10.1.16

Il Vecchio, Il Matto e il Bambino, ovvero le storie di una calda estate italiana del 1990

L'immagine simbolo del "mio" Mondiale
"Forse non sarà una canzone 
a cambiare le regole del gioco
ma voglio viverla così quest'avventura
senza frontiere e con il cuore in gola"

E il cuore in gola è anche quello di un bambino di 13 anni malato di calcio che si ritrova il Mondiale nel proprio paese, un'Italia lussureggiante e goduriosa, ancora ignara delle mani pulite che la governano e soltanto incuriosita dai primi barconi colmi di disperazione che arrivano sulle coste.
E quel cuore in gola del bambino che fui non è tanto quello di chi non vede l'ora di tifare la propria nazionale, quella nazionale di Azeglio Vicini così piena di talento, dar Principe de Roma al siciliano dagli occhi sgranati, dal giovane codino buddhista toccato dalla Grazia alla punta che elevò le rovesciate ad arte, ma è l'emozione, l'attesa, l'adrenalina e la voglia di vivere e godersi ogni singola partita, di scoprire i nomi dei calciatori degli Emirati Arabi Uniti o quelli impossibili e tutti uguali dei Coreani del sud.
Perchè quel bambino già da anni riempe quaderni di nomi, statistiche e storie di calcio, e più le longitudini son lontane da Greenwich più il bambino si emoziona.
E' il Paese delle meraviglie di Alice, è la Fabbrica di Cioccolato del bambino goloso, è il Paese dei Balocchi di Pinocchio.
E' il Mondiale di calcio. Ed è a casa mia. E io partirò per Roma.

Totò Schillaci
















"E il mondo è una giostre di colori
e il vento accarezza le bandiere
arriva un brivido e ti trascina via
e sciogli in un abbraccio la follia"



Edoardo e Gianna continuano a cantare.
E parlano di colori e bandiere.
E il bambino quelle bandiere le adora, e non solo per il calcio ma anche per la geografia, altra grande passione.
L'Italia è coloratissima. l'arancione dell'Olanda, lo stesso arancione che molti anni dopo, ormai uomo, lo abbaglieranno in un'Olimpiade invernale torinese vista dal vivo, i ritmi tribali dei tifosi camerunensi, l'esoticità della Costa Rica, le orrende tute acetate dei russi, gli scozzesi in kilt, gli inglesi che bevono e menano, gli Stati Uniti che iniziano a scoprire veramente il soccer, l'incredibile entusiasmo misto alla religione di brasiliani e argentini, gli jugoslavi ancora tutti insieme ma pieni di fratture, e soprattutto una santabarbara di tricolori italiani che ammantano il suolo patrio tanto da coprirlo completamente.
E non so se l'abbraccio possa sciogliere questa follia.
Ma sì, sembra veramente di essere in un gigantesco abbraccio.


"Notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo di un'estate italiana

e negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più"

Sotto quel cielo che anche se piovesse te vedresti solo il sole il Mondiale comincia.
E quell'espressione "inseguendo un goal" non ha senso, ma sembra così bella.
Ed è bellissima, storica, la prima partita.
L'Argentina campione in carica affronta degli africani neri come la pece, i camerunensi.
L'Africa non è praticamente nessuno nel calcio, ha solo due squadre.
Davide nero sfida Golia bianco.
E lo mette a terra, tra gli sguardi attoniti di uno stadio stracolmo.
E la pietra che usa Davide è quella di una punta che sale in cielo e colpisce di testa. Sembra un tiro innocuo ma Pumpido, come scrisse De Gregori parlando di Nino e della sua maglia numero 7, lo lasciò passare.
L'Italia si innamora di questi africani, impara a memoria la formazione, scopre nuovi colori.
Ancora però il Vecchio Leone di cui poi parleremo non viene fuori, lo farà, in modo dirompente, solo poi.
L'Italia comincia bene e vince grazie a quello che, dal nulla, diventerà l'uomo simbolo dei Mondiali, un brutto nanerottolo con la faccia da associazione criminale.
Schillaci si chiamava. E il suo nome divenne leggenda.
Ma questo non è il post del resoconto sportivo di un mondiale.
Questo è il post di un bambino e delle storie che lo affascinarono.

Lo storico goal di Oman Biyck nella partita d'esordio


Quella degli Stati Uniti, un crogiolo di razze e di nomi. In porta Tony Meola, un portiere d'albergo che ha la sfortuna di esser venuto fuori 15 anni troppo in anticipo altrimenti, ne son sicuro, l'avremmo visto ne I Soprano.

C'è la Cecoslovacchia con una punta gigantesca che sembra una star del rock. Si chiama Skuhravy, ed è un grandissimo calciatore.

C'è la Romania più forte di sempre, quella di Hagi, Lacatus, Dumitrescu, Popescu, Munteanu.

C'è in'Inghilterra pragmatica, bruttina, anche se là in mezzo ha giocatori di una classe infinita. Si chiamano Beardsley, Barnes, Waddle, Platt. Davanti un serpente velenoso straordinario, Lineker.
Ma quello che ruba gli occhi è uno che col calcio apparentemente non c'entra niente. E' tracagnotto, ha la faccia da cazzo, fa le smorfie, sembra giocare solo per divertirsi un pò. Ma ha due piedi che un feticista del calcio starebbe lì a guardare fino alla fine dei suoi giorni.
E' Gazza Gascoigne, un atleta che dell'atleta non ha nulla. Probabilmente si farà 5 birre anche prima di giocare. Adesso, 25 anni dopo, è un uomo distrutto da almeno 15 di anni. Solo che sia ancora vivo è qualcosa di miracoloso. Quanto ti ho amato Gazza

il Genio: Paul Gascoigne

Ci sono gli Emirati che ne beccano 11 in 3 partite, il Costa Rica che passa il turno, l'Egitto che se la gioca con tutti. il Belgio che sembra grande, Matthaus che insegna calcio.

Ci sono decine di storie che se avessi la pazienza di voler raccontare e voi di voler sentire starei qua a farlo.
Ma, almeno io, quella pazienza non ce l'ho.

E allora torniamo al titolo, al Vecchio, il Matto e Il Bambino.
Il Bambino l'avete già conosciuto.
Ma non sapete che si trova a Roma, allo stadio.
C'è Italia - Cecoslovacchia.
E Baggio decide che quello non è il giorno giusto per giocare a calcio, preferisce lo sci.
E slalomeggia come in quegli anni faceva solo l'Albertone nazionale.
Dribbling di una leggerezza infinita, un ballerino.
E segna un goal pazzesco.
Il Bambino è basso, non ricorda quasi nulla, solo tante persone che sembrano travolgerlo.

Baggio e la fine del suo capolavoro. Visto dal vivo

Il Vecchio è nero, ha 38 anni, un'età impressionante per giocare a pallone.
Nel suo continente, l'Africa, è una specie di personaggio che trovi nei libri di Storia.
Ma qui non lo conosce nessuno, nessuno.
Segna due goal nella stessa partita alla forte Romania.
E' una pantera. Dopo il goal va alla bandierina e inizia a danzare in un modo che nessuno si dimenticherà. Lo farà ancora nel Mondiale. E ancora.
Si chiama Roger di nome, Milla di cognome.

La danza del Vecchio Campione

Il Matto è uno che se Soderbergh fosse passato di là avrebbe sicuramente chiamato per Traffic.
E' colombiano, capellone, una faccia e un atteggiamento da bullo e delinquente.
Il suo mondo, diresti, è quello dei cartelli della droga, non il calcio.
Dovrebbe essere un portiere ma in realtà lui se ne gironzola per tutto il campo. Lo trovi al limite dell'area, anche fuori, Lo vedi partire palla la piede scartando gli avversari.
E nessuno gli può dire niente sia perchè questo magari poi gli avrebbe piazzato una pallottola in testa sia perchè se c'è sto un leader nel calcio questo è lui.
Un giorno deciderà che è venuto il momento di far vedere al mondo qualcosa che il mondo su un campo da calcio non ha mai visto.
Si chiama Scorpione quel qualcosa.
Qualcosa che solo un Matto poteva fare e inventarsi.
Lui, invece, si chiama Higuita.
Potremmo anche parlare di un altro personaggio indimenticabile di quella nazionale, uno che lo vedi e cominci a ridere, "Dai, non può giocare a pallone uno coi capelli così, non scherziamo".
E invece questo non solo gioca ma gioca anche da Dio. Forse ci troviamo davanti addirittura ai due migliori piedi della storia del calcio colombiano.
Valderrama Carlos.

Carlos Valderrama

























Il Vecchio e Il Matto si incontrano negli ottavi di finale.
L'occasione per entrambe le nazionali è unica. un posto ai quarti.
La partita va ai supplementari.
Il Vecchio prende la palla e con un'azione formidabile firma un goal meraviglioso.
A 38 anni agile come nessuno.
Va alla bandierina, la mano sinistra sul ventre e quella destra volteggia in aria, la sua danza.
La partita è ancora in bilico.
E vedi Il Matto quasi a metà campo con la palla la piede. E' un'immagine strana, di solito quelli vestiti in maniera diversa da tutti gli altri li trovi in porta.
Ha così tanto carisma ed ascendente sui suoi compagni che questi non solo non gli dicono di tornare indietro, ma gli passano la palla di continuo.
Come adesso.
Il Matto la stoppa, decide di non restituirla ai difensori e prova a dribblare con classe la punta avversaria.
Ma la punta avversaria è Il Vecchio.
La palla è rubata, la porta è vuota, Higuita prova da dietro ad abbattere Milla ma non può raggiungerlo.
Giuseppe è commosso alla tv mentre vede il quasi 40enne africano ballare ancora sulla bandierina.
Decide che quei 5 secondi sono i 5 secondi del suo Mondiale, quelli in cui i due personaggi più incredibili dello stesso sembrano quasi essersi messi d'accordo per regalargli la sceneggiatura, a lui che di sceneggiatura ancora non capisce niente, più bella che potesse esistere.

La disperata rincorsa di Higuita


Il Mondiale va avanti, Caniggia anticipa le farfalle di Zenga, i rigori ci buttano fuori.

Maradona in diretta tv ci dà dei figli di puttana durante l'inno.

E tante tante altre cose.

Notti magiche cantavano Edoardo e Gianna.
Un'iperbole apparentemente.
Eppure solo di magia posso parlare.
Se è vero che nessuna delle nostre estati potrà mai ritornare possiamo avere ancora il privilegio di ricordarle.
E se chiudo gli occhi sento un boato della folla in uno stadio, vedo quaderni riempirsi di tabellini, ricordo pomeriggi passati con gli occhi sgranati a vedere coreani correre a casaccio per il campo.
Mi verrebbe quasi voglia di ballare solo a pensarci.
Mano sinistra sul ventre, destra che volteggia nell'aria.


22 commenti:

  1. Che spettacolo hai raccontato anche il mio mondiale ero piccolo, ma proprio in virtù di quella danza, di quel calcio spontaneo fatto di corsa e palla lunga e pedalare, decisi allora che avrei tifato per sempre il Camerun. Ricordo distintamente quanto piansi quando nel '94 quando prese 6 gol dalla Russia. Ora non tifo più nulla. Niente che mi emozioni come quel Camerun di Milla.

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    1. Stima massima

      sì, dovrebbe essere la partita dei celeberrimi 5 goal di Salenko forse

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    2. Esatto proprio quella.

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    3. Oltretutto Milla segnò comunque il gol della bandiera, a 42 anni suonati. Un vero mito :)

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    4. Ci eravamo dimenticati la cosa più importante.
      Grande chiusura del cerchio Death

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  2. Rachele Tommaso10 gennaio 2016 19:24

    Sono stata una bambina atipica.
    Avevo solo amici maschi, spendevo tutta la mia paghetta in figurine , quelle che trovavi nelle gomme da masticare, quelle rosa,che dopo 10 secondi già facevano schifo e dovevi sputarle, scrivevo sui diari frasi d'amore per i miei idoli calcistici( avevo messo la faccia di Vieri sul corpo di Goku e disegnato i capelli da Super Sayan. Super Goeri.), giocavo a calcio durante l'ora di educazione fisica mentre le mie compagne preferivano la pallavolo, una volta ho perfino fatto un torneo(cavolo se mi sono sentita figa con i calzoncini e le scarpette con i tacchetti),la mia tesina di terza media era sul calcio e,come immagine finale la formazione dell'inter dell'epoca.
    Quando il 5 maggio perse contro la Lazio piansi per giorni.
    Di quella bambina non è rimasto niente.
    La Rachele adulta detesta lo sport ,troppo stancante per praticarlo, troppo noioso per seguirlo.
    Però, è bello leggerti anche in questo contesto. Raccontare qualcosa che io non ho vissuto, facendomene percepire l'entusiasmo e la magia.
    Il mio mondiale è stato quello del 2002. Guardavo tutte le partite, non solo quelle dell'Italia.
    Suppongo che la mazzata dell'Inter di quell'anno e il mondiale andato male siano stati il colpo di grazia per la mia passione calcista.
    Oh, ma te la ricordi la canzone dei Jem boy su Byron Moreno?
    Ancora mi capita di canticchiarla !

    Cazzo, ma perchè sono cosi prolissa?
    Giuro che la prossima volta rispondo a monosillabe.

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    1. "Avevo solo amici maschi, spendevo tutta la mia paghetta in figurine , quelle che trovavi nelle gomme da masticare, quelle rosa,che dopo 10 secondi già facevano schifo e dovevi sputarle, scrivevo sui diari frasi d'amore per i miei idoli calcistici( avevo messo la faccia di Vieri sul corpo di Goku e disegnato i capelli da Super Sayan. Super Goeri.), giocavo a calcio durante l'ora di educazione fisica mentre le mie compagne preferivano la pallavolo, una volta ho perfino fatto un torneo(cavolo se mi sono sentita figa con i calzoncini e le scarpette con i tacchetti),la mia tesina di terza media era sul calcio e,come immagine finale la formazione dell'inter dell'epoca. "

      no, vabbeh, così è troppo

      non dire queste cose ad un uomo, rischia di perdere la testa per te

      "Di quella bambina non è rimasto niente."

      ah, ecco, meno male ;)

      vedi, il tuo mondiale è quello del 2002, praticamenre la stessa identica età mia del 1990

      se sei appassionato (e la tua passione è veramente assurda per una bambina/ragazza) i ricordi più forti sono quelli iontorno a quell'età, c'è poco da fare

      a parte gli scherzi, che ora tu sia lontana dal calcio è solo un bene

      certo, lontanta sia fisicamente che come interesse per tutti gli sport forse un bene non lo è, ma riscoprirti più "femmina" e allotanarsi da un mondo sempre meno affascinante e puro è solo un bene

      certo che me la ricordo!

      e io ti risponderei a monosillabe, quindi vedi te...

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    2. Ciao ...forse un giorno ti scriverò perchè son ri-tornato su questo post.
      ma credimi è un caso che son caduto con lo sguardo su quello che hai scritto.
      Mi ha sorpreso il ricordo della tua giovinezza e io che ti credevo una specie di dolce memole e invece eri una Holly e Benji..guarda te!

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    3. Ed ora non sono ne l'una(memole) ne gli altri(holly e Benji) ;)

      Comunque sono stata un maschio per almeno 18 anni della mia vita.
      Calcio, play station, gare con le bici...
      Chissà la Rachele di oggi da dove è uscita...

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    4. BHO...?
      punto e virgola chiusa parenti

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  3. Che bel raccontare! Non conoscevo quest'altra tua passione ...
    Io amo il calcio (ho iniziato da bambina e lo amo tuttora) e le sue storie. Di quel mondiale lì ricordo le lacrime dei brasiliani (ancora a Torino per via del girone) quando furono eliminati. Erano davvero disperati. Fa effetto veder piangere qualcuno e se si tratta di uomini (nel senso di maschi) fa ancora più effetto. Perché si è meno abituati. Un altro caso in cui vidi uomini piangere senza ritegno fu durante un palio di Siena.
    Ogni mondiale ha i suoi personaggi da ricordare.
    USA 94 per me è stato solo robertobaggio... non è un miraggio come cantavano i tifosi viola prima che approdasse alla juventus (la squadra per cui faccio il tifo ndr).

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    1. Se non è più forte del cinema poco ci manca...

      No, ho sempre voluto scrivere di sport, poi 6,7 giorni fa mi sono finalmente sbloccato sul post di Bradbury e adesso ogni tanto credo lo farò

      grazie ;)

      altra ragazza che ama il calcio (ma te tuttora), sorprendente

      ricordo i brasiliani piangere ma quel ricordo è comunque offuscato da quello dell'ultimo mondiale, in casa e con 7 goal sul groppone, una cosa che è e resterà storia

      il Baggio del 94...

      non mi ci far pensare, brividi

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  4. c'ero pure io, bambinetto, con nonno e cugini visto un match a Milano. non così emozionato però..facevo le tabelle e le ricerche non sullo sport ma sulla geografia, che poi come si vede da te, di punti in contatto ne hanno. e ancora oggi, allo stesso tuo modo, mi appassiono sempre per sportivi e compagini lontani, difficili, non certo per i miliardari pompati che giocano da queste parti. anche se ho un paio di amici come te sul calcio e mi raccontano spesso di storie belle e incredibili che accadono anche ai nostri tempi, io non mi appassiono più.
    detto questo, mio figlio seienne che non ha mai visto raticamente una partita, che non ha la tv, ecc ecc, ha voluto il suo primo album di figurine pochi giorni fa (gliel'ha preso il nonno). e vedere ancora quella figura in copertina, le compagini, i colori, ecc, credo che se lui si appassionerà un po' sarà solo bello, per lui. io mi appassiono per la fc della mia frazione di 300 anime tirata su dall'unico benzinaio che vende i libri di john foot accanto all'olio dei motori, che ti accoglie con la formazione dell'ultima sfida del tottenham riprodotta sul subbuteo all'ingresso dello shop e che, con tanta passione, ha dato vita a un piccolo grande sogno!
    ps ora mi piacciono il rugby e la boxe

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    1. Molto bello...

      Sì, la geografia era un'altra cosa che da bambini appassionati di cose da sapere e numeri aveva applicazioni perfette.
      Ricordo che sapevo tutte le capitali del mondo, o meglio credevo tutte, poi conobbi un ragazzo che ne sapeva più di me (tipo saint kitts and nevis...) e deposi le armi ;)

      A 6 anni tutto è bello amico. E le figurine avranno sempre il loro fascino. Anche a prescindere dal seguire o no uno sport.

      se fossi al posto tuo avrei già scvritto la storia del benzinaio

      argh, la vorrei...

      io tennis, biathlon, calcio, golf

      diciamo che sti ultimi 10 anni son questi gli sport che seguo in maniera quasi professionista

      e se sono stato istruttore di tennis e se ho giocato a calcio 30 anni, invece la cosa del golf (mai vista una mazza) e del biathlon (sono stato in montagna due volte senza mai sciare) non me la spiego...

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    2. la storia del benzinaio va scritta. non vorrei sisultare noioso, ma è evidente che tu c'hai più voglia, tempo e talento di me. mettila così: se un giorno vieni al nord a ritemprarti fra laghi e boschi te lo presento, è persona amabile, affabile e diventereste sicuramente amici. poi la storia la scrivi te.

      il golf e il biathlon hanno il loro bel fascino, forse inspiegabile, ma c'è

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    3. Questo è uno degli inviti più...invitanti che ho ricevuto per andare da qualche parte, altro che hotel di lusso, paesaggi mozzafiato etc....

      vediamo che se pò fa

      no no, ma non discutevo il fascino di quei due sport, per me magnifici, ma come uno come me che nemmeno li ha mai visti da lontano possa esservi così appassionato e "dentro".
      Roba che nel biathlon dialogavo coi telecronisti di Eurosport (formidabili)

      e sul golf in vari forum nessuno ha mai creduto che io non abbia mai visto una mazza o un campo

      ricordo ancora che all'ennesimo mio intervento e all'ennesima volta che dicevo di non aver mai praticato uno mi scrisse "hai rotto i coglioni, te sarai uno con l'albero genealogico di 300 anni di golfisti e ci stai a prende pel culo"

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    4. se vuoi salire, scrivimi quando vuoi in mail, si combina
      come dice il monti, tu non capisci una mazza. potresti tenrlo lì come epitaffio "non capiva una mazza"

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    5. Lo farò

      anzi, lo faranno

      e Ivan Monti piangerà sulla mia lapide

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  5. Avevo 8 anni quando si è giocato il mondiale da noi, mi ricordo poco ma quella canzone "Notti Magiche" è indimenticabile e mi ha cullato in quei momenti.

    Mi hai fatto ricordare quel periodo storico in modo molto divertente... chissà quando ritornerà il mondiale da noi...

    P.S. Ti ho chiesto l'amicizia su FB, sono Daniele Cencetti ;)

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    1. Credo che non prima degli anni 40 (del 2000...) :)

      sto pensando se ricordo il mondiale precedente (quello dei miei 9 anni, assimilabile agli 8 tuoi) ma in realtà mi viene in mente solo la finale vista in una mansarda con degli amici (ciè mi ricordo noi bambini su sta mansarda e la partita in sottofondo).

      Quindi capisco benissimo il tuo "mi ricordo poco" ;)

      amicizia arrivata ;)

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  6. E qua caschi male!
    Non sono un grande appassionato di calcio.
    Tifo Milan da default da quando ero ragazzino ma non chiedermi chi gioca ora tra i rossoneri e poi mi sta sulle palle Berlusca (anche se gli riconosco il merito di avere inventato la tv commerciale quando ancora faceva il venditore di tapetti).
    Premesso questo ti dico che mi accendo ad ogni mondiale!!
    Solo quando gioca l'Italia E BASTA!!
    POI però dimentico molto in fretta.
    Di quel mondiale se non sbaglio ricordo un orrenda mascotte e Toto'.
    Il tuo più che un racconto sembra una telecronaca ma voglio sottolineare fatta con lo spirito gioioso e spontaneo del ragazzino che eri.
    Sicuramente sarai spontaneo anche adesso ma permettimi in maniera diversa da allora .
    Riconosco in quello che scrivi l'entusiasmo dell'infanzia e la spensieratezza spoglia di tutte quelle sovrastrutture e artefatti che ci porta L'ETà ADULTA.
    Dei mondiali ricordo quello mitico dell'82 (spero non aver cannato l'anno)con Pertini che esultava dalle tribune .
    Il mondiale di Paolo Rossi , di Zoff e Bearzot (mitica la sua pipa).
    L'unica partita che son andato a vedere è stato a Padova negli anni 80 ed era un amichevole della Juve.
    Assieme al mio ricco zio padovano ahaha!!
    E sue sono queste parole riguardo a un mondiale che abbiamo giocato da schifo (forse l'ultimo o il penultimo bho')riferito ai bravi giocatori del Camerum:
    " vedito quei come che i corre ! xe perchè i xe abituai
    in mexo aea giungla! Altro che i nostri che i xe pagai fior de miliardi par star fermi imbambolai come coioni!"
    Si capisce anche senza traduzione mo?
    Ciao
    Max

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    1. Io ero malato di calcio, poi malatino, poi malaticcio, poi, adesso, non me ne frega quasi più nulla.
      Faccio il fantacalcio con gli amici da 17 anni, ci unisce quello e più che altro è l'unica cosa che ci porta ancora a vedere le partite.
      Seguo moltissimi sport, alcuni con la passione con cui seguivo il calcio prima. Ma senza tifo.

      E certo che la spensieratezza di allora non c'è più, impossibile. Mi sento ancora un regazzino in tante cose ma le sovrastrutture che dici e i pensieri della vita sono un'ombra continua in una luce che abbaglia sempre meno.
      Ahah, l'unica partita vista in vita tua un'amichevole la dice lunga su tutto ;)

      è ancora vivo lo zio? cheidamoglie un pò de soldi via, se vole in cambio glie faccio un post qua

      si capisce perfettamente

      non solo si capisce, si approva ;)

      ciao!

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