22.3.16

Recensione "Violet"


Proprio nel giorno in cui il Belgio (e noi con lui) sta piangendo l'ennesima tragedia dell'odio io mi ritrovo per caso a parlare di un film di quelle parti.
Ipnotico, sospeso nel tempo, antinarrativo.
Esteticamente superbo.
Talmente ossessionato dal togliere da risultare difficile capirne il senso.
O vi ci perdete, o no.


Potete vederlo nel canale streaming specializzato in film invisibili e (quasi) introvabili FilmtVOD



Che strano trovarsi ieri sera a vedere un film belga, avere la voglia di parlarne stamattina e poi svegliarsi e vedere quello che è successo a Bruxelles.
Non è la prima volta che mi capitano questi cortocircuiti strani, ci devo riflettere.
Eh, perchè io questo Belgio mai ferito e impaurito come adesso (ma chi non lo è?) stamattina volevo esaltarlo per la sua cinematografia.
E non so se quello che è successo mi blocchi un pò o, al contrario, mi dia ancora più voglia di farlo.
Ma se già la strategia del terrore condiziona la vita non deve condizionare le parole, sarebbe la fine.
E allora eccomi ad esaltare una cinematografia che mi sta regalando perle su perle da anni, da Ben X ad Alabama Monroe, da Mr Nobody a Calvaire (a proposito, mi parlano benissimo anche degli altri Du Weltz). Senza dimenticarci i Dardenne e tanti altri piccoli grandi titoli che potrei stare qui ad elencarvi.

E ora mi ritrovo questo Violet, opera prima (credo) di delicatissima potenza.
E la sensazione che ho vissuto è strana, perchè mi sono trovato davanti un film esteticamente impressionante ma al contempo costruito tutto sulla sottrazione e sulla psicologia.


Di solito quando un film punta molto sull'estetica, come avviene per le grandezze inversamente proporzionali, ha come contraltare il fregarsene un pò meno dell'aspetto psicologico.
E' difficile essere belli e profondi, ne sanno qualcosa le bionde.
E invece Violet è un film ipnotico, che pare in un tempo sospeso (letteralmente lo dico, per come si mostra potrebbero essere passati mesi o, come sembra, appena due giorni), pieno di silenzi, del tutto privo di scene dinamiche, lentissimo.
E però, sempre che questo "però" abbia senso, è anche un film che a questi silenzi e a questo lento incedere vuole dare un vestito bellissimo, quasi lirico direi.
Jesse ha assistito all'omicidio in un centro commerciale di un suo amico, accoltellato (pare).
E niente, Violet racconta dei giorni successivi all'omicidio, della pacata disperazione della famiglia del ragazzo ucciso, dei momenti in cui Jesse sembra, e vorrei vedere, perso in una nuvola di pensieri, e del lento ritorno alla normalità.
Cercate intrecci particolari? Cercate chissà quali accadimenti o svolte? Cercate scene madri in ogni vicolo? Rabbia, disperazione, vendette private, indagini di polizia? girate alla larga
Violet non vi darà niente, niente.
Probabilmente nemmeno tante emozioni.


Le emozioni, semmai, le troverete nelle immagini. Perchè questo è un piccolo trattato di cinema.
L'incipit con quei filmati di telecamere a circuito chiuso (che bello il silenzio) che poi si fanno televisore, che poi si fanno stanza, che poi si fanno Jesse che sta lì, davanti all'amico morente.
O il magnifico primo piano di lui, quello della locandina, sporco di sangue, lavato da mani amorevoli.
O tutte le immagini di loro in bici per quei vicoli. Immagini di ragazzi in bicicletta che comunque non sembrano dinamiche per quanto sono lente. E non lo saranno nemmeno i camera car. In Violet non c'è mai velocità, tutto sembra procedere al rallentatore.
E come non citare quel paese preso di notte con quelle luci, mentre Jesse vede passare (credo) il funerale.
Ecco, in Violet non avrete mai troppe spiegazioni, dovete capirlo da soli che quelli sono i genitori nella tavola mortuaria, che quello è un funerale, che quello è il padre, che quello è la madre, che quello è Jesse andato a casa dell'amico morto e che quello è lui che torna, al tramonto, con la bici dell'amico.
Amico di cui non vedremo mai nessuna immagine, a testimoniare questa assoluta necessità del togliere.
Non c'è una sola scena spiegata, resa esplicita.
Per questo parlavo di film ipnotico. Quasi un'esperienza.
Jesse non sembra del tutto devastato da quello che ha vissuto, porta avanti la sua vita come sempre. Ma è indubbio che è coperto da un velo nero, è indubbio che nella sua mente ci sia un dolore che non andrà più via.
Quando il ragazzino gli fa vedere il cellulare allora sì che ha un gesto di rabbia. Ma durerà poco, il tempo di una gamba ferita.
Jesse, semmai, implode, non esplode mai. Ma ha gente intorno che sa stargli vicino.
Questo non è un film su un dramma annunciato, non è un film denuncia. E' un film che racconta qualcosa, anzi, mostra qualcosa, senza dare mai l'impressione di volerlo caricare quel qualcosa.
E senza voler dimostrare nulla.


Certo, forse esagera persino in questo suo esser nulla e nel modo in cui, questo nulla, lo mostra. Ci sono un paio di estenuanti riprese di interni che sembrano quasi infinite e, francamente, quasi inutili.
Il rischio di esercizio di stile c'è. Ma che stile...
Che bellezza quel bosco e quelle bici che saltano (ah, a proposito, potremmo citare Paranoid Park come film più vicino a Violet per accadimenti e ambientazioni, mettete solo le bmx al posto degli skate. In ogni caso trovo questo film belga superiore).
Gli alberi, il verde, la luce che filtra, l'inquadratura ferma e questi ragazzi che appaiono e scompaiono.
O la scena dei fiori rastrellati sul sangue o quella del fuoco e delle sue scintille.
Ma se ho raggiunto un'estasi visiva l'ho fatto nella scena della discoteca. Una carrellata avanti lentissima fatta al buio del locale. La musica a palla, i flash delle luci, e ti ritrovi dal tetto al viso di Jesse senza manco che te ne sei accorto. Quel viso perso su qualcosa, altrove.
Ecco, se proprio devo fare un (altro) appunto non ho proprio capito l'inserimento di alcune immagini amatoriali, sfocate, distorte, piene di filtri, che fanno da contrappunto alla (non) narrazione.
Qualcosa che avevo trovato, con molto maggior impatto, in un film al quale sono molto legato, Tarnation.
Ci sarà finalmente un pianto, sempre sommesso, sempre nascosto.
E un'inquadratura che fluttua in un quartiere, ennesima perla tecnica di un film che finisce la sua corsa in un fumo, in una nebbia, che tutto nasconde.
O se non tutto, quel poco che ci aveva mostrato.

(voto 7.5/8)

20 commenti:

  1. "Potete vederlo nel canale streaming specializzato in film invisibili e (quasi) introvabili FilmtVOD"

    Uhmmm... buona cosa!

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  2. Niente, hai detto tutto. Trovo bellezza nella scena della canzone "Violet", che anche tu hai citato e apprezzato, o in quella del ritorno a casa di lui, una sera, insieme alla bicicletta orfana dell'amico. Lì ho visto e sentito qualcosa. Molto del resto, per quanto visivamente splendente, mi è passato a malapena accanto.
    Ma a parte questa diversità d'accoglienza tra me e te, penso davvero che non se ne poteva scrivere meglio.
    ;)

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    1. Solo te potevi accorgete del pezzo "violet"...
      Io non me ne sono talmente non accorto che non capisco nemmeno a quale scena ti riferisci, ahaha

      la disco?

      ma anche io ho scritto che emozionalmente m0'ha dato pochissimo. Però in certe movimenti di macchina ed in certe immagini ho visto cose bellissime.
      Sì, quella scena delle bici non potevo non inserirla, anche in foto

      resta un film che due pennellate tue le meriterebbe

      grazie mille Chiara

      anche per, credo, averlo comprato, se lo meritano

      se l'hai trovato diversamente poco male, grazie lo stesso, ahaha

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    2. Ahah sì la scena della disco. Ma sai perché me ne so accorta? Perché spesso rimango a leggere i titoli di coda come una maniaca.Tra l'altro quelli di questo film particolari. E lì ho scoperto appunto il titolo della canzone, che tra l'altro mi aveva colpita, mi ricordava la musica che a volte mi ha fatto ascoltare Mauro, appassionato del genere. Poi va be' io sono un po' fissata coi titoli dei film, quindi anche con una ricerca successiva l'avrei scoperto :)

      Comunque sì, l'ho comprato! ahah
      Ma sì, ho cercato altre vie prime, lo confesso.
      Acquisterò ancora da loro, è evidente che si preoccupano di film davvero davvero invisibili. Il che vista l'offerta enorme del web è scelta sensibile ed intelligente. E il prezzo è davvero alla portata di chiunque.

      Ho avuto solo qualche problema con lo streaming, ma sono certa dipendesse dalla mia connessione. Infatti anche il film che ti stavo a mandà mi si è bloccato...a 96%! Il danno e la beffa proprio. Te lo sto a rimandà.

      Riscriverò, sono solo una attimo bloccata. Tutti i film che ho visto negli ultimi giorni, per quanto alcuni anche molto notevoli, non mi hanno attraversato. Può essere senz'altro un mio problema. Ma citando un tuo post, è un momento che ho sete di film di cuore, pancia al massimo. Così, a pelle, leggendo la tua anteprima, Mary and Max mi dà di che sperare. O magari sbaglio :)

      Grazie a te Giuseppe

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    3. Ah, visto che bei titoli di coda?
      Li ho guardati tutti anche io, ma solo per una cosa grafica, senza attenzione.
      Guarda, per la faccenda del titolo per me la stessa cosa, volevo assolutamente sapere da cosa derivasse.
      Ho scritto a Giulia, la ragazza che cura quel sito, e mi ha detto del brano. Tra l'altro non se ne è accorta lei ma un utente di filmtv.
      Te invece hai fatto tutto da sola.
      Ma io sapevo sì de sto brano, ma non quale, grazie.

      Hanno preso tanti bei film, avrai visto. Io vidi i primi 3 (policeman, l'invencion de la carne e revolution zanj), più di tutti mi piacque quello isrlaeliano ma secondo me te saresti più per quello sudamericano (il secondo).

      sì sì, credo che sia stato un problema tuo, a me si è visto benissimo

      oh, grazie mille, ce ne avrei un sacco da chiederti, sia per me sia per lettori che non ne trovano
      credo che un giorno mi convenga imparare, mi sento in colpa sennò

      eh, ma lo sappiamo che la scintilla Chiara-Film-Scrittura è una scintilla rara, non da accendino

      beh, che Mary and Max fosse un film "per me" lo sapevo da 5 anni, finalmente l'ho provato

      e sì, credo sia anche per te

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    4. Tu scrivimeli, magari non tutti insieme, uno alla volta, per scala d' "urgenza". Ti sto mandando il Dolan perché ce l'ho già. Alcuni della promessa si trovano in streaming tranquillamente, poi man mano ti do una mano :)

      Se vuoi imparare io ti posso insegnare, resta che a me non pesa. Non è un dovere ma un piacere, che quindi investe tempo e volontà miei. A me piace vedere i film da sola, è vero, ma ciò non toglie che sia un gesto sociale.
      A presto

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    5. Mi piace sta cosa del gesto sociale, è quello che è sempre stato per me.
      In videoteca, nei cineforum, nel blog, anche nella cosa dello streaming condiviso.
      I film vanno dati, regalati, consigliati, elargiti, condivisi, tutto.
      Anche se poi uno se li vede da solo.
      Allora cara mia segretaria numero 2 (in senso numerico, non di importanza), quando puoi mi fai una lista dei 14 film che mi mancano e mi dici cosa trovo e cosa no, ahahha

      ah, visto che andiamo di uno per volta a sto punto, a parte quelli che troverò in streaming, tra quelli che non trovo per ora mi basta Dolan.
      Quindi, semmai, mi hanno chiesto in mail Attenberg e Seul contre tous.
      te l'ho scritti qua perchè ormai rispondevo al commento, ovviamente in genere faremo tutto in privato

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  3. Gran bella sorpresa, davvero! Me lo ero appuntato ancora dalla penultima edizione del TFF (tra l'altro, ho notato che combinazione, i film che finora ho noleggiato da FilmTv sono tutti passati per Torino!) ma direi che le aspettative questa volta sono state superate. Che dire, Violet rientra appieno tra quei film che posso solo amare, e ne hai espresso perfettamente le sensazioni che una visione del genere, sospesa (te pareva) e inotica, può generare nello spettatore. Anch'io ho apprezzato un sacco la scena della disco, ma come giustamente hai scritto, è tutto un'amalgama impeccabile di luci, colori, movimenti lentissimi, fuori fuoco (ha stile Devos, annulla la profondità di campo in maniera impressionante, e quello è già un fattore che mi esalta). Ti dirò che esteticamente mi ha ricordato quasi un Dolan, estremamente più asciutto e dark ovviamente, o meglio, più simile a Bergsmark, quello di Something Must Break, film che non hai visto ma che devi, se apprezzi Dolan!

    P.S. So che non correggi mai, ma c'è questo infinitesimale errorino, se vuoi metterci mano "pieno si silenzi)... ;)

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    1. Ahah, sei un delizioso perfezionista, un purista

      correggerò

      tra l'altro si per di è errore fisso, in chat proprio continuo ad esempio

      Io credo, anzi, so, che tra Filmtv e TFF c'è un legame molto particolare, non credo sia un caso...
      Tra i più grandi amici di quel sito molti sono di Torino e comunque tantissimi si riuniscono ogni anno per andare al festival.

      Commento "tecnico" perfetto, per quanto io ne possa capire resto sempre uno che l'ha studiato solo a livello teorico, te invece anche sul campo.
      Ecco, mi scoccia fare l'esperto su DOlan (ho visto un solo suo film, anche se proprio ieri Chiara me ne ha mandato un altro) ma assolutamente, il tuo paragone ci sta tuttto.
      Ma lo lascio a te che conosci Dolan mille volte meglio di me.

      Eh, titolo messo in lista mail, mai mai sentito

      grazie!

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  4. P.P.S. e i(p)notica... ho errato anch'io :p

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  5. L'ho appena finito di vedere. Lo inseguivo ormai da più di un anno (da quando fu presentato a Torino) e nell'attesa mi vidi la sua opera prima, il cortometraggio "Taurus" (2006) visibile qui: https://vimeo.com/33030049
    Da quel corto capii subito che lo stile di Devos era straordinario e che si addiceva ai miei gusti. Oggi posso dire che l'attesa mi ha ripagato parecchio.
    Violet è un film splendido con un ritmo in qualche modo catartico, visivamente poi...non c'è manco da parlarne.
    Quell'uso della profondità di campo o dell'out of focus sono magistrali. Ma hai visto che in molte scene la tecnica utilizzata si avvicina molto a Post tenebras lux? Poi, rifacendomi a quanto detto qua sopra da Frank, c'è Dolan e Bergsmark (Something must break devi vederlo assolutamente!!), Paranoid Park come hai notato tu stesso. Se poi voglio esagerare, ti dico che mi ha ricordato un pochino anche il sottovalutato Afterschool e il "Fear X" di Refn con il quale divide l'omicidio nel centro commerciale e i filmati delle telecamere a circuito chiuso.
    Insomma, ennesima perla del cinema belga, un cinema vivo e di gran classe.

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    1. Ma dove l'hai visto, sul canale streaming che ho messo?

      E te c'hai già tutta sta competenza tecnica?
      Hai capito...

      Oltre alle note tecniche tiri fuori un sacco di riferimenti e film. Fear X ne avevo sentito parlare ma non so manco d che tratta (a parte ste due cose che mi hai anticipato te), Afterschool visto e recensito (e sì, sottovalutato), poi quel titolo che mi dici di vedere assolutamente qualcosa mi ricorda, forse me l'avevi già consigliato te stesso.
      C'è un film che ho visto molto recentemente in cui in 2,3 scene ho avuto la sensazione di avere davanti Post Tenebras Lux. Ricordo anche di essermi dispiaciuto di non averlo messo in rece. A sto punto credo fosse proprio Violet, mi fido delle nostre percezioni comuni.
      Speriamo che la mano di Devos faccia qualcos'altro, se prende il soggetto giusto, magari anche un filo più ambizioso, ce scappa er botto

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    2. Ah, ho salvato il corto, presto (spero) me lo vedo

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    3. sì certo l'ho noleggiato su vimeo (mi ero segnato da giorni la data 19/3, giorno dal quale fosse disponibile), tra l'altro ad inizio anno ho noleggiato sempre da lì due dei migliori film visti in questo 2016, due vere e proprie bombe: "Noche" e "Leones" tutti e due argentini. Frank ne sa qualcosa a proprosito ;)
      E a breve prenderò anche il film della Decker "Thou Wast Mild and Lovely".
      Il ringraziamento a FilmTvOD è doveroso ;)

      Sì, forse i riferimenti so pure troppi (sì che poi mi so scordato di citare l'Haneke di 'Benny's video' e di 'Caché' riguardo al silenzio e l'importanza delle riprese video), però Violet mi ha rievocato parecchia roba, e tutta buona!

      Mo non so che altri film ti sei visto ultimamente oltre a quelli recensiti, ma quel film credo proprio fosse Violet ;-D

      Devos è da tenere assolutamente sott'occhio, dici bene

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    4. Ma che gran bel corto...

      Ed è Violet in piccolo, essenziale come quello, parte da un'omicidio, poi è sospeso nel tempo e finisce con un pianto.
      E' come un Violet di 7 ore anzichè 3,4 giorni.
      Non ho capito se quella telefonata è alla propria madre o alla madre del (presunto) ragazzo ucciso.
      Ma poco cambia, bello così.
      Mano impressionante Devos.
      Intanto giro il tuo commento a Giulia (la "capa" di quel canale, la conosco bene) perchè gli farà molto piacere.
      E mi appunto quei titoli.


      Grande il riferimento all'incipit di Cachè, uno degli incipit più assurdi che ricordi (mmm, una lista sugli incipit?).

      guarda, i film che vedo sono tutti recensiti, quindi credo proprio fosse Violet...

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    5. Son contento ti sia piaciuto ;)
      Hai perfettamente ragione, un Violet "ridotto".
      Riguardo la telefonata, non ho mai cercato la risposta. Poco cambia infatti.
      Che poi il bambino più piccolo altri non è che Jesse di Violet.

      Grazie :)

      Eh, un bella lista sugli incipit non sarebbe male ;) e poi mi renderebbe per la seconda volta in pochi giorni fonte di ispirazione per playlist (qualche giorno fa ho ispirato da un'altra parte una lista sui film-fiume o meglio la lunga durata nel cinema narrativo ;)

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    6. No, è Jesse??

      Figurati che io stavo ancora cercando di capire se era maschio o femmina...
      Poi non avevo visto l'anno di uscita, quindi non potevo far calcoli.

      mmm, e perchè sta lista non la fai qui tu per il blog?

      :)

      solo roba che hai visto e non vecchissima però, alla Peppe

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  6. mmm...mi stuzzichi :)
    diciamo che prendo l'idea in considerazione. Nel caso ci risentiamo;)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao