26.1.16

Al Cinema (2) : recensione "Il Figlio di Saul"



Un uomo in un campo di concentramento.
Intorno a lui tutto è sfocato, tutto è morte e tutto è minaccia.
A quell'uomo di sopravvivere sembra quasi non interessare.
L'unica sua, nuova, ragione di vita ha a che fare con un piccolo corpo e con un miracolo che qualcuno non ha voluto rispettare


presenti spoiler


Il viso in primo piano, sempre.
In secondo e terzo piano un mondo sfocato, un  mondo fatto di gente che dà ordini e altri che li ricevono, un mondo di urla, di bisbigli, di rumori, di dolore, di barbarie.
Saul è un Sonderkommando, un deportato costretto a collaborare con quelle bestie là.
Loro si spogliano, finalmente una doccia, pensano. Dopo la doccia vi sarà offerto del thè dice uno dei nazionalsocialisti.
Le porte si chiudono pesantemente, Saul è costretto insieme agli altri deportati "protetti" come lui a tenerle ancora più serrate. Pochi istanti e dentro si sentono grida, mani che sbattono sulle porte, disperazione.

Non vedremo niente, sentiremo soltanto. Del resto ne Il Figlio di Saul quasi tutto avviene fuori campo, le grida di chi invece che acqua ricevette gas, gli spari, il rumore del fuoco che brucia "pezzi d'uomo", tutto.
In campo c'è quasi sempre soltanto lui, Saul e il suo viso, nient'altro.
Tutto il resto è perso nel mondo fuori dall'inquadratura o in quello sfocato dentro di essa.


La doccia è finita.
Qualcuno tossisce.
E' un ragazzino, ancora incredibilmente vivo. Ma il suo destino non è quello, il suo destino era fare la fine degli altri. E la fine degli altri farà.
Saul vede la scena.
E comincia un altro film, il vero film. Perchè se questa fosse stata una pellicola semplicemente sui campi di concentramento sarebbe stata un gran pellicola sì, ma mica diversa da tante altre in realtà.
Certo, il formato è particolare, certo c'è quello sfocamento, certo, ci sono una serie di piani sequenza da perdere il conto. Ma se il come era diverso il cosa era visto e rivisto.
La magia di Saul sta in quel corpo di ragazzo, in quel figlio di Saul. Alla fine il contesto poteva pure essere diverso.
Figlio vero, dice lui.
Ma no, noi abbiamo la sensazione che in realtà non lo sia. Anche se quel suo cercare continuamente nei vestiti carte d'identità ungheresi ci fa venire più di un dubbio.
E' che Saul ha assistito ad un miracolo. E i miracoli non vanno cancellati, ma preservati. Quel ragazzo è tante cose insieme, è un eroe, è simbolo della forza della vita, è una speranza.
Una speranza che è stata poi subito vanificata sì, ma in quei pochi secondi è stata potentissima.
Il figlio di Saul si, ma, forse, anche il figlio dell'ebraismo tutto.
E poi è quello che è, un ragazzo, semplicemente. E se già gli uomini adulti non sono fatti per essere uccisi figuriamoci un ragazzo.


E' come se Saul in quel ragazzo trovi una ragione di vita che lo accompagni in questi ultimi giorni.
Perchè anche Saul sa che la sua, di vita, ha una scadenza ben precisa, i Sonderkommado prima o poi vengono uccisi perché sanno e vedono troppe cose.
Film difficilissimo, opprimente, claustrofobico.
Buffo che l'abbia visto dopo Revenant.
Anche qua abbiamo un uomo solo, anche qua abbiamo una disperata lotta per qualcosa. E anche qui le lotte hanno a che fare con la sopravvivenza e con un figlio.
Ma se nel film di Inarritu tutto era giocato sull'allargamento ne Il figlio di Saul abbiamo invece un restringimento così radicale da sentirci oppressi, senza respiro, continuamente minacciati.
E forse nemmeno qua riusciamo ad emozionarci, è vero. Ma sentiamo qualcosa dentro di molto molto forte.
Non ci può essere emozione in un'apnea.
Non c'è un solo secondo di tregua per Saul, nessuna zona franca. Nei campi puoi solo trovare rari momenti per parlare e il parlare è sempre sussurro. Intorno a Saul muoiono persone, in tutti i modi. E lui sembra quasi impassibile, un misto tra rassegnazione e forza di volontà.
Sembra quasi assurdo che in quel mondo in cui la morte ti circonda continuamente e in cui in quelle zone sfocate c'è sempre un pericolo ci sia questo uomo che se ne gira quasi a casaccio, rompendo più volte le file, per cercare un rabbino che lo aiuti a seppellire un corpo.
C'è qualcosa che non torna in questo comportamento.
Come trovarsi in una folla che scappa dalla morte e preoccuparsi di qualcosa che con quella morte e la tua vita da preservare non c'entra nulla.
Eppure quando hai una ragione di vita, qualcosa a cui vuoi dare per forza un senso, la coerenza non esiste più.
E in quella terribile e magnifica scena al buio con quei corpi nudi che si avvicinano a delle fosse rischiarate da fuochi, la pazzia di Saul è così evidente che si spoglia ed è pronto a morire senza nemmeno lottare.
Solo per avere la minima speranza che qualcuno possa seppellire quel corpo.
Saul è impazzito con un miracolo.
Pseudo soggettive che poi si perdono e finiscono sempre frontalmente a Saul (attore pazzesco), un paio di false soggettive bellissime, rarissimi momenti in cui non vediamo il nostro protagonista ma solo quello che gli accade vicino.
E quella X dietro la schiena che sembra un obbiettivo quando in realtà è una lettera che lo preserva.
E quel bellissimo momento, quasi sospeso nel tempo, con quella ragazza.
E l'ascensore che porta ai forni, lassù.
E la già citata scena delle fosse, impressionante bellezza in un caos indefinito.
E poi la rivolta che porterà a qualcosa che in un campo non avevamo visto, delle foglie, degli alberi.
Siamo fuori, ci siamo finiti senza nemmeno accorgercene.


Lo sapevamo che non era un rabbino, forse lo sapeva pure Saul ma quando sei pazzo e innamorato di tante cose non ti accorgi.
Innamorato sì.
Che l'amore è tante cose.
L'amore è anche fuggire con un fagotto che ha dentro un miracolo.
Siamo in acqua, in una scena di indescrivibile bellezza.
Eppure in realtà ci sarebbe solo un volto che affiora, nient'altro.
Il fagotto è perso e forse va bene così, l'acqua lo porterà più lontano possibile da quel mondo in cui l'uomo è così animale da non rispettare nemmeno i miracoli.
Dicevamo di Revenant.
Dicevamo dello sguardo in macchina di Di Caprio.
Anche qua ce ne sarà uno, anche qui finale o quasi.
Un sorriso. Un sorriso che potrebbe dire tante cose. Un sorriso un pò beffardo.
Un ragazzo volevo salvare, uno di quelli della parte sbagliata di questo mondo sbagliato.
Un ragazzo ci ha visto, biondo e paffutello come lo sono quelli della parte dominante.
Che buffa cosa avrà pensato Saul.
E mentre assistiamo a quella corsa finale, ultima meravigliosa scena di un film difficile da commentare, mentre assistiamo a quella corsa finale ci sono rumori inconfondibili.
L'ultimo fuori campo di morte.



76 commenti:

  1. Per la prima volta leggo una recensione senza aver visto il film.
    Insomma, farsi spaventare da spoiler in un film sull'olocausto è impossibile, sappiamo già come finirà.
    A parte che dalla lettura non ho manco capito quale fosse.
    Sembra un film diverso però, almeno da quello che scrivi. Non mi pare di aver mai visto una storia cosi.
    Mi fa un po specie quando dici " nemmeno qua riusciamo ad emozionarci" spiegati meglio.
    Conto di vederlo prossimamente, magari ripasso per un commento.

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    1. "A parte che dalla lettura non ho manco capito quale fosse"

      mica ho capito io che intendevi

      e invece no, invece leggere vuol dire rovinarsi il film. E' vero che sapemo come è finita, ma delle piccole storie interne non sappiamo nulla. E poi di sopravvissuti ce ne sono stati comunque tanti eh, almeno il 50 e 50 su questi due esiti potevi tenertelo ;)

      esatto, la piccola storia raccontata è molto diversa. E, per tanti versi, così assurda che siamo quasi all'irreale

      citando un coglione qua sopra "non ci può essere emozione in un'apnea", non so aggiungere altro

      magari quando lo vedrai capirai ;)

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    2. Ecco, ho fatto la cazzata! Non ho visto il film nei giorni passati ed ora non si trova più in streaming. Uff
      Ovviamente NESSUNA sala della Calabria lo trasmette. Questo, però, è un dato sconcertante. Noi calabresi ci meritiamo solo Zalone...

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    3. Un popolo che ha creato la nduja è un popolo eletto e superiore

      sti cazzi delle programmazioni del cinema

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    4. Rachele Tommaso29 gennaio 2016 00:47

      Ahahahah
      Preferisci la nduja al cinema...
      Beh, organizza un viaggio a Spilinga e ti fai la scorta ;)
      Comincio a pensare che nella provincia di Cosenza, dove sto io, non sia cosi tanto apprezzata, ahahah
      Non sappiamo nemmeno pronunciare il nome in maniera corretta xD

      Ps: Non sto 24h sul blog, rispondo subito perchè ho l'app di libero e le email arrivano come gli sms. Meglii specificare, ahahahah
      Che l'ultima volta mi hai paragonata alla Bates in Misery ;)

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    5. Esatto, ormai da 10 anni prendo solo quella di Spilinga.
      Quando poi scoprii che è un paesino piccolissimo famoso solo per quella l'amore è stato totale.
      un giorno devo andarci.

      No no, lo so, se metti le notifiche ti arrivano immediatamente. Non ho mai pensato che tu fossi come la Bates. Ma ti assicuro che in Calabria con la neve non verrei lo stesso ;)

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    6. Rachele Tommaso29 gennaio 2016 01:20

      E dopo questa me ne vado a nanna ;)
      Che si è fatta una certa

      Buonanotte o buon "scaricamento fave" ;)

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    7. Ero appena tornato dalle fave.
      Che tra l'altro, quelle verdi però, con la nduja ci stanno benissimo

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    8. Rachele Tommaso29 gennaio 2016 22:12

      Guarda, semmai un giorno dovessimo incontrarci, ti farò provare il miglior insaccato calabrese;) Te, invece, dovrai portarmi tanta di quella cioccolata da farmi stare male!!! Do ut des ;)

      Ed ora basta parlare di cibo!
      Che da lunedi sarò a dieta e mi devo preparare psicologicamente.


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    9. La soppressata?
      ci starei se non fosse per il fatto che io dalla fabbrica non posso "rubare" nulla, me tocca comprallo...

      però potrei tentare di notte ;

      i lunedì sono stati creati per dire "mi metto a dieta"
      i martedì per recedere dal proposito

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    10. Bravissimo!!! Dai, è meglio della nduja.

      Oppure, mi fai intrufolare nella fabbrica, mi abbuffo di cioccolato e non lascio nessuna traccia.
      Non lo scoprirà mai nessuno. Sarà il nostro segreto.

      La conversazione più off topic della storia ahahahah
      e sotto la recensione di un film sull'olocausto. Siamo delle brutte persone ;)










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    11. Mi dispiace ma per me meglio de la nduja non c'è niente. A parte il sapore e a parte che io adoro il piccante un "salume" che può avere tutti quegli usi è unico.
      Per il resto è più facile che io esca con dieci kg di cioccolato sulle tasche che riesca a farti entrare in fabbrica.
      O forse no 😉

      Sì, siamo pessime persone.
      Dialogo esilarante.
      Ops

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  2. visto, d'accordo su tutto, entro domani riuscirò a scriverne

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    1. Bene così.
      Tento di buttare un occhio qua a destra per accorgermene...

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  3. non l'ho visto ma debbo dire che non mi ispira poi tanto... sono più da film leggeri in questi giorni

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    1. Carissima, se questi giorni sei più da film leggeri vedere questo è come mettere davanti a un vegano una Fiorentina

      cotta poco peraltro

      ma forse è proprio il ristorante ad esser sbagliato, in questo mio di portate leggere ce ne sono pochissime ;)
      mortacci mia

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  4. Vero, film incommentabile. Difficile. Fatto di lampi bellissimi, accecanti e di zone d'ombra meno convincenti. Perplessita sul doppiaggio.
    Sia in the revenant sia qui c'è la frase sull'essere già morti.

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    1. In che senso il doppiaggio?
      no perchè il mio cinema l'ha trasmesso in lingua originale e le uniche, pochissime, parti doppiate erano quando i protagonisti invece che in tedesco o in yiddish parlavano in ungherese. Praticamente i dialoghi tra Saul e il medico e pochi altri

      è vero sulla frase. E direi che non c'è altro posto come un campo di concentramento dove ha più senso dirla

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    2. mi riferivo alla parte in ungherese appunto.
      la voce di saul non l'ho trovata appropriata.
      a quel punto avrei preferito tutto in lingua originale e sottotitolato.

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    3. Sai che hai ragione? ricordo anche io la stessa sensazione adesso. Lì per lì non c'ho ripensato perchè pensavo che te parlassi di tutto il film.
      Concordo

      (però tutto in lingua originale e sottotitolato sarebbe stato impossibile capire che c'erano 3 lingue diverse. Io credo che la scelta sia buona)

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  5. Scusate, sarò cattivo e controcorrente ma una domanda mi continua a rimbalzare per la testa.....perché un altro film su questo tema? Non è già stato detto tutto e con dovizia di particolari?
    Il romanzare gli avvenimenti reali inserendoci storie pseudo-reali per struggere il prossimo a chi serve? A far cassa al botteghino?
    Far leva sui sentimenti di dolore di alcuni e di rimorso degli altri è facile. Chi vuole ricorda comunque, per chi gli avvenimenti di allora sono lontani e caduti nell'oblio non sentirà il bisogno di ricordarli vedendo un film del genere.

    Ma intanto la macchina gira sulle ruote ben oliate della tragedia da sfruttare fino al midollo.

    Ogni volta rimango disgustato, e non dal film in se che può essere un capolavoro, ma dal'uso strumentale che ne viene fatto.

    Scusate la digressione

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    1. No no, invece il tuo intervento è importantissimo Giovanni.
      Perchè questo è il pensiero un pò sottotraccia che hanno, anzi, abbiamo, tutti.
      fermo restando che prima di parlare di un film sarebbe meglio vederlo (non è un'accusa, ma un mio mantra) le tue assolutamente giustificabili critiche secondo me non riguardano Saul Fia

      io e chiunque ho letto sul film, non ho trovato la minima strumentalizzazione

      anzi, la tecnica con cui il film viene girato (tutto sfocato a parte lui) sta prorpio a dimostrare che quell'orrore non deve essere mostrato, che è irrappresentabile, che non si vuole mettere in evidenza.
      Vedi, questo film racconta l'Olocausto in maniera nuovissima, sia per la vicenda al suo interno sia, soprattutto per il modo in cui lo fa.
      A far cassa al botteghino? ecco, questa domanda è la cartina di tornasole per quello che dico.
      Saul Fia è assolutamente anticinematografico, respingente per il pubblico.
      E' solo un film di qualcuno che voleva dir qualcosa a modo suo. Un ungherese poi, insomma uno che nel sangue quella tragedia ce l'ha.

      E anche l'uso del fuori campo per ogni barbarie è un altro punto a favore credo

      io penso che se uno ha qualcosa da dire, e lo vuole dire con onestà, cifra stilistica, passione e cuore non ci siano argoenti tabù o ormai non più esplorabili

      mezz'ora fa ho letto questo

      lui è locatelli, a mio parere il miglior recensore del web

      magari tante volte uno non è d'accordo con lui ma io rimango sempre affascinato a leggerlo

      http://nuovocinemalocatelli.com/2016/01/27/recensione-il-figlio-di-saul-film-epocale-che-cambia-il-modo-di-rappresentare-la-shoah-obbligatorio/#more-99069

      ciao!

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    2. Grazie Giuseppe.
      Come sai vedrei più che volentieri film al cinema ogni settimana,come facevo con mia moglie fino al 2013. Ora mi tocca aspettare i dvd pertanto li vedo a non meno di 6 mesi dalla data di uscita in sala.
      Mi rendo conto che non dovrei giudicare senza vedere e quando lo faccio pecco di superficialità, talvolta fuorviato da un trailer esteso fatto male, ma nel caso specifico non giudicavo il film in se, premettendo che potesse trattarsi di un capolavoro, quanto il fatto che specie in questo periodo dell'anno si rischi di sovra saturare così tanto il pubblico con messaggi legati agli stermini nei campi di concentramento da ottenere sia l'effetto di assuefazione ad un medicinale (non ottiene più l'effetto iniziale) sia per assurdo il rigetto.
      Evolutivamente siamo progettati per rimuovere dal conscio ciò che provoca dolore o che lo ricorda, altrimenti non riusciremmo a funzionare. Non vuol dire che nel sub-conscio non rimanga chiara la cicatrice.

      Ecco, cercar di far ricordare a forza e platealmente al mondo, senza tregua in alcuni periodi, questa tragedia secondo me ottiene l'effetto contrario.

      Penso che per certe cose "less sia veramente more".

      Meditiamo sul fatto che anni fa ci fosse la giornata della memoria. Ora si parla della settimana della memoria. Il prossimo step?
      Non è aumentando la dose che si ottiene l'effetto di sensibilzzazione desiderato.

      Grazie per il link. Corro a leggerlo con piacere

      Scusa ancora per essere andato off-topic ma visto che sei un padrone di casa realmente democratico so che mi perdonerai :)

      Ciao!


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    3. Sì, da ex videotecaro ti confermo i tempi, minimo minimo 4 mesi fino ad un massimo di...film che non esce in dvd ;)

      alle videoteche invece, sempre che ne hai ancora intorno, arrivano anche a 2 mesi dall'uscita alcuni. Ma raramente

      sono perfettamente d'accordo

      io sono contro tutte le "giornate di..." contro i je suis charlie, i je suis paris, gli arcobaleni e tutte quei momenti in cui fingiamo di essere migliori, di ricordare, di essere sempre dalla parte giusta

      non ho mai partecipato a cose del genere e disgustano anche me

      io me ne sto sul miuo angoletto senza quasi sapere che succede nel mondo (quello dei social e delle giornate di, non quello reale) e mi guardo il film

      poi se il film lo trovo strumentale non mi piace, se è come Il figlio di Saul sì

      avrai visto che io evito sempre considerazioni allargate sulle recensiuoni, parlo sempre e solo del film

      sì, poi ci metto in mezzo la vita e tutto il resto, ma sempre evitando i "contesti"

      le tue metafore mediche sono perfette

      off topic???

      ma stiamo scherzando? più dentro il topic di così non se pò

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  6. Pellicola che mi incuriosisce, anche se il tema trattato obbiettivamente mi ha già un pò stancano, anche se qui pare sia raccontato con stile e intelligenza, se riesco lo recupero in home video.

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    1. Il film racconta l'Olocausto come nessun altro.
      Quindi va visto.
      Poi, però, dire che è una visione consigliata è un altro paio di maniche... ;)

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    2. Come avevo scritto più su, avevo remore e dubbi su un film (l'ennesimo) su un tema stra-abusato e di cui si è già detto tutto e di più. Ma per me sorpresa grandissima qui si è andati oltre come mai si era fatto: raccontare una storia così nota con questo stile e modo di riprendere è sbalorditivo, il sottofondo sfocato, i piani sequenza, il fuori campo, la mdp che pedina il protagonista rendono miracoloso un film su un tema noto, e per me questo è il merito più grande che ha questo capolavoro. Il protagonista poi è grandioso, regge il film col suo primo piano, il viso, la sua fisicità. Se si pensa che Nemes è al suo esordio credo non ci siano dubbi sul talento e il coraggio che sfodera, tra l'altro ho letto che è stato aiuto regista, dell'immenso Bela Tarr, e si vede ;)

      Per me film epocale, che crea uno spartiacque su un genere, che ci immerge in quei campi di concentramento come se fossimo insieme a Saul, grazie allo stile di ripresa nervoso, claustrofobico con un uso del suono strepitoso e una deformazione del sottofondo che oltre ad essere originale è appunto immersivo e funzionale in quello che vuole trasmettere il regista.

      Voto: 9,5

      P.S. Ne L'Immagine Mancante parlavamo che non molto spesso assegno i 9, qui vado oltre ;)

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    3. Ho avuto ragione insomma ;)

      Ero sicuro che anche ad uno che, giustamente, non ce la fa più dei film sull'Olocausto Il Figlio di Saul poteva piacere moltissimo.
      Forse non così però ;)

      per il resto la tua minirece è sempre esaustiva. Io di mio posso solo aggiungere l'esperienza della visione in sala, ancora più intensa e claustrofobia credo

      attore impressionante

      difficile trovare opere prime più potenti di quest

      sì, film epocale, come ho appena scritto nella rece si Swiss Army Man, questo fa parte dei film superiori, a prescindere dal giudizio

      non credo sia uno spartiacque, per il semplice fatto che non credo che sia replicabile o che adesso in tanti raccontino l'Olocausto in modo diverso

      credo "solo" che sia unico nel come lo racconta, diverso da tutti

      sì, le caratteristiche dell'immersione le hai descritte benissimo

      e concordo, siamo sul 9 ;)

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    4. Assolutamente si! Ragione piena, ho sempre pensato che la differenza non la faccia l'argomento trattato ma come lo si tratta, vale per l'Olocausto ma per qualsiasi film ;)

      Questo per ora, è il vero grande film che mi pento più di altri di non aver visto al cinema, qui mi sono perso "un'esperienza" forse irreplicabile.

      Credo una delle migliori opere prime della storia, dell'ultimo periodo almeno senza dubbio, e pensarci mi mette i brividi.

      Mi incuriosisci così per Miss Army Man :D film che non conosco e inedito da noi :P

      Forse spartiacque è eccessivo, ma perlomeno spero che lo sia, la modalità di ripresa mi ha letteralmente stregato! :D

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    5. Eh, ma infatti per quello te lo consigliavo comunque, non per l'argomento, ma per il come...

      Sì, una vera esperienza, ricordo le facce appena finito il film, nessuno respirava, nessuno si è alzato per 5 minuti...

      Swiss Army Man è "l'opposto" di questo.
      Un film cazzone, trash, anarchico, assurdo.
      Ma entrambi restano film che vanno "oltre", che se ne fregano delle regole e che portano avanti con coraggio le loro poetiche.

      Impossibile paragonarli, mi viene solo da ridere a pensarci ;)

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  7. Ecco questo è uno dei film che attendo da più tempo e ora finalmente dopo mesi di attesa potrò vederlo. Dovrei andare nel fine settimana ;)

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    1. Ti piacerà ragazzo padre

      (anche se in revenant ti ho dato del figlio figlio)

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    2. E infatti mi è piaciuto ;)
      Il modo in cui è girato è fantastico e significativo. Numerose le scene difficili da dimenticare per me, più o meno le stesse che hai citato tu, anche se io ci metterei anche quella del suo ritorno nella sala-autopsie e quel crudele balletto del nazista. Il finale però credo sia la mia parte preferita, per tutto quanto.
      Non so se ti farà piacere o fastidio (perché volevi essere l'unico) ma volevo dirti che fin dall'inizio ho pensato anch'io che quella creatura non fosse il figlio di Saul...

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    3. Ah, ci tenevo anche a consigliare (sempre che tu non l'abbia già visto) 'Notte e nebbia' di Alain Resnais, del 1956. Un documentario cinematografico (ha un testo scritto) della durata di 30 minuti ca., con immagini d'archivio. Raggelante. Forse il lavoro più vero e meno 'strumentalizzante' (si può dire??) su una delle maggiori pazzie compiute dall'essere umano.

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    4. E' vero, quella del balletto è notevole. E io pensavo potesse anche durare di più, non me l'aspettavo che lo mandavano via così tranquillamente.
      Sai, con me è stato diverso.
      Quando ho visto il ragazzino non ho minimamente pensato che potesse essere suo figlio.
      Poi però mi ero convinto di sì, specie quando lui lo dice.
      Poi ancora quando l'amico gli dice che lui non ha figli ho rimesso insieme tutti i pezzi e mi son convinto che non fosse suo.
      Guarda che in rete tutti lo danno per scontato eh...
      Con quel titolo poi.
      Ma la cosa è importante, il film cambierebbe tantissimo.
      Sarebbe comunque potente ma di una potenza diversa, con matrici molto differenti.

      grazie della grande segnalazione, speriamo di ricordarmi di vederlo...

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    1. Hai fatto benissimo a scriverlo che magari qualcuno t'aiuta se lo legge.
      Ma sai che io su ste cose sono lontano mille miglia...

      ciao!

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  9. http://comecirrocumuli.blogspot.it/2016/01/cirrovagazioni-8-secret-soul-of-saul.html
    Mi permetto. E' solo una riflessione sul finale.
    Condivido tutti i tuoi pensieri. E' stato difficile capire cosa avessi davanti. Sono andata con grandiose aspettative, alimentate da ogni parte. Ma pian piano a modo mio mi sono legata anch'io al film. Ciao :)

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    1. Scusa ti scoccio ulteriormente per una cosetta. Ieri leggendo la parte in cui dici "loro si spogliano, finalmente una doccia pensano" mi è tornato in mente un corto fatto da ragazzi della mia università. Ecco oggi ho ricordato il titolo, L'illusione: https://vimeo.com/24684709
      Ti premetto che il tema era stabilito. Quando hai tempo e voglia, dura pochissimo; giusto perché è l'esatta trasposizione del concetto che hai espresso tu

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    2. Sulla tua rece ho risposto da te, poco da aggiungere Chiara.

      Sul corto arriverò di certo, quasi sicuramente entro oggi.

      E smetti di scusarti, le uniche scuse che mi dovrai saranno se e quando smetti di scrivere o postare cose

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  10. Film davvero difficile da commentare, che unisce il dolore del racconto alla forza delle immagini. Quello che però più mi ha stupito durante la visione, è la rabbia e l'odio che Saul mi suscitava, il suo tentare in continuazione, il suo rischiare la vita e mettere a repentaglio quella degli altri, il tutto per un gesto che è in realtà quanto mai umano come un funerale.
    Come ci cambia il contesto.
    La sua resistenza con quel corpo era una resistenza opposta alla sopravvivenza ma umana all'interno di un mondo senza più umanità.

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    1. Lettura molto interessante e personale...
      No, a me non ha mai infastidito Saul, anzi...
      Però sì, i suoi gesti mi sembravano sempre assurdi. Come ho scritto in rece Sual mi è sembrato quasi impazzito, come se la sua testa abbia avuto un corto circuito e fosse stata impostata ormai solo su quella "missione".
      Tra l'altro Lisa credo che dietro quello che voleva fare Saul ci siano anche molte cose della cultura ebraica che noi non conosciamo.
      Esatto, resistenza opposta alla sopravvivenza, ho scritto una cosa simile anche io.
      Spero di leggerti presto

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  11. Sto seriamente pensando di pubblicare un annuncio, reciterà più o meno così:
    CERCASI DISPERATENTE ACCOMPAGNATORE/ACCOMPAGNATRICE PER IL CINEMA.
    Il candidato dovrà possedere i seguenti requisiti:
    • residenza nella provincia di Cosenza
    • patente di guida B
    • essere disposto/a a farmi da taxi nel percorso casa-cinema , cinema-casa
    • essere accondiscendente per ogni film che proporrò
    • mostrarsi interessato durante la visione
    • non addormentarsi durante la proiezione
    • se il film non è di suo gradimento non rompere le palle giurando di non accompagnarmi più a vedere "mattoni per pseudo intellettuali"
    • essere incline ad un dialogo costruttivo sul film all'uscita del cinema.
    In cambio offrirò biglietto e pop corn o cipster a scelta.

    Intanto pubblico qui, magari qualcuno risponde.
    Che poi, insomma, chi rinuncia ai pop corn gratis?

    Passando alle cose serie

    Avevo già letto la recensione, e mi ricordo anche dov'ero in quel momento, pensa te.
    Ovviamente senza aver visto il film non ero riuscita a capire molto.
    Beh, adesso è tutto chiaro.
    Un uomo che sa quale sarà il suo destino e quello dei suoi compagni , sa che adesso è lui a spingere quei corpi nudi nelle "docce" , ma che il suo stesso corpo nudo verrà a sua volta spinto in quelle stanze della morte.
    Un uomo che non ha niente se non un berretto e una giacca con una X rossa ( mi ricorda molto il segno tracciato dagli ebrei sulle porte delle loro abitazioni, durante la decima piaga narrata dalla Bibbia: la morte del primogenito. Reminiscenze del catechismo, magari non c'entra un cazzo), che nel vedere quel ragazzo sopravvissuto a tanto orrore, morire una seconda volta, decide di trovare quasi una ragione di vita in quel campo di sterminio, li dove gli uomini diventavano corpi, i corpi pezzi, e i pezzi polvere. Dove prima c'era un uomo, con idee, personalità, una storia da raccontare, adesso c'è un mucchio di polvere senza più nessuna distinzione.
    Morire nei campi di concentramento significava perdere quell'individualità che ogni essere umano possiede.
    E Saul voleva impedire questo a quel ragazzo, voleva preservare il suo corpo,la sua anima, voleva che almeno uno su mille riuscisse ad avere una morte giusta. Perchè li non c'è vita, c'è solo morte, e se la vita non puoi preserverla, almeno la morte, quell'unico corpo devi salvarlo.
    Ed io in questo non ci vedo follia, anzi, ci vedo una forte lucidità , un uomo che convoglia tutte le sue forze per far sì che almeno per quel ragazzo ci sia speranza.
    È difficile concepire l'idea di speranza senza vita, perchè in fondo stiamo parlando di un ragazzo morto, però quando sai che il tuo destino,come quello dei tuoi simili è già segnato, cos'altro puoi fare se non prenderti cura di un corpo affinchè possa ricevere una degna sepoltura?
    Saul è stato il primo re degli israeliti, non so se l'accostamento è giusto, ma probabilmente "il figlio di Saul" vuole intendere il "figlio del re" e quindi "il figlio degli ebrei". Un gioco di parole con il nome del protagonista.
    Oh, magari mi sto facendo un film , però mi piace leggerla così,anche perchè non ho pensato nemmeno per un attimo che quello fosse suo figlio.
    Prendere quel ragazzo come emblema del popolo ebraico , quasi a voler in qualche modo salvarli dopo la morte.






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    1. Ahahaha, ma allora l'esperienza solitaria al cinema è fallita, mi dispiace

      se vuoi ti faccio proprio il post con questa tua richiesta

      E' molto interessante il ruolo dei Sonderkommando. Sembrano quelli "fortunati" ma in realtà vivono un doppiuo dramma, quello di "uccidere" i loro compagni e quello di sapere che hanno una scadenza, dovuta al fatto che nessun testimone di cose del genere può restare vivo

      vedi, vengo al rispondere a Castawy ed è buffo, forse inopportuno certo, ma curioso poter paragonare gli spaghetti di Kim con la sepoltura del bambino da parte di Saul

      ho scritto di là che forse questa (queste) non è (sono) una ragione di vita (che la ragione di vita è una cosa grande e "lunga", persa nel tempo) ma sicuro sono entrambe ragioni nuove per vivere quei momenti, quei giorni

      ma la follia di Saul non è follia malata, ma follia, appunto, lucida

      i progetti folli, anzi, di solito sono nelle menti più sveglie e illuminate

      e questo era un progetto di un uomo folle

      guarda, ovunque leggo parlano del ragazzo come del figlio di Saul vero e proprio. QUando ne scrissi ero una pecora bianca, adesso sento che qualcuno la pensa così

      e quando scrivi

      "Prendere quel ragazzo come emblema del popolo ebraico , quasi a voler in qualche modo salvarli dopo la morte.
      "

      non posso che darti ragione visto che io avevo scritto

      "E' che Saul ha assistito ad un miracolo. E i miracoli non vanno cancellati, ma preservati. Quel ragazzo è tante cose insieme, è un eroe, è simbolo della forza della vita, è una speranza.
      Una speranza che è stata poi subito vanificata sì, ma in quei pochi secondi è stata potentissima.
      Il figlio di Saul si, ma, forse, anche il figlio dell'ebraismo tutto."

      grazie del bellissimo e lungo commento


      anche se de sto periodo vuol dire volemme male

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    2. No, non hai capito.
      L'esperienza in solitaria è stata fantastica, è quella in compagnia(la mia) che non va bene :D
      Infatti al figlio di Saul non ero sola.
      Però mi serve qualcuno che mi accompagni, e non si lamenti del film per l'intera serata.
      Oh, devo scroccare il passaggio fino al cinema se non è chiaro, ahahah

      Avere un post tutto mio sul buio in sala è un onore,ci devo riflettere.



      Fatto. Meglio di no, potrebbero rispondere troppe persone, come faccio poi a scegliere? Ahahahah

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    3. Ahaha, ammetto che non avevo capito niente, quasi l'opposto

      o.k, torna tutto

      beh, se lo fai la discriminante sarà di dove sono, credo che 500 km per accompagnarti al cinema sarebbero laboriosi

      e se poi il film non piace da omicidio

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  12. Rachele Tommaso25 aprile 2016 12:06

    "se lo fai la discriminante sarà di dove sono"

    Che vuol dire sta frase? XD

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    1. Da noi "di dove sono" vuol dire dove stanno.

      Insomma, la discriminante è da dove provengono questi aspiranti

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  13. Rachele Tommaso25 aprile 2016 12:22

    Ah, ok. Non riuscivo proprio a capire ;)

    Eh, ma chi si fa 500 km non offro solo i pop corn.
    È previsto giro turistico della città + cena in un ristorante tipico calabrese. Mica poco!







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  14. Rachele Tommaso25 aprile 2016 12:24

    E aggiungo che il tutto ovviamente con la sottoscritta.
    Ma sai che onore uscire a cena con me? ;)





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    1. Beh, l'offerta è discreta, forse qualcuno potresti trovare.
      Io farei una prova, metti l'annuncio da qualche parte

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  15. Un film crudo, di buona fattura per una storia di tanta infamia e nessuna lode.
    Il racconto di una lunga e tormentata eutanasia ,di un uomo da tempo senza dignità apatico in cerca di una morte liberatoria e di nessun riscatto agli occhi di chi resta.


    Primo Levi li chiamava i corvi neri dei forni crematori quelli del sonderkommando
    Che sentimenti ti può mai suscitare un film del genere?
    Pieta? Assolutamente no ,Credo non fosse neppure tra le intenzioni del regista far suscitare pietà.
    Saul è un involucro vuoto, privo di dignità apatico
    è come uno di quei malati terminali attaccati alla vita tramite tubi e infusioni, alimentati da un sistema meccanico.
    Dei corpi tenuti in vita ma privi oramai di vita ,dei corpi diventati simulacri, dei templi per i congiunti che li vanno a celebrare e raccontare ma che sembrano vogliano sussurrare a te che puoi essere o meno coinvolto emotivamente :”stacca la spina , liberami..!
    Fammi correre lungo la boscaglia ,libero finalmente libero , un po’ come fa il ragazzo biondo alla fine del film e che mi piace pensare sia la metafora dello spirito di Saul libero dal suo corpo.
    “Siamo già morti”
    Lo dice il protagonista ai suoi compagni in una delle scene del film.Parliamo del film.
    Io l’ho visto due volte perché la prima, a metà del film (dalla scena in cui va a sparecchiare il tavolo al comandante tedesco) mi son addormentato e mi son risvegliato con i titoli di coda!
    Noiosetto il film lo è per gran parte della sua durata.
    Complice sono i dialoghi , la versione dvd che ho io è la stessa di quella che tua hai visto al cinema e che scrivi nella tua recensione.
    Dialoghi in ungherese doppiati in italiano , tedesco ed ebraico (presumo) lasciati in lingua originale e sottotitolati in italiano o addirittura non sottotitolati.
    Voci dei protagonisti tante volte sussurrate (confesso che son tornato indietro più volte per riascoltare certi dialoghi alzando ulteriormente il volume )










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  16. Io ci ho trovato una chiave di lettura ,non so se sia il termine corretto parlando di cinema ,che giustifica la struttura di questo film.
    Noi spettatori siamo e non siamo Saul vediamo e sentiamo attraverso i suo occhi e le sue orecchie ma non siamo impotenti davanti all'orrore come invece lo è lui.
    Lo sfondo sfuocato rafforza la mia convinzione di persona apatica e senza dignità , senza tanti giri di parole un vigliacco.
    Tu scrivi che è una scelta stilista del regista di non far vedere l'orrore , per me rappresenta invece la condizione di quest'uomo.
    Saul non vede l’orrore come lo potremmo vedere noi è indifferente all'orrore ,forse è il suo modo per sopravvivere.
    Sempre se si può chiamare vita quella.
    Poi all'improvviso una flebile scintilla d'umanita' si rifà strada dentro lui.
    Il ragazzo scampato alle camere a gas è il catalizzatore ,la miccia peccato che poi la scintilla si spenga di nuovo e non solo a causa della morte di quest'ultimo.
    Cerca di dare un funerale a quel corpo ,una degna sepoltura..ma a che scopo?
    Si è ricordato di essere ebreo come quegli altri che accompagna tutti i giorni verso la morte, solo in quel momento?
    E' troppo semplice pensarlo vittima degli eventi , prigioniero come gli altri di un determinato periodo storico.
    Ci pensa il regista a farne un ritratto impietoso.
    Io non voglio giudicare , ma basta leggersi i libri di storia per capire chi erano i sonderkommando e se non li giudica chi ha vissuto in prima persona quei tragici eventi non lo farò sicuramente io
    Saul resta sempre un vigliacco , che cerca un modo di porre fine alla sua vita .
    Ma lo devono fare gli altri ,lui anche se può non riesce a “staccarsi la spina”da solo.
    Continua a vivere questa non vita indifferente apatico.
    Tu scrivi che cerca di gettarsi nella fossa comune volontariamente ,io sinceramente non ho notato questa sua intenzione guardando quella scena .

    Non basta salvare un corpo ,portarlo in giro come fosse una sindone ...dire che è tuo figlio per riscattare lo spirito ebraico ,morto con te.
    Lo stesso corpo ti rinnega ti scaccia scivolando via trasportato dalla corrente del fiume verso un nuovo battesimo..rimani sempre un vigliacco .
    Pregi del film : farti vivere quella terribile esperienza da dentro.
    Paradossalmente son più vivi i morti che i vivi.
    I libri di storia o il web ti fa vedere immagini sbiadite di corpi ammassati scolorite dal tempo.
    Il film ti fa vedere questa mattanza di carne , invece a colori ,sfocati ma a colori puoi avvertire il rosa della carne il rosso del sangue ,sia quello sopra i corpi che quello che lava via Saul dal pavimento delle docce.
    Cè più calore umano in quei corpi privi di vita che tra i protagonisti del film.

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  17. Il genocidio ha voci e colori forti contrapposto alle voci esili e sussurrate dei protagonisti.
    Ho letto diversi commenti alla tua recensione che osannano questo film...per me è difficile fare una classifica di film quando trattano questi argomenti.
    Ognuno è un caso a parte.
    Ognuno costituisce un importante tassello per non dimenticare.
    Anche il figlio di Saul contribuisce a farlo come altri film che sono stati più o meno sotto i riflettori in questi anni.
    Anzi mi viene da pensare se con tutti quei premi che ha vinto si sia voluto premiare veramente il film o si è voluto invece omaggiare il rispetto di un ricordo.

    Poi un tuo lettore scrive di trovarci una strumentalizzazione sul fatto che questo genere di film torni alla ribalta solo durante certi mesi dell'anno e mi sembra ci trovi anche una manovra commerciale in tutto questo.

    Diciamo che le ricorrenze sono fatte apposta per essere ricordate...l'importante è non dimenticarsene poi!
    Almeno si spera ...insomma bisogna tenere vivo il ricordo , mai come in questi tempi poi.

    Infine non credo che ci siano stati tanti film sul genocidio da sold out al box office ..non pensi? E poi sarò anche banale ,ma se tu fai un film dai lavoro ad una serie di persone ed è giusto che il film ti rientri almeno delle spese..poi se c'e anche il guadagno...perchè sputarci sopra?
    Max






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    1. leggo un pezzo per volta eh

      1 la tua prima frase è perfetta e molto nella ma "Il racconto di una lunga e tormentata eutanasia", ecco, se pensiamo che eutanasia significa dolce morte siamo proprio all'opposto ;) ma ho capito che intendevi

      2 "Primo Levi li chiamava i corvi neri dei forni crematori quelli del sonderkommando" non lo sapevo, molto interessante...

      3 io quel ragazzo biondo l'ho visto quasi come una beffa, quella finale

      4 io e il mio amico non ci siamo annoiati mai, anzi, eravamo due corde tesissime per tutto il film. Molto interessante la questione linguistica, è un bene che anche nel dvd si sia mantenuta

      5 "Lo sfondo sfuocato rafforza la mia convinzione di persona apatica e senza dignità , senza tanti giri di parole un vigliacco.
      Tu scrivi che è una scelta stilista del regista di non far vedere l'orrore , per me rappresenta invece la condizione di quest'uomo.
      Saul non vede l’orrore come lo potremmo vedere noi è indifferente all'orrore ,forse è il suo modo per sopravvivere."
      lettura interessante che non condivido per nulla però, ma lo sai.
      Vedo che sei molto duro con Saul, molto particolare come cosa. Poi, se lui è apatico, il 90% dei suoi compagni di sventura come sono? cioè, parlare di apatia nei deportati è una cosa che proprio non riesco a realizzare. Anche perchè se in loro la fiamma della vita è spenta non è certo per carattere ;)

      6 continuo a leggere e sei sempre più duro con Saul. Ripeto, non dico che siamo all'opposto ma quasi ;) Se il suo voler salvare quel corpo non è nulla o comunque è quasi un gesto ipocrita, che altri gesti, rischi o azioni vedi compiere dagli altri ebrei? insomma, se queste tue parole si riferiscono a tutti i deportati o.k, se sono riferite solo a Saul (il più "vivo" e attivo tra tutti) non capisco proprio...

      7 "Cè più calore umano in quei corpi privi di vita che tra i protagonisti del film." e questo ci può stare. Ma, ripeto, la non vita e l'apatia dei deportati è dovuta a circostanze particolari, non credi? quella non vita era condizione oggettiva, non atteggiamento

      8 no, non credo che un film si prenda un premio solo perchè ci ricorda qualcosa. Saul, nel bene o nel male, è un film "diverso" da tanti altri sull'olocausto. E alla fine sì, di premi se ne è preso qualcuno. Ma resta un film sconosciuto e non piacione, insomma, non è Spielberg...

      8 ah, ecco, poi dici praticamente le cose che dico anche io. Sì, assolutamente, questo progetto non c'entra niente con il "far soldi". Quelli venuti saranno venuti come ogni lavoro ne fa ma qui c'è un'anima genuina e un modo di fare cinema OPPOSTO a quello per aver successo.
      Cioè, fa vedere sto film a 100 persone e 70 dopo 10 minuti lo tolgono

      ormai i sopravvissuti dei campi di sterminio si contano sulle dita delle mani

      quindi la voce "viva" del ricordo non ci sarà più

      sta ad altre forme di comunicazione far ricordare certe cose, specie ai giovanissimi.
      Saul, in questo senso, non credo sia servito a granchè, visto da 4 gatti.

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  18. Punto 3 ,hai ragione!
    Volevo correggermi due giorni dopo su quello che avevo già scritto .
    Infatti il biondino chi è?
    E' lo spirito ebraico che non può essere piegato?
    Ma è un ragazzo ebreo poi?
    La beffa sta che sia sopravvissuto grazie a un militare nazista.
    Infatti ero sicuro che prima o dopo quei proiettili lo avrebbero raggiunto e invece no...bho?
    Infatti la soluzione che avevo scritto non poteva sposarsi con il giudizio negativo che ho di Saul!
    Forse apatia è il termine sbagliato io intendevo indifferenza ,povertà di emozioni ...non so con che altro aggettivo potevo desscriverlo?

    Credo che quel film non cerchi di suscitare simpatia verso qualcuno in particolare.
    Credo che mai come in questo caso puoi' parlare di uno stile finto documentaristico per Saul.
    Finto perchè è un film ,documentaristico perche documenta quello che è veramente successo invitandoci a riflettere.
    Credo fosse quella l'intenzione del regista.
    Sai credo che con questo film ma anche con altri che parlano di olocausto bisogna avere un minimo di conoscenza storica ...per Saul bisogna conoscere un minimo di quello che erano i Sonderkommando e a tal proposito ti copio un pò di cose che ho trovato su wikipedia sotto tale voce.
    Non perchè mi sento migliore di te o di chiunque altro anzi ti dirò che il film mi ha portato a voler indagare e approfondire cose che comunque senza peccare di presunzione già sapevo comunque tien qua un pò di storia :
    « Aver concepito ed organizzato i Sonderkommandos è stato il delitto più demoniaco del nazionalsocialismo. [...] Attraverso questa istituzione, si tentava di spostare su altri, e precisamente sulle vittime, il peso della colpa, talché, a loro sollievo, non rimanesse neppure la consapevolezza di essere innocenti »
    (Primo Levi, tratto da I sommersi e i salvati – l

    « Perché fai un lavoro così esecrabile, perché vivi, a quale scopo vivi, che cosa ti aspetti, dove vuoi arrivare con una vita così. Qui sta il punto cruciale del nostro Kommando, che non ho affatto intenzione di difendere nella sua totalità. A questo punto devo dire la verità, che alcuni di questo gruppo si sono talmente lasciati andare con il passare del tempo che ce ne vergognamo. Hanno semplicemente dimenticato che cosa stessero facendo e col tempo si sono abituati a tal punto, [da] farci disperare per il fatto che uomini così normali, comuni, semplici, modesti, volenti o no, si siano a tal punto assuefatti a tutto, da non provare più alcuna emozione per quanto accadeva. Ogni giorno assistono alla morte di decine di migliaia di uomini e [non provano] niente. [...] Non si aveva mai a che fare con uomini vivi. Questo aveva un forte [effetto] psicologico nel limitare l'impressione della tragedia [...] »
    (Salmen Lewental, sopravvissuto del sonderkommando di Auschwitz)
    « [...] nell'estrarre i cadaveri da una camera a gas, improvvisamente uno del Sonderkommando si arrestò, rimase per un istante come fulminato, quindi riprese il lavoro con gli altri. Chiesi al kapò che cosa fosse successo: disse che l'ebreo aveva scoperto tra gli altri il cadavere della moglie. Continuai ancora ad osservarlo per un certo tempo, ma non riuscii a scorgere in lui nessun atteggiamento particolare. Continuava a trascinare i suoi cadaveri, come aveva fatto fino ad allora. Quando, dopo un poco, ritornai al comando, lo vidi seduto a mangiare in mezzo agli altri, come se nulla fosse accaduto. Possedeva una capacità sovraumana di celare le proprie emozioni, o era diventato talmente insensibile da non saper più reagire? »

    Saul non cerca un riscatto , cosa vuoi che riscatti?
    E' insensibile...basta non dico altro .
    Confermo quello che ho già scritto.

    Visto da
    soli 4 gatti ...in tutto il mondo?

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  19. Punto 8 è l'unico film sull'olocausto che non mi è piaciuto , Shindler's list , visto al cinema e del quale non ricordo nemmeno una scena.
    Invece consiglio : in darkness (forse il Shinler's list dei poveri ,ma assolutamente benfatto)
    Va beh dai..il bambino con il pigiama a righe e anche Jona che visse nella balena.
    Poi se vuoi qualche documentario :Auschwitz la fabbrica della morte e anche I nani di Auschwitz.
    Va beh se vuoi spiegare lo sterminio degli ebrei a un bimbo di dieci anni si potrebbe cominciare con "La vita è bella".
    Vedi non ci sarà la voce viva del ricordo però finchè ci sarà la volonta di non seppellire il ricordo anche da chi non ha vissuto quella brutta esperienza in prima persona ,attraverso libri film e documentari io dico che si sarà fatto qualcosa di importante per cercare di evitare di ricadere negli stessi errori no?
    Chiaro che in primis ci devono pensare le scuole , ma non deve essere un alibi per non ricordarcene noi.

    Max

    RispondiElimina
    Risposte
    1. oh, l'unico che parla di Saul chiamandolo insensibile.
      Ma poi perchè? perchè non fa vedere le emozioni? Sembra freddo e distaccato? Non ricordo proprio benissimo il film, ma dava l'impressione di essere molto frenetico, non c'era posto e tempo per le emozioni(quelle visibili almeno) e la sensibilita di Saul si denota proprio dall'attaccamento a quel corpo.
      Comunque per la cronaca, il cinema, da me, era strapieno.

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    2. Ciao , son contento che da te il cinema fosse strapieno anche perchè non mi sembrava poi così' tanto un film di nicchia.
      Massimiliano

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    3. Ragazzi, poi torno per rispondere a tutto ma questo è un film di nicchia, nicchissima.
      Se una sera il cinema è stato pieno a Perugia o in Calabrifornia che cambia?
      E' stato distribuito in tipo 10 copie, quelli poco distribuiti di solito arrivano a 100.
      Nel mondo meno che meno, giusto i giurati dell'Academy l'hanno visto.
      Ne avete mai sentito parlare fuori da blog o Oscar?
      No, non l'ha visto nessuno, pochissimi

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    4. Probabilmente perche' ho letto tanti commenti fotocopia su questo film che danno giudizi positivi e giustificano anche un presunto sentimentalismo che secondo me questo film non ha ma nemmeno vuole far arrivare.
      Secondo me è stato tergiversato il messaggio che il regista voleva dare (leggendo i commenti eh..!)
      Cara Rachele se ci sono , le emozioni , vengono fuori e le percepisci al di là del ritmo del film.
      Nel FDS non ci sono e non le vedi punto.
      Max

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    5. Anzi voglio dire una cosa ,secondo me Giuseppe ..forse hai un pò cannato con la tua recensione.
      Hai fatto un film dentro un altro...una recensione troppo sentimentale.
      Chiaramente è quello che penso io ,perdonami se mi permetto.

      IL film è bello , l'ho già scritto...volevo precisarlo ancora.
      Max

      Elimina
    6. Prima che mi mazziate ...credo di essermi espresso male.
      Non volevo dire tergiversare (il messaggio) ma travisare ...insomma ,capire male!
      Thanks
      Max

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    7. Giuseppe basta !
      In questo blog devi fare delle classifiche...ho capito che tu non giudichi un film dal sold out al botteghino...ma per ogni film che recensisci dovresti almeno scriverne il riscontro con il pubblico -grande o meno-
      Ciaooo
      Max

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    8. e a me che me frega del pubblico? ;)

      degli incassi?

      io mi vedo il film, che sia milionario o sconosciuto per me è uguale

      tra l'altro vedendoli al cinema dovrei aspettare mesi per sapere se sono andati bene o male

      stavolta sono intervenuto perchè stavate parlando della "fortuna" de il figlio di Saul e per non far passare un concetto scorretto (ossia che il film è conosciuto o ha fatto i soldi, gli incassi) ho detto come stanno le cose

      per tutto il resto ritorno ovviamente

      Elimina
    9. Dicendo che la sala era pienissima, non volevo dire che il film è stato un campione fi incassi, ma semplicemente che, dove è stato trasmesso, la gente è andata. Ci sono film che veramente fanno fatica a riempire le poltrone. Ricordo del condominio dei cuori infranti che eravamo in 3, il primo giorno di programmazione! Saul è di nicchia, si, ma nel suo piccolo gli incassi li ha avuti.
      Una realtà come Cosenza, che veramente fa fatica con il cinema aver avuto il tutto pieno per Saul è quasi un miracolo.

      Elimina
    10. Io mi riferivo specie a Max.

      Ma un film che in un evento fa 140 persone ne fa comunque migliaia di meno di uno che sta in programmazione 4 settimane 7 giorni su 7 a 3 orari diversi

      e che è distribuito in 240 copie anzichè 13

      Quando si vede se il film ha incassato si devono vedere i totali

      le nostre serate da sala piena sono proprio dovute all'eccezionalità dell'evento, ovvero avere un film che non ha visto nessuno, che nessuno ha distribuito ma valido.

      Da noi Saul ha incassato 300.000 euro

      per farvi capire il CENTESIMO dell'anno ha incassato UN MILIONE E MEZZO

      il centesimo (il mio grosso grasso matrimonio greco)

      insomma, questo un film che, credo, non è nei primi 250 dell'anno, e solo in italia

      se non è nicchia questa...

      Elimina
    11. per essere ancora più preciso ho controllato altre fonti, è come dicevo

      questa è la classifica dei primi 100 (altra fonte rispetto a prima)

      http://www.mymovies.it/boxoffice/italia/2016/

      come vedete il centesimo ha fatto più di un milione e mezza (guardate secondo il loro "termometro" che disastro che è)

      e questi sono gli incassi di Saul

      https://www.movietele.it/film/saul-fia/incassi

      insomma un quinto del centesimo, già disastroso di suo

      tornando a sopra, 4 gatti se ve bene

      Elimina
    12. Non ho trovato in che posizione sarebbe ma credo di sicuro nell'ultimo 10%, verso la 300ima

      Elimina
    13. solo per curiosità Il condominio dei cuori infranti in Italia ha incassato 700 000 euro

      ;)

      per far capire quanto le singole sale ahimè raccontino poco

      Elimina
    14. appena ho tempo mi prefiggo l'obbiettivo di trovare qualcosa che ha incassato meno di Saul

      almeno uno lo voglio trovare ;)

      Elimina
    15. vado in fila

      1 no no, io per beffa intendevo che in un film in cui lui ha cercato in tutti i modi di dare sepoltura a un bambino ebreo (scampandola sempre) poi è per colpa di uno tedesco che siamo scoperti

      2 su Saul, l'abbiamo capito, siamo distantissimi. Sì, certo, lui pare non avere emozioni, non credere più nella vita e tutto il resto. Ma questo non dipende da lui, ma dalla situazione inumana in cui vive (non c'è salvezza). Proprio per questo considero i suoi gesti, al contrario tuo, degli inni alla vita, all'umanità e all'amore incredibili. Questa sua "missione" è una paradossale esaltazione della vita (perchè in realtà il corpo è già morto)

      3 sì sì, stile abbastanza documentarstico se non fosse per quella particolare cosa dell'inquadratura che rende tutto "strano" e non del tutto "vero"

      4 molto interessanti i tuoi estratti, e anche parecchio belli.
      Nessuno qui sta dicendo che quelli del Sonderkmmando fossero "brave persone", anzi, da un certo punto di vista il loro ruolo li rende deplorevoli.
      Ma per prima cosa nessuno di noi può capire quello che vivevano là. Te, avessi dovuto scegliere, avresti preferito che ti sparassero o che diventassi Sonderkomamndo?
      Beh, io non so rispondere ma di certo non giudico chi scelse la seconda

      tornando a Saul io non sto giudicando il suo ruolo, ma le sue azioni. E le ho trovate davvero straordinarie

      5 In Darkness son due anni che lo voglio vedere, sempre rimandato. Piaciuti molto sia Il Bambino col pigiama a righe sia, ovviamente, La vita è bella
      Sì, credo sia il film migliore per "cominciare"

      6 certo che secondo il tuo punto di vista ho cannato completamente la recensione, è assolutamente coerente con tutto quello che hai scritto. Ovviamente dal mio punto di vista la recensione è "giusta" e cannata la tua interpretazione

      non credo esistano recensioni giuste tout court, ogni interpretazione, per chi la esprime, è quella giusta

      e, insomma, in questo film le nostre sono opposte, alla fine è bello così ;)

      ciao!

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  20. e dei 300.000 euri quanti vanno al film?

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    Risposte
    1. ah, non lo so proprio...

      ma tra quelli che prendono i cinema, quelli che prendono gli intermediari, quelli che prende la distribuzione e tutto il resto non credo che al regista sia arrivato nulla

      poi dipende dal contratto, ci sono alcuni con la percentuale, altri con i fissi etc...

      ma, insomma, ste cifre sono nulla quando dividi la torta (poi tutto dipende da quanto ci hai speso)

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    2. ah, vedi un po'
      Convintissima del contrario.

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due cose

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