29.11.19

Torino Film Festival 2019 - Recensioni "The Lodge" - "Space Dogs" (2019)

Primi due film visti al TFF 2019.
Uno è straordinario.
Dai registi di Goodnight Mommy un impressionante thriller/horror che si candida ad essere uno dei più belli di questi nostri anni.
Un film che si trasforma continuamente, pieno di dolore, suggestioni, paranoie, cattiverie.
Due ragazzini orfani di madre che devono passare il Natale con la nuova compagna del padre.
Si proverà empatia, paura e avremo un finale talmente grande e terribile da non poterselo dimenticare

L'altro, Space Dogs, è qualcosa di stranissimo, un film che parla di Laika, del primo essere vivente - una cagnolina - mandato nello spazio. 
Laika morì ma si dice che il suo spirito, quel cane, vaghi ancora per le strade di Mosca.
Come quelli di tutti gli altri animali mandati nello spazio come cavie.
Tra filmati d'archivio e questo nostro seguire per Mosca cani, scimmie e tartarughe un film strano, a tratti molto affascinante ma che non convince del tutto.
Di sicuro un film che dividerà molto, e non tanto per il gusto ma per quello di cui parla



SPOILER PICCOLI NELLA PRIMA PARTE, GRANDINI NELLA SECONDA (DOPO PRIMA FOTO), GRANDISSIMI NEL FINALE (DOPO SECONDA FOTO)

Prima cosa una coincidenza incredibile.
Questo ultimo anno, anzi, praticamente questi ultimi mesi, ho visto TUTTI i film dove recita Riley Keough.
La cosa è incredibile perchè in NESSUNO sapevo che ci fosse lei, nessuno.
It comes at night, La Scoperta, La Casa di Jack e, in tipo 20 giorni, Under the silver lake, Hold the dark e ieri The Lodge.
Praticamente gli ultimi 3 film che ho visto, c'era sempre lei.
Tra l'altro è talmente brava e versatile che ho sempre fatto fatica a riconoscerla nei vari film.
Ecco quindi che mi ritrovo per caso ad aver visto quasi un'intera carriera di una giovane attrice (30 anni) senza averla mai cercata.
In questo The Lodge è meravigliosa, qualcosa di straordinario.
Ma, straordinario, è proprio il film.
Del resto questi sono i registi del bellissimo Goodnight Mommy, film inquietante e cattivissimo.
Qui, e davvero non potevo sperarci, siamo anche una spanna sopra.
The Lodge si candida ad essere come uno dei più grandi thriller/horror di questi nostri ultimi tempi.
Un film rasente la perfezione, che saccheggia ovunque ma riesce ad avere una originalità e potenza proprie davvero impressionanti.
Un drammatico che si veste da thriller psicologico che si veste da film sulla follia che si veste da ghost story che si veste da horror che si veste da mille altre cose, con un trasformismo talmente invisibile che nemmeno ce ne se accorge.
Una madre che scopre di aver perso per sempre suo marito (che ormai vuole sposare un'altra) decide di togliersi la vita.
La scena è devastante, un suicidio così immediato e secco che è dai tempi di Cachè di Haneke che non vedevo.
Il padre, mesi dopo, decide di far passare ai due figli le feste di Natale in montagna con la sua nuova compagna (che loro odiano perchè indiretta colpevole della morte della madre).
Ad un certo punto il padre deve tornare al lavoro, i due ragazzini restano con la giovane donna.
Tra strani avvenimenti, odi, paranoie, presagi e inquietanti presenze quei giorni diventeranno un incubo, un incubo in cui continuamente si sente l'arrivo di una tragedia.
Incipit straordinario che, come Hereditary, usa le case di bambola, case di bambola che saranno presenti per tutto il film a descrivere cose che succedono o invocare altre che devono ancora accadere.
Ma di Ari Aster questo film sembra aver tutto, dalle suggestioni, alla meravigliosa regia (di una simmetria, morbidezza nei movimenti e gusto magistrali), dalla colonna sonora (madonna) alle tematiche, ovvero quelle di inferni famigliari dovuti a profondi, profondissimi, dolori.


Del resto anche nel loro precedente Goodnight Mommy c'erano le stesse tematiche, i due figli con un solo genitore, la tragedia del passato, la convivenza colma d'odio dentro ad una casa, il gioco del vero e del falso e, soprattutto, quello della difficilissima identificazione tra vittima e carnefici.
Ma ci sono fortissimi echi di The Shining (la follia dell'isolamento isolati in mezzo alla neve... Ma lo stesso cagnolino si chiama Grady, non sarà un caso), a La Cosa (film che viene addirittura visto dai protagonisti nel film. Sempre neve, sempre isolati, ma anche la faccenda di non sapere "chi mente a chi" e chi è "il mostro) a The Others e a tanti altri grandissimi film.
Ma oltre alla raggelante atmosfera c'è proprio dietro una sceneggiatura geniale che mischia 2-3 piani in maniera perfetta.
Lei fu l'unica sopravvissuta al suicidio di massa di una setta.
Loro hanno appena perso la madre, che adoravano.
Quindi entrambe le parti hanno un dolorosissimo e traumatico rapporto con la morte.
Lei che ha incubi continui riguardo quel giorno, come se avesse un conto aperto con la stessa morte.
E che per questo odia tutto quello che la religione rappresenta.
E diventa geniale il trasformare questo odio per i simboli religiosi in qualcosa di potenzialmente "malefico", come se quella donna non fosse del tutto umana o avesse comunque qualcosa dentro di lei di terribile.
Loro sono due bambini distrutti dal dolore che non possono non odiare quella ragazza.
Attenzione, perchè anche la parte "solo" drammatica di The Lodge è perfetta, di grande sensibilità.
C'è una piccola scena.
Il padre e la ragazza che scherzano a letto, rumorosamente.
E quei due bimbi che hanno perso la madre da 6 mesi, che sanno che si è suicidata a causa dell'altra donna, adesso sentono loro padre giocare con lei.
Guardate che è terribile come sensazione.
E, visto tutto quello che nel film succederà, non si può dimenticare da "dove" arrivano quei ragazzi.
Ma lo spettatore mille volte farà ipotesi diverse, anche perchè ogni scena potrà essere vista come reale o non reale, come metafisica o realmente accaduta.
Tra l'altro Grace le prime due volte ci viene mostrata dietro vetri appannati (poi succederà altre volte) come a suggerirci questa sua figura inquietante e, forse, non umana, un fantasma.
Ci sono tanti sogni, ci sono tanti segni, ma c'è anche una ragazza che prende medicine, che nel passato ha vissuto un incubo, tanto che diventa impossibile essere sicuri di quello che vediamo.
Ad un certo punto a qualche spettatore (tipo a me) viene in mente che forse quel luogo è qualcosa dopo la morte, che quello che vediamo sia il luogo dove vaga l'anima di lei o quella di loro. O di tutti e 3.
Ma poi, altra svolta geniale, questa supposizione che abbiamo ci viene detta dagli stessi protagonisti, come fosse il finale di The Others.
"Forse siamo morti"
E il film, se possibile, decolla ancora di più.
Ci sono scene stupende, come il vhs di lei che vaga tra i corpi suicidi della setta, come lei che suona la pianola, come la scena della buca nel ghiaccio, come alcuni degli incubi di Grace, come le magnifiche - quasi esistenziali - scene nel bianco accecante della neve o come quella soffitta vista in un'inquadratura pazzesca.
Ma il capolavoro del film sta nella finezza psicologica.
Questa ragazza era sopravvissuta ad una morte di gruppo. Conviveva con una parte nera di sè, una tremenda parte nera. E tutto quello che le sta accadendo, tutto quel "pentiti!", alla fine la porta alla follia completa, perchè veramente il suo senso di colpa, sia per essere sopravvissuta sia per essere causa della morte della madre dei bimbi, arriva a tal livello da farle perdere la ragione.


Ed ecco che un gioco di vendetta (anche in Goodnight Mommy, se vogliamo, ce n'era uno) diventa involontariamente qualcosa di molto più grande, perchè colpisce Grace nel suo punto più debole (e anche il fatto che non prenda più farmaci è decisivo in questo perfetto e mortale incastro).
Così The Lodge nel finale diventa uno dei film più terribili di questi anni.
Nessuno è un mostro, alla fine ci sono 3 personaggi devastati dal dolore.
E le loro scelte porteranno a conseguenze devastanti.
Gli ultimi 10 minuti del film sono pura angoscia, anche grazie a una Riley Keough da pelle d'oca.
Tutto quello che vedremo ha "senso", è la perfetta deriva di un percorso psicologico che mischia passato, presente e futuro, che unisce demoni personali a esperienze più trascendentali, che mischia contingenze reali (l'assenza di medicine) a suggestioni mentali.
La "semplice", cattiva ma infantile vendetta di due bimbi che diventa un'angosciante faccia a faccia con Dio e con la propria coscienza.
Farà male quel finale, molto male.
E alla fine il cerchio si deve chiudere, c'è ancora una volta un nastro adesivo con scritto "SIN" nel destino di Grace.
E una pistola con 3 proiettili.

8.5


Lo Spazio.
Una voce fuori campo che ci parla sopra quelle immagini che ci mostrano l'Infinito.
E ci racconta di Laika, del primo essere vivente che, come cavia, fu mandato nell'oscurità ignota del Cosmo.
Di come morì subito, di come il suo cadavere vagò senza meta in quella capsula.
E di come, al ritorno, il suo corpo fu vaporizzato.
Ma il suo spirito è invece arrivato a Terra.
E noi vediamo quel cane alzarsi e vagare per Mosca, randagio.
Un soggetto incredibile, pazzo, ma anche di profonda sensibilità.
Ed ecco che lo spettatore vede questo cane aggirarsi per le strade, cercare da mangiare, interagire con altri cani.
Ad un certo punto vediamo una scimmia.
E la voce fuori campo ci racconta allora della prima scimmia che andò nello spazio, di come tornò viva ma impazzita.
Poi vedremo due tartarughe. E anche stavolta avremo il racconto di quando furono spedite nel Cosmo.
Ed ecco che Mosca diventa un luogo dove vivono le anime (reali però, in carne ed ossa) di tutti gli animali che la volontà di progresso umano hanno sacrificato alla scienza.
Vedremo scene terribili del passato, esperimenti simili a torture.
Almeno una volta il nostro cuore soffrirà nel vedere quei cagnolini che ce la fecero a tornare dallo Spazio, ma ormai distrutti, feriti, spenti.
E vederli comunque leccare quell'Uomo che li ha mandati lassù a morire è una cosa davvero commovente.
Il problema di questo film è un altro.
E' geniale nell'idea, è interessantissimo per quello che racconta, ha momenti davvero emozionanti (specie le immagini dei cagnolini dentro le navicelle), pone quesiti etici e morali grandi, grandissimi.
E ha una scena, quella quando Laika uccide il gatto, più forte di un horror.
Ma non si capisce a cosa serva vedere tutto questo vagare di cani, tutte queste scene del presente.
Se all'inizio l'unione tra il passato e il presente, la realtà e la favola, erano perfetti e forieri di un film bellissimo, poi io questo legame l'ho perso.
E ci porta ad un film a volte noioso e di cui non capisci il significato.
Per fortuna più volte torna la voce fuori campo a raccontarci cose, ad informarci, a fare diventare film di finzione quello che alla fine era solo un documentario su dei cani randagi di Mosca.
L'idea che nella testa di quel cane ci sia il Cosmo, tutto il dolore dei suoi simili, tutto quello che ha visto e vissuto, è bellissima.
Ma, secondo me, i registi non hanno saputo collegare al meglio questa meravigliosa e delicata idea con tutto quello che vediamo, costringendo continuamente lo spettatore a "ricordarsi" e immaginare che quello che sta vedendo abbia una lettura trascendentale.
No, questa lettura si perde, e Space Dogs ci sembra solo un documentario.
Peccato, perchè c'era materiale e idee per un film memorabile

7

7 commenti:

  1. Rachele Tommaso17 gennaio 2020 00:53

    E il richiamo a The crescent? L ho visto solo io?
    Ma sei sicuro dei 3 proiettili? A me sembravano 2.
    Se così fosse cambierebbe tutto

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    1. oddio, ma sai che trovavo stranissima questa tua domanda perchè, ricordo benissimo, durante almeno mezz'ora del film avevo pensato costantemente a the crescent?

      poi vedo che in effetti non c'ho fatto menzione, strano, forse perchè poi the lodge prende altre strade

      (anche la stessa chiesa rimanda alla casa di the crescent)

      se torno al cinema faccio caso ai proiettili, in effetti cambia molto

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    2. Rachele Tommaso17 gennaio 2020 12:11

      Io ho pensato a the crescent per tutto il tempo e non a shining dove ci sono richiami palesi, pensa te. Sarà che la casa, anche qui, ha avuto quasi un ruolo da protagonista.

      Comunque grandissimo film.
      Nell' ultimo anno sto azzeccando solo horror al cinema. Uno meglio dell altro.

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    3. Rachele Tommaso17 gennaio 2020 12:14

      Tranne pet semetary. Quello ha fatto proprio cagare :)

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    4. ah, su pet samatary velo pietoso... :(

      sì sì, ma infatti anche io come te. Proabilmente però appena sappiamo la verità allora la mia testa ha cancellato the crescent, ma 'ho pensato per tutta la parte centrale, anzi, al cinema ce lo siamo detti anche durante il film

      sì, grandissimo horror, per me con midsommar il migliore dell'anno scorso (ma per il sondaggio andrà nel 2020)

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  2. Thriller psicologico. Una serie di perdite drammatiche e una situazione contingente un po' pretestuosa, costringono i protagonisti nel classico ambiente chiuso ed isolato. Nulla di nuovo, vero, ma pur prendendo spunti da più film, l'amalgama funziona e ne rinnova i contenuti e soprattutto i risultati. Si parte con la casa delle bambole (tanto amata oltre oceano: The Hereditary, Sharp Objects, ecc.) che anticipa e traghetta le azioni, una sorta di filo conduttore, poi una delle più secche, improvvise, quasi hanekiane scene di suicidio, poi ci impressionano le efficaci e suggestive immagini mockumentary della strage nella setta (come mi attraggono queste storie ...) e da qui parte un film, di ombre (molto buie), poca luce (bianca della neve), di tensione, di dialoghi mai espressi completamente, di colpi di scena da svelare (a metà film si può credere di aver già capito tutto, ma poi ...). Un film capace di tenere alta la tensione, di toccare diversi generi, capace di illudere e tradire, fino ad un finale secco, senza sconti (proprio come era iniziato). Mi è piaciuto, perchè alla fine i tasselli (anche quelli più improbabili) trovano la giusta collocazione.

    VOTO ***+

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  3. appena la "nuova" mamma fa accenno alla lampada a gas, è parte lo strano sogno, mia moglie mi svela il finale e sapendo che a te è piaciuto molto, mi sono immerso in "The Crescent 2". Quando compare lo chalet a croce ho rivisto la casa di The Crescent e il mare sostituito dalla neve.

    Poi per fortuna l'intuizione di mia moglie, svelata dagli stessi interpreti va disattesa e si torna ad un registro pienamente terrestre.

    I proiettili sono 3 (o almeno così mi è parso)

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