tornare a Spinoza "omnis determinatio est negatio". Solo assumendo una prospettiva universale che è quella della "facies totius universi" per Spinoza o quella nietscheana dell'eterno ritorno è possibile affermare gioiosamente il divenire e pensare la realtà "sub specie aeternitatis".

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    4. Ciao Rocco! Niente da dire, hai detto già tutto te! A presto!

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  4. e "lo sterminator Pausillo" è bellissima...

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    1. Oltre a sterminato Pausillo ho capito poco, volate su cieli troppo alti per me.
      Quindi passo la palla a Ieio e se non la raccoglierà tornerò qua io a riprovarci.
      Ma voglio 35 centesimi di euro per ogni neurone bruciato.

      Complimenti, come sempre

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  5. questa smania di voler essere ricordati a tutti i costi io la capisco minga... ben venga l'oblio! passiamo pure una pennellata di nero!
    cmq almeno un frenoamano lo potevi fare, perdìo...

    [e io non rompo le palle. io brava! :D]

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    1. Perchè dovevo fare un freno a mano?
      Mai fatto in vita mia, nemmeno su pendii al 40% con semaforo.
      Ma forse non ho capito quello che dicevi ;)

      per il resto non sono d'accordo, io voglio essere ricordato per sempre!

      come uno degli uomini più deficienti della sua generazione

      (ma sta zitta che il fiatone ce l'avevo davero, e più dell'altra volta. Dal video non si vede ma facciamo salite abbastanza toste e vengo da un anno, per la prima volta in vita mia, senza sport. Da ora solo pianure)

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    2. lo so che il fiatone c'era ma non volevo infierire :D

      (frenoamano perché la strada faceva molto "percorso da rally")

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    3. Se facessero un rally là l'organizzazione si potrebbe dire soddisfatta se ci fossero solo 22 morti

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  6. Altro che volare alto ....e i neuroni bruciati ....ossignore ....però poi no qualche neurone ancora vaga in cerca di contatto ....

    Lo spirito di sopravvivenza ,l'istinto ecco quello che ci tiene inchiodati alla natura e quindi alla vita , pur con tutte le difficoltà , gli orrori, le probabili insensatezze, perchè è in noi naturalmente , lo stesso istinto che ci porta a fare cose orrende e cose buone a seconda della necessità , e pure il vecchio Leopardi ha speso tutta la sua vita a cercare risposte solo per spirito di sopravvivenza altrimenti col cavolo che ci avrebbe perso tempo.
    Quella ricerca lo ha tenuto in vita , e più metteva in dubbio il tutto , più tempo metteva tra se e la fine .
    Verremo ricordati ? intanto ci siamo stati e questa è una certezza.

    Un saluto dalla Dolly....anche a José.....




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    1. Beh, riflettere sulla vita in qualche modo vuol dire amarla, o almeno cercare, avere la volontà di amarla.
      Fino a prova contraria (suicidio) ogni persona che resta in vita in qualche maniera crede nella stessa, vuoi per spirito di sopravvivenza, vuoi per sperare in un cambiamento, vuoi per curiosità di vedere quello che succede.
      Leopardi pessimista, mezzo depresso, tutto quello che vuoi, ma uno che si fa le sue domande vuol dire che è uno che sta cosa così grossa che si chiama esistenza l'ama e rispetta come nessuno.
      Sono discorsi molto complessi, l'istinto, la ragione, l'esaltazione e la depressione.
      In ogni caso quasi tutti noi su quel palco che è la vita ci vogliamo stare, anche a costo di soffrirci sopra anni e anni.


      Josè ricambia.

      Ah, anche io eh

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  7. Copio e incollo messaggio che ho mandato a Giuseppe perché spesso mi vergogno a scrivere qui e mi sento più libera in privato ma lui ha chiesto e io eseguo :)

    Ciao Giuseppe. Stamattina sono stata colta da horror vacui e ansia esistenziale a mille. Avevo tempo libero (oggi lavoro dalle 17), così mi sono aggiornata su arretrati del tuo blog che era un po' che non guardavo! L'idea dei peri-patetici mi è piaciuta tantissimo. Ho iniziato ad appassionarmi alla scuola grazie a Leopardi perché finalmente studiare poteva essere qualcosa di utile dopo l'incontro con lui. Provo tanta ammirazione per tuo fratello e anche invidia.. Anche noi siamo 4 e ci vediamo più una volta all'anno che una volta al mese e magari potessimo condividere qualcosa di così artistico e concreto! Bello tutto, dai video appunto, al post invettiva contro la stupidità e 'settorialità' delle persone che non vivono un briciolo di amore per quell'abisso di infinite cose che è l'umano. Quelle che tu chiami sfumature e che spesso rendono "non felici". Di sicuro dopo tutto questo l'ansia esistenziale è a tremila.. :) ma come dici tu rispetto a Leopardi, chi si fa domande del genere la vita la ama e la prende sul serio..
    Per questo meglio volare in questo vento esistenzialmente doloroso che soffocare dentro asfittici muri. Mi è venuta in mente una citazione che ho messo nella mia tesi di laurea:
    "Come colmarlo questo abisso della vita? Perché il desiderio è sempre lì, più forte, più folle che mai".
    Aggiungo ora: Qualunque nichilismo o nulla, (per la mia esperienza) non "tiene" rispetto a questo anelito del cuore umano. Che non è semplice istinto di sopravvivenza, ma un tratto costitutivo, che Leopardi stesso descrive come "misterio eterno dell'esser nostro". Ecco, per me qui sta il centro di tutto. Un mistero, un finito che contiene l'infinito.

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    1. Ho aspettato, vanamente, che rispondesse Ieio, ma è stato già un miracolo che avesse già riposto a qualcuno...
      Bellissimo commento, sia per le tematiche che per i complimenti, che paiono sinceri, a questa cavolata divertente (per noi) che abbiamo pensato.
      Amo da morire il concetto che più ami la vita più vuoi conoscerne i lati oscuri. Per me non è solo importante, è decisivo. La conoscenza felice e superficiale dell'esistenza servono a poco.
      Leopardi, in questo, è straordinario.

      Grazie della citazione sul vento e le mura ;)

      Bellissimo il tuo capoverso finale, riassunto di tutto quello che stiamo dicendo.
      Lo scrissi anche per Interstellar, non mi interessa cercare l'uomo nell'infinito ma l'infinito nell'uomo.

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    2. Grazie Bianca, ieri abbiamo registrato il terzo capitolo ma non abbiamo avuto il tempo di ringraziare te e tutti gli altri che gentilmente e acutamente ci onorano su questo spazio con i loro commenti. (Ho purtroppo avuto invece il tempo di farmi venire l'idea di esasperare i toni, enfatizzare i commenti, lanciarmi in grottesche esibizioni ecc. Insomma dopo averlo rivisto avrei voluto rifare il filmato ma purtroppo la regola è che abbiamo un solo ciak a disposizione.) Belle le tue osservazioni, in particolare la citazione della tua tesi che mi dovrò senz'altro appuntare, perchè mi pare molto appropriata qualora ci capiterà di parlare di Schopenhauer. Scusa per il ritardo, ma neanche troppo dai, nemmeno un mesetto, e alla prossima!

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  8. "Per te.. Cercherò il sempre nel mai
    L'infinito nel finito
    La bellezza qui, in questo mondo"
    [Citazione un po' a braccio de L'eleganza del riccio .....]
    Grazie Giuseppe e grazie Ieio! A presto :)

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