17.10.17

Recensione: "The Silence" 2010 -Germania

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Alla dolcissima M
perchè raggiunga tutte le sue cose migliori

Un thriller tedesco sobrio, trattenuto, doloroso.
Lo stupro e l'omicidio di una bimba nel 1986.
23 anni dopo una nuova tragedia, nello stesso punto.
The Silence, in una cornice crime e investigativa, è più probabilmente un film sul dolore, sulla perdita, sull'elaborazione del lutto e sul senso di colpa.
Cinema vero, onesto, senza fronzoli.
E, per non farsi mancare niente, girato anche davvero bene

presenti spoiler, specie dopo ultima immagine. Ma il film presenta le sue carte sin da subito


Due uomini spengono un filmino ed escono di casa.
Prendono una macchina.
La piccola Pia se ne sta tornando a casa sulla sua bicicletta, in quella strada che taglia in due un campo di grano infinito.
I due uomini la seguono, fermano la macchina.
Uno dei due scende.
Prende Pia e la porta nel grano.
Comincia così, con un grande e terribile incipit, The Silence, un piccolo thriller tedesco coi tempi e la verità del drammatico, un thriller giocato sul togliere, sobrio, trattenuto e soffocato come tutto il dolore che c'è dentro.

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23 anni dopo, nello stesso giorno, avverrà una tragedia quasi identica, nello stesso punto.
Il nuovo caso porta, giocoforza, alla riapertura di quello di Pia.
Due temporalità insomma, come ormai quasi sempre nei thriller.
Ma quello che fa grande The Silence è un montaggio ai limiti della perfezione che non si limita a giocare con questi due piani temporali (peraltro le vicende del 1986 prendono poco spazio) ma si serve continuamente, e in modo assolutamente credibile, del montaggio parallelo.

La prima volta lo avremo in quel telegiornale sentito contemporaneamente dalla madre della vecchia vittima, dalla madre di quella nuova e da uno dei presunti colpevoli. Ma da lì in poi sarà continuo l'uso di questo tipo di montaggio in un film che appare lineare e semplice ma che in realtà segue le vicende di tantissimi personaggi, tutte in contemporanea.
Probabilmente il momento più alto di questa costruzione è quando abbiamo la poliziotta incinta a casa di Sommer, gli altri poliziotti a casa di Timo e lo stesso Timo davanti al lago ("c'è qualcuno alla porta", bellissimo). Quasi dieci minuti davvero perfetti, tesi, notevoli.
Ma The Silence è anche film di regia, specie nelle innumerevoli, così tante che nemmeno si contano, riprese dall'alto, su tutte le splendide e simmetricissime god view che, tra l'altro, portano anche a quella locandina, una delle più belle viste in questi ultimi anni (ma, curiosità, quello che mostra non c'è nel film, o almeno non lì).
Quasi tutti i movimenti di macchina sono morbidi, sinuosi, c'è una grande cura dietro.
Per il resto il passo è quello lento del drammatico, del thriller abbiamo il plot ma non di certo l'atmosfera e i trucchi. Potremmo parlare più che altro di un film sul dolore visto che ogni suo personaggio sembra avercelo addosso.
Il dolore della madre di Pia che dopo 23 anni ancora non riesce ad uscirne. Con quella cameretta perfetta che diventa simbolo di questa prigione mentale. Prigione mentale dalla quale, nella bella scena dell'armadio divelto, finalmente inizierà ad uscire.
Il dolore della coppia genitrice della seconda vittima, un dolore che li porta ad allontanarsi ed ad avvicinarsi di nuovo. Un dolore indefinito, quello di non sapere se la propria figlia è morta o semplicemente scomparsa.
Il dolore di David, poliziotto che ha da pochissimo perso sua moglie per un cancro. E che forse in questo caso ci si mette in maniera disperatissima proprio per dimenticare come sta, o forse solo per empatia verso quella madre.
E il dolore anche di Timo, uno dei colpevoli/non colpevoli meglio scritti visti in questi anni. Uno che non ce la fai a giudicarlo, tanto ti repelle la sua possibile natura tanto gli sei vicino perchè alla fine pare solo vittima degli eventi. Uno che non ha mai fatto male a nessuno ma che per colpa di qualcun altro vive il senso di colpa che, in teoria, dovrebbe vivere l'altro.
Anche se il suo silenzio, quello che dà titolo al film, fa rumore come un omicidio.
Questo è un personaggio che potrebbe portare ad infinite discussioni. Cos'è un mostro? chi è da considerare tale? basta avere quelle inclinazioni, magari odiate anche da sè stessi, per esserlo? oppure averle senza far mai male a nessuno è qualcosa soltanto da compatire?

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Tutti personaggi scritti benissimo, reali, verosimili, rinchiusi in prigioni dalle quali non riescono ad uscire. Se non fosse per la cornice fortemente crime ed investigativa The Silence sarebbe quindi un grande film solo sull'elaborazione del lutto e sui sensi di colpa.
E invece la cornice e l'intreccio crime ci sono e anche qui c'è da applaudire perchè non si cerca mai il colpo di scena, anzi, le carte sono svelate sin dall'inizio. Ma il meccanismo funziona, le indagini sembrano credibili, le intuizioni anche, il quadro si compone perfettamente.
Ad esempio la storia delle cuffiette a destra della strada è una cosa piccola sì, ma secondo me emblema di grande scrittura.
Gli unici problemi del film stanno in un ritmo un pò compassato che farà storcere il naso a chi cerca il thriller tout court e, soprattutto, nella scelta dissennata di farci credere che siano passati 23 anni usando gli stessi attori con capigliature leggermente diverse. Un compromesso che bisogna accettare ma che, davvero, si fa fatica a digerire.
Film che piacerà molto a chi ama le storie torbide, lente, dolorose, sobrie.
E, ancora una volta, l'ultima immagine sarà una porta che si chiude.
Dietro di essa un orco.
David, siamo nelle tue mani.

7.5

8 commenti:

  1. Stolen lives del 2009 , secondo me c'assomiglia e non poco almeno con il parallelismo dei due crimini simili ma distanti nel tempo.
    E'il trait d'union ,il collegamento tra Stolen lives e questo The silence.
    Lo conosci "Stolen lives?"
    Ciao
    Max

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    1. No, mai sentito

      Ma, come dico in rece, la cosa delle più temporalità ormai sembra un must dei thriller. Ora non so se questo riguarda bambine o ragazzine ma se è solo per le temporalità di casi simili ce ne son tanti.
      Magari sono davvero simili ma, essendo praticamente dello stesso anno, escludo "ispirazioni"

      vado a vedere la trama di questo

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  2. Ma, per me qualcosa in comune c’e!
    Poi è solo una mia sensazione.
    Non conosco tanti thriller che giocano sulla temporalità.
    Leggendo la rece ho avuto un deja vu.
    M’ha fatto venire in mente quel film visto diversi anni fa alla Tv quasi per caso
    e che mi ha colpito positivamente.
    Anche in Stolen lives ci sono due drammi che riguardano due bambini così distanti nel tempo , mi sembra quarant’anni , è così diversi fra loro ( il primo cronologicamente parlando ha un leggero ritardo mentale che però gli segna la vita) e il senso di colpa di due padri che non sono riusciti a proteggerli.
    Di abusi non mi sembra si parli, la cosa particolare è che c’e Già un colpevole in carcere per delitti simili ed è lui il responsabile anche di questi due delitti su cui ruota il film il problema è provarlo.
    Anche questo è un film sobrio , nonostante tutto molto delicato nel parlare di temi comunque forti.
    Anche la ci sono drammi familiari , tensioni di coppia.
    Non conosco the Silence e se entrambe le bimbe vengono caratterizzate con la stessa importanza o meno.
    In Stolen viene più caratterizzato il bambino cronologicamente ucciso prima forse perché un po’ più speciale. Vedi questo è quello che mi è scattato leggendo la tua recensione non so se ho divagato troppo (ciao Negativo) ma forse è colpa dei funghi allucinogeni.
    Se per te questa è un’altra minchiata aggiungila a quelle dell’altro post.
    Ciao
    Ti voglio bene anch’io
    Max dottor divagò:-)

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    Risposte
    1. No no, altro che minchiate, sto commento è talmente centrato e sensato che tocca chiamatte Mr Pertinenza

      sì, ora che mi hai spiegato tutta la trama ci sono veramente dei particolari punti in comune, paragonarli ci sta molto

      in The Silence le bimbe sono sullo sfondo, di una vediamo giusto 3 minuti, 5 dell'altra. E' tutto sul dolore di dopo e sulla parte investigativa

      no no, i funghi a sto giro non l'hai mangiati, fidate

      il problema è che ora temo che con questo digiuno ne avrai una razione doppia alla prossima volta

      :)

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    2. Se ci fai una recensione su questo Stolen ( magari guardalo solo intanto) te ne mangio una porzione tripla-:)
      Massimiliano

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    3. perchè non la fai te? te la pubblico

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  3. Lo farei solo per leggere la presentazione che mi faresti....bisogna spedirtela per mail?
    -:)

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