21.10.17

Recensione: "Bellas Mariposas"

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Bellas Mariposas è qualcosa di stranissimo.
E' qualcosa che rischi di innamorartene senza accorgerti.
Imperfetto, strano, indeciso, verboso.
Qualcosa che somiglia a niente.
O forse sì, forse dobbiamo andare a Pietro Marcello e al suo realismo magico.
E c'è poco da fare, io questo cinema incerto ma vero me lo sento addosso.

Sardegna.
Un ragazzino paffuto e occhialuto viene avvicinato da due bulli.
Iniziano a molestarlo. E non si sa se non sono convinti nemmeno loro della cosa o, semplicemente, non recitano un granchè bene.
Ma c'è una voce fuori campo, una voce femminile, di bambina, che ci dice che quel giorno quel bambino paffuto e occhialuto sarà ucciso, che questo è il giorno del suo ammazzamento.
Poi quella bimba, che dimostra più dei suoi 12 anni ma sempre bimba è, la troviamo al bagno. E continua a raccontar cose. 
"Ma a chi le racconti?" le fa la sorellina.
Le sta raccontando a noi.
E guarda la telecamera, e ci presenta i personaggi, e ci dice chi è lei, la situazione in cui vive e i sogni che ha, cantante soprattutto.
E allora inizia a cantar Mambo Italiano, malino peraltro.

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Intanto la sua vita va avanti, il padre irrompe al bagno e la sgrida. E lei un pò si relaziona ai personaggi dentro lo schermo e un pò a noi.
E anche i due audio si confondono quasi, non si capisce nulla.
Se in più ci mettete alcune parti in dialetto sardo (e io sono sempre pro all'uso del dialetto) il quadro è completo.
Sono passati 5 minuti e abbiamo già un film pieno di difetti, non pulito, quasi artigianale. Ma tremendamente ipnotico.
Ma che strana, stranissima cosa che è questo film dal titolo meraviglioso, Bellas Mariposas, belle farfalle, opera sarda intima e viscerale che somiglia quasi a niente.
In realtà più il film andava avanti più un nome mi veniva in testa, quello di Pietro Marcello e dei suoi due bellissimi La Bocca del Lupo e Bella e Perduta.

Perchè avvertivo le stesse sensazioni, quelle di trovarmi davanti un'opera ai confini del neorealismo (con Marcello praticamente documentario) ma piena di fughe dalla realtà, sia tecniche (ad esempio quella continua interpellazione alla macchina da presa) che narrative (ad esempio l'arrivo della strega che il Fato cambierà).
Io definii questo genere realismo magico.
Ecco, Bellas Mariposas è un realismo magico, un'opera imperfetta, piena di difetti, momenti morti, debolezze, eppure a tratti ipnotica, magica appunto.
E dolce, dolcissima.
La vicenda si svolge in un'unità di tempo, si parte in una notte dove ogni 5 minuti o si sveglia qualcuno o torna qualcuno a casa e si arriva alla notte successiva.

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Non sembra esserci una trama per tutto il primo tempo, solo il racconto di queste persone che si svegliano, di alcuni fratelli e sorelle di Caterina che tornano a casa, dei vicini, dell'alba. L'atmosfera è quella grottesca e divertita di E' stato il figlio, altro film molto richiamato.
In realtà la materia del film, come in E' stato il figlio, è nera come la pece. Questo è un film che racconta un degrado urbano e morale pazzesco.
Un film pieno di uomini che non valgono un cazzo, o fannulloni -nel migliore dei casi- o pedofili e pervertiti nei peggiori.
Caterina racconta cose orribili con la cadenza e la tranquillità della commedia. Un padre schifoso, laido, maiale. Dei fratelli eroinomani, la sorella poco più grande prostituta. E il mondo fuori, la spiaggia, il bus e tutto il resto, non è che vada meglio del microcosmo casalingo.
Eppure Caterina di tutto questo ride. Ride probabilmente per non uccidersi di disperazione.
Ride perchè a fianco a lei c'è Luna, la sua migliore amica, paffutella e dal viso dalla bellezza acerba ma abbagliante.
Due bambine che vivono nella miseria, che conoscono già mille schifezze della vita, che ormai sembrano accettare tutto. 
E ridono. 
Metà del film, una metà del film probabilmente tirata troppo per le lunghe e a tratti noiosa, ci sono loro che si divertono di ogni cosa.
E questa loro risata è talmente pura, coinvolgente e naturale che vien da pensare che tante scene siano quasi improvvisate, con queste due bambine che dicono o vedono cose sporche e non ce la fanno a trattenersi.
E intanto la giornata va avanti senza che accada praticamente nulla.
C'è una scena straordinaria, vista sì mille volte al cinema ma qua resa veramente da Dio.
Caterina si tuffa in acqua. I rumori di ambiente scompaiono e lei ci racconta come lì, soltanto lì, sott'acqua, lei riesca a sentirsi bene, lontana da tutti i problemi, in un mondo tutto suo.
Una sequenza lirica.
E sembra quasi che per questo poi fuori dall'acqua, nel mondo emerso, parli con "noi", con gli spettatori. E' come se questo artificio, questa quarta parete inesistente film-spettatori sia un qualcosa che serva a Caterina (e a lei soltanto, anche Luna a volte si sorprende di quello che fa) per uscire da quella merda di realtà, una finestra di speranza, una via d'uscita.
Intanto continuiamo a vedere scene che, in un altro film, sarebbero state quasi disturbanti. Ma Bellas Mariposas è così, tutto viene smorzato, tutto viene visto attraverso gli occhi e il mood di Caterina.
E intanto si avvicina la notte, la notte in cui quel bambino, ci dice Caterina, verrà ammazzato.

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E se avevamo dei dubbi prima adesso siamo sicuri, Bellas Mariposas ha qualcosa di magico al suo interno.
Caterina non vuole che quel bambino, di cui lei è innamorata (ma, attenzione, anche lui non è che sia personaggio positivo eh, irritante, antipatico, come tutti gli uomini del film del resto) muoia. E allora chiede aiuto a Dio.
E niente, arriva in quella piazza una Coga, una strega, Micaela Ramazzotti. E il film si farà ancor più strano, confuso. Sta di fatto che grazie a quella strega non ci sarà nessun ragazzo ucciso ma tanti piccoli accadimenti, apparentemente realistici ma così tanto ammantati da una mano divina, che faranno sì che il padre di Caterina finalmente se ne andrà e il suo giovane amato sopravviverà.
Luna e Caterina scoprono di essere sorelle.
Tornano a casa, in quella famiglia talmente numerosa e strana che manco Malaussene.
Sono felici, come sempre.
Le nostre labbra sembrano farfalle, dice Luna, mentre si danno un bacino.
E poi guardano noi, nella macchina da presa, per l'ultima volta.
E ci regalano l'ennesimo, splendido e contagioso sorriso


17 commenti:

  1. Ti dirò, cordialmente detestato :/

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  2. Visceralmente amato.
    (Era uno dei piccoli grandi film italiani che credo di aver citato in una lista di film da vedere).

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  3. "cordialmente detestato"

    "Visceralmente amato"

    c'è tutto Bellas Mariposas qua dentro :)

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  4. la strega Micaela Ramazzotti ci sta come i cavoli a merenda :(

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    1. ma a me i cavoli piacciono tantissimo, sempre, come fo?

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  5. ...altra promessa recuperata.. e che recupero !!
    ( terzo in una settimana ... credo che quest'anno riuscirò a terminare la mia lista di promesse mancate ..)

    Bellas
    i nostri pareri sono spesso discordanti , mooolto discordandi ;) altre volte ci troviamo abbastanza in sintonia , poi in poche ma bellissime occasioni non solo sono d'accordo ma mi trovo a sottolineare ogni riga ogni parola perchè sono davvero le stesse che ho in mente io ( solo espresse male ah ah ah ) le stesse emozioni che ho provato le stesse osservazioni , tutto uguale
    in questo film le imperfezioni ci sono eppure è davvero ipnotico
    quelle ragazze sono .... non lo so ... lascio stare perchè rischio di rovinare e banalizzare tutto
    questo è uno di quei film che riscatta un poco la mia inadeguatezza a comprendere certo cinema a cui non riesco ad avvicinarmi e , se da un lato resto convinta che spesso ho davanti una cazzata e non mi convince nessuno del contrario , altre volte mi sento ignorante e mi convinco di non capire più il cinema o, peggio , di essere troppo legata a certi lavori che tu definiresti , forse , scontati e banali , altri mainstream; poi invece scopro film come questo o come L'intervallo o E' stato il figlio , che tutto sono fuorchè mainstreame e mi dico , alla maniera dolly , cazzo ... vedi che non sono io che non capisco , vedi che ci può essere un modo diverso ;
    insomma l'ho già detto un sacco di volte , io non mi accontento; preferisco un mainstream e pure un blockbuster fatto con tutti i crimsi , e che prendo e valuto per quello che è , piuttosto che un ... lo famo strano a tutti i costi pur di farlo diverso e fatto male ;
    ora tu lo definisci realismo magico , può essere , ci sta bene , mi piace ; resta il fatto che non tutti saranno /sono in grado di raggiungere questo realismo perchè , secondo me , non basta fotocopiare il metodo bisogna essere in grado di ... trovare tutti gli ingredienti e saperli manipolare ( spesso metto in conto anche una certa dose di fortuna come sempre nella vita , o perlomeno il fatto di trovarsi al momento giusto sul luogo giusto con le persone giuste )... e poi non tutti i contesti si prestano ad un certo metodo o impatto ... inmsomma Bellas è un bel film pieno zeppo di imperfezioni come se ne vedono pochi, pochissimi .

    lascio per ultimo il recupero che ho bocciato ;)

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    1. ... ah dimenticavo ... tanto per mettere confermare la mia idiosinccrasia nei confronti delle attrici italiane ... la Ramazzotti ... ecco lei era al posto sbagliato al momento sbagliato ed ha incontrato disgraziatamente il nostro regista

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    2. è molto interessante il tuo commento e dovrebbe essere il manifesto dell'approccio al cinema di tutti

      non possiamo vivere di pregiudizi, in vita e al cinema

      possiamo vivere di gusti, di "questo lo evito" (lo faccio anche io, si deve scegliere in vita), di tutto quello che vuoi, ma poi quando ci imbattiamo in cose per noi nuove o non amate dobbiamo avere la mente libera, essere pronti a vedere e giudicare togliendo le nostre idee precostituite

      e poi magari analizzare le cose

      ad esempio analizzando i 3 titoli che per te riscattano un pò il cinema italiano indipendente cosa notiamo?

      che tutti e 3 sono a forte regionalità, recitati quasi in dialetto, storie insieme dure e poetiche che raccontano piccoli spaccati

      ma in effetti è così, quando il cinema italiano perde la sua regionalità e va più sullo standard fa disastri

      il nostro stato è una unione di tanti stati diversi e vederli raccontare è bellissimo

      io credo che la potenza dei 3 film che citi in buona parte derivi anche dalla potenza che hanno sardegna, sicilia e campania

      poi, come in questo caso, ti innamori dei difetti di un film, come capita a volta che con le donne

      ma senti la sua autenticità

      (d'accordissimo sulla parentesi Ramazzotti)

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    3. .. ecco a proposito della regionalità ultimamente ho pensato spesso la stessa cosa , d'accordo, poi mi chiedo perchè solo in certi contesti escono lavori così ; non mi sta bene o almeno non mi convince che la risposta sia solo nel fatto che , ad esmpio, queste tre regioni abbiano una certa potenza ; se vai a vedere ogni lugo ne avrebbe da vendere !!! ogni contesto il suo complesso miscuglio di storie più o meno critiche , anzi , in certe regioni ci sarebbe dav racconatre a iosa e forse sono solo meno evidenti , emno sotto i rifklettori dei media ; visto che io leggo tantissimo posso garantirti che grazie al cielo dal punto di vista letterario viene preso molto in considerazione e negli ultimi anni ho letto racconti e romanzi splendidi che vedrei bene trasportati al cinema se solo ci fosse qualche regista interessato e attori in grado di recitare davvero ; allora secondo me ne uscirebbero film che potrebbero anche trovare uno spazio , se non internazionale , sicuramente europeo degno di nota ; ogni giorno me ne convicno di pù e me ne rammarico ; un m sacco di occasioni perdute .

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    4. ... perchè solo contesti solo così drammatici , così degradanti e degradati, solo personaggi al limite della decenza o della sopravvivenza , borderline ?
      nessuno più che sia in grado di raccontare l'amore che non sia strupro o violenza o prostuzione , nessuno che sappia raccontare il lavoro che non sia precariato o immigrato , che non sia in grado di raccontare rapporti di amicizia che non sia trottolino amoroso o finti coatti , la vecchiaia , la famiglia ,la costruzione di rapporti ?
      o la tragedia o la cazzata la frivolezza ;
      che poi anche quelle spesso raccontate ed interpretate male ; anche perchè , magari , si potrebbe cercare di ricostruire dal basso a rapportarci con ikl prossimo , rpima che tutto vada in vacca ; facile , perdonami la parola forse infelice riguardo le tragedie , affronatre solo dopo che tutto è guasto ; spesso si finisce col fare ,nel migliore dei casi, una discreta denuncia ma prima ???

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    5. non è che creda che la sicilia, la sardegna o la campania abbiano una marcia in più, ma che lo abbia la regionalità in generale

      film che raccontano contesti più ristretti, che mostrano realtà particolari e che magari ci fanno anche conoscere cose secondo me funzionano più

      quando il cinema italiano diventa "italiano" (anche nella lingua, io sono un grande fan del dialetto nel cinema) di solito è mille volte più debole e porta a porcate

      i giovani autori fanno benissimo a raccontare storie particolari di contesti particolari

      per il resto sì, le tendenze sono quelle che dici

      per quanto mi riguarda il cinema che racconta le difficoltà o i problemi è un cinema migliore, o comunque un cinema che io preferisco

      anche perchè poi in mezzo a una base così è ancora più bello trovare poi quei piccoli film che ti fanno star bene, leggeri ma profondi. Acquisiscono ancora più valore

      sull'ultima parte fatico un pò a capire, ahah

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    6. " ..sull'ultima parte fatico un pò a capire, ahah..


      "...per quanto mi riguarda il cinema che racconta le difficoltà o i problemi è un cinema migliore, o comunque un cinema che io preferisco.."

      Ecco è qui che siamo distanti ; provo a spiegarmi meglio : perchè , partendo dal presupposto che si tratti di film di qualità , è necessario partire sempre solo da storie di "difficoltà" , e per difficoltà intendiamo sempre tragedie immense o appunto contesti sociali sul genere dei film di cui abbiamo appena parlato ?
      davvero non è possibile mettere insieme un buon film di qualità che ci sappia racconatre spaccati di vita sociale e privata " normale " ; fermo restando che ognuno ha le sue caratteristiche i suoi affanni i suoi problemi da approfondire e magari da portare ad esempio nel marasma di ingoranza e superficialità generale senza , ripeto , cercare solo un poco di buono in mezzo a tanta miseria ; tu ti senti bene solo, o perlomeno in prevalenza , vedendo film tipo bellas per trovare in mezzo a tanta schifezza un briciolo di leggerezza e di benessere ?
      Ecco , a me no ; a me questi film fanno stare sempre male anche quando ci trovo sicuramente un refolo di aria pura ; ma mai mi fanno stare bene o sentire leggera , e anche se li ritengo necessari e fatti benissimo come detto , ritengo necessari anche altri lavori che in italia scarseggiano.. anzi ... manacno proprio da anni o al massimo ne esce uno ogni tantissimo

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    7. sì sì, comprendo

      io purtroppo "uso" il cinema principalmente per pensare e sentirmi un filo a disagio

      e per cercare le cose belle in mezzo a quelle brutte, come faccio nella vita

      poi quando trovo bei film tutta "aria pura" benissimo, ma mi piace che siano pochi e che li incontri poco, saranno più potenti

      ma è vero che per quello che ricerchi invece te è molto più difficile trovar cose

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    8. ... e comunque sono più che d'accordo sul fatto che quandi il cinema italiano diventa italiano nell astrgrande maggioranza fa porcate e perchè ignoranza , mancnaza di professionalità, superficialità ;
      perchè , poi , in ambito dialettale vengono fuori certi interpreti ? per lo stesso motivo per cui uscirono certi capolavori ne dopoguerra con intrerpeti presi dalla strada che di fatto , per tutta una serie di contingenze riuscivano a portare sullo schermo facce genuine facce e persone /ragazzini che dovevano solo essere se stessi e , grazie al cielo ci riuscirono e poi ??
      finiva tutto lì !! mai più recitato perchè per loro non si trattava di recitare , loro interpretavano se stessi e pilotati da certi registi davano quello che abbiamo potuto vedere
      con questi dei nostri giorni spesso finisce tutto qui !!
      hai più visto i raggazi de l'intervallo ?? io no
      e tornando al cinema non dialettale , ha bisogno di attori veri che noi al momento non abbiamo oppure ne abbiamo pochi che si arrabattano a fare di tutto , cosa impossibile anche perchè servirebbe davvero un mostro d'attore come pochi al mondo

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    9. sì, perfetto
      per non professionisti o comunque attori emergenti recitare nel proprio dialetto è enormemente più facile

      ci sono stati più casi di attori che sembravano fenomeni e poi in film "normali" erano un disastro (da mery per sempre ad oggi)

      però non lo vedo come una colpa o un difetto io. Semplicemente per quei film erano le persone perfette, poi non è che devono diventare veri attori per obbligo

      quindi prendiamoci sti una tantum e stiamo contenti ;)

      ormai anche nel cinema non dialettale c'è...il dialetto, nel senso che anche in grandi produzioni la cosa sembra essersi sdoganata

      però sì, se si recitasse in italiano e in parti non cucite su sè stessi ci sono parecchi problemi

      ma noi ce ne accorgiamo

      che ne sai se negli altri stati magari se ne accorgono anche loro

      cioè, vediamo un film in inglese e a noi pare perfetto. Per un madrelingua invece quegli attori sembrano scarsi come a noi a volte sembrano i nostri

      secondo me succede

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    10. ... ehh si .. d'accordo su tutto
      prendiamoci sti una tantum in attesa di ... magari una piccola bella sorpresa :)

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