5.6.18

Recensione: "The Truman Show"

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Il 5 Giugno 1998, vent'anni fa precisi, usciva The Truman Show.
Lo vidi al cinema, lo considerai un capolavoro.
Lo rividi una decina di anni fa, lo confermai capolavoro.
L'ho visto oggi, dopo vent'anni, e non lo considero più solo un capolavoro, ma una pietra miliare, un film che già nel 1998 ha parlato del mondo di oggi, del 2018, e l'ha fatto in modo più originale, spietato, bello e migliore di tutti i film che in quel futuro di cui raccontava si son susseguiti.
L'ha fatto prima e meglio di tutti.

e l'ha fatto in maniera divertente, interessante, insidiosa, inquietante, struggente
Truman Show ha dentro così tante cose, ha dentro così tante cose del nostro mondo che non riesci a crederci di quante siano.
Truman è uno dei personaggi più belli della storia del cinema recente e non, Truman siamo noi in un modo che nemmeno ce ne rendiamo conto quanto simile.
Quel Truman lo interpreta un Jim Carrey che ti toglie il fiato, immenso, perfetto, uno di quegli attori che nella stessa scena, a volte nella stessa inquadratura, ti possono far ridere e piangere, come in Eternal Sunshine, come in Man in the Moon, come in The Majestic.
Jim Carrey è l'essenza dell'arte attoriale e del talento e forse mai come qua l'ha dimostrato.

Truman si sveglia, inizia una delle sue giornate tipo.
Inizia un film epocale.

Che parla dell'essere ed apparire
della vita vista come una stessa, sempre identica, routine
che parla di quelle coppie in cui nulla accade, che stanno insieme quasi per inerzia, spente, monotone
e non importa se qui questo accade per un copione, non importa se quella coppia non è nata per amore ma solo per sceneggiatura perchè quello che loro sono lo sono tanti anche nella vita reale
coppie che portano avanti un copione dal quale spesso non riescono più ad uscire
e quelle dita incrociate per esorcizzare una bugia d'amore son dita incrociate che tanti usano, che l'amore, lo si sa, quello non vero, è la più grande partoriente di bugie che esista
e parla del bombardamento delle pubblicità nelle nostre vite
e parla di un mondo di plastica dove la naturalezza non esiste quasi più, come il nostro
e parla della paure che ti bloccano per una vita intera, come quella del mare per Truman, e a volte le paure, come qua, qualcuno te l'ha inculcate, qualcuno che invece di proteggerti t'ha creato traumi
e quel mare insuperabile è un oceano vastissimo cui ognuno di noi dà un nome diverso, un aspetto diverso
paura da mare
paura d'amare
e parla del voyeurismo, di come ci piaccia star lì a spiare le vite degli altri, infilarci nella loro intimità, essere quell'occhio meccanico, una telecamera, che tutto vede, che tutto nota, che perfora una privacy sacra, che penetra nel nostro Io
e parla del plagio, di come tante vite siano condizionate dagli altri, da qualcuno più forte, dai manipolatori, da chi riesce a usarti e muoverti come una marionetta, come una sua creatura, come un suo possesso
e parla, come parlò Dogtooth, di vite create a tavolino, sin dalla nascita, di esistenze non naturali, di crescite coatte e manipolate
e di cinema, di tanto cinema, del suo ruolo di finzione, con quelle quinte che Truman vede dietro l'ascensore
e di come la nostra vita sia a volte un gigantesco set cinematografico di cui noi ci sentiamo o ci fanno essere la star
un set, un palcoscenico che di reale, però, ha ben poco
ma parla anche di un mondo campana di vetro che ci protegga dal vero mondo, quello delle insidie, quello dove non c'è controllo
come in The Village, film così diverso, così uguale a Truman
ma il vero mondo, quello dove si soffre di più e dove i pericoli esistono, è sempre meglio di un mondo finto e limitato
ma Truman parla anche d'altro, di cose bellissime
parla di come sia possibile riuscire a tagliare i fili che ci hanno reso marionette
parla della possibilità di rendersi conto di vivere in un mondo malato
parla dell'amore che supera ogni cosa, un amore che non doveva nascere perchè la sceneggiatura non lo prevedeva
eppure nasce perchè questo è questo sentimento, qualcosa che nasce spontaneamente
e parla della possibilità di uscire da un plagio, tornare ad esser sè stessi
parla della possibilità di prendere una barca e affrontare quel mare
e fregarsene di temporali e tuoni, fregarsene di poter morire
perchè solo oltre quel mare c'è possibilità di salvarsi
parla di una prua che tocca un fondale con un piccolo rumore che rimbomba però nella storia del cinema
e di un uomo che sale le scalette di un cielo dipinto, e non è il dipinto di un pittore virtuoso, ma quello di un Dio-uomo che ti ha rubato la vita

e parla di un saluto

"casomai non vi rivedessi

buon pomeriggio
(lei che mi guarda in biblioteca come nessun'altro mi guardava)

buonasera
(lei che mi urla sulla spiaggia che niente, tranne io e lei, è vero)

e buonanotte
(lei, la ragazza che prima fu comparsa, poi collage e ora vita vera)

...già"

e un inchino
e le spalle rivolte per sempre a quello schifo
e un entrare nel buio, un buio mai stato più luminoso


20 commenti:

  1. Ricordo ancora il giorno in cui l'ho visto al cinema, la sensazione di uscire e di avere la netta sensazione di venire spiata da delle telecamere.
    Quanto splendore, quanta spietata ironia, quanti anni sono passati porco schifo sono una vecchia T___T

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    1. mettila così, siamo così "vecchi" da aver avuto la fortuna di viverlo e vederlo al cinema

      un film che ha fatto la storia

      ma che ne sanno i millennials, non farei mai a scambio con loro














      o sì?

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  2. Alessandro Romeo5 giugno 2018 16:25

    Quanta verita' nelle tue recensioni!!
    Ora fhe non sono piu' su facebook ti seguo sempre qui! Ciao giuseppe!!

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    1. ciao Ale!

      infatti non ti avevo più visto ;)

      fidati, hai fatto benissimo, si sta solo meglio senza fb

      se io non avessi il blog (e un altro gruppo cinema) mi toglierei all'istante

      ma in quei casi è troppo utile e importante

      grazie mille ;)

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  3. Totalmente d'accordo con te, Truman Show non è solo un capolavoro è proprio una profezia ben curata dei nostri tempi. Fa riflettere senza essere pesante e fa sorridere senza essere banale.
    Sono anni che non lo rivedo, direi che mi hai dato un bell'input per una rispolverata! :)

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    1. sono quasi sicuro che ritroverai un film meraviglioso come lo ricordo sophia

      o, almeno per me, è stato così

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    2. come lo ricordI, scusa, quella o finale messa per sbaglio cambiava quasi del tutto il senso della frase

      insomma, lo ritroverai come allora

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    3. Non ti preoccupare avevo capito l'accezione della frase! Non vedo davvero l'ora di rivederlo per rigodermelo con una nuova maturità (si spera!) :)

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    4. eh, famme sapè che a sto punto leggendo giovanni qua sotto ho meno certezze di come lo ritroverai

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  4. Che abbia predetto il mondo di oggi non v'è dubbio e di questo bisogna dargliene atto ma a mio parere come cinema in se non ha retto la prova del tempo.

    Lo vidi 20 anni fa e mi colpì tanto da farmi comprare il VHS non appena disponibile; ma già allora non mi sarei azzardato a chiamarlo capolavoro.

    L'ho rivisto alcune altre volte nel corso degli anni e l'effetto è andato scemando di volta in volta.... L'ultima di esse ho notato purtroppo tutte le sue (non poche) imperfezioni e forzature.

    Ora purtroppo lo considero "plasticoso" e naif alla stregua dell'Uomo Bicentenario o A.I. e questo è tutt'altro che un complimento.

    So che pochi converranno ma questi sono i sentimenti che mi genera a 20 anni di distanza dall'entusiastica prima visione.

    Mandi Mandi

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    1. ma pensa te quanto siamo lontani...

      cioè, io rivisto pochi giorni fa e (ri)trovato immenso, perfetto, non invecchiato, complesso

      molto interessante come cosa, hai fatto bene a dirlo :)

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    2. Beh dai è una delle poche volte in cui non ci troviamo d'accordo...può capitare :)

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    3. Visto che Giovanni ha citato indirettamente Asimov,impossibile non nominare Philip K. Dick e il suo romanzo tempo fuor di sesto dal quale Truman show prende una bella parte di ispirazione.

      Anche per me non è non è un capolavoro ma rimane un film che rivedo volentieri quando capita.

      Giovà ma quel gioiellino spagnolo di Eva (è un film)l' hai visto ,ti è piaciuto ?


      P.S. l'uomo bicentenario è na palla :)

      N.C.

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    4. Ciao Anonimo
      EVA non solo l'ho visto ma lo ritengo un film bellissimo che tratta un tema simile a Ex machina ma in maniera più raffinata e volutamente meno "effettistica". Se in ex machina l'organismo cibernetico è oggetto da "possedere" in Eva è entità da amare, con tutte le implicazioni del caso.

      Eva appartiene alla mia collezione DVD. Quando un film mi piace lo compro :)

      P.S. Dick è stato un visionario e lo capisci ancor di più a mezzo secolo di distanza.

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    5. Bè su Eva mi fa molto piacere ,son d'accordissimo .bellissimo e struggente,per me meglio anche del piu famoso e un po fumoso A.I.(son convinto che piacerebbe anche a Caden).

      E su Dick anche...

      fuori di testa .drogato,non scriveva neanche poi cosi bene,ma semplicemente geniale.


      Un saluto :)

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    6. Giovanni, infatti ;)

      anzi, come dico sempre le divergenze portano alle discussioni più interessanti

      solo che mai mi sarei aspettato arrivasse su un film che io considero perfetto, intoccabile

      sì sì, Negative, hai fatto benissismo a citare quel riferimento ;)

      Eva, oltre che voi due, me lo consiglia da tempo un mio carissimo amico. Ogni tanto passa in tv, la prossima volta magari ci provo ;)

      A.I lo vidi all'epoca al cinema e mi piacque moltissimo. Chissà adesso...

      L'Uomo Bicentenario invece l'ho sempre evitato con cura :)

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  5. Bellissimo poi le tue parole lo esaltano come poche altre.

    Ed i temi che tratta sono parecchi.
    Forse non hai parlato della libera scelta, dove nel finale Truman può scegliere se vivere una vita perfetta ma finta oppure uscire e scontrarsi con il caso, senza la protezione di un divino, senza sovrastrutture, senza gabbie, mosso dalla speranza che tutti avvertiamo, quella della libertà.

    Non è una gabbia d'oro quella che vogliamo, o perlomeno quella che può renderci felici, ma la riappropriazione del nostro tempo.
    Forse questo ci dice truman varcando quella buia soglia, se poi dopo quel passo ne seguiranno altri nella giusta direzione chissà, però lui ha voluto iniziare il cammino.

    Grazie per la tua riflessione.
    Ciao giusè





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    1. grazie Fili

      sì, a grandi linee ne ho parlato, e in più righe

      "ma parla anche di un mondo campana di vetro che ci protegga dal vero mondo, quello delle insidie, quello dove non c'è controllo
      come in The Village, film così diverso, così uguale a Truman
      ma il vero mondo, quello dove si soffre di più e dove i pericoli esistono, è sempre meglio di un mondo finto e limitato
      ma Truman parla anche d'altro, di cose bellissime
      parla di come sia possibile riuscire a tagliare i fili che ci hanno reso marionette"

      "e parla della possibilità di uscire da un plagio, tornare ad esser sè stessi
      parla della possibilità di prendere una barca e affrontare quel mare
      e fregarsene di temporali e tuoni, fregarsene di poter morire
      perchè solo oltre quel mare c'è possibilità di salvarsi"

      e poco sopra citavo anche The Village che, me ne sono accorto solo in questa visione, ha lo stesso concetto di base, quello di una vita coatta, protetti, senza pericoli, per difendersi dal mondo vero

      lì però era tema base (insieme alla Paura), qui uno dei 5,6 , tutti grandissimi

      grazie del bel commento, abbracci

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    2. Eh vedi, sono un po' arrugginito nel leggerti!
      Mancavo da un po'.
      Spero di poter recuperare :)
      (Grazie per l'aggiunta al gruppo)

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    3. grazie un cavolo, te c'ho aggiunto dopo più di un anno...

      qualsiasi dei 52 film messi finora hai voglia di vedere non preoccuparti a chiederlo

      a presto ;)

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