7.1.15

Recensione: "The Innkeepers"

Sarà anche questo uno dei motivi per cui amo tanto l'horror.
E' che mentre negli altri tipi di generi si tende sempre a uniformizzare il giudizio degli appassionati (un bel film d'azione piacerà a quasi tutti i fan dell'azione, una bella commdia a quasi tutti i fan della commedia e così via) l'horror è invece capace come nessuno di soggettivare il giudizio.
Non c'è un singolo horror, anche dei più belli, che mette d'accordo (quasi) tutti.
Ognuno ha background filmici diversi, ognuno ha il proprio concetto di paura, ognuno ha preferenze di sottogenere, costruzioni ed atmosfere.
Negli altri generi non è così, di capolavori riconosciuti ce ne sono centinaia.
L'horror no, l'horror è personale, per niente democratico ed insidiosissimo.
Sarà per questo che mi ritrovo a considerare davvero mediocre (alla latina) un film amato e osannato da tantissima critica, anche quella meno ufficiale, ma non meno competente, di tanti amici di rete (dei quali per adesso ho visto solo i voti ripromettendomi di leggere poi al più presto le recensioni per capire cosa non ho capito io).
Altro capitolo, Ti West.

Viene considerato un prodigio del nuovo cinema horror, e probabilmente lo sarà.
Per ora con l'episodio di VHS e con questo Innkeepers (a livello distributivo e qualitativo la sua opera più importante) dire che non mi ha detto quasi nulla sarebbe un eufemismo.
Ho trovato molto interessanti i primi 10 minuti del film perchè, pur nella derivazione del sottogenere (hotel infestato), li ritengo abbastanza originali, con questi due custodi-proprietari di un albergo ormai quasi dismesso decisi di capire quale mistero, quale maledizione, quale segreto celi lo stesso albergo. Insomma, di solito si pone l'attenzione sui clienti o su qualcuno che giunge appositamente (o per sbaglio) nell'albergo, non nei proprietari.
E anche il finale, con quel deflagrare- finalmente- della componente horror e una interessante venatura psicologica è molto buono.
Tutto quello che c'è in mezzo francamente è di una piattezza impressionante.
Piatti i personaggi, piatte le vincende, piatto il ritmo, completamente assente (almeno per me) la componente paura-inquietudine.
Clichè su clichè, l'albergo, il fantasma, la sensitiva, la tragedia passata, i ghostbusters, il seminterrato, le scale e le porte, senza mai un unico anche sporadico guizzo.
Non ho provato empatia, non ho provato interesse, non ho provato purtroppo nulla, solo tanta tanta noia.
Ma riconosco a West una grandissima capacità tecnica, un uso dell'inquadratura, specie quella in movimento, quasi magistrale (che bello il carrello nella lavanderia, sontuoso), una passione per il genere non indifferente e anche il coraggio e l'abilità di giocare molto di sottrazione.
Che poi io la sottrazione la amo da morire, specie negli horror.
E' la sottrazione una delle armi migliori per saper inquietare, non l'esagerazione o le eccessive "manifestazioni" (in senso lato).
Ma qui ahimè questa sottrazione mi ha soltanto annoiato da morire.
Ho trovato poi quasi madornale un errore nella costruzione del personaggio principale, quello di lei.
Una ragazza che vuole cercare fantasmi, che si inoltra in cantine e stanze vuote per rilevare presenze spiritiche, una che sembra fare quella cosa quasi di lavoro (o per passione), una che anche davanti a segnali quasi oggettivi di presenze malefiche non vuole andar via ma proseguire fino in fondo, beh, non mi può poi urlare come una bambina viziata quando l'amico la chiama da dietro, per un uccello che vola o per una porta sbattuta.
E' davvero incredibile come la ragazza si sia impaurita di più in sequenze come queste che nel vedere l'uomo ucciso nella vasca (ottimo, best scene) e la donna del passato impiccata.
Glisso sulla presenza dell'attrice sensitiva, noiosa come poche, vista e rivista e francamente inutile.
Non lo so, avrei voluto amarlo.
Ma non ce l'ho fatta.

( voto 6 )

49 commenti:

  1. Anche io non l'ho amato moltissimo

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    1. Forse gli unici 3 ad averlo ritenuto sopravvalutato ci siamo ritrovati qui... :)

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  2. Concordo in pieno.
    Film sopravvalutatissimo.

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    1. Come sai so perfettamente.
      Sì, vedendo gli 8 e passa di amici anche il superlatvo per me ci sta

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  3. Con calma sono venuta a leggere tutto quanto. Partendo già col mio cuore di amante di Ti spezzato. Quello che dici tu nell'introduzione alla fine è la soluzione al rebus, perché pur essendo d'accordo su una buona parte delle tue affermazioni, è la conclusione finale che è diversa. Cliché su cliché, certo. Ma con che eleganza. Piatto il ritmo, vero anche questo, ma a me è servito solo ad amare di più quei personaggi che a te invece non hanno colpito. E sì, soprattutto lei, Claire. Adesso però dovrai vedere anche The house of the devil!

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    1. Certo che lo vedo Mari, ci mancherebbe.
      Io non ho pregiudizi e amo tantissimo ricredermi.
      Qua purtroppo ho intravisto una grande padronanza del mezzo, ma quasi nulla in fase di scrittura.
      Elegantissimo, è vero, ma anche il luogo aiutava eh...

      E', come sempre, questione di empatia.
      E io con lei proprio non ce l'ho fatta.
      Sarà quel broncetto ;)

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  4. io invece l'ho trovato tra gli horror migliori degli ultimi anni.
    la prima parte in particolare è divertentissima.
    a me non ha annoiato manco un istante, e sì che sono uno che si annoia facilmente... :)

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    1. Ti ho letto Cannibale, o meglio, l'avevo già fatto ieri.
      Quando ci sono 2 punti e mezzo di differenza su un film credo che trovare una linea comune sia impossibile.
      Ed ho letto di questa tua lettura "divertente", ma io non ci ho visto nemmeno quello ;)

      ahahah

      probabilmente la verità è nel mezzo

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  5. Una piccola perla!

    La ragazza è talmente ingenua/carina/impacciata da farti affezionare fin da subito, e sta bene in coppia col tipo.
    Pochi personaggi, non troppo horror, inquietudine e (personalmente) paura seria verso il finale.
    Fine con piccola beffa giusto per lasciare l'amaro in bocca et voilà.
    Bello l'hotel con il dubbio proiettato pure attraverso di lui: ce sta qualcosa di paranormale o non ce sta? Mica trasuda orrore come quello Sciaininiano...
    (Sciaininghiano più corretto ma troppo difficile. Anzi, forse no, interrompe un po' quell'eccesso di dentali)

    Promosso!

    -Il tuo incipit al post dice tutto comunque, nulla da obiettare-

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    1. Ahah, ma guarda che io son d'accordo su tutto eh...
      Nel senso che i pregi che elenchi (elencate) sono quelli che molto spesso ricerco anche io negli horror.
      Ma non si scappa, film che vanno così di sottrazione o ti affascinato o ti annoiano.
      Ecco, secndo me c'è un titolo simile, The last will and testament of Rosalind Leigh, che è davvero un gioiello. A me ha preso l'atmosfera, di testa, il messaggio.
      Qui, purtroppo, niente :)

      Ma insomma, non consideratemi un amante degli horror con gli effetti eh, basta che mi leggete su Insidious per capire da che parte sto.

      Oddio, ma che hai fatto una velata critica a Shining?

      Non ci provare eh, sennò l'eccesso di dentali te lo levo io in bocca :)

      ahah, ciao Edo

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    2. Sia mai, intendevo proprio che là l'hotel fa ppaura anche da solo.
      Qui mica.

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    3. Ambè!!!!!

      Lì per lì mì è preso un colpo.

      E certo, che vuoi paragonare l'Overlook alla Locanda da Peppone?

      AHhaha

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  6. Io sono un fan piuttosto serio di Ti, e adoro il fatto che sia molto preciso in ogni sua scelta senza sentire il bisogno di motivarla agli spettatori. Il film trabocca di consapevolezza sul genere (scena del video con il BUH sul computer, manierismo da copione della ricerca dei fantasmi, i personaggi sanno benissimo cosa sia un film horror ma non lo dicono mai...). E' molto moderno come horror, per assurdo gioca lo stesso gioco di scream ma con stile totalmente diverso. Se "entri nel trip" ti godi proprio il film, ma se non attacca il finale non è sufficiente a ripagarti. The house of the devil è ancora più figo, ma non è diverso in questo senso da Innkeepers, quindi onestamente non aspettarti di adorarlo.

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    1. Sì sì, ti capisco perfettamente...
      Oltre a darti ragione sulle qualità che citi di West sono d'accordo sul fatto che The Innkeepers sia una specie di gioco con lo spettatore, che necessita di vivere "insieme" ai protagonisti quell'avventura.
      Io sono stato molto distaccato con le vicende, l'ho trovate proprio superficiali, è quello che m'ha fregato.
      Come dicevo ad Edo allora un film con The last will and testament of Rosalind Leigh gioca con atmosfere simili e gli stessi clichè ma ecco, lì c'ho visto il cuore che non ho riconosciuto qui.
      Vedrò sia quello che The Sacrament, io alla fine tifo sempre e comunque per West o per giovani registi come lui.
      A presto ;)

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    2. Non ho visto th last will etc, provvederò! Capisco il distacco. Magari con the house of the devil ti prende diversamente allora, non so. The Sacrament è nettamente un altro paio di maniche, è molto più viscerale. Comunque, a proposito di giovani registi, guarda appena puoi The Guest di Wingard. Niente horror ma filmone!

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    3. Sì,di solito anche negli horror ho bisogno di empatia, specie in quelli, come The Innkeepers che la richiedono.
      Poi ci sono horror bellissimi in cui non parteggi mai nè ti senti mai coinvolto ma di solito sono quelli vivivamente più forti quelli.
      Certo che vedò Wingard! mi è piaciuto VHS, VHS 2 e You're next, come potrei non vederlo ancora?

      w i filmorri

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  7. Ciao :) a me The Innkeepers e` piaciuto, l'ho trovato se vuoi anche molto tenero, una sorta di dichiarazione d'amore al cinema in generale. Ed e` li` che tutti i (se vuoi) cliche` e trucchetti e gomitatine (tenerissime) allo spettatore e le strizzatine d'occhio al fan del genere assumono un potere che rende questo film una perla, piccolina eh, ma indimenticabile (per me). Poi ho visto The house of the devil e: uau. Che bomba. The Sacrament e` direttamente Ti West che sembra urlare: hei, visto? Posso fare quello che voglio. Perche` usa l'horror e il thriller per fare un'operazione piu` complessa (entrare nel cinema tout court) e compiere un miracolo: resuscitare il found footage! Penso/spero ti piaceranno di piu'!

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    1. Ormai ho capito che Innkeepers ha un potere che ha stregato molti ed io non sono riuscito a cogliere.
      E mi dispiace molto.
      Sono quasi sicuro che The house ot the devil mi piacerà di più.
      The Sacrament vidi i primi 5 minuti poi dovetti chiudere, ma come tematica mi attira tantissimo.
      Resuscitare il found footage?
      Ma se ne siamo sommersi!
      Forse intendevi come qualità :)

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    2. Si santo cielo. Mica che qualche aspirante regista si metta a fare un found footage a causa mia, giammaipiuperfavore! No, diciamo che The Sacrament ne resuscita la qualita`, gli intenti e la dignita`! E, a maggior ragione, non dovrebbero farne molti, che ormai reggere il confronto e` difficile!

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    3. Ah, dici che è addirittura uno dei massimi vertici del FF?

      Caspita, lo ami proprio west eh?

      E anche filmorri

      E anche nelle demolizioni per ora siete andati a braccetto

      che sintonia! :)

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    4. Guarda Ti West e` bravo e io sono solo felice di averlo scoperto. Come a te, anche a me piace molto l'horror e lui gli rende onore!
      Per gli altri film: io davvero su quelli su cui sono stata negativa (soprattutto Luton, Hauser e Post tenebras lux) li ho visti tutti quando ancora stavo a Torino e purtroppo non ho cambiato idea nel tempo! Su Ti West, boh, io ho visto questi suoi film tutti nel giro di poco tempo e quando si fa una bella scoperta come si puo` non essere entusiasti!
      (e` come chi ha la fortuna di vedersi i 3 di Nicholls tutti a distanza ravvicinata = entusiasmo!)
      vertici = boh, non so, io che adoro i film sulle sette fatti bene (tipo la fuga di martha e the master), non posso non apprezzare the sacrament!

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    5. Di Nichols ne ho visti solo due, ho in mente Shotgun Stories presto.

      Anche a me piacciono da morire i film sulle sette (se fatti bene, altrimenti fanno schifo). A tal proposito trovo Kill List straordinario.
      Ma mica ti devi giustificare di nulla eh, ti sei spiegata benissimo sin dal primo commento!

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  8. Quando ti imbatti in un recensione così lontana da quello che è il tuo parere su un film tanto apprezzato, riscontrare nelle parole di chi scrive la totale mancanza di presunzione aiuta, e non poco, ad accettare l'opinione altrui anche se ti sembra così incredibile. Io infatti ho apprezzato tantissimo questa ghost story sobria, elegante e squisitamente ansiogena. Ma come è possibile che tu non abbia avvertito la sottile ma costante ansia dell'essere in un antico hotel prossimo alla chiusura, con tutte quelle porte chiuse su altrettante stanze ormai vuote, silenziose e al contempo rimbombanti di echi di storie di vita passate? Mentre i due protagonisti chiacchieravano nella hole non hai avvertito il peso tangibile di quei corridoi deserti sopra le loro teste? A me ha messo più paura il pensiero di quello che poteva aggirarsi in quei corridoi che non il classico seminterrato buio e teatro di una tragedia. Persino il fatto che la porta della camera data all'anziano fosse lì infondo al corridoio mi ha messo la cagazza :D L'atmosfera che regia e sonoro sono riusciti a creare è assolutamente perfetta secondo me!
    Peccato non possa dire lo stesso della sceneggiatura, l'unico aspetto della pellicola che non mi ha convinto fino infondo. E' proprio nel finale che perde colpi, trovo che gli eventi a partire dal ritrovamento del suicida (e qui siamo assolutamente d'accordo!) perdano di credibilità. La sensazione è che West non abbia voluto completare i compiti per casa, ha ceduto anche lui alla maledizione del protagonista che di punto in bianco perde qualsiasi istinto di autoconservazione, e nonostante l'enorme insegna al neon "Per l'orlo del precipizio sempre dritto" continua imperterrito a procedere. E' un vero peccato, se solo si fosse applicato di più e non mi avesse fatto urlare "ma dove cazzo vai brutta rincoglionita?! La sensitiva è al piano di sopra, come diavolo potrebbe provocare lei quei rumori?! E i bisbigli cazzo, non li senti i bisbigli adesso?! Scappa maledizione, SCAPPAAAAAAA!!!" :D

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    1. Ahah, bellissimo e molto competente commento MalawiBoy :)

      Sai dove è tutto il problema?

      Nel primo verbo che hai usato, "avvertito".
      Sì perchè tutte quello che descrivi in modo così complto è tutto vero, oggettivo.
      Ma il problema è che io tutte ste cose l'ho viste, ma non avvertite.
      E l'atmosfera non è una cosa empirica, ma "sentimentale".
      Ecco, io dall'inizio alla fine mi sono solo quasi annoiato, non ho avuto mai un minimo di tensione, mi sembrava tutto qualcosa di tremendamente patinato.
      Il soggetto c'era, tutti quegli elementi inquietanti che citi ci sono tutti (e, credimi, anche io amo il non visto, il percepito, la minaccia più di qualsiasi altra cosa) , il fatto è che per me questo è un film che manca del tutto di carattere, standard, abbastanza stereotipato.
      Molto elegante però.
      Ti ringrazio, da me non troverai mai presunzione o pregiudizi.
      Basta dire che un mesetto dopo ho visto e amato moltissimo The Sacrament di West.

      Davvero bellissimo commento!

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  9. E vabbè io c'ho provato :) grazie per i complimenti, troppo buono! Mi farò un giro tra le tue recensioni, non tutti sono attivi e partecipi come fai tu.

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    1. Per me ogni commento è un onore e preferisco mettere più impegno nel rispondere a chi mi scrive che nelle rece stesse.
      Ma sai che il tuo nome me lo ricordo? io per queste cose sono assurdo, non me ne scordo uno.

      tu anni fa hai già commentato , non ricordo dove

      ma potrei anche trovarlo, ho un metodo non tanto malato per farlo ;=)

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    2. Ah boh, potrebbe essere. Ogni tanto in effetti mi diverto a rispondere a delle recensioni ;) comunque in questi giorni mi son fatto una piccola scorpacciata: oltre a rivedere the Inkeepers ho visto pure The Borderlands e The Babadook. Tra poco toccherà a Oculus B-)

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    3. Io non mi sbaglio mai caro ragazzo africano :)

      appena trovato, su Godzilla

      tra l'altro divertentissimo commento e in piena linea con il mio giudizio

      ho visto solo Oculus di questi ed è uno di quei film, come Innkeepers, ha diviso tanto...

      vediamo

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    4. Che pacco Godzilla <____< tutte quelle tonnellate di aspettative deluse, puff! The Bordelands è stato addirittura elogiato come degno erede di The Blair witch project. A me non è dispiaciuto, ma non mi ha trasmesso la stessa ansia del capostipite, no no. Babadook invece è un buon horror a doppia chiave di lettura, c'è molto disagio "familiare"in quella pellicola, e ti arriva proprio tutto. Molto brava l'attrice che interpreta la madre.

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    5. Con The Babadook si è creato una specie di "setta" di blogger che lo eleggevano tutti come horror (minimo) dell'anno.
      Per questo ho preferito aspettare e non cavalcare l'onda.

      Oculus, spoilero, per me altra delusione abbastnaza grossa.
      Ed è incredibile che con uno come me che esalta tutto oltre ogni merito con te mi sia incrociato in 3 film che mi hanno così deluso.

      Vedremo ;)

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    6. Finiremo per scornarci allora X) comunque non rischio a capire come facciano ad eleggere film, auto, cazzi e mazzi dell'anno, quando l'anno è ancora nei primi mesi -__- E secondo me BBD non è un horror da tale riconoscimento.

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    7. No, spetta, i bligger videro Babadook l'anno scorso, tra Novembre e Dicembre (quasi una decina di blog tutti contemporaneamente).

      Guarda, Oculus ha tanti pregi ma... o.k, sto zitto

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    8. Ah ok, allora ci può stare. Ti piacciono i found foutage?

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    9. Assolutamente sì.
      Molti ormai li odiano.
      Anche io, lo ammetto, ormai a volte li considero abusati e senza senso ma tendenzialmente mi piacciono molto.
      Credo di averne recensiti almeno una ventina, dovrei ricontrollare per vedere quali mi sono piaciuti tra gli ultimi.
      Al volo mi vengono The Bay, The Poughkeepsie Tapes, Afflected e The Sacrament. Alcuni sono found footage e altri mock, ma la famiglia è quella insomma ;)

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    10. Tutti titoli che non conosco :s ultimamente ho visto Necropolis (bellissimo) e Troll Hunter (bella chicca davvero). Ma nonostante anche io adori questo genere, non lo scoperto con il mitico TBWP, che per mia colpa avrò guardato a più di dieci anni di distanza dall'uscita, bensì con quella figata pazzesca e troppo poco apprezzata di Cloverfield *___*

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    11. -____-" chiedo venia per quel "non LO scoperto"...

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    12. See, figurati, di refusi ne faccio a decine io.

      I 4 che ho scritto sono uno completamente diverso dall'altro, ma per me son tutti da 7 in su (non molto più su).
      Potresti provare anche i due VHS e soprattutto Lake Mungo, quello sì un mezoz capolavoro di genere.
      Ma sto andando a memoria, magari un giorno ci faccio un post sui mock :)

      Su Necropolis non leggermi allora :)

      Troll Hunter e Cloverfield splendidi, sul secondo c'eravamo già incrociati in Godzilla.

      Per aver visto BWP all'epoca dovresti avere la mia età circa.
      Credo tu sia almeno una decina d'anni più giovane, quindi non è colpa tua :)

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  10. E no, mo vado a leggere di corsa quali blasfemie hai scritto su Necropolis! :D Minchia i due VHS bei filmazzi! Preferisco il secondo però, perché c'è storia figata della Go-pro in testa allo zombie, una genialata come poche, e poi per la storia sull'acqua setta orientale, così sfacciatamente ispirata a Silent Hill nel finale che per uno che adora quel videogame è impossibile non uscire pazzo. Il terzo invece, il viral, mi ha molto deluso.
    Comunque son vecchietto, 31 anni ormai :(

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    1. Non permetterti più di infuriarti/dispiacerti/sentirti in dovere di correggere errori, capitano a tutti, se uno sa scrivere si vede lo stesso.

      L'episodio della setta di VHS 2 è uno dei 5 vertici horror degli ultimi 5 anni, l'ho esaltato come pochi.
      Ho recensito anche Silent Hill, per almeno un tempo grandissimi film (ho giocato a tutti i videogame anche io).

      37 io

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  11. D'accordo con te. Soporifero con personaggi soporiferi e atmosfere soporifere. Non mi ha dato niente. Non mi ha fatto divertire, non mi ha fatto emozionare, non mi ha fatto spaventare, non ci ho visto nulla di nuovo. Se questo è l'horror del futuro annamo bene!!!

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    1. Oh, allora non sono l'unico....
      La penso esattamente come te anche se riconosco una grandissima eleganza.
      Ma ascolta, io poi di West ho visto anche The Sacrament e The House od the devil e li ho trovati veramente ottimi...
      Quindi il regista, per me, c'è ;)

      benvenuto

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  12. Pierluigi Tronchetti29 gennaio 2016 14:46

    Capita , a volte, che il mio giudizio inerente ad una pellicola sia troppo affrettato. Fortuna vuole che, nel mio caso, la notte sia portatrice di lucidità e consapevolezza, permettendomi al giungere di un nuovo giorno di avere un quadro decisamente più consono in merito a ciò che era stata la mia visione. The Innkeepers non sarà certo un capolavoro, ma ciò che ha fuorviato così negativamente la mia analisi , altro non e' che la scarsa inclinazione ad accettare la difformità , la non convenzionalità. E' stato solo grazie alla regia( decisamente superiore rispetto alla media nel suo genere) che non ho abbandonato l'idea di poter trovare un senso a ciò che un senso sembrava non averlo : possibile che un così elaborato tecnicismo fosse vanificato da uno script insipido, insulso e privo di coerenza? La risposta risiede, per l'appunto, nella non convenzionalità del lungometraggio. A questo regista si potranno riconoscere tutti i limiti possibili, ma non che non abbia tirato fuori gli attributi , osando, nel creare qualcosa di diverso, di non conforme ai consueti canoni dell'horror, tanto da suscitare sdegno ed orrore( non quello ricercato) anche nei più smaliziati ed assuefatti al genere. A mio avviso il film, la sceneggiatura in primis, e' falsamente incoerente, poiché se il tutto lo si osserva dalla giusta prospettiva, ogni tassello si incastra alla perfezione nel puzzle che andrà a creare il disegno finale. Un disegno che ci parla di soggezione, suggestione e del potere distruttivo che la superstizione esercita sugli esseri umani. Prendi due soggetti , uno dei quali palesemente attratto dall'altro, disposto perciò ad apparire "figo" ad ogni costo pur di far colpo, e collocali in una situazione in cui l'immaginazione scaturita da una presunta storia accaduta molti anni prima, sarà l'input atto a dar vita ad una serie di ossessioni volte alla ricerca, da prima in modo goliardico, poi serioso, di una supposta verità. Una verità , quella dell'esistenza di un fantasma, che cozza prepotentemente con il termine verità stesso, originando una sorta di mondo immaginifico il cui vorticoso labirinto cerebrale non potrà che condurre la personalità più incline alla suggestione verso la completa disgregazione della propria razionalità.

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  13. Pierluigi Tronchetti29 gennaio 2016 14:48

    Aggiungi al tutto gli ingredienti costituiti da una madre con un bambino, personaggi questi confacenti alle congetture più recondite degli spettatori amanti del modus operandi demoniaco, e riversa nel calderone un'attrice televisiva, con presunti poteri da medium, ma chiaramente offuscata dal vizio dell'alcol. Infine fai entrare in scena un ospite inatteso: un sinistro vegliardo dall'inconsueto desiderio di poter pernottare, un'ultima volta, nella spartana stanza dove in un tempo lontano aveva incontrato la propria felicità. Aromatizza generosamente con il tormentato ectoplasma di un'infelice sposa mancata, suicidatasi per l'afflizione nell'essere stata abbandonata sull'altare, e occultata chissà dove in quel vecchio hotel e l'horror e' servito... e su di un piatto d'argento! Un buffet dal quale i palati fini, e non, vedendo tradite le proprie papille gustative, ne usciranno con un gran mal di pancia e una miriade di quesiti irrisolti. Eppure ogni risposta e' al suo posto, conficcata nella logica di un illogico gioco , in verità tremendamente lucido, con cui il regista ci spiazza continuamente, traghettando la nostra psiche nei meandri delle nostre stesse credenze, e ribaltando completamente e repentinamente le nostre frivole supposizioni. Apparentemente sembra non accadere mai niente, mentre in realtà sta avvenendo tutto! Alla stregua della crudele mossa "Kansas City", in cui un'ignara vittima veniva mortalmente sorpresa dal lato opposto rispetto a quello in cui era stata invitata ad osservare, questa pellicola riesce nell'intento di soggiogare lo spettatore, eludendolo( o illudendolo) che quella prospettiva sia migliore rispetto a qualsiasi altra. Una prospettiva intrisa di tutta la nostra suggestione e soggezione , lascito dei soliti cliché su cui si erge il mondo dell'horror e che perciò non potrà che farci desistere dall'accettare un lungometraggio, ed il suo epilogo, dai risvolti così meschini e truffaldini.

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  14. Pierluigi Tronchetti29 gennaio 2016 14:50

    La chiave di lettura dell'intera messa in scena risiede proprio negli interpreti che in essa si muovono, nel loro apparire maledettamente connessi con l'angoscioso vagare di uno spirito inquieto. E così, dopo aver fantasticato su quali diavolerie avrebbero potuto nascondere una madre e il suo infante, siamo dovuti capitolare con la banale accettazione che essi non erano altro che dei semplici "cocci" di ciò che era rimasto di una disgregazione familiare. Anche il castello di aria e carte edificato intorno alla figura dell'attrice/ medium, apparsa sin da subito la più titolata ad interagire con la fatiscente presenza, si e' sgretolato alle prime avvisaglie dello spirare di un vento di consapevolezza: la nostra, che ci ha inequivocabilmente mostrato come la scarsa sobrietà conduce chicchessia ad un eloquio delirante e privo di qualsiasi fondamento e spessore. Ed infine , il tanto agognato ospite inatteso, colui che con la(quasi) sposa suicida sembrava veramente poter avere una sorta di ricongiungimento, una reunion post mortem da far gelare il sangue nelle vene; quelle stesse vene da cui copiosamente, a dar man forte al nostro intuito da investigatori dell'occulto, uscirà il sangue di una morte autoinflitta, forse semplicemente cercata nella disperazione per l'ineluttabile scivolare della sabbia del tempo che, nella clessidra della vita, inesorabilmente esaurisce i suoi granelli. Il puzzle e' completo: il sedicente fantasma esiste solo nell'immaginazione della ragazza e nella farneticante superstizione di chi ne ha partorito la leggenda, poiché , pur avendo raccontato l'esatto contrario, neppure il ragazzo lo ha mai effettivamente visto . Immaginazione che ben presto, grazie alla soggezione e alla suggestione, scandita dalle ansiogene note della triste melodia di un pianoforte, si condenserà con la realtà, sino a prenderne completamente il posto. La realtà e' la topografia di ciò che individualmente crediamo di vedere e sentire; il raziocinio e' la bussola che ci consente di non smarrire il sentiero della ragione. Ci sono situazioni che disinnescano il nostro spirito critico, lasciando deflagrare ogni barlume di razionalità.

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  15. Pierluigi Tronchetti29 gennaio 2016 14:53

    E così, proprio come è avvenuto per la povera Claire, inghiottita dalla spaventosa favola dello Yankee Pedlar Inn hotel, anche noi, ignari spettatori, ci siamo lasciati trasportare dalla nostra fervida immaginazione, che ci ha condotti all' idealizzazione di avvenimenti che ben si confacevano al nostro desiderio di essere , con qualsiasi stratagemma, scioccati e spaventati( il filmato della sedia mostrato a Claire da Luke ne e' il sunto). Smaniosi di avere risposte che giustificassero le presenze degli "abitanti" di quel vecchio hotel, abbiamo smarrito la strada della più logica ragionevolezza: lo Yankee Pedlar Inn e' un albergo ormai prossimo alla chiusura e tutte le figure umane che si muovono al suo interno, dei semplici "inquilini" con il proprio passato e la propria vita. The Innkeepers ha voluto dimostrarci che i fantasmi non sono altro che i fuochi fatui che illuminano la nostra immaginazione. Sfuggono al più rigido controllo cerebrale, alimentati da storie e leggende che il tempo tramanda,sospinti da una leggera brezza chiamata superstizione, dagli angoli più remoti del globo. Il film ci ha circuito, umiliandoci fino all'epilogo e inglobandoci su binari già predeterminati a cui non abbiamo saputo controbattere con la benché minima razionalità. Una conclusione, quella di The Innkeepers, che abbiamo seguito avidamente sino all'ultimo fotogramma, nella speranzosa convinzione che quell' interminabile carrellata in quell'angusto corridoio , potesse svelarci l'arcano segreto attraverso un minuscolo dettaglio seppellito nella polvere di una vecchia fotografia. Niente di irrazionale e' seppellito nella realtà; solo nell' allucinazione dettata dal nostro essere suggestionabili e' possibile riesumare l'artificioso rudere cementato dall'immaginazione.

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    1. Scusa se per al seconda volta su due, dopo Revenant, mi trovo impossibilitato a commentare.
      Ma come fai ad aggiungere cose o a contestarne altre quando leggi una cosa del genere?
      Hai descritto e vivisezionato ogni gesto, ogni personaggio e ogni svolta di trama.
      Io sinceramente ricordo poco ma dopo sto post il film andrebbe rivisto... ;)
      Magari anche io in tutta quella confusione e insipidità che vedevo troverò un senso e un sapore.

      Comunque scrivere cose così, a prescindere dai contenuti, vuol dire avere una passione quasi disarmante

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  16. Visto dopo diverso tempo tentato da tantissime recensioni positive, ma debbo dire che io vado contro corrente come te e dico che Ti West mi ha deluso molto. Di lui ho visto solo l'episodio di V/H/S ma vorrei recuperare The House Of The Dead e The Sacrament ma in home video non sono usciti. Potrei dire che sottoscrivo tutto quello che hai scritto nella recensione e non aggiungere altro, in sostanza ho avuto le tue stesse sensazioni; film con una sceneggiatura piatta senza guizzi ne appeal di sorta, personaggi bidimensionali e scene valide solo nel finale, a fine visione mi sono sentito anche in parte preso in giro dal regista che crea tante attesa per essere disattese in modo disarmante. Io sono anche più cattivo di te col voto perchè non ci ho visto molto eleganza nella mdp e anche l'atmosfera, l'hotel e tutto quello che gli ruota attorno non mi ha preso per nulla, pellicola e per ora regista sopravvalutato (anche se ripeto non ho visto gli altri due lavori del cineasta americano).

    Eppure anch'io come te, sono un cinefilo, sono amante del genere e di tutto quello che è in sottrazione e non urlato e sovraesposto, qui però davvero non sono riuscito ad apprezzare ciò che per la maggior parte di chi l'ha visto sono pregi della pellicola.

    Voto: 5,5

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    1. Ah, sta mezza stroncatura conferma, molto più di quando ci troviamo d'accordo sugli elogi, quanto siamo vicini in ciò che ci piace e no (direi un 90%).
      La "recensissima" di Pierluigi qua sopra ovviamente mi ha messo un pò di dubbi, ma la sensazione provata durante il film la ricordo benissimo ed era di una quasi cocente delusione.
      I motivi sono quelli che ho detto e te hai ribadito, c'è poco da fare. Piatto, bidimensionale, noiosetto, atmosfera non eccezionale.
      Confermo che invece a livello di "mano" c'ho visto parecchie cose buone.
      Guarda, gli altri due film sono completamente diversi.
      Innkeepers è patinato, The Sacrament un mock e THOTD un film stile anni 80, anche per fotografia, da far paura.
      Tre stili completamente diversi.
      io gli altri due li ho trovati ottimi, questo e il corto al massimo sufficienti

      mi piacerebbe li vedessi, sono molto curioso. Peccato ;)

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