13.1.16

Yesterday, i film del (mio) passato (10): Recensione "Misery non deve morire"


umber whunnnn
yerrrnnn umber whunnnn
fayunnun
Questi suoni: nonostante la nebbia.


Ricordo ancora quelle onomatopee all'inizio del libro, ripescate in una nebbia diversa da quella da cui cercava di uscire Paul Sheldon, la nebbia dei miei ricordi.

Ero bambino, 12, forse 13 anni, e lessi questo libro al contempo così semplice e complesso.
Vidi il film pochissimo tempo dopo, forse un anno, forse poco più.
Me lo ritrovo oggi, 25 anni dopo, e scopro che ricordavo tutto, anche singoli dettagli.
Impressi come le onomatopee del libro.
Misery è un film grandioso e sarebbe riduttivo e ingrato credere che lo sia perchè tratto da un romanzo come quello di King.
Certo, l'dea di partenza è fenomenale, e gli sviluppi ancor meglio.
L'idea geniale di King fu riuscire ad agire non soltanto su uno ma su due piani metaletterari.

Il primo, quello evidente, è il raccontare la vicenda di uno scrittore di romanzi. In realtà King ne scrisse diversi di romanzi con protagonisti romanzieri, non solo questo.
Ma l'idea ancor più geniale è l'aver inserito ANCHE il lettore in questo gioco metaletterario.
Il lettore, colui quindi che stava leggendo fisicamente i suoi libri, era anche protagonista degli stessi.
E sì che molti di noi all'epoca si vantavano, come il celeberrimo personaggio di Kathy Bates, di essere "i lettori numero 1" di King.
Il gioco di ruolo è doppio, fantastico.



Nel cinema ovviamente tutto questo si perde, il gioco di specchi si frantuma.
Ma il soggetto rimane formidabile lo stesso.
Eppure non basta un gran soggetto a fare un gran film.
Come passo successivo ci verrebbe naturalmente di parlare dei due attori, facciamolo allora.
L'Annie WIlkes dell'enorme Kathy Bates è uno dei villain antelitteram (e molto sui generis) più riusciti che il cinema moderno ci abbia regalato.
Dolce e crudele, svampita e intelligentissima, calma e pazza, protettrice e distruttrice, un crogiolo di sfumature impressionante. La Bates è formidabile, il suo faccione indimenticabile.
Il suo primo accenno di squilibrio, quello riguardante una cosa così piccola e insignificante come le parolacce nel libro, mette più brividi delle manifestazioni successive della propria pazzia, manifestazioni quasi sempre in climax ascendente sì, ma inframmezzate da terrorizzanti momenti di calma e dolcezza.
Parlare della Bates è quasi inutile, siamo a livelli di recitazione pazzeschi.
Lei vestita sempre di colori morti (e quella casa spoglia ma comunque piena di cose che fa pendant), lei così calma, così innamorata del suo scrittore e del suo personaggio, lei così dedita a lui, lei con un maiale come animale da compagnia.
E al contempo così forte (mette paura vederla prenderlo dall'automobile e alzarlo di peso), così pericolosa, così feroce.
Grassa, sola, pazza. Il profilo perfetto.



Ma si parla sempre troppo poco di James Caan, eppure siamo davanti ad una interpretazione ancora più difficile e non meno riuscita. Forse meno appariscente ed iconica sì, ma ugualmente grande. E non solo perchè per buona parte della stessa è Caan immobilizzato a letto, ma soprattutto perchè questo ruolo lo sottopone ad una prova fisica pazzesca.
Guardate il film, guardate in quante scene l'attore deve letteralmente smuovere il proprio corpo per la casa, cadere dal letto, compiere movimenti innaturali (perchè, ovviamente, lui in realtà sta bene).
Nella bellissima scena di perlustrazione della casa in assenza di Annie ci sembra quasi di soffrire con lui. E quando Annie torna e lo trova sudato fradicio avvertiamo quel sudore e quella fatica come reale, non cinematografica.
Ecco, King e il suo soggetto abbiamo detto, appena sotto gli attori.
O.k.



Ma quando si parla di Misery nessuno invece sottolinea quanto dovuto la magistrale regia di Reiner, uno che solo 4 anni prima, ci (mi) aveva regalato una delle migliori trasposizioni kinghiane di sempre, Stand by Me.
In Misery c'è una costruzione delle scene perfetta, nemmeno una sbagliata, un uso dei tempi e dei luoghi impeccabile. 
Misery è un film di dettagli (ne ho contati quasi 15), mai banali, mai non funzionali allo sviluppo della trama. Reiner usa questi dettagli, queste inquadrature strettissime, come il miglior Hitchcock.
Ma potremmo parlare dell'incipit culminante col perfetto incidente, dell'elicottero visto dalla finestra, della sopracitata scena della perlustrazione, del montaggio che racconta la stesura del romanzo "obbligato" attraverso le stagioni, della magnifica resa dei conti finale, lo scontro fisico tra Annie e Paul, così ben girato, verosimile e cruento che una volta di più capisci a che livelli si siano portati i due attori.
La sceneggiatura di Goldman è un altro punto di forza. Il film ha un ritmo magistrale, mai un momento di calo, una gestione del climax perfetta, l'inserimento di nuovi indizi sempre al momento giusto e al posto giusto (memorabile l'album di ricordi. Sapevamo che lei era pazza ma non che fosse un'assassina seriale).
Funziona alla grande anche un personaggio marginale come lo sceriffo. Ironico, intelligente, brav'uomo. La sua fine ci rattrista come fosse un protagonista.
Paradossalmente il personaggio più intelligente è però quello che all'apparenza sembra possedere il Q.I più basso, Annie stessa. La vediamo persa nel suo mondo, a volte al confine con l'handicap mentale. Eppure sa tutto. Sa di quante volte Paul si è alzato, sa quello che ha nascosto, sa quello che ha trovato. E appena ricevuto a casa lo sceriffo invece che tergiversare o aspettare di rispondere a domande gli dice spontaneamente di aver comprato della carta per scrivere un libro.
Lei è sempre un passo avanti, un personaggio come raramente se ne trovano.



A me la situazione generale ha riportato alla mente Shining.
La neve, i personaggi principali isolati e sperduti, il Male che ti possiede (lì trascendentale, qua impersonato da Annie), le ricerche, l'arrivo dello sceriffo come del cuoco allora. Trovo che lo scheletro di sceneggiatura sia molto simile.
E c'è almeno una scena di una violenza inaudita, quella del martello. 
Roba che mi sono portato il dolore con me ancora 25 anni dopo.
In realtà se di un difetto possiamo parlare è una zona scusa personale mia, un dubbio che non riesco proprio a togliermi dalla testa.
Annie fa bruciare a Paul l'unico manoscritto del romanzo inedito, quello in cui Misery muore.
Non capisco allora perchè nel nuovo romanzo lo costringe a farla resuscitare, a trovare uno stratagemma (la morte apparente) per farla tornare in vita.
Se il romanzo inedito è stato distrutto quello nuovo doveva semplicemente riprendere la storia dal finale dell'ultimo edito.
Lo trovo un errore gravissimo che non riesco a spiegarmi.
Rimane un film meraviglioso, così alternato tra il freddo della neve e il caldo di una casa dove c'è qualcuno che pensa solo per te.
Una riflessione sull'idolatria persino.
Qualcosa che ti rimane dentro anche 25 anni dopo.
Come quelle onomatopee che raccontavano di freddo, vento e una nebbia dalla quale riemergere



24 commenti:

  1. L'ultima scena a effetto al ristorante è un po' vecchia da Vestito per uccidere in poi.

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    1. Se ci credi mi ero appuntato proprio questa cosa sul blocchetto.
      Ho scritto "finale evitabile". Poi mi son dimenticato di metterla. Assolutamente, appendice che non aggiunge nulla, anzi...

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    2. Sì? non sono completamente d'accordo con voi, ma ovviamente qui è una cosa soggettiva :-) L'ultima scena sta un po' lì a voler dire che lo scrittore non potrà mai dimenticarsi di quello che ha passato con Annie e che lei sarà sempre presente...inoltre, sembra quasi che voglia dire che in giro ci potrebbero essere altre come Annie, con un leggero sfottò a tutti i fans "fanatici". Un finale simpatico e ironico (lo sguardo di Caan è insuperabile: stupito, ebete, preoccupato - ci sono mille emozioni in quell'espressione!)

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    3. Se ci pensi Marco l'ultima scena psicologicamente può ricordare lo splendido finale di Babadook.
      Eppure anche se ironica e abbastanza distensiva come scena, l'ho trovata un pò inutile.
      Sarà che a me piace finire in crescendo, non rilassandomi

      semmai Marco il finale è molto più interessante per un altro aspetto.Sheldon ha finalmente scritto un libro "serio" e l'agente gli dice che la critica l'ha apprezzato. Ovvi i richiami alla carriera dello stesso King, sempre bollato come scrittore di massa e non di qualità

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  2. Non ho il libro a portata di mano e siccome son curiosa in velocità, innanzitutto ti chiedo -la cosa dell'errore gravissimo- è uguale sia nel libro che nel film?
    Non ho a tuttoggi dato una seconda visione al film, quindi la mia prima e unica visione risale alla stessa tua e non me lo ricordo questa cosa: ma così, come l'hai descritta, e così dev'essere sicuramente, sta "incartando" il cervello anche a me...
    marietoile

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    1. Ciao a tutti!
      Premetto che il libro mi è piaciuto tantissimo ed altrettanto il film. Lo trovo uno degli adattamenti cinematografici meglio riusciti per quanto riguarda la visione dei personaggi che mi ero fatto leggendo il libro e la loro controparte su celluloide.
      Di solito film anche grandissimi mi lasciano con l'amaro in bocca in quanto stravolgono completamente la visione che mi sono fatto basandomi sulle parole dello scrittore.
      In ogni caso vi do la mia modesta opinione sul perchè ciò che il Peppe considera un errore gravissimo per me non lo sia, ed è lo stesso King che ci da lo spunto.
      Annie sostiene di non sopportare i "deus ex machina": indipendentemente dal fatto che il manoscritto venga distrutto lei sa che nella testa del suo mito Misery è morta. Aver distrutto gli effetti non elide la causa. Pensare che lo scrittore dimentichi le sue fatiche letterarie che lo hanno portato a vedere Misery morta scrivendo una continuazione diversa è barare indipendentemente che sia rimasta copia del misfatto.
      Lei vuole che sia lo stesso scrittore a convincersi di aver fatto una cagata e vuole consentirgli di redimersi. La redenzione sta nel fatto di considerare veramente che Misery non fosse morta. Non so se sia chiaro ciò che voglio dire.....in ogni caso la vedo così.

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    2. In ogni caso grande rece come al solito Caden. Ultimamente stai elargendo perle. Anche sportive.

      Adesso che mi salta in mente Annie distrugge l'ultima fatica di Sheldon la quale non parla di Misery, ma di ragazzi e motori se ben ricordo.

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    3. Si potrebbe fare anche un post sugli adattamenti dai libri di king, che ne dici Giovà?

      Guarda, su facebook è scoppiato il pandemonio riguardo quel presunto errore.
      Che, appunto, errore non è-

      Perchè come scrivi te il manoscritto non c'entra una fava con Misery.
      Lo spettatore resta confuso perchè sembra che Annie legga contemporaneamente sia il manoscritto che il nuovo Misery uscito in commercio.
      Ma quando fa bruciare il manoscritto ringraziando Dio uno si immagina che stia bruciando la morte di Misery.
      Per quello trovavo assurdo poi fargli scrivere come fosse resuscitata.
      O.k, mi hanno spiegato che in realtà il manoscritto è un altro libro bla bla bla (i bla bla bla non sono ironici, è per non ripetermi)

      allora io ho scritto loro che va bene, non è un errore, ma la scena perde enormemente di potenza.
      Cazzo, se Annie fa bruciare un libro che non c'entra niente con Misery io sta scena la vedo come quasi inutile, o comunque esagerata.

      Invece mi hanno fatto capire che quel rogo e quell'esultanza di Annie stanno come a dire "sì, Sheldon brucia il suo futuro, quello senza Misery. Brucia il nuovo scrittore che è diventato. Ora io lo faccio tornare indietro, da lei"

      Insomma, all'incirca le cose che hai scritto te in maniera così interessante

      per il resto grazie!

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    4. Che mi faccia piacere scrivere un post con te non c'è dubbio. Forse la mia conoscenza dei libri di King/Bachman si è affievolita negli anni in quanto non li rileggo da molto e non mi piacerebbe dire amenità :-)
      In ogni caso capisco si possa fare un pò di confusione tra manoscritto del nuovo romanzo ed il manoscritto che Sheldon è costretto a riscrivere, cioè quello che agli occhi di Annie non va bene. In fondo basta perdere o male interpretare una frase, talvolta a causa del doppiaggio.
      Diciamo che chi ti ha dato la sua interpretazione sulla "pira di quell'orrendo foco" vede da subito una Annie cattiva e vendicativa fino al midollo. Io pur vedendo le cose in modo simile sono più benevolo e considero che quella Annie sia si schizzata ma ancora materna. Crede ancora nella buona fede di Sheldon ed al bambino Sheldon vuole permettere di rimediare alla bravata con un atto purificatore. E' sollo dopo i suoi tentativi di fuga e di ingannarla che il lei si accende la modalità berserker. In fondo, ai suoi occhi malati lei vede Sheldon come colui che Lei ama, che ha salvato ed al quale chiede solo di far vivere Misery...lui negandole Misery rinnega anche lei. E non c'è cosa peggiore di una donna innamorata, schizzata e non ricambiata.....Un mio conoscente si è trovato la casa bruciata e non sto scherzando.

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    5. Ma si potrebbe fare anche solo il classico post "collettivo", io scrivo lo spunto e poi voi mi dite le vostre trasposizioni preferite.

      Molto interessante e francamente sorprendente questa tua "difesa" ad Annie.
      In realtà stiamo parlando di una che non solo aveva già dato in precedenza segnali di squilibrio con lo stesso Sheldon, ma anche di una che aveva ucciso mariti e bambini in ospedale ;)

      Però è anche vero che fino a prova contraria non sappiamo se Annie avrebbe poi liberato Sheldon.
      Ne dubito, lei gli dice fregnacce sul telefono e parenti anche prima di leggere Il Figlio di Misery.
      Insomma, la sua volontà si tenerlo con sè in "malafede" c'è sin dall'inizio

      la tua ultima frase è inquietante ;)

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    6. Nel caso tu dia il via sono convinto che in molti condividerebbero le loro opinioni sulle trasposizioni preferite con piacere, me compreso.

      Per quanto riguarda la mia "inspiegabile" difesa di Annie vorrei precisare che come tutti mi rendo conto sia una totale psicopatica ma l'alternativa a lei per Sheldon era diventare un gelato Liuk in confezione maxi per lupi ed orsi.
      Diamo a Cesare quel che è di Cesare.
      Siddharta sosteneva che chi ti salva la vita in un certo senso ne è proprietario.
      Sheldon vivrà e potrà scrivere ancora, nonostante la terrificante esperienza, solo perchè una infermiera psicopatica e omicida lo ha reso possibile estraendolo da una macchina che lui ha condotto fuori strada.
      Lui in fondo non è tanto meno colpevole rispetto a lei per quanto riguarda la morte dello sceriffo.
      Così come, in un certo senso, il bambino di Shining è corresponsabile della morte del cuoco....
      Avesse assecondato Annie fino a guarire completamente, simulando affetto e dedizione, scrivendo 4 fregnacce per renderla felice forse avrebbe evitato a King di creare una delle sue perle più lucenti :-)
      Le mie sono solo congetture ovviamente, ma vedo Annie e Paul come personaggi Pirandelliani dotati di volontà indipendente dallo scrittore che ne ha narrato le gesta.
      E' anche vero che il predatore ha bisogno della sua preda ideale per dare il meglio di se. Paul è pertanto la preda ideale per Annie.....immaginati Woody Allen al suo posto ;-)

      Per quanto riguarda la mia ultima frase a renderla più inquietante è il fatto che sia successo davvero.

      Alla prossima

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    7. Sempre più interessante la cosa...

      Oltre ad esser portatore sano di plagi sei anche avvocato di cause perse, complimenti ;)

      CI sono molti tuoi passaggi veramente convincenti.
      In effetti anche ripensare non solo a come lei l'abbia salvato, ma anche come l'abbia curato (fratture scomposte dapertutto insomma, quando alzano il lenzuolo di percepisce un lavoro che pochi ospedali potevano fare).

      La questione Sheldon è vivo SOLO grazie a lei è così, non ci si può discutere. E con questo assunto è giustificabile persino la tortura se ci pensi. Sempre meglio della morte.
      Insomma, Annie in ogni caso è una figura "positiva" per lui, c'è poco da fare.

      Molto interessante anche la frase di Siddharta, un pò inquietante ma molto profonda pure.

      E ancora molto interessante è vedere i due personaggi avere quasi una vita propria indipendente da chi li ha creati.
      Ecco, sulla morte dello sceriffo anche colpa di Paul andiamo su un piano talmente assurdo e teorico che poi non se ne esce più :)

      Allen l'avrebbe fatta diventare anche più scema di quello che è.
      E almeno una battuta sul maialino la faceva...

      sull'ultima frase l'inquietudine deriva proprio dall'esser fatto vero

      ciao!

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  3. Libro meravigliosissimo, uno dei miei primi King. Ed ero piccino. Film non da meno, soprattutto per la grande Bates, ma un po' più soft a tratti. Devo rivederlo - e prendimi in parola, questa volta, ché lo so che dico che dovrei rivedere tutto!

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    1. (In On Writing, non so se l'hai letto, svela il finale originale: doveva essere un racconto, e senza lieto fine. Tosto!)

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    2. Ho letto On Writing, come ho letto ogni cosa uscita dalla penna di King fino a circa il 2002/2003

      però non ricordo sta cosa, se vuoi spiegarla meglio ben volentieri ;)

      So che lo vedrai

      (sei già il terzo che mi dice che il romanzo era ancora più duro, onomatopee a parte lo ricordo pochissimo)

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  4. Grandissimo film, ha un ritmo pazzesco che ti prende alla gola e non ti lascia fine alla fine con due attori superlativi, la Bates è entrata nella storia del cinema con questa interpretazione: paranoica è schizzata, Caan come dici bene è meno appariscente ma perfetto nel ruolo che non è per nulla facile. Sicuramente una delle migliori trasposizioni da King, e il fatto che non perda un'oncia della sua qualità dalla sua uscita ad oggi è sintomo inequivocabile della sua grandezza.

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    1. Ecco, vedi? parli di ritmo pazzesco quando in realtà il film ha due personaggi praticamente statici e una sola scena d'azione.
      Questo intendevo.
      Ieri ho visto come questo film, come dici anche te, non è invecchiato di un giorno.
      Perchè sono storie e regie universali, due uomini, una stanza, un incubo.
      Funzionerà sempre

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  5. Film straordinario e mio cult d'adolescenza! La scena della mazzuola continua a terrorizzarmi ogni volta come se fosse la prima, anche al solo pensiero, a più di vent'anni di distanza...
    Oltretutto, pensa te il caso, ho ricevuto in regalo il DVD proprio questo Natale! Anche se non ho ancora avuto il tempo di riguardarlo... :)

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    1. Eh eh, se vedi il titolo della rubrica proprio di quello parliamo, cult dell'adolescenza ;)

      a prescindere dal valore dei film sono le pellicole che mi hanno segnato e mi sono rimaste più impresse

      guardalo amico mio

      in reta c'è una versione HD pazzesca comunque

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  6. Film fantastico, l'avrò visto 6 o 7 volte, forse di più. Non mi stancherà mai.

    Non ho capito però (oppure non ricordo) il discorso delle onomatopee iniziali...C'è anche nel film? Non ricordo, cazzo.

    Kathy Bates perfetta, vinse l'oscar come miglior attrice non protagonista per quel ruolo, sono sicuro che lo sai anche se non l'hai citato.
    Kathy Bates è immane. La scena che citi, quella del discorso sulle parolacce, è terrorizzante; sembra che esca dallo schermo con una mano e ti prenda per il collo. Il suo sguardo è calmo, pacato, sereno...ma d'un tratto si affievolisce, si ritira, lasciando emergere uno sguardo più acuto, penetrante e febbricitante.
    Spunta l'"ALTRA".
    Quella che sta sotto, dentro di lei, la Annie malata e maligna. Terrificante!

    C'è un'altra scena agghiacciante, quella in cui grugnisce imitando un maialino. All'apparenza è simpatica, ma in realtà quell'ingenuo slancio di allegria diventa eccessivo, anomalo, innaturale. E' lo slancio di una persona introversa e perfida, una che non si concede MAI manifestazioni di allegria. E quando, per una sola volta, finalmente si abbandona, non essendo abituata a controllare le proprie espressioni di felicità esplode in modo completamente innaturale, scoperchiando così l'immenso baratro che ha dentro.
    Mette i brividi.

    Ho sempre adorato l'interpretazione di Caan. E' perfetto. Ma il ruolo di Annie consente all'attrice di esprimere una gamma di sentimenti e sfaccettature di gran lunga superiore. Per questo si ricorda di più la sua interpretazione rispetto a quella dell'attore.

    L'errore che citi mi fece scervellare. Ma ti garantisco che ricordo come ci fosse una spiegazione, non è un errore! Ma non posso rivedere e controllare. Sono reduce dall'analisi microscopica di Time Lapse con tuo fratello e non ho le forze per lanciarmi in un'altra :-)

    Bella rece, m'è piaciuta un sacco.

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    1. Sull'errore: ho visto i commenti su facebook, quella ragazza - Erika - è stata molto chiara e grazie alla sua rispolverata posso dirti che mi diedi la stessa spiegazione sua all'epoca. Ma ci dovetti ragionare sopra e rivederlo- E' gestito male a livello di comunicazione con lo spettatore, non viene chiarito nel modo giusto

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    2. Grandissimo commento, dimostri sempre di più che puoi anche essere "solo" professionale e funzioni alla grande.

      1 Hai ragione, si capisce male. No, ovviamente le onomatopee si riferiscono al libro, anche perchè in casi come questi solo alla scrittura possono riferirsi (prova a dirle a voce se ci riesci)

      2 Sai che io di premi e cose così non parlo. Comunque se non l'avesse vinto beh, allora c'era da far chiudere l'Academy. Perfetto quel "esce l'altra", se mi veniva in mente lo scrivevo io

      3 Marco, qui hai messo te i brividi a me. Il primo motivo è perchè quella scena, di un solo secondo poi, ha gelato anche me. Ma era talmente piccola, un solo secondo appunto, e talmente sgradevole e personale come sensazione, che avevo quaqsi pudore a metterla in rece.
      Il secondo motivo è perchè l'hai descritta in maniera fantastica, quasi sorprendente. Complimenti

      4 Certo. Caan è più "legato", in tutti i sensi. Credo che se è vero che la Bates dà molto di più è anche vero che il personaggio di Caan secondo me era ancora più difficile

      5 Avrai visto che è successo su facebook, inutile aggiungere altro. Ma sì, hanno reso difficile e complicata una cosa che con due battute in più si risolveva facilmente.
      Semmai ne parlo qua sopra con Giovanni

      ciao!

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    3. manco a farlo apposta, guarda qui che ho trovato su you tube:
      https://www.youtube.com/watch?v=iqKucbmFr2A
      C'è chi la ritiene la scena più spaventosa. Per certi versi in effetti lo è. Ma in realtà la pubblico qui perché è l'emblema di quello che hai detto tu sulla recitazione di livello altissimo di Caan. Il suo sguardo dice mille cose!

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    4. Fantastico.
      Allora non siamo gli unici due pazzi.
      Ho colpevolmente dimenticato l'ironia del personaggio di Caan (e di come lui sa restituirla col viso).
      Anche nei momenti più difficile lui cerca di stemperare, far battute, è un istrione.
      Più vedo questa scena più se mi dicessero che è stata un'improvvisazione al momento della Bates ci crederei...

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao