26.4.13

Recensione: "Castaway on the moon"


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presenti spoiler

Nella vita tutti possono sentirsi dei naufraghi.
Sempre meglio naufraghi che alla deriva comunque, il naufragio è in qualche modo sempre un punto d'arrivo.
O di partenza.
La vita è un mare così periglioso, così insidioso, così difficile, così pieno di occasioni mancate e umiliazioni (vedere la strepitosa scena sul pelo dell'acqua, un riassunto di come tutto, affetti, lavoro e amore sia andato a rotoli) che a volte è una deriva 
                                                   insostenibile da reggere.
Allora Lui decide di farla finita e si getta nel fiume Han.
Ma il piano fallisce, Kim si ritrova in un'isola deserta. Una piccola isola appena sotto il ponte dove si è gettato. Ma sempre un'isola è, se all'orizzonte invece del mare aperto ci sono i palazzi della tua città non cambia nulla, sei solo. Su un'isola. Questo naufragio è un punto di partenza nuovo per Kim.
E poi c'è Lei.

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Si chiama Kim anche lei.
Anche a lei la vita fuori fa paura, così paura che vive da 3 anni reclusa in una camera nella quale non accetta nemmeno di ricevere la luce del sole. Perchè anche il Sole è un'insidia, uno sfregio alla nostra intimità.  Lei fa foto alla Luna, quella sì placida, bella e misteriosa.
Il suo naufragio non è come quello di Lui, non è un nuovo punto di partenza, ma uno doloroso di arrivo.
Solo due giorni l'anno la città si ferma, all'arrivo della primavera e dell'autunno, solo due volte sembra deserta. Per via di una tradizione coreana. Allora lei quella volta prende la sua macchina
fotografica/telescopio per vedere la città anzichè la luna e per caso vede lui, laggiù, in quell'isola.
E' il suo alieno. Lo fotografa e sovrappone le foto di lui a quelle della luna attaccate al muro. Perchè solo in Korea sanno scrivere poesie facendo film.
Kim e Kim sono due alieni, due entità che col pianeta Terra c'entrano più nulla.

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Lui cerca in tutti i modi di (re)imparare a vivere adattandosi all'isola, lei, spiandolo, inizia a sentire sempre più forte il bisogno di uscire da quella stanza. E' come un elastico, più lui tira la sua vita verso l'isolamento nell'isola più lei viene attratta dall'uscire.
Impressionanti le metafore che si celano dietro a questa perla coreana. E non solo quelle evidenti dell'uomo naufrago della vita che scappa ai propri "doveri". E non solo quella dell'alieno, del sentirsi diversi da tutto e tutti (il titolo è magnifico).
Ci sono tante piccole cose, su tutte la meravigliosa, divertente e straziante necessità del Kim sull'isola di mangiare degli spaghetti ai fagioli neri, un desiderio incontrollato e incontrollabile, un'ossessione che in qualche modo lo terrà mentalmente in vita. Ha trovato la bustina del condimento sull'isola (un'isola, ovviamente, che essendo urbana è piena di scarichi). Mancano gli spaghetti. Ed è qui la metafora. Se si è convinti di poter raggiungere un'obbiettivo si fa di tutto per ottenerlo. Probabilmente si diventa ancora più intelligenti. Kim prende il guano degli uccelli, sperando nasconda semi. Crea un orticello, "pianta" il guano. Un giorno cresce una pianta di mais. Farina di mais etc etc... Sta di fatto che quegli spaghetti creati dal nulla rappresentano tutto, un sogno che si avvera o il raggiungimento di qualcosa che si è costruito. E mangiandoli probabilmente Kim per la prima volta in vita sua si è sentito veramente felice. E noi, come quando Ego assaggiò la ratatouille, restiamo affascinati ed emozionati da tanta bellezza.
Si ride, si piange, ci si emoziona.

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Per un dito dietro l'obbiettivo della macchina fotografica che aiuta lui a spingere quell'anatra, per la stessa anatra, oggetto inanimato che diventa personaggio in grado di toccarci il cuore, per una corrispondenza strana, lei che gli getta nell'isola biglietti dentro bottiglie e lui che gli risponde con frasi scritte nella sabbia, per una notte in cui (ancora una metafora) si perde tutto quello che si è costruito in una vita, per una corsa disperata, finalmente fuori, finalmente alla luce, finalmente senza casco protettivo per nascondersi verso qualcosa che non si può perdere. La scena è praticamente identica al finale di Truman Show, lei che parte appena vede che lui torna nel mondo reale (lì per scelta, qui per costrizione).
Ma non la vediamo solo partire, la vediamo correre.
Corre Kim, corre.
Corre questa ragazza che per 3 anni non ha mai trovato una sola ragione di vita.
Corre disperata perchè se non lo raggiunge è tutto finito, niente ha più senso.
Corre più che può ma un autobus è sempre più veloce di te.
E' finita, il pianto disperato è il pianto di chi in pochi secondi sa di non avere più niente, nessun obbiettivo, nessuna speranza.
Ma la città si ferma solo due volte all'anno, ricordate?
All'inizio della primavera e in quello dell'autunno.
E oggi è quella seconda volta.
L'autobus, da qualche parte, sarà fermo.
Ricomincia a correre.

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La città si ferma solo due volte in 365 giorni. Poche decine di minuti.
La prima volta, per caso, lo vedesti su quell'isola.
La seconda, non per caso, ma perchè è la cosa più importante che hai mai fatto nella tua vita, lo vedrai in quell'autobus.
"Who are you?" aveva chiesto sulla sabbia prima di essere portato via Kim uomo senza ricevere nessuna risposta.
"I'm Kim" le risponde Kim sull'autobus.
"Me too" avrà pensato di rispondere Kim.
Fallo dopo, prima finisci di piangere.

( voto 8,5 )

77 commenti:

  1. visto in full hd e in italiano grazie a mymovieslive.

    Vi consiglio di iscrivervi, è gratis ed è davvero un ottimo servizio.
    Completamente legale poi.

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  2. (http://bradipofilms.blogspot.it/2012/04/castaway-on-moon-2009.html) come di consueto vado di link, io l'avevo visto in originale e poi l'ho fatto rivedere anche alla bradipa in italiano perchè è stato trasmesso da Rai 4(long life to Freccero!)...una piccola perla, un film delizioso..pensa coincidiamo anche nel voto...tanto lo so che domani mi mazzolerai senza pietà su Le streghe di Salem...

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    1. Grande Rai 4, a me il regalo più bello che ha fatto finora è Non dirlo a nessuno.

      Insomma, arrivo sempre secondo (o terzo, o quarto, o ultimo...).
      Altra coincidenza di voto, bene!
      Vengo a leggere.

      Zombie credo che non coincideremo tanto.
      Ma ho ragione io :)

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    2. Bradipo bradipo, mi servi!!!

      Siccome il film era doppiato in italiano e non hanno messo nemmeno i sottotitoli per le scritte, mi dici cosa leggeva lei sul pc? Quella sfilza di messaggi che la fanno piangere in quella maniera?
      Magari era una cosa importante, mannaggia

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    3. cazzarola, e ora a chi lo chiedo mannaggia...

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    4. Dai sottotitoli si poteva supporre che fosse una specie di chat, visto che c'erano riferimenti ad un "falso profilo" e alla sua vera foto.

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  3. ...anche io sono curioso di sapere cosa leggeva su quel dannato pc.
    Film davvero eccezionale! Ci sono almeno due episodi autorevoli che sono da incorniciare: quando "materializza" il piatto di spaghetti ai fagioli neri e quando la ragazza si presenta sul bus. La bellezza!

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    1. Ciao Vincent!

      Eccezionale sì. E sono contento che le due scene che citi sono quelle a cui ho dato più risalto, meglio così :)

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  4. è da un po' che mi incuriosisce.
    vedrò di vederlo...

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  5. Film bellissimo, visto in lingua originale qualche anno fa’. Sono veramente felice per la sua distribuzione nel bel paese. Aspetto con orgoglio la prima offerta per acquistare e custodire gelosamente il bluray di prossima uscita.

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    1. grande Poison!

      comunque li hai visti davvero tutti eh...

      non linki, strano, non ne hai parlato?

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    2. Oh perbacco, un mio parente? :)

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    3. Non mi ero accorto!!

      Pensavo fossi te!

      E ora come cavolo si fa?

      benvenuto Poison 2 !

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    4. Cioè, mi sono appena accorto che Poison 2 aveva commentato anche altri due vecchi film, Departures e Franklyn e io gli ho risposto come fossi te...

      D'ora in poi devo stare attento all'avatar.

      Sempre che Poison 2 torni mai

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    5. Io ne ho scoperto l'esistenza oggi! :)
      Comunque io oltre all'avatar diverso ho la p minuscola... ;)
      Ma a parte questo dovrebbe essere facile distinguerci, io sono quella che solitamente scrive minchiate! :)

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    6. E, per tornare al film, ce l'ho ancora nel mucchietto di quelli da vedere

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    7. mi sono messa in pari:

      http://viaggiandomeno.blogspot.it/2013/04/castaway-on-moon.html

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    8. e io arrivo subito che son qua. Ma ho 6 minuti che devo andare a far spesa.

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  6. è stata una giornata lunga e ora non riesco a leggerti, mi si sbilanciano gli occhi. dico solo: guardàtelo, guardàtelo e guardàtelo!

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    1. Mmm, interessante questa gestione dell'accento....

      dunque l'hai già visto,sbaglio?

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    2. oh ieah! in lingua originale però. non sapevo fosse stato doppiato. un giorno se mi gira provo a vedere cosa c'era scritto su quel pc, ora non ricordo. magari lo farò quando leggerò la tua recensione all'età dell'innocenza...

      (come si fa a disegnare una faccina malefica?)

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    3. Facciamo così cazzo.

      Se mi dici che c'era su quel pc mi dò 10 giorni per l'età dell'innocenza.
      Se non lo faccio non scrivi più qua.
      E perderti sarebbe una sciagura.

      Affare fatto?

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    4. troppo buona sono. troppo! (o troppo curiosa di vedere se ne uscirai vivo...)

      cmq questo è quello che ho trovato tradotto. non è granché:

      "mi sembra di averla già vista da qualche parte
      quella è la mia amica!
      chi sei tu?

      questa pagina è fasulla gente!
      io ho visto quella vera

      puttana! muori!"

      altro non c'è.
      10 giorni, gente! 10 G I O R N I !

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    5. Cioè, fammi capire...

      Praticamente "scopre che l'hanno scoperta".

      Ossia che usava altre identità al posto della sua di cui si vergognava.
      L'hanno scoperta e la minacciano, una cosa del genere?

      10 GIORNI !

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    6. sì, dai. magari la cosa della minaccia è solo un modo di dire. più che altro viene a cadere la sua alter ego.

      10 GIORNI !

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    7. 9 giorni, 23 minuti e 13 secondi



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  7. Si nella chat legge che hanno scoperto che lei aveva creato una falsa identità e la insultano alla grande.
    La recensione è splendida, hai parlato di poesia, hai assolutamente ragione, ma tra le scene migliori non hai citato la più ignorante, la parodia/presa per il culo di cast away, quella dove lui prova ad accendere il fuoco, perchè alla fine questo film ha mille metafore e scene di altissimo livello, ma sa anche divertire nel modo più semplice!

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    1. meno male, grazie della conferma.
      Che poi è una scena importante perchè se non sbaglio là decide definitivamente di uscire.
      TI ringrazio per le bellissime parole.
      E' vero, non ho fatto venir fuori la parte cazzona del film ma perchè quella poetica mi ha sopraffatto :)

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  8. Finalmente grazie a voi so cosa leggeva nella chat. Grazie mille, è un film prezioso che ogni tanto rivedo per "assorbire" tutte le scene e quella della chat proprio non riuscivo a decifrarla.

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    1. Sai che anche a me faceva andare fuori di matto non sapere che c'era scritto?

      Grazie a tutti quelli che ce l'hanno detto e confermato anche da parte mia :)

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  9. tantissime metafore in questa piccola perla. tantissime.
    bell'articolo, condivido a pieno le opinioni tue.
    ancora una volta la corea non tradisce, che bei film che ci sfornano.
    curiosita' che probabilmente non vi interessa: i noodles che cerca disperatamente di mangiare sono famosissimi in corea. io li mangio molto spesso qua' grazie alle abitudini di un mio amico coreano, e sono davvero buoni. non vi dico le risate quando kim - dell'isola - apre piano piano il pacchetto e io e il mio amico piano piano ci accorgiamo che sono i nostri noodles preferiti! abbiamo compreso a pieno la sua volonta' di mangiarli, e' venuta fame anche a noi. ah, il nome coreano e' una sorta di rivisitazione dall'italiano "spaghetti", ed e' "chapagheti". sono davvero buoni pero', ma non c'entrano nulla con alcun sapore italiano.
    curiosita' 2 la vendetta: il mio amico coreano mi ha detto che film di questo genere sono bellissimi si', gran qualita', ma non sono molto famosi in corea perche' si preferisce altro, ad esempio amano un sacco i thriller.

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    1. ah, ho scordato di scrivervi, sulla chat c'erano tutti commenti molto brutti sul fatto che non fosse reale quel profilo, confermo cio' scritto in precedenza da fonti attendibili quanto un coreano che legge coreano.

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    2. Ma scherzi?
      Anzi, ogni cosa chicca che ci puoi dire sul cinema coreano o sulla corea in genere la devi dire!
      Anche qualche titolo semmai.
      Guarda, a me piace mangiar bene ma ti assicuro che sarà per la storia che hanno avuto nel film ma quegli spaghetti li avrei divorati.

      Grazie di tutte queste notizie e curiosità
      E saluta il tuo amico, io mi sento un coreano d'adozione

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  10. Film molto bello, alla coreana dire :D. Grazie per avermi fatto scoprire cosa ci fosse scritto nella chat! Certo, qualcosa di brutto, era ovvio, ma poteva essere di tutto, ho pensato che in quella chat ci fosse la spiegazione del suo isolamento, o il perché della cicatrice sulla fronte, tipo una violenza subita. Mi son fatto dei film insomma.
    Ottimo cinema, anche se nella parte finale (rispetto al resto) rallenta in modo eccessivo, perde un pizzico di verve, che poi ritrova sul finale.

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    1. Beh, ringraziamo i lettori ad avercelo detto, io non c'entro nulla ;)

      E' stato frustrante ma anche bello immaginarsi che poteva esserci scritto ;)

      Sì, è vero, adesso non ricordo quando ma anche io avvertii un certo calo di ritmo.
      Resta il fatto che il finale sarà zuccheroso, ma bellissimo

      ciao!

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  11. era da tempo che non mi emozionavo così
    ho le farfalle nello stomaco, letteralmente
    mi sento preda di un innamoramento
    nella scena finale di lei che corre avevo il cuore in gola, come fosse un thriller
    e tra le scene iniziali il fiato sospeso per la disperazione di lui, la sua scarica di diarrea, la commozione per quei fiori che assapora mentre è ancora accovacciato, e poi di nuovo diarrea.. mi sono sentita male.. e' vero! e' la nuda e cruda verità: la vita a volte ti contorce lo stomaco da sentirti così, una "deriva insostenibile da reggere".. e ti serve un water, una casa, un posto sicuro, un attimo di pace, una consolazione, un'approvazione.. e lui, lui non aveva nulla.
    nulla se non se stesso, che voleva distruggere.. ma che poi non ci è riuscito, perché in fondo era l'unica cosa che aveva.
    e così riparte da lì: da un "dato", lui c'era, lui c'è.
    ma la miccia.. ciò che lo accende sono quegli spaghetti: IL DESIDERIO di quegli spaghetti!
    kim ora ha se stesso, e un desiderio.
    credo sia metafora incredibile di cosa muove e di cosa "basta" all'umano per essere umano. infatti lui si ingegna, si innamora della sua nuova vita, se la gode, se la gusta come mai prima.. e si sente finalmente a casa in quel fazzoletto di terra in mezzo al mare. a volte basta poco! e in quel poco c'è tutto!

    e poi arriva lei.. l'inaspettato e imprevedibile messaggio!

    HELLO

    una risposta.. che in verità è una chiamata! e lui lo sa, sa che è per lui.
    e per questo comincia l'attesa..
    anche dentro questo c'è tutto, tutta la dinamica umana, tutto il desiderio, tutta l'attesa di una mano tesa.

    lei però è fragile e bella come una piantina di mais in un appartamento, resta nel suo vasetto, accetta quel grammo di luce, quel poco d'acqua che le viene data.. ma col tempo.. cresce, si fa spazio.. "ha sete della pioggia e muore se non c'è il sole" (cit.).. e così, viene incuriosita da una nuova luna, o meglio, una Terra attorno a cui orbitare, perché quella su cui è, non la sa abitare: è la sorpresa di lui, un alieno nelle sue giornate aliene

    tra le scene più poetiche e meravigliose quella che tu citi: quando con il dito nell'obbiettivo sembra spingere la paperella che lui sta tirando: anche lì c'è tutto. non ci sono loro due ma il genere umano attuale: la tecnologia ti avvicina a tutto, perfino intimamente.. (lei può sapere e vedere tutto di lui, è "con lui", si congratula per la creazione degli spaghetti, assapora la speranza dopo il "dialogo" di cui il fattorino è tramite, può fotografare e partecipare a ogni espressione della sua gioia e del suo dolore) ma è comunque lontana.. una sconosciuta. sebbene sia l'essere umano più intimo e vicino a lui, è anche un essere umano lontano e mai toccato o visto prima.
    è il paradosso della tecnologia che molti di noi vivono e che certi adolescenti e/o persone in difficoltà come lei vivono fino al midollo. avere tutto nella tua stanza eppure.. alla fine non avere niente.
    al contrario di lui, protetto da un cielo aperto e che, nel non avere niente, aveva tutto.

    puoi restare nella tua stanza per sempre, o puoi correre fuori.. non perché sai fare, non perché sei "guarito", non perché fuori è bello ma perché è così: è la tua Terra, è l'alieno che ti chiama:
    who are you?
    e non puoi che dire sì: eccomi
    my name is kim

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    1. Dopo 6 giorni arrivo ;)

      ma è un periodo allucinante, non so davvero come faccio a stare dietro a tutto

      beh, che il film fosse stupendo non avevo dubbi, ma che potessi considerarlo "film del millennio" o uno dei più belli che tu abbia mai visto non pensavo proprio..

      ovviamente commento super, bellissimo, poco da rispondere

      ma mi è piaciuto come hai scarnificato tutto, come sei arrivata allo scheletro base, a quell'uomo solo che non ha più niente, se non un piccolo desiderio che diventa magari non una ragione di vita, ma una per vivere in quel momento sì

      e poi il secondo desiderio è lei

      entrambi ci tengono attaccati all'esistenza, entrambi ci stimolano tutto, compresa l'intelligenza

      la tua metafora sulla tecnologia non solo è notevole ma quasi illuminata, ahah

      e la chiusa perfetta

      "è il paradosso della tecnologia che molti di noi vivono e che certi adolescenti e/o persone in difficoltà come lei vivono fino al midollo. avere tutto nella tua stanza eppure.. alla fine non avere niente"

      però se non fosse stato per quel binocolo lei e lui non sarebbero esistiti, anche questa è la verità

      ma il binocolo, la tecnologia e tutto il resto possono essere il mezzo sì, ma il fine ultimo è l'uomo, sempre

      e non tutti lo capiscono

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    2. Felice della mia metafora "illuminata"..
      Scherzi a parte.. Dopo la visione del film ho scritto quel commento fiume che davvero mi sentivo illuminata per l'esperienza emozionante che ha generato in me il film! Non è il film più bello che abbia mai visto però .. Nel contesto del concorso per il film del millennio mi è sembrato perfetto. Oltre la sua bellezza oggettiva c'è la tematica: L'uomo del 21esimo secolo è sommerso dalla spazzatura, non esce dalla sua stanza, lavora come uno schiavo la maggior parte del suo tempo oppure non ha un lavoro e per questo è emarginato, vuole morire perché non sa perché vivere, è schiacciato da una società opprimente, si crea false identità grazie alla rete.. E chi più ne ha più ne metta.. Ma rimane il fatto che ha fame di semplicità, di libertà, di bellezza, di poesia, di amore, calore umano.. Boh mi sembra che abbia all'interno tanto della società attuale (quella che viviamo noi "occidentali" in senso lato .. Perché poi ce ne sarebbe da dire su quella fetta di mondo che ha ben altri problemi....)

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    3. No no, ma infatti ho scritto "uno dei più belli", sia mai che fosse stato il più bello...

      eì vero, tematica azzeccatissima

      ma il potere di questo film è che secondo me ha una quantità di tematiche come pochi altri
      ricordo che ai cineforum ne vennero fuori moltissime, e nessuna forzata

      senz'altro la metafora più grande è proprio questa, se la società ti ha distrutto (lui) o ti costringe a nscondersi (lei) c'è comunque una via d'uscita

      e quella via d'uscita siamo noi

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  12. Ho un problema.
    Se sei una persona molto attenta avrai di sicuro già notato che quando un film mi piace TANTO,TANTO non so mai che scrivere nei commenti.
    Quando vedi i miei commenti più o meno lunghi sotto le rece è perchè il film mi è piaciuto, si, ma non mi è rimasto nel cuore.
    È strana come cosa, lo so.
    Probabilmente perchè ho paura di rovinare il film con qualcosa di inappropriato, un commento non all'altezza di un film che mi ha suscitato grandi emozioni.
    Sinceramente non lo so, ecco.
    So solo che di fronte a meraviglie come Castaway on the moon non posso fare altro che rivivere nella mia mente le sensazioni provate durante la visione senza aggiungere altro.

    Ps: recensione bellissima :)
    Pps: adesso sul girone Bergman sto ancora più in crisi :(

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    1. votacave votacave votacave

      ps ciao Rachele, lo hai visto?

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    2. Rachele Tommaso20 aprile 2016 11:32

      Cave? No, non l'ho visto.
      Dammi un buon motivo per vederlo e lo farò;)

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    3. 1) E' il film del millennio! ;-)

      2) Se pensi che pure io ritengo Castaway una meraviglia, e l'ho messo secondo dopo Cave

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    4. Rachele Tommaso20 aprile 2016 16:19

      Un documentario il film del millennio? Mmmm
      Guarda, sono sincera, nel girone Bergman ci stanno the wolf of wall street e incendies che meritano il massimo dei punti, e difficilmente cambierò idea.
      Mi mancano 2 film all'appello (le vite degli altri e il profeta) , se riesco lo guardo, dai ;)

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    5. Emmegì sta per scontrarsi con capa tosta, non sa a cosa va incontro

      fermati, tu che ancora puoi

      ciao Rachè

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    6. Rachele Tommaso20 aprile 2016 16:47

      La modalità "rompicoglioni" è impostata su on solo con te...
      Te devo pure trattà in maniera differente dalla massa, o no?
      Quindi emmeggì stai tranquillo, sono buona e cara e mai capa tosta ;)

      Ciao Giusè

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    7. No no, capisco benissimo.
      Sui film che ti colpiscono così o dici tutto, sputi fuori tutto (come viene da fare a me) o non dici niente

      forse nella vita vera la seconda reazione è anche quella più bella e diffusa

      te scrivi tanto sui film dove hai da dire cose, che siano da capire o contestare, sottolineare o far venire fuori non importa

      su questi è giusto così

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  13. Ma che film del cazzo, mi sta facendo piangere come un bambino cribbio.

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    1. Appena posso rispondo a tutti, Bianca per prima.
      Son contento di questo riscontro, e che così tante persone lo stiano scoprendo.
      Io ho fatto 5 cineforum negli ultimi due anni, in 4 ho cominciato con lui ;) a presto

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    2. è un'ottima scelta per i cineforum, perchè è un film che piace a largo raggio, ma apre sguardi su cinematografie e scritture altre. Restando in COrea, un film che fa un po' il paio ma per palati più "horror" o/e giovanili è The Host...bellissimo!

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    3. Di solito faccio una tripletta per far scoprire il cinema orientale alla gente

      oldboy
      castaway in the moon
      departures

      tre film molto diversi come stile, tematiche e tutto il resto

      The Host???

      ti piacere vincere facile, il miglior monster movie del millennio per me

      credo di averne parlato

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    4. io farei
      castaway
      ferro 3
      the host

      per il cinema coreano

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    5. Potremmo crearne altre 15 e sarebbero tutte dello stesso livello

      the host è un pò un rischio, rimane film di genere

      fantastico però. Se non avesse 2,3 momenti grotteschi e quasi ridicoli faticherei a trovare un monster movie migliore in secula seculorum

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  14. Visto, finalmente potrò votare con un po' (poca) più di consapevolezza, non il capolavoro del millennio, ma di certo un film raffinato e particolare, di sicuro entra nei primi tre del girone :).

    Grazie come al solito per queste scoperte.

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    1. Ma grazie a te e a voi di seguirli sti consigli

      raffinato, gran bell'aggettivo

      ora nemmeno mi ricordo in che girone era e come l'hai votato, ahah, ormai c'ho 216 film tutti in testa ;)

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  15. Recuperato anche questo :) Ottimo film, peccato, come fatto notare da alcuni commenti sopra, per il calo non tanto di ritmo, ma di equilibrio: l' alternanza di toni comici e drammatici funzionava alla grande fino all' ultima mezz' ora più o meno. Un grazie ha chi ha dato la spiegazione dei messaggi in chat, la scena era troppo lunga per tralasciare questa ignoranza :) Carino come lui segua in qualche modo il progresso dell' umanità, in particolare con il cibo: raccolta, caccia, agricoltura fino al cibo "processato". In questo modo il film ha sì dei tratti fortemente ambientalisti, ma senza scadere nella retorica, lui ha conservato praticamente tutti gli oggetti della precedente vita "civile". Per il resto hai già detto tutto nella recensione.
    Uno tua promessa ti ricorderà una scena di questo film, se e quando la manterrai poi te ne accorgi da solo :D

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    1. Dimenticavo, per la cicatrice la spiegazione che mi son dato è questa: le la ha sulla parte destra, l' emisfero destro è quello che regola le emozioni (adesso non so quanto ci sia di scientifico in questo, però diciamo che è universalmente riconosciuto così dai non addetti), quindi è una sorta di piaga da decubito dell' emotività. Non ho fatto caso se nel corso del film la ferita dia segni di miglioramento.

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    2. Sai che ogni tanto penso a sto film e me viene da pensà (repetita) che questi ultimi anni ho visto pochissimi film con più tematiche?
      Non sto dicendo che è uno dei film più profondi del millennio, non ci va manco vicino, ma le volte che l'ho fatto in qualche cineforum ti giuro sono venute fuori talmente tante tematiche che manco Synecdoche (arrivo anche lì eh).

      "Carino come lui segua in qualche modo il progresso dell' umanità, in particolare con il cibo: raccolta, caccia, agricoltura fino al cibo "processato". In questo modo il film ha sì dei tratti fortemente ambientalisti, ma senza scadere nella retorica, lui ha conservato praticamente tutti gli oggetti della precedente vita "civile". "

      ecco, vedi che bella cosa hai notato e come in poche parole l'hai esposta. Assolutamente.
      Ma ambiente, società, individualismo, solitudine, destino, perseveranza, riscoperta di sè, la forza dell'essenziale, l'hikikomori, e chissà quante altre cose

      la cosa che dici sulla cicatrice è talmente geniale che non pò esse vera

      mi scoccia darti del genio dopo pochi mesi, son punti d'arrivo questi da dimostrare nel tempo ;)

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    3. Io veramente mi son chiesto: ma ci stanno pure in Corea gli hikikomori? Pensavo fosse una peculiarità giapponese. :) Come dici te sto film è la gioia dei cineforumisti, fa partire discussioni su discussioni e non devi tribolà (detto alla marchigiana) per coinvolgere il pubblico. Poi mette sul piatto molte cose, anche solo accennate, ma va bene così: in un' altra discussione (mi pare signal) uno si lamentava che il film non dava una morale, ma io direi che i film che si fanno domande e si danno le risposte da soli, li possiamo tranquillamente lasciare a Marzullo.

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    4. beh, tribolà c'è anche da noi eh, siamo quasi identici come dialetto

      sì sì, anzi, gli unici due film visti ultimamente sull'hikikomori, questo e spellbound, sono entrambi coreani ;)

      la morale è sempre pericolosa, specie quando ha l' a- davanti.
      Io amo chi lancia esche e lascia domande.
      Lo preferisco di mille volte a chi dà risposte o impone visioni

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    5. Visto adesso.

      @ Claudio eri tu che avevi scritto che questo film trascende l'estetica hollywoodiana?
      Non mi ricordo se l'hai detto tu o un altro utente. Comunque a me pare che non sia proprio così, anzi, si vede bene che questo regista è molto molto influenzato dal Cinema Americano, ed in particolare di hollywood, tanto che addirittura inserisce dei rimandi espliciti al duo Zemeckis/Spielberg. E quest'influenza naturalmente si riflette su tante scelte registiche.
      (nulla di male alla fine, è un segno dei tempi: la globalizzazione rispecchiata nelle pellicole).
      Con questo non voglio dire che non sia una perla che, ad Hollywood, difficilmente si potrebbe realizzare.

      M'è parso per molti aspetti un (favoloso mondo di) Amelie in salsa Coreana, con tutti i pregi ed i difetti del film francese (più pregi che difetti).
      Peccato, se l'avessi visto da adolescente me ne sarei innamorato.

      Tanti spunti interessanti, tante cose da dire (intendo, il film - anch'io ne avrei, sul film, ma non voglio scrivere un commento di 200 righe). Il finale "felice" sfacciatissimo, strappalacrime ed improbabile, non so... diciamo che ho preferito quello di "Su su per la seconda vergine", più Amletico.

      Condivido che la trovata della cicatrice (che forse è più tua che di chi ha scritto il film), è geniale.
      Però non direi che la ragazza fosse atrofizzata in tal senso. O meglio, in parte sì, ma era soprattutto una vittima (una delle tante) delle proprie emozioni (troppo intense), che in qualche modo le rifiuta o le isola per non caderci vittima.

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    6. No, non ero io riguardo all' estetica hollywoodiana. Sì chiaro che i rimandi a Castaway ci sono, però diciamo che quel discorso della "trascendenza" varrebbe per un film americano. Un film coreano che bisogno avrebbe di staccarsi da un' estetica che non è (o meglio non dovrebbe essere) la sua già di partenza? al limite può trovare dei punti di contatto od influenze, come hai detto tu.
      Forse l' unico che ne ha una tutta sua è Kim Ki Duk, per il resto la Corea ha una grande scuola di cinema, ma (correggimi se sbaglio) non una tradizione passata, tale da creare il proprio stile peculiare. Considerando anche il collegamento politico con gli americani, sicuramente è il cinema orientale più vicino all' occidente.
      Sul finale sto forzando le mie dita a non scriver nulla :D

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    7. Sì, il concetto espresso dall'utente era che questo Cinema è lontanissimo da qualunque stilema ed estetica tipicamente hollywoodiana che in Usa non sarebbe mai potuto essere girato (mi viene in mente la frase di Scorssee che guardando un film Russo - "The mother" forse? - disse: "perché l'Amercica non riesce a far roba così?" , e la frase fu ripresa nella promozione home video del film).
      Naturale che un paese avulso dalla cultura dominante (che, inutile nasconderci, è quella statunitense), farebbe robe "diverse", in automatico. (per liguaggio, contenuti, scelte estetiche, ecc.ecc.)
      Ed allo stesso tempo per un regista cresciuto in Usa col mito hollywoodiano questo sarebbe difficilissimo.

      Un paese simile non credo esista (o meglio ce ne sono, ma son talmente piccoli che non producono film, tipo il Bhutan, oppure son culture fuori dalla modernità, che per forza di cose non fanno film), e la Corea, in particolare, come dici tu, è estremamente influenzata dalla cultura Usa. (a livello culturale è colonia quasi quanto l'Italia, secondo me. Anche se, non bisogna mai sottovalutare la fortissima identità culturale dei popoli orientali).

      Sul Cinema Coreano prima degli ultimi vent'anni so poco e niente, andrò a vedermi qualcosa. Sarei curiosissimo di vedere alcuni esempi di Cinema Coreano ante-guerra, e pure di Cinema Sud Coreano datato (e Nord Coreano cazzo!, quello si che non dovrebbe c'entrare un'acca con hollywood! ).

      Cosa intendi sul finale? Nel senso che a te è piaciuto e non reggi il mio cinismo oppure sei d'accordo con me? : )

      Scrivi scrivi. Specifico una roba: quei finali sono belli. E' solo che non li reggo più, creano nella mia testa una forte dissonanza cognitiva, tra il disastro che osservo attorno a me, e tutte queste storie di speranza che sembrano dire: "succederà qualcosa e andrà tutto bene".
      Sono anti-rivoluzionari cazzo!
      E il Cinema dovrebbe esser la cosa più rivoluzionaria del mondo!! :)

      Mi spiego meglio: se fai un film in cui parli di Capitalismo, e invece di ispirarti alle millemila storie che vanno male t'ispiri alle uniche che vanno bene (ogni riferimento alla "ricerca della felicità", bel film ma tanto retorico e smielato da sembrare scritto da uno che vive sulla luna), sei scorretto.
      E indirettamente fai propaganda.

      Forse sono anche un po' un cultore dei finali sospesi e privi di qualsivoglia morale.



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    8. Sul finale non volevo dire di più perché ricorda un altro finale. Però secondo me son solo all' apparenza a lieto fine, questo di Castaway magari un po' di più, però se ci pensi fondamentalmente hai un barbone e una disadattata (sì lo so, rovino tutta la poesia del momento :) ), alla fine si son solo incrociati le mani, il futuro non sarà così roseo :)

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    9. Ahahhaha, se la metti così è un drammone! Del genere: e vivranno infelici e fottuti!

      Non lo so, beh, in Amelie una cosa prorpio non m'è andata giù (nella mia visione "adulta", dieci anni prima l'avevo adorato da capo a fondo): il fatto che dopo tutte le enormi difficoltà ad aprirsi anche solo di poco, e superare le sue paure, condite di milioni di idiosincrasie, anaffettività, disinteresse per il sesso, ecc.ecc.
      Amelie e l'altro disadattato in 5 minuti si trovino, facciano l'amore, e risolvano tutto. (o almeno così pare).
      Ho capito che dopo due ore lo devi far vedere, ma almeno dare un assaggio delle difficoltà che verranno? Ovvero dire che sì, trovare qualcuno che ti capisca perché strambo come te è magnifico, ma la sfida comincia lì, ed il corteggiamento, per quanto estenuante, sembrerà un gioco da ragazzi in confronto a tutti i casini seguenti.

      Io ci ho visto la classica "morale della speranza e da pensiero positivista" (brrr) in Castaway to the moon, ma magari è come dici tu. E voleva solo raccontare la storia di un incontro tra solitudini, che forse non porterà a nulla...

      Boh.

      PS - a proposito del "barbone e la disadattata". Il film ci dice che lui è giunto a quel punto perché
      a) il padre non credeva in lui, lo "seviziava" psicologicamente e lo ha fatto diventare un insicuro cronico
      b) ha incontrato una ragazza bastarda che guarda solo all'ambizione ed al portafogli (un po' un cliché, se vogliamo, ma ce n'è tanta di gente così)
      c) non riesce a trovare un lavoro decente e si sente schiacciato da una società dove conta solo apparire ed avere una posizione (come dargli torto?)

      Va da sé che, avendo incontrato quella ragazza, che pare essere l'unica in grado di comprenderlo, si realizzerà una sorta di Zweisamkeit (scritto bene?), e di sicuro lui :
      1) ritroverà parte della sua sicurezza e gioia
      2) starà con una persona talmente aliena da non guardare minimamente allo status sociale
      3) Starà bene con se stesso, si accontenterà di un lavoro anche non importante, oppure troverà il modo di arrangiarsi, forte di una rinnovata fiducia e spirito propositivo

      Con lei si potrebbe fare un discorso simile, solo che di lei non si sa quasi nulla quindi è più arduo.

      Per questo, secondo me, fondamentalmente è un happy ending in piena regola :)

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    10. Sì però appunto questo non cambia nulla sulla società che ha portato lui a tentare il suicidio e lei a isolarsi. Il finale non ti dice che la società è buona, se stavi male è tutto nella tua testa. Ecco, magari ti dice che puoi comunque ritagliarti la tua parte di felicità, ma a che prezzo? (scrivendo questo mi viene in mente anche Oldboy)

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    11. Sì, beh, intendevo happy ending per i personaggi, non per il mondo intero :)

      Guarda, però, che certe "morali" sono molto subdole. Non è il caso di Castaway, ma certi film, mostrando il cambiamento interiore dei personaggi che "riescono a costruire qualcosa di buono", in effetti inneggiano al capitalismo, facendone un'apologia spietata. (in quanto "Romeriano-Anarco-Marxista doc" vedo propaganda del capitale un po' ovunque! :P, ma non credo di andare molto lontano dalla realtà dei fatti, quando faccio le mie analisi sul Cinema contemporaneo).

      Ripeto, non è il caso di Castaway on the moon.

      Sul fatto di "ritagliarsi un proprio pezzetto di felicità", guarda, il messaggio è giusto, ma molti lo trasfigurano (intendo molti di coloro che "danno" il messaggio, ma anche molti che lo "ricevono"), il cambiamento è sempre un cambiamento interiore (prima che esteriore),
      e poi sì, teoricamente, attraverso la meditazione, puoi arrivare ad esser felice pure se vivi per strada (per dirne una), ma a me che la miseria sia così diffusa fa incazzare lo stesso, e potendo sceglierei farei un film che denuncia il fenomeno, che prova a combatterlo, piuttosto che uno che vuol dire: "accettiamolo".

      La speranza è una trappola. La comprensione e l'accettazione il primo passo per esser liberi.

      La linea è sottile, ma c'è!



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    12. Guarda il mio film peggiore in tal senso è Forrest Gump, è più forte di me, lo odio a pelle quel film.

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    13. Ma perchè la speranza deve essere vista in maniera così negativa?
      Certi discorsi, Marco, proprio non riesco a comprenderli.

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    14. @ Claudio: pure io! Se mai dovessi fare una lista dei 10 film che non sopporto, ci metterei Forrest Gump.

      Siamo in buona compagnia, l'hai visto "A morte Hollywood""? J. Waters ci piscia sopra, a Forrest G :)

      @ Rachele

      La speranza non è sempre negativa, ci mancherebbe.

      Ma è facile comprendere che in tantissime situazioni la speranza porta all'immobilismo:
      "SPERO che un giorno la situazione economica migliorerà" (e te ne freghi di capire cosa succede e perché succede)
      "SPERO d'incontrare il principe azzurro" e non vai a cercarti la persona con cui potresti, o meno, essere felice.
      "SPERO che qual poveretto ce la faccia" (così eviti di pensare se puoi fare qualcosa per aiutarlo, magari facendo piccoli sacrifici)
      ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.

      La speranza è una trappola. E' inattività. Sogni nevrotici ad occhi aperti. Senz'ombra di dubbio.

      Perché, ripeto, stare la maggior parte del tempo a sperare, t'impedisce di accettare le cose come sono (essendo proiettato al pensiero di "come dovrebbero essere"). E se non le accetti non le puoi nemmeno comprendere, né tantomeno affrontare.

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    15. Ma no Marco, la speranza è esattamente il contrario della staticità.
      È cio che muove la vita, le persone,le relazioni, tutto.
      Come potremmo svegliarci al mattino, se non avessimo la speranza di andare incontro ad un giorno migliore di quello passato?
      La speranza è desiderio e, quando si desidera qualcosa, si fa di tutto per ottenerla.
      È proprio l'assenza di speranza a
      determinare l'immobilismo.

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    16. Ho cercato di spiegarlo al meglio delle mie possibilità. Ci riprovo (anche se suona un po' ripetitivo, perché son cose che più o meno ho già scritto):

      quando tu SPERI di ottenere qualcosa, non stai pensando al come ottenerlo.
      Quando tu SPERI che domani sia migliore, non stai pensando a come migliorare l'oggi, e così via.

      "se non avessimo la speranza di andare incontro ad un giorno migliore di quello passato?"
      Per capirci bisognerebbe partire da un assunto: il pensiero nevrotico è tutto quello che non si concentra sul presente.
      (Se io mi sento in colpa per qualcosa che è successo dieci anni fa, vivo male, se sono uno che pensa sempre al futuro, sarò incapace di stare bene OGGI, che è la cosa più importante.)

      Non è concentrandosi sul PASSATO e sul FUTURO, che si riesce a vivere bene il PRESENTE.
      Il presente è l'unica dimensione che può dare soddisfazioni o gioia. E viverlo pienamente significa anche rinunciare a sognare ad occhi aperti (io ne so qualcosa, ed è un aspetto che sto cercando di cambiare della mia personalità), rinunciare a pensare "come sarebbe se...", e così via.

      L'assenza di speranza, come la intendi tu, è pensare al futuro con pessimismo. Ma dove sta scritto che dobbiamo usare le nostre energie per immaginare il futuro anziché vivere il presente?

      Il presente ha bisogno d'amore, non di speranza e di illusioni.

      Spero d'esser stato più chiaro.

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    17. Faccio un po' un balzo indietro, riguardo la questione "messaggio nel film" che discutevo con Giuseppe. Mi sono imbattuto proprio ora in un' intervista del nostro amico Haneke, ipse dixit : "Credo che l'arte debba porre domande e non proporre risposte, le quali sono sempre sospette, a volte persino pericolose."
      Ho pensato subito ai nostri commenti :)

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    18. niente da aggiungere

      e viva il film senza risposte, viva il cinema delle questione sospese, viva il cinema che dobbiamo provare a "riempire" noi

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  16. L'utente a cui si riferisce Marco un km più su è Giovanni Rui

    per il resto sto cercando di recuperare quanti più messaggi posso ma, al momento entrare in discussioni che ne hanno dentro una ventina è impossibile

    del resto ho poco da dire, siete bravissimi

    ma io ho amato il finale de sto film

    perchè sto film è una favola, di realismo non ha nulla

    e a me che sta favola sia finita così è piaciuto un sacco perchè sto film è uno dei pochi (degli ultimi 1000?) che ho visto a darmi sensazioni leggere (io cerco sempre quelle pesanti) e quindi "rovinarmi" anche questo non me andava ;)

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