23.4.13

Horror Underground (n° 4) : Confessions

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Torna la rubrica sui film horror e/o disturbanti poco conosciuti al grande pubblico. Le precedenti puntate sono nel box in alto.

Mancato capolavoro.
E' stata fortissima la tentazione di piazzare (minimo) un bel 9 a questa grandissima pellicola di Nakashima.
Storia affascinante se ce n'è una,confezione magistrale, intreccio che si dipana splendidamente.
Eppure malgrado le terribili vicende trattate -credo che raramente il termine quasi infantile "cattivo" si possa adattare meglio a una pellicola- malgrado tutto quello che succede, è così alto e invadente il livello cinematografico del tutto che lo spettatore rimane più coinvolto e preso dalla bellezza di quello che sta vedendo che dalle vicende narrate e dalle emozioni. L'uso dei ralenti, la voice off presente dall'inizio alla fine, la fotografia, la perfezione stilistica, la cura certosina di come viene svolta la trama, tutto contribuisce a vedere che c'è troppo cinema a manovrare i fili del tutto. Non che altri capolavori come Old Boy o Lady Vendetta sotto questo aspetto latitassero, anzi! (specie il secondo) ma qui si avverte un leggero senso di fastidio, difficile spiegare perchè.
Ma il film è e rimane splendido, a lasciarsi trasportare senza troppi sofismi è un capolavoro senza se e senza ma.
Rimane splendido perchè se l'autorialità è troppo invadente nelle confezione certo non latita anche nei contenuti. Confessions è un film che a perderci tempo ci si possono scrivere pagine su pagine.

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Il senso della vita, il valore della stessa, la cattiveria e l'odio umano, il nichilismo che prende al petto già a 13 anni, la vendetta non fredda ma elaborata, il disagio giovanile, il bullismo, l'importanza degli affetti, il dolore "perfetto" per la perdita della propria figlia, lo spirito di emulazione dei nostri bambini, il senso di colpa scontato per tutta la vita. Forse anche troppe le cose che ci si trovano dentro.
La narrazione è particolarissima sia a livello temporale, perchè la vicenda ha un presente, un passato e un futuro che continuamente si intersecano tra di loro (con un uso dei flash back davvero particolare perchè non sono tutti antecedenti a un singolo e dato fatto ma a più piani del presente della narrazione, ossia quello che può essere un flash back rispetto un certo punto può rivelarsi un flash forward da un altro punto di vista) ma anche, per l'appunto, per i diversi punti di vista, le confessions del titolo, per cui ogni volta un personaggio (con voice off) prende il testimone da un altro e ci racconta quello che succede o è successo.

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Lo spettatore rimane affascinato perchè non è tanto la vicenda a cambiare quanto le motivazioni o le reazioni dei diversi personaggi. Qui si parla dell'omicidio (a metà film si scopre ancora più terribile di quanto sembra) di una bambina di 4 anni da parte di due 13enni (molto simile alla vicenda alla base del bellissimo Boy A) e della subdola, calibrata, terribile vendetta più psicologica che fisica che la madre della bambina attua verso di loro, tra l'altro suoi studenti.
Il mondo degli adolescenti raccontato in Confessions è così sbagliato, perverso e preoccupante che in confronto l'immenso Eden Lake ci andava leggero. Delitti per esaltare sè stessi, delitti pe dimostrare qualcosa, delitti per noia o per fama, delitti perchè tanto non si è condannati, delitti per emulazione. E la cattiveria dei coetanei a quell'età può raggiungere livelli quasi inumani (il foglio degli auguri "cifrato" appeso al muro fa rabbrividire).

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Resta comunque un film di vendetta, di vendetta manovrata e calibrata come quella in Old Boy. E, vuoi per un caso o no, gli ultimi meravigliosi, quasi sublimi 10 minuti ricordano tanto il capolavoro di Park. Anche qui viene premuto un tasto e anche qui premendolo si hanno effetti devastanti, opposti a quelli previsti. E anche qui la pena più grande non sarà la morte ma il senso di colpa da scontare in vita (anche se il Old Boy il "mostro" forse se ne va).
Ma il capolavoro di Confessions, la perla di sceneggiatura che quasi fa gridare al miracolo è quella sveglia che funziona al contrario. E' la prima invenzione di Shuya, il primo tentativo di avvicinarsi alla madre attraverso il suo talento. Rimane lì, ancora funzionante, in quello studio devastato (sogno o no non importa). Shuya la prende e il tempo, come le lancette, comincia ad andare all'indietro fino a quando non raggiunge di nuovo il volto della madre fiero di lui. L'emozione è fortissima. Ma appena raggiunta la felicità il tempo poi va inesorabilmente di nuovo in avanti, la tragedia non si può cancellare. E quando il finale sembrava già cattivo abbastanza arriva la gelida frase di Yuko. No, nessuna rinascita. certe vite possono fermarsi anche a 13 anni. E' solo il corpo ad invecchiare.

( voto 8 )

46 commenti:

  1. Come sai adoro la trilogia della vendetta, ma questo film proprio non sono riuscita a farmelo piacere.
    (E non sono ancora riuscita a trovare Boy A, porca miseria ladra!)

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    1. Ti capisco...
      Io ero indeciso tra un 9 o una bocciatura, poche volte mi sono trovato così in bilico.
      Ma da me il bicchiere mezzo pieno è sempre più pieno di quello mezo vuoto.
      E a quel punto lo pieno io del tutto.
      Boy A è splendido, puoi farcela.

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    2. io non mi ero nemmeno posta il dubbio. Classificato immediatamente come "machebruttofilm" mentre uscivo dalla sala.
      E per quanto riguarda Boy A attendo fiduciosa, altrimenti farò la snob dicendo "tanto ho letto il libro..." :)

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    3. Cazzo, hai letto il libro, complimenti!
      (perchè lo snobismo deve anche ricevere feedback per funzionare)

      linka sto confessions, stasera leggo

      lo ripeto, ci sta non piaccia.

      ma anche se da qualcuno trovo un 10 lo capisco

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    4. Sì, ne avevamo parlato all'epoca del tuo post, quando ancora credevo che sarei riuscita a recuperare il film in tempi ragionevoli!
      Ma sai che Confessions è uno dei pochi film che credo di non aver recensito dopo averlo visto? Non che il mondo ne senta la mancanza, sia chiaro.

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    5. Sì sì, mi ricordo perfettamente che mi avevi detto del libro. Ricordo che io poi ti misi anche il link della reale vicenda.
      L'ho riscritto solo per gasarti.
      Non credere di sapere cosa sa il mondo, potrebbe sorprenderti.

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    6. oh, non sono così presuntuosa. io riesco a sorprendermi tutte le mattine, nel tragitto casa lavoro, figurati. :)

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    7. Dipende se il tragitto dura 3 minuto o un'ora.
      In 3 minuti sarebbe sorprendente.

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  2. Film spocchioso e sopravvalutatissimo, che ai tempi bottigliai selvaggiamente. Per me bocciatura piena.

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    1. Siamo d'accordo anche su questo Ford? Ma che noia! :)

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    2. Me l'aspettavo da te James...
      E, lo ripeto, forse avete ragione.

      Aspetto rinforzi a cui sia piaciuto, ci saranno no?

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  3. comuqneu un quasi capolavoro.
    la bellezza del livello cinematografico a me non ha infastidito per niente anzi, ad avercene di film girati in maniera così grandiosa

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  4. andando a ripescare la mia recensione, ovviamente ero andato di 9
    http://pensiericannibali.blogspot.it/2011/03/minkia-ke-bimbi.html

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  5. Io ho trovato la prima mezzora assolutamente meravigliosa. Poi si perde nei meandri del lavorone e le restanti settordici ore fanno cadere il tutto un pò in basso. Quindi, se ti fermi alla prima mezzora è un capolavoro :B
    Il 9 del Canny è un pò altino, io sarei per un sei e mezzo\sette

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    1. Questo è invece il primo giudizio a metà, ci sta, ci sta tutto co sto film.
      Io invece ho trovato straordinari gli ultimi 10 minuti. Ma sì, anche la prima mezz'ora in classe è incredibile.

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  6. Vado di link (http://bradipofilms.blogspot.it/2012/12/confessions-2010.html) perchè tanto ne abbiamo già parlato di questo film tete a tete e sai quanto lo amo...quella cosa che ti avevo detto del video di Smells like teen spirit...l'hai vista anche tu oppure è una sensazione solo mia? Bella recensione!

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    1. Vengo a leggere!
      Sai che non mi ricordavo ne avessimo parlato? Ma a Perugia o per messaggi qua? Invece mi ricordo che tu mi avessi parlato di una similitudine con la canzone dei Nirvana riguardo qualche film ma non ricordavo quale? E nemmeno a cosa ti riferisci, al testo, all'atmosfera, al video? Magari le risposte le trovo nella tua rece, arrivo.

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    1. (eh, ovviamente non ho visto confessions ma devo tirarmi su con i commenti che sennò trovi mille scusanti per non guardare il mio film in maschera)

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    2. brava, sempre oltre i 100, mi raccomando

      ogni giorno sto raccogliendo un pò di forza in più per vedermi più di due ore di costumi,storie d'amore e capelli cotonati.

      Ce la farò

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    3. vedila come storia di estrema violenza, se vuoi. è anche quello

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    4. ahahahahahah

      uomo di poca fede

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  8. A me alla fine è piaciuto proprio per il modo manierista in cui è stato girato. Ma alla fine, sotto tutta quella patina ci ho visto ben poco, per quanto l'immagine (e la frase) finale siano belle potenti...

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    1. Ci sta ci sta. Sto film ha esaltato o irritato come pochi...
      Sì, la componente emotiva della vendetta fatica ad emergere, sarà forse colpa della confezione.

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  9. l'ho appena finito di vedere, gran bel film, crudele e spiazzante come pochi, anche se io ero dalla parte della prof, la sua è stata una vendetta tutt altro che subdola, io al suo posto avrei fatto lo stesso a quei criminali, piccoli, di manco 13 anni, ma sempre criminali erano.
    Il finale è davvero bello.
    Per me promosso :-)

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    1. Ah ah, che sto film ti potesse piacere ci mettevo le mani nel fuoco...

      Son bastardi sì, meritano quella fine :)

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  10. eccezionale...un film per il quale io non avrei i tuoi dubbi di stroncatura.
    D'accordo sulla 'patinatura' generale ma è un lavoro di una forza immensa, mi ha davvero impressionato.
    Quanta carne al fuoco, quanti spunti, come hai detto tu, se ne potrebbe parlare per giorni su ognuno di essi.
    L'unica cosa che non condivido è quel pizzico di titubanza nel giudizio, per me è capolavoro e, sebbene in alcuni momenti appaia un pelino asettico, io credo che fosse un effetto cercato: nichilismo nel raccontare il nichilismo, quasi a volere allargare alla globalità l'accusa del film, includendoci (si) in un mondo nel quale siamo vittime e carnefici al tempo stesso, freddi ed individualisti nella nostra personale soggettiva.

    So che è una (bellissima) rece "vecchiotta" ma so anche che non perdi mezzo commento. ;-)

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    1. Ahah, no. Io mi ritrovo tutti i commenti in un unico luogo, se sono ad una rece di 6 anni fa o di ieri per me è identico.
      Anzi, ti dirò, fa molto più piacere trovare commenti a cose vecchie, vuol dire che si cercato, non la sisi è ritrovata davanti perchè tra le ultime.
      Ricordo benissimo il film e i miei dubbi sull'eccessivo "cinema" che aveva dentro. Però vedo che ho piazzato un bel 8...

      Sì sì, ottima lettura, ci sta. Però non per forza il nichilismo deve combaciare con l'eccessiva estetica ;)

      Oh, ma Confessions è bellissimo anche per quello, per l'estetica. Certo, un film di una cattiveria tale reso meno "bello" forse entrava ancora di più dentro di noi, poteva far male. Invece così ce lo godiamo di più ma vediamo un pò il trucco.
      Ma ce ne fossero...
      Ottimo commento come sempre e grazie mille..,

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  11. Figurati, hai scritto benissimo ciò che intendevi ed il voto parlava già chiaramente.
    Più che altro io rimango sorpreso dal fatto che, cercando in giro tra gli utenti in vari "luoghi", sembra ci siano solo due giudizi: 8 e 2.
    Io, oltre alle sfumature che hai evidenziato tu, ho visto un film inattaccabile o quasi.
    Se lo analizzi in modo freddo: lo script è da paura, la sceneggiatura a livello, le interpretazioni credibili, la fotografia e la regia presenti ed interessanti, le musiche sono forse le uniche a non avermi convinto (io tra l'altro non ne sono un amante...eccezione fatta per il buon Quentin e pochi altri, l'uso delle canzoni spesso mi delude).

    P.s.: sono in emergenza! Ho finito praticamente tutti gli horror underground (trovabili) che consigli...e adesso??
    :-)

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    1. No no, è quasi patetico trovarsi un 2 pe sto film...
      Ma anche un 5 eh...
      Ma sai, i trolloni li troverai sempre, lasciali perdere.
      C'è tutto quello che dici te, al massimo credo, come dicevamo,che uno possa trovare un leggere fastidio in questa patinatura eccessiva, specie per un film dalle tematiche così "sporche"


      aahhah, sai che m'ero scordato della rubrica? magari ne ho fatti anche altri che potevano entrarci ma essendomene dimenticato si trovano solo sciolti

      chissà quali sono quelli che non hai trovati, fammi sapere semmai

      e adesso? bisogna cercarne altri!

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  12. È stato bellissimo.
    E "last flowers" dei radiohead è da pelle d'oca.
    La scena dell'orologio è forse una delle più belle che abbia visto e con quella canzone di sottofondo, mamma mia.
    L'ho rivista due volte.
    Una sola cosa ho apprezzato poco: l'età dei ragazzini. Troppo piccoli per tutte quelle riflessioni sulla vita e la morte, quella cattiveria dei due assassini,non lo so, avrei preferito degli adolescenti di 16/17 anni.

    Ps: ma com'è sta storia che mi piacciono tutti i film che vedo? Sbaglio o fino a Dicembre era impossibile trovare un film da 8? Questo sei te, che mi hai fatto il lavaggio del cervello ;)

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    1. Quella scena è un capolavoro difficile da descrivere.
      Su questo film ho discusso a lungo, qua e altrove. Continuo a pensare che una minore patinatura lo avrebbe reso un capolavoro. Certo, senza intaccare il livello estetico, che quello è sua parte integrante. Ma vedo troppo cinema dietro, l'avrei voluto più dentro la vita.
      Ma due volte ieri, di fila?
      Eh, hai ragione, ma la cosa inquietante è anche quella, la loro età.
      Lo rende un filo più inverosimile ma più potente forse.

      non sono solo io, sei anche te che hai acquisito un occhio e un saper scegliere che, probabilmente, hanno alzato l'asticella media del valore dei film che vedi

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    2. Rachele Tommaso7 aprile 2016 11:46

      Ma non il film, solo la scena.

      Credo sia fondamentale fermarsi ad analizzare un film per renderlo interessante, cosa che non facevo mai prima. Insomma guardavo e basta.
      Oh, 4 mesi intensivi de "il buio in sala" saranno serviti a qualcosa,no?
      Tu immagina tra un anno, ahahah

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    3. Non ho capito, riguardo il difetto dell'età ti riferivi solo alla scena?

      o.k, non avevo capito

      sì sì, i film immediati son belli solo di suo, quelli profondi o stimolanti hanno bisogno di te. Se te non ci sei saranno sempre inferiori.
      Tra un anno ti cederò la password e l'eredità del blog, portalo avanti te

      in my name

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    4. Rachele Tommaso7 aprile 2016 12:05

      Ma 2 volte ieri, di fila?"
      A che ti riferivi? Al film, no?
      Ho visto la scena dell'orologio due volte, non il film.



      Il buio in sala è Giuseppe Armellini, mai nessuno potrá rimpiazzarti, nemmeno un umile discepola quale sono
      Con questa frase ti ho appena paragonato a Gesù Cristo, ahahah

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    5. AH no, o.k, hai ragione, non avevo capito

      per fortuna ho passato i 33.

      in splendida forma poi, nemmeno una cervivale

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  13. Per quel che vale dico anch'io la mia...
    Ho cercato di vedere Confessions ieri notte, ma poi per problemi tecnici vari ho dovuto sospenderne la visione circa a metà e non c'è stato più verso di farlo ripartire. :(

    Fino a quel punto la sensazione che ho provato era "strana", poi non ho resistito alla curiosità e son venuto qui a leggere la tua recensione e i commenti e al solito avevi già trovato tu :) le perfette parole che definivano il mio stato d'animo:

    "L'uso dei ralenti, la voice off presente dall'inizio alla fine, la fotografia, la perfezione stilistica, la cura certosina di come viene svolta la trama, tutto contribuisce a vedere che c'è troppo cinema a manovrare i fili del tutto. Non che altri capolavori come Old Boy o Lady Vendetta sotto questo aspetto latitassero, anzi! (specie il secondo) ma qui si avverte un leggero senso di fastidio, difficile spiegare perchè."

    Ecco, era esattamente questo l'effetto che mi ha dato, un "quasi fastidio" difficile da spiegare, quasi il regista ci voglia sbattere in faccia quanto è bravo sul piano estetico ma poi tutto ciò sia quasi separato dal resto, dalla parte emotiva della storia.

    Anche giustissimo il paragone con Lady Vendetta, anche io ci ho pensato ieri :), ma lì appunto non si presenta il problema che c'è qui. Vedevo "Confessions" e come dicevo ero si colpito dalle immagini, molto affascinanti, inquadrature impeccabili, etc., però non sono mai stato davvero coinvolto dalla storia e dai suoi personaggi, mentre in Lady Vendetta che è assolutamente splendido, per me capolavoro, "anche" sotto il piano visivo non c'è questo "distacco emotivo" che invece ho qui percepito.

    Confessions come sottolinei ha mille tematiche e spunti interessanti, ma forse pur con tutto ciò poi si perde nella parte di scrittura, in contrasto col lato visivo ed estetico del film, che sa troppo di costruito a tavolino, artificioso e secondo me stride col resto. Vuoi forse anche "colpa" di una recitazione monocorde e la voce (io l'ho visto doppiato in italiano) e il comportamento quasi "robotici" della protagonista (forse anche per il trauma della figlia morta, eh, ci sta...) ma che pur col dramma che sta vivendo non mi ha mai comunicato vera empatia o fatto davvero "entrare" in una storia che per come è narrata non ho trovato neppure davvero molto credibile. Questa la sensazione che fino a dove l'ho visto, ben conscio che non posso giudicare un film così (e infatti non lo faccio, poi magari proseguo e lo adoro, anche se dubito :) ), ma a pelle temo di non essere in perfetta sintonia con questo regista.
    Senza arrivare a dare un giudizio negativo netto come han fatto Poison Dee e James Ford su nei primi commenti (ma li capisco :) ) diciamo che per ora non è che manco io ci vada pazzo, ecco. :)
    Rivedrò e completerò comunque il commento quando terminerò la visione. Ciao!

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    1. eccoci anche qua

      1 ma roberto, avevi già visto un film, chi te l'ha fatto fa a un narcolettico come te de comincià Confessions a mezzanotte???

      2 che dire, siccome hai quotato a me io non posso che riquotare me e te, ahah
      confermo alla seconda visione le cose scritte, anche se considero il film bellissimo

      3 riguardo il distacco emotivo credo che Confessions sia volutamente un film dalla freddezza inaudita, il libro dovrebbe essere raggelante (volevo ordinarlo ma è fuori catalogo)
      ma in quelle freddezza i temi non mancano, anzi, è un film molto profondo o, se per profondità intendiamo anche l'emozione, allora dire molto importante

      4 capisco perfettamente le tue parole ma, come ti dicevo, non so se il regista cercasse empatia. Insomma, sensazioni alla Lanthimos. Io di difetti ne ho trovati tanti ma questo della mancata empatia o emozione, in un film come questo, non lo considero un difetto.
      Tra l'altro nel finale, ultimi 5 minuti, ci si emoziona molto...

      se lo rivedi rivedilo da capo perchè il film è complesso da seguire, io appena finito ho dovuto rivederne mezz'ora...

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    2. A riecchime!:)

      1 Ahahahahahah è vero che so' narcolettico :) però te giuro (anche se so che non mi crederai mai) che il film, fino a dove me so' interrotto, l'ho visto tutto eccome (senza dormire, ovvio, sennò manco avrei scritto questo commento, me sarei vergognato :) )
      No, i "motivi tecnici" che dicevo erano problematiche legate alla rete e alle continue disconnessioni dal sito di My Movies, tanto che poi ho dovuto desistere, era uno stress ed era impossibile vederlo così.
      E comunque nota il mio "Per quel che vale dico la mia" che ho messo all'inizio: proprio perché ne ho visto solo circa mezzora sono io il primo ad ammettere che così il mio commento può benissimo non aver troppo senso. ;)

      2 Ok :)

      3 Perfetto. Mi ero accorto anche io che quasi sicuramente quel distacco e quella freddezza erano voluti. Questo ovviamente non può essere considerato un difetto, come ben spieghi anche tu, ma
      una scelta registica e stilistica. Che qui magari rispetto ad altri film "simili" (per modo di essere) mi è piaciuto meno, ma probabilmente più per un gusto personale mio che altro o per cose che mi parevano un' po' "forzate" (quei ragazzini forse troppo piccoli...), sarà forse per quello che fino a dove l'ho visto non mi è scattata la scintilla che invece ho provato verso altri autori, altrettanto freddi ma più nelle mie corde. Assolutamente d'accordo anche sul fatto che di temi importanti e profondi il film ne tocchi tantissimi.

      4 Ok ok, ritratto :) Anzi non ritratto nulla perché non intendevo certo dire che la mancata empatia fosse un difetto: cacchio citi Lanthimos (e aggiungerei pure Haneke che pure lui mica scherza :) ) che è uno dei Re della freddezza e del distacco ma che adoro (benché ancora troppo mi manchi della sua filmografia), quindi d'accordissimo.
      Ripeto, forse il "difetto" per me, se così possiamo chiamarlo, è in quel troppo costruito eccesso cinematografico visivo, che per me (e nonostante le immagini fossero davvero molto belle) ha un po' "stonato" o convinto meno di quanto non avrebbe invece fatto con una minor ricerca formale ed essere magari un po' più "grezzo", ma forse più aderente a una storia così drammatica e sporca.
      Questo ovviamente è l'effetto che ha fatto a me fino a quel punto, per tanti altri la cosa è stata assolutamente gradita, quindi de gustibus.
      Eh, del finale emozionante che lo "risolleva" da una parte centrale forse un po' più "ripetitiva" ho letto anche in molti altri commenti, quindi come dicevo mi riservo di darne un giudizio compiuto solo quando l'avrò visto davvero tutto.
      Ovviamente di nuovo dall'inizio, manco a dirlo eh... ;)

      Ciao!

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    3. 1 è che il film è davvero complesso per come cambia personaggi e punti di vista

      va visto più sveglio de qualsiasi altro. E le complicazioni sono specialmente nella parte centrale. Hai visto probabilmente la parte più bella anche se un film va giudicato, come sai, per intero

      3 più che altro ti invito a leggere il bellissimo commento qua sotto di Antonio su questo aspetto

      4 sì sì, d'accordissimo su questo, alal freddezza di solito si abbina una regia e una narrazione basica, quasi documentaristica, molto asciutta. Qui invece i personaggi sono poco empatici mentre la confezione cerca di essere super coinvolgente

      se lo finisci famme sapè!

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  14. Mi soffermerei sull'aspetto più menzionato e criticato: la freddezza della professoressa e del climax in generale.
    Premetto che odio gli stereotipi recitativi e le interpretazioni teatrali, trovo meraviglioso il modo in cui lei gestisce le emozioni.
    C'è chi si sorprende della freddezza della professoressa, io credo invece che di strano ci sia altro, e che niente sia casuale.
    Ad esempio, non credo che in una classe qualsiasi di una scuola media giapponese, ci sarebbe quel caos, che mi appare un po' forzato.
    Probabilmente la scelta è voluta, necessaria proprio per risaltare la freddezza della maestra.
    Lei è così perché così doveva essere.
    Lei è una persona di studi, si vede che é una studiosa del metodo, della didattica. É cerebrale e razionale all' estremo.
    I ragionamenti sul non fare conoscere al figlio il padre e su altre decisioni personali, sono funzionali a farci capire chi é lei, a darle un'anima che renda coerente il resto.
    Un' anima, dicevo. Si, perché contrariamente a quanto riscontrato nelle critiche, lei un'anima ce l'ha eccome.
    Lei è un contenitore ormai vuoto, un insieme tenuto in piedi e vivo dal dolore che diventa vendetta.
    La sua fredda meticolosità è l'unica arma che può permetterle di ottenere ciò che desidera, lo strumento col quale procurerà cibo per il suo personale mostro.
    La sua scrupolosa attenzione, l'autocontrollo e la pazienza, le permetteranno di essere la burattinaia di quel piccolo teatrino dell'orrore.
    Eppure non è così semplice, niente lo è in questa vicenda, il finale non poteva fare eccezione, il piano non può finire con una con una sua azione diretta, con un suo gesto.
    Perché la burattinaia è un' umanista e alla marionetta concede una scelta, unico esercizio di libero arbitrio e ultima possibilità di redenzione.
    Così il tutto sublima in un finale eccezionale, che trova il suo picco in quell'ultima, terribile, frase, in quello scherno e in quel sorriso.
    Il sorriso del mostro? Del dolore? Della vendetta? Tutto può essere, non sappiamo in che modo si presentano e si mischiano, ma sappiamo che per provare dolore e desiderare vendetta, un'anima serve, eccome.


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    1. perfetto Antonio

      avevo appena scritto qua sopra a Roberto che la freddezza di quei personaggi sono voluti e te lo spieghi benissimo. Secondo me la costruzione psicologica e comportamentale dei personaggi è perfetta (di certo il libro aiuta) e quello di lei non ne parliamo.
      Lei è un robot, ha pianificato tutto, è ormai priva di emozioni. Ma tutto questo deriva da un dolore tremendo (l'anima che dici)

      ma ora che ho continuato a leggere e spieghi benissimo anche questo

      secondo me in un paio di scene poi negli occhi lo vedi anche il dolore e quanto probabilmente tutto quello che sta facendo le faccia male. Ma deve farlo, deve farlo perchè lo deve alla figlia e a sè stessa

      finale meraviglioso e, al solito, che hai descritto benissimo

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  15. Ciao Giuseppe, il libro è molto bello, peccato sia fuori commercio, non so che rapporti hai con le biblioteche, lo troverai senz'altro, io lo presi in prestito proprio in biblioteca, scritto molto bene!

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    1. lo so lo so, la mattina dopo l'ho cercato ovunque (almeno sei siti specializzati) ed era fuori catalogo ovunque...

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao