26.6.15

L'Uomo a compartimenti stagni


Siamo diventati tutti uomini a compartimenti stagni, etichette ambulanti che se ne vanno in giro fiere del post-it che hanno attaccato in fronte.
Uomini di battaglie, uomini di principi, uomini integerrimi, uomini che fanno le morali, uomini che sanno riconoscere il male, individuarlo, raccoglierlo in un post e condividerlo.
Uomini che con quelle stesse condivisioni si mettono l'anima in pace, la loro copertina è così perfetta che venderà milioni di mipiace.
Erano gli stessi uomini che una volta le loro stronzate le dicevano dal vivo, ma lì la copertina riluceva meno, ed era spesso soggetta a deterioramenti molto veloci, non foss'altro perchè quella copertina andava poi mantenuta in vita, non nella rete.
Sulla rete invece tutti belli, tutti lucenti, tutti nel giusto, tutti con idee forti, anzi, fortissime, tutti narcisi simulacri di sè stessi.
E se questo fenomeno del vendersi migliori di quello che si è non finirà mai, se questa assoluta mancanza di autocritica, di riconoscimento dei propri errori, di mostrarsi per quello che tutti siamo, ovvero persone che dicono e commettono stronzate tutti i giorni, se tutto questo non finirà mai sogno invece un giorno in cui finisca questa patetica, stucchevole, ipocrita ed insopportabile divisione del mondo in fazioni, in fronti di guerra contrapposti uno all'altro.

Mi sono rotto il cazzo di sentirmi sbagliato, criminale o inadeguato se mangio carne.
Ma mi sono anche rotto il cazzo di chi non capisce la straordinaria base di fondo che c'è dietro al veganesimo.
Mi sono rotto le palle di vedere gente che esalta la "famiglia tradizionale" ma mi sono rotto le stesse palle di vedere gay e filogay che l'annientano.
E militaristi e antimilitaristi, e razzisti contro persone che accoglierebbero chiunque, e politici contro antipolitici, e cinefili contro gente che, secondo loro, non capisce una sega di cinema.
Tutte battaglie ridicole.
Ridicole sì, perchè combattute usando post che fanno solo comodo al caso.
Post di immigrati che uccidono italiani.
E gli altri che li difendono mostrandone di immigrati virtuosi.
Post di carabinieri che fanno scempiaggini e quell'altri che ne mettono di forze dell'ordine che compiono azioni eroiche.
E quelli che mostrano le due peggio checche per dimostrare che loro, le checche, di figli non possono averne e poi le checche che rispondono mettendo notizie di padri e madri che hanno ucciso i propri bambini.
Mi viene da vomitare.
State tranquilli che di post che fanno al caso vostro ne troverete sempre, anche a favore della pedofilia se volete,
Tutti hanno un'idea forte, un bianco e nero.
Mai un post sulla mezza via, uno di incontro, uno senza una netta posizione prestabilita già in partenza.
Siamo diventati il negozio di noi stessi, della nostra faccia, della nostra anima, del nostro cervello.
Ma sono quasi tutti prodotti contraffatti.
La realtà è solo una ed è la più semplice, quella che tutti sanno ma nessuno vuole abbracciare perchè poi renderla su facebook è impossibile.
L'uomo è Tutto.
L'uomo non è anche sfumature, l'uomo è solo sfumature.
L'uomo è una zona grigia che in ogni secondo della sua esistenza si avvicina alternativamente al nero o al bianco.
Non esistono animalisti e antianimalisti, non esistono persone solo buone o solo cattive, non esistono solo razzisti o solo chi non lo è.
Perchè ci sono animalisti che poi magari a casa picchiano i propri figli, figli che non solo sono una specie vivente come le altre ma sono la loro spiecie vivente, quella che dovrebbero amare di più.
Ci sono invece degli schifosi razzisti che invece magari sono padri meravigliosi.
Ci sono persone cattive che lo sono diventate per il dolore di una vita intera.
C'è tutto, tutto. Non c'è un solo post, non c'è una sola posizione forte che possa essere specchio e immagine di chi l'ha condivisa.
E non è solo perchè quasi tutti i post e le etichette che ci mettiamo da soli sono ipocrite ma perchè, anche qualora non lo siano, non mostrano e raccontano niente di noi.
Ma accettare questo è dura, chi metterebbe un mipiace a qualcuno che, semplicemente, si mostra pronto ad abbracciare e muoversi tra tante teorie?
Cosa c'è di interessante nelle sfumature? niente.
Meglio mostrarsi con le lettere maiuscole, uomini dai Veri Principi, Immutabili, Uomini Retti e che non hanno paura di dire la Loro Opinione.
Sai che vi dico?
Che fate bene.
Che voi che sapete vedere nitidamnte i contorni delle cose, le gradazioni dei colori e i confini dei concetti vivete una vita migliore degli altri.
Una vita con pochi dubbi, molte certezze e tante comode poltrone di ideali sulle quali sedersi.
E avrete tanti amici che si siederanno su quelle poltrone e berranno con voi alla meraviglia che siete.
Io, invece, per volere a tutti i costi considerare le sfumature delle cose mi ritrovo non felice, senza una sola mattonella dove poggiare il mio piede, perso nel vento dei poteva essere e potrebbe essere.
Vi lascio ai vostri compartimenti stagni dai quali mostrate al mondo fuori quello che non siete.
Tanto basta un "condividi" per farlo.
C'è un solo rischio però, quello che in quei compartimenti stagni, in quei blocchi di cemento dove vivete, ad un certo punto cominci a mancare l'aria.
Perchè lì di finestre non ce ne sono, e prima o poi i condizionatori si romperanno.
Mentre noi, fuori, poveri stronzi senza spina dorsale, continueremo a volare nel vento.

26 commenti:

  1. L'hai scritto da incazzato vero.
    Hai beccato un episodio particolare che te lo ha fatto scrivere di getto?

    Comunque credo che tu abbia centrato il perno delle conversazioni su FB, a tanti non piacciono quelli pacati e diplomatici, i reazionari hanno più successo.

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    1. C'hai visto lungo Filippo.
      Sì, c'è stato qualcosa di scatenante ma non è stato un post, semplicemente l'improvviso e definitivo aprirsi di uno scenario, di un pensiero che avevo da tempo.
      Mi sono rotto che nessuno riesca a capire quanto le persone siano caleidoscopiche, mi sono rotto di questi giudizi sommari, mi sono rotto di questi post e contropost che secondo loro mostrano tutto e invece non mostrano niente.
      E malgrado il mio star sempre là a dirmi "e se non fosse così?", " e se fosse anche cosà?" mi abbia portato quasi a rovinarmi io son contento così e, alla fine, fiero di come sono

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  2. é una cosa che pensavo anch'io, che vedo e che mi fa rabbia e che vorrei capire meglio.
    viene da chiedersi a chi giova tutto questo? cui prodest?
    Sono sicura che c'è chi ci vuole così... privi di idee proprie, combattiamo per complessi sistemi di idee di altri, prendiamo su tutto! Saremmo più utili così, no?, a chi ci volesse eventualmente controllare.
    Eclatanti i giornali! Io li leggo il minimo indispensabile e mi sembra sempre di non essere lontani da 1984... o peggio. Se qualcuno li legge pensando che sia informazione è finita! DIventa indottrinamento. E poi la TV e i social :( Eclatante è stato je suis charlie ed eclatante è ora la guerra di ideologie sul discorso gender... trovare qualcuno che voglia discutere nel vero senso della parola è impossibile. ci sono solo etichette, fine del discorso.

    In qualche commento fa mi dicevi che avevo opinioni forti o qualcosa del genere e io ti rispondevo che in verità esprimo il mio parere in modo sicuro se ho di fronte qualcuno con cui confrontarmi. Almeno questo vorrei fare, questo è il proposito.
    In questi tempi ce n'è tante di queste guerre insensate sui social network... e la gente si convince di avere davvero qualcosa di solido a cui essere legati. Spesso invece sono ideologie schierate. Da una parte e dall'altra.
    Quindi la penso come te, ma la mia soluzione non è essere pro sfumature... per quanto ci siano. Io penso che dovremmo parlare sempre nell'idea di avere un confronto e nell'idea che solo dal confronto può uscire un insegnamento o un qualcosa di vagamente costruttivo! Che le idee si devono mettere sul tevolo e non dobbiamo sperare che restino come le abbiamo partorite per forza.
    Dovrebbero iniziare gli insegnanti! I genitori! I preti! Dovrebbero iniziare quelli che hanno la responsabilità di educare i piccoli.... che oggi sono in questo sistema delle guerre di ideologie e spesso il campo di battaglia sono i social e dal vivo non riescono a relazionarsi se non con altri "dalla loro parte". Nessuno li può più difendere i piccoli se tutti gli adulti si stanno facendo la guerra a forza di etichette.
    Le etichette rovinano tutto! Con le etichette non c'è più possibilità di relazione.

    Mi ricordo una litigata coi miei amici alle superiori perchè parlavamo di qualcosa e io dicevo che non mi ero ancora fatta un'idea su quella cosa, che avrei potuto schierarmi da una parte facilmente, magari potevo schierarmi dalla loro perchè erano i miei amici, ma non avrebbe avuto senso. Loro dicevano: non si può non avere un'opinione! E mi ricordavano quanti anni avevo.
    Mi facevano ridere! A fare gli uomini vissuti quando eravamo e siamo ancora adolescenti confusi. Probabilmente loro avevano solo fatto la "fatica" di scegliere con chi schierarsi. Ma poi?

    Poi ci possono far credere, fare, dire, difendere quello che vogliono!

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    1. Bravissima Sam...
      Proprio da je suis Charlie partì un mio odio verso un tipo di atteggiamento e proprio con la questione gender ha raggiunto il suo apice.
      Anche se in realtà sto post non parte da facebook e dai suoi post ma da come nella vita non si riesca a capire quanto le persone siano ricche di sfaccettature e quanto ognuno in realtà possa nascondere qualcosa di diverso da quello che sembra.
      Avere opinioni forti è bellissimo, averle definitive e nette è orribile. E che le nostre opinioni poi debbano essere suffragate da video o post che ci fanno comodo mi fa schifo.
      Di ogni argomento troverai cose bellissime e altre deplorevoli, dipende solo l'uso che ne fai.
      Hai perfettamente ragione, sono i social ad avere creato questo mondo di etichette e di schieramenti contrapposti, una volta ci si vedeva e si trovava sempre un terreno comune o, pur nelle differenti opinioni, ci si confrontava con una birra sopra.
      Orami invece sono tutti o animalisti o assassini, o razzisti o persone perbene, o sportivi o antisportvi, o bigotti o progressiti, o gay o contro i gay. non ce la faccio più.
      Ogni uomo ha dentro 50 colori, tutti i colori.
      Alcuni uomini mettono più in evidenza dei colori e altri altri.
      Ma tutti abbiamo tutto dentro, basterebbe farlo venire fuori.
      Non sto dicendo che non esistono persone cattive o altre buone ma non esistono persone SOLO cattive o solo buone.
      Nessuno fa mai autocritica, leggi il profilo fi chiunque e sono solo attacchi, battaglie, offese ad altre categorie.
      In realtà stiamo quasi tutti in zone molto più intermedie, ma nessuno vuole dirlo.
      Hai colto perfettamente il punto alla fine.
      Viva la forza delle opinioni inteso come viva la forza che si mette nel difendere la debolezza delle opinioni, non la debolezza o la leggerezza che si mettono nel difendere la forza delle stesse.
      Lottare per tutto sapendo che quel tutto ha anche un altro lato, non solo quello per cui lottiamo noi.
      E che in quell'altro lato ogni tanto ci siamo noi stessi

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    2. Come la canzone :)

      But I see your true colors
      Shining through
      I see your true colors
      And that's why I love you
      So don't be afraid to let them show
      Your true colors
      True colors are beautiful,
      Like a rainbow

      Verissimo che siamo tutti così ricchi di lati che le etichette ci riducono a qualcosa di molto diverso dagli esseri umani. A volte ci fan sembrare migliori agli occhi degli altri, a volte peggiori, ma non siamo mai noi.
      A volte ad alcuni basta vedere un lato e ti hanno fatto la carta d'identità.
      Non esiste più l'incontro!
      Non ci interessa più l'altro! Tristemente ironico nell'epoca social.
      I risultati più disastrosi di tutto ciò secondo me si vedono nel mondo scolastico e accademico e quindi nel mondo dei giovani, per non parlare di un'intera generazione di genitori che si è abbassata al livello dei suoi figli o forse lo è sempre stata, non lo so... ed è molto triste.
      Poi mi fa rabbia pensare che non è del tutto colpa nostra, viviamo in questa società che secondo me ci ha plasmato così... sembra eccessivo, ma secondo me è vero.
      Proprio tre secondi fa mi è passata sotto gli occhi l'ultima: un volantino di una pizzeria che diceva "sai la novità? siamo italiani!". Eccoli che sfruttano una delle tante guerre di pensiero per guadagnarsi una clientela, dicendo una stronzata ad hoc. Perfetto il loro ragionamento nelle logiche che usa il mercato oggi! E mi fa una rabbia!
      Le persone non contano niente per chi vende, ma contano le loro etichette perchè così le possono abbindolare meglio.
      Le persone sono sempre più insoddisfatte... meglio! Così ci pensa il mercato a dirgli di cosa hanno bisogno.
      Ecco di fronte a certe cose mi sento davvero piccola piccola perchè penso che ci siamo dentro fino al collo e nessuno ha poi tanta spinta per uscirne.
      Di come la categorizzazione sia la vera discriminazione, di come forse dovremmo parlare meno di razzismo, che è solo una parola, e parlare più di esseri umani, ne parlavo nella mia recensione a Crash-contatto fisico.

      Vero che bisogna lottare sapendo che c'è un altro lato e che potremmo ritrovarci anche lì, ma mi viene in mente che a volte poi si incappa nel relativismo, cosa ingannevole tanto quanto l'ideologia.
      Perchè alla fine alcune certezze ci sono. Siamo qui, siamo vivi, non l'avevamo chiesto... cose così. Semplificando ;-)

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  3. Sai già che sono d'accordo con te ....e non solo d'accordo.....

    Ora vorrei dire che per una della mia età tutti 'sti social potrebbereo essere considerati la summa di tutti i mali e di fatto sai quanti ne sento " ma la tecnologia ha rovinato il mondo ... e via di questo passo!!!.... che poi andiamo da quello che fino all'altro giorno non leggeva nemmeno il giornale , figuriamoci un libro, e che ora butta le parole su FB così come le buttava al bar , solo che in quel contesto la cosa rimaneva all'interno di quattro mura , tra chi gli dava del pataca e chi lo seguiva a ruota , infatti poi i gruppi si formavano in basa a ....
    fosse così la situazione sarebbe quasi " semplice " ( ...si fa per dire...) trovare responsabilità e magari , forse , correggere il tiro .
    Il punto è proprio in quel tipo da bar che ora ha modo di esibirsi oltre le quattro mura e non solo , perchè almeno al bar ci metteva la faccia , e spesso si prendeva del pataca sul muso .....nel fatto che c'è sempre stata così come ora , quella brutta mania di generalizzare ,di accorpare il tutto in schemi rigidi e ben separati, altro che vedere le sfumature , e se non ti schieravi con un gruppo o un movimento eri uno sfigato/a immaturo/a...
    io sono stata adolescente negli anni di piombo ed ora mi trovo a mandare affanculo , con tutto il cuore, tutti quelli che mi volevano a tutti i costi incasellare in un verso o nell'altro , quando io non ci capivo un cazzo , perchè .....primo a quattordici quindici anni sai te cosa avevo in testa ....cosa può avere in testa qualsiasi adolescente di ogni epoca .....secondo nessuno è stato mai in grado di darmi un motivo chiaro per schierarmi ....io non vedevo limpido nè di qua nè di là e andavo a naso ....eppure alla fine mi pareva di essere quella con i piedi per terra .... e ne sono ancora convinta ....fanculo...e gli slogan ...!!!!dddiiiooo
    Nel 90% dei casi seguivano come pecore senza un vero convincimento o senza avere approfondito il problema ....anzi il problema veniva guardato solo da un lato

    ora perchè è così drammatica la situazione ? perchè oltre ad avere , appunto una platea più vasta a disposizione, nel marasma ci son dentro i vecchi ed i nuovi ...tutti assieme ...l'unica distinzione sta giusto nel fatto che ci sono puù movimenti ...ma la sostanza è quella ....

    infine mi permetto di intervenire anche sul discorso din Sam Gamgee....voi siete il frutto dei nostri sbagli e già avete fatto miracoli ...siete spesso degli autoditatti
    e visto che io non sono proprio il massimo a scrivere vi riporto qui un'altra frase tratta dal libro di Vonnegut...hai presente quello ...quando siete felici fateci caso....ecco come termina....

    " Vi hanno chiamato generazione X . Ma siete generazione A tanto quanto adamo ed Eva . Da quanto ho letto nel libro della Genesi , Dio non donò ad Adamo ed Eva un pianeta intero. Gli donò una proprietà di dimensioni gestibili, diciamo, tanto per intenderci, ottanta ettari.
    Ed io consiglio a voi di proporvi come obiettivo quello di prendere una piccola parte del pianeta e metterla in ordine, rendendola sicura, sana di mente e onesta.
    C'è un sacco di pulizia sda fare.
    C'è un sacco di ricostruzione da fare , sia a livello spirituale che materiale.
    E ripeto, ci sarà anche un sacco di felicità. Mi raccomando rendetevene conto."
    Care generazioni future vi prego di accettare le nostre scuse."

    P.S.: Vonnegut era ateo e all'interno del testo parlando di alcuni passi della bibbia che secondo lui dovrebbero essere seguiti diligentemente , riferisce "....queste cose sono giuste per il nostro buon vivere , che differenza può fare se le ha dette Dio o no !?

    Ciao ragazzi , un saluto dalla Dolly



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    1. Ciao Dolly, non ho presente il libro, ma trovo saggio ciò che dice.
      Mi fa quasi piacere, per un secondo, sentir dire che abbiamo fatto dei miracoli... a volte mi sembra che ci sia davvero bisogno di miracoli e sì che io credo nei miracoli. Ma forse non ci credo abbastanza perchè poi faccio fatica a vederli.
      Vero che bisogna essere autodidatti, soprattutto bisogna capire come non farci cambiare! Non facile!
      Mi sembra sempre che manchi qualcosa, ma mi tengo stretta strettissima la mia speranza. Che c'è. Ringrazio chi l'ha curata per me ancor prima che potessi farlo io.. vedi, non avete fatto solo degli sbagli! :) ma io so di avere avuto fortuna, non tutti ce l'hanno avuta.
      Ma ora che a dover tener viva la speranza sono io da sola... bhe mi sento all'inizio di una scalata mooolto faticosa! C'è davvero un sacco di pulizia da fare... un sacco di ricostruzione, sia a livello spirituale che materiale. E se non sperassi che ci sarà della felicità non ci proverei nemmeno ad impegnarmi, non penserei di doverlo fare. :)

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    2. E ora mi dite come cazzo faccio a rispondere a sti 3 megacommentoni consecutivi?

      Non all'una di notte.
      Domani, come si deve e meritate.

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    3. Rispondo per...compartimenti stagni ;)

      E' che leggo a pezzettini e rispondo un pezzettino per volta.

      Sam 1
      LA citazione del brano è talmente bella e pertinente che io avrei chiuso là. Ma a me piace fare i finali, a te discorrere con calma.

      Sam, su voi giovani e sulla società che vi ha plasmato ho scritto un lungo post qui sul blog che è stato anche contestato, ma in realtà non era affatto accusatorio, ma assolutorio, non è stato capito.
      Non mi ricordo bene il titolo ma era all'incirca "sui giovani d'oggi e sulla mancanza delle stelle".

      Quindi evito di ripetermi.

      Sul fatto molto curioso e francamente imbarazzante di quella pubblicità credo che andiamo però in un altro argomento, o forse in un ampliamento di questo. Le pubblicità hanno sempre cavalcato le etichette dei compratori, sempre fatto studi per capire come inserirsi perfettamente nel tessuto. Ma questa più che altro è grave perchè dimostra che ormai il razzismo ha raggiunto ogni settore.
      Tra l'altro non nascondo di essere anche io profondamente razzista, ad esempio verso il mondo mediorientale, ma in "generale". Se avessi davanti un ragazzo di là potrebbe diventare il mio migliore amico in 3 secondi. Certo, delle immagini generali uno se le fa, ma poi odio che si cerchino "prove" (i post) per dimostrare le proprie tesi. Ma è talmente ovvio che in rete puoi trovare qualsiasi cosa ti fa comodo che usarla poi per dinmostrare tesi è patetico.

      Siamo vivi Sam, non potevi scrivere una cosa più bella.

      Dolly: Ecco, la tua prima parte è l'unione perfetta tra quanto ho scritto nel post e quanto ha detto Eco pochi giorni fa.
      Ed hai proprio ragione, la freddezza di un post, il suo assolutismo, a volte pure il suo contenuto troppo disturbante una volta si sarebbe confrontato con una chiacchiera da bar dove l'"autore" sarebbe stato in qualche modo annientato in 3 secondi, oppure, in rarissimi casi, si sarebbe arrivati ad una vera discussione.
      Ma adesso son tutti intelligenti, tutti impegnati, tutti paladini de sto cazzo. Ed è difficile fargli capire quanto tutto sia così ridicolo...

      Per il resto io sono sempre stato come te Dolly. Nessuno slogan e tutti gli slogan, nel senso che dentro ad ognuno ci può essere tanta roba ma non ce ne sarà mai uno che urlerà verità assolute.

      Per il resto ormai quel testo di Vonnegut lo dichiaro "testo di riferimento ufficiale de Il Buio in Sala"

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    4. Sam 2

      I giovani che bazzicano su sto blog sono forse il vanto più grande dello stesso

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    5. Se i giovani ci si soffermano sarà perchè trovano il motivo per farlo, quindi sì, decisamente un vanto ;-)

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    6. Grazie infinite Sam ma io non c'entro nulla.
      Evidentemente il cinema, se possibile anche il bel cinema, fa venir fuori la meglio gioventù.
      Il vanto è la fortuna di avere come lettori una decina di ventenni (o meno) che sembrano davvero dare speranza alla categoria.
      Te ne sei un esempio.

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  4. STANDING OVATION Caden!!! Post magnifico... il problema è che nel mondo di oggi apprezzare, accettare ed elogiare le sfumature è davvero tanto complicato. Sul web c'è l'estremizzazione di questo processo, basato tutto sulla superficialità di un post su facebook, di un tweet. 140 caratteri non possono bastare per le sfumature. Un post su fb se lo fai sfumato e lungo come deve essere per affrontare qualsiasi problematica a 360° non lo legge veramente nessuno. Ma anche il mondo extra-web non è che sia migliore. Si è diffusa la pericolosa concezione che bisogna avere un'idea forte su tutto, prendere una posizione netta. Scegliere un compartimento stagno fa di te un uomo con gli ideali. Stare a metà fra vari fazioni ti rende ignavo, vile, codardo... Una concezione ovviamente malsana. Ed a me, come a te, la gente così sicura delle proprie idee mi sembra così ridicola...patetica. Di esempi ne hai fatti tanti, ma potremmo farne miliardi. Io invece sono sempre stato dalla parte di coloro che sbagliano, che non hanno idea precisa della vita, che vanno avanti, cadono, tornano indietro, riprovano un altro sentiero...non è giusto nemmeno quello...ed allora si ritorna indietro, si riprova. Incontri un idea che odiavi, provi a guardarla da un'altra prospettiva. E guarda...forse non era così male. Forse c'è un motivo, forse è comprensibile che certi stronzi la pensano in quel modo. In effetti cosa sappiamo della vita di quegli stronzi? Niente. In fondo niente. Cosa sai te di me? cosa so io di te? Sono le domande che ognuno si dovrebbe porre ogniqualvolta si relaziona con un altro... ed invece niente, si giudica, si spara sentenze, si abbraccia un movimento, senza autocritica perché così ci si sente meno soli. Ci si illude di pensarla identica ad altri, in modo da illuderci di non essere soli. Perché le sfumature e la solitudine fanno paura. Perché la confusione destabilizza. "Ma quella confusione sono io" dice Guido Anselmi in Otto e mezzo...e solo se tutti accettassimo la nostra confusione e quella degli altri forse le cose potrebbero cambiare. O forse no... Forse si, forse no. E' tutto così... un forse, un magari, un "probabilmente perché"... O forse sbagliamo noi. O forse non sbaglia nessuno. Si forse è questo. Ognuno ha le sue ragioni ed allora anche quegli stronzi nel compartimento stagno non appaiono più stronzi. Ma solo uomini, come me e te...e quindi pieni di confusione. Ed allora più che odiare tutti amiamo tutti, perché sono come noi, ognuno diverso dall'altro. O forse no?

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    1. Grazie infinite Vittorio.
      Tu forse meglio di tanti altri avrai capito le basi che ci sono dietro questo post, che non è solo un attacco alle ipocrite battaglie sui social, ma anche una filosofia di vita che ormai porto avanti da anni, ossia quella del cercare di vedere ogni persona da tutte le prospettive possibili.
      Non fidarmi completamente dei buoni.
      Cercare cosa ci sia dietro quelli cattivi.
      Facciamo fatica a pensare che gli uomini siano delle costruzioni e se al 30° piano sono dei serial killer vuol dire che nei piani inferiori è successo qualcosa, molto probabilmente non dovuta a loro, che ne ha modificato e rovinato la costruzione.
      Questo non deve essere un discorso assolutorio, perchè le colpe rimangono SEMPRE, ma cercare di analizzare quelle colpe è obbligatorio.
      E così nei post, nelle etichette e nelle categorie.
      Non posso credere che un amico che mi mette un post contro un tunisino poi pensi davvero che tutti i tunisini siano delle merde.
      Non posso pensare che un amico, visto ieri, che mi mette l'aberrante uccisione di un cavallo intitolando il post "chi sono le bestie?" poi non sappia che ci sono anche tanti uomini meravigliosi.
      Lui non lo è?
      E i suoi familiari?
      E chi invece vive in simbiosi con gli stessi cavalli dandogli anima e corpo?

      Allora mi chiedo perchè fare un post dicendo che le vere bestie sono gli uomnini?
      Dicendo che gli immigrati sono dei delinquenti?
      E così via?

      Ma possibile che non riusciamo a capire, o forse non vogliamo dire perchè non fa piacismo che QUEGLI uomini sono bestie, che QUEGLI immigrati sono criminali, che ogni persona va giudicata, sempre se sia giusto giudicarla sommariamente, in quanto tale e non inserita in delel categorie?

      Ma come dici te, chi leggerebbe poi quel post?

      Per il resto io so il tuo vissuto, te sai il mio, io so come la pensi, te sai come la penso.

      Siamo, come ho scritto, stronzi senza spina dorsale, o almeno ci vedono così.
      Ma abbiamo provato sulla nostra pelle quanto verità assolute non ne esistano, quanto gli uomini siano creature fragilissime da maneggiare con cura e non monoliti di ideali e sapienza.

      Abbiamo volato nel vento Vittorio e ci siamo fatti male sbattendo qua e là.
      Ma volando ci possiamo avvicinare a tutti gli uomini, a tutti i pensieri, tutte le situazioni.
      Sperando che un giorno quel volo abbia sempre meno spigoli dove sbattere.


      (vino bevuto tutto la stessa sera del ritorno, praticamente in due, con mio fratello, carciofini eccezionali, marmellata ancora non assaggiata. Un piacere averti conosciuto anche se mi hai umiliato con la logica)

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  5. Bravi ...è stato un piacere confrontarmi con voi e alla fine, credetemi, quella adolescente insicura , incerta , confusa ma tutto sommato curiosa e desiderosa davvero di trovare un modo per andare avanti cercando di vedere tra le sfumature ( spesso ho visto solo nero....), che in confronto a molti altri era senza spina dorsale ha avuto modo di cavarsi un certo numero di soddisfazioni, e non parlo di sodisfazioni strettamente materiali , anzi, ma di quelle che contano .

    Ehi si , quel testo mi torna spesso utile ultimamente, e non è che parto con l'idea di citare qualche frase , semplicemente son qui che scrivo o penso di scrivere un commento ed ecco che mi riaffiora alla mente una frase che rende bene l'idea .



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    1. Siamo su 3 generazioni perfettamente consecutive Dolly.
      Credo che la distnaza tra me e te sia la stessa tra me e Sam al contrario
      E per questo è stato bello questo ritrovarsi in sensazioni e visioni simili, come se alla fine, per certe cose, non ci siano discorsi generazionali che tengano.
      Alla fine anche perdendo su tanti fronti si vince su altri, forse quelli meno importanti per fare una vita "esterna" serena, ma decisivi per piacersi un minimo dentro.

      Eh, non ci avrai pensato prima ma finora Vonnegut è stato perfetto già due volte ;)

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  6. Ciao Caden! Per quanto mi riguarda sfondi una porta aperta, procedere a tentoni mi è sempre sembrato l'unico modo per guardare alle cose, a costo di essere occasionalmente tacciato di ignavia. Ma se questa filosofia funziona (abbastanza) bene nella sfera privata, secondo me fallisce di fronte a quella pubblica, politica, che volenti o nolenti tocca ciascuno di noi.

    Sono grato a coloro che con coraggio e decisione portano avanti battaglie che io non avrei la convinzione di difendere, anche se lo fanno con inevitabili approssimazioni e slogan che non rendono giustizia alle mille sfaccettature del reale. Credo che a volte sia preferibile schierarsi con chi ha ragione all'80%, piuttosto che non schierarsi affatto.

    Dopodiché, sono d'accordo con te nel dire che il web è diventato il luogo della condivisione acritica e opportunistica di qualunque posizione, dove spesso il pensiero è delegato a link e citazioni. Come diceva Calvino, spetta a noi capire chi e cosa, in mezzo all'inferno, inferno non è.

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    1. Ciao Ivan!

      Ottimo questo tuo intervento perchè, per restare in argomento, analizza proprio le zone grigie del post ;)

      Hai perfettamente ragione, infatti non sai quanto io stimi chi crede e lotta per qualcosa.
      La mia stima è pari solo alla disistima di chi invece lo fa solo per etichetta, senza muovere un dito.
      E la citazione è perfetta, l'unica cosa che possiamo fare è riconoscere i genuini dagli ipocriti.
      In realtà, però il mio post non era così "generale", anche se poi lo è diventato. La mia arrabbiatura era veramente in gran parte riferita al mondo social dove, davvero, in quell'inferno calviniano trovare anime pie è impresa quasi improba.
      Però certo, anche fuori dai social, di battaglie solo per far vedere il proprio faccino ne ho viste tante.
      Possiamo fare solo una cosa Ivan.
      Stare nella nostra ignavia (io pure) e vedere se queste battaglie poi vengono vinte.
      Se così fosse vuol dire che là dentro di gente meritevole ce n'era :)

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  7. Leggo solo ora...sono gli stessi identici pensieri che faccio ogni volta che scorro la bacheca di facebook. E' diventato un non-luogo imprescindibile, ma a quelle 'battaglie' bisognerebbe rispondere come lo scrivano Bartebly: "Preferirei di no". Non è una resa, ma la consapevolezza che non è possibile affrontare così le cose; è un'assoluta mancanza di rispetto e di considerazione. Perchè, per affrontarle bene, bisognerebbe fermarsi e soffermarsi, considerare ogni indizio, pensare e ripensare, e tutto questo è in forte contrasto con i tre imperativi di facebook (come di altri social network): facile, veloce, gratis.

    Quando ho letto "Mi sono rotto il cazzo..", ho pensato: ok, Giuseppe è incazzato serio!

    Ascolta "Il nulla" dei Baustelle (https://www.youtube.com/watch?v=h5lN7Yfp1hU),
    "Tutto e niente l'essere è,
    sotto il sole colpevole".

    Grande post.

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    1. Ricordo un giorno una discussione (però non ricordo con chi) sulla differenza tra le traduzioni "preferisco di no" e "preferirei di no" riguardo Bartleby, secondo me è molto diversa come cosa.
      La prima ti spiazza e ti mette in una condizione stranissima, alla quale è anche solo difficile replicare, la seconda è molto più annacquata, solo una preferenza che sembra reversibile.

      Sì, ero molto incazzato, era un giorno particolare quello poi...

      Bellissimo pezzo!

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  8. "Del mordersi la lingua.

    In un'epoca e in un paese in cui tutti si fanno in quattro per proclamare opinioni o giudizi, il signor Palomar ha preso l'abitudine di mordersi la lingua tre volte prima di fare qualsiasi affermazione. Se al terzo morso di lingua è ancora convinto della cosa che stava per dire, la dice; se no sta zitto. Di fatto, passa settimane e mesi interi in silenzio.
    Buone occasioni per tacere non mancano mai, ma si dà pure il raro caso che il signor Palomar rimpianga di non aver detto qualcosa che avrebbe potuto dire al momento opportuno. D'accordo che i fatti hanno confermato quel che lui pensava, e che se allora avesse espresso il suo pensiero forse avrebbe avuto una qualche influenza positiva, sia pur minima, su quel che è avvenuto. In questi casi il suo animo è diviso tra il compiacimento d'aver pensato giusto e un senso di colpa per la sua eccessiva riservatezza. Sentimenti entrambi così forti, che egli è tentato d'esprimerli a parole; ma dopo essersi morsicato la lingua tre volte, anzi sei, si convince che non ha nessun motivo nè d'orgoglio nè di rimorso.
    L'aver pensato rettamente non è un merito: statisticamente è quasi inevitabile che tra le molte idee sballate, confuse o banali che gli si presentano alla mente, qualcuna ve ne sia di perspicua o addirittura geniale; è come è venuta a lui, può esser certo che sarà venuta pure a qualcun altro.
    Più controverso è il giudizio sul non aver manifestato il suo pensiero. In tempi di generale silenzio, il conformarsi al tacere dei più è certo colpevole. In tempi in cui tutti dicono troppo, l'importante non è tanto il dire la cosa giusta, che comunque si perderebbe nell'inondazione di parole, quanto il dirla partendo da premesse e implicando conseguenze che diano alla cosa detta il massimo valore. Ma allora, se il valore d'una singola affermazione sta nella continuità e coerenza del discorso in cui trova posto, la scelta possibile è solo quella tra il parlare in continuazione e il non parlare mai. Nel primo caso il signor Palomar rivelerebbe che il suo pensiero non procede in linea retta ma a zigzag, attraverso oscillazioni, smentite, correzioni, in mezzo alle quali la giustezza di quella sua affermazione si perderebbe. Quanto alla seconda alternativa, essa implica un'arte del tacere più difficile ancora dell'arte del dire.
    Infatti, anche il silenzio può essere considerato un discorso, in quanto rifiuto dell'uso che altri fanno della parola; ma il senso di questo silenzio-discorso sta nelle sue interruzioni, cioè in ciò che di tanto in tanto si dice è che dà un senso a ciò che si tace.
    O meglio: un silenzio può servire a escludere certe parole oppure a tenerle in serbo perchè possano essere usate in un'occasione migliore. Così come una parola detta adesso può risparmiarne cento domani oppure obbligare a dirne altre mille. <>. Formulato questo pensiero, si morde la lingua e resta in silenzio."

    - "Palomar", I.Calvino -

    A me piacerebbe solo che il mondo parlasse di meno e leggesse di più.

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  9. Ciao Gianluca
    scusa se mi intrometto prima di Giuseppe , ma la tua citazione è talmente perfetta che volevo ringraziarti per averla condivisa con noi.

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  10. No ma che scuse Dolly, pensavo non l'avrebbe letta nessuno (a parte Giuseppe) questa citazione. Invece mi fa molto piacere che tu l'abbia apprezzata. Tra l'altro, proprio tu, in qualche commento fa, hai scritto una cosa bellissima a proposito delle citazioni: non parto con l'idea di citare, ma mentre scrivo mi riaffiora una frase che rende bene l'idea. È esattamente quello che penso io (e in qualche commento l'ho anche scritto) sul citazionismo: citare per citare, così in maniera decontestualizzata, come succede ormai sempre più spesso su Facebook, non solo mi sembra inutile, ma addirittura nocivo per le citazioni: perchè abusandole le depotenzia, sottrae loro incisività. Invece inserire una frase solo quando è pertinente, quando è quasi lei a scalpitare, a tirarti la giacchetta per essere richiamata, la valorizza in modo quasi assoluto.
    È un punto fisso questo per me.
    A proposito, mi sono accorto che tra "...altre mille." e "Formulato..." manca un pezzo: lo riporto qui.
    "ogni volta che mi mordo la lingua - conclude mentalmente il signor Palomar - devo pensare non solo a quel che sto per dire o non dire, ma a tutto ciò che se io dico o non dico sarà detto o non detto da me o dagli altri"

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    1. Vengo da 75 commenti risposti tra qua, filmtv e facebook

      ho lasciato questi per ultimi perchè mi sembrano importanti

      abbiate pietà, tra stanotte e domani arrivo

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  11. Ecco, letto, devo commentare?

    No, rovinerei solo la cosa.

    Ma per non scrivere nulla mi sono morso i polpastrelli 11 volte

    grazie

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