14.2.17

Recensione "Reversal"

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Prima o poi tornerò a vedere e recensire tutti i bellissimi film che ho in lista da vedere, in sala o no. 
Ma in questo periodo in cui elemosino davvero due ore libere riesco solo a buttarmi, ogni tanto, sul thriller e l'horror.
E anche stavolta l'ho fatto senza alcuna aspettativa, giusto per vedere qualcosa.
E invece Reversal è un thriller a tratti sorprendente, "nuovo", diverso, che batte strade alternative a quelle di tanti altri.
Certo, ha assunti e derive improbabili, però, signori, questo film osa. E osa anche nel non spiegare troppo.
E ha una grande regia e una grande interprete.
Ma ce ne fossero, ce ne fossero come Reversal

presenti spoiler

Al netto di pregi e difetti è un sì, un assolutamente sì cazzo.
Ero straconvintissimo che mi sarei trovato davanti il solito film di prigionia e invece no, Reversal è un thriller che cerca continuamente di scompaginare le dinamiche viste e riviste nel genere.
Se non fosse per qualche assurdità di trama (e un soggetto talmente improbabile e strampalato da far fatica a renderselo credibile ) direi addirittura che questa opera prima (o seconda, non ho capito) di tal Cravioto potrebbe tranquillamente diventare un piccolo cult.
Quello che è sicuro è che questo per me è il modo di affrontare il genere, con strade laterali, con sceneggiature anche pazze ed improbabili, ma "nuove".
E poi lo stile, ragazzi, c'è, eccome.

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Una ragazza è tenuta prigioniera in un laido scantinato.
C'è di tutto per vedersi un altro Split, un Room o uno delle miriadi di film su ragazze rapite.
E invece dopo 5 minuti c'è subito il colpo di scena.
La ragazza si libera.
Ecco allora che quel, al solito, banale ed evitabile sottotitolo italiano, "La fuga è solo l'inizio", per una volta almeno centra perfettamente la vera particolarità del film di Cravioto.

Quello che negli altri film di solito rappresenta la fine qui è l'inizio.
Ed è anche qui che, però, c'è la vera prima magagna di Reversal, quella proprio del soggetto cui accennavo sopra.
Una ragazza che esce dopo 6 mesi scappa, punto.
E se proprio vuole vendicarsi uccide il carceriere.
E se proprio vuole salvare tutte le altre ragazze che ha scoperto esser tenute prigioniere scappa e va dalla polizia, ovviamente non uccidendo l'aguzzino (che sa dove sono le ragazze) tendendolo bloccato.
Quello che fa Eve, quindi, è improbabile. Una scelta di genere che, già per soggetto, non può rendere Reversal un film veramente d'autore o importante anche al di fuori dell'horror/thriller.
Ma un film è tante cose e un'eventuale assunto sbagliato non può essere la tomba del giudizio. Anche se di questi tempi di giudizi lapidari solo perchè un film ha un soggetto improbabile ne leggo parecchi.
No, non fermiamoci lì.

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Perchè questo Reversal è un film pazzo, sghembo, pieno di variazioni, a volte sorprendente, girato benissimo e con una protagonista, oltre che bellissima, davvero notevole.
Parlo di Tina Ivlev e solo il suo viso nel finale (come fu già con il viso di Anya in Split...) vale di per sè una visione.
Interpreta una ragazza forte, fortissima, di grande valore morale.
Una specie di Final Girl che, con una sceneggiatura del genere, è un misto anche di Initial Girl.
Tra l'altro ho apprezzato darle una pistola in mano e non commettere il solito errore per cui in questi film ragazze giovani e gracili diventano macchine da guerra che manco un marine.
Dicevamo grandi valori morali.
Eppure, e anche questo è uno dei grandi meriti del film, questi valori morali sono continuamente messi in discussione sia da quello che accade (tutte le morti causate da Eve) sia da un'atmosfera molto particolare che per quasi tutto il film ti fa sospettare della sanità mentale della ragazza. 
Perchè è stata imprigionata?
Chi sono gli uomini dietro tutto questo?
Cosa vogliono?
Chi sono le altre ragazze?
E quelle nella fabbrica?
Che ruolo ha il suo ex ragazzo?
Chi è veramente Eve?
Sono tantissime le domande che Reversal ti pone davanti. E anche qui c'è una gran bella cosa, ovvero quella di non farti mai spiegoni, non darti mai risposte certe.
C'è un grande lavoro in sceneggiatura per rendere lo script di Reversal non grossolano come tanti altri, più interpretativo ed emozionale.
Ecco, in questi non detti del film io riconosco una mano d'autore nella scrittura (non del regista).
Perchè, per quanto riguarda la regia e l'estetica, c'è da alzare le mani, è oggettivamente di valore.
Bellissime inquadrature, luci perfette, alcuni movimenti di macchina strepitosi (la scena della m.d.p attaccata al filo che lei tira, che roba), un grande occhio (la macchina che si allontana nella notte diventando solo un minuscolo punto è bellissima), belle location.
C'è tanta roba, tanta varietà, tanto ritmo.

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Peccato una certa ripetitività ed eccessiva lunghezza nella perlustrazione delle case (l'andare in varie case è scheletro di sceneggiatura del film).
Se devo ricordarmi un film che per regia mi diede la stessa sensazione è il primo Wolf Creek, ecco, e ho detto tutto.
Ma, detto questo, non è solo qui il buono di Reversal.
Lo stesso titolo (inversione, rovesciamento) è un pò l'anima di tutto.
Anche a livello stilistico e contenutistico.
Perchè questo è un film che ama cambiare direzione, sorprendere, prendere strade alternative, tornare indietro.
E lo stesso titolo potremmo applicarlo alla scena finale, bellissima e anche un pò enigmatica, con quella ragazza che, appunto, "torna indietro" e blocca quella porta.
Probabilmente è l'essersi resa conto che non può finire così, che la verità va detta fino in fondo o che qualcuno deve definitivamente morire.
E quella porta che sta per chiudersi, come a significare un occultamento di tutto, viene bloccata.
Prima Reversal è tante cose. E' un drammatico a tinte forti (ragazzi, il mondo che ci racconta è terribile e assolutamente verosimile in tanti aspetti), è un thriller, è un soft torture. Per certi versi somiglia tanto a quella mezza perla che è The Seasoning House.
Però quanto in quel film non c'era "niente da capire" qui invece mettere in fila tutte le trame del film ed ogni suo aspetto è veramente dura. 
Sono troppe le frasi sibilline dette dal carceriere ("te non sei come le altre" "queste ragazze vogliono star qui" "non dai da mangiare alla ragazza all'angolo" - a proposito, perchè non dice "tua sorella"? entrambi lo sanno- o tutte quelle che dice riferite all'ex ragazzo di Eve).
C'è tanto da provare a capire, anche il ruolo, presumo decisivo, di questo ex ragazzo.
I continui filmini lo pongono a protagonista assoluto. E vederlo in quella casa, con quella ragazza, fa pensare a tante cose, prime tra tutte un suo coinvolgimento ormai definitivo con quella rete di criminali.

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Già, ma se lui fosse stato dentro già dall'inizio, da quando stava con Eve?
Se fosse stato addirittura lui a "consegnare" Eve e sua sorella alla rete?
Ci sono altre foto che lo ritraggono con altre ragazze, presumibilmente una è di quelle tenute prigioniere.
Davvero l'ha conosciuta quando si è messo ad indagare sul caso di Eve, restandone invischiato?
O è un'altra che ha conquistato e poi mandato da queste belve?
Che bello potersi immaginare tutto, lavorare sul film.
Capita raramente in queste piccole produzioni di genere.
Poche osano.
Certo, il livello di capolavori come Kill List è lontano ma, caro Cravioto, io ti seguirò.
Se solo avessi fatto un lavoro più pulito, se solo l'assunto iniziale fosse stato più credibile, se solo certe dinamiche avessero avuto un pizzico più di verosimiglianza (anche il carceriere, attore che non mi ha entusiasmato, è incredibile resti sempre così lucido e non muoia mai...), il tuo film sarebbe stato uno di quelli che difficilmente mi sarei mai dimenticato.
Magari, sarà così lo stesso.


2 commenti:

  1. Condivido tutto, perché anche a me è piaciuto tanto ed ha davvero sorpreso in positivo, proprio per quei motivi da te elencati simili ai miei ;)
    Ecco la mia rece http://pietrosabaworld.blogspot.it/2017/01/thriller-week.html

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