8.8.16

Recensione: Upstream Color



Dal regista di Primer un altro film molto difficile.
E ancora più ambizioso.
Tra esistenzialismo, ipnosi, scienza e un particolarissimo connubio uomo-natura, un film probabilmente grandissimo che rischia, però, di sovrastarti.

A volte capitano film -sarebbe bello farne una lista- che ti danno la sensazione di essere troppo più grandi di te.
Ne senti la potenza, l'importanza, l'ambizione, ma non riesci a raggiungerli lassù in cima. Magari hai bisogno di un secondo tentativo di scalata, oppure di un buon sherpa che ti aiuti, oppure ancora di una tua condizione psicologica o fisica migliore.
Upstream Color è così, un film che sento gigantesco ma, almeno durante la prima visione, troppo arduo per me.
Non è un caso che il regista (non solo regista ma anche sceneggiatore, montatore, curatore della colonna, attore, tutto) sia il Carruth di Primer.
Due soli film, due opere di una difficoltà pazzesca.

Entrambe molto colte, entrambe scientificamente ambiziosissime, entrambe assolutamente indifferenti al qualsivoglia minimo aiuto allo spettatore.
Carruth in questo senso, oltre che un talento pazzesco, è uno dei registi più radicali della nuova generazione. I suoi film, a costo di rimetterci, non offrono alcun compromesso con lo spettatore, nessun appiglio sicuro.


Carruth pare quasi scrivere per sè stesso creando opere profondamente personali.
E molto ambiziose.
Ma se Primer sembrava "limitarsi" all'ambizione scientifica, usando i paradossi temporali e gli universi paralleli in un modo forse mai visto prima, Upstream Color è forse ancora più ambizioso perchè, pur sfiorando anch'esso l'universo-scienza, sembra finire in concetti molto più grandi ed esistenziali.
E' un film che fin dall'inizio ci pone in difficoltà.
Vediamo uno strano scienziato, ai confini col botanico, armeggiare con dei vermetti. Lo vediamo inserirli in delle pasticche. Poi lo vediamo aggredire una donna e fargli ingerire una di quelle pasticche.
Da quel momento in poi la donna entra in una specie di ipnosi nella quale è "dominata" e manovrata dall'uomo.
O.k, difficilotto, o.k, Carruth salta molti passaggi e molte spiegazioni, ma bene o male ci siamo.
Gran bella fotografia, attori super in parte, regia affatto banale, molto interessante.
La ragazza, Kris, si rende conto di avere "qualcosa" dentro di sè (ottimi gli effetti). Fa per togliersela ma non ci riesce.
E poi accade qualcosa che fino alla fine resterà un mistero da interpretare. La ragazza, forse attratta da delle specie di ultrasuoni, arriva da un uomo che sembrava aspettarla. Questi le toglie i vermi e li inietta in un maialino. Cioè, questi primi 20 minuti, lo capite da soli, fanno già di Upstream Color un film unico, arbitrario.
La ragazza viene liberata. Conosce un uomo (lo stesso Carruth) e i due si innamorano. Ma a lei la testa funziona poco, quello che è successo su quella roulotte deve avergli lasciato qualcosa dentro.
Bisogna scoprire cosa, bisogna scoprire dove.


Upstream Color è un film che si basa principalmente sulle sensazioni. Il plot sembra sospeso nel tempo, quasi ininfluente. Quello che conta sono le sensazioni e le emozioni che vivono i protagonisti. E noi con loro. Ad esempio si dà un ruolo importantissimo, mai visto prima così importante, ai rumori. Ma anche i colori, i piccoli oggetti, tutto sembra sovraesposto.
L'uomo della roulotte va sempre alla ricerca di suoni e di rumori. Non si capisce bene perchè. Lo vediamo anche osservare persone. Probabilmente anche lui cerca qualcosa o qualcuno.
Kris e Jeff, intanto, vivono una storia d'amore fortemente disturbata psicologicamente.
E, nel frattempo, il film usa quasi sempre un montaggio alternato tra la coppia e l'allevamento di maiali dell'altro uomo. Si capisce che c'è una correlazione fortissima tra le due cose, del resto "qualcosa" dentro di Kris era finito in quel maiale.
Le scene arbitrarie e apparentemente senza spiegazione continuano. Come quella della coppia la cui lei finisce all'ospedale. L'uomo della roulotte è anche là da loro.
Si resta storditi, affascinati, anche un pò incazzati dal tutto.
Compare più volte un libro, Walden, vero e proprio protagonista del film.
E' un libro di uomo che raccontava il suo ritorno alla natura, una specie di Into the wild ante litteram.
Ma del resto questo connubio uomo-natura, come detto sopra, è fortissimo.
Siamo dalle parti di un cinema concettuale, metafisico, filosofico.
Kris e Jeff sentono che è successo loro qualcosa, sentono che devono capire. E' come se l'Uomo debba capire chi è, da dove viene, per poter andare avanti. I ricordi riaffiorano piano piano, suoni, pagine del libro, sono tanti gli elementi che finalmente porteranno i due all'origine del tutto.


La prima parte, quella dello scienziato e dell'ipnosi, l'ho trovata splendida. Tutta la parte centrale invece a volte fatica ad andare avanti e si concentra troppo sulle dinamiche di coppia. Poi nel finale la parte psicologica ritorna prepotentemente fuori verso un finale molto suggestivo.
Per alcune cose potremmo paragonare Upstream Color ai film sulle adduzioni aliene. La differenza è che se in quest'ultime il legame che si instaurava era con esseri "superiori" e futuristici qua, al contrario, attraverso i maiali e quell'allevamento, sembra esserci un legame più atavico, naturale, "originario".
Come con Primer faccio veramente fatica a scrivere.
Come con Primer è necessaria una seconda visione.
Però, ecco, se il primo film poteva comunque affascinare intellettualmente alla prima visione, questo qua sembra superiore, sembra colpirci in maniera più profonda e assoluta.
I fiori che nascono sul fiume, il cd dei rumori, la morte di quello in "due luoghi" diversi, sono tante altre le cose quasi incomprensibili.
(io ho pensato che lo scienziato e l'allevatore possano essere complici, che il primo procuri "cavie" per il secondo, ripulendole poi di tutti i loro soldi)
Ma vedere queste persone, tutte le "vittime"dell'allevatore, finire in quel recinto e ritrovare, in qualche modo, sè stessi l'ho trovata una scena potentissima.
E quel primo piano finale non umano è meraviglioso.
Ed è proprio questo finale che mi ha confermato quello che penso. Questo qua è un film grandissimo. Per apprezzarlo del tutto bisogna raggiungerlo in cima. Magari ce la farò la prossima volta.


21 commenti:

  1. Recensione perfetta, o almeno che rispecchia quanto ricordo del film. Si capisce la trama ma "significato" e dettagli possono sfuggire. Comunque avercene, anche considerando il budget limitato.
    Per la eventuale lista partirei da The tree of life, anche un po' Enemy e per quel che mi riguarda pure Sinecdoche e The Master, che nonostante l'oggettiva grandezza ho trovato di difficile fruizione a tratti.

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    1. AHah, che buffo, quando ho fatto quella prefazione iniziale volevo citare proprio The Master e Sny...
      Giuro eh.
      Vabbeh che The Master lo cito sempre come esempio di film più grande di "me"

      ti ringrazio moltissimo. Sì, sto Carruth fa tutto da solo e senza una lira, un autore vero, interessantissimo

      oh, ma per il raduno proprio no?

      il gruppo di torino freme

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    2. Eh cavolo...la vedo davvero dura. Mi dispiace che sia il weekend sbagliato, ho un impegno il 4 e non riuscirei ad esserci se scendessi al raduno. Credo che le possibilità siano quasi a 0...mi dispiace anche perché col viaggio già pronto era una favola, comunque spero proprio ci sia una replica in futuro magari proprio a Torino per il TFF come commentavate sull'altro post. Intanto magari ti aggiungo su Fb.
      Comunque dai ormai la lista l'abbiamo cominciata, ti tocca farla! :)

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    3. azz, mi spiace...

      ahah, è più facile che venite in 40 da me che io da solo da voi. A parte la pigrizia quel periodo, negli ultimi 3 anni, è quello dove la fabbrica mi ha sempre chiamato

      eh, di liste in mente ce ne ho tante

      ed è tanto che non ne faccio in verità ;)

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    4. Allora faremo il II Raduno de Il buio in sala...senza il fondatore!
      A parte gli scherzi a questo punto spero non potrai proprio venire perchè ti richiameranno!

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    5. eh, è quasi sicuro ;)

      a meno che non trovo prima qualcos'altro che mi tolga da questa maledetta/benedetta fabbrica

      ma sono 3 anni che non trovo niente

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  2. Questo è uno dei miei film preferiti degli anni 2000. L'ho visto e rivisto (si parla di quasi una decina di volte) forse capendolo, forse non comprendendolo affatto.

    Ma forse è meglio così; questo alone di mistero, per me, riesce a rendere il film ancora più mistico e magico.

    E con la tua recensione sono rimasto muto, senza parole.

    Impeccabile!

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    1. Oddio, e io che pensavo di aver fatto una recensione penosa...
      Cioè, te l'hai visto 10 volte e mi dici che va bene? a me che l'ho visto una sola e mi sono arrampicato sugli specchi per scriverne qualcosa?
      meno male allora, mi confortate ;)

      grazie!

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    2. Per come la vedo io, il vero giudizio del Cinema (quello con la C maiuscola) lo si dà alla prima visione. Quelle emozioni che ci colpiscono la prima volta, quelle scene che rimangono impresse, ciò che è riuscito a farti provare con un semplice accumulo di immagini e musiche. Le visioni successive sono solo intellettive o per poter apprezzare maggiormente la tecnica.

      Ma il Cinema è da gustare la prima volta. Porobabilmente, pure rivedendo 10 volte Dancer in the dark o The tree of life, non avrò più il piacere della prima volta (ok frase ambigua).

      Ovviamente, questo è solo un mio ideale e non vale un cazzo, non è universale.

      Ovviamente mi riferisco solo a film immensi, mica ad American Pie.

      Sta di fatto, che queste tue recensioni umili, scritte forse anche di getto, sono quelle che preferisco. Sono pareri sinceri.

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    3. luca, ma te il raduno?

      mi avevi già risposto?
      di dove sei?

      guarda, io non rivedo (quasi) mai film, quindi dirti che ti dò ragione è il minimo. Non parliamo poi della mia vita "dopo il blog". CIoè, io devo scrivere sempre dopo la mprima visione, possibilmente poche ore dopo. A prescindere da tutto devo riportare su carta le sensazioni e le emozioni della prima visione, anche a costo di fare recensioni incomplete o persino sbagliate.
      Quindi quoto tutto.
      E mi sono pure accorto che ogni volta che dico "questo lo devo rivedere" poi alla fine non lo faccio mai


      grazie, come sempre ;)

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    4. Purtroppo sono della provincia di Brescia (sottolineo il "purtroppo"). Poi, tra esami a fine agosto e lavoretti qua e là sono ancora più impossibilitato.

      Il mio cuore piange...

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    5. me sa che le possibilità stanno a zero, mi hai convinto ;)

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  3. Ottima recensione giusé ;) traspare tutta l'immensità di quest'opera. La seconda visione non credo sia obbligatoria al fine di capire il film. Penso fortemente che film come Upstream Color non si vogliano far capire essendo basati sulle sensazioni come dici bene te. Vanno a briglie sciolte e tentare di comprenderli o individuare un filo logico e razionale non fa che sminuirli. Evvero anche che trovarsi di fronte un film di questo genere può infastidire, ma qui si va sul personale. Nel mio caso, rivedendolo dopo anni ed essendo ormai più avvezzo ad un cinema che rinnega l'idea del plot classico (in numerosi casi proprio il plot in generale), mi sono accorto dell' importanza di farsi letteralmente trascinare, cosa che non feci alla prima visione durante la quale ero impegnato a cercare di trovare i pezzi del puzzle che mi avrebbero permesso di razionalizzare ciò che stavo vedendo, e certo non mi aiutava nemmeno il fatto di averlo visto 'in mezzo' a film improntati su un metodo tradizionale...

    Comunque sono contentissimo ti sia piaciuto ;)

    P.s. The Master l'ho rivisto un paio di settimane fa...niente, uno dei miei film preferiti. Ho aspettato a rivederlo e ho fatto bene, l'ho fatto 'mio' rispetto a quando lo vidi nel 2013. L'ho spogliato di tutto, i ricordi della prima visione, l'alone Scientology sopra di esso, qualsiasi razionalizzazione. Sono riuscito ad ascoltare quello che aveva da dire a me e ora posso dire che si tratta di una delle migliori opere cinematografiche che abbia mai visto.

    P.s. Non te l'ho detto ma circa un mesetto fa ho visto Kreuzweg ( Stations of the cross) e ti dico subito che si viaggia sull' 8.5-9 a parer mio. Massimo una settimana e te lo posso passare se vuoi ;)

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  4. Ah, comunque incredibile come Shane Carruth sia riuscito a fare tutto sto ben di dio (Primer e questo) con 14,000 $ scarsi. Upstream color l'ha girato con una Panasonic da 600 euro!!!

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    1. e la panasonic in questione è una macchina fotografica!

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  5. Un'altra cosa XD El Abrazo de la Serpiente lo vedrai? Io l'ho visto al cinema l'altro giorno. Bellissimo film, esteticamente meraviglioso, ma mi si è rivelato al di sotto delle mie aspettative, ahimè altissime. Comunque da recuperare ;)

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    1. 1 sì, hai ragione, questi sono film in cui devi vivere le sensazioni che tramsmettono e non pensare ad altro. Ma alla prima visione, come dici anche te, è quasi impossibile farlo, non sai cosa hai davanti, è normale che provi a capire tutto quello che puoi. Mi ha ricordato Amer, ma lì secondo me siamo ancora oltre, la simbiosi col film, a prescindere dal plot, è ancora più forte, pure sensazioni

      2 devo rivedere The Master. Perchè io lo so che è un capolavoro, lo so.

      3 certo che lo voglio! è anche nella Promessa! lo scrissi, questo è il miglior film dell'anno scorso. Anche se non l'ho visto. Il link che avevo trovato era pessimo, ti aspetto!

      4 il rapporto qualità-budget dei film di Carruth credo non abbia pari con nessuno...

      5 sì sì, anche questo devo vederlo per forza. COme cemetery of splendour ;)

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    2. 1) Oh sì, Amer è perfettamente associabile al film di Carruth. Il film di Cattet-Forzani a parer mio è un capolavoro, ricordo sensazioni fortissime alla visione. Il secondo loro film gioca allo stesso modo ma è un poco inferiore, seppur sempre di grandissimo impatto. Lo hai visto?

      2)Non puoi fare di meglio :) ti ripagherà...

      3,5) Guarda allora provo già stasera;) C'ho anche Cemetery of splendour che però devo ancora vedere. Se vuoi ti passo anche quello ;) Weerasekhatul lo adoro, i suoi film maggiori li ho visti tutti; autore unico!

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    3. cavolo, non sapevo nemmeno di un loro film successivo. Trovamelo ragazzo. Sarebbe un'altra lista da fare, quella dei film-sensazione ;)

      2 lo so

      mi pare che Cemetery già ce l'ho ma controllo!

      ovviamente per me sarebbe il primo wenfjnwjnfwkfn

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  6. Primer mi è piaciuto, proverò anche questo!

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    1. per un pò di giorni ho ancora il file se mai avessi problemi nel trovarlo ;)

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