9.6.15

Recensione: "It Follows"



presenti spoiler
Dopo quasi 2 mesi un horror...
Vedi la prima scena di It Follows, con lei che corre con i tacchi per strada, e poi nel prato, poi rientra
in casa, poi esce di nuovo e ancora quei tacchi, che ne senti il rumore, il rumore, una delle più belle cose che il cinema horror può raccontare, e  poi prende la macchina e te la ritrovi là, in mezzo alla spiaggia, in un'inquadratura talmente bella che così, a inizio film, ancora non sei pronto per vederla, e poi ascolti i suoi saluti finale e poi vedi l'orrore.
Vedi la prima scena e capisci che ancora di gente che sa costruire scene ce n'è, che registi che sanno usare rumori, inquadrature e suggestioni ce ne sono.
E bastano solo altri 10 minuti per capire che sto David Robert Mitchell c'ha il fuoco della regia dentro.
In realtà It Follows non è solo questo, non è solo questa tremenda cura per il dettaglio scenico e per l'atmosfera, ma parecchio altro.
Intanto è un omaggio incredibile agli slasher settantiani, ma talmente ben fatto e "moderno" che più gli si avvicina più sembra discostarsene. Ma quella musica, quei viali, quelle soggettive, quel malessere sono Halloween puro, che se chiudi gli occhi ogni tanto rischi addirittura di confonderli.

Probabilmente tanti penseranno che la genialata di It Follows sia in quell'antropomorfizzazione della malattia, in quel verbo, "trasmettere" così perfetto in questo caso, e in quella metafora tra la morte che ti cresce dentro ma te pensi che invece sia qualcosa di esterno.
E sì, è geniale.



Ma il merito più grande, e lo capisci sin dal titolo, sta in nell'aver reso "storia" uno dei topoi horror più inquietanti, quello della soggettiva, quello del sentirsi osservati, quello dell'esser seguiti. Eravamo abituati al fatto che tutto questo fosse una "tecnica" del film o un modus operandi dell'assassino. Qui no, qui l'osservare e seguire è personaggio a sè, qualcosa che c'è anche quando non c'è. Ed è questa la carta vincente di un horror che non so se faccia paura, ma certo crea un certo malessere in più di un'occasione per questa sua maniera così originale, pur essendo derivativa, con cui ti mostra le cose.

Colonna sonora disturbante, rumori perfetti, inquadrature suggestive e altre, specie nei dettagli, maniacali (penso ai toast o ai fili d'erba nel braccio). E una tematica davvero tosta, forse non sviscerata nella maniera migliore possibile ma frutto di una grande intuizione.
Certo, non siamo davanti ad un capolavoro che le cose sbagliate ci sono, eccome. Ad esempio il comportamento di "loro" più di una volta sembra essere incoerente (le porte non le aprono ma le finestre sì, nella spiaggia un colpo in testa non li uccide ma nella piscina pare di sì, a volte sembrano non interagire con il mondo "visibile" e altre sì) e, pur se mostrato in modi molto variegati, alla fine il giochino è sempre quello, lo vedo arrivare e scappo o mi difendo.


Ho trovato, a livello di racconto, la scena della piscina veramente illogica. Non si capisce perchè vadano là (a parte una spiegazione romantica), non si capisce perchè lei possa credere di ucciderla in questo modo dopo che sulla spiaggia era resuscitata, non si capisce la tecnica dell'elettricità, così laboriosa, in un posto poi in cui pare poi tutto spento. Mah...
Però la sua "radiocronaca", senza che nè noi spettatori nè i suoi amici riusciamo a vedere il "mostro" (che poi, e qui non so se ci sono letture psicologiche sotto, è il padre) è davvero ottima.
Però, gente, ad averceli film così, che pur sfruttando trucchi visti e rivisti creano scene magnifiche (quella sulla spiaggia con incidente finale, il già citato prologo, la scena nel capannone dismesso iniziale, la morte dell'amico), e riescono, come dicevo, non solo ad impaurire ma a creare un certo malessere, probabilmente legato all'argomento.
E quell'It che prende varie forme (come l'It più famoso...) viene restituito al meglio con, per me, il gigante in casa come rappresentazione più riuscita.


Forse, più che come rappresentazione della malattia (in realtà non si capisce bene se quei demoni sono la malattia che sta arrivando o l'inevitabile morte per una malattia che hai ormai contratto) It Follows racconta più in generale della paura, della paranoia, del disagio, di tutte quelle "malattie" psichiche, quelle ossessioni, che non riusciamo a controllare, nemmeno in situazioni apparentemente serene e divertenti come stare all'aperto con gli amici. Queste malattie se ne fregano della luce del sole, della solitudine o della compagnia, della serenità o dell'inquietudine. Quando si presentano tu ti senti perseguitato, inseguito, minacciato.

Un pò slasher (ma senza tagli o morti dirette), un pò teen movie, un pò horror d'autore, questo strano ibrido è senz'altro uno dei migliori esponenti dell'horror moderno.
Perchè sa unire perfettamente quello che ci piaceva degli horror di una volta (il disagio, lo sporco, la suspense) con le tecniche di quelli più moderni (i mostri, le apparizioni, i colpi improvvisi).
Non è poco.

(voto 7,5)

55 commenti:

  1. Ah, ma almeno tu lo dici che non ha senso, però ti ha colpito lo stesso. E' completamente illogico, ma posso capire perché piaccia - l'incipit, ad esempio, è folgorante. Anche la scena della piscina è ben fatta, ma non sta né in cielo né in terra: come cavolo lo vuoi uccidere un fantasma? E' un film sottile, ma così tanto che mi è sfuggito di mano e non ho avuto voglia di riafferrarlo. Un bel vedere, ma sai che io penso rimanga altro, alla fine dei conti. Anche se c'è da dire che lo ricordo ancora, più per la delusione che per altro. Da Bradipo avevo lanciato delle domande a vuoto, e un po' le hai riproposte anche nel tuo commento. Te le copio-incollo. Ma secondo me in due - o in tre, o in quattro, o tirando in ballo tutti coloro che l'hanno apprezzato alla follia - non riusciremmo a trovare risposta. Magari sta lì il fascino. Però, come storyline, è un pastrocchio totale: tu me lo riconosci.

    (SPOILER! La trama avrebbe avuto senso con un'ambientazione diversa: boh, gli anni '80 e la paura dell'Aids? Da lettore, sai, cerco sempre motivazioni anche in quello che vede. Qui, presumibilmente, la bella protagonista non si dava al sesso non protetto. Oltretutto, ho capito la storia della maledizione, ma perché darla via (1) al ragazzo coi capelli lunghi (2) presubilmente, a una flotta intera di vacanzieri su uno yatch (3) al migliore amico, e alla fine provare ad uccidere questo fantasma nella (bella, eh) sequenza della piscina? Il suo lui - spiegazione adolescenziale bimbominkiesca - alla fine la cura perché si amano davvero e non gliel'ha smollata via per caso?)

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    1. Ci stiamo rincorrendo nelle verie rece dei due blog, ahah

      Sì. è una sceneggiatura che ha tutte le qualità nel soggetto e nello scheletro, ma che poi nella ciccia di cavolate ne commette...
      La scena della piscina, l'ho scritto, è completamente campata per aria, roba che stavo finendo il taccuino per appuntarmi tutte le magagne...
      Però è come una bella donna, ti colpisce così tanto che poi non riesci a vederne i difetti per quello che sono.

      Allora...

      L'ho accennato anche io, l'idea della malattia sessuale è formidabile ma poi è svolta e contestualizzata in maniera molto affrettata e pochissimo convincente

      allora, a lei sarebbe "bastato" il ragazzo con i capelli lunghi, ma poi, morendo lui, la maledizione rimane a te (questo lo dicono). Insomma, il primo tentativo era andato a puttane (anche lui...).
      Poi credo la dia facendo una tripletta sì.
      Invece con l'ultimo ragazzo credo sia sesso "vero",, fuori di maledizione (non a caso dopo la piscina). Ma a noi resterà sempre il dubbio.
      E forse anche a loro, tipo finale de Il Sospetto

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  2. Tecnicamente ineccepibile, confezione ottima, ma io l'ho trovato vuoto, per nulla inquietante ed estremamente sopravvalutato. ;)

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    1. Concordo su tutto quello che dici James, anche sul sopravvalutato (lo dico perchè girando oggi in rete ne leggo come un capolavoro).
      Resta comunque un film che mi è piaciuto moltissimo

      ah, però inquietante sì, o almeno più del 90% degli altri per me

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  3. Beh, so' ragass... L'idea della piscina a loro sembrava potesse funzionare, che fosse un'emerita minchiata l'han scoperto da soli...

    Molto forte ho trovato il senso d'impotenza, genitori e adulti come in Charlie Brown, ci sono ma non si vedono, inutile parlargli o chiedere aiuto, inutile contare su di loro.

    Il non essere al sicuro, una minaccia non chiara che non può essere fermata, si può solo sfuggire, e per breve tempo, funziona più all'inizio che verso la fine, dove ci si concentra un po' più su possibili soluzioni, ognuno lì a guardare il film e pensare cosa faremmo noi.

    Il finale lascia decidere credo: l'amore lo ferma? Il tipo passerà il suo tempo ad andare a mignotte? (Diventa un Jack lo squartatore indiretto allora, almeno il primo ragazzo ha spiegato il tutto alla protagonista) Insieme, mano nella mano, continueranno a convivere con quel coso che non ha meglio da fare che passeggiare e tentare di scoparti a morte?

    Nahh, per me nè lo stalker innamorato ferma la maledizione nè va a pagare rimandi temporali in giro. Certo che in due è più difficile ora, se lo vedono entrambi sono sì più sicuri nella fuga, ma moolto meno sicuri nel riconoscerlo.

    Voi cosa fareste inseguiti da quel coso?

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    1. Ma sai che la cosa dei genitori me l'ero appuntata e poi non ne ho fatto menzione? però me l'ero appuntata solo come semplice "errore" (ossia sentirne sempre parlare ma alla fine tutto avviene come se non ci fossero), invece la tua lettura è molto più interessante

      Sì, credo anche io che la prima mezz'ora sia nettamente superiore, e senza sbavature. Ma è normale, in un film più metti ciccia più rischi di scivolare

      allora, ne ho discusso altrove, già due volte, ma mai qua.
      A livello di sceneggiatura noi dobbiamo credere che la scena di sesso tra lei e lui finale sia assolutamente di vero sesso, forse anche amore. Non possiamo credere che sia l'ennesima trasmissione (cioè, non possiamo credere che loro lo facciano per quello, anche se magari poi accade). E questo perchè, se non mi sbaglio, tra la scena della piscina e quella di loro a letto non ci sono visioni in mezzo. Se ho ragione, a livello di sceneggiatura quel sesso NON può essere assolutamente voluto per trasmettere, non c'è il minimo indizio che possa dirci quello.
      Insomma, fosse una trasmissione voluta sarebbe un errore che sputtanerebbe ancora più la scena della piscina.

      Il finale credo che psicologicamente sia simile a Il Sospetto. A prescindere dalla "realtà" tu vivrai nel terrore che la maledizione non sia finita.
      La scena della prostituta non mi ha convinto, o ci mostra troppo o troppo poco. E si lega male.

      Io già di demoni ne ho tanti, questo lo metterei nel mucchio.
      Anzi, sarebbe un bel demone da combattere, perchè la medicina per scacciarlo non è mica male...

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  4. Ah, una cosa, a proposito del "sopravvalutato"...
    Non lasciamoci guastare un bel film, carino film, film che si fa passare piacevolmente una serata, o anche solo chiacchierarne amichevolmente fra amici, perchè qualcuno lo -sopravvaluta-. Ecchissene.

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    1. Ah, ma mi conosci, a me di pareri, premi, opinioni altrui etc.. non frega nulla. Cioè, mi interessa moltissimo, ma la mia valutazione non è mai "relativa", sempre assoluta, la mia

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  5. A me non ispira proprio! A leggerne in giro mi sa proprio che non mi piacerebbe e forse ha a che fare col discorso sul raccontare che si faceva qualche post fa ;)

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    1. Non lo so... Alla fine il racconto, in un film horror, è quasi sempre accessorio, importante quando vuoi sì, ma sempre solo base per poi creare tensione, spaventi, suspense etc...
      Non so che rapporto hai con l'horror ma se non ti ispira c'è poco da fare Sam ;)

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    2. Anche con l'horror vorrei che lo spavento sia funzionale a raccontarmi qualcosa. Per esempio ho appena parlato molto bene di the babadook

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    3. No no, o.k, qui siamo sempre sullo stesso terreno scivoloso di cosa stiamo intendendo per raccontare.
      Io parlavo di una cosa molto più empirica, non metaforica.
      Come dicevo qua sotto non ho visto Babadook ancora e ne sono fiero, perchè potrò vederlo in sala.
      Poi quando accadrà fammi un fischio che vengo a leggere.

      Ah, hai battuto il tuo record di ritardo per rispondere a un commento, 7 minuti

      ;)

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    4. Ahahah nel mentre sto anche scrivendu una tesina con una compagna.... sono a bbastanza multitasking ;)

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    5. Se non l'avessi già scoperto avrei capito adesso che eri femmina e non maschio

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    6. Beh, era un complimento...

      però anche preconcetto

      e anche sessista

      alla prossima ;)

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  6. Già il fatto che un horror faccia parlare così tanto di sé è un merito notevole. E devo dire che ultimamente sono usciti film che sono riusciti a dare nuova linfa al genere indicando due strade alternative alla solite situazioni viste e riviste che non danno più alcun brivido: da una parte l'utilizzo delle vecchie dinamiche horror in film che raccontano molto altro, com'è il caso di questo It Follows, oppure The Babadook (evitando così la stanca ricerca dello spavento da classico horror di cui già si capisce cosa accadrà in base alla costruzione della scena, o già si sa chi sarà la final girl dopo presentazione sommaria di personaggi abbozzati a colpi d'accetta), o come poteva essere Shining del buon vecchio K.
    Dall'altra la preferenza per l'elemento del disturbante, dell'inquietante, del sottilmente perturbante, qualcosa che agisce dentro piano piano e che continuerà ad agire anche dopo la fine del film, piuttosto delle classiche situazioni di silenzio --> improvviso fracasso/comparsa dell'assassino/entità malevola. Penso a film come Kill List o Lovely Molly o la serie Black Mirror, ad esempio.
    Ovviamente queste sono distinzioni abbastanza fluide, non ci sono film perfetti, ma ben vengano film horror che non si consumano come pasti al McDonald.

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    1. Sì sì, son perfettamente d'accordo Trasimeno.
      Il tuo discorso è molto compentente ed interessante e credo abbia il suo epicentro, in quello che veramente un horror dovrebbe fare, ossia non tanto spaventare ma creare un malessere più profondo e possibilmente con tempi più "lunghi" di quelli dell semplice fruizione filmica.
      Ho visto tutto quello che citi (e apprezzato molto) tranne The babadook che ho volutamente saltato per gustarmelo in sala

      sì, certo, questi sono horror molto interessanti ma che certo non ti restano sulla pelle.
      Ma del resto pochissimi lo fanno, o almeno con me.

      Ah, giusto, Lovely Molly, sei il terzo che me lo cita, provvedermo ;)

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    2. Accetta allora un consiglio: non guardare il corto "Monster" della regista di The Babadook Jennifer Kent che gira su internet. Ti spoileresti praticamente tutto il film, perdendo completamente l'effetto sorpresa finale.

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    3. Beh Trasimeno, ma te di psicologia capisci poco eh...

      Sto corto non l'avrei visto sicuro, nemmeno ne avrei mai sentito l'esistenza. Solo così vengo a conoscerlo e rischio di vederlo.

      Ahaha

      (non lo vedrò)

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  7. Forse è proprio per questo che non funziona così bene questo, troppo fisico e reale il mostro.
    Fan l'errore di mostrarlo obbligato a rompere finestre per entrare in una casa, a mostrare come uccide, a renderlo sediabile e sparabile etcetc..
    All'inizio inquieta davvero, dopo diventa solo una specie di terminator che c'ha d'ucciderti.

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    1. Se esistesse, non solo metaforicamente, una percentuale superiore al 100% sarebbe quella che mi permetterei di usare per quantificare il mio accordo su quanto hai scritto

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  8. Io l'ho adorato! L'idea della folla di "nessuni" che ti seguono (che se noti fa super leva della paura per lo stalking/voyerismo in rete) e' una gran genialata e basta, ancora piu' geniale il mescolarla con una malattia venerea, che fa molto retromania anni 80.
    Solo una cosa: puntualizzare leggerezze, buchi sceneggiatura o imprecisioni va bene, pero' la scena della piscina e' cosi' iconica e perfetta che andava messa, il film e' fatto per divertire e le sue imperfezioni sono di gran lunga perdonabili, come dici tu.
    In piu' adoro che il film non spinga su metafore e significati pesanti, ne' abbia bisogno di mettersi un cartellone in testa con su scritto "sono ironico", fila dritto e naturale che e' una meraviglia, in barba a chi crede che gli horror pop ben fatti non esistano piu' dagli anni 80. Per me, 10+

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    1. Sto tuo entusiasmo lo riconosco, ce l'ha anche un'altra persona (oltre a me), e te sai chi :)
      Non parlo del film eh, in generale.

      E' vero, non c'avevo pensato, la cosa dello stalking c'è tanto.
      Ma, come abbiamo detto, la genialata è stata la malattia venerea.
      Anche se mi sto accorgendo che io nella lettura di questa cosa sia in minoranza.
      La maggior parte delle persone, non so te, vedono quella cosa COME una malattia venerea.
      Per me E' una malattia venerea, e quelle apparizioni la sua metafora.
      Per me i ragazzi non contraggono una maledizione ma una vera e propria malattia venerea che prima o poi ti ucciderà.

      Dici che il film è fatto per divertire?

      Mmm, non son tanto d'accordo. magari c'è divertimento a farlo e girarlo, tante sono le citazioni, ma io credo che l'istanza principale era veramente far paura, tirar fuori qualcosa di molto molto inquietante.
      Quella scena iconica sì, perfetta meno ;)
      Ma molto bella comunque.

      Grande voto!

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  9. Per andare sul "di pancia": fai le scale ed e` buio e senti un rumore e ti giri sperando (e anche un po' sapendo) che non ci sia niente e nessuno, ma lo 0,1% di te e` terrorizzato all'idea che ci sia qualcuno/qualcosa. Credo sia successo a chiunque e credo che quella sensazione di paura immotivata e irrazionale sia fortissima - prendi quel frammento di terrore (che pero` in quanto immotivato e` purissimo) e amplificalo piu` che puoi = it follows.
    Io l'ho adorato. Forse sono io che do` cosi` tanta importanza alla semplicita` e alla purezza della paura, che non ha bisogno di artifici, esiste e stop.

    (intanto sto soffocando la parte di me che vuole analizzare ogni singolo frame)

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    1. Descrizione perfetta Miriam...

      Anche se secondo me poi c'è anche tanta costruzione nel film, la semplicità e la purezza della paura un pò la perdi.
      Ma il sogetto è quello, sì.
      Nella prima scena ad esempio è perfetta la cosa

      no, ma figurati, io lo sai, emozioni 90 analisi 10. Però a volte le cose è anche giusto dirle, magari non farle contare troppo sì, ma dirle

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  10. Altro filmone. Lo vidi uno/due anni fa e ne rimasi sfolgorato dalla sua bellezza e particolarità. L'inizio è una roba veramente pazzesca, ricordo che ci rimasi di sassso a vedere QUELLA scena, ero davvero senza parole. Sarò ripetitivo, ma ad avercene di film così. Ad avercene.

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    1. Mamma mia, un incipit grandioso, grandioso.
      E lì sono dovto tornare indietro, non capivo cosa avevo visto, agghiacciante

      avercene, direi...

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  11. Ho letto una recensione, non ricordo dove, dove si scriveva quanto questo film volesse a tutti i costi darsi "arie" d'autorialità, e penso che quella rece ci abbia preso in larga parte.

    Siamo davanti all'ennesimo esempio di come ottime idee portate avanti in maniera pasticciata conducano ad un risultato gradevole, ma decisamente criticabile.

    Preso come film di genere senza troppe pretese, colpirebbe per quanto pieno di cose originali e profondamente intriganti.
    Ma il fatto è che le pretese ce le ha, eccome!

    La scrittura è tutto. Ogni personaggio, ogni scena, ogni piccolo dettaglio, dev'esser pensato ed inserito in un mosaico che funzioni.
    Qui si capisce, anche ad una visione leggermente disattenta (lo ammetto), come questo non sia stato fatto.

    Concordo sul fatto che se ce ne fossero tanti, di horror così, non sarebbe male. Nel senso che vorrebbe dire che si sta cercando di privilegiare l'originalità e l'ambizione della scrittura sulle logiche commerciali.

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    1. Non sono del tutto d'accorso su questo concetto per cui It Follows sia un film un pò presuntuosetto.
      Sì, è vero, la vena autorale è abbastanza gonfia(ta) ma è anche vero che il film sta tremendamente nel genere e nei suoi clichè, insomma, c'è un certo rispetto del genere (nel senso che non vedo l'ambizione e il tentativo di fare un horror "unico")

      Ecco, se ricordo bene i problemi che riscontrai sono con la sceneggiatura.

      quando dici

      "La scrittura è tutto. Ogni personaggio, ogni scena, ogni piccolo dettaglio, dev'esser pensato ed inserito in un mosaico che funzioni.
      Qui si capisce, anche ad una visione leggermente disattenta (lo ammetto), come questo non sia stato fatto."

      ecco, se ricordo bene sono del tutto d'accordo con questo

      però di spocchia non ne ho vista ;)

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    2. Dovrei rivederlo cercando di esser molto concentrato, specie sulla storia e sui dialoghi, ma quella è l'impressione che ho avuto anch'io.

      Quanto alla presunta "spocchia", beh, parlerei più di ricercare l'autorialità a tutti i costi. Per esempio, le lunghe scene (con musiche bellissime, se ben ricordo), con la ragazza in auto, che s'aggira, come abbiamo visto decine di volte nei film indipendenti americani , in questa provincia degradata...

      Non so... Rimane il fatto che è molto originale. nonostante le tante pecche.

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    3. Eh, ma perchè i film indipendenti sì e It Follows no? ;)

      cioè, le contaminazioni possono anche esser buone no? vai a capire se son genuine poi ma, insomma, se It Follows ha messo un paio di scene da film indipendente ben venga

      se son belle ;)

      tra l'altro ha uno dei migliori incipit di questi ultimi anni

      sarebbe bella una lista sugli incipit, uff, vediamo

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    4. Hai presente il tipico sorriso professionale? (questa riflessione l'ho rubata).Oppure le pubblicità affidate a grandi registi, o scrittori, che vengono ammantate di un qualche senso artistico,
      ecco, in un mondo dove la maggior parte di ciò che produce l'industria dell'Arte è marketing, e solo una piccola parte è Arte (per questo dicevo che non esistono i "film commerciali" contrapposti a quelli d'autore, sono tutti commerciali, e tutto è intrattenimento, in molti sensi. Al tempo stesso tutto può essere potenzialmente interessante ed è la sensibilità del fruitore il più importante dei filtri, molto più di quello dei critici di professione!)
      noi siamo piuttosto sperduti (almeno io lo sono), in quanto in larga parte incapaci di determinare cosa sia fatto con spirito sincero e cosa sia artefatto, studiato a tavolino per piacere o intrigare.

      Nel caso di questo film, mi pare più la seconda ipotesi, a pelle.

      Ma la cosa più sorprendente di tutte, è che la maggior parte delle persone se gli fai sto discorso risponde:
      "Che cambia se è vero o finto? l'importante è il risultato..."

      Che è un po' come dire: "cosa cambia se uno ti sorride perché vuole venderti qualcosa o perché gli piaci come persona, l'importante è che a te fa piacere quando qualcuno ti sorride..."

      Tutto qui.

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    5. L'intentio autoris, lo sai, è quasi sempre un mistero.
      Abbiamo solo una strada noi, il nostro istinto, le nostre sensazioni, il nostro background, le nostre preferenze.
      In base a tutto questo avvertiamo genuinità o no, passione o arte del vendere.
      Poi, come dici, in quasi tutte le opere ci sono le une e le altre cose.
      Ti dirò di più, se un'opera è studiata a tavolino per piacere e "vendere" ma a me risulta piacevolissima ne parlo bene lo stesso. Il cinema è anche mestiere, non sempre cuore ed anima. E se il Kirby che mi vendono funziona a meraviglia beh, funziona a meraviglia. Magari parlerò bene del Kirby e non di chi me l'ha venduto, ecco

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    6. Beh, ma t'è uscito così il Kirby oppure l'hai comprato davvero? Se ricordo bene costa tipo 3 mila euro (anche se forse dopo la crisi han ritoccato un po' i prezzi)...

      Non possiamo sapere quando un'opera è costruita a tavolino, come dici tu, ma secondo me se per caso per qualche coincidenza fortuita riusciamo a saperlo, non possiamo far finta di nulla.

      "Abbiamo solo una strada noi, il nostro istinto, le nostre sensazioni, il nostro background, le nostre preferenze.
      In base a tutto questo avvertiamo genuinità o no, passione o arte del vendere."

      Questo di sicuro. Ma infatti una bella abitudine sarebbe riguardare un film innumerevoli volte (almeno 6 o 7).
      La prima vai a istinto. Poi dalla seconda in poi valuti prima la scrittura, poi la regia, la recitazione, la fotografia (aspetto difficile da valutare per chi non l'ha studiata) poi i vari aspetti tecnici. E infine, dopo aver fatto passare un po' te lo riguardi di nuovo cercando di dimenticare tutti i giudizi espressi fino a quel momento, e lasciandoti guidare nuovamente dall'istinto.

      Una visione mandalica, la definirei.

      Certo, uno dovrebbe o guardare pochi film, o star sempre a guardarne.

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    7. No no, odio il Kirby, odio i venditori, odio tutto sto modo de fare.
      Ma questo non vuol dire che, probabilmente, il Kirby sia un prodotto eccezionale.
      Pensa che io invece i film non li rivedo mai, credo che solo OldBoy e Shining siano sopra le 4 visioni (a parte qualche filmaccio cult che magari si rivede e rivede durante l'adolescenza).

      però il tuo iter sarebbe perfetto, sì

      ma ci sono troppi film da vedere...

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  12. Ho appena finito di vederlo.
    Sinceramente mi è piaciuto, ma ci sono delle cose che mi lasciano con dei quesiti..
    +la storia della barca, con i tre tizi.. che è successo? Ti sei fatta un menage ma allora nessuno ti ha abbandonato, perchè han continuato a seguirti.. no?
    +quando uno dei followers (come fossimo su instagram) sottoveste da madre del vicino ai "prende" il vicino, che succede? Hanno un rapporto a mutandine?
    +il finale, sconfiggono? Leggevo le vostre idee e la storia dell'amore vero non mi convince..
    +lei spesso rimane sola, addirittura riposa sopra una car.. e non arriva nessuno a trovarla.. triste.
    +Il colpevole del misfatto, cioè trovo che non hanno approfondito.. molti passaggi senza risposte..

    Chiedo venia ma sono tutti dubbi che mi ha lasciato..

    Ciò non toglie che è un film notevole.
    Invidio molto questo gruppo di giovani che vivono in un mondo senza adulti.
    Parlano di un sequel?

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    1. Azz! quanto mi dispiace non riuscire a risponderti!

      mi ricordo pochissimo nel dettaglio, mannaggia...

      mi sembrano simpatici e non banali dubbi, speriamo che qualcuno, sempre che io non lo riveda e ci provi, ti risponda

      è vero, ricordo questo mondo senza adulti, mi pare che lo scrissi anche, ma non mi rileggo mai ;)

      boh... io di notizie di cinema non leggo mai niente, io finchè un film non arriva in sala o non lo trovo in rete di rumors non so mai niente

      grazie del commento e scusami moltissimo se non riesco a risponderti come vorrei

      uff

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  13. Pierluigi Tronchetti8 agosto 2016 21:53

    Ciao Giuseppe.Non e' un momento felicissimo questo. Indi per cui, momento poco incline per vedere film e soprattutto per scrivere. Credo infatti che scrivere sotto l'influenza della negatività, sia deleterio verso la base stessa del pensiero da trasporre, alterandone inevitabilmente l'obiettività del senso e della sua percezione. Ciononostante, sono riuscito a vedere It Follows, lungometraggio questo, di primo acchito, non certo cerebralmente impegnativo(premettendo che guardo tutto con lo stesso impegno ed attenzione!) e quindi, magari, consono al mio periodo no!
    La pellicola, regia(davvero da tenere in considerazione questo regista) ed atmosfera a parte, non e' stata di mio gradimento. In particolare a causa di una sceneggiatura che definire groviera(ed io il formaggio non lo mangio) e'un eufemismo. Se poi ci aggiungiamo una colonna sonora dal gusto volutamente retrò(ed io non amavo quelle sonorità già allora!), il profumo di b-movie non può che essersi consolidato fastidiosamente all'interno delle mie narici. Ora, facciamo un passo indietro: Presente quando all'inizio ho esordito con il mio momento negativo, con la scarsa attitudine nel vedere film e scrivere che inevitabilmente ne deriva, e al fatto che avevo sminuito lo stesso a tal punto da non dover rischiare neppure una cellula cerebrale? Eh sì, dalla scena dei fiori in poi, io ho cominciato a seguire il film con l'ottica della metafora. -Strano !- dirai tu. Credimi , non avrei scritto nulla. Tutto mi sembrava talmente ovvio, che pareva superfluo farlo! Così sono venuto subito a leggerti e mi sono veramente sorpreso nell' apprendere che le nostre letture erano così divergenti. Io l'ho letto come un racconto di formazione. L'adolescenza, in cui l'agognata età adulta e' intravista come una lontana chimera da raggiungere per la propria libertà ed indipendenza("-quando ero piccola i miei non mi facevano andare a sud dell' ottavo miglio, e non ho capito il perché fino a quando non sono cresciuta. E non avevo capito che e' lì che finisce la periferia ed inizia la città. E pensavo a quanto fosse strano ed assurdo, cioè dovevo chiedere il permesso per andare al luna park con la mia migliore amica ed i suoi genitori solo perché era qualche isolato oltre il confine- , - mia madre diceva lo stesso-") ,inseguita inesorabilmente e paradossalmente dal minaccioso avvento dell'età adulta stessa. Il film e' un continuo rimando ai periodi felici e spensierati dell'adolescenza.

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  14. Pierluigi Tronchetti8 agosto 2016 21:54

    Addirittura dell'infanzia.(la scena del cinema ne e' l'emblema, dove nel gioco dello scambio, il ragazzo sceglie di voler essere un bambino, proprio per sottrarsi al modo degli adulti che lo attende ). Luoghi questi, adolescenza e infanzia, sacri ed inviolabili, scevri da responsabilità e dagli impegni tipici della frenesia dell'età adulta. Le figure adulte, in questa terra di transizione, sono volutamente oscurate, assenti, come se in quella terra di mezzo fosse inutile e non gradita la loro presenza, e perciò lasciati fuori. Inutili( come sostegno al cambiamento), alla stregua di un freno per chi non vedeva l'ora di accelerare per crescere. E ora, quello stesso crescere, nei loro giovani occhi spaventati, si sta tramutando in un mostro camaleontico pronto ad inseguirli lentamente, come vittime sacrificali da condurre in un altro mondo. Lentamente e inevitabilmente, proprio come il processo di cresciuta, così meraviglioso visto da lontano , ma tanto spaventoso in prossimità della consapevolezza del suo lento incedere. Così, a Jay, non resta che accarezzarlo quel fiore, quel fiore che e' la sua adolescenza. Sentirlo nelle sue mani un'ultima volta, prima di dover esser trascinata verso il suo ineluttabile destino. Che poi e' il destino di tutti. Il nostro percorso. Il sesso non e' il transfert di una malattia, ma il primo atto di libertà rubato al mondo degli adulti. Il primo istante in cui svestiamo gli abiti tanto stretti dell'adolescenza per sentirci finalmente grandi. Ma poi subentra la colpevolezza, una consapevolezza che non può che avere una fisionomia mutevole. Incerta. Spaventosa. Ci sentiamo osservati, inseguiti. Intrappolati nella costante paura di finire in trappola. E allora nasce il desiderio di fuggire. Non importa come; se con quella bicicletta ormai divenuta troppo piccola, o con l'auto della nostra storica comitiva. Non importa dove. Magari, sulla riva del mare dove giocavamo fino a sera, o su quell'altalena che ci cullava dolcemente quando la spensieratezza era l'unico problema che riempiva le nostre lunghe giornate. Perché, in determinati momenti esistenziali, sono i luoghi che ricordano il passato gli unici rifugi sicuri dalle incertezze del futuro. La sola cosa importante e' non essere toccati, far sì che la fetida mano del mostro , quel novello Caronte che vuole traghettarci via da un' età che non potrà più tornare, non ci sfiori neppure per errore. Con il mostro sempre pronto a braccarci , continuare a fare un po' di "cazzate" può essere l'unico espediente per non arrendersi all' irreparabile, l'unico antidoto ad una malattia, ahimè, fisiologicamente irreversibile: Accettare di diventare degli adulti; accettare di prendersi le proprie responsabilità. (La stranissima scena in piscina, così come il sesso in barca, sono gli stratagemmi usati per palesare queste" cazzate", nonché, la piscina in primis, l'ultima disperata materializzazione di un ricordo di irresponsabile leggerezza). Tutti abbiamo fatto i conti con un demone che ci inseguiva. Puntava dritto su di noi , consolidando il suo sguardo perso, sulla nostra inerme e spaesata persona. E rubava i nostri amici. Uno ad uno. Ce ne accorgevamo quando a quella pizzata eravamo sempre di meno. E' stato doloroso vedere pezzi di un gruppo tanto coeso ed affiatato perdersi lentamente. Senza sapere mai dove fossero finiti. Sembrava che il mondo gli avesse inghiottiti. Poi, abbiamo scoperto dove erano andati. Quando, un giorno, quello stesso mondo ha inghiottito anche noi.
    Ps ho letto avidamente i tuoi post sul raduno. Sono interessatissimo. Due giorni non posso restare. Vedo per uno. Ti faccio sapere. Ne abbiamo anche parlato in passato, non so se ricordi, detesto gli incontri via web. In questo caso farei un'eccezione.... Mi farebbe molto piacere stringerti la mano....piano giuro!!
    Un caro saluto.

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  15. Pierluigi Tronchetti8 agosto 2016 21:57

    PS giuro non mi ero accorto che anche stavolta avevo usato più dei caratteri consentiti. Com'è possibile? C'ho pure io il demone che mi insegue; la penna....:-(

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  16. 1 Pier, ma te al raduno non ce la fai proprio?
    Ci potremmo conoscere! compreso mio fratello.

    2 mi dispiace molto per il periodo no, tanto. Ma è buffo che dici che in un periodo no è difficile scrivere e poi comunque il tuo commento è più lungo di quello di qualsiasi altro ;)

    3 come sai leggo e rispondo a pezzi. Ma, e questo è quasi impossibile che mi accada, da quando hai iniziato a raccontare la tua lettura di it follows non sono riuscito a staccarmi.
    Mi hai rapito, sono arrivato fino alla fine tramortito. Una lettura che non ho letto da nessuna parte e che adesso mi sembra "fottutamente" giusta. Geniale, profonda, notevolissima. Sinceramente una delle letture più originali e virtuose che io abbia letto ultimamente su chicchessia film. Niente, non commento oltre, va solo letta, semmai provo a condividerla su fb

    4 ecco, questa è la dimostrazione di come legga a pezzi, ti chiedo del raduno in cima e poi me ne parlavi te in fondo ;) vieni dai, questo è un incontro vero, carne e ossa, te anche parecchi muscoli. Tante persone che si stimano e finalmente si vedono

    se vuoi farlo più privatamente contattami via mail, ti dò il cel

    un abbraccio (piano)

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    1. sì, ho condiviso il tuo commento su fb

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  17. Cazzo ma quanto stile c'ha sto film?! E la colonna sonora poi! Da orgasmo! La colonna sonora è SPETTACOLARE! Che par quasi di vedere Twin Peaks andare a cena con Donnie Darko.
    L'ho appena visto e mi è piaciuto tantissimo, ha uno stile tutto suo, strano ma dannatamente affascinante
    Per esempio, in che epoca siamo? Ché forse la domanda più corretta sarebbe in che realtà siamo? Hai notato l'aggeggio touchscreen che utilizza l'amica quattr'occhi? Dagli abiti e dalle auto si direbbe che siamo a cavallo tra i 70 e gli 80, quindi come te lo spieghi? Anche le tv trasmettono film molto strambi... Se decidi di sposare la teoria della realtà parallela allora la metafora della malattia assume un significato ben diverso: in questo mondo l'AIDS non è un virus che induce una deficienza immunitaria, bensì ti mette alle calcagna una strana entità che ha le caratteristiche del fantasma, ma che al tempo stesso non è del tutto immune alle leggi della fisica. Una spiegazione stramba, ma che per un fan della Torre Nera di Stephen King come me appare del tutto plausibile. Darebbe anche un senso alla volontà di trasmissione da parte di chi contrae la "malattia". Infatti volendo vedere il tutto come. Una rappresentazione in chiave horror della piaga dell'AIDS, non ci si spiega il perché del voler passare ad un'altra persona la patata bollente dal momento che, nel mondo reale, questo non ti guarisce mica.
    Purtroppo anche io ho individuato alcuni punti deboli nella sceneggiatura: perché il primo ragazzo perde tanto tempo a conquistare una ragazza quando potrebbe andare a prostitute? Tra l'altro potendo sperare in una maggiore progressione della catena di Saint Antonio? :D E poi, ci viene detto esplicitamente che l'inseguitore appare sempre di fronte alla vittima, eppure sulla spiaggia le arriva alle spalle. In ultimo, perché quando la trasmette al tipo coi capelli lunghi questo non vede nulla per tre giorni e poi all'improvviso se la ritrova dietro la porta nelle vesti di sua madre?
    La scena finale, invece, a me è piaciuta molto e non l'ho trovata per nulla insensata. La scelta del posto è funzionale, scegliendo l'elettricità come possibile arma una piscina è l'ideale, anche perché l'acqua permetterebbe di individuare l'entità se ci entrasse.
    Una cosa è certa: a me piace di più la sorella!

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    1. Ciao Malawy,anche io come te sono rimasto sbalordito dalla bellezza di questo film che per me è già cult,c'ha uno stile pazzesco a me ha ricordato le pellicole anni 80 quelle senza troppi virtuosismi di macchina,inquadrature spesso statiche ,regia lenta e "quadrata"e poi dico ma della fotografia ne vogliamo parlare?Stupenda!!

      Ma la colonna sonora,che bomba é? Gran parte della tensione che si respira nel film è merito suo,hai presente quando vanno nella ex scuola di lui per cercare la sua foto nell' annuario ,che cosa sarebbe senza quella musica?Ho scelto questa scena perché poi alla fine non succede niente eppure io ero come rapito ,ma la mia domanda sarebbe da attribuire a tutta la pellicola.

      E poi i riferimenti ai grandi classici del passato...
      il quartiere dove vivono sa tanto Halloween di Carpenter,la creatura mutaforma che li insegue col suo passo lento e cadenzato sa molto Zombie di Romero e loro in casa che lottano contro di essa sa troppo di Nightmare di Craven.

      A me son scese quasi le lacrime.


      Anche secondo me siamo a cavallo tra gli anni 70\80 se non sbaglio l'amica c'ha na specie de e-book reader,che dici troppo avanti come tecnologia per quegli anni? del resto si tratta solo di testo su uno schermo(all'epoca c'erano già i videogames portatili).Boh?

      Anche io ho colto(penso come tutti) dei riferimenti all'Aids che in quegli anni era galoppante,non dimentichiamoci poi alcuni sottotesti\critiche alla società come l' assenza dei genitori ed il vuoto che li circonda(sti ragazzi non avevano niente di meglio da fa' che giocà a carte sotto il portico)

      Sulla scena finale sono d'accordo con te un senso ce L'ha e come.

      La penso anche come te,su quella che è poi forse la magagna più grossa:se andavano a prostitute avevano subito risolto il problema(però poi il film finiva dopo 10 minuti)

      Altri difetti di sceneggiatura ce ne sono eccome, ma ha senso soffermarcisi troppo?

      Questo è un film che va goduto con gli occhi,con le orecchie e perché no anche un po' con il cuore.

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    2. Leggo un commento per volta e un periodo per volta, come sempre

      malawi

      "L'ho appena visto e mi è piaciuto tantissimo, ha uno stile tutto suo, strano ma dannatamente affascinante"
      esatto, è questa la forza di It Follows, ovvero il trovarsi davanti qualcosa che, se la racconti e per costruizione, è del tutto classica ma con uno stile tutto suo che percepisci

      Bravo, l'epoca no facilmente riconoscibili, è vero. Che unita alla mancanza di "adulti" ne fa un film ancora più strano

      Ecco, però la cosa della realtà parallela proprio non l'avrei mai pensata ;) nè ce la vedo. Però, caspita, ti sei fatto sta possibile interpretazione tutta tua e sicuramente è affascinante

      Sulle magagne purtroppo ho troppi vaghi ricordi per intervenire al meglio. Cioè, nella vita reale è normalissimo che uno, magari aspettando anche anni, aspetti comunque un rapporto vero piuttosto che andare a puttane ;)
      Però se la volontà è solo trasmettere il virus hai ragione,
      Ma adesso non ricordo...

      " l'inseguitore appare sempre di fronte alla vittima"

      sembra quasi un ossimoro ;)

      ricordo che c'era davvero poca coerenza anche io nel come arrivano i mostri, perchè e quando.
      O scarsa cura oppure semplicemente non ci sono regole, chissà

      Ecco, la scena della piscina invece la ricordo bene e, davvero, non riesco a difenderla a differenza tua

      sempre meglio le sorelle dei fratelli...

      Negative: restando a questi film stile anni 80 credo che entrambi abbiate visto The House of the devil. Se non l'avete fatto tuffatevici subito, mai visto un film che riproponesse in maniera così perfetta qelle atmosfere

      Sulla colonna siamo tutti d'accordo ;)

      Halloween l'ho citato anche io, a tratti sembra una copia (in senso buono). Ma capisco anche le tue due altre citazioni, ottime

      Beh, l'ebook reader è addirittura degli anni 2000 direi, nemmeno 90, figurati 80. Ora se ci fossero delle specie di prototipi non so

      sui pregi e difetti (piscina a parte, non la penso come voi) credo siamo tutti d'accordo. Un film un pò confusionario, non curato del tutto in sceneggiatura. Ma talmente superiore nelle altri componenti che ce ne possiamo fregare

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  18. L'aggeggio che usa l'amica è chiaramente touchscreen, perché lo inquadrano in primo piano e si vede il dito che fa scorrere la pagina. Prima dell'avvento dell'Iphone i touch utilizzavano tutti il pennino, ed erano per lo più strumenti dedicati al business. Dubito fortemente che a quei tempi ci fosse qualcosa di simile a quello mostrato nel film e anche se così fosse, non sarebbe costato tanto poco da permettere ad un'adolescente di comprarselo ;) Sono convinto che il regista l'abbia messo apposta per confondere le acque ed accrescere l'atmosfera onirica della pellicola.
    Felice di aver trovato un altro fann che ne sia stato colpito tanto quanto me :-D io ho già deciso di rivederlo per cogliere maggiori dettagli.
    Per Caden: riguardo alle apparizioni del mostro c'è un momento in cui i ragazzi rintracciano il tipo che ha trasmesso la magagna alla biondina e lui, tra le altre cose, le dice che la cosa apparirà sempre davanti a lei. Ecco perché poi la scena sulla spiaggia fa storcere il naso, con qualche semplice espediente potevano restare fedeli alle premesse. Che so, magari un colpo di sonno mentre se ne stava seduta sulla sdraio sarebbe stata l'occasione perfetta per far avvicinare la cosa senza che lei la vedesse.
    Ma come dici bene tu, questa pellicola è un tale esercizio di stile registico e musicale che riesci a passarci sopra senza troppi problemi.

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    1. No, ma la mia era solo una battuta.
      Nel senso che un inseguitore, ossia uno che insegue, non può apparire davanti.
      Ripeto, solo una battuta a cazzo

      quindi da come dici te tranne in quel caso la cosa appare sempre davanti.
      Io non ricordo nulla ma se avessi dovuto scommettere un euro avrei detto che arrivavano da dietro, figurati ;)

      l'importante, e lo diciamo per l'utima volta, è il totale delle cose. E il totale delle cose sul bilanciere pende dannatamente verso il wow ;)

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    2. rispondo e(scrivo)un po' a caso,

      quando dicevo che il film va goduto un po' con il cuore(ma se po di'? boh?)era proprio per via di quei riferimenti agli horror del cuore,appunto.
      A qualcun altro è venuto in mente quello strambo poliziesco\horror mezzo demoniaco che è il tocco del male? anche li, se pur in maniera sempliciotta ricorre il tema del "contagio".

      Caden il tuo è fine umorismo altro che battute a cazzo. Non posso far altro che confermare quanto ho scritto sulla rece di Fargo a proposito dei Coen.

      Sull' aggeggio usato dalla ragazza l' ho buttata un po' cosi in quanto ricordavo che lo usasse solo per leggere, non avevo notato che fosse touch screen.Avete sicuramente ragione voi.
      Interessante l' interpretazione che ne da Malawy,sarebbe una bella domanda da porre al regista.

      Malawy qui trovi la colonna sonora https://www.youtube.com/watch?v=-TKeyO5AW3M&list=PL5LaZBAiFLqgvUfon1cZFeMu7nzGGCQpx

      Vedo che siamo tutti d'accordo sulla qualità del film a prescindere dai suoi difetti e questo mi fa piacere.

      the house of the devil non lo conoscevo proprio(in italia non è mai uscito)siccome mi hai molto incuriosito lo sono andato subito a cercare e nonostante fosse subbato ero pronto a vederlo ,purtroppo non ho trovato niente (tutti i link sono morti).Ho visto i primi 5 minuti in inglese,"Beh... se lo stile registico è quello ,da quel punto di vista,direi che hai perfettamente centrato il bersaglio,complimenti"

      Saludos!

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    3. 1 sai che non ho mai visto Il Tocco del Male?

      2 ahah, grazie. Ma sai che andando a rileggere il tuo commento su Fargo non capisco a cosa ti riferisci? hai solo esaltato il film e la McDormand

      3 Malawi la colonna sonora l'ascolta da due giorni, l'ha messa anche su fb, ahaha

      4 Guarda, non c'è un solo film degli anni 2000 che possa battere THOTD come atmosfere anni 80

      non è un film che si rifà agli anni 80, questo è un film degli anni 80 che per magia è stato girato nel 2000 inoltrato

      mai stato così sicuro nel consigliare una cosa su un dato argomento ;)

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    4. il tocco del male è un film del '98 con Denzel Washington, Donald Sutherland, John Goodman e James Gandolfini.Il mio riferimento è un po' forzato ma a me è tornato lo stesso in mente.Penso possa piacere(ti).

      Avevo lasciato un altro commento su una tua battuta (riferita ai Coen che fanno film sempre in coppia))per certi versi simile a questa.Mi hanno fatto ridere entrambe.


      Su THOTD se riuscirò a trovarlo(la vedo grigia) ti farò sicuramente sapere,ormai lo devo per forza vedere.

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    5. Ah, ma i riferimenti "a sensazione" li amo molto, io delle volte faccio delle associazioni assurde

      ahah, l'ho ritrovata la battuta ;)

      se lo trovo ti faccio sapere!

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  19. Lo so che apparirò un mezzo psicotico, ma sono due sere che mi addormento sulle note della soundtrack di It Follows. Il problema è che stanotte, intorno a mezzanotte, mentre ero per 3/4 già addormentato nel mio letto, ho sentito il campanello di casa suonare... giuro! Non credo di essermelo sognato perché, anche se non mi sono propriamente svegliato, sono riemerso dal sonno abbastanza da sentire il mio cane scendere dal divano come fa sempre quando qualcuno citofano o suona alla porta. Lì per lì non ho provato alcuna paura, troppo rincoglionito di sonno per farlo e per lo stesso motivo non m'è passato manco per l'anticamera del cervello di andare a controllare chi fosse. In serata ho incrociato l'inquilino che vive sopra di me e gli ho chiesto se, per qualche arcano motivo, fosse stato lui, ed ha risposto di no. Tenete conto che vivo in tavernetta, quindi non può nemmeno trattarsi di un errore di pianerottolo.

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    1. Io farei il test dell' HIV subito...


      ahaha, perdonami ;)

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