18.4.16

Al Cinema (17): recensione "Il Complotto di Chernobyl - The Russian Woodpecker" BuioDoc (28)


Un artista ucraino, un pò per intuizione e un pò per ricerca, formula una folle teoria sul disastro nucleare di Chernobyl.

In realtà più si va avanti più tale teoria pare sempre meno folle.
Un grande doc che forse non serve a capire -che quello resta impossibile farlo- che forse non serve a ricordare - che il ricordo dura sempre il tempo di un solo giorno-  ma che forse a riflettere sì, serve, eccome.

Non avevo ancora 9 anni ma ricordo abbastanza bene tutto.
Probabilmente non il giorno esatto, che questa non è mica stata una bomba atomica o un 11 settembre, uno di quegli avvenimenti, cioè, talmente grandi che tutti noi, chi l'ha vissuti, si ricorda perfettamente dov'era e che faceva, no, questa è stata una tragedia "lunga", quasi disancorata dal suo scoppio.
Perchè, a proposito di scoppio, Chernobyl non è tanto riferibile all'esplosione del reattore - che nemmeno chi lavorava là capì subito se fosse una cosa grave o no-  ma a tutto quello che avvenne dopo, le radiazioni, l'allarme mondiale, le terribili conseguenze.

Ricordo me stesso un anno dopo, decenne diviso tra il giocare a calcio 6 ore al giorno e il provare a leggere Guerra e Pace, vedermi arrivare al paesino una bambina di un biondo che da noi non esisteva, quei biondi che luccicano alla luce del sole. Scoprii che era ucraina e che, come molte altre, era stata fatta andar via da là, perchè lì i bambini prendevano brutte malattie e malformazioni.
Non fu facile, sono quelle cose che ad un bambino colpiscono da morire, perchè più siamo piccoli più pensiamo che il mondo possa essere solo buono e fatto da persone in salute che non si ammalano nè muoiono mai.




Anche Fedor Alexandrovich, nome che sembra paro paro uscito da un romanzo del Dosto, nonchè nome del Dosto stesso, era un bambino quando scoppiò Chernobyl. Aveva solo 4 anni e non viveva a Paciano come me, nella rassicurante, tiepida e ferma campagna umbra, ma poco vicino alla centrale nucleare. Mandarono via anche lui all'epoca, in collegio. Pensava per pochi mesi, dice, fu praticamente per sempre.
Ora, da grande, a questo giovane artista ucraino (non russo eh, che è tutta lì la questione) di una poliedricità forse anche troppo accentuata (regista di film, di teatro, pittore, scultore, tutto), mezzo pazzo, bello, sporco e tenebroso, è venuta in mente la pazza idea di indagare su Chernobyl, su quello che possa essere accaduto in quell'aprile del 1986.
Ma, ovviamente, cose così grosse e scomode, perlopiù in un paese così abile nel nasconderle (ma quale paese non lo è?) non hanno praticamente lasciato traccia.
Ma Fedor ha un'intuizione che sembra quasi ridicola per quanto insensata.
Eppure più va avanti più pare meno ridicola.
E quell'intuizione, quella sensazione che non gli si leva dalla testa, dipende da sto coso qua nella foto. Gigantesco, impressionante, alieno.



La Duga è un'antenna mastodontica (ragazzi, fa paura, ogni ripresa di lei o su di lei è grandiosa, io quando lui sale, soffrendo di vertigini, ho chiuso gli occhi) costruita dai russi per captare informazioni nel resto del mondo o disturbare le altrui (si vede che non sono del ramo?).
Un'antenna che mandava nel resto del mondo un segnale inquietante, a bassa frequenza, che ricorda il suono di un picchio che picchia il legno.
Vi assicuro, se lo ascoltate per un minuto state già male.
La Duga è uno delle più mastodontiche ed onerose costruzioni che l'uomo abbia mai creato.
La conoscono in pochi, sia perchè parliamo sempre di "arma militare" sia perchè sapere la sua storia può essere molto scomodo.
Sapete quando fu abbandonata? Aprile 1986, dopo Chernobyl.
Del resto si trovava molto vicino alla centrale nucleare.
Lo spettatore non riesce ad unire i due pezzi, Chernobyl e Duga, sembra il delirio di un folle quello di Fedor. Ma piano piano tutto inizia ad acquisire un senso. Certo, il documentario è di parte e da prendere con le pinze, alla Moore, ma certe sensazioni, e forti, restano.
La Duga è stato un flop impressionante, un gigante costato come il Pil di parecchi stati mondiali che non funzionava quasi per niente.
Un "gigantesco occhio cieco".
A Settembre avrebbe subito un'ispezione, un controllo. Sarebbero cadute moltissime teste, sarebbe stato un disastro far venire fuori il fallimento di una cosa così grande. E Chernobyl, la centrale, era così vicina... Forse, hanno pensato, l'attenzione si può spostare ad altro, forse c'è un modo per lasciar perdere la Duga, forse c'è un modo per rendere quell'area un'area dimenticata da Dio.
C'è una telefonata nella notte del disastro, viene da Mosca. Viene dai russi, viene da chi la Duga l'ha costruita...



Fedor prova ad intervistare chiunque può. E l'omertà e il disagio dei suoi interlocutori sono evidenti. Siamo poi negli anni della Rivoluzione Ucraina, ve li ricordate bene, la situazione non solo è delicata, di più, siamo praticamente in quella che con un pò di sforzo potremmo definire una guerra.
Ci saranno morti su morti, specie tra i manifestanti.
Lo stesso Fedor (lo vediamo in una scena con l'amico che, francamente, sa un pò di artefatto) pochi anni prima aveva avuto paura, la sua inchiesta stava diventando troppo scomoda a Mosca. E decise quindi di fermarsi, di non rincorrere più la verità, se poi questa verità fosse solo sua o quella "reale" non importa. Chè a volte la propria vita e quella dei propri cari sono più importanti di un ideale.
Poi ritornerà e parlerà a tutti in un comizio durante i sit in della rivoluzione ucraina.
E saranno parole di fuoco,
(una sera in cui poi vennero uccisi un centinaio di manifestanti)
The Russian Woodpecker è un grande doc, molto interessante, a prescindere da quanto si creda in Fedor e nella sua folle teoria. C'è da apprezzare l'assoluta mancanza di retorica. Un film che parla di Chernobyl senza mostrarci gli effetti devastanti di quella tragedia (specie sui bambini), senza piangersi addosso.
Fa specie vedere Fedor (senza nemmeno mascherine poi) aggirarsi nella città fantasma di Pripyat, quella in cui vivevano tutti i dipendenti (con famiglia) della centrale nucleare.
(Io la conoscevo già per via di un horror e di un altro documentario ma fa sempre effetto.)
La scuola con quelle centinaia di maschere a gas a terra, ad esempio, è un'immagine potentissima


Documentario politico certo, politicissimo, ma consigliabile a tutti perchè ha come sfondo una vicenda molto affascinante nella sua tragicità. Molte volte si raggiungono punte quasi da thriller.
Il Picchio 23 anni dopo è ricomparso, non si sa da dove provenga.
Pensare che una tragedia così possa avere dietro una strategia "burocratica", un semplice salvare la propria sedia, è inquietante.
Certo, nessuno poteva prevedere gli effetti di una tale azione ma questo non giustifica, semmai, nulla.
Il mio Chernobyl, gli unici effetti che io ricordi in prima persona, sono quei capelli biondi, di un biondo che non avevo mai visto prima

20 commenti:

  1. Fosse stato complottismo paranoide di pura creazione artistica come quello di Burroughs per intenderci (interzona, microchip sottocutanei, ecc.) sarebbe stata un'opera degna di essere presa in considerazione. Purtroppo è solo un lavoro fascista che ammanta il proprio pregiudizio ideologico antirusso costruendo un teorema che pretende veridicità. Ognuno ha il diritto sacrosanto di odiare chi vuole per carità, pretesti e giustificazioni per odiare tanto si comprano ormai a buon mercato, specie se l'odio è per il tuo oppressore storico. L'ambiguità con cui Fedor Alexandrovich confonde il suo metodo euristico con la verità è smaccatamente fascista e degno dei regimi totalitari di cui denuncia l'oppressione. Conviene ammettere, a mio parere, che si tratta di un'ottima "opera d'odio artistico" mossa da totale "reazione" e non da un'indagine scientifica volta a pervenire dagli effetti alle cause. Come tale andrebbe presa: puro odio d'artista, interessante quanto può essere interessante un odio tanto ferino di un oppresso che giunge a trasfigurare la violenza subita in un martirio al quadrato.

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    1. Ahah, federico aveva previsto tutta questa tua risposta!

      ahaha, al 100%

      grande Ro

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    2. sono troppo prevedibile

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    3. AHah, per Fede, non per me.
      Sai quanto io sia fuori da ogni discorso o impegno politico, lui in quello ti conosce molto meglio.
      E appena usciti mi ha detto "Rocco lo demolisce" ;)

      pensavo che potesse avere ragione, ma non fino a sto punto ;)

      a me è piaciuto molto, io resto sempre sulla superficie in questi casi. Mi basta rimanerne interessato e a tratti affascinato

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    4. ma detto che è un film fascista e reazionario, secondo me ha dei motivi d'interesse, chi è vittima tende a farsi carnefice, costruire un film/sentenza anche stilisticamente raffinato, su un teorema è una forma di vendetta sublime.

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    5. Rimango sempre affascinato di quanto poco so di politica

      ma questo mio essere eterno fanciulletto un pò mi piace

      interessantissima la tua lettura però, a prescindere dalla rabbia. Magari quando rispondo a Jolly ci torno sopra

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    6. Ho riletto ora il tuo commento meglio ed ho capito due cose:

      1 non so come controbattere

      2 è un commento forte e violento, perentorio. Ma un grande commento

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  2. Qui il paio d'anni di differenza che abbiamo si sente un po', perché io il giorno me lo ricordo molto bene e mi ricordo esattamente quello che stavo facendo.
    O meglio...mi ricordo il giorno in cui fu data la notizia, perché all'inizio cercarono di tenerla nascosta.
    Era l'una del pomeriggio, ero a casa, appena tornato da scuola, facevo se non sbaglio la quarta elementare. Ero a tavola, stavo per mangiare carne ed insalata. Mia mamma, mentre cucinava, mi disse che forse in futuro non avremmo più potuto mangiare insalata, dipendeva tutto da questa "nube radioattiva" di cui aveva parlato il TG, da dove questa nube sarebbe stata trasportata dalle correnti. E nella sostanza ciò era vero.
    Io ne rimasi terrorizzato. Mi figuravo una gigantesca nube verde fosforescente, come la nebbia, che avanzava e avvelenava le cose...
    Uscii sul balcone. Ricordo che era una tipica giornata di primavera, era aprile, la mattina c’era stato il sole ma si stava rannuvolando. Vidi le nubi che crescevano, entrai in casa preoccupato e chiesi a mia mamma se quelle nubi venissero da quel posto…

    Sulla mascherina: credo in realtà che si possa stare un paio d'ore nel sito senza la mascherina, senza correre rischi: fanno delle "vacanze della tragedia" in quel luogo. Ad ogni modo, al di là di giudizi morali verso chi fa quel viaggio, io credo che in quel luogo la gente ci debba fare una scappata, perché quel posto è un monito per le tragedie che dobbiamo evitare.
    Sul complotto: la tesi, da quel che si capisce nella tua rece, è molto interessante, anche se a prima botta non mi convince per niente. Io sono uno di quelli che ai complotti ci crede molto poco – inoltre è risaputo che chi ha vissuto in un ex Stato dell’Unione Sovietica odia russi (d’altronde ne hanno passate di brutte a causa del comunismo…). Però voglio fare un esempio: quando uscì fahrenheit 9/11 di Michael Moore, molti presero le distanze da quel documentario – io stesso storsi il naso. Oggi sta venendo sempre più a galla come alcuni paesi, in particolare un paio, abbiano avuto legami con il terrorismo e forse collaborato ad organizzare quell’atto. E non erano, aimè, i vari Saddam né tantomeno la Siria. Questo vuol dire che vale sempre la pena informarsi, anche dove le tesi sembrano assurde. Poi ognuno giudica, ma avere sempre un minimo di dubbio è il miglior approccio per capire le cose che accadono. Quindi se mi capita lo guarderò

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    1. A stasera jolly. Gran commento, mi serve tempo

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    2. Grande ricordo il tuo Jolly, bellissimo.
      Ma anche io ricordo sta cosa del cibo eh. E del resto non era solo un allarme a cazzo, c'era molto di vero.
      Ma mi sono spiegato male però. Anche te hai sì questo ricordo, ma non si riferisce allo scoppio del reattore, non è che tua madre ha scoperto in quel momento dell'esplosione, ma dei danni che stava causando. Per questo dicevo che questa è una tragedia lunga, del poi, non del durante come, ad esempio, l'11 settembre.
      Nemmeno in Ucraina allo scoppio sapevano che fosse una cosa così grave.
      Beh, quel luogo è un monito sì ma ora, senza volere alleggerire nulla, quel luogo è anche fottutamente bello. L'avevo visto in un servizio fotografico e in un doc, poi l'hanno ricostruito per l'horror su Chernobyl. E hanno fatto bene, è magnifico nella sua tragicità.
      Io odio il complottismo ed infatti anche in questo caso non prendo per buono quello che ho visto. Solo che rimane una cosa interessante e il legame tra la centrale e la Duga c'è, per forza, non foss'altro perchè erano così vicini. E anche solo per scoprire sta Duga, il Picchio e tutto il resto il doc è vincente.
      Esatto, mai credere alle teorie astruse, mai credere alle verità che ci regalano. Vivere col dubbio, vivere sapendo che tanto le cose come stanno non le sapremo mai.
      Poi dipende da caso a caso certo, ma l'atteggiamento migliore, come sempre, è nel mezzo

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    3. ah ah ah allor anon avevo capito quello che dicevi, ora è chiaro - sì, concordo, si tratta di una tragedia durata nel tempo: quella nube era lì come un aminaccia, incombeva sulle nostre vita. E' durata mesi, anni. Se n'è parlato addirittura un paio d'anni fa, quando sulle Alpi parlavano di "cinghiali radioattivi" dicendo di non mangiare la loro carne. Mi sembrò strano pensare come a distanza di trent'anni la cosa potesse ancora dare effetti, o se invece qualcuno abbia scaricato rifiuti radioattivi da qualche parte...chi lo sa.

      Quel luogo è magnifico nella sua desolazione. Non ti nascondo che in passato mi ero informato sui viaggi che fanno là, ma non è per voyeurismo che ci andrei, ma perchè lo considero, per certi versi, un luogo della memoria.

      Inreresantissima questa cosa della Duga, non la conoscevo per niente. L'ho vista, su google, una cosa mostruosa ed inquietante, vorrei vederla dal vivo.

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    4. dimenticavo...gli effetti positivi del torneo: nel week end mi sono guardato Her e The Cave of Forgotten Dreams. Stasera Le Vite Degli Altri. Che tra l'altro era anche nella mia promessa :-) Poi dovrei aver tutti gli elementi per sapere cosa votare nel girone 2

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    5. Cioè, riguardo i cinghiali parlavano di Chernobyl? assurdo...
      Te immagina allora quanto ancora in quelle terre se ne parlerà.
      Io le pappardelle me le faccio tranquillo però, non mi faccio mica influenzare ;)

      Sì, luogo magnifico, credo che vederlo al cinema o in tv ti dà anche una certa spettacolarità, se ci vai di persona invece ti passa sulla schiena un brivido mica da poco...

      Eh, infatti, se non altro sto doc ci fa conoscere una cosa che secondo me non conosce quasi nessuno. E se pensiamo che è una delle costruzioni umane più strane ed imponenti nel globo diventa ancora più assurdo non averne mai sentito parlare...

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    6. Son contentissimo che sto tornei porti a recuperare film...
      Tra l'altro grandi film, quasi sempre.
      Però averne visti tanti è solo peggio, fidati...
      Poi fate come me, non riuscite a votare ;)

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  3. Io sarei curioso di vederlo... ma da quanto leggo... temo perderei il mio tempo...
    Ma di quale rivoluzione si parla?... Maidan?... quella non è stata rivoluzione... è stato un Copo di Stato ad opera Americana Israeliana col quale è stato deposto un'Ucraino sicuramente non stinco di Santo... per piazzare un Ebreo Nazista pedofilo assassino truffatore ecc...
    Solo un coglione o un filo-Americano Israeliano può negare ciò...
    Inoltre... l'Unione Sovietica era una cosa... la Federazione Russa e la C.S.I. di oggi sono tutt'altra cosa...
    Và ricordato... che se non fosse stato per la Russia Imperiale prima e l'Unione Sovietica dopo... l'Ucraina non esisterebbe...
    Detto ciò... ripeto... non vorrei ritrovarmi a dover terminare la visione dopo 5 minuti tipo 3 Metri sopra il cielo...
    E' un film di propaganda Nato Sionista?... in tal caso può solo essere merda per dementi...
    Qualcuno potrebbe dirmi in modo chiaro cortesemente?

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    1. non ho le competenze nè la voglia per rispondere ad un commento del genere

      prova a vederlo, semmai lasci perdere dopo 5 minuti, non muore nessuno credo

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  4. Per motivi personali, che mi porto dietro ancora oggi, sono molto legato a quello che è successo a Chernobyl, e quindi mal sopporto strumentalizzazioni in questo ambito. Quello che è successo successivamente in piazza Maidan è poi tutt'altro che una rivoluzione, ma ciò non toglie che sia un documentario da vedere. Magari la tesi può essere strampalata, ma sicuramente è meglio sentire una campana in più che una in meno. Poi se uno ha la sua idea, di sicuro non sarà un documentario a fargliela cambiare, credo. Bollare come fascista un documentario, senza magari averlo visto, mi sembra una cosa un po'...fascista.
    non l'ho ancora visto ma a questo punto credo che lo farò.

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    1. Molto interessante...
      Certo non ho io le tue stesse esperienze e competenze per contestare quello che dici ;)

      però anche il mio amico rocco lassù definisce il lavoro fascista

      e lui l'ha visto

      io, al solito, mi sono limitato a raccontare un film, di ideologie, politica e altro non solo capisco poco, ma cerco sempre di star lontano ;)

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    2. Ma infatti niente da dire sulla tua recensione, né al commento di Rocco.

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    3. eheh, credo di aver capito a chi ti riferisci allora ;)

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3 ciao