30.1.16

Al Cinema (3): recensione "Joy"



Inaspettatamente per me un gran bel biopic.
Certo romanzato, certo molto "americano".
Ma del resto di Stati Uniti e di un pezzettino della loro storia stiamo parlando.
E di sogni che si realizzano in mezzo a tante difficoltà.
Una storia di donne e coraggio.
Con almeno una parte, quella negli studi televisivi, di grandissimo spessore.

Me la ricordo poco più che adolescente reggere da sola, in un gelido inverno, tutto il peso di una famiglia disastrata.
Me la ritrovo adesso 6 anni dopo e quella ragazzina cazzuta, o meglio, l'attrice che la interpretava è diventata ormai una diva.
Anzi, probabilmente La Diva per eccellenza della seconda decade di questo millennio.
In mezzo a tutto questo, in questi 6 anni, ho visto soltanto un altro film suo.
Quindi passare quasi direttamente da Winter's Bone a Joy ti fa sembrare che il tempo si sia quasi fermato.
La Lawrence è ancora una ragazza cazzuta che tiene tutto il peso di una famiglia disastrata sulle spalle.

Sì, o.k, però qua, in Joy, di possibili vie di fuga, di possibili sogni, ce ne sono.
Ed è vero, la famiglia è un crogiolo di disadattati e strani esseri, ma alla fine ti strappano quasi un sorriso, a Wes Anderson sarebbero piaciuti.
Non come 6 anni fa insomma.
Joy è una ragazza intelligentissima, un'inventrice. Ma non un'inventrice da castelli in aria no, piuttosto una che se c'è bisogno prende calce e mattoni e costruisce da sola le fondamenta dei suoi sogni.


















Ecco, sarà per colpa della mia scarsissima, quasi nulla, frequentazione coi biopic (non riesco proprio a vedere quelli su personaggi famosi, mi affascinano invece molto quelli su storie e uomini quasi sconosciuti) ma io ho trovato sto film veramente buono.
Forse ho talmente pochi termini di paragone che non so dove appoggiarmi.
Eppure a me è parso ben scritto, ben recitato, non eccessivamente retorico e, cosa più importante, non gratuito.
Insomma, la storia di Joy Mangano secondo me è una storia che doveva esser raccontata, altrochè.
Una storia di genio e perseveranza, crolli e forza di volontà. inferno e paradiso.
Una self made woman che ha costruito un impero dal nulla, e quel nulla è iniziato con lo sporcarsi le mani per pulire pavimenti.
E proprio per evitare di sporcarsi ancora quelle mani Joy ebbe l'intuizione che, seppur con un iter travagliatissimo, le cambierà la vita.
Joy Mangano ha inventato il Mocio (Miracle Mop) che si strizza da solo.
Hai detto cazzi.


Era il mio primo Russell. Eppure questo è un regista che negli ultimi 5 anni ha sfornato una sfilza di film di cui si fa fatica a contare i premi.
Ecco, forse anche in Joy percepisco una certa furberia del nostro, uno che sembra aver studiato i libri del successo di Hollywood e sicuro di sè si offre volontario all'interrogazione.
E' innegabile come in Joy ci siano molti elementi che nei film statunitensi la fanno da padrone.
Ma del resto degli stessi Stati Uniti racconta il film.
Anzi, ho trovato la parte "sociale" quella più riuscita.
I 20 minuti (dico una cifra a caso) negli studi televisivi sono il meglio che ci offre Joy, notevolissimi.
Prima io perfezionista Bradley Cooper che, novello Riccardo Muti, dirige illuminato ed esaltato la regia degli studi.
Poi la scena dell'intera famiglia di Joy davanti alla tv, quella sì davvero wessandersoniana.
E poi la prima televendita di Joy, benissimo orchestrata.
Tre scene perfette che raccontano in maniera altrettanto perfetta la nascita di un nuovo modo di fare la televisione, quello della televendita appunto (in rigorosissima diretta). E con la Mangano avremo un modo nuovo di entrare nella casa degli spettatori. Un modo non impostato, naturale, anche impacciato volendo, ma vero.
E, attenzione, il mondo del falso e del recitato nel film è predominante.
Non solo per la soap opera ventennale che si sorbisce la madre, ma anche, appunto, per le televendite pre Joy.


Il film racconta l'odissea di una ragazza che crede nella propria idea e nei propri sogni,
E sì, un certo eccesso romanzesco c'è, sia nella confezione sia nel susseguirsi degli eventi.
E' Hollywood, e Hollywood ha delle tare, sempre.
Ma tra ottime scene come quella delle 4 domande o quella nell'albergo col texano (che forse è proprio la risposta alla quarta domanda di cui sopra, quella della pistola), esagerazioni nella caratterizzazione dei personaggi (troppo caricati alcuni, e quasi incoerenti a volte) e un lento avvicinarsi a quello che sapevamo già in partenza (Joy avrà un successo impressionante) io credo che la forza di questo film sia in quelle 4 generazioni di donne, tutte (quasi) senza (più) uomini accanto.
Una nonna, una madre che è l'anello debole della collana, una figlia che è quello forte, una nipote che probabilmente da quell'anello forte prenderà spunto.
Ho trovato questo fil rouge femminile magnifico.
Con questa nonna che è come dovrebbero essere le vere nonne.
Le nonne sono due generazioni lontane dalle nipoti.
E quando sei due generazioni di distanza non hai più le sovrastrutture sociali, morali e comportamentali che invece padri e madri molto spesso si impegnano a seguire.
Le vere nonne non devono essere un ruolo, o non esserlo più.
Possono permettersi, semplicemente, di essere quello che sono, sangue del tuo sangue.
Una parola, uno sguardo, un gesto, una carezza.
Sarà per questo che se quando muoiono ti dicono qualcosa te sai che sì, quella cosa è una cosa in cui credere.

(voto 7 abbondante, tipo 2 etti di prosciutto abbondante, che in realtà ne vorresti tre ma un pò per senso di colpa un pò per soldi non riesci a chiedere. Poi speri sempre che il salumiere arrivi almeno a 243 grammi)


35 commenti:

  1. non leggo perché non l'ho ancora visto ma non posso che ammirare la tua rapidità di scrittura e la tua prolificità unità alla qualità, davvero! uau!
    io sono lentissima, comunque ho detto la mia su una triade che posso definire "il grande freddo"...
    (e mi spiace perché avrei voluto da tutti e tre trarre altre sensazioni)
    stasera vado a vedere se fassbender potrebbe fare l'ennesimo sgambetto a di caprio :)

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    1. Ahah

      la cosa buffa è che scrivo e posto molto di più nei periodi lavorativi che nei (tanti) periodi da disoccupato...

      vengo a leggerti molto volentieri

      finalmente vado nel blog più spoglio ed essenziale d'italia

      tra l'altro il tuo è un reperto storico, uno vede come erano i blog dei primordi

      se un giorno lo cambi non potrai più tornare indietro...

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    2. ah, mi ero dimenticata ... secondo me fassbender (con molta meno fatica fisica!) può minare seriamente l'ambita conquista della statuetta da parte del nostro di caprio ...
      all' inizio pensiamo, beh, non è proprio lui (steve), poi mano a mano che il film procede è come lo vedessimo attraverso una sorta di lente anamorfica che ci permette non solo di vederlo, ma di riconoscerlo. e questo non è dovuto semplicemente al fatto di avere più in mente l'icona dell'ultimo steve jobs, perché alla fine - perdona il gioco di parole - ci convince fin dall'inizio.

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    3. Molto interessante...
      Ma avevo letto già qualcosina a proposito nel tuo frozen ;) (l'ho letto tutto, devo solo trovare 5 minuti per commentare, ma complimenti).

      fassbender è un mostro e personalmente, ma parlo di empatia, per me non c'è lotta con di caprio

      poi tecnicamente non sono lontani

      ma anche con macbeth partecipa? boh...

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  2. Io non ho mai capito il successo che fino a poco tempo fa caratterizzava i film di David O. Russel. Non brutti, sicuramente belli da vedere, ma oltre a quelli, all'essere il classico 'compitino ben fatto', non vanno. "joy" per me è esattamente così, nonostante l'inizio mi abbia fatto sperare in una svolta.

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    1. Beh, il successo ce l'ha ancora, no?

      semmai, come ho letto nella tua rece, difficile capire come per anni nessuno abbia mai parlato di lui e poi sia diventato uno dei punti di riferimento

      come ho scritto ho letto tutta la rece, capisco tutto quello che dici

      sarà la mia scarsa frequentazione col genere ad avermelo fatto piacere

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  3. gran bella rece, anche se mia nonna di sovrastutture ne ha parecchie. il film era già nella mia to see list, quindi me lo vedo con ancora più piacere, ora. grazie

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    1. Ah, ma di nonne con sovrastrutture ne è pieno il mondo...
      Ma quelle vere secondo me sono quelle che non ce l'hanno. Basta, le hanno avute una vita, ora tocca toglierle

      fammi sapere e grazie a te ;)

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  4. Concordo con Jean. E a me, ti giuro, piace il film americano, piace la fiaba, piacciono le storie di rivalsa e successo. Però boh, qui si parla di 'sta Joy come se avesse combattuto l'Aids. Toni esagerati, una Jennifer Lawrence esagerata. Mi è piaciuta parecchio la prima parte, con i salti nella soap in tivù e la nonna, voce narrante; dal momento in cui spunta il solito Cooper, mi è parso troppo prodottino Lifetime. Sarà che mi sta antipatico O'Russell. Sarà che mi sta antipatica la Lawrence. ;)

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    1. Simpatico che scrivi O'rUSSELL, lo fai diventare scozzese ;)

      sì, concordo la prima parte è la migiore

      anche se, come scritto, ho trovato le sequenze negli studi televisivi bellissime. E anche interessanti per capire il periodo e quello che stava nascendo

      poi oh, se te stanno antipatici tutti t'è piaciuto pure troppo ;)

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  5. Se dovessi rinascere, vorrei rinascere Jennifer Lawrence.
    Ho una vera e propria forma di venerazione per lei. Spero di vederlo domani ( cosi chiudo il mese di gennaio con quota 25 film visti).

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    1. 1 quel "se dovessi rinascere" mi pare una citazione. Ma glisso ;)

      2 "vorrei rinascere Jennifer Lawrence" grazie al cazzo

      3 sei passata da 100 in un anno a 25 in un mese?
      vogliamo i titoli

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    2. Rachele Tommaso31 gennaio 2016 23:06

      Citazione??? Sto citando te?

      Ho visto un sacco di film interessanti, altri pessimi e alcuni di cui mi vergogno xD

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    3. Sì, ma lasciamo perdere...

      Riguardo ai film citando una frase di una meravigliosa scena di Lost: "non hai risposto alla mia domanda"

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    4. Rachele Tommaso1 febbraio 2016 14:38

      Ti ho citato senza sapere che ti stavo citando allora .

      Vuoi davvero i titoli?

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    5. C'è un post che ho scritto che si chiama "se potessi rinascere".
      Ma lascia perdere.

      Sì.

      Poi se vuoi metterli qua o privatamente scelta tua.
      Ormai la cazzata di dire che ne hai visti 25 l'hai fatta

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  6. La Lawrence resta una delle favorite del Saloon.
    Per il film rimando tutto a domani, quando ne parlerò anch'io.

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    1. Il tuo domani dovrebbe essere 2 ore conoscendo gli orari quando pubblichi

      vediamo

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  7. Il Sogno Americano ridotto a una soap-opera, specchio fedele di un paese illuso, che viveva al di sopra delle proprie possibilità. "Joy" è un film molto più complesso di quello che appare, che parte benissimo (la prima mezz'ora è stupenda, quasi lynciana nella sua sospensione d'incredulità) poi, purtroppo, si adagia sui binari classici del biopic. Ma la sua protagonista, donna d'acciaio in un mondo di squali, è davvero splendida. Il film è tutto sulle sue spalle, e merita comunque la visione.

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    1. COme mini commento è quello che mi sento di quotare di più

      a me è piaciuto un pò tutto ma sì, tutta la parte centrale e parte del finale va su binari molto standard

      ma del resto con le storie vere accade spesso questo

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  8. Ancora non mi sono abbastanza entusiasmato da andare a guardarlo, nonostante la Lawrence :(

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    1. Guarda le foto della Lawrence, quelle che fecero scandalo, e secondo me te entusiasmi abbastanza ;)

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  9. Reputo la Lawrence una brava attrice, forse un pò sopravvalutata ma brava, Winter's Bone ad oggi credo sia il suo miglior film, un gioiello, sul resto è un'attrice che ha già lavorato con Russell, me la ricordo ne Il Lato Positivo ma anche in American Hustle.

    Di Russell ho visto quattro sue opere e so più o meno cosa aspettarmi da lui, è un regista che lavora con i soliti canoni hollywoodiani ma li sa plasmare e rendere gradevoli e a sprazzi intensi. Per me si assesta sempre sul più che discreto.

    Questo Joy l'ho perso al cinema ma lo recupererò in home video, da come ne parli sembra valido e anche il tuo gradimento è in linea con quello che ho percepito io con i suoi precedenti film. Riconosco al regista una bella direzione degli attori, forse la sua dote migliore, oltre a modellare i canoni hollywoodiani come dicevo sopra.

    Buon feedback :)

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    1. Sì sì, se vediamo tutte le candidature e i premi vinti a soli 25 anni è troppo...
      Ci sono attrici meravigliose che non hanno avuto un decimo di quello che ha avuto lei

      di suo ho visto solo Winter's Bone, il primo Hunger Games e questo

      Sì, la penso, anche se ho visto un solo film suo, come te su Russell. La sensazione è quella e l'ho messa anche in rece bene o male

      secondo me ti piacerà nè più nè meno che con gli altri 3,4 film suoi che hai visto

      vedremo ;)

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    2. Visto, e confermo quello che scrissi qui sopra, anche se qui Russell mi è piaciuto meno rispetto ai suoi precedenti lavori, meno intensità, meno coinvolgimento e un filo di retorica in più, ma cmq nel complesso un discreto prodotto come una direzione degli attori che forse confermo essere il suo miglior pregio :)

      Voto: 7 (secco per me :P)

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    3. Ah dimenticavo... bellissima la parte finale della tua rece dove parli del "ruolo" della nonna, davvero sublime, mi ha aperto il cuore ;)

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    4. ci avevi visto alla grande allora ;)

      quindi dal salumiere sono 200 grammi precisi, gli fai togliere la fetta in più ;)

      grazie <3

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  10. Film emotivamente coinvolgente, non c'è nulla da dire. Come si fa a non empatizzare con una ragazza che lotta contro tutti gli ostacoli che una società tanto cinica le mette di fronte.
    Eppure tutta l'epopea narrativa, vista attraverso gli occhi bonari di un anziana nonna, rivela tutta la caricaturalità (non so se sta parola esiste) e la superficialità dell'universo ideologico costruito da Russell. A me ha ricordato i film di M.J.Fox quello di "voglia di vincere" e ste robe qua per intenderci. Non voglio banalizzare il film perché secondo me possiede un significato che lo trascende, porta un messaggio implicito che forse neppure il regista pensava di riconoscergli. E' il senso del nostalgico per un America che non c'è più. La frontiera, la terra della migrazione infinita, l'eldorado, infine il luogo della produzione di tutte le merci del mondo. L'america (intendo gli Stati Uniti) ovviamente, come luogo dell'utopia per tanti scrittori, poeti, viaggiatori e lavoratori e migranti. Mi viene in mente Melville per citare il più assoluto fra gli scrittori. Ecco questo film fa balenare la nostalgia per un mondo che non c'è più. Nel momento in cui dopo le più grande crisi economiche conosciute nell'epoca recente, i luoghi della produzione sono ormai migrati verso le periferie del Mondo, nel momento in cui quell'utopia si è trasmormata nella distopia del turbocapitalismo di broker dissoluti e magnaccia, ripensare al vecchio sogno americano è di certo ideologico, ma di quell'ideologico che fa sorridere come le più belle favole di Esopo. E' un'America intaccata dai morsi dei secoli che piange e si interroga allo specchio come l'Elena invecchiata di Ovidio. Sic transit gloria!

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    1. A sto punto me voglio prende il merito.
      Perchè come parli de film da un annetto a sta parte è troppo diverso rispetto ad anno fa.
      Hai unito la tua cultura, intelligenze e scrittura ad un'analisi dei film sempre molto "alta" ma sempre più pertinente.
      Ed è un piacere leggere.
      Che dire? grande analisi. Mi riporti alla fantastica scene negli studi semovibili, quelle quinte che girano per mostrare sempre un sogno diverso, un bisogno diverso, un marketing diverso. Proprio un'altra epoca sì. Quella scena è degli anni 90...
      Ed era il futuro, una cosa mai vista.
      Adesso, poco cpiù di 20 anni dopo, qel futuro così luminoso, tecnologico e nuovo non solo non sembra più presente, ma un passato preistorico.
      Come brucia i tempi il progresso non li brucia nessuno.
      Ovviamente ho banalizzato il tuo concetto di epoca finita andando a rispondere solo riguardo le televendite.
      Giusto per prenderne un aspetto

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    2. Beh grazie. Sì infatti è quest'atmosfera da sogno infranto, ma non di Joy, il nostro sogno dell'America che abbiamo coltivato da giovani che si è infranto. E la televendita forse ne è l'aspetto più palese, si legge in essa la miseria compatita degli anni '90, ma anche tanta nostalgia. Pensandoci mi viene in mente Balzac e il suo modo di raccontare la vecchia nobiltà che lentamente usciva di scena, con rispetto autentico e e quasi caritatevole comprensione, ma senza mai tralasciare gli aspetti bizzarri e anacronistici che la mettevano in ridicolo.

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    3. sti riferimenti son troppo belli, non aggiungo niente...
      tra l'altro mai letto Balzac, mea grandissima culpa

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  11. ...al contrario per me non era il primo Russel ( quattro film visti tutti diversi tra loro come tematiche e scelte stilistiche ) e della nostra Jennifer era l'11° film visto ...questo per dire che di lei ho seguito le varie scelte di lavoro dai ruoli cazzuti a quelli "alimentari" .....

    ..poi , non disdegno assolutamente quei certi elementi statunitensi che nel film la fanno da padrone ...in queste storie ci stanno bene e li seguo con un filo di gas ...lo stesso dicasi per la cara vecchia ruffiana Hollywwod ...non faccio una piega ....

    ..un certo eccesso romanzesco ...nemmeno poi esagerato..

    ...la nascita del fenomeno televendite ricostruito da dio !!!

    lo stesso dicasi dell'inizio delle interminabili soap opera e della rappresentazione del probabile pubblico ( vedi la madre di Joy ...con la splendida interpretazione della Madsen....)

    ...la storia era interessante e meritava di essere raccontata....

    ...l'inizio che parte in quarta con la presentazione di quella famiglia di disadattati che ...udite udite ...pure a me ha fatto pensare a Wes Anderson ...e quindi gasata a palla penso ...ok ci siamo guarda te 'sto Russell che stavolta vira di brutto ...

    ...poi ...com'è finita che tu dai 7 abbondante , tipo 2 etti di prosciutto abbondante ecc..., ed io 5 abbondante , tipo ..diobono m'hai rovinato una bella storia di coraggio di voglia di fare di resistenza di nonne che fanno le nonne di genitori immaturi ed inetti che fanno i figli di una svolta nella fruizione della tv ....
    ..ma si potrà ?! porca miseria ladra !?

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  12. http://www.filmtv.it/film/76858/joy/recensioni/851196/#rfr:none

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  13. ...a parte le scene sulle quali immagino mi si dica che sto a fare le pulci anche se per me son elefanti che schiacciano tutto quello che capita sotto, mi soffermo sulla Lawrence e ti dico che nonostante possa fare sempre la sua porca figura io qui l'ho trovata davvero spaesata e al peggio delle sue interpretazioni e te lo dice una che la apprezza tantissimo , quindi è proprio il film che non funziona come dovrebbe ; non è ne carne ne pesce .

    Un saluto dalla dolly....delusa :(

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    1. cazzo, hai visto tutti i film di Russell e praticamente tutti quelli della Diva, sei un rullo compressore!!

      eh sì, mi dici tutte cose positive e poi mi metti un 5????

      la ricostruzione delle televendite è un grandissimo pezzo di cinema

      hai trovato la Lawrence addirittura spaesata?

      vengo a leggere

      ma diccevamo di me quando invece sei te che sul sito non rispondi mai, ahahhah

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao