25.4.16

Al Cinema (19): recensione "Goodnight Mommy"



Tra Haneke e Polanski un interessantissimo thriller psicologico apparentemente molto freddo, ma dall'anima dolorosa e struggente.
Due gemelli e una madre che non sembra amarli più.
Una madre che, forse, non è nemmeno la vera madre.

Questo film fa parte de La Promessa (3/15)

Visto al cinema in un'interessante rassegna della Midnight Factory, cinque sabati notte (proiezione all'una) di 5 "horror". Uno molto buono, questo, uno buono, Sinister, uno pessimo, The Green Inferno, e due antologici che non ho visto, Tales of Halloween e ABCs of death. A prescindere dai titoli giusto premiare un'operazione comunque "nuova".

Presenti spoiler dopo la linea divisoria

I due gemelli giocano felici in mezzo a spighe di grano più alte di loro.
Elias e Lukas, uniti come fratelli, indissolubili come gemelli.
Tornano a casa e trovano loro madre -a sua volta appena tornata dall'ospedale- coperta in viso da bende, reduce com'è da un terribile incidente.

L'atmosfera è freddissima, la madre regala un minimo di attenzione soltanto ad Elias.
I gemelli stentano a riconoscerla, quella che ricordavano era una madre amorevole, premurosa, una che li mandava a letto con le ninne nanne.
E se non fosse la loro vera madre?
Thriller psicologico di altissimo livello, Goodnight Mommy è un vero e proprio omaggio, se ce n'è uno, al cinema freddo, psicologicamente strutturatissimo, minaccioso e latentemente violento di Haneke.
Non è un caso, forse, che i due registi provengano anch'essi dall'Austria, terra d'origine (ma non di nascita) di quel maestro di cinema, autore, tra l'altro, di perle come Il Nastro Bianco e Funny Games.
Anche se, a mio parere, il riferimento più importante potrebbe essere Polanski, almeno per la parte prettamente psicologica. (il tema del "chi è?" "chi sono?" presente ad esempio ne La morte e la Fanciulla o ne L'inquilino del terzo piano).




Altro film, l'ennesimo, che gioca per sottrazione, riducendo al minimo ogni possibile componente.
La location, intanto, è una magnifica villa persa nella campagna, lontana da ogni possibile contatto con la civiltà.
Soltanto tre i personaggi.
E dinamiche ridotte all'osso, tanto che questo potrebbe essere l'ennesimo film adatto ad una riduzione teatrale.
C'è il tema del doppio, quello del vero e del falso (anche le maschere possono essere emblematiche in questo), quello della tragedia che destabilizza le famiglie, quello della pazzia.
Lo spettatore si ritrova dentro ad un terribile gioco, doppio persino.
Scoprire perchè quella madre odia così tanto uno dei due figli.
Scoprire se quella donna è effettivamente la madre.
Ma Goodnight Mommy non tradisce nè prova a "fregare" mai lo spettatore, non cerca mai di nascondersi per poi arrivare al classico ed improvviso colpo di scena tipico di horror di questo tipo. Anche perchè questo horror non lo è.
No, lo spettatore può farsi un'idea sin da subito (e mio fratello l'idea ce l'ha avuta dopo 3 minuti, ed era pure giusta), ma resterà sempre comunque col dubbio se quello che sta vedendo è effettivamente ciò che pensa. Merito di una sceneggiatura piena di indizi, suggestioni, false piste, sensazioni.
E simboli anche, tanti simboli.
Ad esempio le caverne, il buio, questo continuo perdersi nel nero. Questo chiamare e non rispondere.
O quei quadri in casa sfocati, simbolo di identità non nette, da decifrare e mettere a fuoco (il quadro principale nell'ingresso mostra, appunto, una donna sfocata, chiara metafora, a mio parere, della madre).
E questi scarafaggi che sanno di morte.




I due gemelli sono caratterizzati alla grande. Apparentemente molto buoni manifestano però notevoli lati oscuri. Li crediamo vittime di una madre effettivamente insopportabile, fredda, senza amore, aggressiva, ma manifestano comunque comportamenti inquietanti, singolari, chiari sintomi di un forte disagio, forse dovuto a qualche trauma.
I loro sogni sono terribili, e non è un caso se proprio nel sogno abbiamo le due scene più canonicamente horror. Magnifica la prima della madre nuda nel bosco, incisiva la seconda degli scarafaggi prima fatti ingoiare e poi tolti dall'addome.
La mamma, d'altro canto, all'inizio sembra una donna completamente anaffettiva, glaciale, indifferente verso i figli (magnifica in tal senso la scena dove fa finta di dormire e poi comincia a masticare di nuovo) assolutamente non meritevole di esser madre.
Ma tutte queste letture superficiali, come accadde in quel capolavoro che è Babadook (film che per certi versi richiama molto questo), sono destinate, mentre il film avanza, ad esser lette in maniera molto diversa.
Amo moltissimo questo tipo di film dall'atmosfera così densa, così interessanti nell'incedere, così imperscrutabili negli sviluppi.
In realtà la "verità" è intuibile sin dall'inizio ma la forza del film sta nel lasciarti sempre qualche dubbio. In questo senso piccole ma geniali alcune accortezze, come le bende dopo il ritorno dall'ospedale, come la foto della madre insieme ad una presunta "gemella", come quella telefonata in cui la stessa madre afferma di "essersi stufata di fare questo gioco".
Già, ma quale gioco?
In realtà questo è un film che può essere letto in maniere completamente differenti, dipende da dove lo si prende.
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Risultati immagini per goodnight mommy

Visto dalla parte dei gemelli è lo struggente racconto di un bambino che non riesce a superare un trauma troppo grande, di cui probabilmente è anche colpevole (la scena del lago?). E in questo trauma, in questa pazzia causata da un dolore e una mancanza troppo grandi, vedere che la propria madre non lo "asseconda" più è un ulteriore dolore, insopportabile. E così quel fratello così amato e poi perso, ritorna reale, diventa il diavoletto che lo convince a non fidarsi della madre.
Guardate che il processo psicologico dentro questo film è interessantissimo eh. Io amo mio fratello, lo sento vicino a me, mia madre non lo considera e allora "lui" incita me stesso a non crederle. Un atto d'amore per un fratello (vuole che anche la madre lo veda) diventa motivo d'odio verso la madre stessa. Ma tutto questo processo è nella testa di un solo bambino che ragiona anche per l'altro, formidabile.
E quella madre invece semplicemente non ce la fa più a reggere un gioco terribile, dolorosissimo e distruttivo. (ripenso anche a Shutter Island).
Il suo nervosismo è il nervosismo di una donna che vede il proprio figlio completamente impazzito, perso in un mondo dal quale forse non tornerà più.
Nel secondo tempo questa tematica della malattia mentale la farà da padrone, le carte cominceranno lentamente a scoprirsi.
Il gatto nell'acquario, le torture, quella madre che soltanto adesso cominciamo a capire e comprendere.



Il film si farà ancora più disturbante, a tratti visivamente molto forte.
Il paradosso è che più diventa violento, più la pazzia di Elias lo porta a gesti più estremi, più umanamente la vicenda ci sembra dolorosa, intensa e triste.
Forse quando accadono tragedie simili si entra in una spirale dalla quale è impossibile uscire.
E quando anche l'amore e l'affetto vacillano non c'è più nulla che possa tenere insieme i pezzi.
Vite che paiono tanto simili ad un inferno dal quale è impossibile uscire a riveder le stelle.
Non resta che morire nel fuoco.

( voto 8 )

22 commenti:

  1. Oh, ce l'hai fatta a scrivere la rece ;) Purtroppo ricordo pochissimo (la memoria fa cilecca), però mi era piaciuto tantissimo.
    L'ho messo nella mia classifica di fine anno se non ricordo male.
    Deve essere stato molto interessante vederlo al cinema, all'una di notte.
    Bell'iniziativa quella dell'Uci.
    Peccato per gli altri film che non sono granchè.

    Eh, siamo messi male con la promessa ;) attento che ti tocca...
    Quale film hai scelto come punizione?

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    1. Ammetto che andare al cinema all'una di notte è bellissimo, ma ti ritrovi con 15enni decerebrati, sempre.
      Gli unici over 30 eravamo noi.
      Era da ammazzalli, ti giuro.
      Alla fine del film ovviamente si sprecavano i "che cacata" "ma do cazzo m'hai portato" e cose simili

      sì sì, bella iniziativa, bellissima, a prescindere dalla qualità

      guarda, lascia perdere, Moccia. Ce la devo fare. Ma intanto entro fine anno devo vedere la punizione dell'anno scorso

      è durissima ma Moccia non potrei proprio

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    2. Rachele Tommaso27 aprile 2016 14:33

      Ma io a 15 anni andavo a nanna alle 9 , e questi vanno al cinema all'1 di notte?
      So cambiati i tempi!!!
      Twilight rispetto a Moccia è tipo il film più bello della storia.
      In bocca al lupo ;)

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    3. Lo so perfettamente.
      Twilight lo odierò, mi farà schifo ma oltre la cosa cinematografica non vado.
      Moccia sarei a rischio suicidio. O omicidio. E lo dico seriamente

      guarda, massimo ne avevano 18

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  2. Come sempre le tue recensioni fanno venire una gran voglia di vedere il film!! (film in questo caso che anche solo per il genere non avrei mai considerato!)
    L'incipit mi ha fatto pensare alla Trilogia della città di K, anche i nomi dei "gemelli" sono simili (Lucas e Claus).. Grandissimo libro, terrificantissima storia!
    ciao!

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    1. No, vabbeh, sta coincidenza fa paura...
      E? il libro che sto leggendo adesso. In realtà "sto leggendo" è un parolone, visto che non riesco più a leggere. Ma è il libro nel comodino, ero arrivato circa a pagina 100. E sì, ci sono richiami.
      Tra l'altro, ma lo saprai, è uscito anche il film, "il grande quaderno"

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    2. Si.. Ma non gli ho dato peso perché avevo paura fosse deludente!
      Ho letto quel libro al primo anno di università.. Rimasi in appartamento da sola nel weekend.. Telefono spento, scatolette di tonno, qualche pezzo di pane, un po' di sigarette e pause per pipì.. Ricordo che non ho smesso di leggere per ore e ore e non ho visto/parlato con nessun essere umano fino al lunedì.. Un'esperienza dolorosa e travolgente come poche.. Poi ho letto quasi tutto di lei! All'epoca avevo tanto stomaco

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    3. AH, ma forse lo è, deludente dico.
      Anche io ho vissuto letture full immersion in quella maniera, non te le dimentichi più.
      Mi stava piacendo moltissimo poi, come mi accade da 4,5 anni, è tornato il blocco.
      Ci deve essere qualcosa in testa che non mi fa più leggere.
      Prima o poi torno.
      E se torno so cazzi

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  3. Stilisticamente mi è piaciuto tanto, ma grossomodo l'ho trovato solo stile. Un po' vuoto, non so...

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    1. Io invece l'ho trovato pienissimo Michele.
      Anzi, così pieno che non ho nemmeno fatto tanto caso allo stile (e infatti praticamente non ne ho parlato).
      che buffo ;)

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  4. Volevo proprio consigliarti questo film e pare che non ce ne sia stato bisogno. È piaciuto molto anche a me, veramente disturbante e coinvolgente. Una gran bella sorpresa.

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    1. Sul filone te li hai visti tutti, lo so ;)

      ma questo l'avevo adocchiato da quando uscì, nonm a caso lo misi nella promessa di inizio anno

      guarda, non so che difetti ha, ma qualcuno deve averne perchè come soggetto secondo me qui si poteva arrivare al capolavoro. Non lo è, ma rimane grande

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  5. Mi ispira abbomba solo dalla premessa e dalle immagini. Passo a leggerti dopo la visione - se riesco a vederlo...

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    1. Io l'ho beccato in questa iniziativa ma se aspetti, come dice revu qua sotto, dovrebbe uscire al cinema normalmente.
      Fammi sapere ;)

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  6. Non leggo la recensione, me la lascio per la visione post cinema che uscirà se non ricordo male a Luglio, bella tra l'altro la rassegna di Midnight Factory, casa che stà facendo uscire tante chicche in home video tutte horror background :)

    P.S. In merito alla promessa ti avevo detto che ne avevo scelti 10 però mi sbagliato, sono 15 anche quelli che deve vedere io :P non sono così tanto più aventi di te come dicevamo, io 5 te 3 :)

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    1. E' vero, della Midnight ho visto bella roba (anche brutta). Ma una casa "di genere" è una gran cosa...

      Ahah, allora 15 pari. Ma io sono a 3, te più de metà maledetto

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    2. Come promesso visto e letto la rece a post visione, anche se me lo sono perso al cinema... Bhe c'è poco da aggiungere alla tua bellissima e sentita recensione, completa ed esaustiva. Pellicola notevole che gioca di tensione costante e crea un'atmosfera ansiogena dall'inizio alla fine, non ha cedimenti ma anzi scarre in crescendo con un finale splendido, vibrante e risolutivo. Adoro questo genere di film con questa struttura di svelamento progressivo e uno stile asciutto e asettico, la provenienza austriaca dei registi si nota tutta con contaminazioni dici bene di Seidl, Haneke e Polanski, horror psicologico potente.

      Voto: 8/8,5

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    3. Beh, al cinema era quasi impossibile beccarlo...
      Io son stato fortunato

      hai commentato circa 10 film questi giorni e credo che in tutti e 10 i casi darei il tuo stesso voto. Cioè, veramente, al massimo mezzo di differenza

      tra l'altro hai visto tutti i più bei film dell'anno per me. Anche se forse manca il più bello... ;)

      io qui, come avrai letto, lo svelamento l'ho vissuto poco, mio fratello aveva capito tutto dopo 3 minuti

      ma è lo stesso, non è un film da colpo di scena, anzi, "immaginarmelo" mi dava anche più tensione forse

      beh, è la moglie di Seidl, contaminata sì...

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  7. Complice l'influenza mi sono recuperato quasi tutto quello che dovevo dei film recenti :D

    Il collimare delle idee e addirittura dei voti di gradimento mi rende felice perchè abbiamo stessi metri di giudizio e stessi gusti che rafforzano la passione e la stima reciproca ;)

    Io lo svelamento non lo avevo capito, ma sono d'accordo con te, da qualsiasi prospettiva lo si veda la tensione rimane ed è per me un gran pregio del film.

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    1. Speriamo che il film misterioso (forse il mio numero 1) capiti in dvd nelle tue mani ;)

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    2. Se ho capito bene qual'è capiterà a breve ;)

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    3. ahah, vediamo se sei un mago davvero ;)

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