3.6.18

Recensione: "Annientamento" - Su Netflix - 11 -

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L'opera seconda di Garland è, per quanto mi riguarda, una conferma del regista che esordì con Ex Machina.
Un film di fantascienza che preso solo per quello che mostra può risultare poco coinvolgente e abbastanza monocorde.
Bisognerebbe invece capire quello che in realtà Annientamento è, ovvero un grande film metafora su un qualcosa di molto doloroso e intimo.
Una volta individuato questo si potrà vivere il film in tutt'altra maniera

grandi spoiler dopo ultima immagine

Anche quando non vuoi sapere niente su un film capita, specie sui social e specie per le produzioni Netflix (che c'è gente che sembra vedere solo le serie che hanno lì e i nuovi film che escono lì), dicevo, anche quando non vuoi saper niente su un film sei spesso bombardato dai giudizi. E quelli su Annientamento erano, perlopiù, annientanti.
Orribile, una cacata, non succede nulla, fino a dei diretti "Giusè, non lo vedè, fidati"
Io, come al solito pe sbaglio -deciso un minuto prima- l'ho visto.
E, insomma, me sa che ho visto n'altro film.
Annientamento è l'opera seconda di quel Garland che esordì col botto con Ex Machina.
Credo che Garland si sia tranquillamente confermato e che i due film abbiamo un valore molto simile.
In realtà sono due film assimilabili per molte più cose, una su tutti quella più importante, ovvero l'uso della fantascienza per parlare di noi.
Ma se in Ex Machina le tematiche erano quasi esplicitate, in Annientamento una visione superficiale potrebbe non trovarne nessuna di importante quando invece, caspita, siamo davanti al vero punto di forza del film per me.

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Lena è una giovane biologa con un passato nell'esercito.
(Ah, dico subito una cosa. Stamattina volevo vedere quanto il film fosse fedele al libro da cui è tratto (che non conoscevo). Beh, a leggere la trama di Wikipedia i cambiamenti fatti da Garland in sceneggiatura sono giganteschi e questo va ancora di più a merito del film e della sua scrittura.)
Anche suo marito fa parte dell'esercito, marito che non torna da un anno, tanto che lei, pur amandolo molto, lo dà ormai per morto e, anche se in una sola occasione, lo tradisce (qui ricorda molto il bel Brothers).
Lui invece torna, quasi catatonico. Lena scopre che è stato in una missione molto particolare, segreta.
Dopo esser stata "rapita" dal governo americano decide lei stessa di partecipare alla missione cui partecipò il marito, per capire cosa sia che l'ha ammalato e, magari, salvarlo. In realtà Kane, il marito, è l'unica persona mai tornata da quella missione, le altre tutte disperse o morte.
Il soggetto è molto interessante.
In una zona remota degli Stati Uniti, dopo che un meteorite ha colpito un faro, si è formata una "zona" le cui pareti sono una specie di etereo muro fluorescente. Questa zona, chiamata Il Bagliore proprio a causa delle sue pareti, si estende sempre di più.
Chi vi entra muore ma è necessario continuare a provare, altrimenti, prima o poi, questo Bagliore ingloberà tutto, non si fermerà mai.
In realtà nell'incipit vediamo che è la stessa Lena (la solita grande Portman) ad essere ritornata (come riuscì al marito) e quindi possiamo considerare Annientamento come un unico grande flash back, anzi, un vero e proprio racconto, molto difficile, dei fatti, di quello che è successo.
Garland realizza un film che pare fantascienza tout court ma che in realtà, a me, sin dopo pochi minuti, è sembrato una gigantesca metafora (ne parlerò alla fine). Forse è proprio questo il motivo per cui tanti l'hanno criticato, questo aver davanti un oggetto filmico apparentemente solo di genere e ritrovarsi un prodotto non troppo coinvolgente.
In realtà il film, bisogna ammetterlo, ha più volte problemi di ritmo, forse a causa di scene troppo simili tra loro e di una ambientazione (comunque molto bella) ma che, in mancanza di troppe scene d'azione (penso a Predator), alla fine può stancare.
Garland ancora una volta ci parla di scienziati, di test, di piccole stanze e di grandissimi spazi naturali, come in Ex Machina.

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E ancora una volta c'è la sensazione, come ad esempio nei bellissimi I Origins e Arrival, che più che di fantascienza questo film parli della vera e propria scienza, metta la figura dello scienziato e delle ricerche scientifiche davanti a tutto, e cerchi un collegamento molto più intimo tra, appunto, la scienza e l'analisi dell'uomo, del suo animo, della sua origine, della sua "materia".
Ben presto si capisce che dentro la Zona ci sono strane radiazioni, strani mutamenti.
Potremmo quindi pensare ad un film denuncia verso certe speculazioni, specie la nucleare, verso certi disastri compiuti dall'uomo. Ma no, non è così, se non in minimissima parte.
Subito le 5 donne (film tutto al femminile) si rendono conto di aver perso la cognizione del tempo. Questo porterà ad un errore abbastanza marchiano verso il finale, quando la Portman, con certezza, dirà che ci sono voluti sei giorni per arrivare fin là.
Nelle uniche scene veramente "d'azione" le 5 saranno assalite da un alligatore e da un orso, in realtà entrambi ibridi (il primo con uno squalo, il secondo difficile capire con cosa) tanto che cominceranno a pensare che forse è questo il motivo per cui mai nessuno è tornato, la presenza di predatori. In realtà il ritrovamento di un video dimostrerà che quello che accade lì, dentro il Bagliore, è un qualcosa di diverso, un qualcosa che può portare alla pazzia o ad una morte ben più atroce di quella dell'esser uccisi.
C'è almeno una scena potentissima, quella del secondo attacco d'orso. Oltre alla tensione è davvero terrificante e straziante vederlo urlare con la voce di una delle scienziate uccise. Il ritrovamento poi di alberi con fattezze umane porterà alla certezza, sia per loro che per lo spettatore, che in quel luogo i vari dna, animale, umano, vegetale, in qualche modo si uniscono tra loro, portando ad un ecosistema completamente nuovo (penso anche ai cervi con alberi fioriti come corna).
E come non ricordare quell'incredibile gigantesca mutazione umana, nella piscina (e, ragazzi, io non so come spiegarmelo, ma quel corpo ha lo stesso tatuaggio di Lena)

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Arriviamo al dunque, alla cosa che più mi preme.
Annientamento, e ne sono sicuro -l'ho pensato dopo poco e ogni scena me lo confermava- è una gigantesca metafora sul cancro.
E ci viene detto sin dall'incipit, quando Lena mostra ai suoi studenti le cellule tumorali.
Da lì tutto può venir letto in quella maniera.
Il meteorite che colpisce il faro è l'arrivo della malattia, l'allagarsi continuo del Bagliore è la diffusione del tumore, le varie mutazioni che si incontrano qua e là (specie quelle più grandi) sono come l'immagine delle metastasi. Ma non finisce qua, la capo-spedizione ha un tumore e non a caso è lei che vuole arrivare fino in fondo, fino al faro, lì dove riceverà la sua morte, il suo annientamento.
E anche Kane, il marito di Lena, ha un tumore e quindi per lei arrivare laggiù rappresenta invece un modo per debellarlo, per cercarne una cura, cura che molto probabilmente (lui sembra guarire immediatamente) arriva nel finale, con quella bomba e quella devastazione che forse sconfiggono il cancro.

Ma c'è una frase troppo importante detta dalla psicologa

"pochi si suicidano, molti si autodistruggono"

(e tanto per continuare il discorso fatto fino ad adesso come primo esempio cita le sigarette, causa principale di tumori).

E' una frase troppo importante perchè ci porta ad una cosa che raramente si vede nel cinema, ovvero una metafora dentro la metafora. Tutto Annientamento, sia nelle dinamiche che nell'ambientazione, è metafora del cancro. Ma a sua volta il cancro, come una matrioska, è metafora di tutti i cancri, di tutte le cose che portano, in maniera più o meno veloce, ad autoannientarci, autodistruggerci.
E possono essere vizi, come sigarette e alcool, o rapporti, possono essere fatti concreti come astratti.
Ad esempio il rapporto tra Lena e Kane ci viene mostrato molto ambiguo, forse stanco forse no (a me ha ricordato molto quello di A Ghost Story) e forse una delle tante autodistruzioni è questa, proseguire un rapporto ormai perso per sempre oppure il contrario, starsene soli per avere paura di viverne uno.
Ma i possibili cancri sono tanti, son quelle cose che ti divorano, che ti "mutano", come accade nel film, che se non le combatti ti distruggono.
E, volendo, possiamo tornare a sopra, nel vedere come questa autodistruzione possa essere riferita anche molto più in grande alla nostra società, ai nostri esperimenti, a un qualcosa che rischia di annientare la razza umana.
Il finale è molto molto complesso, ma altrettanto suggestivo.
Quell'alieno (e il cancro non è qualcosa di alieno che entra dentro di noi?) che prova ad imitare Lena, che prova a diventar lei, che prova ad entrarle dentro. Non ha la volontà di ucciderla, solo quella di tenerla lì e permettersi di diventar lei (ovvi rimandi anche a La Cosa).
Forse il film non riesce mai veramente ad emozionare perchè ha il coraggio (o incapacità) di rendere queste metafore non troppo esplicite, non andare mai troppo sul lato umano.
Tanto che un film che è quindi sul dolore resta però un'opera prettamente cerebrale, una via di mezzo tra un'indagine intima e una scientifica.
Lena torna, scampata miracolosamente all'infezione. Suo marito è guarito.
O forse no, forse quei bagliori negli occhi di entrambi significano che da certi mali, fisici, metafisici o esistenziali, non si guarisce mai.
Forse dovranno star attenti tutta la loro vita a questo, a tenere quell'alieno, qualsiasi cosa sia, più lontana possibile.
Forse dovranno metterlo in cantina e, come Babadook, nutrirlo e tenerlo lontano.
L'importante è comunque averlo individuato e averlo saputo sconfiggere.
D'ora in poi bisogna solo esser forti. Ed esserlo insieme è tutta un'altra cosa

7.5




31 commenti:

  1. Tutta La trilogia dell'Area X è bellissima

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    1. Eh, il problema è che per motivi molto particolari son lontano dai libri da 4,5 anni

      quando ricomincerò divorerò tutto ;)

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  2. Dico la mia :D
    Il film non è una metafora del cancro, secondo me. Nessun film nasce come metafora di qualcos'altro, in linea di principio; molti film possono essere interpretati anche in modo metaforico e questo va benissimo, ma in questo caso il cancro è il mezzo, l'emblema di un meccanismo complicato e spesso insondabile che abbiamo dentro (come esseri umani, come umanità, come essere viventi in generale) e che conduce, ad ogni livello, all'autodistruzione, all'annientamento appunto.
    Kane si offre volontario per una missione che sa lo condurrà alla morte e/o alla pazzia, e lo fa per sfuggire ad un rapporto sentimentale ormai distrutto e difficilmente recuperabile (sa del tradimento, come Lena stessa dice). Lena stessa prende parte alla spedizione pur sapendo che il marito sta morendo, onestamente non vedo come potrebbe pensare di salvarlo andando a fare ricerca alla cieca in una regione misteriosa (è una biologa, non un medico, può tentare di capire qualcosa della malattia del marito ma non può davvero illudersi di trovare una cura). Dunque anche lei lo fa per lo stesso motivo. Lo stesso motivo per cui, pur odiando l’amico con cui tradisce Kane (lo dice esplicitamente), consuma comunque un tradimento che ha l’unico scopo di distruggere il suo rapporto, probabilmente già compromesso, con Kane.
    Ventress sta morendo ma decide di farlo a modo suo, non suicidandosi (distinzione che lei esplicitamente fa) ma autodistruggendosi, andando alla fonte dell’anomalia, dello Shimmering. Radek fa la stessa identica cosa, perdendosi volontariamente nel mondo alieno dello Shimmering perché, come lei stessa dichiara, non vuole più vivere in mezzo agli uomini. Tutti alla fine ottengono il loro obiettivo, tranne forse Kane, che invece si suicida con una granata al fosforo (il Kane che emerge dallo Shimmering è una copia, in gran parte o completamente aliena, dell’uomo che Lena amava). Lena è contaminata dall’agente alieno ed è destinata a perdere se stessa per diventare qualcos’altro.
    L’annientamento è qualcosa che fa parte non solo della natura umana, ma della vita in generale, e anche di qualcosa che va oltre alla vita (l’organismo alieno potrebbe essere un virus, dunque non vivente). Le forme naturali si annientano e diventano qualcosa d’altro, sempre. L’uomo ha dentro di sé la tendenza invicibile ad annientarsi su più livelli (fisicamente, mentalmente), in quanto appartenente alla vita e a tutto ciò che esiste. A ben vedere più che metafora sul cancro, è il cancro all’inizio del film ad essere usato come metafora per il concetto di annientamento che riverbera in ogni cosa esistente. Credo sia chiaro anche perché la maggior parte degli organismi viventi ritratti nel film, umani, animali e vegetali, non muoiono ma si trasformano, diventano qualcosa d’altro. E’ l’identità, fisica e psichica, che si annienta, e questo vale anche per l’identità biologica della vita terrestre, che viene completamente cambiata dallo Shimmering.

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    1. beh, innanzitutto, anche se è inutile ribadirlo, anche io ho detto la mia ;)

      a volte forse dovrei aggiungere un "secondo me" ma in un blog, per come concepisco io i blog, i secondo me sono scontati, tutto è soggettivo e propria visione delle cose, meno dati oggettivi e meno interpretazioni "ufficiali" (che a volte ce ne sono, e i siti di cinema le riportano anche) ci sono meglio è

      1 "il cancro è il mezzo, l'emblema di un meccanismo complicato e spesso insondabile che abbiamo dentro (come esseri umani, come umanità, come essere viventi in generale) e che conduce, ad ogni livello, all'autodistruzione, all'annientamento appunto. "

      abbiamo scritto la stessa cosa, solo che te l'hai posta in questa maniera, io ho detto che il film, per me, è metafora del cancro (e ne sono convinto) che a sua volta (e qui andiamo a finire nella stessa interpretazione) è mezzo, o metafora, per parlare di autodistruzione o annientamento

      2 "Kane si offre volontario per una missione che sa lo condurrà alla morte e/o alla pazzia, e lo fa per sfuggire ad un rapporto sentimentale ormai distrutto e difficilmente recuperabile (sa del tradimento, come Lena stessa dice)."
      Anche qui abbiamo detto una cosa uguale
      "Ad esempio il rapporto tra Lena e Kane ci viene mostrato molto ambiguo, forse stanco forse no (a me ha ricordato molto quello di A Ghost Story) e forse una delle tante autodistruzioni è questa, proseguire un rapporto ormai perso per sempre oppure il contrario, starsene soli per avere paura di viverne uno."
      C'è indubbiamente anche questo, e molto forte, sia da parte di lui che di lei

      3 ma io non ho scritto che Ventress va a suicidarsi ma, anche qua, la stessa cosa tua, ovvero semplicemente completare la sua autodistruzione, annientandosi ;)

      E sì, anche la ragazza giovane opta per un annientamento

      4 Io non so quale Lena torna. Ma anche qui non mi pare di aver detto una cosa diversa dalla tua ;)
      quel bagliore che le vediamo negli occhi è sintomo che qualcosa dentro di lei c'è. Io lo posso vedere come il cancro della coppia, quello che forse li perseguitava che, anche se si abbracciano, non è comunque andato via. Non sappiamo cosa saranno loro due di lì in poi, non sappiamo la guarigione di lui che tipo di guarigione sia, sappiamo solo che, sè stessi o non sè stessi, comunque avranno un percorso difficile davanti perchè quell'agente autodistruttivo è dentro di loro

      5 tutto si trasforma, niente di distrugge ;)

      6 te " ben vedere più che metafora sul cancro, è il cancro all’inizio del film ad essere usato come metafora per il concetto di annientamento che riverbera in ogni cosa esistente. "

      io "Tutto Annientamento, sia nelle dinamiche che nell'ambientazione, è metafora del cancro. Ma a sua volta il cancro, come una matrioska, è metafora di tutti i cancri, di tutte le cose che portano, in maniera più o meno veloce, ad autoannientarci, autodistruggerci."

      abbiamo scritto la stessa identica cosa, come quasi tutte. Eppure sembra un commento con interpretazione opposta ;)

      E anche sul concetto di trasformazione di tutti gli esseri viventi, animali, vegetali ed umani abbiamo scritto cose simili ;)

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    2. Ma non ho detto che avevo un'interpretazione opposta alla tua, solo la cosa che dici all'inizio, e che qui ribadisci (tutto il film è metafora del cancro [anche se a sua volta il cancro è metafora di...]) ecco quella cosa non la condivido. Il film parla ovviamente anche di cancro, ma per gran parte ti mostra un mondo vivissimo, non morto e marcio come sarebbe se attaccato dal cancro. Su questo non stiamo dicendo la stessa cosa. Per il resto ripeto, mai detto di avere un'interpretazione completamente diversa dalla tua. Poi è chiaro che la tua è la tua e la mia è la mia, mica devi specificarlo, è il tuo blog ^^

      "quel bagliore che le vediamo negli occhi è sintomo che qualcosa dentro di lei c'è"

      Lei è stata contaminata a livello cellulare e la cosa è chiaramente mostrata nella scena in cui si pratica un taglio sul braccio (dove ha riportato una ferita, come un livido, che poi diventerà il segno dell'infinito) per poi osservare al microscopio la scissione delle cellule in atto nel suo sangue. Poi c'è anche il riflesso attraverso il bicchiere d'acqua alla fine

      "Io non so quale Lena torna"

      il film mostra chiaramente che è la Lena originale (pur contaminata) a tornare, mentre la "copia" brucia. Così come mostra altrettanto chiaramente che invece il Kane originale si suicida e a casa torna la "copia". Lo dico solo perché in altri luoghi ho letto che questa cosa era ambigua, ma non lo è davvero.

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    3. ahah, ma sì, son solo passaggi diversi, te hai detto che il cancro è il mezzo per arrivare alla metafora più ampia, io invece ho detto che è la prima metafora, immediata ed esplicita, per arrivare comunque a quella più ampia

      ah, ecco, la cosa del tatuaggio che si forma dopo non l'avevo notata, ecco perchè ce l'ha anche l'uomo "crocifisso" (infatti non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile)

      sì sì, quale Lena torna mi son spiegato male. Ho anche rivisto la scena per vedere quale usciva dalla stanza, se quella di destra o di sinistra, e non ci son dubbi

      mi riferivo a "come" torna Lena

      e, assolutamente, come è sicuro che torna la Lena originale è sicuro che torna il Kane duplicato (se qualcuno ha scritto ambiguo non capisco)

      semmai,però, è ambiguo il finale, nel senso capire quel bagliore negli occhi. Che, nel caso di lui sembra una guarigione non completa, nel caso di lei comunque una contaminazione.
      Tra l'altro non è da escludere che lei abbia contratto quel "bagliore" proprio abbracciando lui

      tutto sta a capire e dare un'interpretazione su cosa sia quel lui, se sia guarito, se non, come stia lei etc...

      insomma, possiamo sbizzarrirci, io in due parole c'ho provato ;)

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    4. "tutto sta a capire e dare un'interpretazione su cosa sia quel lui, se sia guarito, se non, come stia lei etc...

      insomma, possiamo sbizzarrirci, io in due parole c'ho provato ;)"

      già, questo è il motivo per cui ho preferito questo a Ex Machina, che per quanto bello e mirabilmente girato esaurisce le sue tematiche con i titoli di coda (anche perché parla di argomenti triti e ritriti nel mondo della fantascienza, sia filmica che letteraria). Da questo punto di vista, se non altro, Garland ha davvero fatto un bel passo avanti, anche se gli è costato parecchio. Spero che riesca a farsi finanziare altri film, che di gente come lui la fantascienza ha disperato bisogno :(

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    5. Che poi paradossalmente i finali più chiusi, di solito, sono nelle grandi produzioni, quelli aperti o più complessi nelle piccole o nelle opere prime

      sì, son d'accordo. A me Ex Machina per ambientazione, coesione e spazi di manovra è piaciuto più (adoro i film con 2,3 attori e una stanza, ho sempre pensato che le grandi sceneggiature è più bello e difficile scriverle così) ma Annientamento è di sicuro un film più complesso, di ampio respiro e che ti lascia molte domande in più

      al netto di pregi e difetti per me due vittorie per Garland

      ma, insomma, credo che te sei in un 10% che preferisce questo all'altro. Ma perchè sei anche uno dei pochi che ci ha riflettuto come era giusto fare ;)

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    6. Mah, credo di essere solo più sensibile a questo tipo di narrazione cinematografica, viscerale e umbratile. Poi amo Interstellar come Arrival eh ^_^

      Letto qualche scampolo su Cineocchio ma rimando perché mi pare si parli dei libri, che sto leggendo ora e non voglio spoilerarmi. Bella la bottom line:

      "La fantascienza migliore d’altro canto è quello specchio oscuro in cui vedere riflesse le verità che altrimenti verrebbero celate, e questo film offre esattamente quel tipo di esperienza. Qualcosa che non succede certo tutti i giorni purtroppo, e che fa rimpiangere ancora di più l’idea che in Italia nessuno potrà vederlo sul grande schermo."

      io comunque l'ho visto sul mio grande schermo casalingo :D

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    7. tutti grandi titoli hai citato ;)

      sì sì, molto bella come frase. E vera

      ma te hai ovviato ;)

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  3. Sul fatto che il film non riesca ad emozionare… mah, dipende secondo me dalla disposizione mentale di chi lo guarda e dal tipo di “emozioni” che uno si aspetta.
    Tu scrivi:
    “Forse il film non riesce mai veramente ad emozionare perchè ha il coraggio (o incapacità) di rendere queste metafore non troppo esplicite, non andare mai troppo sul lato umano”
    Ma poco sopra hai detto
    “C'è almeno una scena potentissima, quella del secondo attacco d'orso. Oltre alla tensione è davvero terrificante e straziante vederlo urlare con la voce di una delle scienziate uccise”
    Se non sono emozioni queste! (tra parentesi, l’orso ha ricevuto DNA umano, mi pare ovvio considerando che è in grado di riprodurre la voce umana per la quale servono corde vocali fatte in un certo modo).
    Il film è magnetico e sa rapire dall’inizio alla fine, per sconvolgere come appunto nella scena dell’orso che è una roba da storia del cinema. Non deve emozionare come Arrival (che adoro), sceglie una strada molto diversa, più difficile e meno apprezzata. E secondo me vince su tutta la linea. Trovo sia un film superiore ad Ex Machina, se non altro perché alla sceneggiatura blindata di quello, contrappone un’idea di cinema molto diversa ma anche, per quanto mi riguarda, decisamente più interessante e affascinante.
    Ultima cosa, il film va visto almeno due volte affinché lo si possa comprendere appieno. Garantisco che alla seconda visione, se deciderai di rivederlo, ti piacerà molto di più :)

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    1. Beh, ma trovare una scena potente non si contrappone a "forse il film non riesce mai veramente ad emozionare"

      sai quante volte in film pessimi ho trovato una o due scene veramente emozionanti? volevo solo dire che, avendo "capito" l'argomento sin da subito (ovviamente secondo me) il film poi non mi ha portato alle emozioni che quell'argomento avrebbe potuto darmi, l'ho trovato molto più cerebrale, da riflessioni, non da emozioni

      ma ovviamente è una cosa mia. E per me i capolavori (nella mia concezione) sono quelli che mi rimangono dentro anche per le emozioni. Annientamento m0è piaciuto, m0ha fatto riflette, l'ho trovato geniale nella metafora ma non ha tutto quello che chiedo in un film, poco male ;)

      "Il film è magnetico e sa rapire dall’inizio alla fine, per sconvolgere come appunto nella scena dell’orso che è una roba da storia del cinema. Non deve emozionare come Arrival (che adoro), sceglie una strada molto diversa, più difficile e meno apprezzata. E secondo me vince su tutta la linea. Trovo sia un film superiore ad Ex Machina, se non altro perché alla sceneggiatura blindata di quello, contrappone un’idea di cinema molto diversa ma anche, per quanto mi riguarda, decisamente più interessante e affascinante. "

      tutto molto comprensibile e interessante. Son d'accordo quasi su tutto a parte il giudizio finale e come sono arrivate le cose a te (più potenti) rispetto a me

      comunque è buffo, ho letto recensioni in giro che lo massacrano e quasi questo tuo bellissimo intervento sembra scritto a una recensione che ne parla male. Ne ho parlato benissimo eh, ahah

      assolutamente, essendo un film si significanti e significati questo è uno di quelli da vedere due volte. Specie dopo che mi sono fatto la mia idea. Molto probabilmente troverei una decina di elementi in più a corroborarla

      o magari a smentirla ;)

      ciao!

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    2. Eh scusami allora perché il mio commento era più da un lato contrapposto alle recensioni negative che citi, e dall'altro solo un voler parlare di un film che mi è piaciuto tantissimo. Ripeto che a parte quella cosa all'inizio non mi trovo in disaccordo su nulla con la tua rece, ma poi ormai vengo qui perché ho capito che abbiamo gusti molto simili :D

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    3. ah, guarda, io ne ho lette giusto un paio superficiali che lo massacavano, ho lasciato perde

      poi però mio fratello mi ha mandato il link di un'ottima recensione (cineocchio) che come, più e meglio di me parla del film come metafora del cancro (e delle autodistruzioni in genere)

      me so dimenticato de cità The Engine, ahah

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  4. Contea Sergej: 04 Giugno, Anno Domini 2018; (antropologia terrestre e....demolizione di una fede)

    mmmmhhh...intrigante discussione...questa è la mia ....;)

    La protagonista del film è in realtà la Vita stessa (Aliena o Terrestre, poco importa), che nell’Area X trova il suo Habitat più inquietante perché a noi incomprensibile, dove non esistono Dei e Santi o Scienza e Cultura (negazione degli attributi che caratterizzano il mito della superiorità umana), in parole povere, solo entità individuali che si evolvono sotto la spinta della selezione naturale...duplicazione, adattamento, mimetismo e sopravvivenza (il film è zeppo di tali riferimenti) ...non è un caso che la superstite sia una Biologa (Neo-Darwinista) e quindi preposta ad essere infettata e ad essere adattata...al contrario degli altri terrestri che come tossicodipendenti a corto di sicurezze antropocentriche, precipitano in un limbo
    micidiale...

    Una buona rappresentazione Artistica di evoluzione del DNA di Alex Garland con evidenti tributi a Tarkovskij (Stalker), Miyazaki (La Principessa Mononoke) e Ballard (Desertod'Acqua)...

    nota 1: E' intollerabile non vedere questo film nel suo tempio (Sala), ribadisco, siamo sotto assedio da un branco di mummie!

    nota 2: Il prossimo esame della Nuova Cinematografia Sci-FI?....una Bibbia della Fantascienza....Dune di Frank Herbert....Dai! Denis Villeneuve...

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    1. Beh, hai fatto un'interessantissima crasi tra Annientamento e Madre!

      del resto Madre! proprio dell'annientamento (a causa dell'Uomo) parlava

      Non lo so, io son sempre più convinto delle mie sensazioni (anche perchè la faccenda dell'espandersi e delle metastasi è perfetta per il tumore) ma che ne vengano fuori così tante è un punto enorme a vantaggio del film

      non ho visto nessuno dei 3 film che citi (so, sembra incredibile ma così è) nè letto Ballard (di cui ho visto solo la forse malriuscita trasposizione di Wheatley)

      sergey, inizia a farci l'abitudine, tra due anni il rapporto tra uscite film in sala e uscite direttamente su Netfix nonsarà 90-10 ma 50-50 ;)


      ah, non ho nè letto Dune nè visto quel Lynch

      almeno abbiamo fatto tombola, cinquina di sicuro ;)

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  5. L'ho apprezzato molto dal punto di vista visivo, molto meno da quello "narrativo". Mi è sembrata un'opera ambiziosa ma frettolosa, fredda, intrisa di autorialità compiaciuta. E pensare che partivo piena di aspettative, anche perché Ex Machina mi era piaciuto parecchio.

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    1. oh, finalmente un parere negativo, di solito sul blog finiscono tutti glie estimatori dei film o quelli che danno ragione a me

      ottimo così Erica

      ci sta ;)

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    2. Se posso permettermi, approcciarsi al film con tante aspettative venendo da Ex Machina può non essere stata la disposizione mentale giusta :) poi ovvio, de gustibus

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    3. no, però, aspetta, è impossibile sta cosa

      cioè, se uno vede un gran film d'esordio de un regista (e per Erica -e anche per me- è stato così) come fai a non vedè il secondo film con qualche aspettativa?

      impossibile, razionalmente o irrazionalmente impossibile

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    4. Intendevo grandi aspettative di vedere un altro film COME Ex Machina, che conducono inevitabilmente alla delusione, visto che Annihilation è un film completamente diverso, e pur essendo un gran film a quanto pare a molti di coloro che hanno apprezzato Ex Machina non è piaciuto. Come dici le aspettative ci sono sempre, ma bisogna anche capire cosa ci si aspetta. Poi oh, non so se sia il caso di Erica, magari no, ma sicuramente è una cosa che succede spessissimo.

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    5. ah, sì sì, capito

      no, io, inevitabilmente, ho sempre aspettative per registi che mi son piaciuti ma, al contrario, spero sempre in film molto diversi. Molto diversi ma in cui, magari, trovi alcuni punti in comune e alcune ossessioni del regista

      come qua

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    6. che poi, ricordiamolo, Garland ha anche sceneggiato Non Lasciarmi e 28 giorni dopo

      insomma, le mutazioni, la disumanizzazione, l'incrocio umano-non umano, il replicarsi (3 film su 4), le sue ossessioni ormai sono palesi

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  6. Ottima recensione (come sempre) e gran bel film secondo me!io l'ho visto appena uscito e ricordo una certa soddisfazione post visione,si ha subito l'impressione di aver visto un film interpretabile su vari livelli (almeno 2 sicuri ma forse anche di più) e contrariamente a quello che ho letto in giro a me é piaciuto anche come semplice film di fantascienza lo ammetto,anche se non possiamo certo limitarlo a questo.
    Sul finale la portman che torna é si quella originale,ma al tempo stesso é mutata per effetto del "virus alieno"perció c'é quello sguardo di intesa col marito (anch'esso oramai trasformato in alieno) con tanto di bagliore negli occhi,io l'ho vista proprio come l'entitá aliena che finge di essere la portman (e il marito) ma é solo l'impressione che ha dato a me che non ho letto i libri e quindi posso facilmente essere smentito...una cosa é sicura e cioé che il finale strizza l'occhio alla "cosa" di Carpenter e al sospetto che anche la regna sovrano a fine visione.

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    1. io, lo ammetto, come semplice film di fantascienza lo reputo discreto, nulla più
      Cioè, uno di quei film con bellissime sequenze, momenti più deboli e una narrazione non tanto sorprendente
      Un 6.5 per me che grazie alla complessità e profondità sale almeno di un punto

      sì, anche io ho citato La Cosa, ci sta

      ma sto finale è tanto tanto ambiguo...

      entrambi hanno quel bagliore sì, ma in realtà lui dovrebbe essere una copia, lei l'originale, quindi perchè questo renderli del tutto uguali?
      E lui è guarito o no?
      e sto virus che hanno cos'è, qualcosa di metaforico oppure fisicamente sono infetti, stanno male?
      oppure adesso sono due alieni, novelli Adamo ed Eva che creeranno una nuova specie?

      e potrei scrivere ancora e ancora

      insomma, finale che più aperto non si può :)

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  7. Si infatti mille sfumature possibili anche nel finale,la sensazione che aveva lasciato a me era che fossero diventati appunto due "adamo ed eva alieni"come dici tu,lui é guarito perché il processo di "alienizzazione" é stato completato e lei probabilmente ha passato le sue stesse sofferenze durante il viaggio di ritorno e alla fine la vediamo alienizzata del tutto (alienizzazione e alienizzata non si possono sentire come Termini lo so ma hai capito il senso)ma a ben vedere sono tutte possibilissime le alternative!

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    1. beh, però processo de alienalizzazione completato poi allora è strano che quando lei fa scoppià tutto lui guarisce

      insomma, qualcosa in lui deve esse cambiato, la causa-effetto (scoppio-guarigione) è escplicitata

      però, sì, qualsiasi cosa è giusta e sbagliata ;)

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    2. Kane è una copia prodotta da un agente alieno che muta ogni cosa, costantemente. Nel momento in cui l'agente alieno brucia e scompare, qualunque mutazione in atto nel corpo di Kane, che è comunque un "esperimento" dell'agente alieno, si ferma e Kane si stabilizza. Le mutazioni sono invece stabili fin da subito (Lena, le piante e gli animali). Almeno questo è ciò che si evince, rafforzato anche dal primo libro (che non dovrebbe essere preso in considerazione visto che il film è molto diverso, ma insomma, al momento non ho altre spiegazioni ^_^)

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    3. eh, però più che stabilizzarsi qui (almeno a livello medico) lui guarisce del tutto, passa dal coma vicino alla morte ad alzarsi in piedi guarito

      insomma, è molto complesso

      sì, ho letto su wiki la trama e c'ho trovato cose diversissime

      e, come ho detto, questo va a favore di Garland per me ;)

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    4. Il medico dice testualmente "quando il bagliore è svanito la sua pressione sanguigna si è stabilizzata e il battito cardiaco è aumentato. Dopo poco tempo era sveglio e presente". La cosa è un po' forzata ma mi pare l'unica spiegazione logica, perlomeno non ne ho una migliore.

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    5. dunque una via di mezzo tra una guarigione e una sospensione di uno "stato" :)

      vai a capire :)

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