3.4.14

Recensione: "Dogville"

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(per J.C)

Lars Trier entrò nella città del cane e ne uscì Lars Von Trier.
Lars Trier entrò nella città del cane ma prima di uscirne si fermò.
Alzò un dito e lo puntò su tutto quello che gli stava intorno.
E tutto crollò a terra, sparì, lasciando solo delle strisce di gesso per terra.
Dove prima c'erano mura, ora solo strisce di gesso.

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Lars Trier entrò nella città del cane, fece sparir tutto muovendo un solo dito, e poi ne uscì Lars Von Trier.
Subito dopo in quella città entrò una cosa che quella città non aveva visto mai, la grazia.
E la grazia entrò sotto forma umana, Grace il suo nome, quale sennò?
E Grace conobbe tutte le brave persone che vivevano nella città del cane, lo stesso cane per primo.
Conobbe Tom dall'animo gentile. Tom che vuole fare lo scrittore.
Conobbe la famiglia Henson con 7 figli e due genitori che non si vogliono troppo bene.
Conobbe Ben e il suo camion, Ben così schivo e buono.
Conobbe Bill e i suoi studi, Bill così schivo e buono.
Conobbe Martha e la sua piccola chiesa da accudire.
Conobbe Jack, i suoi occhi e il suo finto segreto.
Grace fece innamorare Tom, tenne come fossero figli suoi i figli degli Henson, trattò Ben con delicatezza, aiutò Bill a studiare, fece accettare a Jack la sua cecità.
Intanto Lars Trier da fuori della città del cane ci regala la Kidman più bella di sempre, ci mostra dei primi piani impressionanti, usa le luci in una maniera così finta ma così perfetta da restarci secchi, come quella luce del sole che colpisce i visi, quel sole che è solo uno sfondo bianco abbagliante, e il tramonto dalla finestra del cieco, e l'alba, e le ombre.

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Come il mondo di Truman anche questo sembra essere tutto lì, da una parte finisce in un albero che sarà bosco, da un'altra su una roccia che sarà montagna, da un'altra su una strada che sarà il resto del mondo, da un'altra su una panchina che sarà sguardo.
E quel sentiero tra i rovi diventa leggenda.
Ma Grace è una fuggitiva.
E la grazia a Dogville, nella città del cane, nella città dei cani, mica può viver per sempre.
Eppure le campane erano suonate 15 volte quel giorno ma se poi arrivano dei fogli che vengono affissi tutto cambia.
Tutto comunque sarebbe cambiato.
Tom, gli Henson, Ben, Bill, Martha, Jack, Chuck, Vera, tutti cambiano.
Grace era fuggita da dove veniva perchè quel mondo la ripugnava.
E in tutti i modi cerca di credere che Dogville sia un paradiso, sia un posto migliore di quello da cui viene.
Ma inizia a lavorar sempre di più, qualcuno la tocca, qualcuno la minaccia o la ricatta, qualcuno la tradisce, qualcuno la incatena, qualcuno la stupra.
E quel qualcuno è Dogville.
Le sette statuine di porcellana si schiantano a terra, quelle statuine saranno sette bambini poi, e anche loro troveranno la loro distruzione.
E Trier ci regala la sequenza tra le mele nel camion. E noi gli siamo grati per questo.
Poi, poi cade la neve mentre Grace parla, cade la neve perchè mentre lei racconta tutta la sua verità si spera che quella neve insieme alle parole di Grace purifichi Dogville da tutto.
Ma non si purifica un'anima nera.

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E Dogville si vendica, Dogville vende Grace.
Ma si sta scavando la fossa da sola.
Arrivano i cattivi, arrivano i gangster, arriva Lui.
Lei entra in macchina.
E noi stiamo 15 minuti con loro, affascinati.
Poi lei esce e ama ancora Dogville, in fondo sono brave persone che le circostanze hanno fatto sbagliare un pò. In fondo la sua vita precedente, quella alla quale può tornare è peggio di questa.
Ma una grossa Luna esce fuori dalle nuvole.
E tutto acquista una luce nuova.
Dogville si mostra per quella che è.
Addio Dogville, ora sono cambiata, ora non mi piaci più, ora non so più cosa sia il perdono e la dolcezza.
Addio Dogville, piccola città che mi ha trasformato.
Brucia Dogville, e distruggete quelle sette statuine davanti a lei.
E poi Grace, come prima di lei fece Lars, esce dalla città.
E non ci sono più nemmeno quelle strisce di gesso per terra.
La cenere le copre.
E il cane urla.

( voto 9 )

40 commenti:

  1. Per fortuna ci sei te Caden a dare Grazia alle nostre cittá dei cani. Chi come me sta meglio dopo avere letto una bella poesia vera, non può che non amare le tue recensioni. Pensandoci, ho avuto amici di vari tipi, ma mai un amico poeta. E sono contento di averne uno finalmente. E vaffanculo se chi leggerá ste righe non sará daccordo con me in uno o più dei mille modi in cui si può non essere daccordo, vaffanculo anche se tu non sei daccordo con me, chi se ne frega, ora io sono daccordo con me e con quello che hai scritto e me ne frego dei giudizi altrui, anche del tuo, Caden, se puoi anzi evita di commentare ciò che ho scritto. Abbraccio.

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    1. Sei Paolo?
      O.k, non dico niente, sai che ti mandarei affanculo anche io.
      Grazie.
      In realtà odio la poesia.
      Solo questo.

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  2. Il miglior film di Von Trier prima del tracollo del passato recente.
    Concordo in pieno.

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    1. Se non è il migliore lo può battere solo quello che tu consideri il suo punto più basso, è qui il paradosso!

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    2. Ultimamente mi piace fare l'intruso curioso: a istinto mi vien da pensare che il punto più basso considerato da Ford, possa celarsi in "Melancholia", se non addirittura in "Antichrist", ho indovinato?
      Riguardo a "Dogville", dal canto mio credo proprio d'aver apprezzato decisamente più la tua recensione, che il film stesso. Personalmente, i Lars da cinque stelle restano ancora "Dancer in the Dark", e il tanto odiato "Anticristo" :p
      Buon proseguimento, carissimo!

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    3. Hai indovinato, Melancholia è la kriptonite di James.
      E pure Anticristo mi sa.
      Io di Antichrist rimasi sopraffatto così tanto che non riuscii a scriverne. Ma una ragazza a cui tengo molto lo ritiene uno dei film più belli che ha visto, un giorno voglio rivederlo.
      Ti ringrazio per il resto!
      Dancer in the dark, con Melancholia e Dogville per me è il terzetto di capolavori di Trier

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  3. film prezioso che è stato da trampolino per film più recenti, ancora più grandi, a cominciare da Melancholia

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  4. addio dogville, ciao nympho :)

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    1. Non lo vedrò, non ora.
      E per mille motivi.
      Ma un giorno arriverà.

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  5. Per me il capolavoro di Von Trier. E ho detto tutto.

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    1. Non aggiungiamo niente, hai ragione :)

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  6. Fra i film del danese, il mio preferito. Un film bello, significativo e con un finale che ti fa stare male dentro. Non per nulla sul mio blog si è pigliato quattro stelle, e sai bene quanto mi dolga dare quattro stelle a Lars :-P
    Però questo film è la prova che, quando vuole, sa fare dei film grandiosi!

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    1. Ma guarda questo qui che da me fa il politically correct e poi nel suo blog e altrove offende Trier in modo quantomeno becero.
      Insieme a Myers, vi ho letti sapete?
      Quindi fate gli aggressivi anche qui, non vi nascondete.

      :)

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    2. Ma infatti mi vien da pensare che questo film l'abbia diretto un suo connazionale omonimo, non lui :-P
      Questo è stato il suo primo, insieme a "Dancer in the dark", che ho visto, e per un poco l'ho ritenuto un grande regista. Poi purtroppo sono seguiti altri suoi celebri lavori e il mio giudizio è cambiato, come ben sai...

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  7. anche secondo me e' il migliore fin'ora di lvt che abbia visto. ma sono ancora giovane con lui, ho solo visto questo, "nymphomaniac" e "melancholia". e' molto ricco di significati, e trovo bellissimo il fatto che quando inizia il film hai 5/10 minuti di completo spaesamento, pensando "ma che cazzo e' 'sta roba", ma dopo diventa tutto normale e ti ritrovi completamente immerso nell'ambiente, e muri, case, finestre, suoni, diventa tutto chiaro. ci si ritrova a vedere il film "normalmente". ho apprezzato un sacco questo fatto. bel film, bravo lvt in dogville, bravino in nymphomaniac (che comunque ho apprezzato), e male in melancholia.

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    1. Su Melancholia possiamo discutere quanto vuoi ma c'è poco da fare, quel film o lo si ama o lo si odia, impossibile smuoversi.
      E poi io lo amo follemente pur odiandolo.
      Di Dogville è quella la magia, 5 minuti e quel mondo ormai è tuo, nemmeno ci ripensi più quasi.

      Io proverei con Le Onde del destino per vedere il Trier più asciutto e Dancer in the Dark per la potenza e l'originalità della narrazione.

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  8. Io invece mi schiero all'opposto del cowboy Ford e ti dico che preferisco di gran lunga il Von Trier più recente. Melancholia è il film più bello degli ultimi anni e Nymphomaniac forse è il secondo più bello (ma adesso sono sempre nella fase entusiasmo post visione). Antichrist l'ho dovuto vedere ben tre volte per apprezzarlo ma adesso posso piazzarlo in terza posizione, a pari merito chiaramente con questo Dogville. Che sinceramente considero molto debole nella parte centrale e forse un po' scontato, ma possiede uno dei finali più belli di sempre.
    Riguardo la recensione, ormai la svolta poetica è sempre più marcata. Mi (ci) incanti!

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    1. Oh, più odio la poesia più me l'affibbiate :)

      E' vero, Dogville un poco più asciutto sarebbe stato perfetto (io poi ho visto la versione da 175, forse quella italiana da 138 stavolta era preferibile) ma resta un film unico, indimenticabile e con un finale pazzesco.
      So che hai recensito l'ultimo Trier ma non posso leggere.
      Nè, ancora, voglio vederlo.
      Ma ci risentiremo.

      Ah, io sono dalla parte di tutto Trier, prima e dopo

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    2. A proposito,grazie Vittorio.
      E non solo per i complimenti.
      Ma rimandami il cel che purtroppo mi dimenticai di salvare.
      A presto.

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  9. Cotard, la poesia non ti si addice, chiamala sublimazione.
    La grazia e l' oscurità convivono, ci dice il buon Lars, accettiamo la nostra parte nera :)
    Ps: chettelodicoaffà che è na rece stupenda?

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    1. A volte sarei contento ci raccontasse anche quella bianca.
      Ma racconta la nera in maniera così sublime che mi accontento :)

      (grazie, davvero)

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  10. Un film enorme. È qualcosa di diverso da tutto quello che io ho visto fino ad ora: la suddivisione in capitoli, la voce narrante, la città di Dogville costruita in quel modo così particolare...
    E poi ci sono i cittadini di Dogville, che sembrano brave persone, che si comportano bene con Grace, che la integrano nella loro vita.
    Ma, come hai detto tu, basta un pezzo di carta con sopra una foto e cambia tutto. E viene fuori la vera natura di Dogville; la cittadina mostra i denti. Hanno un pretesto per farlo, in fondo Grace è una "pericolosa ricercata". Magari si sentono anche in diritto di farlo. Ed è questa parte che mi ha fatto amare questo film, perché Lars Von Trier qui ha mostrato la parte oscura dell'animo umano. E gli abitanti di Dogville cercano continuamente di giustificarsi, anche quando arrivano a limitare la libertà di Grace con la catena. "Dobbiamo proteggere la nostra città". Così si giustificano. E intanto la vicenda va avanti, in un crescendo di dolore per Grace (la sequenza nel carro delle mele è qualcosa di incredibile).
    Fino a che Dogville pecca d'orgoglio e, come hai detto tu, si scava la fossa da sola.
    E quel finale, così doloroso e sconvolgente, mette la fine a Dogville, la città di cui nessuno sentirà la mancanza, come ha detto Grace.
    Però... sai una cosa? In un certo senso io mi ero affezionato ai cittadini di Dogville: mi ricordo com'erano all'inizio, brave persone, amichevoli... E mi chiedo se avrebbero mostrato la loro vera natura se la polizia o i gangster non fossero mai arrivati a Dogville. Forse sì, forse no. D'altronde c'era del marcio a Dogville ed è stata Grace a farlo venire fuori. Da questo punto di vista l'ho paragonato a Dogtooth: due nuclei isolati dal mondo (una famiglia e una cittadina, che però è come se fosse una famiglia molto grande) vengono sconvolti dall'arrivo di qualcosa dall'esterno, qualcosa che sconvolge l'equilibrio.
    È la vendetta di Grace fa capire che anche i buoni sono cattivi. Ma d'altronde, prima dello straziante finale, c'è quella luna che mostra la vera faccia dei cittadini di Dogville, persone che erano buone e sono diventate cattive appena hanno avuto un pretesto per farlo.

    Insomma, se anche gli altri film di Lars Von Trier colpiscono e fanno riflettere in questo modo, Lars ha trovato un altro fan.


    Recensione fenomenale, Caden. Si vede che il film ti ha colpito, ti ha trascinato in quell'atmosfera strana ma meravigliosa al tempo stesso. Ed è questo che mi piace delle tue recensioni; quando un film ti piace non ti perdi in dettagli tecnici o paragoni con altri film, ma descrivi semplicemente l'emozione che si prova guardando quel titolo. Ed è questo l'importante.
    Insomma, complimenti :)

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    1. Io sono sempre più perplesso...
      Trovo incredibile che tu abbia 15 anni.
      Voglio essere analitico.

      lo trovo incredibile perchè:

      1 per il tipo di film che cerchi e vedi
      2 per come scrivi
      3 per quello che capisci dei film e come ne parli
      4 per i risultati intellettivi che ne trai (ad esempio qui il paragone, molto calzante, con Dogtotth, non ci avevo mai pensato. E quel cane (dog) che ritorna, particolare
      4 per quello che anche riguardo me hai capito (nel senso che hai proprio centrato il segno, io nei film che mi piacciono non riesco a parlare di altro che delle sensazioni, quando analizzo un film più a fondo vuol dire che non mi ha affondato completamente. Ci sei arrivato subito, io evitavo di dirlo, sarebbe un autospoiler :)

      Trier è tante cose, tante ti piaceranno così, altre per nulla.
      Ma è un autore vero, come pochi ce ne sono.

      Recensione fenomenale la tua, non sarà già ora di aprire un bloggheetino?

      ahah, complimenti

      e grazie

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    2. Ahaha, grazie. Quello che ho scritto prima non era una recensione vera e propria; era semplicemente una sorta di "descrizione" di quello che avevo provato guardando Dogville e delle riflessioni a cui il film mi ha portato dopo la visione. Io penso che il cinema sia principalmente emozione; è quello l'elemento principale che prendo in considerazione per valutare un film.
      Non sarei capace di scrivere recensioni vere e proprie, non ho nessuna competenza riguardo agli aspetti tecnici di un film.

      Ah, mi pare che ci fosse un sequel di Dogville, Manderlay. Ora voglio vedere anche quello :)

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    3. No vabbeh, se avevi anche competenza cinematografiche eri semplicemente da internare, già da una scala da 1 a 10 sei a 9, gli altri 75 anni di vita che vuoi fare poi?
      Il 70% dei blog sono di un livello più basso di come lo sarebbe uno ipotetico tuo.
      Ma ancora è presto. E in più non deve essere un'obbiettivo. Cioè scrivere sul cinema sì, ma non necessariamente in questo modo.

      Ho sempre rifiutato il seguito per il cambiamento dell'attrice, non per chi è venuta (che è bravissima) ma per il fatto in sè.
      Sbaglio

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  11. Quando mi capita di leggere recensioni come questa rimango sempre colpita. Più che recensione mi sembra più appropriato definirla un'impressione, perché non ci vedo il tentativo di vivisezionarlo, il film (spesso perdendosi in discorsi vuoti e non necessari, e certe volte appiattendolo) ma"semplicemente" il mettersi a nudo per far emergere quello che il film ci ha lasciato davvero. E questo mi sembra che tu l'abbia fatto in maniera splendida. Amo Von Trier, ho visto e amato dalla prima visione e in particolar modo Antichrist (credo si noti xD) a tal punto da non riuscire ancora a razionalizzarne i pensieri e parlarne, di questo film. Ma Dogville mi mancava, avevo deciso di prendermi del tempo prima di vederlo, non so perché ma mi impauriva. E ora ho bisogno di rivedere Antichrist, per decidere quale mi sia piaciuto di più. Tra l'altro ci ho visto una qualche affinità con Teorema di Pasolini (altro film che ho amato molto): l'arrivo del soggetto esterno che mostra la realtà della famiglia/città, la sorte di ognuno come corollario inevitabile, e pure una certa volontà geometrica nella composizione del film, la città schematica..
    Comunque, complimenti. :)

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    1. Intanto bellissimo nick e avatar ;)

      Non mi conosci ma con i film che mi stravolgono, con i miei preferiti, faccio sempre così. A quel punto non mi frega una sega di parlare del film nei suoi aspetti più tecnici, se mi hanno dato emozioni sarebbe un delitto non mettere avanti a tutto quelle (tanto mica scrivo sotto nessuno o per nessuno, scrivo per me).

      Incredibile la coincidenza su Antichrist nel senso che anche per me quello è stato l'unico film di cui non sono riuscito a scrivere la rece. Ci ho provato due volte ma lo straniamento era troppo, le sensazioni lo stesso, e inarticolabili.
      Siccome parli di "scrivere" se hai un blog spamma pure, lo metto a destra e vengo a vederlo subito.
      Poi sono un pessimo "navigatore" di blog altrui, nel senso che vado solo quando trovo cose comuni (non leggo una riga di cose non viste) e raramente commento.
      E non sai quanto invece mi piacerebbe essere meno "orso".

      Guarda, non ho visto Teorema ma sei la terza persona che mi paragona i due film ;)

      (ma la prima che mi spiega bene i punti di contatto)

      grazie mille :)

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    2. Grazie ^^ mi è nato proprio dopo aver visto Antichrist, la prima volta. Posso dire che è tutto quello che sono riuscita a partorire dopo la visione, per il resto mi ha lasciata totalmente afasica, parlarne è veramente difficile, figuriamoci provare a scriverne. Non ho un blog, non possiedo le capacità per poterne aprire uno, anche perché ho cominciato ad appassionarmi seriamente al cinema relativamente da poco e sono ancora in fase di scoperta, anche se non c'è un punto d'arrivo perché se lo scegli, il cinema, secondo me è un cammino continuo su cui avanzi e ti evolvi per tutta la vita, però ecco, per ora bazzico in giro (ma neanche tanto) in cerca di blog interessanti, con riflessioni appunto anche meno tecniche, che sono quelle che preferisco, anch'io commento pochissimo, ma quando ne scopro di nuovi è sempre un piacere. :)

      Per Teorema, sì, c'è davvero molto in comune, oltre il fatto che è un altro capolavoro.. uno dei migliori della sua filmografia secondo il mio parere personalissimo e da non esperta.

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    3. Stessa sensazione con Antichrist...
      Anche se credo sia abbastanza generale ;)

      Beh, allora orgoglioso del tuo commento, se te l'ho tirato fuori è un piacere...

      Non ci sono capacità e non capacità per aprire un blog.
      Non ci sono conoscenze, non c'è niente.
      C'è solo la volontà o bisogno di aprire uno spazio personale, poi tutto quello che metti, se tuo, è giusto.

      In più in soli due commenti dimostri anche competenze linguistiche e conoscenze di settore, quindi...

      a presto

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  12. Troppo gentile. Sì, su questo hai ragione, in primis devi sentirne la necessità e poi ci vuole forza di volontà e pazienza.. Mah, forse un giorno potrei provarci. Nel frattempo hai una nuova, mmh.. follower (?)
    A presto. :)

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    1. Esatto, necessità e forza di volontà, il resto conta poco...
      Poi se vuoi avere "successo" serve anche impegno e costanza.
      Ma è tutto un surplus ;)

      no, ma a me dei termini e dei numero non frega nulla, quello che conta è se leggerai qualcosa e magari ogni tanto commenti, follower o non follower

      notte ;)

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  13. L'ho rivisto per la seconda volta a distanza di più di dieci anni dalla prima. C'ho ritrovato così tanta roba che l'idea di parlarne (figuriamoci di scriverne) quasi mi inibisce.
    Solo la parte 'estetica' è una meraviglia.
    E la scena sul carro delle mele.
    E il finale, con quel dialogo illuminante sull'arroganza.
    Insomma, pensavo fosse già abbastanza, troppa bellezza.

    Poi ho letto la tua recensione.

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    1. "poi ho letto la tua recensione"... e ti sei rovinato il film ;)

      ahah, no, a parte gli scherzi, identico iter Gianluca. L'ho visto all'epoca e poi circa 10 anni dopo, quando l'ho riproposto in un cineforum.
      E' un film meraviglioso, uno dei miei preferiti di sempre. Anche tanto tanto faticoso sì, ma unico.
      La fotografia così artificiale ma bellissima, l'idea geniale, le tematiche, l'atmosfera, qualche scena (quella del carretto che citiamo è impressionante).

      Un capolavoro

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  14. L' ho visto, in colpevole ritardo, ma l' ho visto :) M' è piaciuto, pecca un po' di prevedibilità, ma forse unicamente perché sappiamo tutti quanto possono essere stronzi gli uomini :) .

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    1. beh, ma su un film del genere, così unico, intenso e paricolare, della prevedibilità del plot secondo me ce ne dobbiamo fregare. Poi può non piacere per nulla eh, tante persone che conosco manco l'hanno finito però, ecco, quello che affascina non è tanto il cosa, ma il come

      e comunque se mi ricordo a me il finale sorprese non poco

      ma la prima visione è di un decennio fa, come minimo...

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    2. Sì, non intendevo a livello puramente plottistico, quanto proprio a livello di "corde" psicologiche che sarebbero state toccate :le relazioni padrone/schiavo, i moralisti tali solo perché non hanno possibilità di compiere del male, che poi lo diceva anche una nostra vecchia conoscenza (che l' anima sua non abbia mai pace), il potere logora chi non ce l' ha :) . Comunque indubbiamente bello, mi paice il fatto che non abbia una localizzazione precisa, può essere letto sia a livello personale (conflitti interiori), spaziale (città/campagna) e aggiungerei anche temporale: tante volte si sente che "una volta" certe cose non succedevano, in realtà succedevano eccome solo che o non si sapevano o si faceva finta di non sapere. Che è quello che lascia intuire una frase della tipa odiosa, quando dice che anche a lei il bambino/futuro serial killer chiedeva sempre di essere picchiato. Quindi, ed ecco la differenza con il citato Teorema (tu utilizza visitor q come paragone :) ), questi atteggiamenti non erano poi tanto nascosti o repressi.
      Credo che chi non l' abbia finito non abbia retto la struttura (scenografica in particolare, la prima che salta all' occhio) del film, io dico sempre che ogni tanto qualcosa di non canonico fa solo che bene al cinema.

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    3. Ah, capito perfettamente adesso, anzi, complimenti per l'analisi!
      Sì sì, molto interessante la triplice possibile lettura del film (contemporanea e non). Sì, ci sono dinamiche psicologiche abbastanza prevedibili e personaggi molto monolitici. Ma, e già l'ambientazione ce lo dice, credo che questo sia un film molto basato sui "ruoli", molto manicheo. Non sono personaggi del tutto a 360° ma del resto la stessa realtà intorno a loro, la scenografia, tutto, è bidimensionale

      ad un cineforum mi scapparono 5,6 persone. Va bene così, anzi, di solito sono questi i momenti in cui capisci quanto possa essere diverso o grande un film

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    4. Che poi a dirla tutta credo che quello che interessi più a Trier è l' aspetto personale, con un' analisi più approfondita (occorrono sicuro molte visioni) le varie famiglie rappresentano ognuna un aspetto diverso: famiglia, studio, lavoro, ecc. . Il fatto che poi il "moralizzatore" le riunisca tutte insieme mi indirizza verso questa lettura più introspettiva. Anche i due personaggi possono essere due aspetti mentali: la parte razionale (Tom)che cerca di tenere sotto controllo il male irrazionale, e la parte romantica (Grace) che a questo male cerca di dare una giustificazione.

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    5. Sì s', come dicevo è molto probabile che Trier abbia volutamente creato questi archetipi, questi ruoli, in una dimensione molto teatrale del testo, come teatrale, del resto, è tutto il contesto. Dogville è come la il tabellone di un grandissimo gioco di ruolo, una sola pedina, Grace, e tutto il resto sono caselle che rappresentano qualcosa.
      Grace è l'unica stilla di vita del tutto, è quel romanticismo di cui parli, è l'unica pedina viva, che si muove

      poi anche lei resterà inghiottita da questa disumana bidimensionalità

      e avrà il potere di distruggere tutto

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao