14.7.15

Recensione: "A Field in England"


La conferma, dopo il bellissimo Kill List, di trovarsi davanti ad un giovane autore dall'incredibile talento e assolutamente fuori da ogni logica imperante.
Date il tempo però al film di mostrarsi fino alla fine.

Spoiler dopo la seconda foto


E' possibile che si possa parlar bene, anzi benissimo, di un film che per almeno un'ora (dell'ora e mezzo totale) ti è sembrato quasi completamente sbagliato?

Ma certo che è possibile, visto che molti film, specialmente quelli non banali -che quelli lo capisci da subito che viaggiano su binari prevedibilissimi- hanno il bisogno di mostrarsi completamente, fino alla fine, per far vedere chi sono.
Cosa sono.
E poi con Ben Wheatley era già successo no? anche Kill List era qualcosa di quasi indefinibile e abbastanza derivativo prima dell'incredibile e potentissima mezz'ora finale.
E così sto giovane regista inglese di poco più di 40 anni m'ha fregato e affascinato di nuovo, ancora una volta con i suoi  modi e il suo stile.
Uno stile raffinatissimo (forse pure troppo qua, vedremo perchè) e dei modi completamente anticonvenzionali, specie per quel miscuglio di generi che ti propina ogni volta e per quel fregarsene assolutamente di "aiutare" lo spettatore alla comprensione.

Siamo in un campo inglese come titolo, meraviglioso, ricorda.
Dovremmo essere nel 1600 e ci sono 3 soldati che scappano da una battaglia. Disertori insomma. Con loro, per caso, un uomo di studi, l'allievo di un alchimista. I 4 vagano per il campo in cerca di una birreria. Incontreranno O'Neil, un personaggio che l'allievo alchimista conosce bene. E sotto il comando del perfido O'Neil, anch'esso una specie di santone alchimista, la ricerca non sarà più quella di una birreria ma di un misterioso tesoro.
Bianco e nero. Pure troppo bello e patinato per un film ambientato in quegli anni (qui il riferimento allo stile troppo alto per me).
Il campo, i campi, sembrano infiniti.
Il film, come già accadde con Kill List è un mix di generi. Scene fortemente drammatiche, altre comiche, altre quasi da avventura picaresca e qualche spruzzata surreale (penso a quelle immagini-cartolina quasi statiche) che poi deflagrerà nella seconda parte.


Funziona poco, pochissimo.
Tutto sembra abbastanza confuso.
I personaggi, i comportamenti, le stesse scene, i passaggi in montaggio tra una scena e l'altra (come si arrivi alla sequenza della corda e perchè facciano quello Dio solo lo sa) sono uno più insensati dell'altro.
Certo, a volte resti comunque affascinato, altre ti fai una risata, in altre ancora l'interesse per capire cosa sia questo film, di cosa parli, diventa veramente pressante, e questo è certamente un merito. Ma, inutile negarlo, per quanto ero ben predisposto ho comunque faticato, e non poco, specie per questa narrazione così senza senso e apparentemente mal montata.
Ma poi arriva l'ultima mezz'ora.
E avviene un paradosso quasi magico.
Nella parte più sensata, la prima ora, non riuscivo a trovare un senso, in quella più insensata, il finale, eccolo che arriva.
E' come se per un'ora avessimo avuto davanti a noi un ubriaco non riuscendo a capire che lo fosse (ubriaco dico), e poi, solo quando questo comincia a delirare, cominciamo invece a comprendere tutto, non solo la sua ubriacatura, ma anche qualcosa dentro di essa che prima ci sfuggiva.
E, restando in metafora, il deliro di A Field in England è pazzesco.


Il film perde completamente la sua "fisicità" e diventa qualcosa di indescrivibile, un trip metafisico di potenza impressionante. Ci sono 10 minuti, quelli successivi all'ingerimento dei funghi allucinogeni, che sconfinano dal cinema per come lo intendiamo normalmente e approdano in quelli dell'arte visiva. Distorsioni, sdoppiamenti, ralenti, vento che soffia, un pianeta nero sopra di noi.
E' strano dirlo, ma mi sono quasi commosso dalla bellezza.
E forse cominciamo a capire, forse quel campo sterminato è un campo dal quale è impossibile uscire, forse quell' O'Neil è una figura diabolica, forse l'allievo alchimista ha poteri che sconfinano nel divino.
E la gente resuscita intanto.
Avevo già visto un film memorabile assimilabile a questo, mi riferisco al sempre troppo poco pubblicizzato Sauna.
Anch'esso ambientato centinaia di anni fa, anch'esso con protagonisti dei soldati, anch'esso metafora di qualcos'altro, anch'esso dal valore metafisico incredibile.
Come già successe con Kill List ognuno tirerà fuori le sue interpretazioni.
Ma quel non-luogo così sospeso, quella specie di Diavolo che è O'Neil, quel tesoro da trovare che forse è qualcosa di poco materiale e di molto spirituale, mi hanno fatto venire in mente una fantastica immagine del Purgatorio.
E, con uno sprazzo di umanità così la voglio pensare.
E quei tre uomini alla fine, i buoni, forse potranno uscire da quei campi e andare in zone meno pericolose di quella.
Del resto lo dicono loro stessi all'inizio:

"Dio ci troverà comunque"

28 commenti:

  1. Lo vedrò presto.
    Pensa che l'ho scoperto giusto ieri, per puro caso, e oggi vedo la tua recensione(che non ho letto completamente per evitare spoiler). Coincidenza incredibile.

    Comunque grandissima idea quella delle righe riassuntive al'inizio :)

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    1. E' un'idea stupidissima che molte volte mi si potrà anche ritorcere contro (nel senso che se da quelle righe si capisce che non c'è niente di interessante uno manco legge).
      Ma quando condivido su facebook scrivo sempre due righe per "presentare" il film, ecco, le ho portate anche qua

      la coincidenza è grossa ma forse deriva dal frequentare gli stessi siti streaming..

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  2. "Amico? La parola suona bene nelle tue labbra. Quell'altro la usa come un bastone per colpire, non è vero?"

    Io mi son trovato trasportato piacevolmente fin dall'inizio, quel non avere idea di cosa stesse per capitare e qual il senso, ma anche solo il registro, il genere, mi ha fatto assaporare ogni cosa e tenuto sul chi vive. Non ho potuto fare a meno di affezionarmi a tutti abbastanza da poi essere completamente partecipe del delirio finale.

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    1. "quel non avere idea di cosa stesse per capitare e qual il senso, ma anche solo il registro, il genere, mi ha fatto assaporare ogni cosa e tenuto sul chi vive." ma questo è stato anche per me, esattamente così. Anzi, sono queste cose che mi hanno "tenuto in vita". Io mi riferivo proprio alla realizzazione, alla scrittura delle scene e al montaggio, per il resto atmosfera, ambientazione, non capir nulla e tutto quello che dici mi catturavano (credo di averlo anche scritto).

      E' vero! ho mancato di sottolinearlo ma questo film in solo un'ora e mezza ti fa affezionare ai personaggi più di moltissimi altri film che hanno questa come una delle prime istanze

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  3. Oh Caden, ammazza che ritmo!
    Questo pure mi piacque moltissimo. Solo che dovrei ridargli uno sguardo, l' ho visto più di un anno fa. Mi colpì particolarmente perché fu una visione 'nuova' per me, non capii molto della trama ma rimasi affascinato da tutto l' impianto estetico del film...poi quei minuti psichedelici...Ma l' hai visto doppiato?
    È stato il mio primo Weathley seguito dal grandissimo(per me) 'Kill List' e dall' altrettanto splendido 'Sightseers' (se non l'hai visto, te lo consiglio...una commedia nerissima, divertente quanto scorretta e immorale). Comunque sto Ben Weathley è veramente forte...entro la fine di quest'anno anno dovrebbe uscire il suo nuovo lavoro 'High Rise' tratto da un romanzo di Ballard (da cui Cronenberg ha tratto uno dei suoi più grandi capolavori, ovvero 'Crash').

    Alla prossima Caden!

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    1. Mamma mia sì, anche questo doppiato...
      Era in hd, l'occasione era troppo grossa.
      Mi chiedo come facciano ad essere doppiati sti film se non sono stati distribuiti ma magari sono usciti in home video.
      Ho letto che parlavano un inglese, giustamente, molto arcaico, ma anche in italiano bene o male la cosa l'hanno mantenuta.

      Beh, io a Kill List ho dato 8, fai un pò te...
      Sì sì, quella commedia mi è stata suggerita più volte, credo che mi potrebbe piacere davvero molto.

      Ecco, grande anteprima quella che dai ;)

      ciao!

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  4. bello e misterioso, qui quello che dissi a suo tempo per non farti perdere tempo...http://bradipofilms.blogspot.it/2013/07/a-field-in-england-2013.html

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    1. Entro stanotte vengo sicuro, forse anche presto

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  5. recuperato giusto l'altro ieri, bello si. fotografia e ost veramente azzeccate

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    1. Ciao!
      Nuovo(a), giusto?
      Benvenuto(a).

      E' vero, grande colonna, ma non parlarne mai è uno dei miei grandi difetti. Almeno due volte aiuta due scene a diventar quasi poetiche

      (anche te visto adesso, è un'epidemia..)

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    2. ciao! si scusami se non mi sono presentato ma ti lurkavo da un po XD
      abbiamo gusti molto affini e mi hai aiutato anche a scoprire qualche film di questi mezzi sconosciuti! (sto in un periodo di recupero cinematografico pazzesco)

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    3. Ma no, hai il nick e tutto, non c'era bisogno di presentazione, semmai quella dovrebbe farla un anonimo.

      Ti ringrazio!

      E se ti divertirai a proseguire il tuo blog (bel nome!) senza vederlo come un impegno poi ripassa qua che si mette in blogroll.
      Ancora hai troppa poca roba.
      Ciao!

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  6. Non il suo film più riuscito, ma Ben Wheatley è probabilmente il regista più interessante degli ultimi anni!

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    1. Con un film e basta non giudico mai, con due secondo me già si può fare.
      E, come con Rumley, dopo due film posso dire che è assolutamente così ;)

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  7. Non conoscevo, e ti faccio la solita domanda che faccio sugli Horror, da estendere anche a Sauna. Te lo sogni di notte?

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    1. Oh, ma perchè ogni film che recensisco fuori dai drammatici li prendete per horror?

      Ahah, non lo sono nessuno dei due.
      Sauna è uno psicologico che mischia dentro film storico, drammativo, thriller e una piccolissima venatura horror, ma piccolissima eh.

      A Field in England è a metà una specie di Brancaleone un filo più serio e l'altro un surreale/psichedelico assurdo.
      Ti piacerà la seconda parte, ne sono sicuro.

      Se le sogno la notte è perchè mi son piaciuti ;)

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  8. Un'opera che ha veramente qualcosa da dire. Si capisce che in tutti i momenti si parla del tesoro per sottendere alla salvezza della propria anima o anche soltanto qualche parte di se stessi, fossero anche le proprie percezioni. Il campo in Inghilterra diventa così metafora della vita così sempre e tanto esposta ai rischi rappresentati dai cannoni di guerra. La cosa più interessante, però, a mio modo di vedere è con quale stile e forma tutto ciò venga raccontato: non sono le soggettive dei personaggi a dominare, ma qualcosa fuori di loro che li domina, anche quando emergono le percezioni più individuali. Mi è parso quasi di assistere ad film leibniziano, in cui i punti di vista sembrano implicati in altri punti di vista, cioè percepiscano gli altri inglobandoli nella propria coscienza, o viceversa siano percepiti e inglobati dalla coscienza degli altri, e insieme costituiscano un grande piano universale in cui ciò che importa non è tanto la verità e l'oggettività della realtà, quanto il fatto che vivi, morti o soltanto feriti si possa trovare un sentiero per arrivare a quell'agognato tesoro dell'eternità che salva e redime.

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    1. per quanto riguarda la scena in cui corre legato in cerca del tesoro si tratta di mesmerizzazione. Per caso ne sto leggendo ora in un libro dei Wu Ming. Si tratterebbe, a grandi linee, di far uscire dai fluidi dei corpi in maniera pilotata, tramite una seduta, qualcosa che è memorizzato e bloccato al loro interno. Non me chiede de più

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  9. Scusa ma mentre scrivo ci sto ancora riflettendo. Il significato della mesmerizzazione è legato forse anche all'assunzione di sostanze psichedeliche, come dicevo appunto nell'intento di far emergere una memoria collettiva che ci sovrasti e forse anche che ci salvi.

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    1. Rocco, com'era quella faccenda della superficie, della pelle e del non cercare di trovare significati etc.. etc... ????

      ahahah

      solito commento in cui alzo le mani

      due cazzate

      1 io ho inteso che più metafora della vita questo campo in Inghilterra sia qualcosa oltre la vita. Ci sono molti elementi, il soldato morto più volte (ma, forse, tutti sono morti in battaglia). la presenza di quello che viene chiamato Diavolo, l'atmosfera trascendentale, la stessa location, un posto tutto uguale da dove uscire (purgatorio?), alcune immagini e loro 3 nel finale, in cima alla collina, come pronti e meritevoli di andare oltre

      2 riguardo i punti di vista che sono soltanto ultime matrioske di quello che chami piano universale assolutamente sì, il film trascende i suoi personaggi, lo si precepisce in modo molto forte.

      3 molto interessante la cosa della mesmerizzazione. Curioso che, anche se in maniera diversa, questo ricordi alcune pazze teorie che ho visto nel doc su Scientology. Mesmer parla di blocchi di questo fluido corporeo che causano malattie e problemi, gli scientologisti attraverso un apparecchio trovano delle specie di "masse" dentro di noi che sono traumi o preoccupazioni che ci rendono difficilela vita.
      Quindi in entrambi i casi abbiamo una tecnica pilotata atta a tirar fuori qualcosa dentro di noi per guarirci.

      4 i funghi sono e devono essere basilari, tornano troppe volte nella scenggiatura, anche in alcuni dialoghi. La psichedelia potrebbe anche essere vista come un qualcosa che ti aiuta a "vedere meglio", il trascendente in questo caso.

      Diciamo cose simili ma io più in chiave divina, te meno

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  10. Sul punto 0 credo che continueremo a dividerci in eterno, ma per me anche una sonora scoreggia ben assestata è legittima anche ad un capolavoro.
    Sui punti successivi concordiamo pienamente:
    1. Non so in quali modi, ma evidentemente tutta la vicenda non è altro che un cammino escatologico che guida alla salvezza, non è lineare perché diversi sono i punti di vista, ma simili sono le prove e c'è il campo che li accomuna tutti, può essere la vita o il post-vita, quello che è importante è che è un cammino per la salvezza.
    2. Infatti qui mi interessava il tuo parere più tecnico e sono contento che la cosa ci stia.
    3. Esatto i blocchi causano malattie, la terapia consisterebbe nel liberare i flussi intrappolati, ma questo sapere è estensibile (si può dire estensibile? boh) anche al di fuori dell'ambito curativo. Il corpo umano cioè avrebbe una memoria oltre quella cosciente che se sbloccata può accedere ad una sorta di memoria impersonale, all'inconscio collettivo per dirla con Jung.
    4. Si anche in questo caso sono d'accordo, il cammino di liberazione e verso la salvezza richiede un'iniziazione e qui c'è una grande vicinanza con Jodorowsky. Ma c'ho visto anche un parallelo con the look of silence in cui c'erano le lenti come oggetto propedeutico ad una diversa visione del mondo.

    Comunque veramente un grande film, di quelli che ti svuotano come una busta di plastica.

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    1. No, ma mica siamo divisi eh..
      Dicevo solo che te giustamente esaltavi il non giudizio e la bellezza della superficie e poi sei sempre il primo a fare analisi incredibili che arrivano nei punti più profondi e inaccessibili
      Secondo me sotto sotto io ancora più di te considero potenzialmente potente l'inezia o il nulla ma quel post parlava d'altro e non ci siamo capiti.

      1 esatto, è un film di persone che cercano la salvezza. Di cosa, dove e quando possiamo discuterci in eterno ma quello fanno

      2 bene

      3 come fossimo sineddoche inconsapevoli di un tutto

      4 bellissimo paragone, Ma dove in un film queste lenti sono sensoriali nell'altro rappresentano la storia e la memoria, sono molto più oggettive

      contentissimo ti sia piaciuto, dovresti vedere anche il suo precedente Kill list perchè ci sarebbe da chiacchierare anche lì...

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    2. Bene, allora chiudo col Grazie per avermelo consigliato.

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    3. finito ora, bello, simpatico e potente. forse da rivedere per coglierlo maggiormanete.
      mi accodo qui perchè è lo scambio che mi trova più vicino. i due sono allievi alchimisti, uno ha perso la via della Luce, l'altro no; non penso che la mesmerizzazione c'entri perchè arriva dopo, anche se quello che succede dopo la tenda potrebbe farlo pensare.
      i funghi sono un Regno a parte, carico di simboli e poteri, portano alla luce dalla terra la parte più pericolosa e potente, possono essere buonissimi, mortali, aprire porte. inoltre si riproducono (resuscitano) in modo "invisibile".
      non sono così esperto da poter dire di più ora, però come dicevo a un ulteriore visione a cui far seguire qualche opportuna lettura di approfondimento.
      resta un bellissimo film, anche sull'amicizia

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    4. La bellezza di questo film sta nell'essere così spoglio di cose (un luogo, personaggi ben definiti, pochio elementi nel paesaggio, pochissime azioni), quasi rispettoso delle Unità aristoteliche direi, eppure porta a così tante riflessioni.
      Interessantissime anche le tue, e ancora diverse

      tornando ai gioiellini, posto dove credo hai preso questo film, ci terrei che tu e Rocco vediate The Bothersome Man

      mi piace molto la tua chiosa sull'amicizia, non è evidente come cosa ma molto forte secondo me

      non mi ricodo poi se hai visto Kill List dello stesso regista

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  11. Ti dirò Emmeggi che una seconda visione, a mio modesto parere, potrebbe rovinartelo, perché andrai alla ricerca di significati anche dove non ci sono, mentre la forza di questo film risiede in un flusso di significanti senza significato. Proprio come quell'universo allucinato e allucinante che aprono quei funghi carichi come dici di "simboli e poteri". Sullo stesso filone io ti consiglierei anche Amer, sono film emozionali, che devi sentire sulla pelle in un unico momento. Anch'io come Giuseppe ti rimando a Kill List concepito con la stessa assoluta e arbitraria logica, che arriva, in quel caso, addirittura a livelli soffocanti e di autentico delirio paranoide/cospirativo. Colgo invece l'invito di Giuseppe per Bothersome Man che ancora non ho visto.

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  12. Recuperato dopo che lo avevi inserito nella lista di fine anno... sai che vidi Kill List e che mi colpì molto anche se non ne rimasi entusiasta come te. Questo A Field In England mi è scivolato via con scioltezza pur nella sua cripticità, è un oggetto assolutamente affascinante e pieno di chiavi di lettura diverse. Insomma mi è piaciuto, anche se non è perfetto, ha dei limiti, ma anche dei pregi notevolissimi come l'ultima mezz'ora in cui esplode letteralmente e in cui vieni fagocitato in un vortice audio/visivo che non ricordo di aver mai visto così vivido. Weathley è autore alternativo e che mira molto a sconvolgere lo spettatore con twist improvvisi e squarci davvero impressionanti. Prossimamente vado su Killer In Viaggio. ;)

    Voto: 7,5

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    1. Quel quarto d'ora amico è qualcosa di impressionante...
      La penso come te, ho faticato prima (strano perchè di solito le parti lente sono le mie preferite) e sono stato letteralmente travolto dopo.
      Hai ragione, un vortice. E hai ragione, non me ne ricordo così.

      siamo 1 a 1, Killer in viaggio deciderà da che parte pende la bilancia ;)

      bene!

      (stesso voto per me)

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