17.9.15

Al Cinema: recensione "Inside Out"

Perchè era giusto che un giorno le emozioni ce le raccontassero quelli che per tutti questi anni ce le hanno regalate.
Capolavoro.

Eppure prima o poi doveva accadere.
L'unico approdo possibile era questo.
Perchè se sei una fabbrica di emozioni, come la Pixar è da anni, (ne parlammo qui) ad un certo punto non ti accontenti più soltanto di regalarle queste emozioni ma fai un passo successivo, provi a descriverle, farcele vedere, capirne i meccanismi, renderle protagoniste dei tuoi cartoni.
E' quasi un'operazione di auto analisi quella degli autori, come se tutti quei geni che questi anni hanno scritto e disegnato quelle storie indimenticabili adesso avessero voluto entrarvi dentro con un bisturi per capirne le dinamiche emozionali.
Come se quella bimba fossimo noi e loro quelli alla torre di controllo.
E hanno tirato fuori un film geniale, labirintico, emozionante e profondo, un'opera di animazione che con gambe ferme e schiena dritta si piazza sulla strada della storia del genere, specie di pietra miliare per il prosieguo del cammino.


Inside Out è la summa di tutti i Pixar precedenti, ha dentro tutto il loro genio, il loro coraggio, le loro emozioni.
Inseriti in una struttura talmente impressionante che tutta la meraviglia dell'architettura di Monster & Co, ad esempio, a sto punto sembra solo un passatempo.
Inside Out è come un Nolan con un cuore e una matita al posto della penna.
E' un film -che chiamarlo cartone per certi versi è riduttivo- che prova quasi in maniera definitiva ad esplorare quel mondo infinito, il più infinito dei mondi, che è il cervello umano.
E lo fa attraverso le emozioni, rendendole mille volte più importanti delle azioni, se mai qualcuno ancora avesse dubbi di gerarchia tra le due cose.
Un vortice di idee che ti spazza via, in cui puoi solo accontentarti di stargli dentro e girare e girare.
Un film che è metafora sempre, dapertutto, anche sui battiti di ciglia, che sarebbe da fermare ogni singola scena, ogni singolo gesto e provare a capire il profondo significato che c'è sotto.

Risultati immagini per inside out

La bimba che nasce con la sola Gioia, ma solo per pochi secondi, le palline colorate dei ricordi, le Isole Personali, il burrone dell'Oblio, l'importanza vitale dei Ricordi Base, la corruzione che gli stessi ricordi possono avere, la Terra dell'Immaginazione con le sue nuvole dove perdere la testa e i suoi castelli di carta che hanno la sola possibilità di crollare, e poi ancora gli addetti all'eliminazione dei ricordi inutili, il motivetto che torna sempre in testa e le sequenze incredibili, meravigliose, geniali, degli studi cinematografici che costruiscono sogni, che questo è è sempre stato il Cinema no?, un costruttore di sogni e questa qua dentro è solo una delle tante sineddochi del film.
Ma c'è tanto altro, c'è la memoria a lungo termine e i suoi borgesiani scaffali, c'è il terribile subconscio dove si annidano le paure e i ricordi più spaventosi, c'è la sequenza, altro pezzo di cinema superiore, nella stanza del Pensiero Astratto, ci sono le divertentissime gag comiche sull'inside dei genitori, con quei 5 del padre che guardano la partita e le 5 della madre che provano a tener su la baracca.
C'è troppo, da non finirne più.


E c'è una bimba che cresce, che passa da una vita di palline tutte gialle ad un'altra che le presenta le prime difficoltà, i primi veri dolori, e le palline di altri colori aumentano e aumentano.
Questo sarebbe il film perfetto per dire tante cose della vita vera, per parlare delle palline di tutti, specie delle mie, di come anche quando di gialle ne avresti tante preferisci mandar Tristezza ad accarezzarle e modificarle forse per sempre.
Sarebbe da parlare dell'intero genere umano, di chi Gioia non l'ha mai conosciuta, di chi manda Rabbia sempre in avanscoperta, di chi ha un Paura ancora più maldestro di quello della bimba, di chi guarda il mondo con Disgusto alla consolle.
Sarebbe da starci ore a parlare di questo film, sarebbe da finirci fogli virtuali.
E invece ho preferito parlarne subito, senza pensarci tanto.
Chissà chi mi sta guidando dentro la testa, magari c'ho un omino nuovo, chiamatelo Impeto, chiamatelo Fretta, chiamatelo Passione.
E allora voglio finire.


E lo faccio ricordando ancora una volta come sto studio, la Pixar, abbia un coraggio incredibile.
Questo è lo studio che ha parlato di morte, di fallimenti, di sogni non realizzati, di paure e addii.
E qua viene a dirci che la Tristezza è importante, che a volte solo con la malinconia si riesce ad esser veri, a mostrarsi veri e, forse,potersi salvare.
Ma la scena che mi ha letteralmente strappato il cuore di dosso è quella dell'Amico Immaginario.
Un personaggio incredibile, indimenticabile e di una profondità infinita.
"Portala sulla Luna per me" grida a Gioia prima di dissolversi per sempre nell'Oblio.
Non c'è più tempo per gli amici immaginari, non c'è più età.
E lui lo sa.
"Portala sulla Luna per me" è l'ultima frase prima della morte di un personaggio di straziante umanità.
E quel carretto immaginario che un giorno, su una scia d'arcobaleno, avrebbe dovuto portarlo sulla Luna con lei, funziona comunque benissimo.
E riporta la Gioia a far parte della vita.

54 commenti:

  1. Pensavo già che fosse bello, ma adesso che intuisco che la console delle,emozioni e solo una piccola parte, desidero vedere questo film più di prima. Emozione!

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    1. Devi vederlo Giovanni, per forza.
      No no, la consolle è importantissima ma non stanno sempre lì. Anzi, tutte le più grandi scene sono altrove

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    2. L'ho finalmente visto ogg. e sto continuando a tornarci col pensiero. Anzi, ... Con i ricordi...

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    3. Ce l'hai fatta.... Anche se visti i tempi credo l'hai visto sul pc, un pò perde per forza...

      Sarà molto su nelle classifiche di fine anno ;)

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  2. Non vedo l'ora di vederlo. La Pixar è una gioia che non mi voglio negare mai e poi mai!

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  3. wow, non vedo l'ora di andare a vederlo. mi è scesa pure una lacrimuccia alla fine della rece.grazie.

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    1. Dovevo mettere su carta tutte quelle che sono scese a me.
      E non erano nemmeno -uccie

      grazie a te ;)

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  4. Azz, voglio vederlo assolutissimamente, mi sto rodendo il fegato per il non poter andare al cinema in questi giorni, speriamo di rimediare

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    1. Ci starà minimo minimo un mese Frank. Goditi l'attesa senza problemi ;)

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  5. D'altronde le foto più belle sono sempre gli scatti rubati, no? E allora vale anche per le recensioni, più imppetuose sono e meglio è :) Anche questa volta ho ritrovato nelle tue parole molti echi delle mie, questo film ti lascia dentro un sorriso grande così. Peccato averlo già visto, perché anche se so che lo rifarò non sarà più come la prima volta.

    http://larduasentenza.blogspot.it/2015/09/inside-out-di-pete-docter.html

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    1. E' vero, mi stavo chiedendo se lo rivederei a breve. La risposta è sì, ma poi c'è il soito problema che quelle emozioni già l'ho passate.
      Sono già palline gialle.

      vengo!

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    2. Puoi sempre scappare di casa per fartene di nuove!

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    3. Mica ho capito, ahaahaha

      comunque stamattina quel problema nel tuo blog c'era ancora...

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    4. Fai come Rabbia, scappa di casa e fatti nuove emozioni :p

      Cmq li mortacci de Google e di queste politiche ermetiche! Nonostante abbia ripristinato il profilo Blogger il problema dei commenti rimane, e non sto capendo come riportare tutto alla normalità! Se lo avessi saputo non avrei mai collegato il blog a Google+ ):(

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    5. Ho sistemato Giuseppe! Adesso possono finalmente commentare di nuovo tutti ;)

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    6. ah, bene!

      stavo già per mandarti questo post che scrissi tempo fa

      http://ilbuioinsala.blogspot.it/2014/04/voglio-la-pena-di-morte-per-google.html

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  6. Concordo in pieno.
    Un vero Capolavoro, film geniale e stupendo che racconta con grandissima sensibilità la crescita e la fine dell'infanzia.

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    1. Ho visto che l'avevi recensito, finalmente posso leggere ;)

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  7. Avrei dovuto dar retta alla mia amica che ieri ci aveva proposto di andarlo a vedere. E invece (PURTROPPO) abbiamo scelto 'a cosa 'e niente.... mannaggia a noi!
    Però sono molto contenta perchè ho appena scoperto che riuscirò a vederlo in aereo! :)

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    1. Che poi l'aereo è una specie di Inside Out di suo no?

      quando scenderanno le lacrime volgi la testa al finestrino

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  8. mmm, io alla Pixar riconosco qualcosa, ma molto meno di quanto dici. in questo caso sono indeciso se andare al cinema col boccia a vedere quest ultimo film, più che altro per l'età; secondo te per un 6enne può andare o troppo complesso / intenso?

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    1. Guarda, incuriosito da questo tuo commento sono andato a rivedere tutta la loro filmografia.
      Beh, per me solo i due Cars e il secondo tempo di Ribelle sono cartoni normali.
      Per il resto andiamo dal bello al capolavoro.
      6 anni è al limite limite. Sì, troppo complesso e anche un filino troppo profondo per un 6nne per poterlo vivere al meglio. Ma, credo, si divertirebbe comunque. Cioè, io a 6 anni vedevo La Casa, quindi non mi preoccuperei per Inside Out ;)

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    2. ahah...per quello che sei cresciuto così bene, caro!
      grazie per il consiglio sul 6enne, mi piacerebbe sentire il parere di altri, perchè a me ovviamente basta che si diverta.
      sul resto guarda, il punto è che ancora non riesco a trovare motivazioni solide da molti punti di vista (e ovviamente mi son letto anche il tuo uno di due, a suo tempo) rispetto a quella che per me è una sopravalutazione di prodotti di medio livello ben confezionati, personaggi simpatici ma, tranne alcuni guizzi, conformisti nelle storie, nelle forme e nei contenuti. Credo sia più una questione di strategia commerciale, però non ho mai approfondito e soprsttutto ci sono molti di cui rispetto oltremodo il punto di vista che li hanno molto a cuore e ne dicono sempre un gran bene...sarò io il "matto"!!

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    3. No, ma che matto, anzi, hai espresso con intelligenza, competenza ed in maniera esaustiva le tue remore.
      Io non lo so quanto ci sia di commerciale dietro, io so solo che vivo emozioni vere e trovo alcune cose geniale, che siano genuine o no.
      La morte di Bing Bong, la ratatouille assaggiata da Ego, le scenette di vita di Up, la discarica di Toy Story 3 e via dicendo, son cosa che mi sono rimaste dentro a vita.
      Tieniti strette le tue idee, questa è la cosa più importante

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  9. Qui spiega perché Tristezza non serve a nulla:

    https://librilettura.wordpress.com/2015/09/18/inside-out-ecco-perche-tristezza-non-serve/

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    1. Io sono sempre rimasto affascinato dei numeri, anzi, ne sono malato.
      E quindi sono affascinato da questo tuo modo di recensire,
      Ma, per quanto ami i numeri, non credo che il cinema sia qualcosa di così oggettivabile.
      Pe ril resto il tuo spunto è importante.
      Ma a me è sembrato che nel film si mostrino "cose di vita" oggettive che comunque inficiano nella bambina prima ancora che le emozioni intervengano. Poi dopo il primo impatto naturale arrivano loro.
      Che poi semmai si apre la questione più inquietante, le emozioni governano noi? un pò fa paura, è come se noi fossimo delle marionette così

      ciao!

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  10. io lo vorrei tanto vedere al cinema, ma non so se portarci il mio treenne e mezzo, ho paura non tanto che non apprezzi (sicuramente è troppo complesso) ma che ne venga impaurito o che non riesca a terminare la visione.
    di sicuro sarà uno dei blu ray della collezione disney/pixar che gli sto facendo ihihi

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    1. No, 3 anni son pochi, lo ammetto.
      Sarà un blu ray da collezione che terrai tra i tesori più grandi ;)

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  11. Ero andato a vederlo solo perchè la mia ragazza non voleva perderselo. Ho già apprezzato il corto prima del film, molto emozionante e simpatico. Ma il film è stata una vera rivelazione. Io con generi come questo proprio non ci vado d'accordo, ma la rivalutazione della tristezza che viene fatta in questo lungometraggio, facendola passare da nemico da evitare a "medicina" con cui ogni tanto, anzi spesso, riusciamo a guarire i nostri mali interiori, e a ritrovare la forza d'animo è davvero un'ottima trovata. Inoltre grande focus sul cervello umano, o meglio fanciullesco, sulla complessità che sta nella testa di un adolescente, alle prime esperienze nella vita, al delicato rapporto con i genitori, un film che col sorriso ci fa vedere quanto sia delicato il periodo in cui da casa mettiamo i primi passi fuori casa, di quanto sia difficile per un genitore crescere un figlio in maniera ottima, e di quanti preziosi siano ora le piccole generazioni per il mondo attuale, che non è più capace di divertirsi, di stare bene, di avere emozioni. Bello davvero.

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    1. w la tua ragazza allora

      marco, hai detto veramente tutto, complimenti

      copia incolla e hai la rece

      le tematiche fanno paura da quante possono essere, ne hai tirate fuori la maggior parte

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  12. Di lettura in lettura rimbalzando tra i blog, sono incappato inquieta curiosità, che secondo me impreziosisce il,film





    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ma_che_ti_passa_per_la_testa%3F

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    1. Grande citazione Giovanni.
      Ma su facebook anche un altro lettore mi aveva ricordto che fece la stessa cosa la Gialappas, con Ormoni e Neuroni

      comunque successiva a questo

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  13. Sto cercando di capire perché a me non è arrivato come un capolavoro... come la summa di tutti i film pixar. Mi è piaciuto molto eh, ma non abbastanza.
    I film pixar che ho amato probabilmente non possono averla una summa ;) o almeno non me la immaginavo come inside out.
    Per me gli mancava qualcosa per far passare il suo messaggio più profobdamente. O forse mancava qualcosa a me

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    1. A te non manca niente di sicuro, al film, o alla percezione che hai avuto te del film può essere senz'altro.
      Sì, ho fatto il discorso iniziale della summa, ma lascia il tempo che trova, non è importante. Questo film per me, summa o no, è un capolavoro ;)

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  14. questa volta, almeno parzialmente, non siamo d'accordo.
    entro domani scrivo perché :)

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    1. Ci vuole ogni tanto ;)

      verrò a leggere allora

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  15. Sto piangendo rileggendo il post, ci credi? Raramente un cartone americano recente mi ha emozionata tanto quanto questo, sono in qualche modo riuscita a tornare bambina. Per poi accorgermi, dolorosamente, di non esserlo più e di avere perso qualcosa nel cammino...

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    1. E' brutto dirlo ma anche questo è quello che doveva fare il film.
      Una delle sue tante magie.
      La strada è ancora lunga Babol e i 5 omini hanno ancora tanto da fare nella tua testa.
      Immagina ad esempio l'unione tra questo e Up, il vedere gli omini di Carl. Avremmo avuto un altro capolavoro e te non avresti avuto sta nostalgia.
      Andiamo avanti!

      (detto da me poi fa ride)

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  16. Non l'ho visto e alla fine non lo vedrò, però ho avuto modo di focalizzare un po' meglio quella che per me è un po' una "traccia" ideologica pixar nei confronti della quale mi trovo più o meno all'opposto. UNa traccia che accennavo e che in questo film pare emerga molto chiaramente. Propongo la lettura da qui: http://tlon.it/insideout/

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    1. Ti rispondo al volo ;)

      Sì, ricordo il tuo problema con la pixar (anche perchè me l'hai scritto in questa stessa rece ;) ) e ovviamente avrai tutte le ragioni per portarlo avanti, ci mancherebbe.
      Quell'interessante pezzo circola da giorni su facebook, lo stanno usando a mò di vessillo tutti i detrattori (io dico sempre vedere, scrivere e pensare con la propria testa, poi magari trovare pareri comuni o divergenze) ma, ti dico la verità, ne ho letto solo una piccola parte.
      Non che non sia intelligente o interessante, tutt'altro, ma analizza il film in un modo che francamente non mi interessa, analitica, scientifica, senza vita e senza emozione.
      E il cinema, per quanto mi riguarda, è l'opposto.

      Ma invito tutti quelli che amano questo tipo di pezzi a leggerlo

      ciao!

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    2. Ecco,io non sono su facebook e ignoravo la cosa. In effetti pare che quando una cosa finisca là, diventi una specie di "adesivo", un cartellino per dire "mi piace" o no.
      Al di fuori di questo, lo leggo e trovo appropriate le riflessioni, anche come discorso sul cinema e la narrazione in generale.
      Il cinema trasmette valori e visioni del mondo. Al di là di inside out, credo che in altri film Pixar -così come in tanti altri film, cartoon, serie anime e compagnia cantante- ci sia un background culturale di autori e produzione improntato al materialismo e al meccanicismo. Anzi, da genitore noto come un filone di cartoni televisivi, e non solo, dell'ultimo decennio sia sempre più incentrato sulle "prove", sugli "obiettivi"; non che questo sia male anzi, il pensiero informatico, razionalista e logico/consequenziale è sempre più parte del nostro vivere. Però mi sento più nutrito da altre storie. Dalla spiritualità -onirica o mitologica che sia- di Miyazaki, dal surrealismo spiazzante di Svankmayer, dalla fantasia sghignazzante di Chomet, dalle armonie fantastiche e fiabesche di una parte importante della Disney, tanto per resare nel mondo dei cartoni.
      Trovo molti personaggi Pixar vivaci, prendono forme e espressività sì fantasiosi, ma riproducono linguaggi, stili, obiettivi, storie riconducibili a un'esistenza "senza quarta dimensione". Penso a solo titolo di esempio a Cars, belle le ambientazioni, caratterizzati egregiamente i personaggi, ma la storia è più o meno sempre quella, a volte proprio banale, non apre a nessun tipo di lettura scomoda, oscura, "invisibile"; è tutto lì, bello eh, commovente anche, ma poi? poi non c'è niente altro, ed è quello il messaggio che passa. Secondo me il punto è questo, il desiderio/il bisogno di trovare nelle storie qualcosa che sfugga, che affascini e parli anche a un livello "sottile".

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    3. Molto molto interessante.
      A dir la verità anche il mio recensore preferito, Locatelli, ha fatto nella sua recensione considerazioni simili.
      Capisco cosa vuoi dire e anche gli esempi opposti che porti, Miyazaki, Chomet (lo adoro, adoro) per certi versi in effetti sono più "liberi", cavalli pazzi che seguono pochissime regole.
      Anche se poi andrebbe analizzato film per film, anche in Miyazaki credo a volte quello schema mentale che dici sia presente, poi certo, tutto è calato in una visione più spirituale.
      Guarda, per me Cars è il peggior Pixar, arriva a stento alla sufficienza, l'ho trovato a tratti quasi insopportabile, quindi sfondi una porta aperta.
      Ma in molti altri ci sarà sto meccanicismo sì, ma anche pieno di fallimenti, sconfitte, anche morti.
      Io la Pixar non la vedo affatto come rassicurante, magari ha tante logiche "mainstream" ma secondo me di parti oscure ne ha molte, almeno in certi titoli.
      Mi piace moltissimo questo tuo commento, io lo attaccherei a tutto il mondo Dreamworks ad esempio.
      Poi per il resto percezioni diverse, io con alcuni Pixar mi emoziono, e non dell'emozione facile o scontata, ma di quella velata da una forte malinconia.
      Insomma chometiana.
      Grazie MG

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    4. Grazie a te. Emoziono mi emoziono anche io, anche per Cars, anche se poi il mio commento di prima si potrebbe riferire per esempio a Toy Story, Wall e, Nemo, film che mi sono piaciuti, non so se si capisce, ma che non mi hanno "nutrito" e quindi non li promuoverei per esempio ai miei figli se non come mero "riempitempo".
      E non è nemmeno questione di essere rassicurati sai, ma proprio di quello che dice l'articolo meglio di come potrei fare io nel mio tempo.

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    5. No no, ma te ti sei spiegato benissimo anche se magari poi l'articolo me lo leggo tutto (è che ho molti problemi con le scritture "teoriche" e "scientifiche", quelle dove traspaiono più teorie che pensieri di chi scrive).
      Ed ero sicuro che avessi visto anche i migliori Pixar che, diciamocelo, sono quasi sempre, almeno al 90% degli intrattenimenti, lo stesso Wall-E, forse il più coraggioso, lo è per più di un tempo.
      Solo che io ci vedo anche profondità e la capacità di far passare dei messaggi anche scomodi e profondi.
      Certo, manca la complessità di Miyazaki o l'umanità di Chomet, rimangono prodotti di massa, ma secondo me, a volte, straordinari.
      Poi se leggo per intero l'articolo magari vado più nel punto nevralgico ma in linea generale ci siamo capiti benissimo ;)

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  17. Sono venuta a ripescare questa recensione dopo il tuo commento di oggi su "Il viaggio di Arlo".
    Grazie per queste tue parole sublimi, commuoventi, emozionanti, toccanti.
    Ho pianto come quando ho visto il film, ritrovando le stesse emozioni di allora, condividendo il tuo punto di vista.
    Grazie col cuore.

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    1. difficile replicare a commenti così

      grazie <3

      (insomma, come te, grazie col cuore)

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    2. Ecco, questa è la fregatura rispetto a facebook, bisogna anche impegnarsi per mettere un sorrisino ;)

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  18. Un impegno che fa piacere mantenere, se vuol dire tornare a rivivere alcune emozioni.
    Io non so parlare di cinema, per me è tutta questione di pancia e cuore (per tornare al vecchio tuo post dei registi) e di film, perché sono piuttosto ignorante di registi e filmografie. Quindi, le recensioni non so scriverle (né di cinema né di Musica, pur rappresentando il mio TUTTO interiore - ed esteriore, visti i tatuaggi, ma questa è un'altra storia). Ma quando trovo descritte in modo così lineare, chiaro, limpido eppure introspettivo e profondo le mie stesse emozioni, quando vedo riportate le cose che mi fanno smuovere da dentro... non posso fare altro che restare inebetita, col sorriso scemo di chi si lascia travolgere da qualcosa di buono. Sia pure per i minuti che restano per la lettura e la rielaborazione, sempre col sorriso scemo in volto!

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    1. Uff, stai esagerando, se vuoi che in futuro riesca a scrivere cose simili (non intendo per qualità, ma per passione) allora smettila che mi serve ancora un cuore per farlo, rischi di spezzarmelo ;)

      a parte gli scherzi, troppi complimenti, finiamola qua

      sempre se non era una tattica per farti comprare la tazzine di natale ;)

      ciao!

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  19. l'ho rivisto: ad una seconda (ma forse anche ad una terza o quarta) visione si notano, o lameno a me è successo così, sempre più dettagli che lo rendono un film davvero profondo.
    Di sicuro, non per bambini.

    E poi vabbè: quando è scomparso l'amico invisibile, ci è scappata la lacrima.

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    1. Credo proprio di sì sai?

      prima o poi arriverà anche la mia seconda e terza, e starò attentissimo a tutti i segni e metafore non notati la prima volta

      e piangerò ancora caramelle con Bing Bong, sicuro

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao